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Un uomo, un'idea, un voto

di alfio cataldo di battista, pubblicato domenica 25 giugno 2006

Esercitare il proprio diritto al voto nella più assoluta segretezza diventa esilarante se si pensa che ben pochi sono i momenti di così intensa solitudine nella vita di un uomo. Circostanze simili si verificano solo in altri due casi. Uno è quando si muore e l'altro è quando ci si ritira lesti e trafelati dentro una toilette che diventa un'oasi di autentica libertà. Ebbene, queste tre circostanze rappresentano momenti in cui un uomo è il protagonista assoluto dell'attimo su cui cammina. Chi muore, come attore principale della cerimonia funebre è al centro della scena che prepara il suo ritorno solitario alla polvere. Seduto sul water, l'uomo è come un re sul trono effimero della sua caduca esistenza a restituire ciò che ha preso forse senza merito. Nel segreto di un'urna il cittadino depone la sua pallida idea di democrazia attraversato dal ruvido dubbio che giudicare un passato sbiadito e percepire un presente che sguscia via stentando a immaginare un futuro dai contorni vaghi è esercizio molto impegnativo. Capita allora che esprimere il voto sia per molti non differente dal ritirarsi in un'angusta toilette a restituire ciò che si è avuto senza merito con il diritto che rimane arrotolato sul muro, se mai occorresse ripulire, le natiche della propria coscienza dagli schizzi di inconfessabili verità.