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lavoro pubblicato venerdì 29 maggio 2015
ultima lettura sabato 5 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

LA SECONDA POSSIBILITA’

di RantCasey. Letto 519 volte. Dallo scaffale Pulp

1- Valerio -Come ti chiami tu? Com’è che ti chiami tu? A dire il vero non me ne frega niente di sapere il tuo nome. Quanta vita perdiamo stupidamente presentandoci, non me ne frega un cazzo di sapere il tuo nome, sarà uno dei ...

1- Valerio

-Come ti chiami tu? Com’è che ti chiami tu?
A dire il vero non me ne frega niente di sapere il tuo nome.
Quanta vita perdiamo stupidamente presentandoci, non me ne frega un cazzo di sapere il tuo nome, sarà uno dei tanti nomi stupidi e inutili che si danno a una scopata.
Tipo, la mia scopata l’ hanno chiamata Valerio Pinelli.
Capisci?
Se mi avessero chiamato Giuseppe e avessi finito col fare l’anarchico, sarebbe stato più semplice.
Non avrei avuto la seconda possibilità e sarei volato dalla finestra di una caserma con buona pace di tutti quanti.
Mi ascolti?
Tutti perdono un pezzo rilevante di vita a parlare di menate tipo il destino, tipo le possibilità, banalità senza senso sbandierate dietro alla regola buddista che suona tipo “le cose succedono sempre per una ragione”.
No, non esiste una ragione, se no io non avrei avuto una seconda possibilità.
Non me la merito una cazzo di seconda possibilità.
Perché non me la merito?
Non lo so, tipo, chiedilo al tizio tremante in mutande qui davanti a me.
“SMETTI DI TREMARE COGLIONE O TE LE BUCO QUELLE GINOCCHIA DI MERDA!”
Chiedilo alle sue mutande penzolanti a mezza gamba, chiedilo alla vacca che se ne sta nel letto singhiozzante a guardarmi piangendo.
Chiedilo a loro e stai certo che non sapranno darti una valida spiegazione.
Fosse stato per loro non sarei uscito vivo da quelle lamiere che affondavano nell’acqua del Senio.
Ho la tua attenzione?
Si, io sono quello che è uscito nuotando dalla Peugeot 307, che è finita nel Senio oggi pomeriggio, dopo esser stata tamponata da quel cazzo di Suv nero guidato da un tizio sbronzo alle due del pomeriggio.
Si, sono io, che dopo aver preso la botta dietro e dopo aver carambolato contro un Ducato mi sono ritrovato a galleggiare nelle acque del Senio.
Che poi ho galleggiato poco, poi l’acqua ha cominciato ad invadere il mio fottuto territorio inesplorato, perché te lo posso giurare che non era mai entrato nessun pesciolino vivo nella mia 307 e invece a un certo punto c’erano perfino pinne e branchie che assorbivano ossigeno nella mia macchina.
Cazzo.
Li vedevo intorno alla chiusura della cintura di sicurezza, piccoli pescetti verdi.
Sarà stata la botta, non capivo cosa fosse quell’acqua che entrava da tutte le parti.
Poi son riuscito ad aprire la cintura.
Poi sono uscito, già, mi senti? Sono uscito da quel cazzo di abitacolo con le mie braccia.
“SI COGLIONE, SONO USCITO DA QUELLA CAZZO DI MACCHINA. E NON TI SERVE A NIENTE CONTINUARE A TREMARE MA NEMMENO TI SERVE ALZARE QUELLE MUTANDE SPORCHE, NON PROVARCI NEMMENO A TIRARTELE SU, ERI QUI PER SCOPARE CON QUELLA VACCA, GIUSTO?!?! COME LA CHIAMI TU? IO NON LA CHIAMEREI CON NOMIGNOLI DOLCI, CHIAMALA VACCA LA PROSSIMA VOLTA. E STAI FERMO. IMMOBILE, COSI’ A BRAGHE CALATE.”
Ci sei ancora? Non distrarti cazzo, si, sto parlando con te.
No, non ci sarà una prossima volta. Capisci? Non ci sarà e ora glielo dico “NON CREDO PROPRIO CHE CI SARA’ UNA PROSSIMA VOLTA.”
Ma se dovesse esserci, ora saprà come deve chiamarla, vacca la deve chiamare, mi segui?
Bene, sono uscito dalla mia macchinuccia e faceva freddo, davvero freddo.
E a pensarci il fatto che sentissi freddo e non sentissi male era già di per se un mezzo miracolo, non trovi?
Allora sono arrivato all’argine, mi sono aggrappato a questo tizio in giacca, sbronzo, che mi aveva sbattuto fuori dalla carreggiata, meglio, mi aveva sbattuto contro quel Ducato bianco con scritta azzurra, guidato da un cazzo di rumeno che se se ne stava a casa sua, il rumeno, può anche essere che non finivo nel fiume e che la mia macchina sarebbe rimasta illibata da pescetti verdi.
Mi spiego?
Aveva fretta il rumeno, doveva finire le consegne e volare a un appuntamento galante, fottuto coglione, l’ho sentito lamentarsi con gli sbirri.
“Gnocca amico, come dite voi, ho appuntamento con una bella gnocca.”
Ma, non funziona così, oggi vengono tutti in Italia nel paese dei balocchi e anche Nicholas è venuto, c’era bisogno di lui, altrimenti di certo a un sacco di gente non sarebbero arrivate tutte quelle cazzate che si comprano on line. Perché il rumeno sul Ducato lavora per la Sda e consegna cazzate e quello stava facendo, consegnava cazzate.
Poi andava a cavalcare, gli diamo proprio tutto a sti stronzi.
Bene, dicevo? Ah, si, lo sbronzo mi ha tirato fuori assieme al rumeno.
Mi ha anche abbracciato, lo sbronzo.
Cioè, senti, io avrei voluto davvero tanto stenderlo, ma sono una persona civile, capisci? Una persona civile con una moglie splendida che aveva avuto una seconda possibilità.
Una persona civile che sentiva molto freddo.
Ma il freddo passa. Non mi sono rotto niente, nulla rien de rien, mi segui?
Una persona civile e viva e incolume, dopo qualcosa di assolutamente difficile da superare con una semplice nuotata cosa fa? Si mette a picchiare uno sbronzo incravattato ubriaco visibilmente felice di vedere che non ha ucciso nessuno?
No.
Mi capisci?
No.
Non fa questo. Ringrazia il cielo, si asciuga, si prende il pomeriggio libero, fa un piccolo check up con i medici del 118 e poi? E poi se ne torna a casa dalla sua mogliettina che fa l’insegnante e ha il pomeriggio libero, è a casa mentre tu stai lavorando, mentre tu vendi prodotti per l’igiene a gestori di locali sempre più incazzati per la crisi.
A sempre meno ristoratori perché anche questi chiudono, come tutto il resto in questo paese di merda.
“TUTTO TRANNE CHE LE GAMBE DI QUESTA BALDRACCA QUI DAVANTI A ME CHE SI COPRE E PIAGNUCOLA, COSA CREDI CHE CI SIA QUALCOSA DI NUOVO DA VEDERE PER ME? DOVETE STARE IMMOBILI, LO VEDETE IL FERRO? LA PISTOLA QUI E’ CARICA E TU LO SAI VERO? E’ PER QUESTO CHE PIANGI?”
Si, sto calmo, sto calmo, ma non è questo il tuo problema, tu continua ad ascoltare. Perché sei qui tu? Secondo te perché ti sto raccontando tutto?
Allora dopo il controllo ho parlato con un paio di uomini in divisa, ho spiegato la situazione, voglio dire, il Suv che mi ha tamponato, il rumeno contro cui ho carambolato e la macchina che affondava.
Perché io li rispetto gli uomini in divisa, capito?
Ci vogliono delle cazzo di regole.
E meno rumeni.
E meno Suv.
E meno fiumi cazzo, non si sta surriscaldando questo cazzo di pianeta? Perché ci sono ancora dei fiumi in cui finire con la macchina?
“ZITTI, DOVETE STARE ZITTI TUTTI, NON STO CALMO CAZZO!”
Poi mi son fatto portare via dall’ospedale, non ho rotto niente, non ho voluto lastre o altro, volevo solo rivedere mia moglie.
E così i due uomini in divisa, mi hanno riportato fino a casa.
Sono passato dal garage aperto, si, perché mi sono accorto che le chiavi di casa erano rimaste in macchina e le chiavi non sanno nuotare e non sono uscite dall’abitacolo e io non avevo certo intenzione di tornare indietro a cercarle.
Sono passato dal garage e ho sentito mia moglie che gridava.
Già, proprio così, era mia moglie che gridava e c’era qualcun altro che si faceva sentire in casa con lei.
Mi segui? Sentivo rumori strani, come se la stessero violentando cazzo.
“E’ VERO? CHE NE DITE VOI DUE? L’ACCENDIAMO? E’ LA VOSTRA RISPOSTA DEFINITIVA? FERMO, DEVI STARE FERMO, NON CE L’HAI PIU’ QUELLA BELLA EREZIONE CHE AVEVI PRIMA QUANDO LA VACCHETTA SE NE STAVA A QUATTRO ZAMPE? CHE FACCIAMO? VUOI CHE LA RIMETTA IN POSIZIONE?!?”
Tu taci e ascolta, non mi devi dire niente, perché credi che ti abbia chiamato? Per sapere cosa ne pensi? Tu sei il testimone.
Dicevo? Ah si, sono entrato e sentivo questi rumori e allora ho preso la pistola regolarmente denunciata che ho nascosto nella lavanderia. Già, mia moglie mi ha sempre detto che non aveva senso tenere una pistola in casa e tanto meno tenerla nella lavanderia al piano terra che se i ladri fossero venuti di notte, come avrei fatto a prenderla.
Aveva ragione secondo te? Che ne dici? E’ il tuo lavoro. Avrai un’ idea in materia.
Come dici? Di solito la tengono in camera? Io no, io la tengo in lavanderia.
“VERO CARA? LA SMETTI DI PIANGERE? DILLO AL SIGNORE CHE LA PISTOLA LA TENIAMO IN LAVANDERIA ANCHE SE TU DICI CHE DOVREI TENERLA IN CAMERA DA LETTO. SE LA TENEVO IN CAMERA DA LETTO NON SAREI PIOMBATO QUA PER SALVARTI CON QUESTO GIOIELLINO PUNTATO SU DI TE E SU… SU… COME CAZZO SI CHIAMA STO TIZIO QUA? MA SARAI MICA QUELLO DELLA PALESTRA? PERCHE’ A VEDERTI SEMBRA CHE FAI PALESTRA. MA NON SONO I MUSCOLI CHE TI MANCANO, NO CARO, TI MANCA QUALCOS’ALTRO ED E’ SEMPRE IN CARNE. VERO CARA? TRADIRMI CON UNO IPODOTATO CAZZO.”
Mi senti? Cioè sono entrato nella mia camera da letto terrorizzato, ancora infreddolito, vivo per miracolo con la pistola in mano e ho trovato mia moglie e questo tizio ipodotato dietro di lei e non la stava violentando, no. Stavano pensando di spassarsela per tutto il pomeriggio mentre io vendevo detergenti. Ora, tu, dimmi cosa faresti esattamente? Sì, ora è giunto il tuo turno, dimmi tu esattamente cosa faresti adesso? A chi spareresti prima? Mi senti? Perché cazzo credi che abbia chiamato il 113? Io pago le tasse, faccio il mio dovere, nemmeno ho picchiato quel tizio incravattato, ho sempre accettato tutto, sempre fino ad ora. Ora basta. Ora devo chiudere. La mia seconda possibilità vale poche ore, adesso insieme decidiamo come chiuderla sta cosa. Perché i tuoi colleghi sono stati molto gentili prima, mi hanno accompagnato fin qui, mi hanno rassicurato sulla responsabilità dell’incidente, insomma voi siete i buoni, voi sapete come ci si comporta in questi casi, che faccio?
Sparo solo a lei.
“SMETTI DI PIAGNUCOLARE.”
O sparo solo a quel piccolo pezzo di carne pendente?
“STAI FERMI TU, VEDI CHE TUTTA QUELLA PALESTRA NON TI SERVE A UN CAZZO? TREMI DAVANTI A ME CHE SON GRASSO E PELATO E SENZA PETTORALI. E NEMMENO TI E’ CRESCIUTO IL PENDOLO, COGLIONE. MENO PALESTRA E MENO LETTI DEGLI ALTRI, COGLIONE!”
Come dici?

2 – Agente 113 matricola 1836 “Salvatore”

Una telefonata così non l’avevo mai ricevuta. In tanti anni in divisa, mai.
Sono arrivato in centrale con un po’ di anticipo, a Ravenna non succede mai niente di speciale, si qualche volta c’è qualche morto ammazzato, ma a me sarà capitato si e no tre o quattro volte in dieci anni di carriera.
Nel turno precedente un incidente in macchina con un tizio che era finito a nuotare nel Senio.
Una signora incinta bloccata in ascensore.
E un pirla che aveva deciso di farsi un giro sul lungomare con la macchina ed è rimasto insabbiato.
Certo quando facevo servizio a Como non mi era mai capitato di ricevere chiamate da qualcuno bloccato con la macchina in spiaggia, a Ravenna ogni tanto capita.
L’agente Bosi a fine turno mi aveva segnalato solo questi casi.
Ero appena entrato in turno e ricevo questa telefonata.
L’uomo dall’altra parte del telefono era particolarmente agitato.
Pare che fosse la seconda volta, in giornata, che aveva a che fare con la polizia.
Oh, quando è il tuo giorno, è il tuo giorno.
Era lo stesso che era finito a mollo nel fiume.
Una fortuna incredibile, non si era fatto niente, aveva semplicemente perso la sua giornata di lavoro e la sua quattroruote.
Gli era toccato qualche controllo ospedaliero e poi la volante l’aveva riportato a casa, incolume.
Bingo, giorno fortunato.
No.
Appena entrato in casa aveva trovato la moglie e l’amante intenti ad accoppiarsi e ha visto bene di descrivermi anche la posizione in cui si trovavano, già, mi ha descritto anche le dotazione del palestrato che si sbatteva la moglie, anche questo non mi era mai successo in dieci anni, mai parlato di lunghezza del pene con un cittadino che chiede soccorso al 113.
Ho seguito il protocollo.
Non è stato facile, non è stato affatto facile calmarlo, farlo respirare, non è stato facile perché voleva far saltare l’uccello dell’amante e anche le cervella di tutti e due. Ma se devo dirla tutta, era molto più concentrato sul piccolo pisello.
Cioè ad ascoltarlo sembrava che il problema più grosso dell’aver scovato i due intenti a fare sesso fosse la scarsa dimensione del pene del tipo che si rotolava nel suo talamo.
Come se un Rocco Siffredi nel letto avesse salvato il suo onore.
Son cose che veramente non capisco.
E anche quell’astio nei confronti del povero tizio delle consegne che era stato coinvolto nell’incidente, onestamente, siamo ormai troppo presi dall’isteria dello straniero.
Ma il piccolo uccello era il tema principale.
Cioè questa cosa al prossimo colloquio dalla psicologa della polizia la voglio discutere, si anche perché la psicologa è veramente sexy e buttare dentro qualche discorso ambiguo può sempre essere divertente.
Certo che iniziare il turno così, un vero flash.
Nemmeno quando l’agente scelto Tommasi se ne tornò in caserma con quel carico di Mdma e abbiamo fatto tutti festa, nemmeno quel giorno lì sono stato così flashato.
Era roba buona comunque, sia chiaro, Tommasi non è uno che ruba la droga ai pusher, no, è uno che se trova roba buona ce la fa assaggiare.
Cioè quello che vende prosciutti a casa mangia sempre il miglior prosciutto, no? Ecco noi in centrale testiamo solo il meglio.
Che se qualcuno fa di più, cioè se la rivende o robe del genere, giuro che io non ne so niente.
Comunque la telefonata è andata avanti un po’, voleva parlare solo con me, già “Agente salvavita” mi chiamava. Non ha nemmeno voluto sapere il mio nome fino alla fine.
Alla fine l’ha voluto sapere.
Quando sono entrati Tommasi e Bilotta nella stanza e lui ha poggiato telefono e pistola fumante, subito prima.
- Come ti chiami amico?
Così mi ha detto.
- Mi chiamo Salvatore.
- Mi spiace Salvatore di averti rovinato la giornata.
Già si è scusato.
Mentre Tommasi e Bilotta sono entrati ad armi spianate. Si li ho sentiti, Tommasi è entrato gridando:
-Mani in alto e stai calmo testa di cazzo, ma che cazzo fai? Ti abbiamo portato a casa sano e salvo e poi cosa ti viene in mente? Buttala, buttala lontano e mettiti in ginocchio.
L’ultima cosa che ho sentito è stato Bilotta che diceva.
-E lei si tiri su quelle cazzo di mutande, che non è un bello spettacolo quel pesciolino.
Evidentemente aveva ragione il tipo, era davvero ipodotato il palestrato.
E’ andato tutto bene.
Un’ora, appena un’ora per Salvatore Corna e tutta la questione si è risolta più che degnamente.
Ho salvato la vita a tutti e tre.
E sono soddisfatto, soprattutto per quel poveretto sotto shock.
Cioè parliamoci chiaro, prima ti salvi la vita per miracolo ma ci perdi la macchina e si sa, l’assicurazione non te la paga mica nuova, te la paga al valore di mercato.
Ti salvi dopo aver incocciato in un rumeno e in ubriaco alle due del pomeriggio.
Due cose che non dovrebbero esistere alle due di pomeriggio.
Poi arrivi a casa e trovi tua moglie a letto con un altro.
Insomma, io a un certo punto quasi quasi temevo di non convincerlo.
Che a dirla tutta, non vale la pena certo di rovinarsi la vita per una donna, nessuna donna, nemmeno la mia donna.
Ma dopo aver fatto la pallina da flipper in strada ed essere caduto nella casella imprevisti dove c’era addirittura un fiume pronto a ingoiarti, beh, potresti anche perdere le staffe.
E invece tutto liscio.
-Le donne non sono una proprietà amico, nemmeno se le sposi.
Quando ho detto quella frase la psicologa era appena entrata in ufficio e visibilmente contrariata mi faceva cenno di no.
Ascoltavo quell’uomo agitato e in sfondo sentivo questa che mi diceva di non parlare della moglie.
Il capo era venuto pure lui.
Eravamo un po’ troppi in quell’ufficio.
Ma io sono andato avanti per la mia strada, stavamo diventando amici, gli ho parlato di Tommasi e Bilotta che erano i due agenti che l’avevano riportato a casa.
Gli ho raccontato che per Bilotta era peggio, lui una donna non l’aveva nemmeno mai avuta ad attenderlo a casa.
E gli ho spiegato che senza aver mai avuto una donna a casa che ti aspetta non puoi essere tradito ma nemmeno puoi sfogare i tuoi istinti.
La psicologa pensavo si strozzasse da sola mentre gli dicevo che Tommasi la sposa a casa ce l’ha, ma quando capita si fotte anche qualche ragazza che lavora in strada.
Certo dopo ho spiegato al capo e alla psicologa e alla collega Spaziante, mia dirimpettaia, che non era affatto vero, stavo seguendo il protocollo, creare quello spirito cameratesco necessario fra maschi.
Bene, comunque bene, perché alla fine l’ho convinto ad arrendersi ai due simpatici agenti che l’avevano riportato a casa, Tommasi e Bilotta.
E lui l’ha fatto.
E poi ho avuto un premio inatteso, il capo ha detto
-Salvatore, vai da tua moglie. Per oggi hai fatto anche troppo.

Turno di oggi.
Una telefonata di un’ ora, verbale, festeggiamenti e a breve intervista sul Resto del Carlino.
E così eccomi qua.
Con le chiavi in mano pronto a entrare in casa.
Giornata di lavoro finita in anticipo e Sonia dovrebbe essere arrivata a casa da poco.
Le farò una magnifica sorpresa.
La macchina è parcheggiata male, quante volte glielo devo dire di parcheggiare con attenzione, è pur sempre la compagna di un poliziotto.
Una volta aperta la porta sento voci provenire dalla camera da letto.
Vado incontro al mio amore che evidentemente non è sola. Sarà con una amica, in fondo non mi aspetta di certo.
Entro in camera da letto.
C’è un tipo seduto sul letto e lei in ginocchio davanti a lui, nuda.
-Che cazzo succede?
Dico
-Ti sta costringendo amore?
Cerco il ferro nella fondina.
-Salvo?!?!
Dice stupita davanti a questo enorme microfono.
-SALVO? SALVO UN CAZZO!
E sparo.
Sparo a lei, sparo a lui, sparo al suo pezzo di carne enorme.
Non faccio telefonate di nessun genere io, sparo.
Bang.
Bang.
Bang.
Riecheggiano quelle parole sentite a inizio telefonata dal tipo che ora sarà in centrale a piangere “Tutto succede per un motivo.”
Ora non capisco quale sia il motivo.
Guardo fuori dalla finestra.
Vedo già vicini asserragliati in strada.
Sono finito.
Guardala lì, la mia vicina preferita si nasconde dietro a un Ducato bianco con la fiancata ammaccata e una sfregiata scritta azzurra, dice SDA.
Quando è il tuo giorno, è il tuo giorno, cazzo.
Non mi resta che prendere il ferro caldo. Appoggiarlo alla tempia.
SDA?
Bang.



Commenti

pubblicato il giovedì 18 giugno 2015
OscuroDominio, ha scritto: Beh dai ... non male ...

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