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lavoro pubblicato mercoledì 24 giugno 2015
ultima lettura giovedì 1 agosto 2019

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Il fuoco

di V. Letto 437 volte. Dallo scaffale Storia

Fare questo tipo di lavoro ti porta a capire quanto potenti siano alcuni avvenimenti che non possiamo comandare come esseri umani.Io non sono credente. Non ho mai creduto, nonostante mia nonna mi portasse sempre a vedere il presepe sotto le vacanze di .....

Fare questo tipo di lavoro ti porta a capire quanto potenti siano alcuni avvenimenti che non possiamo comandare come esseri umani.

Io non sono credente. Non ho mai creduto, nonostante mia nonna mi portasse sempre a vedere il presepe sotto le vacanze di Natale, nonostante pregassi con lei quando nonno si ammalava -e guariva sempre!-, nonostante lei stessa attribuisse i miei voti universitari solo al lumino che la sera prima andava ad accendermi in chiesa, giusto sotto l'altare del Signore, non considerando minimamente che io nel frattempo stavo passando notte e giorno sui libri, ma poco importa. Fatto sta, che non ho mai cominciato a credere. I miei mi avevano battezzato e fatto fare un percorso dottrinale non da poco, ma arrivato il momento di cresimarmi mi misero in mano la candela del battesimo e mi dissero: ora tocca a te, fà quel che credi appartenga al tuo cuore. E così, mi ritrovai a poter prendere per la prima volta, a 16 anni, una decisione tutto solo che riguardasse me come persona, che avrebbe condizionato il mio futuro molto probabilmente, o forse no, ma non mi importava, io non volevo cresimarmi, ero stufo di rivolgermi ad un potere superiore per ogni mia decisione, ero stufo di dover perdere domeniche mattina a recitare canti in cui non riponevo la minima fiducia e soprattutto ero stufo marcio di dover farmi perdonare dall'unico a cui non avevo mai potuto -per motivi puramente strutturali- far niente di male, al posto di utilizzare il mio tempo per chiedere scusa al diretto interessato dei miei errori, magari!!

Eppure quando poi continua la tua vita, non ti manca il crocifisso in ogni stanza, non t'accorgi nemmeno che è mesi che non vedi l'interno di una chiesa, non dai nemmeno tanta importanza a quell'amico a cui ogni tanto scappa qualche bestemmiuccia. In fondo, cosa ho perso non alimentando più la mia vita con passi del vangelo e desideri affidati al cielo? Anzi, ho imparato ad occuparmi dei miei bisogni attraverso le mie capacità, ho affidato solo a me stesso il compito di capire cosa è giusto e cosa non lo è, pago da solo il prezzo degli errori che commetto, che siano o meno considerati peccati capitali. Mia nonna non ci è rimasta nemmeno male da questa mia decisione, sa che i giovani sono così, che si ribellano, che cercano di uscire dalla mandria, che cercano di avere la loro indipendenza, probabilmente pensa sia solo questione di tempo. Io dalla mia parte non ho mai avuto rimpianti, ma ora...

Ho davanti a me questo immenso devasto, vedo la gente morta ai miei piedi, con le facce irriconoscibili, le mani strette le une alle altre, loro sapevano già che sarebbe finita così, e questo fuoco non si ferma, divampa, più cerchi di spegnerlo, più s'addentra dove ancora non è arrivato, alla ricerca di vittime non ancora mietute. Ho la giacca sporca, le mani sudate, la faccia rigata da lacrime e speranza. Speranza che chi ancora sta sotto queste macerie decida di lottare finchè non arriveremo a salvarle, speranza che piano piano si spengano anche queste fiamme, speranza che un giorno tutti possano dimenticare incidenti come questo, che questi edifici vengano ricostruiti creando nuove possibilità, che le persone responsabili vengano punite per tutti questi orfani, per tutto questo dolore, speranza che certe cose continuino a vagare al di fuori della mia bolla personale, non vorrei mai una simile tortura nella mia famiglia. Eppure forse, sto torturando io stesso i miei cari, scegliendo questo lavoro, scegliendo di agire in virtù di chi da solo non può proprio uscirne, da queste fiamme, posando la borraccia, indossando la maschera, prendo in mano il necessario, mi addentro nelle fiamme, "Dio, ti prego, fai sapere a quel bimbo che sto arrivando a salvarlo, non farlo entrare nella luce, io sono qui per lui, oh Signore, io ti prego...".



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