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La mia sposa

di pierotora, pubblicato lunedì 22 febbraio 2016

L’estate era finita e con essa tutti i turisti erano partiti, e tu con l’oro.

Passeggiavo a piedi nudi, lungo il bagno asciuga la tristezza stringeva il mio povero cuore in una morsa, avevi promesso che restavi, mille promesse ma che non ai mantenuto fine delle vacanze, sei partita, le solite vengono sole per un avventura, d’amore, a casa o sul lavoro, con le amiche, vantarsi di quale successo, e cuori infranti, alla prossima estate altri amori altri luoghi.

Il sole era quasi all’orizzonte, a dun tratto vidi una donna che correva, era come volasse, quasi non toccava la sabbia, era vestita di veli neri, arrivo, vicino, mio Dio quando era bella, era di una bellezza, che avevo visto solo nei dipinti, del rinascimento.

Dove va, gli chiesi, il sole e al tramonto, e più avanti diventa pericoloso, vuole fermarsi a parlare un po’ come.

Volentieri vedo che sei triste.

Cosi tanto si vede.

Il tuo viso parla per te.

Era cosi bella, da togliere il fiato.

Sei straniera, di dove sei.

Del mondo, sono da per tutto, e in nessun luogo.

Parlammo, e parlammo il tempo non esisteva, più, e come non cera tempo, cosi non ceri più tu.

Passo il tempo non lo so, se furono giorni,, settimane ho mesi.

Devo andare non posso più trattenermi.

Come vai via anche tu.

Non posso stare qui con te per sempre.

Perché no, ho una casa grande, starai con me per sempre.

Non posso, restare mi dispiace e poi perché.

Ti amo ecco il perché che cerchi.

Mi ami, non sai nulla di me, ne chi sono ne da dove vengo, come fai a dire ti amo.

Non mi interessa nulla del tuo passato voglio che resti con me, ti sposo se vuoi.

Sei patetico, mi vuoi sposare, vivere insieme io potrei essere un essere spregevole, se tu sapessi chi sono, scapperesti a gambe levate.

Chi unque tu sia non mi tiro indietro, ti amo.

Ebbene ti metto alla prova, guardami.

Si trasformo in un essere, a me famigliare, era la signora con la falce, la morte.

Torno la donna bella di prima.

Dimmi perché, sei venuta, e ti sei fatta cosi bella.

Sono stata spinta dalla curiosità, vedevo tanti, che soffrivano e morivano per amore, e cosi son venuta, a costare, cosa e questo grande amore.

L’ai trovato.

Credo di si ho trovato te.

Dimmi dove tu stai.

Io sono in uno spazio senza tempo, con il libro della vita e della morte, e chiamo a me quelli segnati in nero.

Dimmi cosa ce dopo di te.

Il nulla, io li vedo passare e sono a migliaia, dove vanno e cosa succedera a loro non lo so.

Mi vuoi sposare.

Ma sei tutto matto, ai visto chi sono.

Si e lo voglio ugualmente.

Da chi andiamo a sposarci.

Non possiamo lo so ma vieni con me.

La presi per mano era fredda, come il ghiaccio, entrammo in acqua, e gridai al vento, Dio, ci sei testimone, prendo lei come moglie, adesso e sino all’eternita, fallo anche tu.

Padre tu mi sei testimone, che gli ho detto la verità, lui e caparbio, posso sposarlo, grazie padre santo.

Tornammo al nostro posto, la baciai, ebbi l’impressione di baciare, un cubetto di ghiaccio, dopo un po’.

Devo andare.

Resta qui con me.

Non posso trattenermi, più, ho del lavoro arretrato, vado amore.

Prima che vai dimmi io che farò, alla mia morte.

Resterai al mio fianco, sei mio marito.

Mi diede un bacio, e corse via.

Tornai a casa, sul uscio cerano molti giornali dei giorni passati.

Restai scioccato, i titoli, erano allegri, la morte e andata in vacanza non cera stato una sola morte, le guerre, erano ferme, niente incidenti mortali, nessuno capiva cosa succedeva nel mondo, io sapevo, lei stava con me.

Mia cara e bugiardo amore, quando riceverai, questa mia, io non ci sarò più,.

Vado a raggiungere il mio amore, mia moglie.

La morte