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Cinque sillabe amare

di Schnier, pubblicato giovedì 1 gennaio 2009

Accoglie le barche,
come arabesco di fari e lampioni,
cinque piccole perle,
un solo guscio di terra,
cinque grappoli dolci,
alla stessa vite aggrappati,
cinque parole in rilievo,
sul carapace riemerso del colosso marino,
esausto, disteso sulla ligure riva,
immobile, giace,
pur di non cedere al mare,
quei sedimenti di sale, mattone e farina,
per non scrollarsi dal dorso
le finestre e i portoni,
per non far rotolare,
come frane di pietra,
le strade e le piazze,
le gronde e i camini,
le vecchie con scialle e le gambe robuste,
per non vedere tuffarsi,
negli abissi marini,
le viuzze adagiate di fianco ai ruscelli.
Cinque piccole terre,
dal cuore a strapiombo,
che verticale zampilla nelle fonti e le piazze,
nei rubinetti d'ottone dei piccoli alberghi
dalle mute finestre e le lenzuola amidate,
che sanno di sera.

Cinque sillabe amare,
ai piedi del letto
e gli occhi tuoi,
caraffe piene di vento.

Cinque vasi pastello,
sul balcone di pietra,
grigia pietra e radici,
grigio il cielo e la pietra
grigio il fischio del treno
tra le occulte pendici.