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lavoro pubblicato martedì 23 giugno 2015
ultima lettura sabato 17 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Come un arbre magique

di V. Letto 455 volte. Dallo scaffale Amore

Come faccio, che sei la cosa più bella che io conosca; quella che ho sempre desiderato e su cui ho macinato pensieri su pensieri, sogni su sogni, troppo proibiti per poter essere confessati. Come faccio, che vorrei avere un occasione per poterlo.....

Come faccio, che sei la cosa più bella che io conosca; quella che ho sempre desiderato e su cui ho macinato pensieri su pensieri, sogni su sogni, troppo proibiti per poter essere confessati. Come faccio, che vorrei avere un occasione per poterlo fare, trovarmi faccia a faccia con te..

Siamo in macchina, ubriachi dei nostri profumi, arriviamo sotto casa e te non ti fermi, ma vai avanti e arrivi in un punto nascosto dagli alberi scuri della notte, parcheggi, freno a mano tirato, ti giri verso me e "non ce la faccio più". "Non possiamo..." "L'ho lasciata una settimana fa...".
Ti guardo, mi guardi. Cazzo tremo, te sorridi e fai una delle tue risa soffocate; "Che cazzo ridi" ti dico io con una piccola smorfia. "Quanto sei bella" "Ma sta zitto!!" "Ma cosa che non vedo nessun'altra che te ormai da due anni" "Non ci credo" ti dico mettendomi una mano davanti agli occhi.
Tu ci appoggi sopra la tua mano e io mi stupisco di trovare le tue labbra umide sulle mie. Mi dai un bacio leggero di quelli 'di passaggio', un bacio flebile come questo istante, come volesse non farsi notare troppo, come sapesse che non potrà mai essere più profondo di così.
Tieni stretta la tua mano sopra la mia che mi compre gli occhi e allontani piano la tua bocca, abbassi il palmo, lasciandomi scorgere il tuo volto ancora troppo vicino al mio per lasciarmelo scappare, mi avvicino a te e tu non t'allontani, finalmente riesco a impossessarmi di quelle labbra stupefacenti, sento la tua mano calda avvinghiarmi la schiena e portarmi sul tuo sedile, ti prendo il viso, lo sfioro, ma è vero davvero? sei così bello, penso, ti sfioro le labbra con le dita, e sono a cavalcioni sopra di te. Mi prendi la testa fra le mani e mi allontani di qualche centrimetro da te, mi guardi dritto negli occhi, "ti voglio da una vita" e ricominci a baciarmi. Scendi piano sul collo, arrivi all'incavo centrale, ci giochi con la lingua mentre il tuo fiato mi scalda la pelle. Butto la testa indietro e suona il clacson della macchina, ci mettiamo a ridere...

Siamo così complici, nel sesso, nella vita, nei pensieri, nei desideri, lo siamo sempre stati, e forse lo saremo sempre, ma non possiamo averci, o almeno non dopo questa notte. Magari un giorno ci rinconteremo, magari un giorno tu sarai ancora qui, in questi pensieri, in questi sogni irrealizzabili, in queste note musicali "runnin' down to the riptide" mentre sfiori la pelle candida che ti piace tanto, in questa macchina nera tra le foglie, pescando un chewin-gum dal tuo pacchetto di plastica, volgendomi uno sguardo pieno di passione, mente siamo nudi, nudi nella nostra scioltezza, nudi nei discorsi e nel modo di vivere la vita l'uno con l'altro, nudi nel sesso, la cosa più eccitante e intima della vita, delle relazioni, di noi, mentre il fumo di una sigaretta rende tutto più confuso e strano come le strade annebbiate d'inverno. O magari sarò solamente uno dei tanti alberelli profumati per la macchina che tieni appesi nel finestrino retrostante, come il nostro vissuto, che perderà il suo aroma di proibito e eccitazione, perderà anche questa peculiarità, diventerà solo un pezzo di cartone colorato.


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