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mi chiamo ilaria

di criscri, pubblicato venerdì 13 aprile 2018

Mi chiamo Ilaria
mi sognavo e ritrovai giornalista
con la sete di scorgere e rivelare verità
senza alcun intento da protagonista.
Mi chiamo Ilaria
e la mia esile storia fu condannata
dal destino a esser subito stroncata
e il mio corpo divenne troppo presto aria;
mi chiamo Ilaria
vi parlavo dal caldo torrido di questa Somalia
da una realtà martoriata e umiliata
da criminali che colpiscono in ogni giornata
mi chiamo Ilaria
e ho scoperto che si può morire di coraggio
ma ho anche scoperto che un mondo migliore
per chi lo vuole non è affatto un miraggio;
mamma Luciana,
che con il povero papà Giorgio mi vedesti tornare
in una barae odorante di sangue innocent ti prego non ti disperare,
che il mio vivere la mia professione
sulle ali dell’osare, della mia vera passione,
saprà riscaldare il tuo domani
e toglierti le lacrime per sempre dalle mani.
Amico Miran
Che con la tua cinepresa sempre puntata
Mi fosti splendido compagno di lavoro
nel caldo fuoco di ogni giornata,
siamo qui insieme a osservare dal cielo il mondo
che per quanto possa toccare il fondo
se lo vuole rinascere potrà
in una rinnovata, pacifica identità.
Mi chiamo Ilaria,

cari colleghi della redazione
e del mazzo di fiori che lasciaste sulla mia scrivania
gustate il profumo incandescente
che vi porterà a viverti giornalisti con impegno e poesia,
mi chiamo Ilaria
spettatori che mi avete seguito con attenzione
mentre cercavo di rendervi partecipi di un dramma
dagli schermi della televisione
miglior memoria per me non ci sarà
che se voi prendiate per mano la realtà
e vogliate migliorarla per i vostri figli
senza timori. Infingimenti o nascondigli,
mi chiamo Ilaria
spalanca quella porta
e capirai che non son davvero morta
che credere nella bontà di una sincera informazione

è dolce e splendido quanto una canzone.