stampato su ewriters.it il 24/10/2020 08:34:02

IL GRANDE MAGO DI NATALE II

di DOMENICO DE FERRARO, pubblicato lunedì 25 dicembre 2017

IL GRANDE MAGO DI NATALE

Un freddo giorno di dicembre il grande mago di Natale dal cappello trapunto di stelle comete ,dalla lunga e candida barba bianca come la neve sparsa sulle pendici degli alti monti , monti innevati dalle ripide piste percorse da tutti gli sciatori in grado di fare slalom giganti ,di dribblare ,di scendere allegramente a valle con slittino e sci per l’occasione imprestati dallo zio che l’anno prima s’era rotto una gamba e adesso prudente rimaneva alla stazione a guardare gli altri sciare. Decise di fare qualcosa di speciale per questo triste natale pieno di tanti debiti da pagare per tante famiglie che a malapena potevano permettersi il cenone di natale e capodanno. Si liscio or dunque la lunghissima barba si pettinò facendosi assai grazioso per cosi far colpo su qualcuno e canticchiando una canzonetta natalizia scese dal cielo verso la città con la sua bacchetta magica seduto sulla slitta trainato da otto forti ,ridente renne ,sorvolando strade desolate ,cupe e triste che a vederle mettevano nell’animo tanta angoscia. A prima vista quel paesaggio oscuro lo commosse assai cosi il mago con un colpo di bacchetta rese ogni cosa bella , trasformando quei luoghi luridi e sporchi in spazi puliti ed ordinati , illuminati da mille luci , ed alberi di natale scintillanti su ogni lato della strada . I primi ad accorgersi del gioioso evento , furono i bambini che scesero di corsa per strada a giocare. Volando su tante malvagie iniquità e disonestà il mago trasformò ogni povero straccione in un elegante signore , ogni bimbo povero in un bambino felice ed ogni casa ove c’era da pagare bollette, tasse e quant’altro comparve per incanto un sacchetto di monete d’oro . Ogni malinconia ,ogni paura ,tristezza , spari di colpo al passaggio del gentile mago . Poi pian piano città e paesi desolati , sporchi di fuliggine intossicati dallo smog ,tartassati da faraoniche manovre economiche divennero luoghi ordinati con tanto verde ,per le strade ,sparirono tutti gli incalliti delinquenti e si riempirono di bambini felici insieme a tanti nonni e genitori. E in ogni centro di paese e città spuntò un albero gigantesco alto quanto una piramide egizia ornato di di luci scintillanti, fili d’orati , argentati e su ogni povero ramo d’albero di natale appeso c’era un regalo, un dono forse un pensiero felice per chi è solo e non ha veramente nulla ed attende con speranza in silenzio la fine dell’ anno e l’inizio di quello nuovo. Dopo così aver vagato per paesi , città e nazioni , averne viste di cotte e di crude prodigandosi verso i più bisognosi aiutando i molti che avevano perduta la retta via ivi fattosi una sua idea di come và la vita il grande mago soddisfatto del suo lavoro gridò al mondo intero : Tanti auguri e sparì in una scia lucente nel cielo a bordo delle sua slitta trainate dalle otto matte renne sorridendo e dicendo : oh oh oh oh oh