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Un morto, un contuso: due gli arresti - Versione parziale

di vennyrouge, pubblicato lunedì 13 giugno 2011

Lunedì che precede la missione di lavoro

Marco chiama al telefono il collega Giovanni: tatata, tatataaa

Giovanni: ao! ... Sei tu.

Marco: tatatata, ttaaa…

Giovanni: dai, Marco sono nero ... Devo andare in Sicilia.

> A sì! E come mai? Ti pensavo in partenza per la Toscana. Cos’ è accaduto?

- Mi ha chiamato Sandro, c'è da fare un’ispezione urgente a Messina. Io mi domando perché sempre a me, chiamano…

> Mi spiace, capisco. Chissà perché procedono per urgenza e mai con la programmazione.. Io non lo comprendo. Poi magari vai lì e scopri che non c'era niente di prioritario. Tutte minchiate…

- e io dovevo andare dal dentista merda. Non mi danno mica i soldi per andarci privatamente! Avevo un appuntamento in settimana e poi ... va beh ... scusami Marco, ora mi stanno chiamando nuovamente dall'ufficio, avverto l’avviso di chiamata

in sottofondo, ci sentiamo più tardi.

> Ciao!

Svolgere continui controlli ai depositi dei mezzi, in tutta Italia, lo sta uccidendo. Accadrà anche a me? Poi, effettivamente pare, che i colleghi interni difettino con la geografia. Pensano, sia facile andare ad esempio da Roma a Messina - e che ci vuole? Prendi l’aereo … Sbarchi e usi l’auto a noleggio… vai e ritorni, e se serve, puoi farlo nella giornata. Si, sembra semplice. Faccio un esempio? Una volta mi recavo spesso in Sardegna per svolgere questa mansione. L’aereo lo prendevi, ovviamente, di mattina. Quello delle sette e quarantacinque non andava bene, dovevi metterti in strada alle cinque. Infatti, da casa mia alle partenze, ci voglio circa 45 minuti ed alle sei del mattino sul gran raccordo anulare già trovi il traffico, basta un incidente e rimani imbottigliato. Quando arrivi a Fiumicino, poi devi parcheggiare l’auto alla lunga sosta che dista almeno un paio di chilometri dall’aereo porto. Dopo di ché, con la navetta arrivi alla biglietteria. Se sei stato furbo hai prenotato in rete o almeno al telefono, ti risparmi il tempo di doverlo fare allo sportello. Altrimenti è già tardi per tutto e puoi rinunciare anche alla tua mezza giornata di lavoro. L’aero che utilizzavo generalmente decollava attorno alle 9,00. Quando sei a bordo, ti ritrovi stipato come un’acciuga ed hai già subito una perquisizione, quasi corporale. Dove nel frattempo tanto una poliziotta carina quanto una bruttina ti hanno ben scrutato consadismo mentre ti toglievi la cintura con fibbia in metallo. Mentre il pantalone classico, oramai ti è calato alle mutande e sei ancora intento a recuperare il tuo prezioso orologio con le fedi dal cestino: perché fidarsi e bene ma a non fidarsi è meglio. Dopo che sei stato scaricato al gelo o al caldo del piazzale prospiciente l’aero e ti ritrovi, con il vicino accanto, il quale, nell’attesa non ha di meglio da fare che telefonare continuamente a qualcuno: chi chiamerà alle 8.30 del mattino? Rimproveri e litigate sono scene consuete - lo credo bene, ma a chi vai a rompere le scatole a quell’ora?! Si parte, quindi, col puzzo del cherosene nell’aria, perché l’aspirazione è stata accesa, solo pochi minuti prima del decollo, mentre i motori avevano già scaldato da qualche tempo. Il volo dura pochi minuti, è vero. Scesi ad Olbia, come a Sassari oppure a Cagliari, la storia ricomincia. Attendi anche mezzora, prima che qualcuno ti porti la scaletta ed aspetti con l’aria condizionata al minimo. Poi con i capelli ritti a mo’ di stoppino e -se qualcuno ti da fuoco ti appicchi pure, ritirato il maltrattato bagaglio, superati i bonaccioni cani poliziotto, sempre presenti… Ti rechi all’autonoleggio per avere una vettura. Firmate le carte - c’è sempre qualche bozzo, non registrato o la benzina che manca rispetto al pieno che dovrebbe esserci e tornato agli uffici una volta corretto e scappi via, si sono fatte le 11 ,00. Arrivi sul posto a mezzo giorno. Tra saluti, convenevoli e altro si è fatto pranzo Il funzionario, in ufficio, ti rimprovera, giustamente, perché si è già fatto tardi. Ora che fai qualcosa è l’una e il deposito chiude fino alle 15. Ti metti a mangiare e bene che ti vada t’ingozzi, rivedi le tabelle, i conti e sei già in ritardo sulla marcia. Sei andato solo per la giornata e cominci ad essere preoccupato per il rientro, potresti non avere finitoper tempo e ritrovarti a rimanere ad ultimare le cose. Quindi dovrai disdire l’aereo e cercarti un Albergo. Se, invece, sei sceso per tutta la settimana, ti preoccuperai in ogni caso, perché non hai idea se in ultimo rientrerai effettivamente da Olbia, da Cagliari oppure da Sassari. Dovresti ultimare il percorso all’inverso, consegnare la vettura noleggiata. Salire sull’aereo ed arrivato a Roma, riprendere la tua vettura al parcheggio. Pagando il tutto sempre con le carte di credito che ti augurerai anzi ti procurerai d’averle sempre funzionanti e capienti. - Arrivare a casa con diversi imprevisti è la regola. Oramai saranno le undici della sera. Per il giorno dopo, magari ti avranno già fatto sapere che dovrai presentarti a Napoli oppure a Lucca: una follia, se non sei più che organizzato e paziente e s’è inverno e fa freddo - e sembra proprio che ogni inverno sia così, oppure sbaglio? Sarà stressato, mi rassicuro e torno a concentrarmi alla guida....By Venni Rouge

- Potrai trovare l'intero racconto sul libro: Stavo cercando di stendere un filo di Veniero Rossi edito della Feltrinelli Editore -