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L'inquisizione - Capitolo 2: Scott -

di Batckas, pubblicato domenica 23 ottobre 2016

Scott aveva ventitré anni, un corpo snello, occhi vispi, capelli tagliati corti neri e una barba leggera scura gli ombrava il volto, non voleva raderla perché affermava che così sembrava più maturo. Lui e Maddison si erano conosciuti nel quartiere all’età di sedici anni, quando lui si era trasferito, allora nacque una bella amicizia che, con la maturità, diventò quello che chiamavano “amore”.
Intelligente, intuitivo, curioso, svogliato e spesso insensibile, era cresciuto spostandosi di città in città, senza avere mai l’occasione di stringere amicizie stabili nella sua infanzia. Non aveva mai avuto la voglia di studiare, iniziato, difatti, all’attività del padre come carpentiere, sapeva che un giorno avrebbe ereditato il tutto e voleva conoscere i segreti del mestiere, essere in grado di portare avanti l’orgoglio del suo vecchio. In ottimi rapporti con il fratello minore, complice con la madre, numerosi e rumorosi alterchi con il padre, a cui, però, voleva bene.
Incurante delle buone maniere, ironico, maldestro, pasticcione, raggiante, socievole e spontaneo.
Portava nel cuore il desiderio di sposare Maddison, di poterla vedere felice con lui al suo fianco, l’amava e pensava che soltanto grazie a lei si poteva sentire in pace, realizzato, veramente felice, spesso si domandava come facesse, una come lei, a stare con uno come lui.
Amante di videogiochi, film e libri che non avessero implicazioni filosofiche.
Pensava che tutto fosse relativo e che non ci fosse alcuna certezza che si potesse applicare, uguale e identica, ad ogni uomo o donna.
Non aveva mai creduto in niente di soprannaturale, sempre con i piedi per terra, disprezzava qualsiasi tipo di scaramanzia.
Era svogliato per i docenti.
Nel mondo dei sogni ma gran lavoratore per i genitori.
Un grezzo selvaggio per il fratello. “Ma con affetto” aggiungeva sempre.
Il compagno di una vita per Maddison.