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Cacciatori di vampiri 5

di julia, pubblicato venerdì 16 maggio 2014

Oggi è una di quelle giornate in cui starei in letto a mangiare gocciole tutto il giorno... so quanto fanno male ma non posso fare a meno di mangiarle, soprattutto quando mi devo tirare su il morale o quando mi manca il coraggio di fare qualcosa, ma oggi non posso proprio stare con le mani in mano, oggi è una giorntata speciale, oggi devo andare con Christian dal suo capo, colui che mi potrebbe aiutare a trovare mio padre. Mi alzo svogliata dal letto, mi vesto ed eccomi pronta per uscire, non mi guardo nemmeno allo specchio perchè, sinceramente, mi importa meno che niente di quello che possano pensare di me Christian o i suoi strani capi cacciavampiri, l'unica cosa che mi interessa è portare a casa l'unico componente della mia famiglia ancora in vita. Esco e trovo il nostro "brillante" maniscalco che mi aspetta davanti alla porta d'ingresso con la sua jeep rossa, -Buongiorno, pronta?- mi chiede con voce più che serena -Giorno- rispondo io con menefreghismo totale e mi siedo nel sedile anteriore della macchina, Christian mette in moto e partiamo... dopo un oretta arriviamo in una specie di giardino cupo,al cui interno c'è qualcosa che ha tutta l'aria di essere un castello abbandonato, si eleva su quattro piani, ci sono i vetri di molte finestre rotti, pezzi enormi di persiane sono a terra circondati da parti del muro della facciata della casa caduti a loro volta... il colore che mi circonda è grigio cenere,il castello, il cielo, le nuvole, l'odore, tutto mi ricorda quel colore, il mio fantastico autista nel frattempo ha parcheggiato e sta scendendo dal veicolo, io lo seguo, insieme ci avviciniamo alla porta e lui bussa, la porta si apre da sola. L'interno del castello abbandonato è proprio come lo immaginavo: ragnatele ovunque, teli bianchi sopra i mobili, cenere sui pavimenti e grigio che continua imperterrito a circondarmi, Christian mi esorta con un cenno della mano ad andargli dietro, io cammino guardandomi intorno, il pavimento di legno ormai marcio scricchiola sotto le mie scarpe nere, lo seguo, lui si unfila dentro una botola e poco dopo non lo vedo più, allora inizio a camminare più veloce ed entro anch'io dento quella specie di buco nel pavimento, inizio ad urlare, sono come dentro un tubo e sto scivolando, ad un tratto mi ritrovo in una stanza accogliente, c'è il camino con il fuoco acceso, c'è un divano in stoffa rosso e abbinata di fronte una poltrona molto grande e soffice, all'interno del salone c'è un tappeto in stile persiano e affianco c'è un letto a baldacchino beije e rosso, è tutto molto diverso rispetto a pochi minuti fa, adesso mi sento come se fossi a casa, e questa sensazione mi fa molto piacere, - venite avanti- esclama una voce da una camera alle mie spalle, io mi volto e seguo Christian che intanto è entrato, -Ciao, tu devi essere Rachel, Chris mi ha parlato moltissimo di te e della tua testardaggine, piacere io sono Bolivar, sono il più anziano tra i cacciatori di vampiri, ho 1200 anni, vedi, molto tempo fa ho avuto la brillante idea di sconfiggere il bloodsucher, il capo dei vampiri e... lui mi ha fatto un incantesimo che mi costringesse a non avere mai più pace, per l'eternità.- Bolivar è un signore con la barba lunghissima e bianca, è vestito con una enorme giacca marrone e pantaloni neri retti da due bretelle rosse, mi sembra simpatico, - bungiorno signore, si sono io la testarda Rachel Loway- e tiro una sarcastica occhiata a Christian, -mi fa molto piacere conoscerla Bolivar.- continuo io, - oh cara ragazza, dammi del tu, sono vecchio ma non così tanto- ribatte lui, poi si alza e con un gesto ci invita ad andare nel salone dove siamo arrivati...