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VisioniAlternative: Vuoti a rendere (2007)

di Garp89, pubblicato giovedì 20 ottobre 2011

Ero abbastanza indeciso su quale film scegliere per inaugurare la rubrica, ma alla fine ho scelto questo per due motivi: è uno degli ultimi che ho visto ed è anche abbastanza rappresentativo di quello che vorrei essere lo spirito di VisioniAlternative: un film originale ma senza pretese, molto carino e ingiustamente poco conosciuto.

VUOTI A RENDERE (titolo originale: Vratné lahve) di Jan Sverak, deliziosa commedia proveniente dalla Repubblica Ceca. Innanzitutto due parole d’obbligo su questa coppia protagonista indiscussa del panorama cinematografico ceco odierno: Zdenek e Jan Sverak, padre e figlio, attore, umorista e sceneggiatore il primo, regista il secondo. Non so chi di voi li conosca, ma non sono certo degli sconosciuti: insieme hanno firmato film pluripremiati come “La scuola elementare” (nomination agli Oscar nel 1992) e “Kolya”, vincitore dell’Oscar al film straniero nel 1997. Qui danno vita a una commedia agrodolce che affronta in tono disincantato il tema della terza età e della “pensione”, intesa come quel periodo della vita che segue anni e anni di duro lavoro e in cui ci si scopre improvvisamente avanti con l’età e con la giornata completamente vuota davanti a sè.

Zdenek Sverak interpreta Josef Tkaloun, un anziano professore di letteratura che decide di dare le dimissioni, sentendosi ormai fuori posto nel rapporto con i ragazzi del liceo dove insegna. Se non che capisce presto che la vita a casa con la moglie, donna buona e generosa ma severa e compita, non fa per lui. Decide quindi di trovare un nuovo lavoro, prima come corriere in bicicletta e poi, in seguito a un infortunio, in un supermercato come addetto al ritiro delle bottiglie di vetro usate (i vuoti del titolo). Ed è grazie a questo lavoro che lo mette a contatto con i clienti, insieme al suo carattere gioviale e incline alla fantasticheria, che Josef incomincerà “involontariamente” a intromettersi nelle vite di chi gli sta accanto, portando una ventata di allegria e ottimismo anche nella propria. Dall’anziana signora che vive sola, all’arcigno e taciturno collega di lavoro, al giovane e impacciato vicepreside della sua scuola, tutti ritroveranno fiducia in sé stessi e anche l’amore grazie al provvidenziale aiuto del buon Josef…

Sullo sfondo di una Praga frenetica ma pur sempre romantica, il protagonista si muove come un novello “Amelie Poulain” con l’entusiasmo di chi non si rassegna di fronte al passare del tempo e crede ancora che la vita possa riservare sorprese e emozioni anche a sessant’anni. Sono evidenti le affinità di questa pellicola con il più famoso film francese,in parte nella trama di fondo e in parte nello stile, con quel mix di humor e malinconia trasognati che hanno decretato il successo di “Amelie”.Qui però l’atmosfera e i personaggi sono più “umani”, ragion per cui credo che il film possa risultare godibile anche per chi non si è lasciato entusiasmare dalle atmosfere sognanti del film di Jeunet.

In ogni caso questo film è per me un buon esempio di quello che in Italia ultimamente non si riesce a fare: una commedia semplice, intelligente,ironica, persino irriverente nell’affrontare temi come la vecchiaia e la fedeltà coniugale, senza però scadere mai nel volgare, e che non si riduca alla serie di storielle e personaggi stereotipati che imperversano nel cinema nostrano degli ultimi anni. Sicuramente in questo aiutato dall’interpretazione degli attori, tutti molto ben calati nei loro ruoli, su tutti il protagonista, un simpatico e giocondo “Sean Connery ceco” (è abbastanza incredibile la somiglianza con il divo scozzese).

Per chi vuole gustarsi qualcosa di diverso dalle solite commedie, un film che riesce a essere divertente e toccante al tempo stesso.