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Piume nell'arcobaleno

di GPheola, pubblicato giovedì 4 agosto 2016

Ondeggiano, si innalzano,richiamate dalla scia iridescente dell'arcobaleno,su un treno, avanzano verso l'infinitopiume di pensieri,si innalzano, leggeri, fiammeggianotra i caldi raggi del torpore ambito.

Un dito ne sfiora i tratti,assaporando la dolcezza, abusando dell'ampiezza,dello spazio sconfinato, adibito, adornatoper la festa dell'estate, della vita,e una nube di cristalli del colore del creatotravolge con delicatezza le piume dei distratti.

Chiudo gli occhi all'improvviso,alzo il viso al cielo nudo,levo un canto alla coscienza, alla sapienza, all'innocenza;una piuma mi abbandona, via per sempre, resto senza,sì che nel vuoto giunge al cielo, in un baleno,dentro al cuore è svanito ogni dolore,e lo splendore dell'arcobalenobrilla in me.