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La Parca dal cimurro ha tratto un figlio

di jenagamuna, pubblicato martedì 21 febbraio 2012

La Parca che sgranocchia le frattaglie

trasuda la bellezza in un sussurro:

"Compratelo, vi prego, il mio cimurro

al prezzo di un amore sodo e ottuso."

Gli artigli affonda eterei nel granito

ch'esulta scaracchiandole un barrito:

"La Morte, nessun uomo ha mai deluso".

Guardate guardate!

capretti allo spiedo

con truci risate

trapassan l'aedo.

Perire è sublime

fra stagni e bismuti

suggendo le rime

di versi canuti.

Già ribolle maremma

di titanici peti

scardinando i segreti

dell'iperbole gemma.

Nella notte senza spalti

donne nude fan baldoria:

la vagina invoca Storia

catramata di cobalto.

L'eterno sapor d'equiseto

drappeggia le forme ondulanti

dei satiri con le baccanti

protesi sul bordo del feto.

Bandiere garriscono pugnaci

gettando scompiglio nel romanzo.

La gazza ruba il cuore del ganzo

poi giace con il Re dei rapaci.

La Parca dal cimurro ha tratto un figlio

nel padre e nello spirito trimurti.

"Dilaga! e non lasciare che a sedurti

Alice si trasformi in un coniglio!"