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lavoro pubblicato venerdì 19 giugno 2015
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Boccaccio ed io

di Circasso. Letto 461 volte. Dallo scaffale Umoristici

Il crepuscolo si avvicinava a grandi passi e le prime ombre della sera calavano inesorabili su quel tratto di spiaggia, punta estrema di un golfo incantevole. Le ultime barche dei pescatori si affrettavano a rientrare per dar modo, ai loro occupanti, d...

Il crepuscolo si avvicinava a grandi passi e le prime ombre della sera calavano inesorabili su quel tratto di spiaggia, punta estrema di un golfo incantevole. Le ultime barche dei pescatori si affrettavano a rientrare per dar modo, ai loro occupanti, di consumare un breve pasto prima di ripartire per una nuova nottata di pesca. Lo scirocco la faceva da padrone, tanto che il mare era divenuto una lastra piatta, ”un olio”, come lo chiamiamo noi indigeni. L’umidità appiccicosa, propria dei mesi estivi, si tagliava col coltello e l’afa conseguente rendeva il caldo insopportabile. Tranne in riva al mare, dove a tratti, sembrava scomparire. Per gli abitanti della zona, tuttavia, è una manna dal cielo perché il caldo ha benefici riscontri nell’economia di questi luoghi. Il turismo è il loro pane quotidiano e la calura aumenta la richiesta di soggiorno, specie se unita a quelle bellezze naturali e selvagge che la Calabria può offrire in gran quantità. Avevo scelto quell’ora della sera per portare in spiaggia quella che credevo sarebbe stata la prossima conquista, di proposito. Il tramonto del sole e il montare della luna nuova, pensavo, mi avrebbero dato una mano, ove proprio ve ne fosse stato bisogno. Lei era una milanesina niente male. Alta, ben messa, bionda e socievole. Apparteneva a quella categoria di turisti che, individuata una località di loro gradimento, tornano sempre nello stesso luogo. Diciamo che, di vista, la conoscevo già. Come non avrei potuto accorgermi di tanta bellezza in una piccola comunità ? E poi, io appartengo a quel ristretto circuito di cittadini che, per dare una mano al comune di appartenenza, non retribuito, si sacrifica per rendere più piacevole il soggiorno alle turiste. C’è poco da ridere, sapeste i sacrifici ! Non ultimo, la scelta dei luoghi dove procedere all’esecuzione. No, nessun morto, rassicuratevi. Diciamolo in modo più contorto ma esaustivo dell’idea, luoghi romantici dove vengono esaltate le piacevolezze del territorio usando le armi proprie all’uopo. Va bene così ? Insomma, per chi non avesse ancora inteso, o non volesse intendere, le portiamo laddove possa essere più facile scambiare qualche bacio (e non solo !). Tra noi addetti “ai lavori”, peraltro, si è instaurata una sana rivalità. Ma non andate lontano a cercare chi è il migliore tra tutti. Sono già qui ! Non ho palmares da farvi sfogliare per una questione di privacy, credetemi sulla parola. Tuttavia voglio essere onesto. La milanesina l’aveva buttata tra le mie braccia il mio amico Marco, il quale, essendo ingolfato di “lavoro”, aveva difficoltà a soddisfare le pretese della giovane turista. Che fosse oberato di conquiste ho avuto subito i miei dubbi, di sicuro, quando me la presentò, rimasi senza fiato, e sì che ne ho viste …di tutti i colori.

Ci sedemmo a poppa di una barca tirata per metà a terra, lasciando ciondolare i piedi fra le tiepide acque del mare. Lei iniziò a parlare ed io rimasi affascinato dal modo con cui esponeva i suoi pensieri, per l’armoniosità della sua voce e per quel volto che, benché a tratti fosse sconvolto da un sorriso meraviglioso, sembrava intriso di una patina di nostalgia, di tristezza che la rendeva avulsa dal mondo circostante. Andiamo bene, pensai ! lei, però, mi prese in contropiede o appoggiando la testa sulla mia spalla. Sentivo il profumo dei suoi capelli solleticarmi le narici e la pelle della sua fronte appoggiata alla mia guancia. E’ fatta, pensai ! Infine, con un balzo atletico inatteso, scese dalla barca, si spogliò del vestito, sotto cui vi era un…mini costume, e si tuffò in mare proprio mentre la luna faceva il suo ingresso nel cielo non ancora completamente nero.

  • Buttati – mi grida –
  • Eccomi ! Arrivo !

Mi spoglio, ma prima di spiccare il tuffo, faccio guizzare i muscoli dei miei pettorali, giusto perché si rendesse conto con chi stava giocando ! L’acqua era calda non tanto, però, da non offrire un sollievo all’afa che opprimeva. Meglio così. Avrebbe alleviato il cattivo odore del sudore ! Nuotammo l’uno accanto all’altra. Tornati a riva, cominciammo a giocare schizzandoci a vicenda, calandoci a vicenda, finché fummo esausti. Usciti dall’acqua, fu presa da brividi di freddo. Inconcepibile, ma era proprio così. Non avevamo accappatoi vari ed io non sapevo come aiutarla. Lei invece, si. Si buttò su di me e mi abbracciò forte. A volte non capisco cosa faccio io alle donne. Saranno i miei muscoli, l’abbronzatura perfetta, il mio volto temprato dal sole, o tutte queste cose insieme ? E lei ? Polentona ma buongustaia ! Cercava calore tra le mie braccia mentre io, a quel punto, avrei avuto bisogno di un condizionatore di ultima generazione che sedasse il calore che proveniva da quel corpo meraviglioso che si stringeva al mio. Purtroppo, la calura di quella giornata, fece sì che si asciugasse troppo rapidamente, per cui si allontanò dalla mia stretta, ove ci fosse stato bisogno di una stretta. Si rivestì dei pochi abiti che aveva e tornò a sedersi sulla barca, invitandomi a fare altrettanto. Non esitai un attimo ad accontentarla. In fondo si sa, le donne vogliono sempre condire il sesso con un po’ di romanticismo. In mio soccorso venne il panorama meraviglioso di quel golfo che andava accendendosi di mille piccole luci, delle lampare dei primi pescatori che andavano al lavoro. La luna, poi, fece il resto quasi arrossendo alla vista di quella coppia abbracciata sopra la barca, incerta se proseguire la sua ascesa al cielo o favorire con l’anonimato lo sbocciare di un nuovo amore. Calma, però, come poteva credere che io fossi innamorato ? Non lo ero infatti. Facevo solo il lavoro…pro domo mia ! Ero solo uno sciupafemmine in attività. Uno dei migliori, solo per modestia via ! Era, quindi giunta l’ora di rompere gli indugi. L’avrei baciata, stavo per fare impallidire, insomma i vari Clark Gable, Antonio Banderas e qualche migliaia di, presunti tali , conquistatori. Ecco, lo so, parlo troppo, se non avessi parlato non avrei perso l’attimo giusto…Infatti, proprio in quel momento, lei si volta verso di me e mi dice :

  • Grazie, grazie per aver capito, perché tu hai capito, vero ?
  • Certo che ho capito ! – dico io, insospettendomi però – Mi succede spesso questo, di capire, dico, per questo alle donne fa piacere stare con me.
  • Ne sono contenta. Ma dimmi, quando hai capito che sono innamorata di Marco ?

A me ! Uno dei più grandi, ma che dico, il più grande tombeur de femmes dell’intera costa Jonica ! Mi si abbraccia, mi si fa credere di aver ceduto alle micidiali armi di seduzione in mio possesso, per poi confessarmi di essere innamorata di un altro. Uno qualsiasi, un principiante al mio confronto. Innamorata, poi. L’avesse visto bene ! Era rosso, senza abbronzatura, con un sorriso ebete. Un perdente, insomma. E diceva di esserne innamorata, ma se me l’aveva scaricata perché non sapeva cosa farne ! Sia ben chiaro che io l’avevo accettata solo per favorire un amico, non perché mi mancasse la materia prima per…Ma lei aveva detto esattamente, in modo convinto, che ne era innamorata. Ed io, che mi ero sempre tenuto distante da situazioni che mi avrebbero coinvolto sentimentalmente, dovevo subire queste situazioni ? Non sono nemmeno un cinico, però. In ultima analisi sono anche un tenero, un riflessivo. L’amore è una cosa troppo importante, non si scherza con l’amore e gli innamorati. Tra molto, molto tempo capiterà anche a me di innam….sì, quella parola lì, che non voglio pronunciare, e non mi andrebbe di scherzarci su o che altri lo facessero. Dev’essere sicuramente uno stato di grazia, mi dissi guardando gli occhi di quella ragazza che andavano inumidendosi man mano che mi fissava. No, con l’amore non si scherza, mi dissi. Allora, guardando quegli occhi da cerbiatta che piangevano lacrime d’amore, risposi alla sua domanda che tanto mi aveva messo in subbuglio.

  • Me ne sono accorto subito, certe cose io l’afferro al volo. Non piangere ti prego, altrimenti mi fai sentire un verme per non provare emozione per il sentimento che alimenti in te. Spero che tu e Marco possiate capirvi ed amarvi. Che, comunque, possiate essere soddisfatti di essere capaci di amare veramente
  • Mi riaccompagni ?
  • Solo se mi giuri di restarmi amica sempre. Sei una cara ragazza

La riaccompagnai a casa, stranamente felice, nonostante la delusione. D’altra parte, gli infelici come me, quelli che non hanno amore, devono pur vivere, almeno fino a quando…Lasciamo perdere e…sotto a chi tocca !



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