ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 17 giugno 2015
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dove si parla di una storia iniziata male e finita peggio

di Legend. Letto 430 volte. Dallo scaffale Viaggi

Dove si parla di una storia iniziata male e finita peggio     Quando la vita replicò se stessa sul pianeta chiamato Terra, per prima cosa decise di concepire due o tre esseri superiori che, benché progettò di renderli di.....

Dove si parla di una storia iniziata male e finita peggio

Quando la vita replicò se stessa sul pianeta chiamato Terra, per prima cosa decise di concepire due o tre esseri superiori che, benché progettò di renderli diversi gli uni dagli altri, fossero in possesso di quelle peculiarità capaci di permettere loro di vivere il tempo a disposizione, senza essersi d’ostacolo; quindi, dopo qualche prova, modellò il primo di quegli esseri, attribuendogli l’aspetto di un bipede, convenientemente adeguato alla realtà del nuovo mondo, ovvero capace di lavorare e di vivere la materialità della Terra.

Per lui scelse una massa cerebrale già sperimentata su altri pianeti…né esagerata né scarsa…insomma ragionevole, ovvero, non lo rese un topo di biblioteca, ma lo fece maliziosamente onesto; di animo suscettibile, ma sincero; di piedi e mani grandi, ma di cervello svelto.

E se nelle sue necessità non volle sperimentare eccessive altre pretese, lo dotò comunque di coraggio e di notevole forza fisica.

Inoltre, quando si rese conto che non poteva lasciarlo solo in balia di se stesso, decise di dargli una compagna opportunamente dotata delle sue stesse qualità.

(Per la verità, considerata la laboriosa esperienza maturata su altri pianeti, avrebbe preferito trovare una soluzione diversa, ma… e quello forse fu l’unico errore che commise).

Dopo di che fece l’ultima scelta, ovvero decise di dare loro un spazio di tempo di circa trent’anni da vivere.

Trascorse del tempo, ma le cose non sembravano andare come avrebbe voluto la vita, i due litigavano a più non posso e ciò era da attribuire certamente alle ridotte capacità intellettive di cui aveva dotato le sue prime creature.

Provò a fare qualche modifica, ma neppure a farlo apposta le cose peggiorarono e ben presto comprese che la causa del guaio era una certa dote di cui aveva fatto dono alla compagna dell’uomo, ma che a lui non aveva dato e che invece sembrava fosse di suo estremo gradimento.

Ovviamente questo stato di disagio riguardò soltanto l’uomo, poiché la sua compagna, invece, capendo ben presto l’importanza di quel dono, intuì che se voleva vivere un po’ meglio di quanto il suo compagno fosse disposto a concederle, doveva regolare l’uso di quella certa cosa che a lui mancava…

E così, un giorno, preso il coraggio a due mani, lo affrontò dicendogli a brutto muso come sarebbero andate le cose da quel momento in avanti…

Beh, immagino sia facile intuire che da allora al poveruomo non restò che tirare la carretta da solo, giacché lei, con varie pretese, affermò che aveva necessità di un ritmo di vita meno gravoso e ciò proprio perché le fosse consentito curare, come conveniva, quella famosa dote tanto desiderata dal compagno.

Compreso come si stavano mettendo le cose, saggiamente la vita decise di smetterla con ogni altro tipo di esperimento non preventivamente sottoposto a verifica, ma decidendo di passare immediatamente alla fase successiva del progetto; ovvero alla creazione del secondo tipo di umano, la qual cosa si concluse felicemente dopo una ventina d’anni di osservazioni e di esperienze.

A questo secondo campione, sebbene avesse scelto di renderlo nell’aspetto simile al primo, volle dare ben altre qualità, dotandolo di una capacità intellettiva ben superiore al precedente, insomma per capirci un’intellettualoide innovativo, risolutamente protervo, con pochi capelli sulla zucca e la tendenza ad amarsi più del consentito.

Quindi, dopo aver creato anche per lui una compagna con facoltà intellettive adeguate alle sue e dotata anch’essa di quella dote fisica, li lasciò liberi di vivere i loro trenta anni di vita.

Trascorse altro tempo, ma siccome neanche allora le cose sembravano decollare, la vita si decise a creare (soltanto per dare un aiuto materiale all’uomo nel suo lavoro) alcuni animali; il somaro e il cane per il contadino e la scimmia per l’intellettuale, attribuendo anche a questi animali trent’anni di tempo da vivere.

In effetti la cosa sembrò funzionare, poiché il somaro e il cane furono ben lieti di adeguarsi ai consigli che dette loro la vita, ma quando questa tentò di chiarire all'intellettuale cosa avrebbe voluto facesse dei suoi trent'anni, l’essere iniziò a mugugnare e a borbottare, affermando che quella risoluzione mancava di logica e soprattutto era una pessima scelta.

– “Vada pure per i trent’anni al cafone, ma perché tanto spreco di tempo assegnandone altrettanti agli animali?”

– “È ciò che ho dato anche a te!” – gli fu risposto

– “Vedi se ho ragione? Tu mia cara sei femmina e come ogni idea di femmina manca di logica, altrimenti perché dotarmi di un’intelligenza superiore a quella di tutti gli altri, se poi mi concedi soltanto trenta anni di tempo?… Hai fatto di me l’essere razionale di questo pianeta, il fulcro dell’esistenza… poiché è ormai chiaro che senza di me e del mio ingegno tutto potrebbe finire in un batter d’occhio… Sono necessario a questo pianeta più dell’acqua e del grano.

– “Vorresti che modificassi il progetto?” – chiese la vita

– “Non sarebbe una vera modifica… basterebbe che tu decidessi di darmi più tempo e sarebbe tutto risolto”

– “Non ne vedo la ragione” – borbotto la vita sorprendendosi

– “Oh ma è molto semplice, “Io” ho da elaborare quei concetti fondamentali che creeranno la democrazia e inoltre sarà compito mio parlare e convincere le masse dei cafoni…”

– “Per la verità nessuno ti ha chiesto di parlare e né di convincere qualcuno e ad ogni modo non saresti mai in grado di svolgere questi compiti…per i quali ho già in mente di creare un altro tipo di uomo al quale donerò una splendida capacità di parlare” – replicò la vita

– “Perché tanto spreco di energie? Hai me, sono intelligente, quindi dotami di una buona parola e vedrai che non avrai necessità di creare altri esseri umani… In fondo cosa ti costa mettermi alla prova?” – concluse l’uomo assumendo un manifesto atteggiamento di sfida

– “Se è questo che desideri proverò a pensare ad una soluzione democratica”

– “Cosa ci azzecca la democrazia? Cosa vuoi che ne sappiano il buzzurro e gli animali di uguaglianza? “Io” sono l’intelligente, “Io” sarò la legge, quindi… spetterà a me disporre del meglio…Tu devi soltanto indurre il tanghero e i suoi amici animali a lavorare per me, nutrirmi e allietarmi con la loro ignoranza e animalità”

Mentre tra la vita e l’intellettuale avveniva questo scambio di opinioni; gli animali, che avevano assistito a tutta la conversazione, presero le loro decisioni e quando la vita chiese al somaro se fosse stato d’accordo a prendere per trent’anni le bastonate dell’uomo, accontentandosi di mangiare paglia e a volte fieno, perché la biada avrebbe dovuto lasciarla al cavallo… e vedere la sua pelle usata per farne tamburi… Il povero animale, scuotendo il testone, dichiarò che gli sarebbero bastati soltanto dieci anni di quella tribolazione.

E così l’intellettuale si prese quei venti anni di vita creati per essere vissuti da un asino.

Più tardi venne la volta del cane al quale la vita chiese

– “Tu per trent’anni dovrai fare la guardia alla casa dell'uomo, lo aiuterai nella caccia, ti contenterai di mangiare ossi, prenderai qualche calcio e dormirai nel pagliaio e quando non sarai più buono a nulla sarai abbandonato… sei d’accordo?”

– “Sono soltanto un cane, ma non un cane scemo… Anche a me sono sufficienti dieci anni” – Rispose cedendo vent'anni della sua vita all’innovativo, il quale li prese felice e contento.

Per ultima venne la scimmia che, prevenendo ogni mossa, chiese di poter vivere per conto suo e di essere lasciata libera nella foresta.

Sorpresa la vita le chiese

Sei scimmia, ti ho dato un discreto cervello, hai due gambe e due braccia simili a quelle date al tuo compagno, dunque perché non aiutarlo e mangiare il pane della Terra?

– “Ti sono grata mia signora per tutto ciò che hai fatto per me,” – Rispose la scimmia tra uno sbadiglio e l’altro – “ma è appunto perché m’hai dato un buon cervello che preferisco la foresta”

– “Temi forse che il tuo compagno possa mancarti di rispetto?”

– “Beh…quello sarebbe il male minore! Temo piuttosto che possa montarsi la testa e pensare che sia io a somigliare a lui”

– “Lasciando la casa degli uomini dovresti vivere nei boschi, dormire sugli alberi, poiché quasi tutti gli altri animali avrebbero voglia di divorarti e gli uomini, se ti prenderanno, ti terranno in gabbia per trastullo… sei disposta a…”

– “Credo di potermela cavare,” – La interruppe la scimmia – “però dieci anni sono sufficienti; farò come gli altri prima di me… e che il cielo me la mandi buona!”

Ottenuti anche i vent’anni dalla scimmia, l’intellettuale lasciò la compagnia e iniziò a mettere a punto il suo disegno precursore… comportandosi ora da somaro, ora da cane e a volte da scimmia.

Per farla breve soltanto allora le cose presero a funzionare in un certo modo; il contadino iniziò a far fruttare la sua vita aiutato dagli animali, mentre l’intellettuale cominciò ad elaborare e a parlare a tutte le genti che man mano riempivano il nuovo mondo…risolvendo a volte i loro problemi e a volte trascurandoli…

Soltanto con il passare degli anni il poveretto si rese conto di non aver fatto un buon affare; poiché quando a trent'anni ripudiò la prima compagna, per prendersi una delle figlie del contadino (perché rigorosamente ignorante), mettendo su casa con un nutrito numero di figlioli, scoprì che, pur essendo più intelligente dell’altro, doveva comunque correre come un forsennato a destra e a sinistra come un somaro.

A cinquant’anni gli erano cresciuti i figli e cominciò a fare la vita del cane; infatti nessuno gli dava ascolto, in casa tutti lo cercavano solo per avere favori e quattrini, in senato per avere consigli per poi lo lasciarlo in disparte con i suoi guai e la sua cultura.

La moglie pensava ai corredi e ai matrimoni per le figlie, i figli pensavano ai propri tornaconti e quel poco che lui aveva accumulato se ne andò tutto in fumo.

Ed ecco che con i settant'anni cominciò a vivere la vita della scimmia; malfermo sulle gambe, seduto su una sedia era lo zimbello di tutti che si burlavano di lui.

E se a volte gli veniva chiesto un parere, era solo per farci su una bella risata.

Per il suo già maltrattato “Io” fu sicuramente il periodo più penoso da vivere, giacché lo stesso giorno in cui si rese conto di essere in fin di vita e con la mente volle tornare indietro nel tempo per rivivere tutta la sua esperienza terrena… non gli restò altro che ammettere quanto fossero stati saggi il somaro, il cane e la scimmia.

Ovviamente, in seguito, visto di quale carico di lavoro aveva gravato il figlio intelligente, la vita preferì tenere separate le due classi (Intelligenti e Politici) lasciando il sapere all’uomo di scienza…e al politico la sua bella chiacchiera…

Beh, io non so se le cose siano andate esattamente così come si racconta, però laggiù…dalle nostre parti…in campagna, più di qualcuno afferma che non è molto salutare concedere amicizia ad un uomo intelligente… perché se gli dai l’occasione, prima o poi ti frega…. E guai se provi a parlar male di un politico…

Come perché? Forse nessuno ve ne ha ancora parlato…ma sembra che per essere un buon politico non sia necessario essere del tutto onesto… Ah no! Una cosa è certa, non sarò una cima però so vendere i miei prodotti e conosco assai bene le leggi di mercato…quindi non rischio una querela.

Il finale della storia ognuno può scriverselo con la propria testa…

Ad ogni modo (Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone, enti, partiti...ecc...ecc... realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale).




Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: