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Cuore d'Angelo

di fiordiloto, pubblicato giovedì 13 gennaio 2011

Il ragazzo era morto. Lo si capiva dalla rigidità del corpo, tipica dei cadaveri, e dalla perfetta immobilità del petto, che avrebbe dovuto alzarsi e abbassarsi aritmicamente se fosse stato vivo.

Probabilmente è opera di qualche ladro, pensò la ragazza al suo fianco, fissandolo assorta. Devono averlo ucciso per frugare fra le sue tasche.

Era alta e flessuosa. Le orecchie a punta e i capelli rosso fuoco la identificavano come appartenente alla stirpe degli Evils, demoni della notte. Accanto a lei, quieto e silente come una statua, un lupo nero fissava il ragazzo morto con grandi occhi di tenebra rossa.

"Sembra che sia opera di qualche avido furfante. Che ne pensi Miyu?"

"Sembra di sì", convenne lei, chinandosi sul cadavere. "Un vero peccato. Questo umano è così affascinante...Potrei inquinare il suo cuore e farlo tornare in vita come mio servitore. Non trovi anche tu che sarebbe un giocattolo interessante, Sogen?"

Il lupo arricciò il naso. "Miyu, come tuo guardiano devo ricordarti che ti è impedito usare la magia oscura fuori dalle mura della tua scuola! Se le alte sfere demoniache venissero a conoscenza di un fatto simile, tu verresti espulsa e non potresti più diventare un vero Evil"

"E' nella natura di noi demoni trasgredire le regole. Lo sai anche tu. Nessuno se la prenderà a male se esaudisco un mio capriccio"

Il lupo emise un suono profondo, simile ad un sospiro. "Fa' come desideri"

"Precisamente", rispose Miyu con aria di sfida. "Farò esattamente come più mi garba"

Ciò detto, giunse le mani e poi le alzò, invocando tutti i poteri demoniaci di cui era in possesso. La notte e le ombre le vennero in soccorso, raccogliendosi fra le sue dita. Con la magia, Miyu ne fabbrico un flauto nero come l'inchiostro e se lo portò alla bocca. Le note iniziarono ad uscire in una lugubre danza, avvolgendo il ragazzino morto in un sudario di tenebre.

Poco a poco, qualcosa uscì dal petto del cadavere. Aveva la forma di una pietra levigata, una sfera limpida come il mare al mattino. Miyu smise di suonare e la raccolse fra le dita, osservandola estasiata.

Il cuore del ragazzo...

"Che magnifica anima limpida!", sogghignò. "Ha il colore argentato del mare al mattino. Per rendere questo ragazzo mio servo, basterà contaminarla e spegnere questa luce così abbagliante!"

Quindi cominciò a salmodiare una nenia incomprensibile in una lingua oscena. Le parole erano gravi, e avevano il ritmo di una marcia funebre. Più continuava, più la pietra fra le sue dita perdeva brillantezza, come se si appesantisse.

Era quasi diventata del tutto nera, quando...

"Miyu! Fermati!"

La ragazza fece una smorfia e si voltò, sul chi vive, fissando l'oscurità con occhi da gatta infastidita.

"Chi è la?"

Nella poca luce, prese forma una figura.

Dapprima sembrava quasi umana, poi Miyu si avvide e degli anelli d'oro che portava alle braccia e alle caviglie, della tunica bianca e della lucentezza della sua pelle purissima. Innaturale per un essere umano.

Un Cherubino!

"Aine...", mormorò con disprezzo. "Che diamine ci fai qui?"

"Potrei chiederti la stessa cosa", disse la sua interlocutrice. "Ho avvertito un'aura spiacevole, ed ho capito subito che si trattava di un Evil venuto a compiere qualche malefatta. Ma non mi aspettavo di trovare te"

"Sempre all'erta, vero?", la schernì l'altra. "Ma questa volta arrivi tardi, angelo mio. Ho deciso di fare di questo ragazzino il mio nuovo giocattolo e guarda!", disse, indicando la sfera che teneva sul palmo della mano. "Questo è il suo cuore. L'ho contaminato con la mia magia. Ormai è quasi nero"

Aine non si lasciò intimidire, continuando a fissarla in silenzio.

"Non dici nulla?", domandò Miyu, melensa. "Ma non mi dire! Persino una suorina in odore di santità come te può restare senza parole?"

Ma il silenzio di Aine era carico di sfida, non certo di timore.

Avanzò decisa e strappò letteralmente il cuore del ragazzo morto dalle dita di Miyu.

"A te piacciono le sfide, giusto?", domandò. "Te ne propongo una interessante, allora. Se riuscirò a purificare il cuore che tu hai contaminato, dovrai rinunciare a rendere il suo possessore un tuo servo, e andartene subito"

La cosa piacque a Miyu. Del resto era un Evil, la sua adorazione per le sfide era seconda solo al piacere che provava nell'infrangere una regola.

"D'accordo", acconsentì. "Provaci pure, se ti va. Ma poi non correre a ripararti piangendo, quando fallirai!"

"Se fallirò è tutto da vedere", replicò Aine.

Il cuore che teneva fra le mani pulsava di magia nera. Era quasi perso. Ma lei non si lasciò scoraggiare. Lo tenne ben stretto vicino al petto e focalizzò nella sua mente le rune angeliche che significavano Purifica e Guarisci. Chiuse gli occhi e mormorò una preghiera a fior di labbra. Tutto il suo corpo cominciò a brillare, come se l'avessero acceso dall'interno. Quella luce calda si trasmise da lei alla sfera. Aine la sentì pulsare fra le sue dita come un cavallo scalciante.

Piano, altrimenti la distruggerai. Le disse una voce interiore.

Con un ultimo sforzo, modulò la sua luce. Toccate dal potere angelico, le tenebre si sottomisero e poco a poco si diradarono.

Aine riaprì gli occhi soddisfatta. Aveva i brividi e sudava freddo, ma ora il cuore era tornato a brillare di luce propria nel palmo della sua mano.

"Non è possibile! Come ci sei riuscita?", domandò Miyu, indispettita.

"Non è stato facile", ammise lei. "Ma la vittoria è mia, Miyu. Tu e il tuo lupo infernale avete perso, quindi ora rispettate i patti e sparite!"

"Brutta...!"

Miyu fu interrotta da Sogen, che l'afferrò per un bordo della casacca in gesto d'avvertimento.

"Ci sono regole che non puoi trasgredire, Miyu", le ricordò. "Una volta che una sfida e conclusa non ci sono possibilità d'appello. Questa volta ha vinto Aine"

Non c'era altro da fare. Miyu fissò la sua avversaria con astio, imprecando fra i denti, ma non si azzardò a replicare.

"Per stanotte ti è andata bene, angelo mio, ma la prossima..."

E lasciò la frase in sospeso, a risuonare in un silenzio inquietante.

"Non ci sarà una prossima volta, Miyu", disse Aine fra sé.

Ma parlava alla notte. L'altra era già sparita.

"Menomale, è andata via!", disse una voce maschile, argentata e molto vicina.

Aine non si stupì. Era abituata a sentirla.

Alla cintura portava appesa una katana, che in quel momento fremeva dalla voglia di uscire dal fodero. Lei la estrasse e sorridendo se la portò dinnanzi al viso.

"Quella Evil ti incute forse timore, Shion?"

"Non essere ridicola", rispose la spada. "E' solo che non sopporto gli Evils e il loro fetore!"

"Sono arrivata appena in tempo", riflettè Aine fra sé. "Se questo cuore fosse stato contaminato del tutto avrei perso in partenza, fallendo così anche l'esame per diventare Serafino. La mia prova finale consiste nel riportare in vita e proteggere questo ragazzo umano. Non permetterò a nessuno di mettersi sulla mia strada"

"Il lavoro non è ancora finito", le ricordò la spada. "Devi ridare la vita a questo corpo, e anche allora non sarà che l'inizio"

Aine annuì. Non c'era bisogno che Shion glielo ricordasse. Ogni Cherubino desidera proteggere l'umano che gli viene affidato più di ogni altra cosa.

"Dammi una mano", disse rivolta alla spada. "Avrò bisogno anche di te, per ridare la vita a questo ragazzo umano"

La spada allora vibrò fra le sue dita, cambiando stato. Più nebbia che forma, per un attimo parve disperdersi nella notte come bruma. Un istante dopo, però, sotto gli occhi vigili di Aine, la spada riunì le molecole del suo corpo in una diversa sembianza. Ora era un ragazzo sui vent'anni. I capelli avevano conservato il colore argentato del metallo, mentre gli occhi avevano assunto la singolare colorazione del fumo.

"Ai tuoi ordini"

Come avevano fatto già diverse volte durante le esercitazioni pratiche, lui ed Aine si chinarono all'unisono sul cadavere. Aine teneva il suo cuore sospeso sopra il corpo, e lentamente lo faceva ridiscendere nella sua postazione originale.

Infine, si disposero lei alla testa e lui ai piedi del ragazzo. Shion gli bloccò braccia e gambe con fermezza, mentre Aine gli teneva la testa fra le mani e apriva i suoi canali energetici per lasciarvi scorrere la vita.

"E' pronto", l'avvertì Shion.

Tutta compresa nel suo compito, Aine abbassò il capo e sfiorò con un bacio le labbra fredde del ragazzo. Non era un bacio per infiammare, bensì un bacio per curare e rinfrancare. Una scintilla elettrica, che esplose schizzando via dal suo corpo per insinuarsi in quello di lui.

Il ragazzo inarcò la schiena, come se avesse preso la scossa, ma fu trattenuto prontamente dalle braccia allenate di Shion.

"Avrà funzionato?", chiese questi, dopo qualche istante di silenzio.

"Non lo so", rispose Aine dubbiosa.
Era la prima volta che tentava quell'incantesimo fuori dalle mura della scuola, perciò non poteva essere del tutto certa del risultato.

La sua espressione assorta si tramutò in un sorriso, quando il ragazzo emise un profondo respiro e strizzò gli occhi, prima di aprirli incontrando i suoi.

"Sono...vivo?", domandò, incredulo.

"Sì", rispose lei, con voce tiepida. "Sei vivo"

To be continued...