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Elite - capitolo 27

di WolfMoon, pubblicato domenica 19 maggio 2013

Mi rialzai, era una bella giornata, decisi di andare a trovare gli altri che erano venuti con me a salvare Aristide, per vedere se si erano ripresi, dato che mi era stato detto che ero rimasta svenuta per parecchio tempo.
Il primo ufficio che trovai fu quello di Luck. Non sapevo se fosse dentro o da qualche parte, perciò provai a bussare. TOC TOC.
-Avanti- rispose la sua voce
Entrai con esitazione, non ero mai stata nel suo ufficio. Appena fui davanti alla scrivania accennai ad un breve inchino, come mi era stato insegnato e, dato che mi era tornata la memoria, ormai sapevo come comprtarmi con quelli che mi erano superiori di grado.
Quand mi rialzai per guardarlo, me lo ritrovai di fronte. Il suo solito sorriso era svanito e gli occhi erano preoccupati.
-Come stai Ele? Ero preoccupato, sei stata un incosciente- disse con un tono severo e preoccupato al tempo stesso.
Lo fissai stupita e incapace di rispondere, ma quando provai a protestare appena aprii la bocca lui riiniziò a parlare.-Scusa, sono stato sgarbato, solo che quando ti ho raggiunta, tu eri lì a terra sanguinante e priva di conoscienza. E' stato come rivivere il ricordo di come ti ho trovata ma trasformato in un incubo.- Nel dirlo si era inginocchiato proprio come quando si era presentato, e nel sentire la sua voce così preoccupata d'istinto mi inginocchiai e lo abbracciai.
-Sto bene, tranquillo- gli dissi sorridendo.
Per un attimo Luck non rispose all'abbraccio, ma poi mi strinse a se. Chi ci avrebbe visti, avrebbe pensato che Luck mi stesse consolando. Mi trovavo bene tra le sue braccia, mi sentivo protetta. Mi sciolsi dal suo abbraccio e o guardai nei suoi meravigliosi occhi. Sarebbero stati ancora più belli se quella patina di tristezza se ne fosse andata. Desideravo toglierla anche solo per poco, che avevo l'impulso di baciarlo. Non sapevo se avrebbe funzionato ma iniziai a guardarlo come a voler memorizzare i suoi lineamenti, e ad accarezzargli la guancia. Poi sorridendo mi avvicinai alla sua bocca e come una farfalla leggera posai per un secondo le mie labbra alle sue. Rialzando gli occhi verso i suoi, notai che le pupille gli si erano allargate, però non accennava a muoversi, ne ad allontanarmi. Cn calma passai la lingua sul suo labbro inferiore inumidendolo e rendendolo luccicante, pi lo presi tra le labbra facendo finta di morderlo e tirandolo leggermente. Gli scappò un sospiro ma apparte quello ancora niente. Perciò decisi di usare i denti dolcemente per morderlo e lì i suoi occhi si chiusero e le sue braccia furono intorno ai miei capelli. Me li tirò leggermente per farmi mettere la testa come meglio desiderava e la sua bocca fu sulla mia. Prima baciandomi dolcemente, poi sempre più vorace, mettendo la lingua dentro la mia bocca in un bacio appassionato. Mi strinsi a lui per poter sentire i calore del suo corpo. Il suo bacio mi toglieva il respiro, e lo stava togliendo anche a lui, mi allontanò con dolcezza e poggiò la fronte sulla mia respirando affannosamente.
-Ti sono mancata vedo- dissi ridendo col fiatone
-Ho creduto di averti persa per sempre- rispose lui.