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L'intoccabile eterno di Dio

di Adriano, pubblicato domenica 25 agosto 2013

Dopo che Dio ebbe creato l’uomo, lo popolò di spirito, di vita. Al suo internò gli soffiò un alito di essere. Dopo che Dio ebbe disegnato l’uomo,lo riempì di ingegno e di acuta intelligenza. Dovevano essergli utile a costruire il proprio avvenire. Dopo che Dio ebbe concepito l’uomo,lo fornì di sentimenti. Lo avrebbero reso potente,lo avrebbero reso perdente.Lo avrebbero fatto ruggire,lo avrebbero fatto gemere. Il loro scopo era quello di rendere l'uomo umano. Fatto di carne e sangue, un essere mortale, un essere limitato alla testa del Supremo. Dopo che Dio ebbe creato l’uomo e tutto il suo imponente universo,lo colmò di pauroso coraggio. Doveva approfittarne per affrontare le avversità, i venti contrari, per essere capitano di sè stesso in un bastimento di idee e pensieri, colmo di visi buffi. Dopo, lo affollò di sapiente paura.Dio creò l’uomo.Un essere rispettoso e sregolato.Dio mise nella sua testa un pizzico di luce che sarebbe arrivata lì dove il buio la faceva da padrone. La luce che gli avrebbe illuminato gli occhi mentre suo figlio veniva al mondo. Mentre suo figlio gli prendeva la mano sussurandogli una frase d'affetto. Allora lui doveva ricordare suo padre che non c'era più e di quanto odiava il suo fare.Avrebbe scavalcato le correnti contrarie,avrebbe fatto rinascere germogli,avrebbe riempito tutto di sana felicità.Dio immaginò le gioie in modo da creare un connubio tra felicità e amore.Dio creò allora i ricordi,in modo che nulla andasse perduto negli annali di una vita. Creò i ricordi come effimera gioia istantanea contro la banalità quotidiana. Creò l'arte del ricordare gli attimi più vivi di una vita passata ad assaporare il vento che lento passava attraverso gli occhi e lì ci lasciava il segno.

Creò i ricordi e quando creò i ricordi
Dio ebbe terminato di plasmare tutto il suo intoccabile eterno.