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lavoro pubblicato domenica 21 giugno 2015
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

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L'ultima mattina

di FedericoBiagi. Letto 524 volte. Dallo scaffale Amore

Quando suonò la sveglia in realtà aveva già smesso di dormire da un pezzo. Spense l'apparecchio, poi si alzò con calma ed entrò in bagno. Lei comunque non si era svegliata. Dormiva ancora appoggiata sul fianco e ...

Quando suonò la sveglia in realtà aveva già smesso di dormire da un pezzo. Spense l'apparecchio, poi si alzò con calma ed entrò in bagno. Lei comunque non si era svegliata.
Dormiva ancora appoggiata sul fianco e una cascata di ricci neri investiva il cuscino e le copriva parte del volto. Aveva addosso soltanto una sua maglietta grigia e Nick sorrise notando che teneva i palmi delle mani appoggiati l'uno sull'altro, come se pregasse.
Dalla finestra socchiusa cominciavano a salire le voci del mercato e la luce del mattino si arrampicava sul letto sfatto illuminandole le gambe nude. Nick uscì dal bagno strofinandosi il volto con un asciugamano e arrivato davanti alla finestra accostò ancora di più le spesse tende rosse.
C' era molto disordine nella camera. Sopra un tavolino in fondo alla stanza erano impilati una serie di fogli battuti a computer, altri invece erano stati fatti a pezzi o accartocciati e traboccavano da un piccolo cestino in plastica riempiendo parte del pavimento.
Sul tavolo erano appoggiate anche un paio di buste intestate già aperte. Contenevano le lettere di due grossi editori ed entrambe spiegavano con parole gentili perchè non ritenessero opportuno pubblicare i racconti che gli erano stati inviati.
Senza farci caso Nick superò il tavolino, raccolse dal pavimento un paio di bermuda color kaki e si infilò la camicia della sera prima. I suoi vestiti e quelli di lei erano ammassati alla rinfusa su una sedia in fondo al letto. Sul comodino, accanto a una bottiglia di vino vuota e a due bicchieri, ritrovò il portafogli e le chiavi della camera.
<< Dove vai? >> chiese ad un tratto con la voce roca di sonno.
<< Vado a prendere la colazione. >> rispose Nick infilandosi le scarpe.
<< Ma che ore sono? >>
<< E' molto presto. >>
<< Io non riesco ad alzarmi adesso. >>
<< Non devi, non volevo neanche svegliarti. Puoi ancora dormire >>
<< Non andare se non hai voglia però. >>
<< Ho voglia. Mi piace portarti la colazione a letto. >>
<< Davvero? >>
<< Si. >>
<< Sei il mio eroe. >>
Quando fu sulla porta Nick si girò per salutarla, ma lei si era già riaddormentata. Chiuse piano la porta e uscì dalla stanza.
Nella hall incrociò la padrona dell'albergo. Era una donna molto grassa sui sessant'anni. Sedeva su una vecchia sedia da giardino dentro la guardiola e fissava lo schermo di una vecchia tv portatile. Quando vide Nick abbassò il volume e si alzò a fatica dalla sedia.
<< Buongiorno. >> Disse.
<< Buongiorno >>
<< Come siamo mattinieri. >> Sorrise.
<< Già. >> rispose Nick
<< State trovando piacevole il soggiorno? >>
<< Certamente. >>
<< Mi fa piacere. E avete intenzione di fermarvi molto in città? >>
<< Purtroppo no. Partiamo oggi. >>
<< Di già? >> chiese stupita. Nick sollevò le spalle.
<< Che peccato. Spero di rivedervi presto allora. >>
<< Grazie. >> rispose Nick.
<< Se avete intenzione di andare via però, devo chiedervi di liberare la stanza entro mezzogiorno. >> Disse poi in tono gentile, ma deciso.
<< Va bene. >> disse Nick.
<< Per il saldo non si preoccupi. >> continuò discreta. << Sistemeremo tutto quando lascerete la stanza. >>
<< Molte grazie. >> rispose Nick avviandosi alla porta.
Fuori la via era completamente occupata dalle bancarelle. Nick camminava in mezzo alla strada mentre gli odori della merce in esposizione si mescolavano nell'aria già calda.
Il mercato si estendeva lungo tutto il viale e terminava a pochi metri di distanza dal sagrato della chiesa, una vecchia costruzione composta da grossi blocchi di marmo grezzo che si ergeva alta e chiara nella piccola piazza principale del paese.
Proseguendo dentro una traversa Nick trovò una piccola panetteria dove comprò un paio di cornetti appena sfornati e un cartone di spremuta. Dalla vetrina del negozio si vedeva un pescivendolo che sistemava sulla ghiacciaia la testa di un grosso pesce spada. L'enorme testa dell'animale svettava immobile in mezzo al ghiaccio tritato con il lungo rostro rivolto in alto, mentre qualche centimetro più in là il resto del corpo era già stato diviso in tranci e la carne umida e rosa brillava come un quarzo sotto la luce elettrica del frigo.
Quando l'uomo dietro al banco finì di servirlo Nick pagò il conto e uscì. C'era ancora poca gente in giro, ma il sole scaldava già con forza.
Rientrò in albergo accaldato, camminando sotto l'ombra sottile dei teli delle bancarelle.
Trovò la reception deserta. La padrona si era assentata lasciando la sedia pieghevole aperta in mezzo alla guardiola e la televisione portatile accesa. Nick proseguì spedito fino alla loro camera.
<< Ciao. >> disse lei appena lo vide.
<< Ciao. Ti sei svegliata allora? >>
<< Ti aspettavo. >>
<< Hai degli occhi enormi. >> disse Nick appoggiando il sacchetto di plastica in fondo al letto. << sono sempre grandissimi quando ti svegli. >>
Lei sedeva a gambe incrociate tra le lenzuola in disordine, indossava ancora soltanto la sua maglietta grigia. Dopo aver rovistato nel sacchetto tirò fuori un cornetto e cominciò a mangiarlo staccandone piccoli pezzi con le dita.
<< Vieni. >> disse poi. << Facciamo colazione insieme. >>
Nick si spogliò e si infilò nel letto accanto a lei.
<< Prendi anche un sorso di spremuta. >> disse passandogli il cartone.
Nick bevve un lungo sorso e mangiò in fretta il cornetto, poi si sdraiò appoggiando la testa sulle mani. Sudava e accese la ventola sul soffitto.
<< Abbiamo finito i soldi. >> disse.
<< Lo so. >> annuì lei fissandolo.
<< Dobbiamo lasciare la camera entro mezzogiorno. >> continuò. << E' rimasto giusto quanto basta per pagare l'albergo e la benzina per riportarti a casa. >>
Lei continuava a fissarlo senza dire niente. Nick guardava il soffitto e le pale della ventola che giravano storte.
<< Pensi che potrai tornare a casa? >>
<< Sì. Sono sicura di sì. >>
<< Bene. >>
<< E tu invece? >>
<< Io mi arrangio. Conosco qualche posto dove potrei lavorare. Poi vediamo. >>
<< Non mi lasci però vero? >>
<< No. assolutamente. >>
<< Bene. Perchè io non ti voglio lasciare. >>
Nick non disse nulla e lei gli si fece più vicino.
<< Vedrai che staremo bene. >> disse.
<< Dici? >>
<< Sì. Dobbiamo solo resistere ancora un po'. >>
<< Chissà. >>
<< Vedrai. Prima o poi si sitemerà tutto. Potremo stare insieme e avremo anche una casa tutta nostra. >>
Nick la guardò e sorrise.
<< Hai già fatto un bel progetto allora. >> disse.
<< Sì. Non sarà una casa tanto grande forse, ma io la terrò sempre in ordine e cucinerò delle belle cenette. >> Disse sorridendo. << Stamattina non conta perchè ero stanca, ma vedrai come sarò brava. >>
<< Lo so che sei brava. >>
<< E tu potrai scrivere e io ti lascerò stare, ma se vorrai potrò anche rimanere li con te e non ti disturberò. >>
<< Gentile da parte tua. >>
<< Certo. E poi tutti vorranno leggere i tuoi racconti e intanto noi ce ne staremo insieme per sempre. >>
<< Sembra fantastico. >> disse Nick.
<< Già. E saremo felici vero? >>
<< Saremo felicissimi. >>
<< Che bello. >> disse prima di fare un grande sbadiglio, dopodichè appoggiò la testa contro il suo petto e con i piedi spinse il resto delle lenzuola in fondo al letto sfatto.
<< Secondo te posso dormire ancora un po'? >> disse. << Sono così stanca. >>
<< Certo. >>
Pochi secondi dopo le campane della chiesa cominciarono a risuonare in lontananza. Nick contò nove rintocchi.
<< Dormi pure tranquilla. >> disse. << Abbiamo ancora tempo. >>



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