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lavoro pubblicato mercoledì 3 giugno 2015
ultima lettura sabato 17 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Kyrios

di AndreaTrucca. Letto 682 volte. Dallo scaffale Fantasia

Quando ero bambino, tutti in famiglia e a scuola mi lodavano per la mia fervida immaginazione. Dopo tanti anni quella fantasia non è ancora venuta a mancare, ma a quanto pare quello che da piccoli era considerato un dono, crescendo divenne il mi...

Quando ero bambino, tutti in famiglia e a scuola mi lodavano per la mia fervida immaginazione. Dopo tanti anni quella fantasia non è ancora venuta a mancare, ma a quanto pare quello che da piccoli era considerato un dono, crescendo divenne il mio più grande difetto. Non so se mia madre abbia ragione quando dice che dovrei uscire dal mondo delle favole, fatto sta che questa dote si rivela ancora oggi molto utile in casi come quello di pochi giorni fa in cui percorrendo il vialetto di casa a fianco del mio nuovo amico a quattro zampe, non avevo ancora trovato una scusa credibile per giustificare la presenza di quest' ospite inatteso. Non che i miei genitori abbiano mai manifestato il rifiuto di tenere animali in casa, ma certamente avrebbero preteso una spiegazione e non potevo certo dir loro la verità, certe storie non sono fatte per chi è già uscito dal mondo delle favole. Di te invece mi posso fidare, con te che non hai ancora varcato il confine posso parlare liberamente e alla fine deciderai se credere o meno alle mie parole. Ma procediamo con ordine. Il mio nome è Nicolas, un ragazzo come tanti che vive una vita come tante. La nostra storia comincia in una sera come tante, piegato sulla scrivania a studiare per il compito del giorno dopo, quando all' improvviso un blackout non interruppe quella deliziosa attività, ok magari quasi deliziosa, diciamo che apprezziamo l' impegno. Rimaneva il problema che il compito non si sarebbe fatto da solo quindi delizia o meno mi alzai per cercare qualcosa con cui illuminare la scrivania. Il destino aveva però deciso di ostacolare le mie ambizioni intellettuali ponendo sulla mia strada una pila di panni sporchi su cui inevitabilmente scivolai battendo la testa e perdendo i sensi. Che i pavimenti odino la cultura è risaputo, ma non credevo fossero capaci di ricorrere alla violenza pur di fermare la fame di sapere di tanti giovani come me. Quando ripresi i sensi mi risvegliai in mezzo a quella che sembrava un fitto bosco. Mentre cercavo di mettere a fuoco l' ambiente intorno a me udii una voce e mi accorsi del giovane che avevo davanti. -Benvenuto a Kyrios straniero, il mio nome è Hodor, serve aiuto?- Mi porse la mano e mi aiutò a rialzarmi. Al suo fianco vigilava un grosso cane che sembrava mi stesse studiando alla ricerca di eventuali segnali di pericolo. -Quello è Argo- disse Hodor -Lo trovai quando ero bambino, oltre a essere un buon amico è sempre stato una guida per me, sai sono cieco dalla nascita.- Ancora scosso dalla surreale serie di eventi a cui ero andato incontro quella notizia non destò in me alcuna reazione. Ciò che non riuscivo a capire era perché Hodor non mostrasse la mia stessa sorpresa. Il giovane aveva un corpo molto simile al mio, ma aveva una carnagione molto spenta, tendente al grigio. Anche se Hodor non avrebbe potuto vedere queste differenze, Argo si sarebbe dovuto accorgere dal mio odore che provenivamo da due mondi diversi. Mentre mi guidava verso il suo villaggio decisi di esprimere i miei dubbi. -Siamo abituati a ricevere visite come la tua. La superficie di Kyrios è disseminata di strutture chiamate Portali di Luce, questi passaggi collegano il nostro mondo a molti altri da cui provengono creature di ogni tipo, fidati se ne vedono di tutti i colori.- Eravamo giunti ai cancelli del villaggio e Hodor fece segno ad una guardia di aprire. -Avrai bisogno di un' arma, queste sono terre pericolose.- Mi condusse dal fabbro del villaggio che mi consegnò una spada e uno scudo e mi aiutò a indossare un' armatura. L' equipaggiamento era molto leggero e maneggevole, anche per uno come me che riesce a malapena ad usare un coltello senza causare danni a se stesso e alle persone che ama. Stavo ancora familiarizzando con la spada quando la guardia al cancello diede l' allarme. Nel giro di pochi istanti il panico ebbe il sopravvento mentre in lontananza si scorgevano delle ombre avvicinarsi a grande velocità in groppa ai loro destrieri. In mezzo al caos generale persi di vista Hodor e quasi non mi accorsi dell' ombra che si avvicinava pronta a colpirmi. Riuscii appena in tempo a parare il colpo con lo scudo disarcionando il nemico. All' inizio del combattimento riuscii a difendermi, ma sapevo che non avrei potuto continuare in quel modo ancora a lungo. Non posso certo definirmi un guerriero esperto ed ogni tentativo di contrattaccare finiva nel vuoto. Come avevo previsto cominciai a perdere le energie, ma proprio nel momento in cui sentivo di essere giunto al limite un fascio di luce partì dal mio corpo e si sparse per tutto il villaggio. La battaglia si arrestò, le ombre più vicine erano scomparse, mentre quelle più lontane si erano date alla fuga. Ristabilita la calma riuscii a ritrovare Hodor. -Accidenti amico, ma come hai fatto?- -Non ne ho idea- risposi -ma chi, o meglio cosa erano quelli?- -Ti spiegherò durante il viaggio, devo portarti dall' oracolo qui vicino, lui saprà dirci qualcosa di più sui tuoi poteri.- Appena usciti dalle porte del villaggio Hodor cominciò il suo racconto. -Quando prima ti ho parlato dei portali non sono stato del tutto corretto. Ciò che ti ho raccontato appartiene al passato. Il malvagio Malvanth oggi domina queste terre ed ha distrutto tutti i portali, tutti eccetto quello da cui sei venuto. Per regnare ha bisogno che tutti gli stranieri lascino questo mondo e quando il portale da cui provengono viene distrutto loro vengono richiamati nella loro dimensione. Quelli che prima ci hanno attaccato sono i suoi servitori. E' ormai da tempo che combattiamo per difendere quest' ultimo portale e a giudicare da ciò che hai appena fatto ne è valsa la pena. L' oracolo saprà dirci se ho ragione.- Il tempio dell' oracolo era costituito da una grande sala circolare scarsamente illuminata. Al suo centro una gigantesca creatura giaceva immobile. Hodor si inginocchiò di fronte ad essa e io lo imitai. -O possente Oracolo, veniamo al tuo cospetto in cerca di risposte. Il guerriero al mio fianco è giunto da poche ore nel nostro mondo, ma ha già lottato con valore difendendo il villaggio. E' dotato di straordinari poteri che potrebbero mettere fine una volta per tutte alla tirannia di Malvanth, ma abbiamo bisogno della tua guida per sapere come agire.- -Giovane Hodor, il guerriero che ti accompagna sarà la salvezza del nostro mondo, il suo potere va ben oltre ciò a cui avete assistito finora, ma affinché possiate compiere la vostra missione dovrete conoscere la storia di Kyrios alle sue origini. Il nostro mondo si regge sull' equilibrio tra le forze della luce e quelle dell' oscurità. Molti secoli fa però questo equilibrio venne spezzato a causa della sete di potere. Malvanth venne richiamato su Kyrios corrompendo ogni cosa con la sua oscurità. In risposta il nostro popolo costruì i Portali di Luce per permettere ai guerrieri di altri mondi di giungere in nostro soccorso. Venne eletto il legittimo re di Kyrios che potrà regnare sulla nostra gente quando avremo liberato questo mondo dal male. Nel frattempo Malvanth si ribellò al suo evocatore, lo confinò in una caverna e assunse il controllo su tutta Kyrios. Questa parte della storia va però oltre le mie conoscenze, dovrete trovare il vecchio padrone di Malvanth, solo lui potrà rivelarvi cosa accadde realmente quel giorno. La sua prigione si trova a sud del villaggio, a pochi giorni di viaggio.- L' incontro con l' Oracolo non aveva ancora reso chiaro il mio ruolo in tutta questa storia, ma almeno ci aveva messo nella giusta direzione. Ci mettemmo subito in viaggio e quando ci accampammo per la notte avevamo già percorso buona parte della strada. Mentre sedevamo di fronte al fuoco Hodor mi raccontò alcune tradizioni del suo villaggio. Ogni minuto che passava quel ragazzo mi stupiva sempre di più, nonostante la cecità coglieva cose che spesso passano inosservate, era dotato di una sensibilità fuori dal comune. Il legame che aveva con Argo era sorprendente, era come se i due fossero una cosa sola, Hodor sembrava vedere attraverso i suoi occhi. Quella sera mi raccontò che il cane proveniva dal mio mondo, era comparso un giorno all' improvviso e nessuno seppe mai nulla del suo padrone. Da quel momento i due non si separarono mai. Il racconto venne interrotto dall' arrivo improvviso di una grossa creatura simile ad un uccello, ma circondato da un' aura oscura, come le ombre che attaccarono il villaggio al mio arrivo. Il mostro era pronto ad attaccare, ma noi avevamo lasciato le nostre armi vicino ai cavalli. D' un tratto mi sentii invaso da un forte potere, come quello che distrusse i soldati di Malvanth, ma anziché luce, quella forza sembrava avere radici molto più oscure. La creatura si calmò all' improvviso e io mi sentii profondamente legato ad essa, la mia mente era collegata direttamente alla sua, non solo ero in grado di leggerla, ma anche di controllarla. Le ordinai di andarsene ed essa spiccò il volo allontanandosi dall' accampamento. -Allora era questo che intendeva l' oracolo quando parlava dei tuoi poteri. Prima le ombre erano praticamente invincibili durante la notte, ma ora che ci sei tu potremmo ribaltare la situazione.- Il giorno successivo raggiungemmo la nostra destinazione. La caverna era immersa nell' oscurità più assoluta. Per Hodor ovviamente questo non era un problema e tantomeno per Argo. Nel giro di pochi secondi anch' io mi abituai completamente al buio e riuscii a vedere chiaramente i contorni delle pareti e dei miei compagni. Fino a pochi giorni prima nella stessa situazione sarebbe bastato uno straccio sporco a mettermi ko. Sul fondo della grotta trovammo ad attenderci un' ombra. Era molto più grande di quelle che avevano attaccato il villaggio, ma sembrava priva di forze, Malvanth l' aveva prosciugato di ogni energia. -Ma tu guarda, chi è quel folle che ha osato spingersi fin qui solo per incontrarmi.- -Veramente speravo che fossi tu a rispondere a questa domanda, sono qui per sapere qual' è il mio posto in questo mondo.- -A questo punto avresti dovuto già capirlo da solo. Come sicuramente già saprai, questo mondo è governato dalle forze della luce e dell' oscurità. Il male ha però preso il sopravvento sulla luce e tutto ciò è accaduto a causa mia. Chi avete davanti non è altro che Ayrus, primo re di Kyrios. Il mio regno ormai dimenticato fu un tempo di grande ricchezza per il nostro popolo. Tuttavia la mia sete di potere era insaziabile, feci quindi costruire il primo portale, il Portale d' Ombra e richiamai in questo mondo l' esercito di Malvanth. Con una simile potenza nelle mie mani non avrei dovuto temere niente e nessuno, nessun ostacolo si sarebbe frapposto tra me e il potere assoluto. Purtroppo però le cose non andarono come previsto. Malvanth si ribellò al mio controllo, mi confinò in questa prigione e assunse il dominio di Kyrios. C' è solo un modo per sconfiggerlo. Come ben sai se si distrugge un portale chiunque l' abbia attraversato viene richiamato nel suo mondo d' origine e questo vale anche per il Portale d' Ombra. Distruggi il varco e Malvanth verrà scacciato da Kyrios riportando la pace su questa terra.- -Ma perché io? Sono solo uno straniero, come potrei svolgere questo compito meglio di uno della vostra gente?- -Come hai già avuto modo di sperimentare nella tua anima luce e oscurità convivono, tu sei il portatore dell' equilibrio, Thaut nella nostra lingua, ti stavamo aspettando da tempo immemore, ora vai e porta a termine la tua missione.- -Dove possiamo trovare questo portale?- -Continuate a viaggiare verso sud, poco distante dal Castello dei Re troverete il portale, ma siate pronti a combattere, le ombre non vi lasceranno agire indisturbati.- Ci avviammo verso l' uscita della caverna, quando la voce di Ayrus ci richiamò -E tu che porti il buio negli occhi, ricorda, anche tu hai il tuo ruolo nel destino di Kyrios, non dimenticarlo.- Ci mettemmo subito in viaggio verso il castello. Il viaggio fu molto silenzioso, a quanto pareva Hodor sapeva molto di più di quanto volesse far credere, ma non potevo costringerlo a parlare, se aveva mantenuto il silenzio fino a quel momento avrà avuto le sue motivazioni. Continuammo a viaggiare anche dopo il calar del sole e ad un tratto Hodor si decise a parlare -Ascolta, capisco come ti senti, catapultato in un mondo che non conosci in cui scopri tutto d' un tratto di essere l' eroe da tutti atteso per sconfiggere il male. Capisco che tu abbia un disperato bisogno di risposte e mi scuso per non averti detto tutto fin dall' inizio, ma devo chiederti di attendere ancora. Quando avremo raggiunto il portale ti prometto che verrai a conoscenza di ogni cosa, niente più segreti.- -Non preoccuparti, mi fido del tuo giudizio, se ritieni necessario tenere la bocca chiusa così sia, saprò attendere fino al momento opportuno.- -Ti ringrazio, sei un amico prezioso, mi mancherai quando tutto questo sarà finito.- -Magari potrei fare un salto a trovarvi quando la situazione si sarà ristabilita, non preoccuparti troveremo il modo di rivederci.- -No, temo che non sarà possibile.- -E cosa te lo fa pensare?- -Capirai tutto quando sarà il ... aspetta, qualcosa si sta avvicinando.- In men che non si dica ci ritrovammo circondati da una squadra di ombre, ma stavolta insieme a loro c' era anche il loro padrone, Malvanth. -Ma quale onore, finalmente ci incontriamo, dunque tu saresti quello che dovrebbe distruggermi. Devo ammettere che formate una bella squadra, un cane, un cieco e uno straniero è veramente un peccato dovervi annientare, ma sapete com' è, meglio a voi che a me- Le ombre partirono alla carica, ma con i miei nuovi poteri non sarebbero state un problema, con un solo cenno della mano l' intera squadra cadde sotto il mio controllo. L' unico che sembrava essere immune era Malvanth, che senza pensarci due volte attaccò i suoi stessi soldati facendoli fuori uno ad uno. -I tuoi giochetti non funzionano con me straniero, ora siamo solo io e te, fatti avanti e fammi vedere di che pasta sei fatto.- Iniziò un furioso scontro tra me e Malvanth, da quando ero giunto a Kyrios ero diventato molto più forte, ma non c' era modo che potessi competere con il mio avversario. Riuscivo a malapena ad incassare i suoi colpi senza essere ferito e di quel passo avrei presto avuto la peggio. Il mio potere della luce non aveva alcun effetto di giorno per cui potevo fare affidamento sulle mie sole forze, ma era chiaro che queste non erano sufficienti. La fortuna però quel giorno era a mio favore, dall' orizzonte si iniziarono a scorgere le prime luci dell' alba. Malvanth sembrava soffrire degli effetti dei raggi solari molto più delle sue ombre, che potevano invece agire indisturbate sotto la luce del sole. Malvanth fuggì e noi potremmo proseguire il nostro cammino. Eravamo ormai vicini quando Hodor decise che era giunto il momento di rivelarmi tutta la verità. -Quando ti parlai per la prima volta dei portali non ti rivelai come fare a distruggerli. Per farlo è necessario un sacrificio, una creatura della luce deve dare la vita per chiudere un portale della luce e lo stesso vale per i portali d' ombra.- -E allora come dovremmo fare noi a chiudere il varco?- -Ayrus ci parlò del mio ruolo nella salvezza di Kyrios, uno dei compiti che devo svolgere è proprio questo. La mia cecità non dipende da cause fisiche, ma dall' oscurità che alberga nel mio animo. Sono nato con l' unico scopo di chiudere il portale, quando lo raggiungeremo offrirò la mia vita in cambio della salvezza del nostro mondo.- -Cosa? No, non te lo permetterò, ci deve essere un altro modo.- -Mi spiace, ma non c' è altro che possiamo fare. Ma c' è un' altra cosa che devo dirti. Non sei capitato in questo mondo per caso, sono stato io a richiamarti, ti ho trascinato in questa lotta che non ti appartiene, spero tu possa perdonarmi.- -Hai fatto ciò che era giusto per la tua gente, è stato un onore lottare al tuo fianco, non dimenticherò mai tutto quello che abbiamo passato assieme, ora andiamo a mettere fine a questa storia.- Raggiungemmo la radura in cui si trovava il portale, ai piedi di esso si trovava un altare. -E così siamo giunti alla fine del nostro viaggio, addio Nicolas, prenditi cura di Argo.- -Addio Hodor, la gente di Kyrios non dimenticherà mai ciò che hai fatto per loro.- Hodor si distese sull' altare. Un fremito scosse il suo corpo mentre la vita veniva drenata fuori da esso attratta dal portale. La figura di Malvanth comparve all' improvviso di fronte a me, ma subito si dissolse non lasciando alcuna traccia. Il portale scomparve in un fascio di luce mentre il corpo di Hodor giaceva ancora sull' altare. Portai il suo cadavere al villaggio. Il legittimo re di Kyrios prese il suo posto sul trono e dopo giorni di festeggiamenti venne ordinata la costruzione di una statua alla memoria di Hodor, che aveva offerto la vita per riportare la pace e l' equilibrio alla sua gente. Insieme ad Argo tornai al portale che ci riportò nel nostro mondo. Ora che hai ascoltato la mia storia sei libero di scegliere se credere o meno alle tue parole. Ma qualunque sia la tua scelta ricorda che da questo momento il mondo delle favole da il benvenuto ad un nuovo abitante e che tu ci creda o meno questo mondo esiste davvero da qualche parte, devi solo varcare il confine.


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