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Può succedere

di AndryNero, pubblicato lunedì 20 febbraio 2006

E' la milionesima volta - almeno - che mi ritrovo solo in questa maledetta stanza. Il caldo è afoso, la tenda che dà sulla finestra sbuffa ritmicamente. Non so che fare - oh che novità! -. Mio padre lavora nonostante sia agosto, e mia madre dorme sul sofà nella stanza accanto, non so da quanto. La sento russare come un maialino appena uscito dal ventre di una scrofa. Oh mio Dio, tutto questo finirà, vero, me lo prometti? Il frigo è vuoto e non ho nemmeno del cibo con cui trascorrere il tempo che mi resta. Telefona ad una amico no? Ma quali amici! L'unico che io abbia mai avuto è il mio cane che sta vagando per la casa alla ricerca di un po’ di pace. Povero... Sei l'unico probabilmente che m’abbia mai capito, beh... Forse sono un pò troppo ironico perciò che mi accadrà oggi, sembra più che altro che io stia cercando un modo come un altro per arrivare a domani senza rompermi troppo. Domani? Ahah! E' inutile descrivere nel dettaglio tutti i fallimenti della mia vita, servirebbe soltanto ad acuire il mio dolore. Ho 25 anni, non ho un lavoro, non ho un titolo di studio, sono vergine non ho mai baciato in vita mia una ragazza sulla bocca. Vivo mantenuto con i miei vecchi genitori, senza amici o conoscenti con cui confidarmi o passare una misera ora in compagnia. Un disastro no? La mia pancia deborda di anno in anno e non posso vedermi di profilo allo specchio senza provare orrore di me stesso. Sto perdendo i capelli e la mia esistenza ruota su tre punti: la chat, il cibo in eccesso e la plurimasturbazione quotidiana. Nient'altro. Ho cercato avidamente fino ad oggi un appiglio per non affogare, una spiaggia misera sulla quale approdare e respirare con serenità, ma il mondo è sordo e non ascolta, corre troppo velocmente per me ed io, già da parecchio, sono rimasto indietro, e la mia pazienza è giunta al capolinea. Lettore, se non l'hai ancora capito, questo è il mio ultimo giorno di vita sulla terra. Ho progettato tutto sì, affinchè nessuno possa fermarmi - ma chi poi? chi si interesserebbe di me? - ed io non debba soffrire troppo. Ormai ho già chiuso la porta della mia camera a chiave, e vedo sul muro l'ombra del cappio danzare dolcemente come per invitarmi ad un party... ed io verrò da te molto presto, stanne certo. Devo soltanto aspettare il momento buono, l’ispirazione o forse il coraggio, non lo so, ma che importanza ha ora? La tenda ha cessato di sbuffare. Il mio cane di gironzolare. Mia madre di russare. Il cappio ha concluso la ballata. E’ arrivato. Non mi resta che alzarmi dalla sedia e voltarmi verso il centro della stanza. Ho già preparato lo sgabello. Lo sto per fare