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STEFANO

di KRING, pubblicato venerdì 4 marzo 2016

“La vita è come l’oceano, tutto scorre e nulla permane”.

Parole, scaturite dalle labbra di un amore estivo, nei pressi della riva del mare, dove solevo le vacanze estive passare,

rimaste cristallizzate nella mia mente come in quelle sfere che, scuotendole, smuovono la neve artificiale

solo che al posto del paesaggio invernale, contengono spiaggia, sole e mare e sembrano emanare un odore di sale.

Il suo nome era Stefano.

Tutto iniziò, un bel giorno, sul finire delle vacanze estive, quando il caso me lo fece rincontrare

fiamma giovanile, interrotta a quel tempo da forza maggiore, che tornò a bruciare.

Quanto grande la sua intensità, quanto breve fu la sua durata.

La sua conclusione , non certo per mia decisione

un vuoto insopportabile mi causò e ,con esso, del rifiuto il bruciore.

Adesso, circa dieci anni dopo, Stefano l’ho voluto ricordare,

non solo per i momenti idilliaci che mi ha regalato,

ma anche perché mi ha fatto pensare,

come a volte la vita sia spesso a noi misteriosa nel suo operare.

Quando qualche anno fa mi hanno informato della sua morte prematura,

subito ho sentito l’eco delle sue parole dette in quel giorno soleggiato,

che, per ironia della sorte, si erano fatte presagio di questa crudele sventura

anche se pur pronunciate con viso sorridente e in modo spensierato.

Chissà se adesso il mio Stefano si trova veramente da qualche parte in questo immenso oceano.

Il brutto è che né lo posso per certo affermare, né allo stesso modo confutare.