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NO AL FEMMINICIDIO

di Adriano, pubblicato giovedì 28 novembre 2013

Ciao mamma.
Ricordo quando mi dicevi di non parlare con gli sconosciuti. Allora ero una pargoletta, e io ti ubbidivo senza fare storie. Non parlavo con gli sconosciuti. Non accettavo le caramelle dal signore dell'angolo. Poi superai l'età dell'ubbidienza e iniziai a fregarmene di te, di papà, di ciò che mi dicevate, delle vostre raccomandazioni, dei vostri fottuti rimproveri, dei vostri cazzo di no, delle vostre parole. E' cambiato tutto così velocemente, senza neanche avere il tempo di pensarci su, di riflettere su quello che stava succedendo. Mi sentivo sola in mezzo al mondo. Voi che mi urlavate contro, e io che non vi ascoltavo, voi che piangevate alle mie spalle, e io che ridevo con le mie amiche. Io che non vedevo il vostro dolore e il vostro amore. Io e sempre io. Io a quella scuola del cazzo, io per la strada, io in discoteca. Io con quell'uomo. Io in quel letto. Io che non capivo la vita, troppo grande per me e io troppo piccola per affrontarla da sola. Quell'uomo mi ha rubato i sogni dal cassetto. Tu me lo dicevi che non era l'uomo giusto, ma io me ne fottevo dei tuoi pensieri. Lo amavo e pensavo che mi amasse. Ma quello non era amore. L'amore non provoca la morte. Voglio dirti troppe cose che altrimenti non saprei a chi dire. Ma ormai è tardi, è troppo tardi. Ti amo mamma, davvero. Perdonami. Ciao.