ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 29 maggio 2015
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La storia infinita – 7

di Legend. Letto 519 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La storia infinita – 7  – ...Venni portata nella città delle scienze e non dev’essere difficile immaginare a quanti e quali esperimenti fui sottoposta. Per anni analizzarono la mia mente e il mio corpo senza andare trop...

La storia infinita – 7


...Venni portata nella città delle scienze e non dev’essere difficile immaginare a quanti e quali esperimenti fui sottoposta. Per anni analizzarono la mia mente e il mio corpo senza andare troppo per il sottile, però non riuscirono ad eliminarmi. Ero in grado di sviluppare un tipo di energia infinitamente superiore a quelli che erano i limiti allora conosciuti e che tra l’altro mi consentiva di oppormi ad Ameth e di mantenere l'aspetto fisico per tutto il tempo che desideravo. Purtroppo la mia nascita dette un nuovo impulso ad altri esperimenti che condussero alla morte la quasi totalità delle nostre donne. Da quel momento iniziò il conto alla rovescia verso il giorno che anche l'ultimo di noi sarebbe dovuto morire

E tu?

Io ero l’unico essere che avrebbe potuto risolvere il pro­blema, ma per loro ero soltanto una specie di animale da tenere il più lontano possibile e sai cosa ne fecero di me? Mi ad­destrarono a svolgere quei compiti che erano stati di Ameth, capisci cosa fecero? Crearono un altro mostro e mi scaricarono nello spazio con l'ordine di non mettere più piede su Gauss. Il resto della storia la conosci. Si ricordarono di me soltanto quando seppero dei nostri ingenui fratelli terrestri, gli unici in tutto l'universo ad avere conservato inalterate le capacità men­tali e soprattutto migliaia di donne in grado di procreare

Mi vergogno profondamente – Mormorò Fred

Non devi, non voleva essere un'accusa. Credevo di doverti delle spiegazioni

Io lasciai Gauss pressappoco in quel periodo

Lo so, me lo ha detto la mamma, ma ora è tutto finito, siamo finalmente assieme

Tu dovrai tornare su Gauss per riportare in vita la nostra razza

Per riportare la vita su Gauss avremo bisogno di migliaia di uomini come tuo padre e donne come tua madre

Li hai

Si, lo so, ma tu credi che su Gauss siano d'accordo?

Forse no, ma dovrai far capire loro che dovranno farsi da parte

Dubito che possano farlo

Dovrai riuscirci a costo di edificare per loro un nuovo olimpo

E creare nuovi dei? No Fred, la mia gente ha già il suo Dio

Lui la sollevò sulle sue ginocchia e lei, facendosi piccola pic­cola parve scomparire tra le sue braccia. – Ho paura Fred – Mor­morò

Non sarà facile, ma ti è stata concessa una forza che non teme confronti

Dovrò prima battermi con Ameth

Puoi batterlo senza tornare ad essere quella in cui ti ave­vano trasformata. La forza che ora vive in te è capace di purifi­care e popolare le solitudini e se saprai utilizzarla l'universo udrà echeggiare grida di vittoria che faranno tremare i mondi

Cristi scese dalle sue ginocchia rimanendo in piedi con il capo inclinato e lo sguardo lucente nella posa in cui molti pittori hanno dipinto gli angeli

Farò ciò che dev'essere, – Bisbigliò sollevando su di lui lo sguardo in cui l'immensità che la permeava era evidentissima – purché tu mi sia accanto

Non sarò io il tuo compagno – Sussurrò lui

Mi lascerai sola?

No, sarò sempre nel tuo cuore

Fred! – Sussurrò lei – Perché ora che ci sentiamo più vicini la timidezza si è dissolta? Perché ho il coraggio di entrare nei tuoi occhi mentre prima osavo guardarli di sfuggita?

Forse perché sei tornata in possesso della tua unicità

Unica io? Bugiardo che sei! Tu sei unico. Se non fosse stato per te Ameth avrebbe avuto la sua vittoria. Sono tue le armi che userò per batterlo

Stai dicendo sciocchezze, sai bene che non pos­seggo armi

Oh Fred, ho cessato da un pezzo di contraddirti, ma lascia che questa volta possa farlo. Sai bene che senza di te sarebbe stato tutto diverso

Vuoi farmi arrossire?

Lo meriteresti per tutte le volte che hai fatto arrossire me

Non è vero! Non ho mai fatto una cosa simile

Soltanto un'ora fa, pur di non mostrarti il rossore del mio volto mi sono arrostita davanti alle fiamme, ma di cosa sei fatto?

Non lo so, ma credo d'essere di carne, ossa e in possesso di uno stomaco che reclama. Cosa prepariamo per il pranzo?

Dio, ma lo senti? Potrò mai vivere senza di lui? Nella ghiac­ciaia abbiamo ancora una bistecca

Se è come l’ultima ci mangiamo in due

Lo abbiamo sempre fatto

Allora cosa aspettiamo? Guarda che magnifica brace

Okay, vado! – Disse lei avviandosi seguita da Soffio

Un momento, toglimi una curiosità. Quel tuo modulo, cosa ha fatto credere a quei signori?

Lei si strinse nelle spalle senza rispondere.

Avranno pur dovuto domandarsi cosa eravamo l'uno per l'altra, non ti pare? – Insisté lui

Non ha avuto bisogno di raccontare balle per far credere loro che fossimo padre e figlia. Non ti dispiace vero?

Neanche un po'

Lui stava ancora grattandosi la barba compiaciuto quando lei lo chiamò dalla cucina

Fred! Posso chiederti una cosa?

Ahi ahi! Quando gridi a questo modo sento sempre un pru­rito sulla schiena

Dai sii serio, posso?

Cosa vuoi sapere?

Quello che hai detto prima è la verità?

A proposito di cosa?

Della gonna! Hai detto che con lei sembro più bella

Ma no figuriamoci, stavo scherzando

Dovevo immaginarlo – Replicò lei dopo un attimo di silen­zio

Intuendo di averla delusa Fred tentò di rimediare

Cosa ti succede? Non riesci più a capire quando scherzo?

Cosa vuoi farci, forse sto invecchiando – Ribatté lei

Beh, vuoi sapere come stanno veramente le cose? È vero, con la gonna sei una gran bella figliola

Fred! Ma sono cosa da dire?

Non lo so, è un'espressione che ho sentito in città

Allora è vero, ti piaccio di più con la gonna

Non è che me ne intenda molto, ma con la gonna sembri... beh insomma...

Insomma cosa? – Lo incalzò lei intuendo che avrebbe la­sciato cadere l'argomento

Intendevo dire che con la gonna sei niente male

Ora non essere scostumato

Intendevo dire che il tuo aspetto è più gradevole

Sarebbe a dire che con i jeans non lo sono?

Non ho detto questo, è che la gonna ti fa somigliare ad una donna

Fred, ma io sono una donna

No tesoro, non lo sei ancora

Fammi capire bene; se indosso la gonna somiglio a una donna e se invece indosso i jeans somiglio a un uomo?

Ho soltanto detto che con la gonna sei più bella. Ehi, ora però non montarti la testa

Con la gonna sono più bella, eh? Porca vacca dovrò indos­sarla più spesso

E come la mettiamo con Soffio?

Con lui me la vedrò in privato, ora però non provare a imbrogliarmi perché me ne accorgerei; davvero ho le gambe magre?

Lui non rispose limitandosi a scuotere il capo.

Fred! – Chiamò nuovamente lei affacciandosi all'uscio della cucina

Si?

Te l'ho mai detto che ti voglio bene?

FINE



Commenti

pubblicato il venerdì 29 maggio 2015
zero1in2condotta, ha scritto: "- Per riportare la vita su Gauss avremo bisogno di migliaia di uomini come tuo padre e donne come tua madre" .... e di figli come Te, allora sì che la storia non sarebbe infinita, ma la vita sarebbe serena, resterebbe a noi a cercare la felicità... :)
pubblicato il sabato 30 maggio 2015
Legend, ha scritto: Compito difficile la ricerca della felicità...però a volte ci si riesce. Grazie del commento.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: