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Dietro la locanda.

di DocHolliday, pubblicato domenica 28 maggio 2017

Stia zitta, mi lasci abbassare i pantaloni.
Cara signora, deve capire che se lei in questo momento non fosse puttana e diventaste onesta nelle mie vicinanze, non sarei l' essere squallido che aspiro ad essere.
Quindi la prego, abbassi la testa e succhi, succhi tutto.
Non mi giudichi dando peso alle mie parole, si limiti a guardarmi negli occhi oppiacei e non gridi troppo, ma se vuole piangere lo faccia, la prego.
Ho bisogno di sapere cos'è il dolore giacchè io più non ne provo, non provo nulla nella mia vita ed ho un bisogno viscerale che gli altri lo facciano per me.
Pianga dunque, pianga o succhi.
Beva del buon vino se il mio sapore non le aggrada.
Beva, beva o succhi.
Domani lei mi ricorderà e io non la ricorderò, avrò in mente solo i suoi orifizi e i suoi "no, no,no, la prego no."
Non è un granchè come dialogo in fin dei conti non trova? Quindi la prego, si dia da fare.
Perdoni le mie parole se sono pungenti e i miei discorsi se sono futili mirati ad un apartura di cosce, ma ho bisogno di dire quello che penso perchè quello che pensano e dicono gli altri è maledettamente noioso.
Brava così, piano e con dolcezza, non mi faccia sentire i denti ma solo le labbra.
Quando avrà finito potrà bere con me e coloreremo di rosso il bianco nella sua bocca.
Mi guardi mentre lavora, sollevi lo sguardo.
Io dopo le concederò la sua vendetta, con quella lama potrà fare di me ciò che vuole, mettendo così fine alle sue sofferenze e alle mie.
Ma per ora succhi, beva e pianga.
Da domani nessuno potrà raccontare come sia diventata puttana e assassina in un tempo così breve.