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IL SIGILLO DEL FARAONE Cap. XI (seconda parte)

di mariapace2010, pubblicato sabato 18 agosto 2012



Alì si sporse un po' più in avanti per meglio vedere in faccia il nuovo arrivato.



Giovanissimo e senza barba, come aveva detto Smith, il fisico alto e asciutto nascosto entro
l'ampio caftano scuro, la testa scoperta, nera e riccia, a Smith, che chiedeva
impaziente se aveva qualcosa con sé, rispose in tono sospettoso:



"Sei il professor Smith... Roger Smith?"



"Sono io e spero tu abbia ciò per cui sono qui." rispose Smith, squadrandolo da capo
a piedi con atteggiamento poco convinto; Ashraf ricambiò lo stesso tono e lo
stesso sguardo, infine rispose:



"Il papiro della principessa è nelle mie mani, ma... naturalmente... non è qui con me. Non mi pare questo il posto adatto per trattare l'affare. Piuttosto... avete il denaro con voi?"



"Certo che sì!"



"In dollari?"



"In dollari. E sono pronto a seguirti nel posto che vuoi. Devi capire la mia
impazienza: inseguo quel papiro da quando la tomba della principessa è stata
scoperta."



"Seguitemi." Aggiunse, semplicemente, Ashraf con un cenno del capo e girandosi per fare
strada.



I tre si allontanarono.



Alì richiamò l'attenzione di Isabella e con Osor si posero alle calcagna dei tre
compari.





Li seguirono attraversando le rovine e lasciandosi alle spalle anche l'aria
cittadina della moderna Luxor dove le testimonianze di antiche memorie
ospitavano nel loro interno moschee e minareti, testimonianze del mondo moderno.



La strada si arrampicava e precipitava, sempre più stretta e tortuosa, serrando
case di limo a uno o due piani. Avevano tutte terrazzi e scale esterne e le
pareti erano pieni di buchi praticati da incuria e intemperie, visibili anche
al buio. Odore di fagioli e carne in brodo saturava la via.



Davanti ad una di quelle case, quasi in periferia, videro Smith arrestare il passo e
invitare gli altri due a fare altrettanto.



Alì si staccò da Osor ed Isabella e si portò un po' più vicino al gruppetto,
cercando, però, di mimetizzarsi col buio.



"Hai intenzione di farci correre ancora per molto, giovanotto? - sentì la voce di
Smith - Dove si trova questo posto?



"Proprio così. Siamo arrivati." rispose l'arabo.



"Dov'è il papiro? - incalzava l'altro - Lo hai messo al sicuro da qualche parte?"



""Al sicuro, sì! E' al sicuro." disse il ragazzo estraendo da sotto il caftano un
astuccio lungo e stretto che continuava a tenere saldamente in mano.



"Sì! - Isabella aveva, nel frattempo, raggiunto Alì e si era fermata alle sue spalle
- Quello è proprio il papiro della principessa Nefer e quel ragazzo dev'essere
il ladro che ha assalito mio fratello."



"Ascoltiamo che cosa dicono..."



Tesero l'orecchio.



"Dammi questo papiro - udirono la voce di Smith - E' proprio il papiro della
principessa? Fammelo vedere... fammelo toccare..."



"Non avevi detto di non averlo con te, eh... Asraf?" replicò Kessler e l'altro:



"Volevo essere certo che il tuo amico fosse quello che dice di essere e non... un
gendarme, ecco. Un gendarme in borghese."



"Certo. Certo. Piccola volpe astuta. Ah.ah.ah... Faremo ottimi affari noi due. Con il Rosso non si può più trattare: è diventato troppo ingordo."



"Se sapesse di questo affare, Abdel mi scorticherebbe vivo, poi mi lascerebbe agli
scorpioni del deserto. Quanto a voi... eh.eh.. voi avreste un trattamento ancora
più raffinato." ridacchiò.



"Dammi quel papiro." Incalzò Smith in tono sempre più spazientito.



"Prima i dollari. Voglio controllare che ci siano tutti. - Smith tese la valigetta che
reggeva con la sinistra; Kessler la prese e l'aprì; un breve controllo, poi, in
tono assai soddisfatto - Ci sono tutti. Ventimila verdoni tondi tondi."



"Bene, ragazzo. - interloquì Kessler - Puoi consegnargli il papiro. E' tutto a posto."



Lo scambio fu presto fatto e Smith si allontanò col papiro.



"Dobbiamo fermare quell'uomo."



Isabella fece l'atto di lasciare il nascondiglio.



"Aspetta. - la trattenne Alì - Se vogliamo risalire a chi muove i fili di questo
baraccone, dobbiamo controllare anche i movimenti degli altri due."



"Cosa facciamo?"



"Voi due non perdete di vista questi due compari mentre io inseguo mister Smith."





Alì si allontanò dietro Smith e Isabella assistette non vista alla spartizione del
denaro fra i due compari.



"Che cosa farai con tutto questo denaro? - udì la voce di Kessler - E' una bella
sommetta in questo Paese e... soprattutto per un ragazzo come te. Ti comprerai una dozzina di cammelli? Ah.ah.ah. - rise - So che guidi i turisti nelle loro escursioni."



"Con questa sommetta posso lasciare turisti e cammelli dove sono e fare io il
turista. Sì! E' quello che voglio fare. Andrò in Europa... in Italia e farò il
turista... - pose un ginocchio a terra per allacciarsi le scarpe - E non porterò
più scarpe di scadente qualità come queste... comprerò una dozzina di scarpe
firmate... di marca italiana. Come le tue..."



Ma il povero, piccolo truffatore, la volpe astuta, non riuscì neppure a portare a
termine la frase poiché il compare lo colpì sulla testa china con il calcio di
una pistola comparsagli d'improvviso nella mano destra.



Ashraf ruzzolò per terra insieme ai sogni di gloria e di rivalsa.



Dal loro nascondiglio Isabella ed Osor videro Kessler portargli via la sua parte di
bottino ed allontanarsi poi nella direzione in cui era andato Smith.



Dopo
essersi assicurati che il povero ragazzo non fosse morto, i due si posero a
loro volta all'inseguimento di Kessler.



"Essere spregevole! - esclamò la ragazza poi, come stimolata da un pensiero molesto -
Alì!... Questo miserabile scoprirà che Alì sta inseguendo Smith. Le sue
intenzioni sono chiare: dopo aver eliminato un compare, vuole liberarsi
dell'altro, recuperare il papiro e rivenderlo... forse ad Alessandro... ma certo! Sono sicura che i suoi disegni siano proprio questi: vendere il papiro ad Alessandro, liberandosi
degli scomodi compari... Andiamo, Osor. Dobbiamo raggiungere Alì prima che questo
delinquente lo sorprenda alle spalle."





Il confine tra preda e cacciatore è così labile e sottile che talvolta tende ad
invertire i ruoli: Alì, che fino a quel momento era stato il predatore di
Smith, neppure si accorse d'esser diventato la preda di Kessler, a sua volta
diventato preda di Osor, che, però, non fece in tempo ad evitare l'aggressione
di questi.



"Brutto ladrone! - Isabella lasciò le ombre screziate dal chiarore lunare e sorprese
l'uomo alle spalle - Che cosa gli hai fatto?"



L'uomo si voltò.



"E
tu da dove spunti, ragazzina? - poi, guardandola meglio in faccia - Ma io ti
conosco. Sei la sorella del professor Alessandro. Che cosa ci fai in giro di
notte da sola?"



"Non sono sola, brutta canaglia. - Isabella si chinò su Alì che intanto stava riaprendo gli occhi - Brutto truffatore. Ho visto tutto quello che hai fatto e lo dirò a mio fratello. Ti
farò arrestare e vedrai quanto scomode sono le prigioni di questo Paese."



"Eh.eh. - ghignò quello - Che cosa credete di fare, tu e il tuo amichetto? Vi credete
così furbi da fermare Kurt Von Kessler?... - rise ancora, mentre tirava fuori
della tasca il revolver con cui aveva colpito Ashraf alla testa - Adesso
lasciatevi impacchettare, altrimenti vi faccio la bua... ah.ah.ah." continuò a
ridere,



Alì, che si era rialzato ed era ancora stordito, raccolse da terra una grossa
spranga e con quella mosse contro l'uomo che lasciò partire un colpo.



Quello che seguì, però, lasciò tutti senza fiato, soprattutto Kessler: la mano di
Osor, energica e poderosa, comparsa sulla spalla del ragazzo, fermò la
pallottola.



"Co... cosa? - balbettò Kessler mentre la prodigiosa creatura si faceva avanti -
C..chi è co...costui?"



"Il tuo incubo, amico!" fece Isabella.



"Co...come ha fa...fatto a ferma...re il proietti...le" continuava a balbettare l'uomo.



"Giochi di prestigio! - lo irrise Alì, massaggiandosi la testa, nel punto dove era
stato colpito - E' il Genio della Lampada: il mago più potente di tutti i tempi
e se lo fai arrabbiare, è capace di trasformarti in uno scorpione... Vorresti
essere trasformato in uno scorpione?... Oh, che male al collo!"



"Dobbiamo recuperare il papiro." fece osservare la ragazza.



"Tranquilla. Acciufferemo Smith prima che prenda il volo... Oh, che gran botta! Questo
bastardo ci è andato giù pesante, Tienilo lontano da me o, per la Barba del
Profeta,lo affido alle cure del nostro Genio!"



"Poverino!- scherzò Isabella Non vedi com'è stralunato?"



"Uhhh! Che cosa ne facciamo?... E' solo spazzatura!"



"La buttiamo a fiume!" scherzò ancora la ragazza.



"Ah.ah.ah... forse è meglio consegnarlo alla Polizia."



Così fecero; consegnarono Kessler alla Polizia e si posero sulle tracce di Smith che
nel frattempo si era portato fuori del centro abitato.