ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato lunedì 25 maggio 2015
ultima lettura martedì 17 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Italian man (P. 7)

di vennyrouge. Letto 652 volte. Dallo scaffale Horror

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE ...

"Non era vicino a un’edicola? Strano, perché adesso non la notava!

Il luogo diveniva allora meno familiare, fin tanto da significare nulla!"

Arrivò al capolinea e l’autobus si svuotò.

L’autista nel vederlo solo e preoccupato, ravvisò delle difficoltà.

Si avvicinò per aiutarlo.

Disse qualcosa che Carlo interpretò, essere una domanda sull’accaduto.

Non attendeva altro che di potersi esprimere, di confidarsi e accogliere conforto.

Davvero non si era mai sentito tanto debole e vulnerabile.

Cercò di far comprendere di essere un cittadino italiano e di parlare male la lingua. Aggiunse che nell’entrare in corriera si era distaccato dalla moglie, e questo perché il predellino era affollato: “Il fatto però, non era una lamentela!”, precisò.

Nell’occasione domandò all’autista, un uomo alto come lui, ma più piazzato, se per caso non avesse visto la compagna.

Paola era mora con capelli lunghi, e quel pomeriggio indossava degli occhiali con le lenti scure. Secondo Carlo non poteva aver mancato di notarla: era sempre stata una piacente donna!

L’addetto al servizio puntò l’indice sulla borsa poggiata sul pavimento e vicina alle gambe di Carlo. A lui parve di non riconoscerla.

Era certo di essere là con quattro buste al seguito, giacché la moglie non ne aveva alcuna.

Adesso tre sacchi mancavano all’appello e sicuramente erano quelli dei regali: chissà adesso come avrebbero fatto?

Il panico tornò a investirlo e lui a impensierirsi: gli avevano rubato le altre? Erano andate smarrite?

Non sapeva cosa pensare!

Un’ipotesi era uguale all’altra, sebbene dovesse riconoscere che per nomea, quella gente non era solita compiere questa sorta d’imprese negative.

Non si poteva però escludere l’errore!

Chissà: qualche massaia di ritorno a casa con le compere non poteva avere fatto confusione e preso anche le sue sporte nello scendere alle fermate prima del capolinea?

Fra poco se ne sarebbe accorta e avrebbe avvertito la polizia scusandosi per aver combinato un danno, e lui, sarebbe tornato in possesso dei regali per i ragazzi e delle violette profumate per la signora Otto.

Presto lo avrebbero accompagnato a casa, pensò con sicurezza, perché l’aveva visto accadere in un film.

La polizia, in quel caso, aveva riaccompagnato la povera madre di un fermato! Perché non avrebbero dovuto farlo anche con lui?

L’autista si mostrò cortese e cercò di rincuorarlo facendo dei gesti per affermare che tutto procedeva per il meglio e in qualche modo lo convinse a sedere vicino al posto di guida.

Una volta avvicinato in maniera da poterlo scorgere nello specchietto retrovisore interno, estrasse dal portafoglio un biglietto valido per un viaggio, annullandolo nella macchina obliteratrice.

Carlo non intendeva permettere tanto disturbo.

Per questo motivo cercò nelle tasche degli spiccioli nella moneta locale.

Ne estrasse qualcosa che porse all’autista: si trattava di un fazzoletto di carta, perfettamente disteso e lindo.

Il conducente controllò che non contenesse un qualche indirizzo o numero di telefono, poi, intuendo che l’uomo aveva inteso restituirgli i soldi da lui anticipati, lo ringraziò rilevando in alto la mano con sopra il panno bianco.

Carlo, grazie alla buona volontà di quell’uomo tornò verso la città con la successiva corsa.

Dal veicolo per nulla affollato cercò in tutti i modi di riconoscere la via e il quartiere o il volto di Paola alla fermata.

Il vetturino era gentile, perché indugiava alle stazioni attendendo a volte più tempo del necessario a far salire e scendere le persone e ogni occasione controllava quell’anziano signore dal volto smunto e preoccupato.

“Tutto si sarebbe risolto presto!”, pensò Carlo. Non era forse vero che quella nazione funzionava a meraviglia?

Era sera quando arrivarono nei pressi dell’agglomerato urbano.

L’autista accostò il mezzo a una cabina telefonica. Alzò il ricevitore. Compose un numero che Carlo non riuscì a identificare e parlottò qualche minuto. Poi rimontò sull’automezzo.

Carlo era certo che fra pochi minuti avrebbe rivisto Paola e con lei, dopo qualche spiegazione, avrebbero fatto un rapido rientro a casa.

Era in una terra straniera e potava capitare di fare un poco di disordine e smarrirsi con le strade: una buona dormita l’avrebbe rinfrancato e certamente aiutato a rimettersi in sesto!

Al capolinea erano ad attenderli: un’ambulanza e un poliziotto di nome Hans.

Assieme lo accompagnarono al vicino ospedale.

Il contenuto della borsa esaminato una ventina di minuti più tardi dall’addetto di polizia non chiarì nulla.

Al suo interno apparvero alimenti comuni, tipo: wurstel, pane nero, latte.

Generi che si potevano comprare in qualsiasi parte della città, ancorché ammucchiati in un sacchetto anonimo e senza riferimenti pubblicitari.

Inoltre, non furono trovati gli scontrini della bottega la quale aveva venduto quei prodotti.

Poteva essere diversamente se le ricevute erano conservate nel borsellino di Paola?

Le indagini portate avanti dalla forza pubblica nei giorni successivi non approdarono a niente, anche perché tra i negozianti intervistati nelle zone asservite dalla linea, nessuno lo ricordava.

Va detto che Carlo non vi aveva fatto ingresso!

Era sempre stata Paola a visitarli e pagare la merce, mentre lui era rimasto ad aggirarsi attorno, oppure si era seduto a riposare nei pressi. ... segue.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: