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Le mie anime elettrodomestiche

di marco gagliardi, pubblicato giovedì 1 gennaio 2009

La Lavastoviglie ha certamente un'anima e in questa casa non è certamente la mia a farle compagnia.

Oggi, domenica mattina, ho notato che ha degli sbalzi d'umore.

La notte scorsa ristagnava nell'aria l'odore di troppe sigarette. Riponevo piatti e bicchieri e, nonostante l'ordine in cui li impilavo insieme a forchette e cucchiai, non riuscivo a darmi una spiegazione plausibile.

La mia ragazza, Margherita, non era venuta alla mia festa di compleanno. L'avevo chiamata tutta la sera ma lei non mi aveva risposto.

Ormai era notte fonda, erano andati tutti via ed avevo messo da parte le bottiglie di birra vuote, svuotato nel lavandino quelle non ancora finite. Toccava alla Lavastoviglie.

"Dai, lava tutti i bicchieri e i piatti, aiutami a cancellare le tracce di questa serata noiosa."

Ma proprio non ne voleva sapere di mettersi in moto.

Invece oggi mi sono svegliato, sono andato in cucina, l'ho accarezzata e l'ho pregata di non fare storie:

"Per favore, amica mia, almeno tu. Oggi fai il tuo dovere..."

Ho poi schiacciato il tasto "start" ed è partita saltellando.

Mi ha fatto capire che talvolta l'alba porta consiglio, e che se nel cielo splende il Sole lei inizia la giornata con un nuovo e rinnovato ottimismo.

"Ipocrita meteoropatica. A me la Domenica mi fa vomitare. Soprattutto dopo una serata come quella di ieri e il mal di testa che mi ha lasciato in regalo."

Adesso però l'acqua scorre come un torrente e tutto il vino del fondo dei bicchieri scivola via nello scarico, e sparisce nelle fogne.

Così forse, grazie esclusivamente alla Lavastoviglie, non mi torneranno più in mente tutti i discorsi che ho fatto ieri sera, quando in preda ad una mania di protagonismo parlavo di Margherita, mi agitavo e dicevo:

"Guardate guardate che è solo un caso, che lei non sia qui, guardate, è soltanto per uno stupido mal di testa e, guardate, che se non risponde al telefono è perché lei è stanca e dorme e dorme... Ci deve essere una ragione."

No, no, no. Lavastoviglie, sei solo un'ipocrita, un'anima bugiarda. E non mi serve annacquare il vino, che svanisce nello scarico, per riportare brillantezza alle mie spiegazioni opache e per sconfiggere il calcare che si deposita dentro di me.

No, no, no. Lavastoviglie. Non mi potresti ingannare. Perché ieri sera lei doveva venire alla festa ma non mi rispondeva al telefono. E tieniti pure il brillantante, preferisco rimanere opaco tutto il giorno. E abbruttirmi sul lavandino.

Lascio al suo destino la Lavatrice che oramai saltella impazzita, assolutamente non in sintonia con la mia statica apatia.

Prendo per il collo l'Aspirapolvere, lo lascio biascicare la sua solita lamentela. Lo trascino in giro per la casa e lo porto io dove mi pare, anche negli angoli più nascosti del mio cuore. Lo maltratto.

"Lo sai, no, Aspirapolvere? Odio profondamente la Domenica, che mi si appiccica addosso, le persone che vanno in bicicletta in città, i negozi chiusi, chi passeggia per strada e va a mangiarsi il gelato. La Domenica che sia mattina o pomeriggio. Perché la Domenica è e deve essere soltanto il giorno delle pulizie, e tutto il resto non esiste."

"Lo sai, no, Aspirapolvere? E oggi ancora di più, perché ieri mi è venuta la sciagurata idea di organizzare la mia festa di compleanno e invitare tutte quelle persone che mi guardavano come se fossi diventato pazzo, mentre ero incantato sul televisore (spento) e continuavo a ripetermi che Margherita non si era degnata di venirmi a trovare."

Ora dunque la casa deve essere debellata da polvere e cenere che volano nell'aria, e brandisco come una spada l'Aspirapolvere, una delle anime elettrodomestiche che collaborano con la mia solitudine.

Intanto mi accorgo che la Televisione mi chiama.

"Sono spenta come la noia", sembra volermi dire dietro il suo schermo grigio.

Indica cupa il telecomando, sussurrandomi "accendimi, caro accendimi."

"Televisione, abbiamo un rapporto conflittuale, noi due."

Perché io odio la Domenica e la Domenica offre il peggio di sé, alla Televisione.

E in alcuni momenti, però, anche noi due ci siamo amati, siamo stati insieme, abbracciati e una cosa sola. Proprio qualche giorno fa, quando Margherita ed io guardavamo il nostro ultimo film insieme.

Ma ormai Margherita è sparita dalla mia visuale, e quando non la vedo. E non voglio neanche vedere e sentire te, Televisione, perché il tuo suono e le tue immagini di stupida felicità sarebbero per me come veleno, allergico come sono in questo momento alla superficiale esistenza di uomini e donne virtualmente felici.

Prendo sottobraccio l'Aspirapolvere che ha fatto il suo dovere, spengo la lavastoviglie che ha cancellato le ultime tracce di rossetto di altre donne che sono venute alla festa ma che non erano Margherita. Tutto sotto controllo. Anche la Domenica per fortuna finirà.

Finalmente in casa c'è silenzio. Tutte le anime elettrodomestiche sono inoffensive al loro posto.

Ma ecco che accade l'imprevisto. La Domenica non è ancora finita ed il peggio non è ancora arrivato.

Forse mi ero volutamente dimenticato di lui, di quel demonio che frantuma la quiete.

Drinnn.
Drinn.

Il mio telefono cellulare. L'ultima anima elettrodomestica della casa. La sera prima lo avevo odiato, quando chiamavo Margherita e mi restituiva sempre il segnale di libero.

Riconosco il suo numero.

Rispondo "Ciao", sto per aggiungere che l'ho aspettata tutta la sera, e che sono rimasto da solo. Ma lei mi dice subito:

"...Senti... Ti dovrei parlare."