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lavoro pubblicato martedì 9 giugno 2015
ultima lettura sabato 15 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Daredevil (Serie Tv 2015)

di Batckas. Letto 727 volte. Dallo scaffale Cinema

Sviluppata da Netflix e Drew Goddard ci permette di vedere sotto una nuova luce il personaggio di Daredevil. "I'm not seeking penance for what I've done, Father. I'm asking forgiveness…for what I'm about to do..."

Premettendo che, per fortuna, non è come il film. Anzi, è proprio grazie alla serie che si ha, finalmente, la giusta attenzione che va rivolta al personaggio di Matt Murdock. È una serie assolutamente da vedere perché permette l'introduzione, senza pesantezza, di un personaggio che si vedrà nei film futuri affiancato agli altri supereroi Marvel che, però, hanno avuto una presentazione cinematografica decente. Non siamo davanti alla serie Marvel che vuole dare più importanza a personaggi secondari nei film, qui è un protagonista. Della qualità delle serie prodotte da Marvel non c'era dubbio: Agente Carter e Agenti dello Shield lo confermano.
La storia è la stessa che abbiamo potuto vedere nel film con l'introduzione di personaggi che l'hanno resa più fluida e coinvolgente ed eliminando invece tutte le scene o i personaggi (Elettra) che nel film erano come un pugno in un occhio.
A proposito di pugni negli occhi: i combattimenti. Da fan dei film d'azione e di qualsiasi scena dove ci sia gente che si picchia: ho apprezzato tantissimo le scene di combattimento veloci, con inquadrature bizzarre (non capisco niente di cinematografia, montaggio, fotografia ecc…), mosse di uno stile di combattimento che mi hanno ricordato molto la trilogia di Matrix. Un'altra analogia al film dei fratelli Wachowski è stata la soluzione alla cecità di Matt: "un mondo in fiamme" è ciò che vede anche Neo in Revolution quando viene accecato.
C'è un indice che solitamente mi permette di capire se una serie Tv mi sta piacendo o meno ed è quello dei personaggi: mi sto affezionando? Mi piacciono? Sono carismatici? Nella visione di Daredevil ho dato una risposta affermativa alle tre domande. Soprattutto ho scoperto alcuni personaggi che, pensavo, avrebbero avuto lo stesso spessore che era stato rappresentato nel film e invece mi ritrovo un Wilson Fisk (Kingpin) brillante e meravigliosamente debole emotivamente. Ci tornerò dopo.

Il personaggio del protagonista, interpretato da Charlie Cox, è profondamente diviso in due: da un lato il suo lato da "eroe" che vuole emergere per combattere quelle ingiustizie di cui fu anche vittima il padre. È l'eroe che non si ferma davanti la sua deficienza fisica ma, al contrario, si allena per far sì che quella sua debolezza diventi la sua forza. È l'eroe che lo spinge a diventare avvocato e rifiutare posti importanti pur di difendere i deboli. Allo stesso modo, però, è proprio questo suo essere giusto che lo porta più volte a domandarsi quanto sia corretto il suo modo di agire. È un vigilante che, oltrepassando la legge, applica la violenza come messaggio per portare la pace e la domanda che si pone continuamente: "il fine giustifica i mezzi?" Più volte lo vediamo confrontarsi con il parroco al quale confessa i suoi peccati che corrispondono a tutte quelle volte in cui ha fatto del male ai malvagi pur di difendere i deboli o di vendicare torti che avevano subito. Significativa la scena nel quale chiede al sacerdote se credesse nell'esistenza del demonio in mezzo alla gente. In quella domanda, secondo me, si perde di vista a quale demonio si riferisca Matt… parliamo di Daredevil o di Kingpin? Chi è più diavolo? Entrambi utilizzano la violenza, uno per fare il bene e l'altro per portare il male ma, alla base, i due sono spinti da uno stesso concetto distorto di giustizia. Più volte infatti Kingpin dirà di amare il quartiere di Hell's Kitchen e di voler portare ordine, di renderlo abitabile per tutti, di estirpare la feccia (come i russi che stermina). Alla fine, però, Daredevil comprende la sua strada: la giustizia. Wilson Fisk, oltre ad essere picchiato a sangue siccome i fan lo richiedevano, viene sconfitto sul piano legale (ci rendiamo conto, qui, di essere in un fumetto).

Lo stesso personaggio di Wilson Fisk (Vincent D'Onofrio) però, è un continuo arrovellarsi di dilemmi, problemi, eventi passati che lo assalgono e lo portano a commettere atti di violenza inauditi (come quando stacca la testa del russo con la portiera dell'auto, scena che da "oddio!" passa a "ma che ho visto?!" nel giro di pochi secondi) o ad essere iperprotettivo nei riguardi di persone che vuole bene tanto quanto Matt Murdock voglia bene a una Karen o a un Foggy. L'attore, eccezionale, che marca la sua difficoltà nel parlare con le persone: le parole misurate, le lunghe pause, la scelta attenta dei vocaboli che nascondono la natura estremamente intelligente e tormentata del personaggio. Capiamo dalla storia passata le motivazioni che spingono Fisk a comportarsi in un determinato modo. È, nonostante sia il malvagio dall'inizio alla fine, un bel personaggio, con quell'aurea di sacralità che lo circonda perché intoccabile e, inizialmente, innominabile. Spaventoso quando perde il controllo, estremamente penoso quando vede che gli viene strappato l'unico amico che riteneva di avere in quel mondo barbaro.

Foggy Nelson (Elden Henson) è il miglior amico di Matt Murdock, la sua controparte goffa e buona. Nonostante le divergenze tra i due che si inaspriscono soprattutto sul finale di serie, rimangono migliori amici perché, alla fine, è quello che i migliori amici fanno: poco importano le vicissitudini che scuotono l'amicizia. Nonostante poi Matt abbia tradito la fiducia dell'amico riguardo il suo ruolo di vigilante notturno e dopo un primo periodo di ovvio sbandamento di Foggy riguardo la notizia, comunque sono pronti a rimettere insieme le forze per uno scopo più grande. Anche per rimarcare che l'amicizia, e per questo è sublime rispetto all'amore che è bello, non ha bisogno di parole o di frasi fatte, di gesti o di compromessi, l'amicizia è fede nell'altro.

La fine della stagione è la nascita dell'eroe (questa volta degna, in confronto al film) che mi ha lasciato la speranza di poterlo vedere ancora sul piccolo schermo ma augurandomi che possa comparire affiancando un Avenger di qualche tipo. Vedendo Daredevil e di come il suo nome sia stato risollevato dalla polvere, mi auguro che anche altri personaggi della Marvel, morti cinematograficamente, possano tornare in auge come un Punisher o un Ghost Rider.

Il supereroe cieco fa il sederino a strisce a tutti i cattivi e bisogna dire che lo fa veramente con stile.

Goliardia, divertimento, momenti di profonda riflessione e contrasto personale mai trattati banalmente, azione, amore, un cattivo geniale, personaggi profondi e caratterizzati, situazioni criminali molto più vicine alla realtà di quanto vorremmo e pugni che volano da tutte le parti fanno di Daredevil una serie che vale la pena di seguire. Mamma Marvel non si smentisce mai.


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