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lavoro pubblicato martedì 23 giugno 2015
ultima lettura venerdì 16 agosto 2019

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Ghost, un gatto tutto particolare di una famiglia speciale

di Legend. Letto 734 volte. Dallo scaffale Fiabe

Ghost, un gatto tutto particolare di una famiglia speciale. (Fiaba surreale)Nel 1976 conobbi Ghost, un gatto nero come Lucifero, lui era il gatto della fattoria del mio amico Alan Gagnon, ed è inutile ricordarlo ma era il gatto più inv.....

Ghost, un gatto tutto particolare di una famiglia speciale. (Fiaba surreale)



Nel 1976 conobbi Ghost, un gatto nero come Lucifero, lui era il gatto della fattoria del mio amico Alan Gagnon, ed è inutile ricordarlo ma era il gatto più invisibile ed anticonformista con cui abbia mai avuto a che fare nel periodo che trascorsi come ospite della famiglia Gagnon.
Loro hanno sempre avuto in casa un animale…in questi ultimi anni hanno quel girandolone di Mosè un Husky bellissimo.

Per la verità ad osservarlo, le poche volte che si vedeva mentre gironzolava per l'aia, non sembrava poi così diverso dagli altri gatti di campagna...ma sotto, sotto...ad esempio lui non amava inseguire né lucertole né grilli, non faceva mai dispetti alle galline o alle papere del cortile e non preparava mai agguati ai passerotti che si posavano sui davanzali, ma soprattutto non gli piaceva dare la caccia ai topi, anzi, a dirla di buzzo buono, tra tutti gli animali della fattoria i topini di campagna erano i migliori amici che avesse...Impossibile direte voi! Ah no? Non mi credete? Allora state a un po' a sentire.

Dunque, Ghost si era inserito in quella tranquilla famiglia proveniente dal Canada, proprietaria di una discreta fattoria in quel di Middlebury nel Vermont.
Come quasi tutte le case di quella cittadina, aveva un aspetto un po' inusuale per noi europei, quasi totalmente edificata in legno, verniciata d'un bianco luminoso e gli scuri tinti di un bel verde come i prati che la circondavano.
Ci abitava la famiglia Gagnon da ormai 4 generazioni. Papà Phillips si era trasferito nel Vermont subito dopo la seconda guerra mondiale con tutta la famiglia, ed erano conosciuti e stimati da tutti.
Dal loro traferimento in Vermont erano trascorsi molti anni ed ora la famiglia era composta da papà Alan, il mio amico appunto e da mamma Maddie, una splendida ragazza canadese, che si prendevano cura della fattoria, oltre che dal loro figlio Barry, un ragazzone che frequentava la Boston University avendo deciso di iscriversi al corso di Scienze agrarie, alimentari e ambientali.

Alan era il figlio minore di Phillips e la nostra conoscenza era dovuta da un fatto del tutto sentimentale…Phillips, durante la guerra era stato pilota della RAF e per una serie di causualità roccambolesche era stato salvato da mio padre e nascosto nella nostra casa in Italia, precisamente a Roma, fino all'arrivo degli alleati, ovvero il 5 Giugno del 1944, quando io stavo per compiere 8 anni.
Tra le nostre famiglie era rimasto un buuonissimo rapporto di amicizia che nel tempo rimase sempre vivo ed autentico.
Di solito ero io a fuggire dalla frastuono della vita cittadina per rifugiarmi qualche breve periodo in quella casa, che negli anni mutò spesso aspetto ma vi assicuro che me ne innamorai subito, e quelle visite saltuarie fecero di me un fervente adoratore di quei luoghi. Imparai presto ad amare il silenzio della natura, quella gente schiva, quell'aria, quei profumi e soprattutto i mille colori che sapeva offrire quella magica terra in autunno.

In quella casa scrissi alcune fiabe che la mia fantasia elaborò coinvolgendo tutta la famiglia Gagnon…poi nacque l'idea di scrivere una lunga storia "La valle incantata" che inserii in quello splendore…ma questa è un'altra storia.

Ed ora fatte le dovute presentazioni eccovi la storia.

Ogni anno, come sempre accade in campagna, quando si avvicina la stagione autunnale, i topini di campagna cominciavano a fare riserve di cibo in previsione del freddo inverno e le abbondanti nevicate.
Vi lascio immaginare cosa riuscivano a combinare quei pelandroni, in quei giorni la fattoria si trasformava in un vero e proprio carosello...topini di qua, topini di la…topini dappertutto e tutti alla ricerca di cibo o di un buon rifugio caldo.
- Non possiamo continuare così - disse un giorno Maddie ad Alan mentre mungeva la vecchia Diletta - Se Ghost non comincerà a fare il suo dovere di gatto e non caccerà di casa i topi, ci dovremo pensare noi

La mucca Diletta, a sentir quelle minacciose parole, ebbe un ritorno di latte e subito uscì sull'aia a riferire al buon Ghost del pericolo che stavano per correre i suoi amici.
- Bada amico - gli disse Diletta - che Maddie sta preparando la polpetta ai tuoi amici topi!
Sentendosi investito di responsabilità, il buon gattone cominciò a lambiccarsi il cervello sul da farsi.
«Ma come riuscire a far capire ai topini di non scorazzare per la casa o in cantina? Loro vivevano da sempre in quella fattoria, ed era lì che avevano sempre fatto provviste»
A furia di pensare passò del tempo e un bel giorno Alan e Maddie si recarono in centro, comprarono delle trappole e il giorno dopo le sistemarono accanto ai pertugi delle pareti dai quali entravano ed uscivano i topi.

Quindi presero il pezzo di pecorino che i topini avevano tutto sbocconcellato e ne tagliarono alcuni pezzetti che sistemarono all'interno delle trappole.
Ogni mattina Alan faceva il giro della casa per controllare i risultati e ogni mattina tornava sconsolato da Maddie borbottando:
- Nulla! Nelle trappole non c'è nemmeno un topolino

Eppure durante il giorno vedevano benissimo i topolini passeggiare e rincorrersi per tutta la casa...e una sera decisero di controllare di persona.

Si nascosero in un angolo della cantina ed aspettarono.
Con meraviglia scoprirono che il loro gattone era così buono e paziente che non soltanto non era capace di cacciare i topi, ma la sera insegnava a Jerry, il topino che comandava la colonia, come evitare le trappole. Il micione, arrivava perfino a dividere con gli amici topini la sua ciotola con i croccantini preferiti e ogni sera offriva un banchetto a spese della sua dieta.
- Non è mica un gatto normale quello! E' da pensione altro che! - bofonchio Maddie sorridendo.

La mattina dopo i due decisero di prendere misure più efficaci delle trappole, si recarono a Leicester e presero in prestito un gatto di nome Tom.
Di quel gatto era arrivata voce fino alla loro fattoria, si raccontava che fosse famosissimo per le sue stragi di topi, che era più veloce di un leone di montagna e che non avesse pietà per nessun animaletto che poteva somigliare ad un buon boccone.

Da quel giorno, con il povero Ghost spedito in pensione e con quel Tom in giro per la fattoria, per i poveri topolini iniziò un periodo davvero difficile, tant'è che scomparvero dalla circolazione.

Visto come si erano messe le cose, i topini della fattoria decisero di riunirsi in assemblea per trovare una soluzione e la sera stessa, quando Tom uscì per la solita caccia notturna ai passerotti addormentati, si radunarono in cantina tutti i superstiti.

- E' urgente trovare un rimedio o quest'inverno non avremo nulla da sgranocchiare – disse Jerry il topino più vecchio
- Secondo me gli si dovrebbero tagliare le unghie e strappare i denti a quel gattaccio - disse uno dei topi più giovani
Ovviamente la proposta non ebbe molto successo e allora Jerry prese la parola
- Ho visto che il cagnolino della fattoria vicina porta al collo un campanellino che suona non appena corre o cammina... Ier sera, mentre gli facevano il bagno, ho nascosto il campanellino ed ora è al sicuro
- Bell'idea! - Esclamarono tutti, cioè, quasi tutti, poiché un topino che sembrava volesse rendere l'anima al cielo, tanto era magro e sgangherato, si alzò e se ne andò in fondo alla cantina dissentendo.
Jerry riprese la parola
- Chi ci vieta di mettere anche noi il campanello al collo di Tom? Così lo sentiremmo quando si avvicina e avremmo il tempo di metterci in salvo!
Quelle parole furono accolte con ovazioni e applausi.
E stavano già promettendo un monumento di formaggio, quando quel furbastro di Jerry che poc'anzi aveva gioito all'idea del collare, chiese:
- Cerchiamo di essere seri! L'idea potrebbe essere buona ma chi sarà di noi che attaccherà il collare al collo di Tom? Io no di certo, non voglio mica finire i miei giorni tra le sue zampacce!

Nella cantina si fece un silenzio che fece crollare nella disperazione tutti i topini. Nessuno si sentiva tanto coraggioso da avvicinarsi a quella tigre sempre affamata. E così, confusi e impensieriti, i topini sciolsero la riunione senza aver deciso nulla.
Il giorno successivo ne parlarono con gli altri animali del cortile.
- Non c'è più nulla da fare, s'ha d'andare proprio via da questa bella casa
- Non facciamo gli stupidi! - disse la mucca Diletta - Prima è meglio chiedere consiglio alla fata del laghetto. Lei sicuramente saprà come risolvere il problema
- A quella svampita non piacciono i topi!
- Ce l'ho io un modo per farci sentire! - Borvottò Jerry
- E come faresti? Chiesero i topini
- Quella benedetta figliola ha sempre la testa fra le nuvole e non guarda mai in basso…tra l'altro per non farsi vedere con gli occhiali li tiene sempre in tasca…Basterebbe mettere un bel tronco per il viottolo e la cosa sarebbe fatta!
- La faresti cadere? Potrebbe farsi del male!
- Non vi preoccupate, ha la testa più dura d'una pietra…magari si potrebbe mettere un po' di paglia lungo il viottolo!

E così fecero, si misero tutti in allarme e quando videro passare la fata in bicicletta, fecero in modo che finisse su un bel covone di fieno appositamente messo in loco...Dopo di che le spifferarono quello che stava accadendo.

- Che volo ragazzi!..chi sarà stato a mettere sulla strada quel tronco?...Accidenti! Se lo prendo e gli metto le mani addosso…Ed io come potrei aiutarvi? - disse la fata
- Basterebbe un piccolo aiuto!
- Ma scusate…Tom non è quel gatto di Leicester?
- Si!
- Mi dicono che è un vero figlio d'un cane…però...però...tuttavia...forse qualcosina si può fare. Innanzi tutto ho bisogno della collaborazione di un'ochetta dell'aia e di Ghost
- Non ti preoccupare, penserò io a convincerli - disse Jerry - O, ma non gli succederà mica nulla, vero?
- Acciderba no! Farò in modo che domani mattina, quando Tom rientrerà dalla caccia notturna, veda vicino al laghetto l'ochetta, che io farò somigliare ad una bellissima micina e se Tom non s'è del tutto rincitrullito ne vedremo delle belle...state tranquilli che dopo non importunerà più nessuno
- E quando scoprirà il trucco?
- Lasciate fare a me...io gli ho una laurea in queste cose!

Detto fatto, l'indomani mattina, quando Tom rientrò dalla caccia notturna e vide sulla sponda del laghetto una micina tutta bianca con un bel fiocco rosa legato al collo, indovinate un po', gli s'incrociarono gli occhi per l'emozione e non capì più nulla.
Era successo che il tapino s'era perdutamente innamorato della micia-oca.
L'oca, che in realtà era rimasta oca, scodinzolando come sanno fare soltanto le oche, andò fino all'acqua e senza pensarci su fece un bel tuffo.

Tom, che aveva ancora gli occhi incrociati, corse al fiume e si gettò in acqua per salvare la sua micina... ma il gran citrullo si era dimenticato che non sapeva nuotare e poco mancò che affogasse.
Fu salvato da Ghost che lo tirò fuori dell'acqua prendendolo per la collottola.

- Ti devo la vita - disse Tom quando riuscì a prendere fiato - Dimmi cosa vuoi che faccia per te ed io lo farò
- Amico mio, a me non serve proprio nulla, sei tu che hai bisogno d'aiuto...tu sei un gatto di città, non conosci tutti i pericoli della campagna, qui succedono cose davvero strane...L'estate scorsa ci fu una strega che si trasformò in gatta per far affogare un paio di damerini di città...ma tu perché ti sei buttato in acqua? Non lo sai che questo laghetto odia i gatti?
- Oh nulla, nulla! - mentì Tom sentendosi raddrizzare il pelo sulla gobba - Avevo un gran caldo...
- Dai retta a me, fatti un gran favore, scappa via di qua prima di lasciarci il pelo - disse Ghost

E così fece...Tom scappò tanto velocemente che nessuno lo vide più da queste parti.

È finita ragazzi! La storia finisce qui...Ah è vero, volete sapere cosa successe dopo?

Successe che Alan e Maddie ripresero in casa il buon Ghost, per la felicità di Barry, da allora i topolini continuarono a banchettare alla mensa di Ghost senza però farsi più vedere in giro per la casa...e quando, dopo un po' di tempo, Alan e Maddie capirono cosa era veramente accaduto nella loro fattoria, non riuscirono ad arrabbiarsi.

- Abbiamo un gatto troppo buono! - disse Maddie tra le risate.


Middlebury 1976


Commenti

pubblicato il giovedì 25 giugno 2015
zero1in2condotta, ha scritto: Una bellissima favola o una bellissima storia? Stupendo è il sottofondo musicale(video che, purtroppo, qui non è possibile postare) Arte che a Mcb non manca, oltre di narratore o prosatore Ripeto, questo Autore Mcb (conosciuto anche come Zero/Legend) ha doni innati che generosamente regala al lettore, a me combina un... guaio: mi fa immedesimare e soffrire/gioire delle sue emozioni. RIVERISCO il rischio è di innamorarmi di ogni personaggio, a quattro zampe compreso.

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