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IX Legio -capitolo dodicesimo-

di dany94, pubblicato martedì 15 novembre 2011

Capitolo dodicesimo

Teschi, arditi!


Pianeta Eon

Confederazione di Solaria, settore Solaria XII

C.Y. (Confederate Year) 16.709


Quando la granata al plasma impattò al suolo, questo parve ribollire, sussultando dall'interno per scagliare in alto un geyser di terra e fiamme bluastre; schegge sparate alla velocità di centinaia di metri al secondo si dispersero a ventaglio in tutte le direzioni, rimbalzando come pioggia contro la corazza laterale del APC distrutto e in fiamme.

Il crepitare delle mitragliatrici laser degli alieni e di quelle blaster e a rotaia magnetica degli umani infervorava l'aria, riempiendola di fischianti pallottole che andavano, nella maggiore parte dei casi, a conficcarsi inutili contro ripari di fortuna, cadaveri già sforacchiati e terreno acquitrinoso.

I cannoni a rotaia elettromagnetica, nelle retrovie umane, stavano tuonando uno dopo l'altro, battendo con forza le postazioni aliene, coadiuvati nel tiro dai droni-camera e dalle segnalazioni aeree.

Da quaranta minuti era in corso un incursione delle truppe d'assalto Teschio per posizionare i Triangolatori Diradis.


Un proiettile energetico perforò la corazza balistica del granatiere semplice Stren, penetrando l'osso della spalla e uscendo con un fischio acuto dalla scapola. Frammenti d'osso e schizzi di sangue furono proiettati tutte nel verso del proiettile, ticchettando contro i compagni del granatiere, che stramazzò a terra, il suo urlo di dolore soffocato dalla maschera antigas a forma di teschio rimbombò, come il rintocco delle campane, dentro il vocal-link, giungendo alle orecchie dei suoi compagni.

Bard si gettò a terra, ignorando la fitta di dolore che percorse la sua schiena quando lo zaino contenente il purificatore e il serbatoio dell'aria ci rimbalzò sopra. Reggendo il fucile con la sola mano destra, il medico strisciò, completamente schiacciato in mezzo al fango rosso, verso il compagno ferito.

Un colpo di cannone bio-cinetico di un picchiaduro, così i soldati chiamavano quei particolari cannoni alieni, impattò contro il terreno solo venti metri più avanti, e a Bard sembrò che fosse esplosa una granata a mezzo metro dalle sue braccia: il suolo venne scagliato in alto come un altro geyser, ricadendo pesantemente sulla fanghiglia insanguinata che da diverse settimane aveva preso il sopravvento sulle acque del fiume, prosciugato ormai del tutto dai colpi dei cannoni al plasma e di quelli a rotaia.


Il medico raggiunse con un poderoso colpo di reni il suo compagno riverso a terra, immerso nel proprio sangue al quale tentava di impedire di uscire schiacciandovi contro la mano dell'altro braccio. Notò subito che la ferita di Stren andava curata nell'ospedale di Ankara, la città più vicina alla linea del fronte, e che lui non poteva che cercare di tenerlo in vita sino ad allora.

Le mani protette da due saldi guanti neri corsero alla valigetta metallica che portava legata alla cintura, fece scattare la serratura a due blocchi ottagonali e ne sollevò il coperchio, stringendo i denti quando un'altra granata esplose a pochi metri da lui.

Pulì il gratias dalla lordura piovuta dall'alto e montò la punta in plastacciaio sterilizzato, caricando poi la cartuccia di resuscitates all'interno del cane. Appoggiò la canna vicino a dove il proiettile aveva devastato la spalla e premette il grilletto; la cartuccia semiliquida venne sparata dentro le vene, accelerando un processo di cicatrizzazione temporaneo.

«Tieni duro, grenadier!».


Il sergente granatiere Nadeer raggiunse il medico quasi buttandosi a terra; l'orlo del trench era lordo di sangue e di fango, e i suoi gesti erano nervosi e accelerati dall'ira e dall'adrenalina che scorreva a fiumi nelle vene.

«Mettilo dietro un riparo e contrassegnalo! Una x se muore, una virgola se vive!».

«Comandi!».

Barda afferrò per la collottola il compagno ferito e procedendo a capo chino se lo tirò appresso, muovendosi verso un pugno di sassi che un tempo affioravano dall'acqua, e che ora emergevano da un letto di fango e sangue. Il cielo era scosso dalle luci degli Aerial che passavano sul campo di battaglia per sbarcare APC da usare come scudi o recuperare le squadre di Teschi che avevano completato i loro obbiettivi.

Una fila di colpi di mitragliatrice laser esplose a poca distanza dal medico, che imprecò:

«Oh maine Azuras Götter

Nadeer si alzò da quella posizione inginocchiata e vulnerabile per fare copertura al medico, muovendosi con pochi passi in diagonale per coprirlo e fare fuoco sui terrapieni alieni; il suo fucile laser d'assalto crepitò urlando qualche scarica di furiosi raggi energetici.



All'interno della maschera, lo HUD lo assisteva nei suoi movimenti, dandogli una migliore visione della zona attorno a sé e facendoli vedere quali dei suoi compagni erano presenti nei dieci metri più vicini. Dardeggiando con gli occhi a destra, attivò il canale comunicativo ad ordini oculari, e si mise subito in contatto con il cecchino della squadra.

«Flavius, un po' di copertura non guasterebbe!».

«Dove?», la voce del cecchino era calma come al suo solito.

«LA MITRAGLIATRICE, IDIOTA!», Nadeer sbottò evitando al contempo un folata di schegge infuocate dovute alla detonazione di una mina anti-uomo. Il sergente si buttò con un salto contro un rilievo di meno di un metro dietro al quale si erano radunati alcuni suoi compagni.

«Quanti Triangolatori!? Quanti ne restano?».

«Uno!».

«Dammelo! E tu, spara con il lanciagranate», Nadeer afferrò il triangolatore, stringendo nel pugno quel piccolo disco metallico con tre puntini rossi posti su tutte e due le superfici. Schiacciò tutti e tre questi bottoni con le dita, facendoli illuminare per un secondo, poi fece un cenno al commilitone con il lanciagranate.

Con un movimento rapido, Immanuel sbirciò oltre il riparo, calcolando con l'ausilio dello HUD la distanza e la traiettoria necessaria per colpire la trincea, quindi sparò tre granate, una dopo l'altra.

I bagliori delle esplosioni proiettarono ombre frastagliate sulla squadra di soldati appostati dietro il rilievo. La forza di quelle esplosioni mosse una pioggia di detriti oltre i Teschi.


Approfittando del momento di confusione, Nadeer si sporse oltre il rilievo e scagliò il Triangolatore Diradis con tutta la forza che aveva, sferrando quell'oggetto come un frisbee. In quel momento una raffica di mitragliatrice laser fulminò il riparo, spingendolo a gettarsi a terra onde evitare di sperimentare l'esistenza da scolapasta “vivente”.

«Chiama un Aerial, dai!», esclamò il sergente dei granatieri, abbassandosi per evitare una seconda scarica di mitragliatrice e fucileria laser. Si era rivolto al membro della squadra addetto a fare da HUB per i compagni: il caporale HUB vocal-link Arkel.

«Aerial 5, Aerial 5! Qui squadra Teschio 5! posizione rossa, tracciante attivo! Vieni a prenderci!».


La Gunship GOV-38 “Aerial”, contrassegnata sulla fiancata da un grande “5”, orientò i reattori laterali verso la linea del fronte alleato e si avviò verso quello nemico. Un missile AA sgusciò fuori da una trincea, sfrecciando verso il muso della gunship, che si salvò dalla distruzione attraverso i droni-camera tiratori scelti, i quali spararono con i loro cannoni automatici per intercettare il missile, distruggendolo a mezz'aria.

Virando a bassa quota per offrire alle postazioni nemiche il lato protetto dal fuoco dei quattro droni-camera tiratori scelti, la gunship toccò terra abbastanza vicino per permettere alla squadra di imbarcarsi in tutta fretta, coprendo anche Barda, rallentato dal doversi portare a spalla il commilitone ferito Stren.

Aumentando l'afflusso di cyanocriosta ai reattori, la gunship si levò in alto e, orientati i reattori in modo da volgere le fiamme verso la trincea nemica, si spinse verso quella confederata, superando in un secondo e mezzo i cinquecento metri della terra di nessuno.

Podcast del dottor D:

Dodicesimo capitolo, terzultimo prima della grande offensiva! In questo Podcast più che darvi dettagli e altre informazioni voglio ringraziare due amici, che ho inserito nel ruolo che tanto desideravano. uno è meno presente, ma ci sarà ancora :)

Per il supporto che mi date, a voi l'onore dell'incursione nelle linee nemiche, sergente Teschio Nadeer e cecchino Flavius!

I Teschi agiscono sempre come carne da cannone, ma con un minimo di organizzazione e copertura in più, essendo truppe scelte. hanno ad esempio gli HUD, le gunship a coprirli e qualche APC per muoversi in fretta.

Saprete nei prossimi capitoli maggiori dettagli su Bare, Resuscitates, Gunship e triangolatori DIRADIS.

Alla prossima!