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lavoro pubblicato martedì 23 giugno 2015
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

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Project Hydra-8 Ultimo Capitolo: Meritato Riposo

di FrancescoGiordano. Letto 493 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Senza più interferenze da parte di Fred Milton, Aaron Valentine e la sua squadra possono finalmente dormire sonni tranquilli.....

Era passato quasi un mese da quando il Governo Internazionale aveva preso una decisione sul futuro del Progetto Hydra-8, ormai tutto stava precedendo a gonfie vele e senza problemi di nessun tipo. L'Acquanite ormai era diventata una fonte di energia non solo per le automobili, ma anche per altri oggetti e sistemi, diminuendo ancora di più l'impatto sull'ambiente.

Ma la mancanza di interferenze ebbe effetti positivi anche su altri campi, in quello medico erano state trovate nuove cure, alcune ancora in fase sperimentali, altre già disponibili. I vari membri del progetto passavano spesso molte ore a lavorare, ma la cosa non li infastidiva affatto, anzi, come Aaron erano tutti felici di poter fare quello che avevano sempre desiderato senza dover passare per illuminati, rettiliani o chissà cos'altro.

Certo, Fred Milton continuava ancora a lanciare attacchi contro il progetto, ma si trattava più di battutine che di accuse vere e proprie, visto che non poteva più farle. Questa situazione aumentò l'interesse verso la scienza che in questi anni si era perso sempre di più. A visitare la struttura, che era aperta a tutti senza nessun costo da pagare, non c'erano solo bambini, ma anche adulti di diverse età.

Aaron poteva dirsi molto soddisfatto di quello che era riuscito a fare, aveva portato a termine il suo compito. Per questo motivo prese una decisione importante, quella di riunire in una stanza tutti i membri più importanti del progetto. David Lunning, Armando Gurantez, Lena Sharma, Diana Rossi, Tarana Kijana, Gladis Soria ed Akim Chernov erano da poco arrivati e notarono la presenza di Aaron e di Robert.

- Bene, siete tutti qui finalmente! - Valentine era felice come al solito, non lo suggeriva solo il suo tono, ma anche il sorriso che sfoggiava. Robert era invece impegnato ad utilizzare un computer con schermo olografico, ma questo non gli impediva di porgere i dovuti saluti al gruppo - Salve. - diversamente dal suo amico però, non sembrava molto allegro, forse perché aveva altro da fare.

La stanza in cui si trovavano era molto grande, come quasi tutte quelle della struttura. C'erano diversi tavoli con sopra appoggiati alcuni computers olografici, ma non era tutto, su un muro era presente una lavagna con un touch screen piena di formule complesse, in fondo si trovava invece una stanza con uno strano marchingegno, mentre alla sinistra di Aaron i presenti potevano osservare una bizzarra tuta che sembrava uscita da un film di fantascienza.

Mentre i presenti scrutavano incuriositi il luogo, Aaron ebbe il tempo di continuare a parlare - Vi ho chiesto di venire qui oggi per un motivo molto importante... Che riguarda il futuro del progetto. - . Non appena disse queste parole, le attenzioni dei sette presenti si focalizzarono su di lui. Non sapevano se quello che stava per dire sarebbe stata una buona od una cattiva notizia, ma sembrava una cosa molto seria.

- Spero non si tratti di qualcosa di grave... - ebbe il coraggio di dire Chernov, ma presto tutti avrebbero capito cosa stava per accadere.

- In un certo senso... Ma lasciatemi spiegare dall'inizio. - disse Aaron, continuando a parlare per spiegare il tutto - Come sapete il Progetto Hydra 8 è diviso in diversi settori, uno dedicato alla medicina, uno all'ingegneria meccanica e quant'altro, ma non è tutto. Ci sono anche diversi piccoli progetti al suo interno, uno di questi era la ricerca di una fonte di energia pulita abbastanza potente ed economica da sostituire presto quelle presenti, per fortuna abbiamo trovato l'Acquanite, che stiamo ancora studiando per comprendere al 100%. - dopo una breve pausa aggiunse - Oggi vi ho riuniti per parlarvi di un altro progetto importante. - .

- Tutto qui? Ci hai fatto preoccupare! - si lasciò sfuggire Sharma. A quel punto, dopo aver sentito le parole del loro capo, i presenti si rilassarono. Da come era iniziato il tutto avevano paura che dovesse fare chissà qualche annuncio, invece doveva solo raccontare quello che il team doveva affrontare in futuro. Dopo quello che era successo al Governo Internazionale potevano stare sereni, ormai nessuno più poteva mettere un freno ai loro lavori.

- Non cantate vittoria troppo presto. - Robert si intromise nel discorso con una frase che colse tutti di sorpresa, lasciandoli con aria interrogativa.

- Cosa vorresti dire? - chiese Rossi, avvicinandosi all'uomo, che ancora non staccava gli occhi dallo schermo olografico.

- Vuole dire che questa volta non si tratta semplicemente di trovare qualche oggetto che potrebbe esistere o impegnarsi per inventare qualcosa... Ma di fare un passo che mi metterà in una posizione... Indesiderabile, per modo di dire. - tornò a parlare Aaron, avvicinandosi a sua volta verso Diana.

- Ci vuoi dare una spiegazione completa e senza tenerci sulle spine? - aggiunse Kijana, che non ne poteva più di quella situazione.

Costretto a vuotare il sacco, anche Valentine abbandonò il sorriso per assumere un'espressione più seria - Seguitemi. - fu la prima cosa che disse.

L'uomo si avvicinò alla piccola stanza con dei vetri trasparenti, al suo interno era ancora presente lo strano aggeggio che i sette avevano visto in precedenza. Dopo averci puntato il dito, Aaron aprì nuovamente bocca - Vedete quella? E' una capsula che ha costruito Robert insieme ad altri membri del progetto. Senza entrare in tecnicismi che nemmeno io conosco troppo bene, in sintesi quella macchina converte le attività del cervello in dati analizzabili al computer. - all'estremità dell'oggetto era presente un filo che si collegava a tutti i terminali presenti nella sala.

- Grazie a questo macchinario possiamo analizzare per la prima volta un cervello umano in modo non troppo complesso... Certo, non sarà facile, ma è comunque una strada più semplice rispetto ad altre. Inutile dire che in questo modo si apriranno nuovi studi e, molto probabilmente, scopriremo non poche novità su quello che abbiamo nascosto nella nostra testa... - aggiunse.

L'uomo venne però interrotto da Lunning, che gli chiese - E cosa c'entra questa macchina con quello che hai detto prima? - .

Aaron volse lo sguardo altrove come se volesse sfuggire alla domanda, ma a colmare le curiosità dei presenti ci pensò Robert, con il suo solito tono serioso - Quello che vuole dirvi è che sarà il suo cervello ad essere analizzato. - . Dopo aver fatto questa rivelazione, i sette osservarono a bocca aperta l'uomo.

- Prima che poniate altre domande - continuò McFly - Il capo dovrà farsi un'operazione per lasciare scoperta buona parte del cervello, attaccare dei connettori nelle zone interessate e rimanere in quella capsula tutto il tempo che servirà a me ed al mio team per ottenere i dati necessari. - anche questa volta la sua attenzione era ancora rivolta verso allo schermo del computer.

I presenti non erano preoccupati per la storia del cervello scoperto o dei connettori, erano uomini di scienza e sapevano che quell'operazione non avrebbe causato dolori. Il problema era un altro, più precisamente il tempo, rimanere troppo tempo in quel macchinario gli avrebbe causato non pochi problemi fisici.

- Ma cosa ti è saltato in mente? Sei impazzito per caso? - disse Soria - Non ti sembra un passo esagerato per scoprire i segreti del cervello umano? - aggiunse, rimanendo arrabbiata e sconvolta allo stesso tempo.

- Non vi ha detto tutto però! - esclamò Aaron, quasi come se volesse difendersi da un'accusa - Non rimarrò tutto il tempo in quella capsula, sarò libero di muovermi in questa stanza, non mi ibernano mica! - concluse, cancellando lo scenario che alcuni si erano immaginati.

- Si, ma comunque passerai molto tempo in uno spazio ristretto, non ti farà bene di certo... - commentò Gurantez, che tra i presenti era il più esperto nel campo della medicina. Sapeva che poteva indossare una sorta di "casco" per proteggere la parte di cervello visibile, strumento che gli permetteva di non rimanere nella capsula e di muoversi in uno spazio abbastanza discreto.

- Non ci sono altre soluzioni? Devi per forza essere tu la cavia? E poi, diavolo, tu non hai provato a fargli cambiare idea? - disse Sharma, l'ultima parte era diretta a Robert.

- Certo, secondo te non ci ho provato? Per chi mi hai preso? Ma non ha voluto sentire ragioni. - rispose l'uomo. Tutti gli credettero, sapevano bene quanto era testardo Aaron, inoltre adesso capivano come mai McFly fosse più scontroso del solito, era la prima volta che rispondeva in modo così diretto, quasi meccanico.

- No, non ci sono altre soluzioni. Se dovessimo usare un'altra persona passeremmo per dei pazzi vivisettori, idem se utilizzassimo un'animale, con dei connettori e dei fili non sarebbe una bella scena da vedere, quindi ci attaccherebbero di nuovo e potrebbe scatenarsi un altro putiferio, non voglio che succeda una cosa del genere. - Aaron spiegò le sue ragioni, aggiungendo poi - Inoltre tutti voi siete stati e siete ancora indispensabili per il progetto... Io invece non ho conoscenze in nessun campo, quindi per me non c'è modo migliore per rendermi utile. - .

Anche se era vero che non fosse uno scienziato, tutti in quella stanza apprezzavano Valentine per quello che aveva fatto. Per questo motivo non volevano vederlo rinchiuso in una stanza per chissà quanto tempo.

- Inoltre non ho una famiglia, i miei genitori sono passati a miglior vita anni fa... Non avendo legami per me sarà più facile abituarmi a questa vita. Siete voi la mia famiglia, e visto che lavorate qui, se dovessi vivere qui non sarebbe un grande sacrificio per me. - Aaron aveva ereditato tutte le ricchezze e le aziende dei suoi defunti genitori, ma era rimasto allo stesso tempo solo.

Aveva per fortuna diversi amici, Robert in testa, ma il motivo che portò alla morte i suoi genitori lo spinse a creare questo progetto. Erano entrambi ammalati di cancro, avevano preso la mattia durante il periodo in cui il dottor Gurantez aveva trovato la cura. Ma poi subentrò Fred Milton e tutto andò a rotoli, solo diversi anni dopo la cura divenne reperibile, ma solo utilizzando diversi sotterfugi.

Il primo ad essere interessato al piano di Aaron fu proprio Robert, che era uno dei migliori programmatori esistenti. Non era solo il braccio destro di Valentine, ma già dal primo giorno stava lavorando a quello che il suo amico aveva in mente e che solo adesso stava svelando agli altri.

- Inoltre abbiamo bisogno di fare in fretta per completare il secondo progetto di cui vi ho parlato prima. Seguitemi. - Aaron si avvicinò alla strana tuta che i sette avevano visto qualche minuto fa. Era completamente nera, somigliava ad una tuta da astronauta, ma meno gonfia e senza nulla dietro.

- Che roba è? - esclamò Sharma senza trattenersi.

- E' una tuta particolare... Stiamo lavorando per renderla piena di funzioni, invisibilità, passare attraverso i muri, camminare senza fare rumori, cose del genere. - rispose Aaron.

- Mi sa tanto di film fantascientifico... E' un'armatura per fare la guerra? - commentò scherzosamente Lunning.

- No, ma per uccidere si. - aggiunse Valentine, colpendo di sorpresa tutti, tranne Robert, che già sapeva tutto.

- Ehm... Non credo di aver capito bene... - aggiunse Lunning, che come gli altri era rimasto di sasso.

- Hai sentito benissimo, ma le cose sono più complesse di quello che pensi... Si, questa armatura è necessaria principalmente per portare la morte, ma è anche collegata all'analisi della mente. - l'uomo sfiorò la tuta, poi tornò a parlare - Il secondo progetto, oltre all'ottenere più informazioni sul cervello umano, è anche incentrato sul futuro, più precisamente sull'aumento della popolazione. - aggiunse.

- Cosa vuoi dire? - chiese Rossi, senza nascondere la sua preoccupazione per quello che poteva avere in mente il suo capo.

Dopo una risata, l'uomo rispose - Non ti preoccupare, non sono diventato pazzo. Semplicemente oltre all'inquinamento uno dei problemi che dobbiamo affrontare è quello della sovrappopolazione della Terra. Già adesso alcune città sono stracolme, in futuro la situazione peggiorerà sicuramente, perché la vita media aumenterà, grazie al miglioramento delle condizioni di vita medie e della scoperta di nuove cure per le malattie. Un giorno nemmeno i terremoti ed i vulcani saranno più un problema, grazie alla tecnologia. Quindi vi chiedo, se la natura non riuscirà più a diminuire il numero di umani con questi mezzi, su cosa potrà puntare? - nessuno rispose, ma dopo una breve pausa Aaron continuò il suo discorso - Esatto, non ci saranno molti altri metodi. Certo, ci sono già gli omicidi ed incidenti vari, ma quando un giorno la società diventerà perfetta e non ci saranno più crimini? A quel punto non sappiamo cosa ci aspetta, quindi bisogna giocare di anticipo. - concluse.

- Quindi quale sarebbe il tuo piano? - Rossi pose un'altra domanda.

Questa volta però a rispondere ci pensò Robert - Vuole creare un calcolatore complesso che, in base ai dati di tutti i cittadini, ci dirà chi e quante persone bisognerà far riposare in eterno. Per questo abbiamo bisogno di analizzare la mente umana, perché non c'è nulla di più complesso al mondo. - .

I presenti non potevano credere alle loro orecchie, non avrebbero mai immaginato una cosa del genere. Aaron non nascondeva la sua preoccupazione - Non ho manie di grandezza, ma questo è il miglior piano che sono riuscito ad architettare. Se non ci penserà più la natura a noi, allora l'unica cosa che ci resta da fare è prendere le redini. Dopotutto l'abbiamo sempre fatto, in passato avevamo bisogno di aspettare per ottenere frutta e verdura, ma poi abbiamo scoperto l'agricoltura e non dobbiamo più preoccuparci di nulla, migliorando le capacità di alcune piantagioni grazie agli intrecci e ad altre tecniche. Quando un giorno l'essere umano medio arriverà a vivere anche più di 100 anni, solo un'apocalisse potrà diminuire la popolazione mondiale, ed io non voglio che accada. - concluse.

Nel silenzio, qualcuno riuscì a porre un'altra domanda - E come vuoi far funzionare il tutto? - chiese Chernov.

- Dopo che il calcolatore ci darà i suoi dati, che non potranno essere modificati da nessuno, questi verranno inviati direttamente alle tute. In questo modo si attiveranno solo quando saranno in vicinanza del bersaglio indicato. Alle punte delle dita dei guanti ci sono dei piccoli aghi che contengono un potente veleno che in pochi istanti fa prima addormentare la vittima, per poi farla morire dolcemente. Tutte precauzioni per evitare che qualche esaltato utilizzi la tuta per far del male agli altri insomma, anche se il veleno è stato progettato per essere il meno doloroso possibile. - spiegò Valentine.

- E credi che qualcuno accetterà un compito del genere? - aggiunse Chernov.

- Gli umani difficilmente, ma ho pensato di utilizzare dei Robot per questo lavoro... Per questo motivo ho ancora bisogno di tutti voi, c'è ancora molto da fare per completare questo progetto, non ho solo bisogno di Robert, ma anche di voi. - rispose Aaron.

- Ma non è pericoloso lasciare un lavoro del genere a delle macchine? - questa volta il quesito proveniva da Gurantez.

- Non necessariamente. Certo, se sono macchine pensanti potrebbe esserci qualche complicazione, ma basta creare dei robot progettati unicamente per questo scopo, che non siano complessi, per evitare problemi. Certo, bisognerà dargli un aspetto simile ad un umano per farlo confondere tra la folla ma... Per quello c'è tempo, come per il resto. - a quanto pare l'uomo aveva pianificato tutto nei minimi dettagli.

- Io ho un'altra domanda da farti invece - si intromise Soria - Come mai non ci hai detto nulla fino ad ora? - .

- Beh, a dire il vero nel sito del progetto era tutto presente, lo sai che non nascondiamo nulla e facciamo tutto alla luce del sole. Ma siete stati molto occupati, quindi è normale che non l'abbiate letto, inoltre non avevo menzionato che la "cavia" fossi io, anche perché quello non interessa a molti. Però questo progetto sulla sovrappopolazione è stato fondamentale per la creazione del Progetto Hydra 8, il Governo Internazionale ha dato il via al tutto proprio per questo punto che ha trovato essenziale risolvere insieme a quello dell'inquinamento. Erano le due sfide più importanti che l'uomo doveva affrontare, una l'abbiamo superata, adesso manca la prossima sfida. - prima di concludere aggiunse - Comunque per ora ci concentreremo sull'analisi del mio cervello, con il tempo vedremo se mi verranno altre idee... Ovviamente ogni suggerimento è gradito! - .

I presenti rimasero in silenzio, non sapevano come "digerire" il tutto. Ormai conoscevano bene il loro capo e sapevano che se aveva ideato un piano del genere era davvero perché non aveva trovato, almeno al momento, altre soluzioni e non perché voleva diventare una sorta di Dio in terra.

- Tolta la parte dei robot, sei davvero sicuro di voler diventare una cavia? Tu sei il nostro capo, che succederà se Milton riuscirà a darci nuovamente fastidio? - chiese Kijana.

- Certo che ne sono sicuro! Di Milton non ti devi preoccupare, anche se dovesse fare qualcosa io sono sempre qui. Ma non è il mio compito quello di "sconfiggerlo", io non sono un politico, ma un semplice uomo che lotta per far prevalere la scienza e la ragione. - dopo una breve pausa, fu lui a fare una domanda - Ormai sapete tutto, quindi non mi resta che chiedervi se volete darmi una mano in questa impresa. Se qualcuno di voi vuole rifiutare posso capire... - .

Tutti si guardarono l'un l'altro quasi come a cercare una sorta di risposta sui volti dei presenti. La domanda non era di certo facile, ma gli otto avevano avuto modo di conoscere bene Aaron e si fidavano di lui. Per questo motivo nessuno si tirò indietro e diedero totale appoggio al suo progetto, che comunque non escludeva dei cambiamenti.

Molti anni dopo...

Aaron ebbe ragione, non era suo compito sconfiggere l'impero dell'antiscienza di Fred, ci pensò il nipote di Stephen, Jack Miller, che si appassionò alla vita politica proprio grazie a suo nonno. In poco tempo le tesi complottistiche di Milton persero credibilità, anche perché negli anni successivi alla vittoria di Aaron sempre più centri di ricerca aprirono i battenti, portando alla vita la cultura e la razionalità.

Ma questa era solo una delle belle notizie del futuro, si scoprì che l'Acquanite era proprio il famoso meteorite che aveva portato la vita sulla terra, i lingotti erano i frammenti che si erano creati dopo l'impatto. Grazie a questa scoperta iniziarono i primi tentativi di colonizzazione, il primo pianeta scelto per la terraformazione fu Marte, che divenne nel giro di dieci anni il primo pianeta abitabile oltre alla Terra.

Anche i risultati sulla mente umana non tardarono ad arrivare, grazie a questi non vennero inventati solo calcolatori più complessi e veloci insieme ai robot, ma fu anche possibile utilizzare le onde del cervello per controllare diversi dispositivi. Non mancarono anche nuove invenzioni, come il Modificatore di Gravità che veniva utilizzato essenzialmente dagli anziani per muovere con facilità oggetti pesanti.

Il piano di Aaron invece subì qualche cambiamento. Nel futuro la vita media delle persone superava spesso e senza problemi i 100 anni, inoltre grazie ad alcune nuove tecnologie i danni dell'invecchiamento erano quasi scomparsi. Nonostante tutto il benessere che si era venuto a creare aveva anche dato il via ad una crescita più sostenuta. Anche se non ci fu immediato bisogno delle tute e dei "Robot Speciali", il piano venne comunque conservato. In futuro il problema della sovrappopolazione poteva comunque tornare, per questo motivo venne presa la decisione di non dimenticarsi di quello che Valentine aveva pensato.

Ma cosa era successo ad Aaron ed alla sua squadra invece? Alla fine l'essere diventato una cavia aveva avuto i suoi effetti, ma non furono troppo gravi, riuscì a tornare in forma dopo un mese di cure particolari che non erano pesanti. Tutti gli altri membri continuarono nel loro lavoro fino alla pensione, ma i nomi di tutti erano ormai elencati nei libri di storia. Ma questa era solo una delle tante soddisfazioni, perché la struttura dove nacque il Progetto Hydra 8 divenne l'università più prestigiosa del mondo.

Anche se non avrebbero portato a termine tutti i loro lavori, adesso tutti gli otto membri più importanti del progetto potevano dormire sonni tranquilli, perché sapevano che il futuro adesso era nelle mani di persone che non avevano paura della conoscenza.

FINE



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