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lavoro pubblicato lunedì 25 maggio 2015
ultima lettura venerdì 20 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Rieka: la prima aliena 2. Pericolo d'estinzione!

di Bianco4. Letto 1002 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Continuano le avventure della nostra coppia terrestre - aliena. Ecco la versione completa della seconda storia. Divertitevi!..

Rieka: La Prima aliena

Pericolo D'estinzione!

PROLOGO
Roby e Rieka sono due ragazzi poco più che ventenni che da poco si sono fidanzati. Questa coppia però non è ‘normale' come tutte le altre. Lui è un terrestre, italiano, di razza bianca, e fin qui niente di strano. Lei invece è una principessa aliena del pianeta Arcadia, di razza tallin, una umanoide molto simile a noi se non per alcune piccole caratteristiche che imparerete a conoscere. Due persone che hanno vissuto a milioni di chilometri di distanza su due diversi pianeti, ma che un giorno il caso ha voluto fare incontrare.
I due giovani ventenni si sono rapidamente innamorati e l'amore che sta crescendo fra questi è più speciale e forte di quanto anche loro stessi possano immaginare. La loro relazione infatti cresce basata sul rispetto, la complicità e, perché no, l'attrazione che provano l'uno per l'altro. Roby, in particolare, trova irresistibili in quella ragazza quelle due piccole corna che l'aliena ha poco sopra le tempie. Questo sentimento sta davvero legando i due in modo forte e indissolubile e, presi intensamente da questo ormai profondo legame, fanno a gara a chi dedica più attenzioni e gesti d'affetto l'uno all'altro.
Questo incontro ha fatto si che adesso Roby si ritrova nel ruolo di unico terrestre che è venuto in contatto con una razza aliena. Anzi, cosa ancora migliore almeno per lui, con questa splendida donna aliena. Infatti Rieka è davvero un bellissima ragazza! I due, come accennato prima, si sono da poco fidanzati secondo l'usanza del popolo talliniano. Questo vuol dire che i due innamorati senza prendersi eccessive libertà, non sono ad esempio minimamente contemplati rapporti sessuali di nessun genere, passano il tempo assieme per conoscersi, coccolarsi, consolidare il loro rapporto, progettare il futuro, in vista del rapporto più serio e duraturo che è il matrimonio che su Arcadia, il pianeta natale di Rieka appunto, è una cosa particolarmente seria.
A Roby non dispiace pensare di sposarsi con quella ragazza anche se, visto come prendono seriamente i rapporti uomo - donna questi alieni, lei in più è ovviamente la figlia del re, è comunque un po' preoccupato: è davvero una grande responsabilità!
Dopo le ultime intense vicende i due sono ancora sul pianeta natale di lei: Arcadia. Dato che sono lì da un po', si stanno accingendo a tornare sulla terra. Roby vorrebbe rimanerci per sempre su Arcadia, visto quanto è bello il pianeta, ma è meglio tornare sulla Terra per non tenere in ansia i genitori di lui o non destare sospetti pericolosi: dov'è finito Roby e quella strana ragazza dai lunghissimi capelli viola scuro che era con lui?
RITORNO SULLA TERRA!
Non sono tutte rose e fiori per i due innamorati. Anzi il fidanzarsi ufficialmente con Rieka, per Roby, si rivela però da subito fonte di problemi a causa degli usi e costumi del popolo tallin! Dopo i festeggiamenti del loro fidanzamento e dello scampato pericolo anusiano, passati alcuni giorni tranquilli e felici, un giorno Roby si ritrova a dovere affrontare uno "scontro", e c'era da aspettarselo, con l'ormai ex ragazzo di Rieka.
Infatti, ormai informato della cosa, così come tutto il pianeta, Zoges, l'ex ragazzo di Rieka appunto, la contatta per chiedere spiegazioni di questo suo "tradimento", visto che secondo lui loro stavano insieme ed erano una coppia di fatto anche se non ancora ufficialmente fidanzati. Il ragazzo in realtà non si era mai sbilanciato più di tanto nel mostrare i suoi sentimenti a Rieka, ed era sempre stato ambiguo, non volendo un impegno formale con lei. Ma, offeso per lo smacco ricevuto dal terrestre, ora Zoges pretende un incontro con la ex per avere delle spiegazioni.
Rieka ne parla con il fidanzato e lo prepara alle conseguenze della cosa per quel che è possibile, avvertendolo di un fatto: su Arcadia in una questione del genere il pretendente può chiedere soddisfazione per l'affronto che, sempre secondo lui, ha subito e che in questo caso è quello dell'essersi visto soffiare da sotto il naso la propria ragazza. È una vecchissima tradizione che però non è mai andata persa, ci si sono affezionati, anche perché gli uomini Tallin tengono molto all'onore sotto questo aspetto. Somiglia molto ai nostri vecchi duelli del 1800, anche se i loro non sono mai mortali. Per risollevare tale onore si ricorre ad una sfida in cui lo sfidante si rifà sul rivale cercando di sconfiggerlo almeno sul piano fisico: di solito si sceglie come sfida la lotta. È un po' come dire alla ex: vedi che rammollito ti sei presa?
Ma di che lotta si parla? Dipende dallo sfidante. È lui a scegliere fra diverse prove tradizionali che vanno da prove di resistenza allo scontro fisico vero e proprio, anche se in casi molto rari. Roby non ha nessuna voglia di menare le mani su un perfetto sconosciuto, anche se è un maestro in arti marziali, ma essendo quelle le regole di lì deve sottostare suo malgrado. Inoltre non può e non vuole fare la figura del codardo davanti alla fidanzata!
Il giorno dell'incontro arriva rapidamente, anche perché Zoges non ha dato molto tempo ai due. È una giornata calda, di pieno sole, tipica del pianeta Arcadia dove piove pochissimo essendo un pianeta ad effetto serra. Roby e Rieka si ritrovano insieme ad alcune sue amiche con cui lei aveva parlato della faccenda e aveva chiesto che la accompagnassero al posto prescelto come luogo dell'incontro, in un campo da gioco.
Arrivano per primi. Quella specie di arena è deserta, e tutti sono tesi mentre aspettano Zoges che arriverà sicuramente con il suo seguito. Non devono aspettare molto. Quattro jecod arrivano ad alta velocità dal cancello principale con su tutte due persone a bordo. Indossano dei caschi dalle forme particolari e con disegni di strani animali in atteggiamento aggressivo: davvero poco rassicuranti! Questi si fermano davanti a un Roby sempre meno tranquillo.
Zoges, tolto il casco, si avvicina a Roby praticamente a due dita dal naso e, prima fissa il rivale in amore con due occhi che ben facevano capire di che umore era: infuriato come una belva. Poi fissa quella che era la sua ragazza che, per nulla intimorita, risponde con uno sguardo da infuriata pure lei per quella sceneggiata. Lui si avvicina alla ex e, nonostante tutto, con voce pacata le inizia a parlare.
"Ciao Rieka. Non sono uno a cui piacciono molto i giri di parole, tu mi conosci bene. Quello che voglio sapere è solo questo: perché tu mi hai piantato in asso per un barbaro conosciuto solo pochi giorni fa? Pesa bene le parole perché, per dimostrarti la mia buona volontà, ho pensato che se la ragione mi soddisferà non ricorrerò allo Jagun e non dovrai vedere pestato a dovere questo ragazzino. Altrimenti, peggio per lui."
Ragazzino è un termine che Roby fa fatica a digerire, soprattutto se detto davanti alla sua donna da quel tipo spavaldo e comincia ad innervosirsi notevolmente. Ora vorrebbe iniziare lui lo scontro, ma si trattiene anche perché Rieka risponde all'ex subito e a tono: un tono si sfida e sarcastico.
"Vedi, Zoges, intanto il ragazzino ha fatto in pochi giorni quello che tu, tanto carino e forzuto, non hai fatto in due anni. - poi cambia tono e alzando la voce furiosa, alzandosi in levitazione anche alcuni centimetri da terra e puntandogli minacciosamente l'indice al petto, continua - Mi ha voluto bene! Soprattutto me lo ha detto e mi ha chiesto di essere la sua donna, mi ha fatto capire che per lui io valevo qualcosa! Cosa che tu devi ancora fare! Hai perso lo shuttle, bello mio!"
Zoges, anche se di carattere è chiuso e introverso, è molto orgoglioso e irascibile. Così quelle parole ora lo fanno bollire di rabbia. Questo non è buono, viste quelle che sono le caratteristiche maschili dei Tallin. Il maschio di questa razza, a differenza delle femmine, non può né volare, né tantomeno scagliare plasma energetico. Comunque, nell'adolescenza, sviluppano dei particolari ormoni capaci di produrre una sostanza similare all'adrenalina ma ancora più potente, che gli permette per un breve tempo che arriva ad un massimo di cinque, sei minuti, di sviluppare una forza impressionante: anche tre quattro volte in più di quella degli umani. La rabbia è il fattore scatenante del tutto. Questo sicuramente è uno di quei momenti in cui questo può succedere. Offeso, Zoges subito sfida apertamente Roby.
"Voglio lo Jagun, voglio il mio onore!"
Anche Rieka si altera ulteriormente e sempre senza toccare terra urla all'ex.
"Ehi, mantieni la parola! Hai detto che se la scusa era valida avresti evitato lo scontro! Quello che ti ho detto non ti basta?"
Zoges, con una strana calma, si gira verso il rivale e fissandolo gli dice.
"Senti Roby, tu prima di chiedergli o di dirgli che lei ti interessava, gli hai chiesto se era già impegnata?"
Roby davanti a quella strana domanda è titubante, pensa un attimo e poi decide di dire come sono andate le cose.
"In un certo senso si. Nel parlare, anche se non gli ho fatto una domanda diretta, mi ha fatto capire quella che era la sua situazione in merito." Dice con calma nel tentativo di placare il giovane tallin.
Zoges, fissandolo ancora più da vicino invece si scalda ulteriormente.
"Insomma! - urla - Lei cosa ti ha detto? Che era libera o impegnata?"
"Che al momento era libera. - replica Roby deciso, cercando di non farsi intimidire da quell'atteggiamento - Impegni seri non ne aveva: non era di certo fidanzata."
Zoges è nella stessa situazione di una pentola a pressione sul fuoco: il fumo ormai gli esce dalle orecchie dalla rabbia. Ora torna su Rieka.
"Ma bene! - dice sarcasticamente - Più di un anno insieme, e tu gli dici che non avevi impegni seri? Mi chiedo cosa sia per te un impegno serio."
Rieka la risposta a quella domanda se l'era preparata da tempo. Per lei era il momento di vendicare, se così si può dire, il fatto che quell'uomo mai in effetti aveva fatto azioni concrete per dimostrare questo suo grande amore che ora palesava. Aveva sofferto per molto più di un anno, innamorata persa di quel giovane bello e aitante, senza che lui mai minimamente si fosse degnato di ricambiare, almeno apertamente, i suoi sentimenti! Aveva pianto non poche volte per tutto questo! Quell'affermazione è il ‘la' per dire chiaro e tondo quello che pensa di quel ragazzo. Così Rieka arringa Zoges sfogando tutta la rabbia che ha accumulato nel tempo che ha passato con lui.
"Sei sicuro di volerlo sapere? - urla, sollevata ancora di più da terra a Zoges che, intimorito un po', indietreggia di un passo - Per me serietà è quella cosa che deve spingere dopo tanto tempo un uomo, anzi, un vero uomo a dire alla propria ragazza cosa pensa di lei, cosa vuole fare, per lo meno che le dica un ‘ti amo'! o anche solo un ‘ti voglio bene'. Dopo la mia festa di presentazione, neanche lì hai dato un seppur minimo segno di affetto serio verso di me. Secondo te, io cosa o chi dovevo aspettare? Che venisse Nosis da Pargof? - In una famosa fiaba di Arcadia, Nosis era un eroe che aveva salvato a rischio della vita, per il grande amore che aveva per una donna, sia lei che tutte le donne del suo villaggio da un potente tiranno che le aveva rapite e ricattava i mariti - Tu hai preferito tenere una posizione neutrale! Volevi fare il bello con tutte! Io ti ho implorato che tu la smettessi di fare così, ma tu hai sempre preferito avere una posizione ambigua solo perché ti piacevano anche le altre! Mi hai spezzato il cuore più di una volta! Quindi sei stato anche un fetente nei miei confronti. Pertanto finiscila qui! Fra me e te non c'è più nulla da difendere o da vendicare perché poi, in realtà, tu non lo hai mai creato un qualcosa! Tu hai fatto finire la nostra storia non dandole mai effettivamente inizio!"
Zoges ora è imbarazzato. Rieka ha finito la voce in quegli urli pieni dell'angoscia di chi ama e si ritrova usato da uno che gioca con i tuoi sentimenti. Lui, trovandosi nel torto più pieno e quindi senza poter difendersi in una situazione tanto svantaggiata, non sa per un attimo che dire. Poi, con voce meno convinta di quella di prima, risponde.
"Potevi dirmelo più chiaramente, no? Se me ne parlavi forse avrei agito diversamente, che ne so io di quello che volevi da me?"
Roby interviene irritato dal fatto che Zoges abbia trattato così malamente quella ragazza giocando con i sentimenti di lei per scopi prettamente egoistici.
"Non per mettere il naso, non conosco le vostre usanze, né la vostra cultura o storia. Da noi sulla terra, nella maggioranza dei casi, sono gli uomini che si informano o cercano di capire cosa una donna vuole da lui e quindi, se sono veramente interessati, agiscono di conseguenza. Mi sa che tu hai peccato di ingenuità o hai dato per scontate cose invece molto serie."
"Bravo, tesy! - interviene di nuovo Rieka che si appoggia alla spalla di Roby - È proprio così che la penso, e comunque anche da noi le cose vanno così. Zoges, quello che mi ha spinto ad accettare la corte di Roby è stato il tuo disinteresse verso il nostro rapporto: io con te soffrivo e quello che non mi hai dato in anni che siamo stati insieme, lui me lo ha dato in abbondanza in una sola giornata! Io, ora, a pensare quanto sono stata male con te, ti odio e non ti voglio più vedere! Prenditene un'altra di bamboline da sfoggiare solo per pavoneggiarti per la città! Questo è in vero quello che volevi da me! Questa è la pura verità."
Zoges si sente davvero messo alle corde. Anche davanti agli amici comincia a non avere più molti argomenti da proporre a suo favore: ha torto marcio e non c'è nulla che possa dire in sua difesa. Di certo, ora più che mai vorrebbe sbriciolare le ossa a Roby, ma ci vuole un pretesto migliore di quello che gli è rimasto. Ora pensa freneticamente a qualche cosa ma Roby, capendolo, gioca un bell'asso.
"Senti, facciamo così: io accetto comunque di sottopormi a questo ... Jagun. Così io mantengo quello che è mio, Rieka, e tu avrai la tua vendetta. Contento?"
Zoges ha un attacco di nervi che a stento controlla, si avvicina infuriato a Roby dandogli una leggera, per lui, spinta sulla spalla. Roby in quel momento si rende conto di quanta forza abbia quell'alieno: quella ‘leggera' spinta lo fa quasi stramazzare al suolo! Poi Zoges avanza fino a parlargli nuovamente a due dita dal naso.
"Ma si, bravo, adesso cosa devo avere il tuo consenso per riavere il mio onore? Non passerò per uno che si è fatto giustizia solo perché gli hanno dato il permesso! Anche perché voi terrestri siete dei debolucci: pappe molli! - poi si gira verso Rieka - In quanto a te, Rieka, io ti volevo bene e mi piacevi. Sei una donna bellissima con le corna più attraenti che abbia mai visto. Ma con quello che è successo e mi hai detto, non ti voglio ne ti vorrò mai più vicino a me! Quando il ‘senza corna' si rivelerà per quello che è, non correre a piangere da me! Fra noi è finita!"
Rieka è pronta a difendere Roby ponendosi fra i due: lei i mezzi per contrattaccare li ha. Così affronta l'infuriato ex a tono.
"Fa come vuoi! Io intanto non mi sono ancora affatto pentita della mia scelta, anzi. Se sarà, tieni acceso il delan che ti farò sapere, ma credo che aspetterai un pezzo! Comunque ricorda che per fare finire una cosa, prima gli devi dare almeno inizio! Se ci tenevi tanto a me dovevi dirmelo almeno un anno fa! Per ora, addio! - poi gli urla un infuriato - Ora sparisci! Sono io che non ti voglio più rivedere!"
Zoges è spiazzato. Anche se vorrebbe sbriciolare tutte le ossa del terrestre, capisce che chiedere la sua vendetta ora non ha più senso e farebbe solo una ulteriore figura meschina. Così, rimettendosi il casco, risponde seccamente alla ragazza.
"Addio! Neanch'io voglio più rivederti! Fra noi è davvero tutto finito!"
Accende poi la Jecod e a gas spalancato parte con la sua cricca alzando un polverone notevole che intossica i presenti. Roby guarda il rivale andarsene in quella nuvola di polvere, notevolmente sollevato di non aver dovuto affrontare quello spirito bollente: hanno davvero una forza notevole questi tallin!
"Sono contenta che sia finita così. - dice Rieka tirando un sospiro di sollievo e abbracciando il fidanzato - Per un attimo avevo pensato al peggio."
"A chi lo dici! - risponde Roby che sospirando cerca di riprendersi dalla tensione - Mi avevi detto che era nervosetto, ma nei suoi occhi ho visto la furia in persona. Mi ero già visto con qualche osso rotto! Poi, devo dire che le corna dei vostri uomini danno un che di ancora più aggressivo in queste situazioni! Davvero da paura!"
"Si, - continua Rieka ora ridendo sollevata - ma contavo anche sulla sua poca furbizia. Sapevo che non aveva argomenti in sua difesa: era nel torto più assoluto. Quello che mi ha fatto lo può solo mettere a sfavore su questi argomenti. Poi hai notato? Anche in questa situazione non ha avuto il coraggio di dirmi che mi ama o che mi ha amato: è un vero bastardo! - poi con tono ironico e facendo una voce mascolina imita l'ex ribadendo - Io ti volevo bene, mi piacevi ... - poi parlando rabbiosa - Ma che mi amavi non lo dici, piccolo fetente! Cielo quanto lo odio, è proprio un uomo odioso, si un vero fetente! Mi vengono i nervi solo al pensarlo. Che cretina a perdere tutto quel tempo con uno sciagurato così!"
"Ora non fare così, - la conforta Roby notando che nella fidanzata, per il nervoso, ha dell'energia simile a piccole scariche elettriche che gli scorrono lungo le braccia - non è mica colpa tua. Capita di innamorarsi della persona che non è quella giusta. Solo che, anche se la testa ci dice ‘lascia perdere', il cuore non gli da retta a morire! Capita!"
"È vero! - continua Rieka un po' più rincuorata - Ma poi fa un male quando riacquisti la ragione!"
"Ora sei con me e non hai più motivo per disperarti. - continua Roby che non sopporta di vedere la fidanzata così depressa, lei che è sempre così allegra e spensierata - Guarda che mi offendo e penso che la mia compagnia non ti basta più per farti stare bene!"
"Sei un vero tesoro. - gli dice Rieka abbracciandolo al collo e dandogli dei bacetti sulle labbra - Solo tu potevi farmi stare così bene. E ora, io sto veramente bene. Però sai che ora questa cosa ti ha responsabilizzato ancora di più?"
"A si? E in che senso?" chiede Roby che adesso inizia ad essere preoccupato:
"Non hai sentito quello che ha detto Zoges? - spiega Rieka sorridendo ironicamente - Non ho più una spalla su cui piangere, quindi non ti rivelare mai diverso da quello che sei, oppure ti ... incenerisco!"
Roby abbraccia Rieka, la guarda fisso negli occhi e le dice in tono dolce.
"Io non posso essere diverso da così, perché io sono così: sono un uomo innamorato perso di te. Poi guardandoti mi rendo conto che ... cielo quanto ti amo!"
Una, anzi, la migliore amica di Rieka che insieme alle altre assiste alla scena, è una plasteriana di nome Aki, una razza sempre umanoide, più alta della media sia umana che arcadiana, con gli occhi con una apertura delle palpebre decisamente sottile che a fatica sembrano essere aperti, poi a colpo d'occhio si nota la mancanza dei padiglioni auricolari oltre al naso che è anch'esso decisamente di fattura sottile, interrompe i due piccioncini.
"Ehi Rieka, le coccole ve le fate dopo in nostra assenza, così non dovremo riferire quello che combinate ai tuoi. Che ne dite se andiamo a festeggiare la soluzione pacifica della cosa e il fatto che il tuo ragazzo non ha fatto la fine di Lablo?"
"Lablo? E chi è sto Lablo?" chiede perplesso Roby.
Rieka ride e risponde all'amica.
"Ottima idea Aki! - dice svolazzando felice attorno al fidanzato - Andiamo ‘All'ultima frontiera' così ci facciamo anche una partita a Sisomìa, è un pezzo che non ci gioco. Inoltre, Roby, ti dirò meglio cos'hai rischiato con Zoges oggi! - poi, ridendo ancora di più e cominciando a tornare con le amiche alle moto, continua - Sì, sì! Faceva proprio la fine di Lablo ..."
Roby rimasto fermo e da solo non capisce e urla alle ragazze.
"Ma mi volete dire chi cavolo è questo Lablo e che cavolo gli è successo? Io mica vivo qui vengo dalla terra! Ve lo siete scordato?"
Le ragazze si girano un attimo, lo guardano e si mettono a ridere ancora di più. Roby lascia perdere e si incammina verso la jecod. Lui è comunque di certo più che mai felice di avere risolto la cosa così, essere malmenato da quel tipo proprio non gli andava a genio. Le arti marziali che conosce così bene l'avrebbero certamente aiutato, ma picchiare chi è come un muro di cemento e che al suo solo appoggiarsi ti sposta di tre metri ... la gara è decisamente impari.
Dopo queste vicende i due fidanzatini passano altri giorni sereni che rendono più saldo il rapporto fra loro, giorni in cui i due si rendono conto di come, oltre ad avere diverse cose in comune, condividono anche il principio di cercare, dove sorgono problemi o contrasti, ogni mezzo per risolverli insieme, anche se questo costa diverse volte sacrificio o rinunce. I due giovani si accorgono inoltre che questo accresce il loro amore e l'apprezzamento l'uno dell'altro. Rieka poi va in visibilio quando vede il suo amato che si da tanto da fare per lei, rinunciando spesso a cose che gli piacciono per renderla felice. Infatti, quando ci sono gli interessi di Rieka in contrasto con quelli di Roby, lui, senza neppure pensarci, mette i desideri di lei al posto dei suoi per farla contenta. Lei adora questo modo di fare del fidanzato! Allora Rieka per dimostrargli la sua gratitudine, aspetta l'occasione appropriata per ricambiarlo, fargli le coccole o fa la sensuale: lei sa bene quanto Roby apprezzi notevolmente questo.
Però anche se in quel mondo non manca davvero nulla, a Roby comincia a mancare un po' casa: la nostalgia comincia a farsi sentire. Inoltre il pensiero che abbiamo fatto all'inizio comincia a farsi preponderante: Roby deve tornare sulla terra. Così si decide di non rinviare più la partenza e, insieme ai genitori di Rieka, si comincia a organizzare il ritorno a casa del terrestre con, ovviamente, la fidanzata che per niente al mondo lo lascerebbe andare da solo. Roby è conscio del fatto che per evitare che qualcuno scopra chi è in realtà Rieka, bisogna organizzare bene come coprire le evidenti differenze fisiche fra lei e i terrestri. E, nonostante si pensino sistemi di ogni tipo, Roby ha una paura folle della cosa. Sono stati fatti anche alcuni oggetti in proposito per coprire le corna e le orecchie a punta. Ma lui pensa, anzi, ha il terrore, che se si rivelassero inefficaci e si viene a scoprire che Rieka è un'aliena, sicuramente arriverà l'esercito, gliela porteranno via, poi la torchieranno con montagne di domande e la esamineranno davvero in tutti i modi e senza troppi complimenti. È vero che modi per scappare ce ne sono tanti, la tecnologia arcadiana può davvero fare miracoli, ma qualche cosa potrebbe andare storto e comunque l'allarme e lo scompiglio che si verrebbe a creare sarebbe notevole.
"Inoltre, se anch'io vengo collegato agli alieni, - rimugina in continuazione il giovane - rischio di non poter più tornare a casa in quanto sicuramente poi diventerei il ricercato principale sulla terra. Mi torchieranno per avere informazioni in merito agli alieni, e va te la pesca cosa mi faranno per sapere cose che neppure io so! Anche i miei familiari e amici possono essere in pericolo se credono che questi mi abbiano coperto! Che paura! Speriamo che tutto fili liscio!"
I pensieri poi continuando a prolificarsi nella mente del ragazzo arrivando quasi all'assurdo ma, a parte le esagerazioni, essere prudenti è molto importante a prescindere: la terra è comunque un pianeta pericoloso per quella giovane aliena.
Pensato anche all'abbigliamento migliore e alle acconciature che possono aiutare il camuffamento di Rieka, i due sono pronti per andare sulla terra. Ad essere preoccupati, ovviamente, sono anche i genitori della ragazza che non finiscono più di fare raccomandazioni di ogni tipo alla figlia.
"Mantieni aperte sempre le comunicazioni e sta sempre agganciata al tele trasferimento per scappare se ti trovi in pericolo!" è quella che la madre le ripete più di frequente
Finiti così tutti i saluti di rito, Roby e Rieka si fanno tele trasferire sulla piccola ma velocissima astronave di Rieka: la Revan, ‘piccolo' concentrato di tecnologia veloce quanto un incrociatore stellare. È un recente ‘regalino' del padre per festeggiare il suo ingresso nella società degli adulti al compimento dei suoi vent'anni.
Una volta a bordo e arrivati alla cabina di pilotaggio, i due si guardano un attimo. Roby è stranamente emozionato: finalmente torna sulla Terra e fidanzato.. con un'aliena! Il che per lui significa che è ad un passo dal conquistare definitivamente, arrivando al matrimonio, il cuore di quella donna che ama profondamente. Inoltre non vede l'ora di presentarla a sua mamma. Ecco già un primo interrogativo: come fare a spiegarle che è un'aliena? Difficile pensare alla reazione che avrà. Forse è meglio per ora non dire nulla.
"Preparare i motori per Rav11. - dice Rieka al computer mentre inizia tutta la preparazione per il viaggio verso la terra - Tutti i sistemi sono accesi e pronti. Computer pronto. Campo di smorzamento attivo, rotta tracciata, scudi meteoritici alzati, gravitazione a posto, computer, pronto?"
"Tutti i sistemi sono operativi. Funzionamento regolare. Pronti alla partenza." Puntuale risponde il computer.
Rieka prende la mano di Roby e gli dice: "Diamo il via insieme?"
"Ok." Risponde Roby.
Così, insieme premono il tasto di partenza e la piccola astronave parte prima a velocità di levitazione poi, fuori dall'influenza gravitazionale del pianeta, schizza a Rav11, sparendo in un attimo dalla vista dei genitori e dagli amici di Rieka che li osservano su un grande schermo della base di controllo.
Durante il relativamente breve viaggio verso la terra Roby mette a punto gli ultimi particolari sul cosa dire o non dire con i parenti e gli amici suoi.
"Pensavo che se ti chiedono in merito ai capelli viola, puoi semplicemente dirgli che li tingi così. Al massimo se insistono sul perché, sai le donne terrestri sono molto curiose, digli che è una moda norvegese che ti piace."
Rieka chiede altri particolari in quanto comincia anche lei ad essere un po' tesa: "E se mi chiedono da dove vengo? Che gli dico?"
"Digli dalla Norvegia, appunto, e che eri anche tu in Inghilterra per gli studi e lì ci siamo conosciuti. - continua Roby - Nessuno di quelli che conosco è mai stato in Norvegia o la conosce abbastanza da farti delle domande che ti possono mettere in difficoltà. Se poi si meravigliano del fatto che parli bene l'italiano, digli che studi lingue e che parli sia l'inglese che l'italiano."
"Ehi, sono diventata una professoressa! - fa l'istruita Rieka - E pensare che da noi le lingue non le si studiano più da un pezzo grazie al traduttore globale... Va bene, ho capito il tuo piano: per il resto io sono straniera e non so. Giusto?"
Roby vedendola abbastanza sicura è più tranquillo: "Giusto! Brava, capisci al volo! Per questo mi piaci! - le dice stringendole forte la mano - La mia paura è che, se sanno di voi alieni e del vostro progresso, qualche governo potrebbe rapirti anche solo per carpire le vostre tecnologie e volere conquistare il mondo! Come gli anusiani, uguale!"
Durante il viaggio si completano alcuni altri particolari e Roby scopre interessante quante cose in realtà Rieka sappia già della terra. Il motivo è che su Arcadia molti diversi fatti importanti accaduti sulla Terra vengono studiati come esempi negativi di come la lotta fra culture, l'avidità di denaro e potere siano stupidi, portando troppo spesso a distruggere e raramente a costruire. Rimane colpito scoprendo che i terrestri, visto che non conoscono la possibilità di fuggire su altri pianeti, vengono paragonati ad un gruppo di uomini su una scialuppa di salvataggio dove, invece di aiutarsi a vicenda per trovare la terra ferma, si litigano il posto a sedere e, per averla vinta sul vicino, gli si fanno buchi nello scafo sotto di lui senza pensare che se la scialuppa affonda, tutti affondano.
Roby si sente un po' offeso pensando che la sua razza viene vista in toni così negativi ma, se anche volesse replicare qualcosa, come ribattere le argomentazioni arcadiane davanti alla palese evidenza dei fatti?
Il computer ad un tratto interrompe la conversazione: "Pianeta Terra a 4 minuti, usciamo dalla velocità Rav proseguiamo a 80% di levitazione"
"Confermo! Esegui pure. - dice Rieka - Torniamo ai comandi manuali per entrare in orbita. Computer preparare l'occultamento e trova una posizione che non intercetti orbite di altri satelliti."
Il computer da subito risposta: "Trovata una buona posizione a 3 chilometri da un satellite meteorologico/militare. Seguiremo da lì la sua orbita geostazionaria. Nessuno ci può notare in occultamento. La tecnologia dei terrestri non è in grado di rilevarci."
"Ottima idea. - dice Rieka - Prepariamoci a portare a casa il terrestre!"
"Adesso per te sono diventato ‘il terrestre'?" ribatte Roby all'affermazione della fidanzata.
Lei ride ma non ribatte e continua a pilotare l'astronave verso la posizione indicata dal computer. I due finiscono così gli ultimi preparativi e, dopo le appropriate manovre per allineare l'orbita dell'astronave a quella del satellite geostazionario, studiano dove ‘apparire' sulla terra senza essere visti da nessuno e, comunque, vicino alla casa di Roby. Il posto che trovano è l'ideale: proprio l'atrio di casa sua, un piccolo condominio di quattro piani. Così, preso il necessario per qualsiasi evenienza, Roby prende la mano di Rieka e, guardandola negli occhi, le dice: "Pronta. piccola?"
"Prontissima! Possiamo andare." Gli risponde lei comunque emozionata di tornare su quel retrogrado pianeta.
"Ok! Allora andiamo! ... Computer, tele trasferimento per due." Ordina Roby.
Il funzionamento di questo particolare meccanismo ad alta tecnologia è interessante: le forze di gravitazione nucleari vengono rallentate tramite la forza opposta dell'antimateria, annullando praticamente ogni legge di spazio, potendolo accorciare. Questo crea un vortice di sospensione in un preciso punto nel quale si può entrare. Basta che ora il marchingegno guidi la fine del vortice in un altro punto con un opposto magnetico, ed ecco l'uscita dove, in un nulla, vengono lasciati cose o persone entrati dall'altra parte. Il funzionamento vale solo per cose relativamente piccole e a non eccessive distanze. Così questo sofisticato meccanismo fa si che Roby e Rieka appaiano nell'atrio deserto del condominio di lui, in un cilindro luminoso.
"Perfetto, tutto bene. - dice lui, guardandosi attorno - Mia madre più o meno mi aspetta a quest'ora. Gli dirò che non l'ho avvertita del mio arrivo in Italia dall'aeroporto per fargli una sorpresa. Dai, vieni, saliamo!"
"Non pensavo mi sarebbe successo: sono un po' emozionata. - dice Rieka - Ci pensi: ora sono io che vengo a conoscere i tuoi. Non mi era mai successo che il mio ragazzo mi presentasse ai suoi genitori ufficialmente, le mie storie non essendo mai state, per un motivo o l'altro, troppo serie, nessuno era mai arrivato a questo punto. Poi sul tuo pianeta! Sono così tesa che tremo!"
Roby con un grande sorriso: "Ti capisco! Preparati, presto verrai presentata a mia mamma come la mia amata fidanzata ufficiale. Sei pronta? Ora saliamo!"
Mentre salgono le scale Rieka non smette di guardarsi attorno incuriosita da quell'edificio dell'era, per lei ovviamente, della pietra. Appena arrivati al terzo piano dove abita la mamma di Roby, lui suona il campanello. Da dietro quella porta si cominciano a sentire i passi affrettati di una mamma che non vede l'ora di riabbracciare il figlio che ormai da tempo non vede. La tensione sale quando comincia a maneggiare con le serrature della porta che, rumoreggiando fragorosamente a causa del rimbombo della tromba delle scale, aprono finalmente quella porta scoprendo la figura di una donna di bell'aspetto, sui quarantacinque, mora, sul metro e sessantacinque e formosa che, per l'occasione, si è vestita e pettinata a dovere. Infatti, ovviamente, Roby l'aveva avvisata del suo fidanzamento e che, appunto oggi, si sarebbe presentato con la compagna per le presentazioni di rito.
"Roby! Figliolo!" esclama la donna felice abbracciando quasi a stritolarlo il figlio.
Notando la ragazza dietro di lui, lo lascia poi immediatamente dicendo subito: "Ehi tu! Mi devi raccontare tutto quanto! - poi fa cenno a Rieka di farsi vedere meglio in quanto era rimasta coperta dal figlio e le stringe timidamente la mano fissandola stupita - Ma che ... Figliolo! Tu soprattutto mi devi dire dove ti sei trovato questa bellissima ragazza, è una bellezze! E che figurino! Complimenti! Sei davvero una ragazza carina! E che colore di capelli! Eh ... queste mode moderne! Ciao cara, sei la benvenuta, io sono Rossana! Spero che mio figlio ti abbia parlato bene di me..." e sorride.
"Mamma! Allora, calmati e lascia che te la presenti. - dice sia seccato dell'invadenza della madre ma anche orgoglioso Roby - Lei si chiama Rieka e, come ti dicevo, ci siamo fidanzati ..."
"Buongiorno signora, sono molto lieta di conoscerla. - dice Rieka con non poco imbarazzo - Si, non si preoccupi, suo figlio mi ha parlato molto bene di lei. Anzi, un po' posso dire che già la conosco. Suo figlio le è molto affezionata, sa?"
Rossana la sgrida subito, scherzosamente: "Non mi dare del lei ma del tu. Forza, entrate, ho preparato qualche cosa da mangiare, spero ti piaccia. Non so se i tuoi gusti sono come i nostri, venendo da un altro paese avevo dei dubbi."
"Non si preoccupi, - risponde la ragazza - ho già assaggiato la vostra cucina e devo dire che mi piace molto, signora Rossana."
Al sentire quella espressione così formale, la mamma di Roby si gira e, anche se sempre con tono scherzoso, la 'minaccia': "Non mi chiamare più ‘signora'! Devi darmi del tu o chiamami Rosi, come fanno le mie amiche, o mi arrabbio. Ormai sei di casa quindi niente formalità!"
Rieka, colta di sorpresa, alza le mani e: "Ok! Mi arrendo, Rosi. Va bene?"
"Così ragioniamo. - continua Rossana - Andiamo, voglio che mi raccontiate tutto. Mio figlio non è mai stato tipo da partire per gli studi e dopo poco tornare fidanzato. Anzi, - poi si avvicina a Rieka e gli sussurra - pensavo che se andava avanti così non lo avrei mai visto accompagnato da nessuna donna."
Le due si mettono a ridere e Roby, che c'è un po' rimasto male, replica: "Grazie mamma! Io devo parlare bene di te e tu con la mia ragazza mi fai questa pubblicità? Non sei un gran buon avvocato!"
A tavola la conversazione continua e Rossana, guardando un po' meglio Rieka, si complimenta con il figlio: "Devo dire che anche se ho dovuto aspettare un po', poi Roby hai trovato davvero una bella ragazza. Sono rimasta stupita da quanto è graziosa, davvero! Faceva per caso la modella o cose del genere?"
"No, Rieka non ha un lavoro. - risponde il figlio - Cioè... Anzi... un lavoro a dire il vero ce l'ha. Da una mano ai suoi nell'organizzare ... ‘l'azienda' di famiglia."
Rossana si rivolge a Rieka sorridendo: "Senti, mi sembra che mio figlio le idee chiare ancora non le abbia, è ‘innamorato perso' come si dice qui. Ha le idee confuse, insomma. Dimmi, che fai allora di bello?"
Rieka riordina un attimo le idee e, agganciandosi al discorso di Roby, trasforma un regno ... in una fabbrica.
"Si, da poco do una mano ai miei nella gestione dell'azienda di famiglia, amministrazione, operai, gestione ... Quelle cose lì."
Rossana sempre più curiosa, è una delle sue caratteristiche peculiari, continua ad informarsi: "So che non andrebbe chiesto, ma alla tua età li puoi dire tranquillamente, quanti anni hai, mi sembri molto giovane!"
"Venti. Compiuti da poco, per quello che è da poco aiuto i miei. Sa ... prima gli studi, la scuola e poi adesso comincio un po' a lavorare." Risponde Rieka.
Rossana continua sempre più incuriosita: "Che bello, avete un'azienda! E quanti dipendenti avete? Molti o siete una piccola aziendina?"
Rieka rimane un attimo interdetta poi risponde: "Ma... a dire il vero l'azienda dei miei è abbastanza grande e di gente ne abbiamo molta. Sa, lavoriamo in ambito iterpl... - subito si blocca e si corregge, non poteva certo dire interplanetario - internazionale, si, si, internazionale"
Rossana freme, pensa infatti: "Questa è bella e pure ricca!" Così non riuscendo a frenare la curiosità, chiede al figlio: "Beh, allora, scusa Roby, so che non sta bene che lo chieda: ma è anche di buona famiglia, o mi sbaglio?"
Roby si spazientisce per la poca garbatezza della madre: "Mamma! Ma che dici? Certe cose, appunto, non si chiedono!"
Rieka sorridente però risponde: "Lascia fare Roby, capisco la sua curiosità. D'altronde sono sempre la fidanzata di suo figlio, no?"
Rossana ne approfitta per spiegare il motivo della sua invadenza: "Brava, vedo che mi capisci. Mi sbilancio un po' perché mi ispiri fiducia, hai un'aria davvero da brava ragazza. Sai, Rieka, oggi ci sono così tante poco di buono in giro. Le più in casa poi non sanno proprio fare niente! Le giovani d'oggi non hanno idea dei sacrifici che ci vogliono per mandare avanti una famiglia. Non voglio che Roby passi un'altra delusione. Lui quando si innamora va fuori di testa e se la sua ragazza poi lo molla, dopo mi da di matto."
"Non mi dica! Non lo avrei mai immaginato! - dice Rieka fingendo stupore e poi facendosi una bella risata. Però poi continua scherzosamente guardando di sott'occhio il fidanzato imbarazzato - Anzi no, mi dica pure che sono curiosa e mi interessa!"
Dire che Rieka é molto incuriosita da quelle affermazioni è praticamente solo un eufemismo.
"Lui è così, un ragazzo molto sentimentale e in queste cose ci mette corpo e anima! - continua la mamma - Comunque non voglio dire altro. Lo scoprirai da sola. Voglio solo dire che Roby io l'ho allevato con dei sani principi, insegnandogli che la cosa più importate è il rispetto, la famiglia e l'altruismo, anche se gli altri non li manifestano."
Rieka, pensando al trascorso, afferma: "Mi creda Rosi: l'ho notato. Comunque anche i miei non hanno scherzato! Sa, la pensano esattamente come lei! Poi, essendo figlia unica, sa com'è, ci tenevano molto che avessi certi principi."
Visto come Rossana e Rieka si trovano d'accordo su alcuni punti e, soprattutto, come si trovano bene a chiacchierare, ben presto il 'povero' Roby si trova escluso dalla conversazione mentre le due parlano allegramente della famiglia, di come sono gli uomini, di vestiti, di mode e di tutti quegli argomenti che compongono il complesso mondo femminile. Roby nota con perplessità come ormai Rieka abbia acquistato una capacità particolare nel raccontare anche cose del suo pianeta facendole sembrare terrestri, e l'ascolta compiaciuto. Mentre ascolta, e vede le due quasi parenti che sembrano così affini, pensa fra sé alla situazione assurda che ha lì davanti: ha portato a casa e presentato alla madre una extraterrestre come fidanzata e alla donna, ignara di tutto, è anche piaciuta. Chissà che dirà il giorno che lo verrà a sapere! Perché, prima o poi, quel giorno verrà per forza. Ma, meglio non pensarci. Meglio intanto dare una controllata che l'acconciatura continui a coprire dovutamente corna e orecchie a punta.
Finita la cena e finite le chiacchiere, Rossana congeda i due fidanzati dalla cucina: "Io pulisco e metto tutto a posto, voi andate di la. Poi per la notte, Rieka, ti ho preparato la stanza degli ospiti con il divano letto. Ti va bene cara?"
Rieka si trova benissimo con Rossana e non si pone di certo di questi problemi: "Si, certo Rosy, va benissimo, non voglio disturbare. Anzi, vorrei dare una mano: vengo di la ad aiutarti a lavare i piatti?"
Rossana inorridisce: "Non se ne parla lontanamente! - esclama - Andate in salotto a guardare la TV che io me la sbrigo da sola."
Roby e Rieka seguono il consiglio e, una volta in salotto sul divano accoccolati insieme, a Rieka viene una piccola remora: "Senti Roby, mi è sembrato di capire che tua mamma sia una donna con una mentalità molto aperta. Per certi versi non mi sembra giusto non dirgli chi sono veramente. Sicuramente farà fatica a capire, ma se gli piaccio, penso supererà tranquillamente il problema."
Nel sentire questo a Roby gli si gela il sangue. Di certo chi fosse veramente quella donna, alla madre glielo avrebbe detto, ma nella sua mente lui cercava di posticipare il più possibile la cosa.
"...Beh, io ... sono d'accordo, per certi versi, ma penso che prima sarebbe meglio che fra di voi ci fosse più confidenza. Le idee degli alieni sulla terra sono viste sempre come un pericolo, una minaccia. Se invece passa un po' di tempo e vede che tu sei tutt'altro che un omino verde che viene da Marte pronto a distruggerci, la cosa l'accetterà meglio. Anzi, conoscendola dovrebbe passare il trauma con una discreta facilità."
"D'accordo, facciamo così. - dice Rieka, appoggiandosi alla sua spalla - Però, ricorda, voglio dirglielo: non mi sento la coscienza a posto a portare avanti questa finzione! Lei è così carina con me."
Roby comincia a rendersi conto della particolare sensibilità di Rieka e la cosa gli piace. Così accetta quel non facile impegno.
"Ok. Appena sembra il caso, gli diremo con calma tutto."
Arriva ad interrompere i due Rossana: "Allora come stanno i miei due piccioncini. - e si siede sulla poltrona a fianco del divanetto dove sono i due, poi rivolta al figlio continua - Devo dire che come succede a tutte le mamme, almeno penso, un poco il fatto che tu ti sia fidanzato così in fretta mi spiace, perché se tutto va bene fra non molto avrai la tua famiglia a cui badare. Già ci vedevamo poco prima, figurati dopo. Ma dall'altra, sono molto felice perché hai trovato davvero una bella ragazza e che, soprattutto, mi ha fatto subito una bella impressione. Sai, Rieka ha, oltre alla bellezza, uno sguardo gentile e pacato. Poi, mi ripeto ma solo perché ne sono convinta, sembri davvero una ragazza ben educata. Spero Rieka che tu non cambi mai. Questo mondo è così brutto e le qualità che immagino tu abbia sono senza prezzo, soprattutto se vi sposerete."
Roby sta per lamentarsi con la madre del fatto che continua a fare la radiografia alla fidanzata e pensa che lei ora si senta più dallo psicologo che non a casa del fidanzato, ma viene anticipato da lei che, colpita da quelle parole, dice a Rossana.
"Grazie Rosi, mi hai detto davvero delle cose carine. Ma mi creda, non ho nessun motivo per cambiare, anzi, spero proprio che nessuno di noi cambi a parte quello che serve per migliorare se stessi: mai mi sono sentita subito a mio agio come oggi da te. E finché suo figlio sarà come adesso io gli vorrò sempre bene. E verremo sicuramente a trovarla spesso, non si sentirà mai abbandonata. Da noi tra l'altro, comportarsi così verso un genitore sarebbe imperdonabile!"
"Mi piaci, sai! - replica Rossana - Hai ragione. Tutti dobbiamo migliorarci, ma mai cambiare in peggio!"
Si fanno poi le ultime chiacchiere prima di andare a dormire e poi finalmente tutti a nanna!
La notte passa non tranquillissima: la mamma di Roby per l'emozione non riesce proprio a dormire bene. Ma lei è in buona compagnia. Roby il giorno dopo rivedrà i suoi vecchi amici e sa, o meglio, si immagina, cosa diranno e faranno appena vedranno Rieka. Rieka non è da meno: è un po' timorosa sapendo il clima poco tranquillo che è la Terra e il potenziale pericolo che corre rimanendo lì.
VECCHI AMICI
La mattina i tre si alzano e Rossana, premurosa come non mai, va da Rieka che sta cercando, facendo una treccia con i lunghi capelli, di coprire i segni distintivi da extraterrestre, e da dietro la porta gli chiede per la colazione cosa vuole. Rieka, con la mente ancora intorpidita, non ha la più pallida idea di cosa mangiano i terrestri la mattina e rimane impietrita non sapendo che dire. Non ricorda neanche come si chiamava quello che gli aveva preparato Roby settimane prima. Rossana incalza.
"Su dai, non fare la timida, puoi chiedere quello che vuoi, ho di tutto in casa: Tea, caffè, biscotti, pastine, latte ... Chiedi e non fare la timida."
Senza saperlo, proponendo il menù, Rossana ha tolto dai guai la ragazza che ora, rifacendosi a quello che gli aveva preparato Roby durante il suo involontario arrivo sulla terra, chiede: "Un po' di latte e biscotti basta, grazie."
"Queste ragazze moderne, pensano solo alla linea!" sbotta Rossana che poi prepara una colazione luculliana.
In quel mentre Roby arriva dall'altra stanza e tutti vanno a colazione per poi uscire subito dopo perché Rossana vuole fare delle compere e si vuole portare dietro la ‘famiglia'.
Mentre sono per negozi, Roby riceve sul cellulare una telefonata dei suoi amici che lo vogliono rivedere. Visto che questi sono in zona, Roby gli da appuntamento a un pub vicino ai negozi che stanno visitando. Tempo cinque minuti, mentre in un negozio di abbigliamento Rieka e la ‘suocera' si divertono a ravanare in un cestone di magliette provandosele un po' tutte, si ode un forte rombo di diversi motori che si avvicinano. Sono gli amici di Roby che sono arrivati al pub che è quasi lì di fronte.
"Vado a salutare gli amici. Dopo vieni che ti presento?" Dice Roby a Rieka.
"Si, arriviamo. Solo un attimo che finiamo di guardare queste cose qua." gli risponde lei, praticamente senza guardarlo indaffarata com'è nello scavare nel cestone come ci fosse chissà quale tesoro.
Roby si incammina verso gli amici e, appena arrivato da loro al pub, tutti si salutano con sonore pacche sulle spalle e abbracci. Ma poi arriva la domanda di rito a Roby.
"Allora? Ci sono novità? Com'è andato il viaggio? Devi raccontarci tutto! Quante donne hai conosciuto, vecchio mandrillo!"
"Direi che è stato un viaggio movimentato, ma che alla fine ha fruttato bene. Sapete, ragazzi, in effetti di ragazza una ne ho conosciuta e ... mi sono fidanzato!" Risponde Roby fissando gli amici che fanno tutti uno sguardo incredulo.
Questi si guardano rimanendo perplessi e ammutoliti. Il fatto è che, essendo almeno per loro, Roby un carattere chiuso e particolare, da aggiungere apparentemente timido con le donne, sentire che in così poco tempo si è fidanzato li ha lasciati a dir poco perplessi: per loro è impossibile.
"Ma lascia perdere! Andare all'estero ti ha fatto diventare più spiritoso?" comincia uno di loro pensando ad una presa in giro.
"Si, fidanzato. L'hai detto in un modo che ormai ci credevamo pure!" continua un altro dandogli una sonora ulteriore pacca sulla schiena.
Così ora inizia la parodia del sarcasmo: "Fidanzato tu? Guarda, se è vero ci hai proprio stupito, noi non ci credevamo neanche che ci saresti mai riuscito. Ti pago una birra se è vero!" Esclama quello che ha dato inizio a tutto.
Subito viene seguito dagli altri che, scherzando fra loro, si burlano del povero Roby che sopporta gli amici un po' troppo impertinenti.
"Già, chissà chi ha trovato. Una disperata vecchietta o la strega della montagna!" E tutti giù a ridere.
"Visto dov'era, forse ha incontrato la moglie di Dracula che si sentiva sola, e lui l'ha ‘consolata'! - e giù altre risate. Poi il ragazzo facendo il serio e appoggiando un braccio sulle spalle della sua vittima aggiunge - Dai che scherziamo! Magari non è una bellezza, forse è un po' grassoccia, bassetta e senza un qualche dente, ma l'importante è starci bene insieme, no? Ma soprattutto ... non farsi schiacciare!" E l'ennesima risata risuona nel locale.
Roby fissa il pavimento ridendo anche lui. Sa che sono dei burloni e che non sempre collegano la bocca al cervello prima di parlare. Però, alzando lo sguardo, nota dalla vetrina del pub la quale si affaccia sulla strada, che la mamma e Rieka lo stanno raggiungendo. Così, stringendosi fra le spalle e con tono sconsolato dice: "Cosa volete che vi dica, ognuno ha quello che si merita."
"Dai, lo sai che scherziamo! - si riprendono gli amici - Senti, comunque, scherzi a parte, ce la fai conoscere o no? Siamo curiosi di conoscerla, lo sai vero? Adesso che ce lo hai detto noi come tuoi amici ufficiali dobbiamo vederla per esprimere il nostro giudizio e metterla in guardia, vecchio marpione! Anzi, non mi dire che sei venuto da solo!" dice impaziente a Roby quello che sembra essere il più sano del gruppo.
"Va bene, ragazzi. Adesso ve la presento. Ma vi chiedo un po' di serietà, sta arrivando con mia mamma. Stavamo facendo delle compere insieme nel negozio di la dalla strada ... eccole! Non fatele pensare che è meglio lasciarmi visto gli amici che ho!" dice ironico Roby indicando l'ingresso del pub.
In quel momento si apre la porta ed entra prima la mamma di Roby, poi Rieka che indossa una maglietta, appena comprata regalo della ‘suocera', minigonna e bandana, anch'essa nuova, per coprire ancora meglio orecchie e corna, ma che risalta i bei lineamenti del viso. Quegli abiti risaltano, neanche a dirlo, le gambe e la linea del fisico perfetta.
Il brusio del pub, nel momento dell'ingresso della ragazza, cala bruscamente in quanto tutti si fermano a fissarla. Questo spinge gli amici di Roby a portare tutta la loro attenzione su quella figura seminascosta da Rossana ed altri avventori del locale. Tutti osservano curiosi e impazienti. Appena Rieka avvicinandosi è visibile al gruppo di amici, si ode un sommesso coro.
"Accidenti! Che schianto!"
Uno di questi fissa Roby, lo tira per il bavero e incredulo gli dice: "Non ci credo! Quella dietro a tua madre non è la tua fidanzata! Non può esserlo!"
Uno di loro, avendo la visuale ancora un po' coperta dall'amico di fronte, lo sposta bruscamente facendolo quasi schiantare al suolo dallo sgabello sul quale è seduto.
Roby con un sorriso a trentasei denti e, pavoneggiandosi: "Perché? Qualche cosa non va?"
L'amico, Massimo per la precisione, un tipo allegro, quello classico dalla battuta pronta a volte fin troppo spiritoso come prima ma comunque sempre di compagnia, vedendo le due donne ormai al loro tavolo si alza e, guardando Roby, sussurra quasi in tono di minaccia: "Ma dove te la sei andata a trovare una così? - poi si rivolge alle 'signore' e mielosamente le saluta - Buonasera signora Rossana e buonasera anche a questa bella ragazza dai capelli viola e dagli occhi come il cielo, solo che il cielo non è così bello!"
Roby lo prende per un braccio e lo gira verso di se con forza: "Che fai? Sei scemo? Ci provi con la mia ragazza? - certi scherzi, quando sono troppo esagerati, fanno saltare i nervi. Ma poi Roby fa le dovute presentazioni - Amici, vi presento Rieka, la mia fidanzata."
Massimo non demorde, interrompe e, presa la mano di Rieka, le fa il baciamano e tutto ‘sciccoso' dice: "È un piacere conoscerla. E come mai si è scelta con uno come questo soggetto qui?"
Rieka, che poco conosce delle battute, e dell'umorismo terrestre soprattutto, c'è da aggiungere, delle battute non poco sfrontate di uno come Massimo, che chiameremo anche noi come tutti Max, rimane un attimo interdetta. Però vedendo il sorriso del ragazzo e sentendo il tono della voce, mangia la foglia e ribatte prontamente.
"Perché non avevo incontrato prima uno come te. - Massimo la fissa incredulo, ma lei dopo una brevissima pausa aggiunge - Perché se così fosse stato, avrei avuto un motivo in più per scegliere Roby prima!"
Tutti si schiantano dalle risate vedendo il povero Max che rimane bloccato in posizione baciamano sentendo che davanti a tutto il pub, che li sta guardando seguendo Rieka, ha fatto la figura più decrepita e da pagliaccio che si potesse fare.
"Ecco un motivo per cui questa donna mi piace: non si fa mettere i piedi in testa molto facilmente. - interviene orgoglioso Roby - Stateci attenti!"
"Allora, raccontateci un po'. - chiede curioso Vittorio, un altro della combriccola - Rieka! Nome interessante, mai sentito. Di dov'è?"
Roby racconta la storiella: "Dunque: lei è norvegese, il nome è una trovata dei suoi genitori che si sono ispirati a non so quale leggenda del suo paese."
Rieka sostiene la farsa: "Si. In effetti è un nome legato a delle storie fiabesche del mio paese."
Ma la curiosità cresce e Max interviene cercando di recuperare la faccia appena persa.
"Io trovo molto bello il colore dei tuoi capelli, come mai però una scelta così ... azzardata? Appartieni forse a qualche gruppo?"
In effetti il colorare in modo particolare i capelli è una cosa ormai tipica del pianeta terra di questo periodo. Una volta la cosa era sporadica, ma praticamente tutti i giovani oggi che fanno parte di gruppi, bande o movimenti più o meno politici, e si vogliono distinguere, usano sempre più spesso il colorare i capelli in modi bizzarri come modo per farsi riconoscere. I tatuaggi sono praticamente stati del tutto abbandonati.
Roby è seccato delle domande che cominciano a diventare un po' troppo personali: "Ehi, scusate, cosa le fate? Un interrogatorio? Un po' di buone maniere!"
"Non ti preoccupare tesy, non c'è problema, sono persone simpatiche. - dice Rieka stringendo un braccio del fidanzato - Per il colore dei capelli direi che da dove vengo c'è la moda di avere i capelli di colori diciamo ... un po' fuori dalla norma. Io ho scelto questo."
Questo è solo l'inizio di una conversazione che poi continua fra domande di ogni genere e diversi sberleffi a Roby, invidiato a morte per la fidanzata che ha trovato. Poi, dopo avere anche sorseggiato qualche cosa, arriva la proposta di ‘Vito', il Vittorio di prima.
"Che ne dite se domani ci facciamo un giro in moto? Andiamo fino al mare con le ‘morose' e ci passiamo la giornata la. D'accordo?" Tutti si trovano d'accordo e si danno appuntamento proprio lì al pub. Roby trova strana l'idea, di rado a quella compagnia piace andare al mare in mezzo al traffico e al caos estivo, e l'interpreta subito come uno squallido tentativo per vedere Rieka in costume. In effetti trova conferma alle sue ipotesi quando chiede: "Bell'idea, ma mi chiedo perché proprio al mare?"
Vito è un attimo bloccato, sentendosi scoperto nelle sue effettive intenzioni, ma cerca di camuffare la cosa facendo il sorpreso.
"Semplicemente perché so che domani sarà una bella giornata, calda, e allora ho pensato: perché non andare tutti con le morose al mare? Perché cosa avevi pensato?"
"No ... niente, così... chiedevo... - replica Roby fissandolo sospettosamente - Comunque a me va bene, anzi bell'idea! Che ne dici Kay domani di andare al mare?"
"Si, dai, bell'idea, adoro il mare, l'acqua... Ok per me va benissimo!" dice Rieka entusiasta di stare dove di acqua ce n'è tanta.
Dopo altre poche chiacchiere, Roby lascia gli amici attoniti e sbalorditi al pub per riprendere la passeggiata con la madre e Rieka, che solo ora si ricorda che per la giornata successiva le manca qualche cosa!
"Tesy, mi sono ricordata di non avere dietro niente per la spiaggia. - dice avvicinandosi a al fidanzato e parla dogli in un orecchio - Che mi metto? Sulla nave ho solo roba arcadiana, non terrestre."
Rossana, sempre vigile e curiosa, non ha perso ovviamente l'occasione per ascoltare e, anche se fortunatamente non ha capito proprio tutto, interrompe bruscamente Rieka.
"Non hai un costume? Non è un problema, ci penso io, andiamo da Carlo, il mio negozio di fiducia, e vedrai quanta bella robina ha per il mare!"
Rieka si sente un po' in imbarazzo: "Ma non vorrei approfittare, lei..."
Quel 'lei' così formale spazientisce di nuovo Rossana: "Siamo quasi parenti e mi dai ancora del lei? Tu, dammi del tu. E non ti azzardare a rifiutare il mio regalo."
Fine della conversazione! Né Rieka né tantomeno Roby si azzardano ad aggiungere altro o a fermare Rosi che intanto, presa sottobraccio Rieka, ha preso la strada per quel negozio. In pochi minuti a passo spedito, i tre sono lì. Appena arrivati, Rosi saluta il Carlo, il gestore del negozio, e gli intima un: "Tira fuori i costumi più belli che hai per la bella fidanzata di mio figlio!"
C'è da dire che a Rosi, oltre che a essergli piaciuta come carattere, il fatto che Rieka fosse anche una gran bella donna la rendeva entusiasta e non vedeva l'ora di vantarsi della cosa con tutte le amiche, amici, vicini, negozianti e chiunque incontrasse.
Carlo, uomo sulla trentina, saluta Rosi senza guardare chi entrava dopo di lei incuriosito da quella particolare entrata della cliente. Sentite quelle parole guarda chi è questa 'bella fidanzata del figlio' e vede Rieka che lo guarda incuriosita.
Carlo è imbarazzato avendo di fronte quella ragazza e, con lo sguardo fisso alla giovane, le dice: "Certo signora che non esagerava quando diceva che suo figlio ha una bella fidanzata, anzi... Complimenti Roby. - poi cerca di ricomporsi e fare il suo lavoro - Ehm ... Potrei sapere signorina quale misura porta?"
Rieka non sa che dire: che taglie usano sulla Terra?
"Non so ... che taglie usate in Italia, sono norvegese, io ho una 13."
Comprendendo il problema, l'esperto Carlo la squadra bene e, volendo fare bella figura con la donna, risponde con un fare da navigato sarto.
"Lasci fare a me ho un occhio per le taglie invidiabile! Dunque... lei porta una quaranta o quarantadue e... seno terza o quarta ... quarta di seno!"
Carlo va in alcuni scaffali e tira fuori quello che ha di meglio, ovviamente anche più caro. Roby vede che fra quei costumi alcuni sono decisamente osé e immediatamente si avvicina alla fidanzata e gli sussurra le sue preoccupazioni.
"Rieka? Mi raccomando, niente di troppo ... ehm ... ridotto! Da voi girate normalmente un po'... poco vestite ma al mare, qui sulla terra, non voglio ritrovarmi tutta la spiaggia addosso o per lo meno i loro occhi. Sai, in tutta sincerità ... sono geloso."
Rieka capisce: "Come sei carino! Non ti preoccupare tesy, non mi piace neanche a me andare in giro nuda, almeno su questo pianeta di depravati! Ho visto gli sguardi dei tuoi amici!"
Guardando i costumi, le donne sono indecise su alcuni modelli, così Carlo interviene.
"Ma se non li prova non saprà mai come le stanno! Anche i costumi, come gli abiti, devono sempre essere provati! Prego, i camerini sono di la." Dice deciso indicando un angolo del negozio dove si trovano i camerini di prova.
Rieka non se lo fa ripetere, a lei gli abiti gli piacciono e gli piace anche provarli e riprovarli. Unico effetto collaterale è che, indossato il primo costume, un bikini che risulta essere un po' ridotto e uscita dal camerino, Roby e Carlo non riescono quasi a parlare: vederla così lascia i due interdetti. Rieka, un po' imbarazzata da quegli sguardi fissi, chiede: "Allora come sto? Mi sta bene?"
‘Come potrebbe stare male qualcosa ad una così!' è quello che vorrebbe dire Carlo, ma che ovviamente tace.
"Direi bene, anzi, molto bene! Forse troppo!" Esclama Roby cercando di fingere una certa disinvoltura.
"Bene un corno! - interviene la suocera o, comunque, anche se non lo è ancora si comporta da tale - So io cosa guardate voi due. Gli uomini sono tutti uguali! - poi rivolta verso Rieka - Fatti vedere 'piccola'. Si, direi che con una piccola aggiustatina qui che ti copre un po' di più e ti sta anche lento, ti starà benissimo. A te piace?"
"Si, si!" replica Rieka imbarazzatissima da quella situazione.
"Comunque provane anche altri! - continua Rossana - Non vogliamo mica fermarci al primo! No?"
Così le vicende della vita quotidiana si susseguono e fra quelle compere, scelte di costumi, chiacchiere e per sera anche una buona cenetta. Quella giornata scivola via veloce come un pattinatore scivola sul ghiaccio, leggero nelle sue giravolte per portare a termine il suo esercizio fatto di grazia e gioia. E siamo già al punto di darsi il saluto della buona notte. Per Roby, Rieka e il loro amore, giornate così sono come una pioggia primaverile, che disseta la terra e fa rinverdire l'erba dei prati, sbocciare i fiori creando ambienti e paesaggi che toccano i sentimenti nel più profondo dell'animo umano. Si, giorno dopo giorno quell'amore sboccia in tutta la sua bellezza e forza. Anche se poi il costume scelto da Rieka, a Roby non piaceva molto perché un po' troppo misero di stoffa, ma imparare a sormontare quei piccoli dissapori serve ad imparare a convivere, dividere progetti, gusti, interessi e poi a volersi sempre più bene.
GITA AL MARE
La mattina di buon'ora, Roby e Rieka si preparano per la gita al mare da fare in moto. Come già studiato in precedenza, si cela l'identità di Rieka con diversi stratagemmi. Ormai quello più efficace e collaudato è quello di tenere le orecchie coperte dai capelli e fare una treccia che copre la parte superiore della fronte così da nascondere i due cornini che sono poco sopra le tempie. Una mascherina rigida preformata che rimane sotto i capelli fa il resto. Il casco per la moto, modificato per l'aliena, e un cappellino parasole per la spiaggia, daranno ulteriore sicurezza.
"Ora piccola proverai l'ebbrezza di viaggiare per la prima volta su un veicolo che si muove su ruote che poggiano a terra! Vedrai che emozione!" Esclama Roby tutto eccitato e desideroso di fare vedere alla fidanzata la sua abilità di pilota sulle due ruote.
"In effetti su veicoli del genere non sono mai salita. Sono proprio curiosa di provare!" A Rieka non dispiace mai viaggiare su qualche veicolo, soprattutto se viaggia a velocità elevata, anche se in questo caso non si rende pienamente conto del rischio che corre visto la pericolosità delle moto.
Roby, tirata fuori la ‘due ruote' dal garage e avviato il motore, sale e fa salire Rieka sul sellino posteriore: lei è tutta emozionata.
"Ti spiego alcune regole fondamentali. - dice Roby - Questi veicoli non hanno inibitori inerziali, quindi devi tenerti sempre ben stretta o a me, che lo preferirei, o al maniglione. Nelle curve inoltre cerca di seguirmi nella piega altrimenti la curva non la facciamo e si va dritto a schiantarci. Ok?"
Rieka abbraccia il fidanzato strettamente alla vita, e gli dice con voce particolarmente calda, sensuale e provocante: "Così va bene?"
Sentirsi così stretto e sentire anche appoggiati dietro la schiena i seni di Rieka fanno perdere un attimo l'orientamento psicologico di Roby che con una voce tremolante gli risponde un: "Meglio di così non si può. Ma se non vuoi che io perda i miei personali freni inibitori, non appoggiarti troppo: hai solo una maglietta!"
Rieka che ha raggiunto il suo scopo se la ride dentro di se, ma lo stesso piazza una pacca sul casco del fidanzato e gli dice: "Scemo, non perdi occasione! Non è mica la prima volta che ti abbraccio! Ti piace solo il mio corpo!"
"E me ne vuoi fare una colpa? - continua lui - Comunque stringiti a me, ma non così stretto! Dai andiamo!"
Roby mette la marcia, accelera e via all'appuntamento. Per Rieka è emozionante provare per la prima volta l'ebbrezza di una moto su ruote: sentire l'accelerazione, le 'pieghe' in curva, le vibrazioni, ma anche le buche che non mancano sulle strade italiane: tutte cose mai provate e che trova emozionanti.
Da li a poco una comitiva di quattro motociclette con tutte due persone a bordo, ci sono anche le fidanzate degli amici di Roby, si avvia verso i lidi italici.
"Allora ti piace girare appoggiata a terra?" Chiede Roby usando l'interfono applicato al suo casco e a quello di Rieka.
"Devo dire che la moto su strada da una emozione davvero unica, - dice lei eccitata - anche se ho una paura non da poco sapendo di girare senza la ben che minima protezione per la vita. Fortuna che ho con me gli scudi di energia di emergenza."
Roby non lo sapeva: "E che roba è. Una protezione individuale?"
"Esatto. Sono celle di energia che producono uno scudo attorno alla persona e lo proteggono da qualsiasi cosa, urti e cadute comprese. - spiega l'aliena - Te ne ho dato uno prima di partire. Si attiva da solo in caso di forti decelerazioni o altro. Non voglio mica che ti fai male, tesy."
Roby non finisce di rimanere stupito di quella ragazza: "Ma sai che ti amo ogni momento di più?"
"Non solo il mio fisico, spero!" risponde lei.
"Ovvio che no! Tu con me sei troppo carina!" dice Roby, che però omette di dire che non si toglie dalla testa quelle due prosperose ‘cose' che sente appoggiate nella sua schiena.
Arrivati alla spiaggia, parcheggiate le moto, uomini e donne cercano un posto dove prendere in pace il sole. Cosa difficile vista la ressa che c'è in spiaggia.
"Ma a che pro voi terrestri vi stendete al sole?" Chiede Rieka incuriosita vedendo tutta quella gente stesa ad abbronzarsi.
Roby rimane colpito: in un pianeta caldo come arcadia non si fa, anzi, non si conosce la cura del sole?
"Per l'abbronzatura! A noi di razza bianca ci piace scurire la pelle al sole, per estetica prevalentemente. Ma i raggi solari hanno anche un effetto salutare se presi nel giusto quantitativo. Peccato che l'inquinamento massiccio ha tolto parte della naturale protezione dai raggi ultravioletti e adesso ci si deve proteggere in mille modi."
"Interessante. Da noi al mare stiamo al sole ma dato che la nostra pelle non cambia colore, questa vostra ‘cura' non la facciamo."
La conversazione dei due viene interrotta da Anna, una delle fidanzate altrui.
"Allora piccioncini, che avete da confabulare? Ora molla Rieka che la prendiamo in custodia noi donne che vogliamo saperne un po' di più su questa norvegese." Dice la ragazza strattonando la ‘norvegese' per portarla via con sé.
L'ansia ormai perpetua di Roby, cresce ulteriormente preoccupato per questa affermazione: e se alcune domande mettono in crisi Rieka, visto che dei terrestri sa ma non così nello specifico? Ma lei, notando l'espressione del fidanzato e capendo la sua apprensione, lo rassicura con una carezza e sussurrandogli: "Non ti preoccupare, so cavarmela." E gli da un bacio sulle labbra.
Se c'è una cosa che tranquillizza il ragazzo è proprio il sentire le morbide labbra aliene appoggiarsi sulle sue.
Il tutto viene bruscamente interrotto dal ritorno di Riccardo che era andato ad affittare ombrellone, sdraio e cabine per cambiarsi. Vistolo, la sua fidanzata esclama: "Uomini, noi andiamo nelle cabine. Voi fate come vi pare!"
E così le ragazze prendono su e si infilano in due delle tante cabine arroventate dal sole di una limpida giornata praticamente estiva, per uscirne dopo non molto in costume chiacchierando e ridacchiando. Quel momento era atteso dagli uomini con trepidazione: vedere Rieka in costume! Dal loro punto di vista, punto abbastanza basso, alla vista della ragazza l'attesa era stata ampiamente premiata. Rieka aveva un bikini modesto che non lasciava trasparire nulla, ma su quel fisico faceva, diciamo ... un certo effetto. Anche se in tutta onestà le altre ragazze fisicamente non si difendevano niente male. Solo che, come succede spesso, la novità attira di più! Così, gli occhi a fatica si distoglievano da quella visione tanto che, come le ragazze raggiunsero i rispettivi compagni, questi si beccarono qualche gomitata e qualche frase minacciosa del tipo: "Se la riguardi così, tu a me non mi vedi più!"
A Roby la cosa un po' piaceva e un po' seccava. A lui andare in giro con la schiantona non dispiaceva: era il più invidiato della spiaggia e il suo ego viaggiava alto! D'altro canto avere gli sguardi di tutti sulla sua ragazza, non piaceva affatto. Però, dato che non ci si poteva fare nulla, non gli restò che fare buon viso a cattivo gioco. Così anche lui si mette a rimirare la fidanzata con il suo costume nuovo dicendosi fra se: "Qualcuno lassù mi ama davvero!"
"Andiamo a fare il bagno ragazzi? Dai che non vedo l'ora!" esclama ad un tratto Rieka che, come tutti i Tallin, adora stare in 'ammollo'.
"Si dai andiamo!" è praticamente il coro unanime di tutti che, dopo un breve sguardo fra loro, come quella compagnia aveva fatto molte altre volte, propongono un classico del mare.
"Chi arriva più lontano nell'acqua vince una birra." Il gioco era più che altro quello di molti bambini: tutti correvano nell'acqua e quello che nello slancio riusciva a cadere o comunque si fermava più lontano degli altri vinceva. Ma non si cresce proprio mai sotto certi aspetti! Ovviamente c'era la categoria uomini e donne anche se visto che fra le donne una faceva atletica, succedeva spesso che questa arrivasse e non di poco, più lontana anche degli uomini.
"Rieka, occhio ai capelli, come fai se da bagnati si schiacciano?" è la preoccupazione di Roby per la fidanzata. Lei lo fissa, gli sorride e, avendo già ben preparato tutto, si mette una specie di fermacapelli ad archetto che li raccoglie tutti a coprire ulteriormente le corna e le orecchie. Poi spiazza tutti con un improvviso: "Via! In acqua!".
Quel gioco non lo fanno solo sulla terra! Parte poi di corsa con le altre ragazze, lasciando un attimo perplesso Roby e gli altri. Il fatto sta che loro si erano messe d'accordo prima negli spogliatoi. Vincono, giusto per la cronaca, la solita Rebecca, per l'appunto quella che pratica atletica, e il suo moroso, Franco, spudoratamente aiutato da lei a suon di tironi per le braccia: l'onestà non è contemplata in queste gare!
La compagnia sguazza allegramente in acqua facendo la lotta fra le donne sedute sulle spalle dei ragazzi, che le reggono per le gambe. Gli amici di Roby hanno anche vergognosamente cercato di convincere Roby a permettere che Rieka salisse sulle loro spalle ma inutilmente: Roby sa bene cosa cercavano di ottenere. Visto l'effetto che ha avuto su di lui avere Rieka sul collo, non ha nessuna intenzione di farla salire sulle spalle di un altro uomo. Partite a pallavolo e nuotate riempiono il resto del tempo. Poi alla fine, i vincitori della corsa reclamano il premio.
"Allora ragazzi! Ci dovete una birra a noi due o sbaglio?" dice con un sorriso a trentasei denti Ffranco che non vede l'ora di dissetarsi con una birra gelata.
"Al curaro ti offriamo la birra! Coppia di disonesti!" Replica sarcastico Roby.
"Lascia fare, tanto gli va di traverso sicuramente." Aggiunge un altro stando al gioco.
Fra una battuta e l'altra si esce dall'acqua e si va verso una doccia che, per non spendere una cifra per i gettoni, è gelata. Tutti rimangono stupiti nel vedere che a differenza di loro Rieka soffre particolarmente la temperatura bassa dell'acqua, proprio lei che dice di venire da un paese freddo.
In realtà i Tallin hanno una temperatura corporea leggermente più alta dei terrestri, e quindi più sensibile al freddo. Inoltre il loro pianeta è molto caldo ovunque, essendo a effetto serra. La temperatura dell'acqua così è tale che a fatica l'aliena riesce a lavarsi.
"È una norvegese un po' freddolosa, non è strano? - dice Roby con un forzato sorriso sulla faccia cercando di evitare domande difficili, poi avvicinatosi a Rieka - La prossima volta ti pago l'acqua calda, mi spiace."
"Fa niente, non puoi pensare a tutto. Adesso mi scaldo al sole!" Lo consola Rieka.
"Birra per tutti!" Dice Riccardo al gestore del Bagno che prontamente porta i boccali al tavolino sotto la veranda dove tutti si erano accomodati.
Rieka, come usa fare fra le fidanzate arcadiane come gesto di affetto verso il proprio uomo, appena Roby si siede lei gli si siede sulle ginocchia, lo abbraccia e gli da un bacio sulle labbra. È vero che è un gesto tipico anche sulla terra, ma su Arcadia questo ha un significato di affetto particolare, forse il massimo consentito dalla loro moralità fra due fidanzati. Poi, prende dal tavolo due birre e gliene da una. Molti fissano la ragazza dai tavoli vicini, e l'invidia nei confronti di Roby è alta da parte di chi osserva. Addirittura si odono alcuni commenti, comunque udibili e comprensibili, contenenti pesanti apprezzamenti su Rieka. Ma visto il bel giorno che stanno passando, sia lei che Roby non ci danno molto peso e pensano a continuare a divertirsi.
Proprio per questo in un breve momento in cui Roby e Rieka rimangono soli perché gli amici sono andati al bar per altre ordinazioni, i due innamorati si coccolano dicendosi a vicenda come si stiano sentendo bene. Lei, anche se deve prestare costante attenzione a mantenere l'anonimato, si sta davvero rilassando e passando una giornata felice. Si sta anche ben integrando fra i terrestri: anche se purtroppo sono ormai un popolo composto da una società degradata, alcuni hanno comunque buoni principi. Insomma: capisce benissimo che, come sempre, non si può fare di tutta un'erba un fascio.
PERICOLO IMMINENTE
Quella bella giornata di svago e relax al mare stava per essere disturbata da una notizia drammatica. Anzi, drammatica è un eufemismo. Il tutto è dovuto ad una situazione pericolosissima presente sulla Terra. Lasciate che vi narri un po' la situazione.
I potenti della terra, in tutta la loro stupidità, in questo secolo hanno dilapidato molte delle principali forme di energia, petrolio in particolare, senza mai considerare seriamente la fonti naturali e rinnovabili. L'inquinamento, che ormai sta per mettere a repentaglio tutto il pianeta, ha costretto ulteriormente i politici a ripiegare su altre forme di energia. Visto che innanzitutto si è ovviamente pensato prima al guadagno, i ricconi, una volta corrotto i governi di mezzo mondo, hanno ben pensato di buttarsi sull'energia nucleare facendo enormi campagne pubblicitarie per convincere tutti che con le moderne tecnologie le centrali sono sicurissime, addirittura ecologiche! Così sono riusciti a convincere la gente che, per farla breve, le radiazioni nucleari non saranno un problema e il mondo andrà meglio grazie alle nuove centrali. Avendo così conquistato il consenso di una larga maggioranza del popolo mondiale, si è cominciato a costruire centrali un po' dappertutto.
Il progetto più ambizioso è stato quello della multicentrale del Sahara. Proprio ai margini di questo sempre più ampio deserto, si è costruita una particolare centrale a reattori multipli, ben 43, sfruttando un immenso lago sotterraneo come fonte di acqua per il raffreddamento. I reattori sono tutti collegati con un complesso sistema di bilanciamento dell'energia e della combustione. La centrale è immensa e occupa una superficie di oltre cinque chilometri quadri. Questa gigantesca struttura è fino ad oggi l'orgoglio tecnologico del mondo, essendo stata tra l'altro costruita con una collaborazione internazionale. È in effetti un mostro di tecnologia e anche, tutto sommato, di sicurezza. Da sola produce elettricità per quasi un continente. Visto il successo di questa prima megacentrale, si pensava di costruirne altre quattro in posti strategici per soddisfare i bisogni di tutto il mondo.
Ma come succede spesso, alla partenza tutto va bene, poi, nel tempo, i fattori cambiano. Già, nel tempo i grandi presidenti e soci delle società che gestiscono questo ed altri impianti minori, hanno cercato il modo per guadagnare sempre di più. Cosa si è pensato di fare? Gli impianti, soprattutto quelli così grandi e complessi, hanno bisogno di manutenzione e molta, il che costa e tanto. Così lentamente nel tempo, per abbassare i costi di gestione e aumentare i profitti, si sono tagliati personale e, ovviamente, le manutenzioni.
"Tanto gli impianti sono fra i più sicuri."
È la frase che maggiormente si ode nei dibattiti fra i grandi manager, amministratori delegati e presidenti d'azienda. Come se i macchinari non invecchiassero mai.
Così gli impianti della multicentrale sono andati via, via deteriorandosi, fino a due giorni fa quando un operaio scrupoloso fece un giro perché certi conti non gli tornavano: secondo lui c'era una perdita di acqua da qualche parte. Inoltre un segnale che avvisava di una leggera presenza di radiazioni, ogni tanto si accendeva, anche se sembrava tutto nella norma. La sua attenta ricerca lo portò vicino alla cupola di protezione del reattore dodici. Lì sentì uno strano odore provenire da uno dei cunicoli che girano attorno al reattore fra la cupola secondaria di protezione e la terza, cunicoli che permettono di controllare visivamente che tutto sia a posto.
C'è da dire che il progettista aveva creato un sistema che permetteva di potere rendere indipendente un reattore, spegnerlo, bonificarlo dalle radiazioni e sostituire le cupole di protezione che si usuravano ogni sette anni. Era di certo il metodo più sicuro che fosse stato progettato rendendo impossibile qualsiasi problema, anche perché quelle cupole erano progettate per durare ben tredici anni. Ma, come dicevamo, dato che non succedeva mai niente si è cominciato ad allungare i tempi di manutenzione per abbassare i costi, fino ad arrivare al limite del collaudo delle cupole e poi anche oltre. Per farla breve, le cupole erano state cambiate solo una volta.
L'operaio così, sentito quello strano odore, si allarmò subito. Non era più un ragazzino, sarebbe andato in pensione di li a poco, e conosceva quella centrale fin nei minimi particolari, dato che erano quasi venti anni che ci lavorava, praticamente da che era stata costruita. L'esperienza gli fece capire subito che il problema non era da poco.
Uscito di lì avvertì subito diversi colleghi, si infilò in fretta e furia una tuta antiradiazioni e si infilò nuovamente nel cunicolo tremolante dalla paura, sapendo quasi con certezza cosa avrebbe trovato avanzando nella ricerca. Oltre alla normale illuminazione del cunicolo, l'uomo aveva con se una torcia a batteria molto potente che di li a poco illuminò del vapore. Usando la ricetrasmittente incorporata nella tuta, subito Roland, così si chiama l'operaio, si mette in comunicazione con i colleghi.
"Ho trovato una perdita di vapore dal sistema di raffreddamento principale. Mi avvicino per capire quanto è grosso il problema. La temperatura è molto elevata, se capite che qualche cosa non va tiratemi subito indietro. Non aspettate, chiaro?"
"Ok, va tranquillo che ci pensiamo noi. Non molliamo la corda per nulla al mondo!" rispondono dall'altra parte.
Per sicurezza infatti, Roland era assicurato ad una fune proprio per essere estratto in caso di pericolo o malore. Per fortuna non ce ne fu bisogno, però la scoperta che fece fu drammatica. Con la sua torcia illuminò il punto dove nella parete si era formato un piccolissimo foro dal quale usciva vapore acqueo ad alta temperatura. Ma, sempre grazie a quella torcia, osservando attentamente il resto della parete questa rivela essere tutta piena di screpolature che, anche se all'apparenza erano una cosa trascurabile, in quel posto erano una cosa gravissima.
"Ragazzi siamo in guai seri, siamo vicini ad una catastrofe! - Esclamò Roland agli amici con un tono di voce che, anche se per via radio e quindi distorta, trasmetteva tutta l'angoscia e la paura provata da quell'uomo - Avvisiamo tutti! Diamo l'allarme, siamo vicini all'esplosione del nucleo del reattore a causa del cedimento della cupola, la struttura cederà fra non molto. Una tubazione affogata nel cemento è già compromessa, avviamo i protocolli di emergenza!"
"Sicuro che non esageri? Altre volte dei tubi hanno dato noie. Li abbiamo esclusi e abbiamo un po' calato la potenza di fusione per compensare. Non farti prendere dal panico, hai una certa età rischi l'infarto!" Scherza l'amico.
Roland invece è estremamente serio: "Guarda che di scherzare non ne ho voglia! - urla - La parete è piena di crepe che l'anno scorso non c'erano. Il decadimento strutturale è più rapido di quello che si può pensare. Le radiazioni hanno intaccato la struttura e l'anno danneggiata. Il problema è dovuto al cedimento delle protezioni interne! Date l'allarme subito!"
Uno del gruppo parte di corsa, si avvicina ad un pannello e rompe un vetrino di plastica a protezione di un pulsante che immediatamente scatta in fuori attivando l'allarme. Nella megacentrale si diffonde prepotente un suono di sirena che mai si sarebbe dovuto sentire in quel posto. L'allarme collegato via radio con pompieri, squadre antiradiazioni eccetera, fa partire in blocco diverse squadre di soccorso, specialisti per studiare il da farsi e, neanche a dirlo, poco dopo anche la stampa che da diverso tempo cercava di trovare un qualche cosa di concreto proprio per accusare chi gestiva la centrale, di non gestirla tenendo conto della sicurezza.
Da li al panico poco passò, in quanto le troupe televisive arrivarono in blocco insieme ai soccorsi per cercare di sapere e dare notizie. Come non bastasse, e c'è da dire come succede spesso, anche se non sapevano assolutamente nulla diversi giornalisti cominciarono a divulgare notizie più o meno catastrofiche praticamente inventate di sana pianta. I T.G. speciali per la crisi atomica in quelle poche ore non si contavano più. Comunque, per quanto alcune di queste notizie fossero apocalittiche, queste non raggiunsero la portata della realtà che si stava concretizzando rapidamente.
Una di queste notizie viene divulgata proprio dalla radio che veniva diffusa con alcuni altoparlanti di fortuna nella spiaggia dove i nostri amici stavano trascorrendo allegramente la giornata. Interrotta la musica lo speaker, con tono serio e preoccupato fa il gelido annuncio.
"Interrompiamo le normali trasmissioni per un collegamento con la multicentrale nucleare del Sahara, dove sembra ci siano dei problemi con uno dei reattori! Ma ci colleghiamo con i nostri inviati sul posto per sapere se ci sono novità!"
Alla notizia tutta la spiaggia praticamente si ferma e ascolta. Chi ce l'ha, accende il videofonino per guardare il telegiornale via internet. Altri già si raccomandano pensando al peggio.
"Moriremo tutti con le radiazioni..." dicono alcuni.
"Lo sapevo che prima o poi sarebbe scoppiato tutto la!" dicono altri.
Roby si sente i brividi dietro al schiena e guarda per un attimo Rieka preoccupato.
"Ci siamo. Lo sapevo che prima o poi qualche cosa sarebbe successo la. È da tanto che parlano di quella centrale ... dei mancati controlli ... adesso che succede?"
"Ascoltiamo! Magari non è niente, voi terrestri siete così allarmisti ..." replica lei cerando di rassicurarlo.
Un vicino di tavolo tirato fuori un tablet visualizza una rete tv dove parlano della situazione.
"Per ora non ci sono radiazioni! - esclama un cronista contatore Geiger alla mano, facendo vedere l'indicatore che segnala zero - Comunque sembra che una fuga ci sia e probabilmente si stanno spargendo radiazioni dentro la centrale. Non sappiamo per quanto tempo queste potranno essere contenute prima che si diffondano nell'atmosfera. Per ora i responsabili della centrale non danno alcuna notizia, dicendo che devono fare accertamenti ma che non c'è al momento nulla di allarmante!"
Ovviamente ora la notizia diventa il perno centrale della conversazione fra Roby e la compagnia. Tutti sono non poco preoccupati. Interessante che anche Rieka partecipa attivamente, anzi, con una certa severità da le sue opinioni e sentenze.
"Io penso che dato che l'uomo conosce molto bene quale enorme potenza scateni l'atomo, questo non dovrebbe essere usato finché non si ha la piena certezza che non succedano disgrazie! Inoltre, prima bisognerebbe eliminare di fra i terrestri certe persone!" dice lasciando tutti di stucco.
"Che caratterino!" dice infatti Franco.
Roby però ha sentito una parola che sa bene essere pericolosa e sbianca dalla paura, ma prima di dire qualche cosa Riccardo sorride e interviene scherzando.
"Perché terrestri? Pensi che ci siano altri in mezzo a noi? Gli omini verdi o i mostri di gelatina?"
"No. - risponde Rieka rimanendo seria. Poi lo fissa e aggiunge - Ma penso seriamente che esistano altri pianeti abitati e che siano di più di quello che si pensa. Penso anche che se non fosse per la stupidità umana questi ci avrebbero già contattato e diviso con la terra le loro scoperte."
Riccardo rimane incuriosito per la determinazione con cui Rieka ha fatto quelle affermazioni. A lui non piace pensare che ci siano altri mondi così replica con sufficienza.
"Teoria interessante ma non credibile, anche se da come parli sembra che tu di alieni ne abbia già visti tanti! Ma non credo proprio! Come non credo che nessuno ne abbia mai visto anche solo mezzo! Non penso esistano esseri come noi che viaggiano per la galassia. Siamo soli e ci dobbiamo arrangiare. L'unica cosa su cui sono d'accordo con te è che siamo governati da stupidi."
Rieka lo fissa e gli risponde: "Il tempo darà ragione ad uno di noi due. Ma sono convinta che avrò ragione io."
"Di certo è così, uno ha ragione e l'altro torto! - conclude Riccardo un po' stupito dalla convinzione della ragazza - Ma per ora ho ragione io ... fino a prova contraria!"
Lui non lo sa ma sta scommettendo su come finisce un film con una persona che lo ha già visto! A Roby viene da ridere sentendo quella conversazione.
"Che ci trovi tanto da ridere?" chiede Riccardo un po' infastidito dalla cosa.
"Niente, niente, così, pensavo agli omini verdi." Dice Roby cercando di smorzare l'attenzione sugli alieni.
Se solo Riccardo sapesse chi aveva lì davanti! Ma ecco che la musica che la radio aveva ripreso a trasmettere si interrompe di nuovo e viene annunciato un altro collegamento con la centrale nucleare. La nostra combriccola nota però che molti si accalcano dentro il piccolo bar. Incuriositi i giovani guardano attraverso i vetri. Dentro c'è la tv accesa dove si vede il telegiornale.
C'è inquadrato un inviato del telegiornale, tutto esagitato che, spintonando colleghi e poliziotti, cerca di avvicinarsi ad un uomo tutto vestito di bianco.
"Ecco, - dice a fatica mentre continua a cercare di farsi largo - che esce il responsabile della centrale nucleare per un bollettino ufficiale di cosa sia successo."
Il responsabile con una certa calma ostentata, piazzatosi in mezzo ai giornalisti comincia il suo discorso.
"Allora, spiego subito che l'allarme è scattato per una perdita di refrigerante al reattore 12. Non ci sono, e ripeto, NON ci sono per adesso fughe di radioattività. Stiamo valutando il motivo di tale rottura che comunque è un potenziale pericolo, ma per ora è tutto sotto controllo. La centrale è in perfetta sicurezza! Probabilmente il problema sarà riparato in pochi giorni! Per tranquillizzare tutti stiamo abbassando la fusione del reattore per sicurezza."
Da dentro la centrale nucleare gli operai che ascoltano, ridono stizziti a quell'affermazione.
"Ma quel cretino si rende conto che se le cose stanno come sembra, la centrale può esplodere e creare una nube radioattiva grane come l'Europa? Che falsi, sta a vedere che adesso non dicono niente a nessuno! La gente deve sapere, stiamo rischiando la catastrofe!"
Così, mentre il responsabile continua a rispondere ai giornalisti spiegando che "tutto si sta svolgendo nella massima sicurezza e che non si corre nessun pericolo imminente" cercando così di tranquillizzare il mondo intero, all'interno della centrale un manipolo di operai che sono al corrente invece della vera gravità della situazione, si riunisce e, per non avere qualche milione di morti sulla coscienza, esce e corre verso il luogo della conferenza stampa: sui cancelli della centrale stessa.
Non appena i giornalisti si accorgono di questo gruppetto di una decina di uomini che si avvicina a grandi passi, li osservano incuriositi. Proprio Roland, che è a capo del gruppo, a quel punto urla a gran voce per attirare l'attenzione.
"Adesso vogliamo parlare noi!"
Il responsabile è spiazzato e visibilmente nel panico. Il viso da calmo e rassicurante, si trasforma in una smorfia di rabbia, ed esclama uno scocciatissimo: "E adesso questi che vogliono?"
I giornalisti intanto che parlano ai microfoni descrivendo quello che accade, si precipitano da Roland. Raggiuntolo tutti insieme cominciano a bombardarlo di domande.
"Cosa sta succedendo? Ci stanno nascondendo qualche cosa? Il pericolo è più grande di quello che ci dicono? Si rischia una contaminazione nucleare?"
Roland senza tanti peli sulla lingua comincia a spiegare come in effetti stanno le cose.
"Allora, le cose non stanno prettamente come vi è stato spiegato, ma la realtà è molto più grave. La cupola principale che incorpora anche le tubazioni principali di refrigerazione del reattore dodici, per il fatto che non è stata cambiata in tempo utile, sta cedendo. I danni da noi riscontrati sono estremamente seri. Abbiamo già provveduto ad avviare la procedura di spegnimento del reattore, ma la procedura è molto complessa e richiede ben quaranta giorni per esaurire il combustibile radioattivo già avviato e quindici giorni per eliminare le radiazioni residue. Il problema è proprio questo, stando alle stime da noi fatte la cupola cederà fra massimo quindici giorni e se anche fosse irrobustita, come da procedura di emergenza, questa reggerebbe trenta, trentacinque giorni al massimo, poi... bum, scoppia tutto mentre è attiva una reazione interna al reattore ancora del venticinque per cento."
"E che pericolo corriamo se la cupola cede?" chiede tutto esagitato un giornalista.
"Enorme. - risponde un altro operaio - Tutti i reattori sono collegati fra loro per migliorarne il rendimento. E tutti i reattori sono vicini l'uno all'altro. Se uno esplode, esplodono tutti. Quantificare il danno è impossibile. Ma un conticino si può fare. Un reattore al venticinque per cento produce una esplosione pari a quasi dieci testate atomiche come quella di Yroshima. Ora moltiplicatelo per quarantatre. State certi che qui rimarrà ben poco e le onde sismiche provocate saranno disastrose. Poi si aggiunga che i venti porteranno la nube radioattiva in giro per il mondo e dove questa arriverà tutto morirà in poco tempo, il terreno sarà compromesso, insomma: sarà una vera ecatombe oltre ad un disastro ecologico immane. Anche il clima potrebbe essere modificato."
"Ma la nube quanto sarà grande?" replica un altro giornalista.
"Gigantesca! - dice Roland - Sarà come minimo grande come il continente europeo!"
"Ma una cosa del genere significa che l'umanità rischia l'estinzione! - riprende il giornalista - Non è che state un po' esagerando? Queste affermazioni possono seminare il panico a livello mondiale. Se ne assume la responsabilità? Sicuramente una soluzione si può trovare!"
"Ma si, certo! Sa, i nostri operai sono addestrati ad affrontare le situazioni pensando sempre al peggio. - interrompe il responsabile tecnico visibilmente teso e nervoso - Si sono verificate altre emergenze e non è mai successo nulla."
In quel momento però arriva la cosiddetta 'ciliegina sulla torta' in forma di un inserviente che arriva di corsa con gli occhi fuori dalle orbite. Questo informa Roland di una novità: "Posso disturbare? Ma c'è un'emergenza in più."
Roland butta gli occhi al cielo e sospira: "Che è successo ancora?"
L'inserviente tutto sudato e con il fiatone per la corsa spiega: "Abbiamo avviato la procedura di spegnimento rapido, ma la valvola di carico quattro non chiude bene. Quindi dobbiamo spegnere il reattore con la procedura standard, quella rapida è impossibile da attivare."
I giornalisti a quel punto lo assalgono: "Questo cosa vuole dire? C'è un problema in più?"
L'inserviente nel panico spiega: "Certo! Ora per lo spegnimento ci vogliono 60 giorni e non quaranta."
Il responsabile tecnico comunque cerca di riprendere la parola: "Ripeto che le cose non sono così gravi come sembra ..."
Ma viene interrotto: "Storie! Dico invece che se qualcuno su questo pianeta non ha una soluzione rapida o non si inventa qualche cosa l'umanità, o meglio, gran parte dell'umanità rischia di sparire. - ribatte un Roland seriamente alterato - Questa è una certezza. Ora per prima cosa dobbiamo rendere sicura la cupola con una colata di cemento negli appositi cunicoli. Poi speriamo che qualche genio nel mondo si inventi qualche cosa per fermare una reazione nucleare in poco tempo usando valvole difettose! Uomini di tutto il mondo siamo sull'orlo dell'estinzione!"
Esplode il putiferio giornalistico! Anche il responsabile tecnico, torchiato ora da migliaia di domande in contemporanea, si ritrova costretto ad ammettere che delle "notevoli preoccupazioni ci sono".
Dopo tali notizie trasmesse quasi in mondovisione ovviamente miliardi di persone sono sgomente. Molti di li a poco sarebbero probabilmente morti colpiti da invisibili radiazioni che nessuno sapeva o poteva fermare.
Roby, Rieka e i loro amici rimangono senza parole e si guardano impietriti davanti alla TV del bar sulla spiaggia. Solo qualche settimana e poi la catastrofe che tanto, negli ultimi anni, si era raccontata, fantasticata, prevista e smentita. Ci si erano fatti anche molti film, ma ora era una angosciante realtà. Il telefonino di Roby in quel momento squilla.
"È la mamma! - dice guardando Rieka - Sicuramente ha sentito la notizia! Aspetta ... ora rispondo ... Ciao mamma, hai sentito anche tu vero?"
Dal telefonino la mamma Rossana parla disperata: "Ho paura! Noi non siamo molto lontano dall'Africa: moriremo tutti! Non c'è neanche modo di scappare, chi lo sa dove tirerà il vento? Roby che facciamo?"
Roby che guardando Rieka ha già delle idee su cosa fare, cerca di tranquillizzarla: "Tranquilla mamma, vedrai che gli scienziati nel mondo troveranno una soluzione. Sono tanti, hanno fatto molti progressi tutti insieme. Tranquilla, dai. Non morirà nessuno, poi ne parliamo quando vengo a casa, ok?"
Rossana si rincuora un attimo: "Si, va bene, ora sono un po' più tranquilla. Se sei tranquillo tu che queste cose le conosci meglio di me, forse hai ragione!"
Riccardo consulta l'orologio: "Forza ragazzi, dobbiamo cominciare a ritornare. Sentite, venite tutti a casa mia, ci facciamo una pizza e sentiamo gli aggiornamenti delle notizie. Ci siete?"
Rieka tutta felice, per lei quel problema è in realtà una sciocchezza e quindi non è angosciata come gli altri, esclama subito: "Si dai, vero tesy! Pizza, pizza!" inoltre la pizza comincia a piacerle parecchio.
"Accipicchia! - esclama Riccardo vedendo la reazione della donna - La pizza spopola anche fra le norvegesi! Che successo! Anche se ... sarà il successo più breve della storia. Qua ci steccano tutti."
Non aveva tutti i torti: il pericolo era enorme. Inoltre quelle trasmissioni che si susseguivano nelle tv di tutto il mondo stavano creando il panico e, come sempre, il panico non è un buon consigliere. Cosa stava infatti succedendo? Tutti i paesi attorno a quella mega centrale entrano in un crescente subbuglio. Tutti pensano di essere raggiunti a breve dalle radiazioni o temono in una improvvisa esplosione che polverizzi tutto quanto. A poco servono gli appelli in tv e alla radio alla calma e che il pericolo al momento non sussiste. Molti, spinti dalla paura, cercano tutti i mezzi per fuggire dall'altra parte del pianeta, in particolare in America. Le autorità però non possono al momento affrontare una situazione del genere, così frontiere e voli verso molte parti del mondo, e in particolare verso l'America, vengono bloccati. Comunque scappare non risolve certo il problema. Si, nessuna parte del mondo sembra più sicura: le radiazioni non conoscono né confini né dogane.
Il gruppo di amici intanto con mille pensieri in testa rientra. La conversazione più interessante è quella fra Roby e Rieka che, ovviamente, avevano delle carte da giocare in una situazione simile, anche se difficili da giocare.
"Senti Rieka. - chiede un preoccupato Roby via interfono mentre guida la moto verso casa - lo so che noi possiamo fare qualche cosa di concreto in questa situazione, se la situazione è tragica come dicono. E penso che mi capirai: se non facessi nulla io mi sentirei colpevole della morte di queste persone. Penso che neanche tu ti senta la coscienza a posto se non facessimo nulla."
Rieka pensa un attimo colpita nei sentimenti: "È vero. Anch'io ho pensato la stessa cosa, ma rimane il fatto che questi interventi devono passare dal consiglio della coalizione e, conoscendo come vanno le cose e le leggi implicate, vedrai che non sarà affatto facile. Poi dopo quello che è successo con gli anusiani, il consiglio sarà ancora più rigido! La parola d'ordine è: nessuna intrusione con popoli senza tecnologia spaziale."
Roby non è certo intenzionato a mollare: "Immagino la cosa. Decidere di presentarsi su un pianeta dove nessuno, o quasi, crede che ci siano altri esseri nell'universo, così di punto in bianco, insomma, sconvolge sicuramente."
Rieka sa però che il problema non è solo quello: "Senza contare la differenza di tecnologia. Il problema sta nel fatto che se qualcuno si impadronisce di qualche nostra tecnologia avanzata, questo può scatenare guerre tremende. Ricordi gli Anusiani? Possono esserci anche tentativi di strappare a noi i segreti sulla nostra tecnologia solo per fini economici o di potere. Pensa: mi potrebbero rapire e torturare per sapere tutto su astronavi, armi eccetera. Tu come ci staresti?"
Roby non ci vuole neppure pensare: "Prendo un caccia di serie KX e vengo giù sparando. Chi ti tocca io lo disintegro. Comunque ci sono anche i mezzi per evitare queste cose."
"Sai che sei davvero carino quando mi difendi così? - dice con voce vellutata Rieka stringendosi alla vita il fidanzato che sta guidando e mandandolo per l'ennesima volta ‘in palla' - Comunque non fidiamoci troppo delle tecnologie. Possono tradire sul più bello! È già successo troppe volte. Senti: comunque sia vista la nostra situazione io la penso come te, dobbiamo fare qualche cosa per salvare il pianeta se sussiste un potenziale pericolo. Dobbiamo pensare a cosa dire a papà per convincerlo e quando."
"Prima facciamoci mandare dalla Revan delle verifiche di come stanno le cose. - si comincia ad organizzare Roby - Sondiamo la centrale e vediamo l'effettivo pericolo. Se la situazione è grave come sembra contatteremo tuo padre al più presto: questa sera o domani al massimo, quando saremo soli."
Così, mentre Roby continua a guidare, Rieka tramite il delan chiama il computer della Revan e gli comanda di cominciare subito il sondaggio della centrale nucleare.
Il gruppo arriva dopo poco a casa di Riccardo e dalle conversazioni che nascono si percepisce che la vita in sé e tutte quelle cose prima importanti, ora sembrano perdere di significato per il fatto che tutto potrebbe finire: le amicizie, i progetti, le fidanzate. Alcuni, riflettendo durante il viaggio di ritorno su quello che stava succedendo, erano arrivati quasi ad uno stato depressivo sapendo che tutte quelle cose stavano per non esserci più e per sempre, compresa probabilmente la loro vita. I discorsi in salotto, con la tv accesa in attesa di notizie, lasciavano trasparire tutto questo, anche se poi alla fine, e per fortuna, qualcuno cercava comunque di sdrammatizzare.
Ma il pessimismo affiora comunque davanti ad una probabile realtà così tetra.
"Ehi, ma ci pensate che se questa questione non viene risolta, noi fra qualche mese non ci saremo più?" Dice infatti uno degli amici.
"L'esperienza mi insegna però che nei momenti critici le persone sanno dare il meglio di sé. Vedrete che con quello che questa volta c'è in ballo, una qualche soluzione gli scienziati la troveranno." Dice Rieka con tono rassicurante
L'amico sospira: "Vorrei avere la tua fiducia. Io non ci vedo molto da sperare dopo quello che hanno detto."
Il telegiornale intanto inizia e, ovviamente, praticamente tutto il TG viene dedicato alla questione della mega centrale. Il giornalista annuncia in tono trafelato, per dare ancora più enfasi al tutto, cosa si sta iniziando già a fare.
"Una gigantesca colonna di mezzi per le gettate di calcestruzzo stanno arrivando sul posto per rinforzare la grande cupola del reattore 12 ed evitare che ci siano dispersioni di radiazioni! Al momento non c'è alcun pericolo, comunque si invita tutta la popolazione a non fuggire in modo disordinato dal proprio paese. Rimanete dove siete in quanto non si può prevedere, in caso di perdita di radiazioni, dove si muoverà la nube. Potreste recarvi proprio nei luoghi dove in caso di perdite radioattive arriveranno le radiazioni più pericolose. Non fatevi prendere dal panico, rimanete calmi. Vi ricordiamo che il caso di scoppio è molto remoto! Comunque in ogni città dei paesi più a rischio, quindi anche in Italia, si sta già organizzando con tutti i mezzi possibili un piano di evacuazione veloce usando treni, pullman e camion. Non abbandonate per adesso le vostre case, questo è della massima importanza per non intasare inutilmente le strade e per evitare che gli sciacalli comincino ad entrare in azione. È comunque probabile che una soluzione sia già in fase di studio. Tutte le emittenti daranno sempre dei bollettini aggiornati su come dovete agire. Ci raccomandiamo la massima collaborazione."
"Si è dimenticato di dire di pregare forte per le nostre anime! - Dice Riccardo al sentire quella parole. Poi aggiunge - Ma che soluzione vuoi che ci sia? Quella centrale scoppierà come è già successo in altre occasioni! Solo che questi nuovi reattori esplodono come le bombe atomiche, e lì ce ne sono più di quaranta! L'unica è sperare di andare in paradiso!"
"Io non credo nel paradiso in cielo e, se ci fosse, per ora non ci voglio andare ancora! - dice Roby per sdrammatizzare - Io la penso come Rieka. Anzi: credo che come nei più classici dei film, il pericolo sarà eliminato senza alcun danno per nessuno. - poi guarda negli occhi la fidanzata e rimanendo come sempre colpito da quel viso e quello sguardo, dice - Io, ora che ho trovato lei, non la voglio perdere per una stupida centrale!"
"Ti capisco. - continua Riccardo - Ti sei appena fidanzato con una ragazza davvero molto carina e simpatica. Comunque qui nessuno vuole perdere quello che ha. L'unica cosa che io penso è che di film tu ne abbia visti troppi! In ogni caso chissà, in effetti ... vuoi che in un mese nessuno a livello mondiale trovi una soluzione?"
Roby continua la sua opera di consolazione: "A parte che non sappiamo poi ancora cosa sta succedendo laggiù, infatti i t.g. sono bravi solo a metterti una paura del Diavolo addosso, poi se proprio c'è un problema penso che una soluzione la trovano! Sta tranquillo. Hanno poi detto che una mezza idea cel'hanno già!"
"Esatto! È l'altra metà che mi preoccupa!" cerca di ironizzare Riccardo.
Quella serata passa così: fra la paura di dovere sparire insieme al pineta, uccisi da una esplosione immensa e da una nuvola invisibile di radiazioni, e alcune battute per cercare di sdrammatizzare. Ma nonostante tutto i visi di tutti, esclusi ovviamente Rieka e Roby sono visibilmente tesi. Gli amici lo notano e fra loro sono un po' stupiti della cosa: in effetti si chiedono come mai i due siano particolarmente tranquilli, ma visto che avere due visi un po' meno truci degli altri li incoraggia, nessuno di loro indaga sulla cosa.
Ad un certo punto si ode una musica provenire dalla borsetta di Rieka. Roby, pensando subito che si tratti di un qualche congegno elettronico che la fidanzata si è portata con sé senza dirgli nulla, sgrana gli occhi verso di lei nel più completo panico. Anche perché una delle altre ragazze che dilapida cifre esorbitanti in suonerie per cellulari, subito si interessa della cosa.
"Che bella suoneria! È del tuo cellulare, Rieka? Me lo fai vedere?"
Roby è praticamente in stato di shock, ha smesso di respirare e probabilmente anche il cuore ha smesso di battere: se è il delan ad emettere quella musichetta, che scusa inventare per giustificare l'apparecchio? Per fortuna che Rieka, con un bel sorriso risponde prontamente prima che il fidanzato trapassi.
"Si, si, è il mio nuovo telefonino! - rovista in borsa e tira fuori uno degli ultimi modelli di cellulari in circolazione - E' mio padre, lo immaginavo. Scusate che rispondo ... - si allontana un attimo e comincia la telefonata - Pronto papi?"
Ceso, che sta comunicando con la figlia da Arcadia via iperspazio, non capisce perché ode la voce ma non riceve le immagini il che, visto che da loro tutte le comunicazioni sono con ausilio video da decenni, gli sembra un poco strano.
"Tutto bene figliola? Non ricevo immagini. Comunque se mi puoi parlare, qui c'è anche tua madre, tutto a posto?" chiede un po' preoccupato.
"Si, si papino, tutto ok! - risponde lei - Senti, ti richiamo dopo perché probabilmente io e Roby dovremmo proporti una cosina, niente di particolare, sei libero dopo?"
"Per te sempre piccola mia! A dopo allora." Risponde con tono interrogativo il padre.
"A dopo, e saluta la mamma! Dille che sto bene e che mi manca! Ciao!" dice tutta contenta Rieka, felice di avere sentito i suoi.
"Tutto ok? Ma ... ma sono così tranquilli i tuoi? Non sanno ancora nulla? - Esclama Sandra, un'altra della compagnia, perplessa del fatto che non abbiano parlato del grave problema atomico - Io pensavo che ti avessero telefonato perché erano preoccupati!"
"No, loro per adesso non sanno nulla. Sai, i miei sono dei tipi un po' particolari. Come posso dire... vivono un po' fuori dal mondo. Glielo dirò in un momento più consono."
Roby ora vuole andare via. Quella chiamata di Ceso gli ha messo fretta e vuole chiedergli il suo intervento per sistemare la questione.
"Beh, si è fatto tardi. Sentite, io sono stanco e andrei a casa. Voglio anche vedere come sta mia madre: parlando con le sue amiche chissà che idee le avranno messo in testa a quest'ora! Comunque teniamoci in contatto per le novità, ok?"
"Ok!" rispondono in coro gli amici ormai provati da una giornata che da così allegra, si è trasformata in tragica.
Roby appena uscito dalla casa dell'amico chiede immediatamente alla fidanzata: "Kay, toglimi subito una curiosità: da dove hai tirato fuori quel cellulare? Mi è preso un accidente questa sera quando ho sentito quella musichetta!"
"Mi dispiace tesy, - si scusa lei prendendolo sotto braccio - volevo dirtelo ma mi è passato di mente. Ieri sera mio padre mi ha chiesto se potevo rimanere in contatto con lui e allora, dato che portarmi con me un comunicatore iperspaziale non potevo di certo, ho pensato di trasformarlo in uno dei vostri cellulari, - poi lo tira fuori e lo fa vedere a Roby - vedi, è perfettamente identico ad un telefonino, fuori, dentro però: tecnologia molecolare arcadiana. Solo che mi sono dimenticata di dirtelo, scusa per l'accidente che ti ho fatto prendere." e per farsi perdonare lo abbraccia e lo bacia.
A Roby l'arrabbiatura così gli passa subito: "Posso chiederti una cosa?" gli chiede poi.
"Certo tesoro!" risponde Rieka con voce melodica e riprendendo il fidanzato sottobraccio.
"Come avrai notato, io ho tutto il rispetto per quello che riguarda la vostra morale sessuale. E devo dire che, anche se alle prime mi è scocciato non avere certi tipi di ... diciamo ... confidenze fra noi, visto proprio quanto mi piaci ora devo dire che questo atteggiamento lo trovo più rispettoso e serio del normale modo di fare che abbiamo sulla terra. Ora penso addirittura che le donne da noi svendano la propria dignità con il primo che passa!" Continua Roby, con voce un po' imbarazzata.
"Si, tesoro, mi fa piacere. E allora?" chiede lei non capendo il motivo di quel discorso e temendo che ci sia un qualche problemino in merito.
"Vedi, però, insomma ... - continua in un imbarazzo notevole il giovane - Ti posso chiedere se la prossima volta che sei in bikini e vuoi sederti sulle mie gambe, mi ... avvisi prima, o me lo fai capire un po' prima?"
Rieka si blocca di colpo temendo di avere fatto qualcosa di riprovevole o sconcio davanti a tutta la compagnia durante la gita al mare.
"Ti ho messo in imbarazzo? Che ho fatto di male?" chiede timorosa.
Roby sorride e premurosamente la rassicura subito, notando di essere stato frainteso.
"No,no, piccola. Tu non hai fatto assolutamente niente di male! Anzi la cosa è stata molto piacevole, ... ehm credimi! Il problema sinceramente è il mio! - poi si spiega meglio - Vedi piccola, dato che non mi aspettavo che tu ti appoggiassi a me, io non essendo, diciamo, ‘pronto' ho provato qualcosa di molto forte, fisicamente parlando, nei tuoi confronti. Inoltre era tutto il giorno che avevamo contatti fisici e ... diciamo che il mio autocontrollo era verso il limite. - poi Roby diventa rosso paonazzo - A quel punto un uomo rischia di fare una figuraccia, se in quei momenti pensa troppo a quello stupendo corpo seminudo che si sta strusciando su di lui! Per questo vorrei che tu, quando lo vuoi fare, prima mi avvisi che mi prendo una damigiana di camomilla!"
Rieka diventa rossa anche lei a pensare agli effetti collaterali che potevano succedere in quel bar sulla spiaggia, ma poi i due si guardano e si fanno una risata.
"D'accordo - gli dice lei - la prossima volta ti avviso ... maniaco!"
"Sono i problemi che nascono avendo una fidanzata carina come te! - gli dice guardandola con occhi che fanno capire che quell'affermazione di lei non si scosta molto dalla realtà, ma poi si torna ai discorsi seri - Ora comunque voglio controllare cos'hanno scoperto i sensori della Revan su quella centrale."
Dopo un breve collegamento con il computer dell'astronave, su quel 'telefonino' appaiono i dati della situazione strutturale del reattore. Roby viene pervaso dalla paura e anche Rieka, che osserva i dati insieme a lui, rimane ammutolita per un attimo. Le informazioni raccolte indicano che la situazione è delle peggiori. La centrale era stata spinta al massimo, ed anche oltre, e probabilmente questo ha contribuito al cedimento. Quando la cupola cederà, e su questo c'è la certezza assoluta, i reattori saranno ancora ad un regime molto elevato di combustione radioattiva, forse più del cinquanta per cento. Quello che ne seguirà sarà una esplosione immensa seguita da una nube radioattiva gigantesca e letale al novant'otto per cento. Dimensioni stimate della nube: una volta e mezzo tutto il continente europeo. È la fine della terra!
Roby non indugia oltre: "Non c'è tempo da perdere: dobbiamo parlare subito con tuo padre e chiedere l'intervento degli arcadiani in questa faccenda, o almeno provarci. Qui siamo vicino all'ecatombe umana! Qui si parla di probabile estinzione!"
"Si, lo chiamo subito, attivo anche il video. - dice Rieka che, dopo avere premuto qualche tasto, attiva la comunicazione ed appare Ceso nello schermino del telefono - Ciao papà, sono di nuovo io."
"Si piccola. - dice il padre con un viso preoccupato - Allora di che mi volevi parlare? Mi hai tenuto sulle spine!"
"Senti, - comincia Rieka parlando con il tono più aggraziato possibile - oggi qui sulla terra è successo, anzi no, è meglio dire che è iniziato a succedere un grosso problema che si verificherà fra una quarantina di giorni, forse meno. Credimi, non sto esagerando ma si parla di un evento catastrofico che con tutta probabilità porterà all'estinzione del genere umano sulla terra! Per farla breve: una grossa centrale nucleare, parecchio primitiva e non aggiornata né curata, sta per esplodere. Dalle analisi da me fatte, approssimativamente si libereranno centoottantatremila Kuvat di radiazioni dopo una esplosione da trentacinquemila Dek, sufficienti, vista la posizione, a sterminare un ottavo della popolazione terrestre nei primi quindici giorni e, di quelli che rimangono, tre quarti in un anno calcolando le correnti atmosferiche. Poi ti puoi immaginare cosa succederà negli anni successivi. Non mi sembra, anzi, sicuramente i terrestri non hanno la tecnologia di smorzamento e recupero atomico per fermare le radiazioni, quindi per me non hanno nessuna speranza. La terra è condannata alla distruzione! Roby è qui con me e quello che noi due chiediamo è l'intervento del comitato della coalizione per la soluzione delle fasi critiche. Tu ... che dici?"
Ceso tace per un attimo con il viso teso: "Figli mia, tu mi metti con le spalle al muro. - lunga pausa dove il silenzio fa affiorare una tensione quasi palpabile - Ti rendi conto che mi fai prendere la responsabilità della vita su un intero pianeta? Non è cosa da poco! Cosa vuoi che ti dica! ... - Ceso sente l'immane peso della cosa. Ma ci sono delle regole! - Ma capirai che non possiamo neanche intervenire tutte le volte che su qualche pianeta abitato si fanno stupidaggini simili. Decisione difficile. Anche perché il nostro amico Roby rischia di rimanere l'unico terrestre della galassia, lui che da noi è praticamente un eroe per l'aiuto che ci ha dato."
Roby sente che deve intervenire come rappresentante della razza umana.
"Io non voglio spingervi a fare cose che eticamente ritenete sbagliate. Chiedo solo se è possibile! In gioco ci sono miliardi di vite. Come faccio io a scappare dalla terra abbandonando la mia razza a morte certa, solo perché sono stato fortunato?"
"Mi piaci perché sei corretto ragazzo, ed educato. Non hai preteso, ma hai chiesto. - dice il re colpito dall'atteggiamento del giovane - Noi figliolo ti dobbiamo molto e se noi oggi ci parliamo lo dobbiamo all'interferenza di una civiltà aliena alla nostra. Penso che dobbiamo molto alla terra. Domattina riunirò d'urgenza il consiglio della coalizione e proporrò il problema. Al più presto, quindi, ci sentiremo domattina: Fra dieci ore circa!"
"Grazie! Ciao papi e da un bacione alla mamma. Fa del tuo meglio mi raccomando! Non voglio perdere il mio amore! A domani." Supplica la figlia.
Chiusa la conversazione, Roby fa un sospirone e presa la mano di Rieka dice: "Non ci resa che sperare."
Rieka, comprendendo e vedendo stampata sul volto del suo ragazzo la paura di vedere sparire la vita sul suo pianeta, cerca di rassicurarlo. Lo abbraccia e gli dice: "Sta tranquillo tesy, mio padre e i membri della coalizione troveranno una soluzione appropriata al caso."
Roby è comunque preoccupato: "Lo spero proprio, altrimenti..." e si ferma lì. Ormai sono a casa e comincia a frugare nelle tasche per cercare le chiavi.
"Scusa, ma altrimenti cosa? Cosa vuoi fare?" chiede Rieka preoccupata.
Roby si gira dopo che ha aperto la porta, la guarda seriamente, molto seriamente. Ha un'espressione particolare che fa capire che il giovane ha preso una decisione e ha tutte le intenzioni di perseguirla. Prende il viso di Rieka fra le mani, che rimane immobile colpita da quello sguardo, e gli dice teneramente: "È una cosa che preferirei dirti nel momento giusto, e per adesso questo non lo è. - si gira di nuovo entra in casa e saluta la madre - Ciao mamma siamo noi."
Rossana corre e abbraccia il figlio.
"Ciao figliolo, hai sentito? - dice sul filo di un pianto disperato - Moriremo tutti! Cosa facciamo adesso? Dove scappare?"
Roby cerca di rassicurare la madre: "Cerchiamo di stare tranquilli. Di sicuro, come parlavamo oggi, gli scienziati riusciranno a trovare una soluzione."
Rieka cerca anche lei di consolarla con frasi che cerchino di dare un po' di speranza, ma Rossana ormai non si controlla più e si dispera per la sorte che, a quanto pare, spetta a tutti loro. Ma infine, come poi è naturale per le mamme, la sua angoscia maggiore è per il figlio, che ora che si era cominciato a ‘sistemare' vedeva i suoi progetti per il futuro che stavano sparendo.
"Ma io dico, non si può scappare da qualche parte, almeno voi che avete tutta una vita davanti?" continuava a ripetere fra le lacrime e i singhiozzi.
Roby davanti a quella situazione non resiste più: "Scusa mamma devo dire una cosa a Rieka. Andiamo un attimo di la tesoro ..."
Rossana non capisce ma dice al figlio: "Si, si, andate pure."
"Che mi devi dire?" chiede Rieka stupita.
"Vieni di la che te lo spiego." Dice lui prendendola per la mano e tirandola con se.
Recatisi nell'altra stanza, Roby ragiona un attimo per come dire la cosa che ha in mente e poi, guardando deciso la fidanzata, spiega i suoi piani.
"Senti. Dobbiamo dirglielo, ho pensato che dobbiamo dire a mia madre come stanno le cose. Insomma ... chi sei veramente."
"Ma non ne vedo il motivo. - dice lei allibita - A che serve dirgli chi sono. Tanto fra poco sapremo se la coalizione interverrà per salvare il pianeta. Poi agiremo di conseguenza."
"Si, è vero, ma non posso continuare a vedere mia mamma così. - insiste Roby sempre più deciso - Tanto, senti, lei per amore o per forza prima o poi dovrà venire a saperlo, non potremo continuare a nascondere la tua natura per sempre, almeno a lei. Quindi leviamogli l'angoscia, l'importante è che non ne parli in giro!"
"E tu di questo ne sei sicuro? Che non le scapperà niente sul mio conto? E se lo shock sarà troppo forte per lei?" chiede mezza convinta l'aliena.
Roby è fermo nella sua decisione: "Mia mamma quando si tratta di cose importanti è sempre stata molto responsabile, mi fido! Penso non avrà problemi a reggere la botta!"
Rieka si arrende comprendendo il momento difficile del fidanzato e nel vedere la futura suocera ridotta così. Anche lei poi è contenta di togliersi il peso dello stare sempre attenta e del dovere mentire su molte cose.
"Sai bene il rischio che corro se la voce si sparge. Ma voglio fidarmi dell'uomo che mi sta accanto, pertanto, se ti senti sicuro, sono d'accordo: diciamoglielo. Hai pensato ad un metodo?"
Roby si stringe fra le spalle: "Si ... Beh ... più o meno. Anzi no! Glielo dico e basta. Piano, piano, sicuramente... poi vedo."
I due tornano in salotto. Roby è particolarmente teso, tesissimo, addirittura comincia a sudare. Ma ormai ha deciso e non vuole tornare indietro: la sua fidanzata si fida di lui! Quindi dopo avere messo a sedere Rieka, pure lei molto tesa, su una poltrona che è di fronte alla madre che li guarda interrogandosi sul cosa voglia fare il figlio, gli si mette dietro, appoggia le mani sullo schienale ai lati delle sue spalle e guardando la madre ancora disperata e in lacrime le dice in tono molto serio.
"Mamma, io e Rieka abbiamo una cosa importante da dirti. Quando dico importante, intendo che riguarda noi due, ovviamente anche te, ma che riguarda anche il mondo intero in questa situazione. Avremmo voluto parlartene preparandoti piano, piano alla cosa, ma visto gli avvenimenti di oggi e quello che stiamo preparando, abbiamo pensato che sia venuto il momento. C'è solo una cosa che è fondamentale: nessuno deve venire a sapere di quello che ti diremo. Quando dico nessuno, vuol dire che solo noi tre saremo a conoscenza di questa cosa. Nessuno, neppure la più fidata delle tue amiche deve saperlo. Questo deve essere il patto. Ne va della vita di Rieka."
Rossana è stupita e scombussolata: quelle facce tese, quei misteri, addirittura questioni di vita o morte. Rossana comincia ad avere paura non riuscendo a capire che sia tutto quel mistero e quelle strane frasi.
"Figliolo, mi metti paura! - dice con voce un po' tremula fissando il figlio - Non ne ho già abbastanza? Comunque se dici che è così importante, si, ti prometto che la cosa non uscirà da qui. Ma, cosa avete combinato da avere dei segreti di questo tipo. Vi siete messi nei guai con la legge?"
Roby appoggia le mani sui capelli acconciati di Rieka e le dice: "No, no, sei completamente fuori strada. Vedi, per quel che riguarda la nostra relazione, fra me e Rieka, diciamo che non ti abbiamo detto proprio tutto."
"Cielo! Sono già nonna!" esclama Rossana.
"No, no, mamma! Sei ancora più fuori strada! - continua il figlio - Lasciami finire che la cosa non è proprio così facile da dire. Ti chiedo ora mamma, la tua più assoluta calma e nel contempo un'apertura mentale che vada oltre il normale. Vedi, quello che ti vogliamo dire è che la soluzione al problema della centrale, se, e ripeto, se certe cose andranno per il meglio, tu cel'hai proprio davanti agli occhi."
Rossana non ci capisce niente: "Che vuoi dire? Che voi sapete come risolvere la cosa? Avete la soluzione per spegnere quella bomba atomica? Questo è stupendo. Ma chi è lei? Una scienziata? E perché tutti questi misteri?"
"Allora, innanzitutto si, la soluzione c'è. - continua Roby - Come hai giustamente detto, chi ha principalmente in mano la situazione è lei. Ed è qui il problema. È su di lei infatti che io non ti ho detto proprio tutto."
"Figliola. - dice la mamma fissando la ragazza con tono estremamente interrogativo - Cosa c'è che non mi hai detto? Sei nei pasticci?"
È Roby che però continua: "Ora mamma, come ti dicevo, rimani calma e guarda una piccola cosa. - poi chiede alla fidanzata toccandogli i capelli - Tesoro, posso scioglierli?"
"Certo. È inutile aspettare ancora." risponde lei.
Roby armeggia con i vari fermagli per capelli che servivano a tenere insieme l'acconciatura della ragazza, tenendo i capelli alti e intrecciati sopra la copertura delle corna. Dopo pochi istanti, in quel religioso silenzio che si era venuto a creare in quella piccola casa italiana, un enorme mistero che poteva aprire le porte all'umanità per avere di nuovo un futuro si svela, mentre i lunghi capelli di una complessa acconciatura si sciolgono.
Rieka, a quel punto, abbassa la testa in avanti, la scuote per distendere la chioma, poi la tira indietro di scatto tirando così la lunga capigliatura viola tutta indietro. Poi, con le mani, porta dietro le orecchie i capelli ai lati del capo. Quei gesti scoprono così delle cose che lasciano Rossana allibita: le corna e le particolari orecchie a punta di Rieka.
Rossana non capisce cosa stia succedendo e che cosa siano quelle che, per lei al momento, sembrano delle malformazioni che Rieka ha in testa.
"Ma che cos'hai? Che significa quella roba?" esclama esterrefatta.
Roby cerca con calma di spiegare: "So che forse non mi crederai al momento o che non sarà facile da accettare questa cosa. Anch'io all'inizio non ci credevo ma poi, davanti all'evidenza, l'ho accettato. - ora giù la maschera - Mamma: Rieka è una extraterrestre. Non è del nostro pianeta. Ma vorrei che te lo dicesse lei."
Rieka guardando Rossana che ha gli occhi sbarrati verso di lei, da la sua spiegazione.
"Si Rosy, le cose stanno proprio così. Abbiamo deciso di dirti tutto perché, come madre di Roby, tu ne hai tutto il diritto. Poi, visto quello che sta succedendo sul vostro pianeta, ed io sono così particolarmente legata ad uno della vostra razza, ora sono in parte responsabile delle vostre vite. - poi la ragazza si presenta ufficialmente - Signora Rossana, ora le dirò con chi suo figlio si è fidanzato: Io sono la principessa Rieka, figlia di Ceso e Urami, reali del popolo dei Tallin del pianeta Arcadia. Il nostro pianeta, situato in un altro quadrante, fa parte di una corporazione interplanetaria detta ‘Coalizione dei pianeti uniti'. Le mie corna e le orecchie come pure i denti canini più pronunciati, che lei oggi aveva notato, sono una caratteristica della nostra razza, come pure il colore dei capelli. Non sono tinti, questo è il mio colore naturale. Questa sono io realmente, e mi scuso se non glielo abbiamo detto subito."
Un attimo di silenzio piomba sulla situazione carica di tensione e stupore da parte della donna. Ora Rossana si alza dalla poltrona incredula e frastornata dalla cosa.
"Ma, ma... una aliena... ma che scherzo è? Ma vi sembra il momento? Eppure ... Ma... scusa, posso toccare le corna... io non posso credere ad una cosa simile... Mi state facendo uno scherzo in un momento come questo?"
Rieka con calma le risponde: "Rosi, penso che sia più efficace che lei veda la stessa cosa che ha convinto anche suo figlio." e come aveva già fatto con Roby, Rieka si alza in piedi e solleva delicatamente le gambe dal suolo incrociandole assumendo la tipica posizione yoga ma poi, così seduta a mezz'aria, si avvicina lentamente a Rossana.
"Vede, - continua fermandosi davanti alla donna e rimanendo sospesa - una delle altre caratteristiche del nostro popolo è che le donne possono levitare a piacimento. Penso che questo ti basti per capire che io non sono terrestre."
Rossana fa due passi indietro e ricade sulla poltrona dove si trovava: è completamente sconvolta, ormai non sa se quello che vede è un sogno o la realtà.
"So che alcuni sulla terra sanno fare cose simili. Ma non lo avevo mai visto fare. È un trucco?... Dai che mi viene l'ansia! Ditemi la verità! Non prendetemi in giro!"
Rieka capisce come per quella donna sia difficile accettare una realtà così assurda, quindi cerca di farle ‘toccare' la realtà.
"Capisco. Allora provi a toccarmi le corna, non c'è problema, provi."
Rossana si rialza, allunga la mano tremolante dalla tensione e dalla paura sulla testa della ragazza ancora sospesa lì davanti a lei e, con una certa delicatezza, usando due dita, prende quel cornino e prova a tirarlo leggermente per vedere se è finto o no. Ma il cornino rimane lì, saldo e attaccato al cranio al quale appartiene.
Rieka sorride cercando di mettere il più possibile a suo agio quella terrestre impaurita.
"Cominci a capire Rosi? Non sono del vostro mondo! Ma mi creda, io e il mio popolo amiamo il vostro pianeta e io inoltre amo profondamente suo figlio!"
Rossana è incredula e la voce gli trema notevolmente dall'emozione.
"Roby, vuoi dire che tu... tu mi hai portato in casa un'aliena e non mi dici nulla? Ma se ti facevi rapire? Come hai fatto, scusa Rieka, ai detto che ci volete bene, ma... come hai fatto Roby a capire che non ci volevano conquistare o uccidere tutti? Ti rendi conto del pericolo?... - poi cambia completamente discorso - Poi questa è una notizia da prima pagina, ma perché non dirlo subito? Non mi dite che mi prendete in giro!... Possiamo anche salvare il mondo!" Rossana è nel pallone completo, come si suole dire, e anche i discorsi si intrecciano confusamente fra loro. Roby quindi interviene prima che la madre collassi, emotiva com'è.
"Calma mamma, una domanda per volta. Adesso siediti, prima che ti senta male, e ti spieghiamo tutto. Allora: si, ti ho portato in casa la prima aliena che è sbarcata sulla Terra e che si è fatta riconoscere, anche se per ora solo a me. Poi: non ti ho detto nulla perché ho veramente paura che, se si sa chi è veramente, le facciano del male. Ma non te l'ho detto subito anche perché non sapevo come l'avresti presa se prima non l'avesti conosciuta. C'è da aggiungere che fare sapere alla terra che gli alieni esistono, va contro le leggi del loro pianeta anzi, della coalizione di cui loro fanno parte."
Rossana interrompe il figlio: "Mi gira la testa, troppe emozioni. Mi sa che svengo!"
Seduta sulla poltrona in effetti la donna manifesta i sintomi classici di un'emozione troppo forte: mal di testa, capogiri, ansia. Ma poi, cercando di reagire alla cosa, dalla poltrona dov'è seduta e tenendosi una mano sulle tempie per lo stordimento guarda quella ragazza di un altro mondo e poi le dice quello che pensa sia la cosa migliore da dire a chi è da poco arrivato sul suo pianeta.
"Beh, anche se in ritardo, a questo punto benvenuta sulla Terra anche da parte mia, Rieka. - poi riflette e chiede - Ma ... mi dicevi che sei figlia di una re?"
Rieka si appoggia di nuovo a terra, torna a sedere, prende la mano di Roby appoggiata alla poltrona e conferma.
"Si, vede, suo figlio non solo le ha portato a casa una aliena, ma è stato capace di fare breccia nel cuore di una principessa. E devo farle i miei complimenti Rosi: lei ha davvero allevato un bravo figlio, mi è piaciuto da subito come penso sia stato così anche per lui. Io spero solo che si mantenga così."
"Si, mamma, - interviene Roby - ci siamo innamorati tutti e due sin dal primo momento che ci siamo visti! Un colpo di fulmine, e non solo ...!"
"Non che io creda molto a questi amori immediati ... Colpi di fulmine ... Bah ... Ma non voglio assolutamente interferire con i vostri sentimenti - dice la madre che comincia un pochino a rilassarsi - Adesso a sapere che sei una principessa abituata a chissà che lusso, mi vergogno da matti: io che ti ho comprato i costumi, che figura!"
"Ma cosa vai a pensare Rosy! - dice sorridendo Rieka - Non ti preoccupare, le cose su Arcadia sono estremamente diverse da come te le puoi immaginare. Lei è una mamma dolcissima, io con voi sto benissimo, davvero! Mi avete fatto sentire a casa mia! Come tallin, a me il lusso non interessa."
"Vacci piano che mi commuovo... Già ho la testa che mi scoppia, sono stordita!"
Roby, sorridente, avvicinandosi alla madre cerca di calmarla e continua la spiegazione.
"Capirai ora perché ti dicevo che quello che c'è fra noi cambia molto le cose per quel che riguarda il problema ‘centrale atomica'. Il suo pianeta è molto più avanzato del nostro e potrebbero sistemare la situazione o comunque noi avremmo sempre la possibilità di rifugiarci nella sua astronave, anche se devo dire che fare questo non mi sembra moralmente giusto verso il mondo intero."
"Perché dici 'potrebbero'? Che problema c'è?" dice Rossana perplessa non capendo.
"Il problema è il principio che regola il primo contatto con i pianeti che non viaggiano nello spazio o che sono ancora bellicosi, purtroppo come il vostro. - spiega con molta calma Rieka. Poi, cercando di essere breve, spiega a Rossana le varie problematiche legate alla loro tecnologia e ai risultati disastrosi che ne potrebbero conseguire se cadessero in mani sbagliate. Poi conclude - Insomma, capirà che il problema non è semplice, anche se abbiamo una carta da giocare non da poco."
"E di che si tratta?"
"Il mio tesy non le ha ovviamente ancora detto come ha fatto a venire in contatto con noi. Anzi, direi con me, e cosa ha fatto poi per il nostro pianeta. - Rieka sorridente guarda il fidanzato e continua - Vede, Rosi, oggi suo figlio non è un perfetto sconosciuto: sul nostro mondo è in realtà un grande eroe che non sarà mai dimenticato dalla coalizione dei pianeti. Si, suo figlio ci ha salvati tutti, risolvendo una guerra in un modo incredibile."
Rossana guarda il figlio non credendo a quello che dice Rieka. Lo indica e scuote la testa in senso di negazione.
"Non ci credo! Cielo, mi cresce il mal di testa! Mio figlio un eroe spaziale! Volete raccontarmi un po' tutto dall'inizio così ci capisco qualche cosa? Quando comincia questa storia?"
Comincia così il racconto di come in un tempo non proprio remoto, si tratta di solo pochi mesi prima, uno scontro fra due ragazzi all'angolo di una strada aveva dato il via a tutto. Di come era nato fra loro l'amore, come il classico colpo di fulmine, e del viaggio verso Arcadia per salvare quell'aliena braccata per lo spazio e non solo. Poi, anche delle varie vicende relative agli anusiani, la guerra, e quindi di come Roby ha la trovata geniale per risolvere la guerra che finisce fortunatamente in poco tempo.
Rossana continua a fare fatica ad accettare tutte quelle vicende. Però, parlando e spiegando un po' tutto il tempo passa in fretta, così si fa tardi e si fa anche l'ora di andare a letto. Questo è un bene: dopo una buona notte di riposo, il giorno dopo tutto può essere meglio accettato.
Roby la pensa esattamente così e sprona la famiglia.
"Andiamo a riposare, io sono distrutto! È stata una giornata fin troppo intensa."
"Si, sono d'accordo. - dice Rossana che si alza, guarda Rieka che si è anche lei alzata e con un sorriso dolce le dice - Aliena o no, se sei quello che ho visto, io ti voglio bene come prima. Sai, era un pezzo che non vedevo mio figlio così ... così ... euforico, ma forse direi: innamorato! Buonanotte ragazzi."
Rieka, una volta che Rossana si è allontanata, si avvicina a Roby per salutarlo prima di andare nella camera da letto.
"Credimi: tua madre è unica. La sua reazione è quasi anomala. Devo dire che è una donna con una mentalità estremamente adattabile. All'inizio pensavo che sarebbe andata su tutte le furie o si sarebbe fatta prendere dal panico pensando a chissà che cosa. L'ho visto fare diverse volte quando contattavamo nuovi mondi. Alcuni svenivano dalla paura! Invece lei è rimasta abbastanza controllata. Domani la voglio ringraziare per la sua fiducia. Ora buonanotte, domani ci aspetta una giornata molto importante."
"Si! Mamma fantastica davvero, buonanotte piccola Kay." Dice Roby abbracciandosi a lei.
Anche se sembra così, poi in realtà a Rossana alcuni aspetti della faccenda non andavano a genio e un po' di paura ce l'ha. Ma lei aveva sempre lasciato il figlio prendere le sue decisioni personali e di lui si fidava molto, al massimo si limitava dare alcuni consigli basati molto sull'esperienza. Quindi è abbastanza convinta che quella donna sia quello che ha fatto vedere fino a quel momento. In effetti, avendo conosciuto prima il buon carattere di Rieka, accettare una tale cosa è stato molto più facile.
UNA SPERANZA PER LA TERRA
Il giorno dopo la sveglia viene data di buon'ora dal telefonino, in realtà il delan camuffato, di Rieka, che squilla al ritmo di un ultimo successo musicale del suo pianeta. Dalla sua stanza, che è di fianco a quella di Rieka, Roby sente la musica e anche lui si sveglia.
Rieka risponde al telefono.
"Ciao papi, che ci racconti?"
"Ciao figliola! - risponde Ceso - Stiamo per iniziare la riunione. So che sulla Terra è prestino ma pensavo che anche voi probabilmente volevate partecipare alla conferenza per chiarire la situazione ce ne fosse bisogno, così ti ho chiamata."
"Sei un papà meraviglioso! - esclama lei euforica - Si è un'ottima idea! Penso che Roby l'apprezzerà molto."
In quel momento, reduce da una notte praticamente insonne e dopo essersi vestito in fretta e furia, Roby bussa alla porta della stanza della fidanzata.
"Vieni pure, Tesy!" esclama lei.
Raggiunto anche dalla madre già in piedi da un po', Roby entra nella stanza.
"Cos'è che dovrei apprezzare?" Chiede Roby che ha sentito della telefonata solo quello che ha detto Rieka.
"Papà ha chiesto se vogliamo partecipare alla riunione. Stanno per discutere la nostra richiesta." Risponde Rieka saltandogli al collo.
"È una buona idea. Ma come facciamo da qui?" chiede Roby.
"Dobbiamo andare sulla mia nave. - dice Rieka mentre prepara i vestiti - Da lì potremo seguire e partecipare direttamente alla conferenza."
"Tele trasferimento?" chiede il fidanzato.
"Esatto. - risponde Rieka che poi guardando la ancora allibita Rossana, che le fissa le corna ancora incredula di quello che sta succedendo a casa sua, le dice - Rosi, ad ulteriore conferma che io vengo da un altro pianeta, lei oggi proverà per la prima volta cosa vuol dire spostarsi senza camminare e vedrà anche una vera astronave. Se la sente di provare questa emozione? Sicura di non svenire?"
"Mi sembra di capire che tanto prima o poi mi ci dovrò abituare ... visto come vanno le cose. - risponde la donna - Proviamo! Ma che devo fare?"
"Assolutamente nulla, è tutto automatico. Sta ferma qui." Risponde il figlio.
Rieka in quel momento preso il suo telefono da il comando al computer di eseguire l'operazione.
"Trasferimento per tre!"
In un attimo i tre sono sulla Revan nella saletta conferenze, e Roby nota nella madre una particolare tensione. La poveretta in effetti neanche parla a causa del suo stato emotivo.
"Su, coraggio mamma! Reagisci!- cerca di sostenerla Roby - Lo shock iniziale è un po' forte ma poi passa. Fai alcuni respiri profondi e rilassati! Devi abituarti a vedere molte cose nuove: vedrai un mondo intero completamente diverso ma bellissimo! Ora ad esempio vedrai altri esseri di altri mondi abitati. Comunque per ora è meglio che loro non ti vedano subito. Mettiti lì a sedere, - e la fa accomodare da un lato della saletta - che noi due ci mettiamo qui e vedremo tutto da quello schermo."
Rossana risponde e obbedisce quasi in modo meccanico: dall'emozione si muove come fosse un automa.
"Va bene." Dice con voce flebile e tremula.
"Coraggio Rosi, - la sostiene Rieka - dopo facciamo un giro per la nave, per tranquillizzarci tutti. - poi viene effettuato il collegamento con la sala conferenze - Computer collegati in videoconferenza sub spazio con la sala del consiglio della coalizione."
Il computer risponde quasi istantaneamente: "Collegamento effettuato."
Nel grande schermo a parete appare la sala conferenze dov'è riunito il ‘consiglio dei saggi' con Ceso a capotavola. I visi di tutti sono un po' tesi, il che non promette niente di buono.
"Salve ragazzi. - dice il re - Allora, in questi pochi minuti prima del vostro collegamento abbiamo cominciato a conversare sul problema."
Ledo, un componente dei 9 membri del comitato interviene.
"Buongiorno principessa, da tempo non ci siamo visti. Ogni volta che la vedo la trovo sempre più incantevole! Buongiorno Roby, non le saremo mai abbastanza grati per quello che ha fatto per noi. Ma veniamo al dunque! Allora, se non vado errato si richiede il nostro intervento per evitare un disastro, anzi una vera e propria ecatombe sulla Terra a causa di una imminente esplosione atomica. Il problema classico che ci si presenta in questi casi è la difficoltà ad intervenire in pianeti come il vostro. Capirà immagino!"
Il responsabile della sicurezza interviene a sua volta: "Esatto, il caso degli anusiani ne è un esempio. Presentarsi su un pianeta non ancora pronto per vari motivi al contatto con razze aliene e con la nostra tecnologia, può portare a problemi non piccoli. Come è successo, se qualcuno riuscisse a sfruttare anche un minimo della nostra tecnologia in campo bellico potrebbe fare ancora più danni che la centrale nucleare. Gli anusiani e gli isuniani si sono sterminati a vicenda, ad esempio, e hanno portato morte e distruzione addirittura in molti altri mondi. Quella nostra interferenza ha portato alla morte di milioni di esseri. Questo non vogliamo che si ripeta mai più in assoluto! Non possiamo assumerci responsabilità del genere!"
"Ma in questo caso siamo noi terrestri a chiedere il vostro intervento. - interviene Roby - E comunque si può studiare un metodo di contatto non invasivo."
"A dire il vero sei solo tu a chiederlo, nessun altro terrestre sa di noi. Il problema rimane." Risponde Ceso.
"Rimane, come diceva Roby, l'opzione di cercare di fare un intervento mirato." Interviene anche Rieka
"Mirato in che senso?" chiede Ledo.
"Eliminiamo il problema senza farci vedere, dallo spazio, possiamo farlo tranquillamente. - si spiega Rieka - Nessuno saprà di noi e la Terra sarà salva."
Il responsabile alla sicurezza ci pensa un po' su poi commenta.
"No, comunque capirebbero che qualcuno ha fatto qualche cosa. Una centrale non si spegne da sola! Inoltre il nostro intervento sarebbe in un qualche modo rintracciabile e inizierebbe la caccia all'alieno. Poi, è comunque necessario sbarcare per impostare degli strumenti per l'inibizione radioattiva."
"Esatto! - dice Ceso - Studiando il problema abbiamo visto che la situazione è tale che dallo spazio la centrale non può essere fermata: quella centrale la possiamo spegnere solo con un intervento da terra."
Quindi Akileo un altro membro del comitato dice la sua.
"Comunque, dobbiamo dire che in realtà non possiamo sapere quale sarà la reazione dei terrestri se sapessero di noi. Potrebbero anche sentirsi responsabilizzati e non dare la caccia alla nostra tecnologia. Noi d'altronde siamo stati salvati da un alieno, considerato appartenente ad un pianeta barbaro e che non sapeva niente né di spazio né di altre razze, ma si è adattato benissimo alla nuova situazione e si è dimostrato sensato e altruista. Questo la dice lunga sui terrestri. Sono un popolo adattabile, e potrebbero anche reagire favorevolmente al nostro intervento. La nostra principessa non si è fidanzata proprio con un terrestre? Ovviamente dovremmo trovare il modo di rendere il nostro arrivo il più sicuro possibile per loro ma non pensiamo solo in tono negativo!"
Rieka che ha già vissuto queste situazioni, propone un'altra idea.
"Ma allora, invece di stare qui a fare delle ipotesi, perché non glielo chiediamo? Sentiamo dai terrestri se vogliono il nostro intervento oppure no e se lo accettano alle nostre condizioni oppure no. Questo può dirci molto di loro!"
"L'idea non è malvagia. - ragiona il re - Possiamo stabilire delle regole che i terrestri dovranno rispettare e che, se accettate, consentiranno il nostro intervento. Può sembrare un ricatto ma non possiamo rischiare, anche per il bene dei terrestri stessi. D'altronde dobbiamo molto alla terra e ora possiamo rendere il favore che ci hanno fatto, o almeno che Roby ci ha fatto! - poi ridendo sotto i baffi aggiunge - Anche se mi ha poi portato via la figlia! ... Per me si può fare! Sarà come fare n test per capire con chi abbiamo a che fare!"
"E per evitare traumi o sconvolgimenti mondiali si può, invece di arrivare con astronavi e altro, semplicemente presentarci ai loro politici con un nostro rappresentante e basta. - dice Ledo - Così da discutere la cosa con chi conta e fare poco baccano! ... Mi piace l'idea! ... C'è solo una cosa prima. Vorrei essere assolutamente sicuro che questo intervento è davvero indispensabile. Non c'è speranza che i terrestri se la cavino da soli?"
Rieka va ad una consolle e pigia alcuni tasti e poi dice: "Vi spedisco i dati che ho fatto raccogliere dalla mia nave sul problema e i mezzi che hanno i terrestri per bloccare la centrale. Come vedete il problema è irreversibile. La cupola è in iperattività a causa dell'eccessivo sfruttamento. In queste condizioni cederà fra venticinque massimo trenta giorni a causa della mancanza di refrigerazione. I tubi dell'acqua inglobati salteranno e ... bum! I terrestri non hanno neanche lontanamente una tecnologia in grado di fermare una reazione nucleare se non quella di lasciarla terminare in modo, diciamo, naturale."
"Non hanno ancora il concetto di smorzamento atomico?" chiede Ceso.
"No, per niente. - risponde la figlia - Quindi non riusciranno mai ad evitare l'esplosione: non hanno scampo. O interveniamo o quelli che sono i dati che vi ho mandato saranno realtà."
Akileo del comitato tira le conclusioni.
"Estinzione di tutti i terrestri nell'arco di circa sette, dieci anni. E non c'è speranza in quanto non hanno neanche una medicina genetica che possa combattere le radiazioni deboli o residue. Un disastro davvero! La terra morirà immancabilmente! Si, milioni di morti subito e poi l'estinzione della razza umana!"
Non essendoci molto altro da dire Ceso arriva alla conclusione.
"Direi che questa riunione è stata molto proficua. I dati e le idee da valutare le abbiamo. Ora sappiamo come muoverci, ci scolleghiamo un poco per delineare le condizioni di intervento. Grazie ragazzi, a fra poco."
"Ciao papà. A dopo. - dice Rieka poco prima che lo schermo si spenga. Poi guarda Rossana, che non ha mosso ancora un dito sulla sua sedia, e le dice - Allora Rosi che te ne pare?"
Rossana a fatica riesce a rispondere: è allibita!
"Incredibile! Davvero incredibile! ... Non so se riuscirò mai ad adattarmi a tutto questo. Rieka ma questa astronave è tua?"
Rieka, allargando le braccia: "Si, un regalino di papà. Può averne una anche suo figlio, sa?"
Rossana è quasi allo svenimento: "Una astronave nostra? Mi sembra così pazzesco! Come faccio ad abituarmi al fatto che in casa mia ospito una principessa dello spazio, bella, simpatica e che ha parcheggiato la sua astronave in orbita attorno alla terra. E poi, come non bastasse, mio figlio si è fidanzato con lei! Mi sembra di essermi ammattita! Starò mica sognando tutto?"
Roby e Rieka se la ridono. Poi si avvicinano alla donna e il figlio con un tono molto affettuoso le dice: "Credimi mamma, questo è niente! Quando vedrai il loro pianeta, allora si che rimarrai stupita! È una meraviglia di pace, colori, di verde e di fiori: un paradiso!"
Rieka prende spunto dal discorso e prende un palmare.
"Intanto che aspettiamo puoi dare un'occhiata a queste foto. Sono proprio del mio pianeta... - e allunga a Rossana uno spin, così si chiama questo palmare che è un po' come l'album fotografico di famiglia e che altro non è che uno schermo molto sottile quadrato di una ventina di centimetri per lato - Premendo qui - spiega indicando un punto dello schermo - le foto vanno avanti e qui tornano indietro."
"Grazie le guardo volentieri. ... Beh, anche loro hanno i tablet ..." dice Rossana cominciando a guardare le foto.
Passa ancora un po' di tempo e da Arcadia il comitato si ricollega con l'astronave di Rieka.
"Allora ragazzi. Abbiamo deciso! - dice sorridente Ceso - L'intervento si farà, ma ovviamente ad alcune condizioni."
Ceso fa una pausa, un profondo sospiro e poi comincia la spiegazione.
"Allora, primo: un nostro rappresentante, e abbiamo scelto che sarà Rieka, contatterà chi comanda o quelli che sono i capi politici principali della terra. Dovrà contattarli tutti insieme o la grande maggioranza e si darà loro solo una singola opportunità di scelta. Faremo capire chi siamo solo a loro e sempre solo a loro diremo le nostre intenzioni. In questa prima fase, solo i capi di stato devono essere contattati. Infatti vogliamo che se questi terrestri non accetteranno la proposta, di noi non rimanga nessuna traccia o prova concreta sulla terra. Quindi: niente foto ed evitate le registrazioni video di controllo. Un buon campo di smorzamento farà il caso vostro. Fra le condizioni da dettare, che stiamo scaricando nel vostro computer, ci saranno queste ed incondizionate. Possibilità per Rieka di rimanere indisturbata sulla Terra. Cioè: non deve divenire per nessun motivo oggetto di studi, esperimenti o esami di nessun genere. Poi, niente domande sul nostro mondo. Non ci sarà nessuna fraternizzazione ulteriore fra le nostre specie fino a che i tempi non siano più maturi o che l'umanità non avrà dimostrato una morale di vita migliore di quella attuale. Se i governanti della terra accetteranno, questo farà partire la seconda fase: saranno ora tutte le persone del mondo a decidere se vogliono il nostro intervento o meno. Un sistema può essere quello di fare un sondaggio mondiale, cosa che possono fare benissimo. Oppure ... o beh, fate voi. Se una buona maggioranza dei terrestri deciderà per l'intervento, solo allora ci sarà il contatto ufficiale con il vostro pianeta. Comunque non ci deve essere nessuna richiesta della nostra tecnologia di nessun genere, neppure medica. Infatti anche questa potrebbe essere usata male se finisse in cattive mani. Non ci deve essere nessun atto violento contro di noi o contro la nostra ambasciatrice, né contro le navi, i mezzi o il personale che verrà a svolgere il lavoro per tentare di impossessarsi di tecnologia o altro, questo sarà ritenuto un atto di aggressione e noi ce ne andremo subito. Per specificare: se qualche esaltato farà una stupidaggine, non la considereremo un'aggressione ma se l'attacco viene da una fazione politica o uno stato, i terrestri dovranno scordarsi il nostro aiuto. In poche parole, noi veniamo, mettiamo a posto la centrale guasta e ce ne andiamo. È solo uno speciale favore. Che ne dite?"
"Penso sia meglio di niente, a me va più che bene. Rieka tu che dici?" dice Roby comprendendo che non c'è poi molta scelta.
Rieka si adegua: "Se va bene a te, anche a me va benissimo."
Roby, comunque un po' sconsolato, replica stringendosi fra le spalle: "L'importante è salvare le persone. Non rimane che fare un salto niente meno che alle nazioni unite. Solo lì ci sono tutti i capi mondiali o i loro rappresentanti con cui parlare della cosa. Che facciamo? Ci facciamo tele trasferire la?"
Ceso interviene: "No. Non conosciamo come reagiranno quegli orgogliosi capi di stato ad una cosa del genere. Potrebbero reagire in modo violento e pericoloso. Andate la con mezzi normali, non dovete dare addito a sospetti o fare vedere di cosa è capace la nostra tecnologia. Inoltre se le condizioni non venissero accettate, come ho paura, non ci deve essere prova filmata che degli alieni sono stati sulla terra. Se non ci vogliono non sono neppure pronti per sapere! Quindi che Rieka non è una terrestre lo direte solo se riuscirete a parlare con i capi di stato. Altrimenti, ripeto, non si deve sapere che un alieno è stato sulla terra! Tu Roby ti potresti ritrovare a dovere lasciare la terra per sempre e chiunque ti conosca rischierebbe grosso!"
"Capisco. Troveremo un metodo." Dice Rieka in tono decisamente interrogativo.
"Io un'idea già ce l'avrei. Poi ti spiego. Ci sentiamo! A presto, Ceso." Dice invece Roby stranamente convinto.
"Ciao papà! Ti terremo informato." Conclude Rieka ancora di più interrogandosi, ma ora su cosa stia passando per la mente del fidanzato.
Roby ha una strana fretta.
"Trasferiamoci sulla terra, dobbiamo riuscire ad andare all'ONU. E per farlo c'è solo un metodo."
Rossana, ora che la conferenza è chiusa dice al figlio: "Ma ti senti? Come pensi di riuscirci ad avvicinarti ad un posto come quello? Non so se ti rendi conto, ma parli delle Nazioni Unite! Il posto più blindato e protetto del mondo! Non vai lì e suoni il campanello chiedendo di vedere il presidente!"
"Hai perfettamente ragione, mamma, ma un modo per arrivare lì c'è! - dice un Roby convinto e con lo sguardo tipico di chi sta pensando freneticamente - Al telegiornale hanno finalmente ammesso che la situazione è disperata e che non hanno la ben che minima idea di come risolvere la questione. Così hanno istituito un numero verde e un sito Internet a cui ci si può rivolgere se qualcuno conosce una tecnologia o un metodo che possa aiutare a spegnere quell'affare. Telefonando lì dovremmo venire contattati dal centro di crisi e di lì vedremo."
Rieka capisce al volo e, spingendo il fidanzato, gli ordina: "Bravo! Sbrigati!"
I tre si tele trasferiscono di nuovo a casa dove il telefono sta suonando. Rossana va a rispondere. Sono le sue amiche che, come praticamente tutto il mondo, sono disperate dalle ultime notizie: una soluzione non si trova, e quello che era stato detto in TV il giorno prima, su un probabile piano già in atto per risolvere la crisi, sembra essere una burla. Inoltre viene ribadito che è stato messo a disposizione un sito Internet ed un numero verde per tutti coloro che possono avere una soluzione al problema. Il call-center è intasato di telefonate che arrivano da ogni dove, ma purtroppo molte sono stupidaggini che fanno solo perdere tempo. Ci sono anche delle idee di diversi ricercatori, ma non attualizzabili in così poco tempo. Roby appena la mamma finisce con le amiche e lascia libero il telefono, prende al volo la cornetta e telefona al numero verde dove, dopo una lunga attesa, prende la comunicazione, lascia i suoi dati e telefono. Poi si spaccia per un importante scienziato e spiega in poche parole la sua soluzione al problema.
"La soluzione sta nell'inibizione nucleare che è allo studio presso il nostro laboratorio in Italia. Smorza la reazione atomica spegnendola come fa un estintore fa con le fiamme. - dice al telefono - Di più non posso dirvi in quanto si tratta di esperimenti molto segreti. Contattatemi al numero che vi ho lasciato se volete ulteriori informazioni. - messo giù il telefono sospira - Ora non ci resta che sperare che ci chiamino presto, altrimenti dovremo cambiare tattica."
"Vedrai che funzionerà, ne sono sicura." Dice speranzosa Rieka.
"Lo spero anch'io. Spero che il tuo messaggio venga preso seriamente!" Dice Rossana sospirando.
Così sembra essere. Al call - center creato per l'emergenza, diverse decine di persone ascoltano e smistano le chiamate quasi in tempo reale. Anche lì regna un certo pessimismo a causa della notevole quantità di persone che continuano ad intasare il servizio per dire tutto ciò che di inutile la mente umana può produrre, e insultare chi questo chi quello. Solo pochissimi consigli arrivano e di questi se ne tiene conto, ma sono teorie da sperimentare che richiedono tempo, tempo ormai fuggito dal futuro dell'umanità.
Dopo circa due ore dalla telefonata di Roby, tocca alla sua affermazione essere ascoltata. Il centralinista nel sentirla la blocca in memoria, dato che tutto veniva salvato in forma digitale, e avvisa subito il responsabile che valuta le varie proposte apparentemente valide.
"Non dice molto, - ragiona il responsabile - ma la telefonata sembra seria e il tipo convinto. Direi che conviene comunque richiamarlo e vedere di che si tratta. Se i dati personali sono reali, probabilmente non è un altro burlone dell'ultima ora!"
Immediatamente il responsabile si fa passare i dati e compone il numero di telefono lasciato da Roby.
Roby al sentire il telefono suonare si precipita e risponde con notevole apprensione.
"Pronto? Sono Roby!"
"Buongiorno. Mi chiamo Carlo. - dice l'uomo - Sono il responsabile dello smistamento delle chiamate del call-center italiano di emergenza. Abbiamo sentito la sua chiamata e volevamo saperne di più. Ci ha detto davvero poco nel suo messaggio. Lei può ... davvero spegnere la centrale?"
Roby esplode di gioia e comincia a gesticolare freneticamente, indicando il telefono e sussurrando alle due donne che lo guardano un po' allibite.
"Sono loro! Sono loro! - sussurra, poi si ricompone e con tono serio - Si, sono io che ho telefonato e direi che ho quello che serve per risolvere il vostro problema. Il metodo è applicabile alla situazione e non necessita di sperimentazione: è già funzionante!"
"Sicuro che quello di cui parla sia reale e fattibile? - dice Carlo che fa fatica a credere alla cosa - Non è veramente il caso che stiamo qui a perdere tempo con esperimenti inutili. Chiediamo serietà e responsabilità, parliamo di miliardi di vite. Senza offesa, ma sa, qua ci arriva un po' di tutto."
Roby, anche se al telefono si ricompone e fa un tono di voce ancora più serio.
"Capisco benissimo. Sono più che serio! Lei mi dica dove ci possiamo trovare che le faccio vedere come funziona la cosa."
Carlo non crede alle sue orecchie e fa segni ai suoi inservienti per attirare la loro attenzione. Intanto conclude la telefonata.
"D'accordo. Allora lei non si muova da casa, al più presto, molto presto riceverà nostre istruzioni. Arrivederci!"
"Arrivederci allora."
Roby chiude la telefonata e immediatamente Rieka e la mamma lo tempestano di domande.
"Allora che hanno detto? Allora dicci tutto! Sono interessati? Che dobbiamo fare adesso?"
Roby lascia i panni dello scienziato serioso e torna euforico.
"Hanno detto che hanno preso seriamente la cosa e vogliono saperne di più. - racconta - Dobbiamo rimanere a casa e attendere che si facciano vivi. Forse verranno qui!"
Rossana, da brava mamma e padrona di casa, è subito preoccupata: non bastava avere come ospite una principessa aliena, adesso anche persone dei servizi di stato.
"Ma io non ho niente per gli ospiti! - lamenta - Senti Rieka, visto che spero di avere un po' di tempo, io devo fare un po' di compre, vieni con me? Almeno da avere qualcosa da mangiare! Sai se no che figura!"
"Andate al negozio e prendete qualche pasticcino. Fate presto! Se vengono Rieka deve essere qui."
Rieka si prepara per potere uscire in incognito e sprona: "Allora sbrighiamoci, che ci vuole un po' di tempo per andare e tornare, qui non abbiamo mica la Jecod da spostarci!"
"La ge ... cosa? Che diavoleria è?" chiede Rossana.
Rieka, prendendo la semi suocera sottobraccio e portandola all'uscita, si spiega.
"È un veicolo del nostro pianeta, molto ... veloce..."
Rossana non manca di fare la mamma: "Non è che vi ammazzate a guidare quei cosi? Non voglio mica venire al vostro funerale!"
Rieka sorride uscendo di casa e chiudendo la porta.
"Non ti preoccupare. Sono sicuri al cento per cento, pensa che è addirittura impossibile farsi male."
Le due donne di corsa vanno a fare la spesa. Il pensare che sulla terra praticamente sono le uniche tre persone tranquille non è cosa da poco. E nel tragitto è di questo che si parla, osservando anche la molta gente che è in giro e alcuni che sono visibilmente turbati. Si accavallano inoltre molte notizie di tante persone che, avendo ceduto allo stress, al panico o a quello che può scatenare la paura di dover perdere la vita, cominciano a fare cose folli. C'è infatti un nutrito pattugliamento della polizia, aiutata dall'esercito, un po' dappertutto per tenere sotto controllo la città.
"La situazione giorno dopo giorno sono convinta che peggiorerà. L'angoscia dovuta al pensiero della probabile estinzione della nostra razza demolirà la resistenza di molti nel mondo." esclama ad un certo punto Rossana vedendo un gruppo di persone vicine a delle auto cariche di valige fra le quali alcune in lacrime.
"Per questo penso che si debba fare qualche cosa, anche se non invasivo, per la storia di questo pianeta. Penso che il consiglio abbia preso la decisione più equilibrata in merito. - dice fiduciosa Rieka - Anche se arrivare ai grandi capi di governo con le regole che ci hanno imposto non sarà affatto facile."
Fatte le compere, le due donne con tanto di sporte colme di ogni bontà culinaria arrivano vicino a casa e, mentre percorrono gli ultimi metri della strada, notano parcheggiato in seconda fila davanti al loro ingresso un grosso monovolume nero con, a parte il parabrezza, tutti i vetri scuri. Ovviamente il dubbio alle due donne viene subito fuori. Rieka si mette in comunicazione con Roby e gli parla dell'auto sospetta. Roby guarda di nascosto da dietro la finestra rimanendo in contatto con Rieka.
"Quelli cercano noi!" dice con un tono preoccupato.
Rieka sarcastica: "Ma va la? E come fai a capirlo?"
Roby scende le scale, percorre lentamente il vialetto del condominio arrivando al cancello guardando il fianco della misteriosa vettura. Niente si muove: apparentemente e molto stranamente l'auto sembra essere vuota. Rieka e Rossana invece aggirano da dietro l'auto e raggiungono Roby fermo sul cancello a 4, 5 metri dal misterioso veicolo, ma nessuno ha il coraggio di avvicinarsi ulteriormente. Fanno per girarsi e tornare nel condominio, quando ecco due uomini che, venendo dall'ingresso del palazzo, cominciano ad avvicinarsi ai tre. L'aspetto è tutt'altro che rassicurante essendo vestiti tutti di nero e con occhiali scuri. La corporatura alta, robusta e le facce serie completano il quadro. Le due donne rimangono immobili. Roby invece, immaginando che difficilmente vogliano fare del male a chi dice di potere salvare il mondo, gli va incontro.
"Buongiorno! Cercavate qualcuno?" dice porgendogli la mano.
Arrivati dai tre, uno degli uomini si toglie gli occhiali e si presenta.
"Scusateci, stiamo cercando il signor Roby de Nerio, lo conoscete?" dice molto freddamente il tipo.
Roby allungando nuovamente la mano in modo amichevole di presenta.
"Sono io, - poi completa le presentazioni - lei è mia madre Rossana e lei la mia fidanzata Rieka. Siete qui per la telefonata?"
L'uomo nonostante l'apparenza bruta, risponde ora con tono comunque gentile e pacato.
"Esatto. Ci scusiamo ma vorremo parlare in privato... Questione di sicurezza..."
"Va bene. - dice tranquillamente Roby indicando l'ingresso della palazzina - Andiamo subito in casa, parleremo della cosa in modo certamente migliore."
Arrivati sulla porta del condominio lasciata aperta dai due misteriosi uomini, la portiera laterale del monovolume si apre bruscamente mettendo un po' di paura ai tre.
"Non vi preoccupate! - rassicura subito un uomo in camicia a maniche corte con fare scherzoso che scende dall'auto - Purtroppo dobbiamo stare dalla parte del sicuro in un momento come questo. - Poi avvicinandosi a grandi passi con la mano destra tesa in avanti, va a stringere quella di Roby e si presenta - Io sono il dottor Daniele Conti, addetto alla verifica delle segnalazioni che ci pervengono."
"Io sono ‘quello' che ha fatto la segnalazione. - risponde Roby stringendo intimorito quella mano - Comunque lei già sa chi sono io, questa invece è Rossana mia madre e Rieka la mia fidanzata. Mi chiedo come mai questa cautela, come mai gira con le guardie del corpo?"
Daniele, sempre sorridendo: "In casa ragazzi, presto, ne parliamo in casa."
"Ok, in casa ok." Dice Roby facendo strada.
E così i sei: Roby, Rieka, Rossana, due guardie del corpo e il dottore, entrano in casa. Roby si chiede dove potessero essere quei due quando ha sceso le scale, infatti non li aveva visti, ma non fa domande e si tiene la cosa per sé. Rossana subito fa, anche se titubante, gli onori di casa.
"Non ho molto ma abbiamo appena fatto un po' di spesa... cosa vi posso offrire?"
Il sempre sorridente, Daniele risponde: "Non si preoccupi signora dei convenevoli, noi siamo qui perché sembra che siate voi a doverci dare qualche cosa. Giusto Roby?"
"Vi faccio un po' di tea, va bene?" insiste la donna.
"Si, signora, va benissimo. - risponde Daniele, che però è impaziente - Ma ora veniamo a noi. Allora, tu ci hai detto che sei uno scienziato e ci dici che hai una soluzione al problema atomico, vero?"
"Così è, - dice Roby che però non si aspettava certi metodi - ma continuo a chiedermi perché questo sistema da servizio segreto?"
"Vedi, - spiega il dottore - in quel numero verde ci sono state montagne di minacce da molti fuori di testa, fanatici e via dicendo, che vorrebbero impedirci di trovare una soluzione al disastro, pensando che quello che succede sia la giusta punizione all'umanità peccatrice o giù di li. Un mio collega controllando un'altra segnalazione considerata affidabile è stato aggredito. Se non fosse stato per le guardie del corpo... Da allora agiamo protetti anche dai servizi segreti. Ma, torniamo a noi. Dunque, sono qui per vedere se la cosa merita di essere presa in considerazione o no. Allora tu parlavi di uno strano ‘smorzamento atomico'. Mai sentito! Di che si tratta?"
"Come vi ho accennato, è una cosa segreta perché se questa tecnologia finisce in mani sbagliate può essere davvero molto pericolosa." Dice Roby.
"Sia! - dice Daniele incuriosito - Ma cos'hai in mano da farci vedere? Una formula, un esperimento, un filmato. Non posso andare dai miei capi a dire che tu mi hai promesso che la tua idea funziona, giusto?"
"Giusto. Solo che se io vi dico la formula o la tecnologia, poi voi potrete usarla come vi pare. E non mi è nuovo che tutto passa dallo studio scientifico al sistema militare. Vero?" risponde Roby cercando di portare l'uomo al ragionamento che lui vuole.
"Vero. Può essere vero. Ma solo per questo tu non ci vuoi dire nulla e condannare tutta l'umanità?" dice con tono ora severo il dottore.
"Ovvio che no, altrimenti non avrei telefonato, giusto? - dice Roby alzandosi in piedi - Allora, io vado un attimo di la in cucina con la mia fidanzata, e poi le daremo la prova che le serve. - poi prendendo la mano di Rieka - Vieni di la un attimo."
Daniele, una volta che i due sono andati in cucina, chiede a Rossana: "Suo figlio e la fidanzata cosa sono, ricercatori?"
Rossana porgendo il tea appena fatto, regge la copertura del figlio: "Diciamo di si: ricercatori. Girano ... davvero dappertutto!"
Intanto in cucina Roby comunica con il computer della Revan, e si accorda con Rieka sul da farsi.
"Senti, - le spiega - mentre eravate fuori a comprare il cibo, ho fatto preparare al computer un finto filmato con noi due che facciamo l'esperimento di spegnimento nel nostro laboratorio. Penso sia l'elemento perfetto per convincerli che siamo seri!"
Roby poi chiama subito il computer che sul delan fa vedere le prime scene del filmato a Rieka, che esclama: "Ok. Perfetto! Ti sei fatto riprodurre vestito come un vero scienziato terrestre ... anch'io ... Bello! È fatto in modo che sia a prova di bomba?"
Il computer si offende ed è lui a rispondere: "Scettica! Non lo capirei neppure io che l'ho fatto!"
"Benissimo! - esclama Roby - Torniamo di la a dare la notizia."
Tornati in salotto, Roby, mentre si risiede sulla poltrona, guarda il dottore, appoggia il ‘cellulare' di Rieka sul tavolino di fianco al cabaret del tea e, sorridendo: Abbiamo scaricato un filmato. Voglio che lo guardi attentamente."
"Ti rendi conto, immagino, di cosa ci sia in ballo. - dice Daniele molto seriamente - Ripeto: immagino sia tutto vero e affidabile. Perché io di esperimenti segreti di questo tipo non ne so nulla. Ed è molto strano questo. Sicuro di quello che dici?"
"La cosa non mi stupisce affatto - dice Rieka che coglie la palla al balzo per convincere i tipi - La cosa è talmente segreta che gli unici che sanno siamo noi due, un capo di stato con il suo staff e basta. Circa cinque persone in tutto. Quindi, vi facciamo il filmino e dopo noi dobbiamo parlare direttamente con lui."
"Sono nei servizi segreti, io, e non so nulla di voi o di queste cose, ma chi siete?..."
Lo stupore del dottore viene interrotto e anche aumentato dal computer sul tavolino che si mette a parlare.
"Filmato scaricato! Pronto per la visione."
"Ehi, questo computer lo voglio anch'io: comandi vocali delle operazioni, è una forza." Esclama Daniele appassionato di palmari e computer ultima generazione.
"È ovviamente tutta roba segreta, e questo computer è compreso. Vedrò cosa posso fare. - dice Roby cominciando a giocare in quella situazione - Allora, guardiamo il filmato?"
"Certo! Vediamo se lei sarà il salvatore dell'umanità o no!" dice Daniele che non aspettava altro.
Roby collega il cellulare al suo notebook e fa partire il filmato che tutti guardano con un interesse unico. Il computer nel creare dal nulla questo filmato ha fatto un capolavoro. Roby, in computer grafica è venuto perfetto. Ed è questo "clone" che inizia la presentazione del filmato.
"Buongiorno, stiamo per fare una scoperta sensazionale, sperimentando quello che noi abbiamo chiamato ‘Smorzamento atomico'. Questo sistema può bloccare all'istante una reazione nucleare ed eliminare le radiazioni residue in solo venticinque secondi, indipendentemente dalle dimensioni della reazione che si vuole bloccare."
Viene poi inquadrato un laboratorio dove, come viene spiegato da un secondo inserviente, è stato costruito un reattore nucleare di piccole dimensioni per la simulazione: occupa ‘solo' una decina di metri quadrati. Ovviamente è tutto finto!
Roby, o almeno il suo clone elettronico, riprende la spiegazione.
"Allora, questo mini reattore è già avviato e, simulando un problema, si è già provveduto a togliere il combustibile. Ma, come sappiamo, in questi nuovi modelli lo spegnimento avviene in almeno trenta giorni con il metodo rapido. Ora noi attiveremo questo macchinario che non fa altro che emettere una radiazione in contrapposizione a quella esistente. La possiamo sparare dentro il reattore proprio da uno dei condotti di alimentazione. Ora vediamo l'effetto."
Nel filmato che ha catturato l'attenzione di tutti, ora si vedono i due, Roby e l'inserviente, che montano l'apparecchiatura per lo spegnimento del reattore. Roby continua la spiegazione indicando una finestrella dalla quale si vede ancora attiva la combustione nel reattore: una forte luce bluastra. Poi la spiegazione continua.
"Come vedete qui all'interno del reattore la reazione è ancora molto attiva. Inoltre, - e indica due apparecchietti a lancetta - questi sono contatori geiger. Questo ai massimi livelli è collegato all'interno del reattore. Questo che segna zero con l'ambiente esterno. Ora attiveremo lo smorzatore."
Il video continua con l'inserviente che inizia ad attivare il macchinario che comincia ad emettere un suono sordo e, stupore di tutti, di li a pochi secondi la reazione ha i suoi effetti. Da quella piccola finestrella la luce azzurra diventa lentamente più bianca, poi rossa e poi non si vede più nulla: la finestrella è diventata buia, nera. Il contatore geiger comincia a segnare un valore sempre più basso e ora segna zero. Il reattore si è spento e le radiazioni sparite.
Daniele vedendo come ha funzionato l'apparecchiatura scatta in piedi,fissa Roby e indica il video.
"Ma questo è vero? O un abile montaggio. Se questa cosa funziona possiamo avere qualche speranza di sopravvivere! Datemi quell'apparecchiatura che la testiamo subito! Non abbiamo tempo da perdere!"
Roby diventa subito triste e abbassa la testa.
"Ecco... vede ... qui c'è il problema. Io ho bisogno che questa mia scoperta, come dicevo prima, non cada in mano a nessuno. È davvero troppo pericolosa. I test hanno rivelato che questo aggeggio può essere trasformato in un'arma micidiale. Troppo micidiale."
"Ma allora cosa intendi fare? Lasciarci morire tutti? - dice Daniele, ora vistosamente nervoso, al giovane - Ditemi chi è il politico o il presidente implicato in queste ricerche che ci penso io a parlare con lui!"
Rieka interviene bruscamente.
"No! Non ci siamo fidati neppure di lui. Abbiamo molto timore proprio per la pericolosità della cosa. Solo noi qui riuniti sappiamo della scoperta. Noi così abbiamo pensato ad un'altra soluzione. Dato che il consiglio delle nazioni unite è riunito in modo permanente per questa situazione di crisi, noi vorremo presentare la cosa lì. Consegneremo lo schema del macchinario a tutti i capi di stato con le specifiche di cosa fare in caso qualcuno lo voglia usare come arma. Creeremo così un equilibrio come quando alcuni decenni fa esisteva la guerra fredda: tutti avranno l'arma e tutti avranno modo di difendersi. È un po' complicato, ma di certo è il sistema più sicuro per tutti. Nessuno avrà la supremazia quindi nessun pericolo di guerra nucleare su vasta scala. Questi sono i patti! Noi non vogliamo la responsabilità di dare ad una nazione la supremazia bellica su tutte le altre."
Daniele se la ride, ma la sua risata trasuda un profondo nervosismo.
"Voi non ci siete mica tutti. Andare alle nazioni unite? Due mocciosi come voi? Ma lì non ci si va mica così come si entra in un ufficio pubblico! Non mi chiedete mica di portarvi alla posta! È probabile che neanche credano che tutto questo sia vero, vista la vostra renitenza. Se mi date il macchinario ci penserò io a tutto, promesso! Farò esattamente come dite!"
Roby con fare serio si alza, collega il computer con un altro apparecchio che, dopo pochi secondi, fa uscire da una sottile fessura un dischetto cd.
"Non esiste proprio! Allora, facciamo così: questo è il DVD dell'esperimento ed è suo. - dice porgendolo a Daniele - Controllatelo, esaminatelo, pensateci su, poi fateci sapere. Noi abbiamo detto come si può salvare il mondo! Ora la palla la passo a voi."
Daniele è risentito e si innervosisce ulteriormente sentendosi con le mani legate.
"Avrete presto mie notizie. Ma se la cosa non passa, io quel marchingegno ve lo faccio tirare fuori con la forza. La Terra non può essere distrutta per una tale stupidaggine!"
Rieka non è tipa da farsi minacciare facilmente, sa di avere le spalle ben protette.
"Se ci capita qualche cosa, si ricordi che nessun altro possiede questa tecnologia! Faccia quindi del suo meglio. Contiamo su di lei, anzi: il mondo conta su di lei." e gli stringe forte la mano.
Daniele non replica, prende il disco e poi i tre uomini salutano, ringraziano, ed escono tutti insieme. Mentre scendono le scale una guardia sorride, guarda l'altra e poi, scherzando, da una gomitata al dottore e gli dice.
"Ehi, dottore, come mai sei diventato tutto rosso quando la schiantona dai capelli viola ti si è avvicinata? Come dottore lei deve essere impassibile, no?"
"Io sarò diventato tutto rosso, - dice sarcastico il dottore - ma intanto a me mi ha stretto la mano, a voi non vi ha neppure toccato. Sarete mica invidiosi? - e sogghigna divertito - Ora vediamo di salvare il mondo anche dalle mani di questi due ‘scienziati pazzi'."
Daniele telefona subito ai suoi ‘capi' che a fatica credono alla cosa. D'altronde un filmato può essere contraffatto e così di li a un paio d'ore il filmato viene controllato in un luogo segreto. Il risultato testimonia che tutto è regolare: è un filmato non contraffatto, completamente originale, almeno per loro. Così comincia a muoversi con rapidità la macchina dei servizi segreti per portare i due davanti al consiglio dell'ONU, come avevano richiesto, ma ... con alcune modifiche. Ovviamente programmare un incontro del genere non è facile, però vista la posta in gioco gli ingranaggi girano comunque più velocemente del normale. Soprattutto quando entrano in ballo i servizi segreti americani ...
Nel frattempo, a casa sua, Roby e gli altri sono nervosi non sapendo cosa stia succedendo. Rieka, più abituata ad avere a che fare con situazioni del genere cerca di tranquillizzare Rossana e il fidanzato.
"Forza! Se non funziona così, useremo un altro metodo. Con la tecnologia di cui disponiamo possiamo risolvere il problema in mille modi."
"Il consiglio della coalizione ci ha tagliato molti dei mille modi in cui possiamo usare la tecnologia. - dice sconsolato Roby - Non dobbiamo lasciare traccia di te, com'è possibile? ... Vedremo! Ora quello che mi preoccupa è la baraonda che si scatenerà dietro di noi sapendo che abbiamo la tecnologia per salvare il mondo e dopo tenerti nascosta sarà sempre più difficile. Speriamo vada tutto per il meglio!"
Dato che gli ospiti sono andati via molto prima del previsto e quasi tutta la spesa fatta da Rossana è rimasta in frigorifero, la mamma e quasi suocera, visto che devono attendere notizie dal ‘dottore', si adopera per ammazzare il tempo cucinando qualche prelibatezza. Roby e Rieka poi nel pomeriggio ne approfittano per tornare sulla Revan e delineare le tattiche utili da adottare quando saranno, addirittura, davanti ai capi di stato di tutto il mondo.
A dire il vero, ai due sembra che da come si sono messe le cose la soluzione al problema sembra abbastanza facile anche se tutto dipende da quello che deciderà Daniele. Ma la decisione che deve prendere quell'uomo è abbastanza forzata: sono Roby e Rieka ad avere il coltello dalla parte del manico!
Passa presto tutto il giorno. Del ‘dottore' ancora nessuna notizia ancora. Così, dopo cena, Rossana e Rieka ne approfittano per studiare e ripassare tutto il piano per non fare gaffe tragiche. Rossana osservando la giovane aliena, è particolarmente colpita da come quella ragazza, visto chi sia realmente, si comporti esattamente come una ragazza di vent'anni come le altre: senza credersela o fare pesare la sua posizione il fatto che ha una cultura molto più avanzata ecc.
Anche se la nottata passata praticamente in bianco, sembra eterna nel suo lento trascorre dei minuti, la risposta alla loro richiesta arriva presto, la mattina presto. Poco dopo l'alba un monovolume simile a quello del giorno prima, ma più grande, arriva a notevole velocità davanti all'abitazione. Scendono due energumeni che suonano a casa di Roby.
"Cerchiamo Roby, siamo della sicurezza internazionale." dicono al citofono.
Rossana, che ha risposto, apre la porta e attende che i due salgano. Appena arrivano alla porta non entrano, ma con modi un po' rudi intimano alla donna: "Scusi, ma non c'è tempo. Roby deve subito venire con noi. Scusi, ma subito!"
Rossana non capisce quei modi bruschi.
"Si, ma ... un attimo. Dovreste spiegarci cosa dobbiamo fare e dove ci portate!"
L'energumeno, senza tropo scomporsi, replica: "Deve venire solo Roby e la sua collega. Nessun altro. E non posso dare altre spiegazioni. - in quel momento Roby raggiunge la madre sulla porta, così il tipo chiede subito - È lei il signor De Nerio Roby?"
"Si, sono io, - dice lui timidamente - ma che è questa fretta e questi modi?"
L'energumeno non spiega nulla: "Ci segua subito con la sua collega, non possiamo aspettare ancora. Penseremo a tutto noi."
Roby non può fare altro che accondiscendere: "Rieka! - chiama voltandosi indietro - Ci sono venuti a prendere e hanno una gran fretta. Andiamo. - poi rivolgendosi all'uomo chiede - Ma, prima almeno voglio sapere dove ci portate."
L'energumeno non cede: "No! Questione di sicurezza. Se vi rapissero, meno sapete meglio è. Le posso dire solo che viaggeremo in aereo."
Arriva Rieka: "Ma che succede? Chi sono questi? Come mai tanta fretta?"
L'energumeno vuole andare via subito: "A quanto pare voi dovete salvare il mondo, e per una cosa del genere non bisogna certo perdere tempo. Via, presto! Vi ripeto che penseremo a tutto noi!"
Roby si rivolge a Rieka: "Facciamo le valige, dai."
L'energumeno sbotta e fa chiaramente capire che i due non avevano capito bene: dovevano andare con lui e subito! Il tipo lo fa prendendo il ragazzo per un braccio e trascinandolo fuori di casa. A sua volta Roby prende per un braccio Rieka che, suo malgrado, segue così il fidanzato. A malapena i due arrivano a salutare Rossana che si sta preoccupando non poco vista la scena, ma non può fare niente.
Roby, mentre segue l'uomo, riesce di soppiatto a chiedere a Rieka parlandogli in un orecchio: "Hai tutto in caso le cose vadano male?"
"Si, tranquillo, il computer ci controlla a ciclo continuo." Risponde lei facendo vedere quella che sembra una grossa borchia della cintura.
Roby sospira: "Ora sono più tranquillo."
I due, una volta in strada, vengono caricati non proprio gentilmente sulla macchina che parte a tutta velocità verso chissà dove. Rieka vorrebbe anche scaricare una bella dose di plasma su una delle guardie che ha approfittato mentre la spingeva nell'auto, per allungare una mano nelle parti basse della schiena, ma ovviamente non può.
L'ambiente, dentro l'auto, non è di certo allegro. Gli interni della vettura sono tutti neri e anche tutti i vetri sono molto scuri. La macchina ha tre file di sedili, essendo una sette posti: due sedili davanti e in fondo, tre invece nella fila centrale. Roby e Rieka sono stati messi nella fila centrale. I due gorilla si sono piazzati dietro, davanti oltre al guidatore c'è un altro uomo, più esile, con occhiali scuri. Questo tace: né si identifica né tantomeno si gira per farsi vedere.
Roby e Rieka si guardano a vicenda intimoriti. Hanno seguito quei burberi per vedere se veramente li porteranno dove Daniele aveva promesso. Ma la situazione non è certo rilassante o tranquilla. Nel silenzio di quell'abitacolo, disturbato solo dal rumore dello scorrere veloce della strada, Roby si fa coraggio e cerca di fare qualche domanda per capire che sta succedendo.
"Scusate, visto che noi stiamo cercando di salvarvi da una catastrofe, ci volete spiegare perché tutto questo mistero e questi metodi?"
"Sicurezza. - risponde l'uomo misterioso seduto di fianco al guidatore - Come avete detto voi, quello che sapete è ad alto rischio, quindi dobbiamo trattare la cosa con il giusto metodo. Molti potrebbero essere interessati a scoperte a livello atomico, e non è detto che altri sappiano già della cosa. Non vi potete immaginare cosa gira dietro a queste storie!"
"Ma almeno possiamo sapere dove ci portate? Vogliamo rassicurare anche i nostri parenti!" dice Rieka.
"Allora, vi spiego il programma. Adesso andiamo in aeroporto. - continua il misterioso individuo parlano senza però girarsi e quindi rimanendo ancora del tutto anonimo - Lì c'è un jet privato che ci aspetta e ci porterà in America. Arrivo previsto: fra 12 ore circa. Una volta la vedremo se accetteranno la vostra richiesta di parlare davanti all'assemblea dell'ONU. Se volete ora potete telefonare ai vostri genitori per dirgli tutto. Comunque state tranquilli, non siete stati rapiti. I buoni siamo noi." Dice sempre l'uomo sorridendo, ma con un sorriso che rimane teso nel viso, che non da affatto nessuna sicurezza ai due giovani.
"Grazie delle spiegazioni. - cerca di rompere un po' di più il ghiaccio Roby - Anche se in effetti da come ci state trattando sembrava proprio l'opposto! - poi prende il cellulare e chiama casa - Ciao mamma, tutto bene, hanno accettato di portarci all'ONU. Ci sono alcuni particolari da chiarire ma tutto bene. Rieka è qui con me."
"Mi raccomando fatemi sapere tutto e tenetemi al corrente che sono preoccupata, visto quello che dovete fare." Dice la madre.
"Va bene, va bene. Ti dirò tutto, ma mi raccomando, non parlare via telefono di niente! Qui ci dicono che possono intercettare le chiamate e fare brutti scherzi! Quindi sta attenta! - dice Roby, anche lui preoccupato e poi, guardando la fidanzata, nota che gli fa dei cenni con la mano aperta, rapidi, a destra e sinistra - Ok? Ci sentiamo. Ciao e ... ti saluta anche Rieka."
L'energumeno da dietro a Roby gli dice: "Bello avere una mamma così premurosa vero?"
"Da che mio padre se ne è andato di casa, ci siamo uniti molto. - dice Roby con voce triste - Comunque quello che è bello è che mio padre adesso è cambiato molto, ha messo la testa a posto e ora sembra che ci sia un piccolo riavvicinamento ... chissà. Comunque si: io credo che la cosa più importante sia la famiglia. Quando stai bene in casa stai bene ovunque. No?"
L'energumeno sarà grande e grosso ma rivela, stranamente per chi lo giudica dall'aspetto, un cuore tenero, e dice sconsolato: "Non ho molta famiglia. Negli scontri della rivolta economica d'America, dieci anni fa, ho perso praticamente tutti, e con questo lavoro non mi posso permettere una casa. Ma lasciamo perdere ..."
Interviene l'uomo misterioso dal davanti che finalmente si gira indietro e, demolendo come a sprangate quel momento di sentimenti espressi, chiede secco: "Ma mi puoi almeno dire come siete riusciti a fare questa scoperta? Non credo che anche questo sia un segreto."
Roby sorride ripensando a come certe cose piovono letteralmente dal cielo, e poi spiega.
"Vede, sorrido perché è stato letteralmente per purissimo caso che io abbia fatto questa scoperta. Me la sono trovata davanti senza che la cercassi. Potrei dire che ci ho sbattuto contro! Ma molte scoperte sono state fatte così, no?"
L'uomo non è stupido, e sente che qualche cosa non va in quei discorsi, si rigira in avanti e, scettico, risponde al giovane.
"Vero, si è vero! A volte le cose vanno proprio così! Come immagino che quella bella ragazza l'hai incontrata per puro caso e che sempre per caso vi siete messi insieme." Dice con sarcasmo l'uomo dimostrando tutto il suo scetticismo.
"Esatto! - afferma frettolosamente Rieka non capendo subito il doppio senso della battuta - Anzi, per essere precisi, più che incontrati ci siamo anche noi ... scontrati per caso!"
"Mi sembra che voi due vi scontriate troppo spesso con certe fortune!" stronca ogni discorso l'uomo, facendo capire chiaramente che non crede più di tanto ai due. Ma lui per ora non ha scelta: deve portarli a destinazione!
Tutti poi tacciono e, mentre la macchina prosegue nel percorso, Roby fissa la fidanzata, prima per vedere che non si noti nulla di pericoloso, e poi perché rimane incantato, come gli succede sempre, dal suo viso. La cosa gli fa provare un brivido e i suoi sentimenti crescono e lo turbano. Allora le si avvicina all'orecchio, coperto dalla chioma viola, e le parla con tono fermo e sicuro.
"Comunque vadano le cose, io ti proteggerò a costo della vita! Nessuno deve toccarti!"
"Sei sempre un amore, tesy." Risponde lei teneramente stringendosi, ormai come sua abitudine, forte al suo braccio.
"Quello che mi motiva è che sei una creatura che ha troppo bisogno di essere amata!" le dice lui appoggiandosi a questo punto con la testa alla sua.
Quanto quella ragazza aspettava un uomo che le dicesse cose come queste! Anche se non sono di certo nel posto migliore e nelle migliori condizioni, lei si gira, lo guarda e, cercando un minimo di riparo dietro il poggiatesta, lo bacia mettendo in serio imbarazzo i due dietro che si guardano fra loro, sorridono e cercano di fare finta di nulla.
Da lì fino all'aeroporto l'auto è silenziosa come una tomba. Unici segni di vita sono quelli di Roby e Rieka che hanno continuato ogni tanto a scambiarsi qualche tenera occhiata, tenendosi per mano. Arrivati a destinazione, il monovolume infila in tutta fretta un'entrata secondaria dell'aeroporto e, entrato direttamente sulla pista, passa davanti a diversi hangar. Con un rapido scatto quell'uomo che per nessun motivo ha voluto dire il proprio nome, anche se Roby ha provato a chiederglielo diverse volte e che siede davanti a loro, prende il cellulare e bofonchia qualche cosa di incomprensibile, poi chiude subito la conversazione.
Rieka, che le orecchie le ha molto buone, manco a dirlo, si avvicina a Roby e gli sussurra: "Ha detto: ‘siamo qui'. Ha avvisato i suoi uomini!"
"Probabile, allora è sicuro che la partenza sia davvero immediata! - dice Roby - Forse quei jet..."
Ma non riesce a finire il discorso perché l'auto sterza secco dentro un hangar dal quale sta venendo fuori proprio un piccolo jet la cui ala quasi sfiorano passandoci di fianco. L'auto frena bruscamente, il guidatore e l'uomo misterioso al suo fianco schizzano fuori, aprono le porte a Roby e Rieka impietriti dentro l'auto dalla paura di quel rapido evolversi degli eventi, e i due vengono invitati, ed anche strattonati, a scendere dall'auto di gran carriera, seguiti dalle guardie del corpo.
"Seguiteci, svelti! Non abbiamo tempo da perdere, siamo già in ritardo sulla tabella di marcia." Dice il tipo.
Arrivano al jet che è lì vicino e che, avendo i motori accesi, sta facendo un rumore assordante: come un fischio ma tremendamente più forte e penetrante. Per le sensibili orecchie di Rieka quel particolare suono è troppo forte e tenendosele chiuse con le mani, passa avanti di corsa iniziando a salire sulla scaletta del velivolo prima di Roby.
Salita in cima la attende un altro uomo che, guardandola, sorride ed esclama: "Benvenuta, signorina. Bene, bene, da quel che vedo ora il nostro viaggio sarà molto più piacevole."
Poi indica a Rieka e a Roby dove sedersi. È solo in quel momento che i due si accorgono, mentre si siedono e si richiude la scaletta e la porta, che a salire sono stati solo loro due e quel fantomatico uomo senza nome: nessuno dei gorilla presenti sull'auto li ha seguiti.
Roby si preoccupa avendo visto Rieka tenersi le orecchie e correre dentro il velivolo.
"Come vanno i timpani? Tutto bene?"
"Si, credo di si. - risponde Rieka frastornata - Anche se per adesso sono rimasta un po' sorda. Ma i vostri mezzi fanno tutti così tanto baccano? - poi si avvicina a Roby e gli parla in un orecchio - Senti come vai con le lezioni di arcadiano?"
Roby sta imparando l'arcadiano con l'induzione mentale. Il sistema lo memorizza nella mente, ma poi per parlarlo si deve fare pratica.
"Bene, lo parlo molto meglio ora. Dopo l'impianto sto ricordando molto. Faccio anche un po' di esercizi, ma ho un po' poco tempo. Perché?"
"Disattivo il traduttore che ti voglio dire una cosa." Gli dice Rieka.
"Ok! - dice lui, ma non vuole destare sospetti - ma ... aspetta piccola, un secondo. Non vorrei che ce lo impedissero o si insospettissero sentendoci parlare strano. - poi si rivolge all'uomo incontrato sul jet che è in piedi alcune file di seggiolini più avanti - Scusi, posso chiedere una cosa?"
L'uomo, che sembra più gentile degli altri, con un tono pacato risponde: "Benvenuti, mi chiamo Matteo, per ora allacciatevi le cinture per il decollo. Poi chiedi quello che vuoi."
L'aereo che stava lentamente arrivando ad una pista di decollo, ora si gira facendo una curva a U, ponendosi in posizione per iniziare il rollio. Passano solo pochi secondi e poi una brusca accelerazione ed il sibilo dei motori che cresce notevolmente, fanno capire che sta iniziando il decollo. Per Rieka viaggiare su quel trabiccolo che si affida solo sulle ali e due rudimentali motori a reazione per salire di quota, non la fa certo stare tranquilla. Comunque di li a poco il piccolo ma veloce jet è in aria e dirige a tutta velocità verso l'America. Così, Matteo, l'uomo seduto davanti alla coppia e che fa parte anche lui dei servizi segreti, rompe il silenzio che si era creato all'interno del velivolo.
"Bene cari giovani. Potete slacciare le cinture e rilassarvi. Allora, salvatore del mondo, che volevi chiedermi."
"Dovremmo dirci alcune cose io e la mia ragazza. - dice Roby con il tono più tranquillo e normale che sa esprimere - Cose un po' personali, e vorremmo restare soli. È possibile?"
Matteo diventa subito brusco.
"No! Non possiamo perdervi di vista neppure un istante per ordini superiori. Spiacente, ma le vostre conversazioni personali sono rimandate."
"Comunque penso che se ci parliamo in un'altra lingua, non sia un problema! Vero?" dice Roby fingendo di trovare un'idea risolutrice.
Matteo sbotta: "Fate come vi pare. Parlate quanto e come volete... ma io devo sentire."
Roby allora fa un cenno a Rieka che disattiva il traduttore globale. Da quel momento quello che dice sarà come lo pronuncia: in arcadiano.
"Ilono..." che tradotto è: "Spento". Dice Rieka a Roby.
E lui risponde "Ilono tan ineo." tradotto è: "Spento, va bene.". Così dopo questo piccolo test i due si parlano liberamente, anche se con qualche difficoltà di pronuncia di Roby, sapendo che nessuno tanto capirà.
È Rieka che inizia, ovviamente io li riporto in italiano o ... conoscete l'arcadiano?
"Sono questi i mezzi con cui viaggiate? Mi meraviglio che non vi siate già estinti."
"Spiritosa. - dice lui - Senti, non penso che su Arcadia abbiate da sempre avuto astronavi. Sicuramente cose simili le avrete avute anche voi, no? Comunque tieni sempre il trasferimento e gli scudi pronti. Non mi fido molto di gente con questi modi di fare."
"La mia nave ci sta seguendo perfettamente e stando ai dati presi dal loro computer di bordo dovremmo atterrare in un aeroporto vicino alla sede dell'ONU. A quanto pare hanno mantenuto la promessa." Spiega lei più tranquilla grazie a quelle informazioni.
Roby spiega ancora meglio cosa intende fare: "Bene. Una volta la dentro dobbiamo tenere sotto controllo la situazione. L'importante è che la nave ci tenga agganciati soprattutto quando saremo all'interno della sede dell'ONU, per sicurezza. Se riusciremo nei nostri intenti, quando tu svelerai chi sei, quello sarà il momento più pericoloso in cui, se cercassero di rapirti, dovremo svignarcela alla grande."
"Non ti preoccupare. - dice la ragazza - Tutti i sistemi li ho messi in allarme primario. Non ci succederà nulla, tranquillo. Poi abbiamo gli scudi portatili. Per un po' possiamo anche proteggerci se ci sparassero contro con tutto quello che hanno."
Matteo che fino a quel momento ha ascoltato, perplesso interrompe i due.
"Ehi chiacchieroni! Ma che razza di lingua è? Io pensavo di farvela sotto il naso! Di lingue ne parlo ben cinque, ma questa proprio non la conosco, africana?"
"Non è una lingua in uso. Anche noi abbiamo le nostre precauzioni! Siamo giovani ma non sprovveduti!" Dice Rieka, dopo avere riattivato il traduttore, in tono da burla.
Matteo si alza, e allontanandosi in direzione della cabina di pilotaggio dice ai due: "Io mi sono fidato di voi. Spero che non me ne facciate pentire."
Roby, che sente la situazione sempre di più troppo strana per essere il salvataggio della terra, replica: "Tranquillo! Qui io credo che dovremmo tutti cooperare. Forse siamo l'unica speranza per il pianeta terra. Fare sotterfugi o altro sarebbe solo stupido: fra un mese o poco più saremo tutti morti. Penso se ne renda conto!"
Matteo aprendo la porta nella cabina di pilotaggio replica un sospirato: "Vero ... Vedremo."
PRIMO CONTATTO!
Il volo continua molto tranquillo, guardando film, dormendo, leggendo e anche coccolandosi, cercando così di allentare la tensione. Il tutto si rivela un classico, noioso viaggio in aereo, ma con il brivido del cosa succederà all'arrivo. Unico momento emozionante è stato il rifornimento fatto in volo del jet, manovra riuscita perfettamente a testimoniare che quel pilota sapeva bene il fatto suo.
Si arriva in America e Matteo, che si è messo seduto davanti ai due giovani, spiritosamente inizia a emulare la voce metallica di un interfono di un classico aereo di linea.
"Si invitano i signori passeggeri ad osservare fuori dai finestrini. Si potranno osservare le coste americane e la ormai famosa statua della libertà da poco restaurata."
"Grazie per l'informazione, capitano!" lo prende in giro Roby.
Matteo, sconsolato: "Magari ... Sono solo un agente."
Di li a poco i passeggeri, vengono di nuovo invitati ad allacciarsi le cinture in quanto cominciano le manovre di atterraggio. Così dopo qualche sobbalzo e qualche virata, il piccolo jet atterra dolcemente e inizia le manovre che, come poi vedono anche Roby e Rieka dagli oblò, lo portano vicino ad un hangar dove c'è di nuovo un macchinone, l'ennesimo grosso monovolume, tutto nero, con lì vicino due uomini tutti vestiti di nero che, ciliegina sulla torta, sono neri anche di razza. Insomma: quella situazione stava prendendo una piega decisamente cupa. L'impressione prese effettivamente una piega cupa, o peggio, quando l'aereo si ferma.
Dalla cabina di pilotaggio riappare l'uomo misterioso dell'auto in Italia, rimasto lì per tutto il viaggio.
"Forza, scendete, svelti." dice con tono stranamente minaccioso.
Rieka non molto abituata, da principessa che è a ricevere ordini così perentori, risponde seccata e stanca di quei modi.
"Ma lei chi si crede di essere. Noi siamo qui per darvi una speranza per salvare il pianeta, e voi ci trattate praticamente come criminali? Ma con chi pensate di avere a che fare?"
Il tipo con tono ancora più minaccioso, prende Roby per un braccio, visto che si trovavano tutti e due lungo il corridoio perché stavano avvicinandosi all'uscita, e poi lo spintona sulla scala in un modo davvero poco ortodosso. Mentre passa lei invece la fissa e la intima.
"Bambina! Ti consiglio di fare poco la dura con me. Io due ragazzini come voi me li mangio a cena tutte le sere. Poi fra un po' sarete voi a dovermi dire molte cose."
Rieka, scesa la scaletta, raggiunge Roby che non ha sentito nulla di quello che ha detto l'uomo e che la stava aspettando a terra. Lui ha notato subito che qualche cosa non va.
"Spegni subito il traduttore. - le dice vedendo che sta per essere raggiunta dall'uomo misterioso - Noi ci parliamo in arcadiano e per l'inglese ci penso io, non devono capirsi fra loro o si renderanno conto che sta succedendo qualcosa di strano."
La pensata di Roby era sensata in quanto quell'apparecchietto, il traduttore globale, se in funzione e non programmato a dovere avrebbe permesso a chiunque nel raggio di trenta metri di capirsi senza problemi. Se quelle persone di paesi diversi avessero parlato lingue diverse e si fossero capiti la cosa avrebbe destato sospetti non piccoli.
Appena raggiunti i due, dopo aver sceso rapidamente a sua volta la scaletta del jet, l'uomo li spinge verso la macchina nera e rivolgendosi ai due uomini in nero dice in perfetto inglese: "Sono vostri, io il mio lavoro l'ho fatto. Ora sta a voi fare il resto."
Roby, che anche lui conosce bene l'inglese, chiede spiegazioni.
"Ehi che succede? Dove ci state portando? Ma nelle mani di chi siamo capitati?"
Nessuno però risponde. Invece si apre la portiera della macchina, e una voce da dentro in un, questa volta, non perfetto inglese in quanto ha un accento strano, li invita.
"Forza salite e svelti, o volete che vi aiutino i miei uomini?"
Roby fa un cenno a Rieka per farle capire che, nonostante tutto, intende salire. Lei non sta capendo nulla visto il traduttore spento ed il fatto che conosce solo un po' di italiano. Roby sale per primo, seguito dalla fidanzata e i due uomini a seguire. Dentro quella macchina ora sono in cinque e, probabilmente per non interrompere il clima cupo della faccenda, dentro l'abitacolo è abbastanza buio a causa dei vetri molto scuri del veicolo. Dietro sono seduti Roby, che è nel centro del sedile a tre posti, con Rieka da un lato e con uno degli uomini in nero dall'altro. Davanti il guidatore, che evidentemente era quello che li aveva invitati, se così si può dire, a salire, e l'altro uomo in abito nero. Chiuse le portiere e allacciate le cinture di sicurezza l'auto parte a tutta velocità.
Chi guida, mentre viaggia a velocità parecchio sostenuta, solo ora risponde a Roby.
"A dire il vero siamo noi che a questo punto ci stiamo chiedendo nelle mani di chi siamo capitati. È vero che ci avete fornito un DVD molto convincente e per questo ci siamo mossi subito, ma ovviamente noi ci siamo mossi anche su un altro fronte: per sapere chi siete e se stiamo perdendo tempo, cosa ora più che mai preziosa, e, possiamo aggiungere, anche denaro. Siamo giunti a questo. Dunque, su di te Roby sappiamo un po' tutto. Già, sappiamo che tu sei proprio tutto ma non ci risulta affatto che tu sia uno scienziato nucleare. Sulla ragazza invece non abbiamo niente. Un gran bel niente! Sembra sia apparsa sulla terra ieri! Stando ai nostri dati lei addirittura non esiste proprio! Quindi a questo punto direi che ora innanzitutto voi ci dovete delle spiegazioni, altro che conferenza all'ONU!"
Roby cerca di salvarsi in extremis usando il piano studiato il giorno prima. Con decisione quindi risponde.
"Lei sarà anche informato di tutto, ma i dati che ha raccolto dipendono dalla sicurezza internazionale del mio e di altri paesi. La mia ragazza e collaboratrice, ed io stesso, come abbiamo già spiegato, facciamo parte di un ristrettissimo gruppo di persone che lavorano ad un progetto più che segreto. I nostri dati ovviamente sono stati modificati sapendo che avremmo fatto conoscere questa scoperta. Difatti, prima di dare la comunicazione ho dovuto interpellare i miei superiori. Per quel che riguarda Rieka, può darsi che chi doveva fare le modifiche non sia arrivato a farle, e visto che voi siete andati a cercare, abbia per sicurezza cancellato tutto. Io comunque non sono tenuto a dare tante spiegazioni. Mi sembra di capire che sono l'unico che può salvare il pianeta e lo farò usando ogni mezzo! Chiaro mister x?"
Chi guida non è comunque molto convinto essendo abituato per mestiere a dubitare anche di sua madre, e non si lascia convincere.
"Per me potete essere di tutto! Dal mio punto di vista voi siete due terroristi che volete andare dove ci sono tutti i pezzi grossi e farli fuori per vendetta. Poi lei salverà il mondo per diventarne il padrone. Che ne pensi?"
Roby è stupito di una affermazione del genere. Pensa un attimo e poi replica all'uomo.
"Ma lei ci pensa a quello che dice? Guardi che adesso come adesso ammazzare della gente è inutile visto che siamo tutti praticamente già morti. Sarebbe come sparare ad un cadavere! Inoltre come farei dopo avere fatto un attentato del genere a salvarmi e a salvare il mondo? Per me lei ha visto troppi film di fantascienza. Perché, dato che la mia ragazza ha i capelli viola, non pensa anche alla possibilità che lei sia un'aliena che viene a conquistarci? Forse come ha appena detto, è atterrata sulla terra proprio ieri! Ma mi faccia il piacere!"
La convinzione espressa con il tono della voce, la logica e il sarcasmo, convincono un po' il tipo che smette di parlare. Roby ne approfitta per chiarire la cosa a Rieka, che continua a non capire nulla, anche se dai toni comprende che le cose non vanno benissimo. Ma il continuo parlottare in una lingua incomprensibile per lui, fa alterare mister x, già nervoso di suo.
"Che cosa vi state dicendo? Ehi, niente scherzi, chiaro?"
Roby spazientito sospira e di nuovo spiega: "Lei non conosce l'inglese e quindi non ha capito niente di quello che abbiamo detto, e allora glielo spiegavo."
Mister x però dice irritato: "Io l'italiano lo conosco molto bene, perché non capivo nulla? Usate dei codici per dirvi cosa?"
"Nessun codice, - risponde pazientemente Roby - solo che dato che gli dovevo dire alcune cose personali ho usato una lingua nostra non in uso. Oppure devo dirle anche i nostri affari personali?"
Mister x continua sempre più nervosamente: "Dovresti! Comunque siamo arrivati. Pronti a scendere."
Guardando fuori dai finestrini oscurati, Roby e Rieka si rendono conto di essere in un grande viale dove davanti a loro signoreggia il colossale palazzo dell'ONU con antistanti decine di bandiere al vento di altrettante nazioni. La famosa statua dell'uomo che trasforma la spada in un vomere è lucida e pulita dopo l'ennesimo restauro. Anche la scritta dorata tratta dalla Bibbia, dal libro del profeta Isaia, che dice: "Faranno delle loro spade vomeri", risplende al sole di quella bella giornata limpida. Roby pensa come sia un paradosso quel pensiero con quello che hanno fatto i politici negli ultimi decenni. Il suo pensiero viene però subito distolto perché invece di, come si aspettava, infilarsi direttamente nel palazzo, l'auto si ferma davanti ad una palazzina di fronte che contrasta con l'enormità dei grattaceli circostanti.
"Allora, dove ci portate adesso? Non dovremmo andare di là?" chiede Roby sempre più preoccupato.
Mister x, ormai lo chiameremo così il guidatore dell'auto visto che la sua identità proprio non ce la vuole fare conoscere, risponde sempre con il suo tono brusco.
"Si, è vero, ma prima ci sono alcune cose da sistemare poi, se tutto andrà per il giusto verso, andremo di là. Questioni di sicurezza. Non è che si va la dentro così ... Penso capirai."
L'auto ora riparte e si infila in un cancello che si apre automaticamente e velocemente. L'ingresso da su uno scivolo che porta al parcheggio interrato della palazzina. Il corridoio che ora l'auto percorre è buio e trasmette ancora meno sicurezza ai due giovani salvatori della terra.
Poi l'autista svolta a destra e ferma bruscamente l'auto. I fanali accesi illuminano il muro dipinto di bianco in quel seminterrato buio. Sulla destra dell'auto si nota nella penombra la porta di un ascensore.
"Qui finalmente siamo al sicuro! - dice mister x soddisfatto - Ora scendiamo tranquilli e andiamo di sopra con l'ascensore che è lì sulla destra."
Tutti scendono in quel parcheggio sotterraneo, silenzioso, umido e dove ogni minimo rumore viene amplificato e rimbomba continuamente. Stranamente i due gorilla rimangono sulla vettura, solo Mister x e i nostri due eroi vanno all'ascensore. Entrano e si sale al terzo piano. Quella salita sembra davvero eterna mentre nel silenzio della cabina Roby guarda fisso negli occhi Rieka interrogandosi sulla sorte che avranno, soprattutto Roby si chiede che succederà di li a poco quando davanti a tutti lei dovrà dire chi è veramente. Principalmente i due non capiscono il modo di agire di questi tipi che li stanno trattando come criminali. E poi: perché questo mistero e questa preoccupazione? Il carillon dell'ascensore segnala l'arrivo al piano prescelto. E di nuovo Roby e Rieka si sentono ripetere quella frase che ormai da un giorno intero si sentono ripetere.
"Presto! Seguitemi."
Così i tre escono dall'ascensore e infilano un lungo corridoio che si estende davanti a loro. È molto luminoso grazie alle tante luci al neon attaccate al soffitto e con le pareti che hanno una tinteggiatura sul verde, carina e che fa un bel contrasto con il colore dei capelli di Rieka. A destra e sinistra ci sono diverse porte, impiallacciate di un legno chiaro con belle venature, abbastanza lontane fra loro e disposte a distanza perfettamente regolare l'una dall'altra. Ad un certo punto, verso la metà del corridoio, Mister x di scatto afferra la maniglia di una di quelle porte e la apre. Indoviniamo cosa dice a questo punto.
"Seguitemi qua dentro! Presto!" e fa dei rapidi gesti con la mano ad indicare ai due di entrare.
Entrano in una stanza, un ufficio in realtà, anch'esso in tinta verdognola, con all'interno una scrivania di lusso, all'apparenza tutta in legno massello, con tanto di sedia in pelle. Altre tre sedie si trovano davanti alla scrivania. Una grande finestra illumina l'ufficio di dimensioni modeste.
"Accomodatevi su quelle sedie." Dice Mister x sempre mantenendo il suo tono brusco.
Ma tempo che i due si siedono, dalla porta ancora semiaperta entrano due uomini con passo svelto. Il primo, osservandone la corporatura e il vestito scuro, è evidentemente un altro gorilla, l'altro era invece un uomo alto, magro, distinto, con un completo "giacca e cravatta" scuro, tanto per cambiare, che si sta sfregando le mani e sorride. Entrando neanche si ferma e va dritto verso Rieka, mentre Mister X entra per ultimo e chiude la porta dietro ai tre.
Quell'ingresso brusco fa scattare Roby in piedi. Anche la fidanzata, vedendolo, si alza anche lei. Ma l'uomo, parlando in inglese e con una gentilezza quasi mielosa, prende dolcemente la mano di Rieka e le fa il baciamano, poi le parla con tono ancor più mieloso.
"Lei signorina è la più bella cosa che mi è capitato di vedere oggi! - poi aggiunge - State comodi, prego, non vi disturbate amici, tranquilli, prego, prego."
Rieka è interdetta in quanto non ha capito assolutamente nulla e si gira verso Roby. Lui, capendo la situazione, le fa la traduzione del discorso in italiano, così qualcosa lo capisce. Allora l'uomo riprende il discorso ma questa volta parla in italiano.
"Non parla inglese? Così dovremmo andare meglio vero? Allora, io mi chiamo Albert e sono, pensate un po', il portavoce del presidente! Voi allora dovreste essere invece i due che hanno la soluzione alla crisi atomica, giusto?"
"Esatto. - risponde Roby - Noi abbiamo la soluzione al problema. Anche se penso lei sappia già chi siamo, mi presento: io sono Roby e lei è la mia collega, ma anche fidanzata, Rieka. Dunque lei, se mi permette, è il braccio destro, o portavoce di quale presidente?"
Albert, mettendosi dietro la scrivania, continua ad avere quel sorriso che più che rassicurare i due, li fa preoccupare ancora di più: da sempre più l'idea di nascondere qualche cosa. Poi risponde con un certo orgoglio alla domanda.
"Il presidente degli Stati Uniti d'America, ragazzo. Hai attirato l'interesse dell'uomo più potente del mondo! Dovresti essere felice di questo. Anzi, onorato! E collaborare un po' di più. - poi guarda Rieka e, sempre sorridendo, continua - Poi, comunque, vorrei che tu mi dicessi in che sezione lavori, anche perché voglio farmi trasferire lì. Se le colleghe sono così, io ci faccio la firma."
Roby taglia corto: "Allora, l'hanno informata della situazione e della nostra proposta?"
Albert guarda in basso e sospirando risponde: "Si, purtroppo so tutto. Tu vuoi svelare l'arcano mistero solo davanti a tutti i capi di stato del mondo. Giusto?"
"Ci accontentiamo di quelli appartenenti alle nazioni unite. Basteranno, sono già tanti." Risponde con fermezza Roby.
Albert appoggiandosi allo schienale della poltrona e dondolandosi girando a destra e sinistra, risponde elusivamente.
"Mica chiedi una cosa da poco. Non è che arriva uno qui che vuole parlare all'assemblea dell'ONU e noi lo mandiamo la così. C'è una certa prassi da seguire come in tutte le cose. Soprattutto qui ci sono tutti i potenti della terra, quindi, capirai ... E, vedi, io sono qui perché faccio parte di questa prassi ..."
"In che modo lei ne fa parte?" chiede Roby.
"Dunque, la prassi è questa: voi mi dite la cosa a me. - dice Albert - Io la valuto, e poi insieme alla équipe del presidente valutiamo come muoverci."
"Allora, il discorso è semplice: abbiamo inventato un emettitore di una radiazione che a sua volta blocca le radiazioni nucleari o anche una reazione nucleare in corso, esattamente come un estintore può spegnere un candela. - risponde ermeticamente Roby - Questo è quanto posso dire a lei. Le specifiche tecniche, vista la pericolosità di questo emettitore che potrebbe essere usato come arma di distruzione di massa, le darò solo davanti a tutti. Questo onde evitare che ci capiti di riuscire ad evitare una strage da una parte, solo per provocarne un'altra dall'altra. Ripeto: le specifiche le darò solo davanti a tutti."
Albert sorride meno e da segni di un iniziale nervosismo.
"Va bene, questo l'ho capito! Ma ricordati anche che a quell'assemblea ci sono nazioni che hanno alle spalle una storia di violenza non da sottovalutare. Nelle loro mani quella roba potrebbe in effetti causare seri problemi. Invece noi non siamo più conquistatori da tempo. Anzi, noi lottiamo per la pace, la libertà e la sicurezza del mondo! Con noi puoi stare tranquillo e dire tutto. La tua invenzione salverà il mondo! Sarai un vero eroe! Diventerai ricco e famoso!"
"Mi permette di essere schietto? Molto schietto?" chiede un Roby sempre più irritato vedendo continuamente quel sorrisetto fasullo, da presa in giro, che galleggia continuamente sul viso di quell'uomo sempre più viscido.
"Va bene, è giusto che sappiamo bene entrambi come la pensiamo." Dice Albert.
"Allora sarò sincero. - comincia Roby con calma - È vero che vi prodigate per la pace, ma a mio giudizio voi sganciate troppe bombe sulla testa di quelli che volete pacificare. Anche voi con un'arma del genere potreste montarvi la testa. E per quel che ne so, se io vi do le specifiche dell'emettitore, chi vi impedisce di tenervi per voi la cosa e sbattermi fuori a calci per farla da padroni sul mondo intero? È in gioco troppo e non vogliamo rischiare. Ho una responsabilità enorme a questo punto!"
Albert si arrende e butta sulla scrivania una biro che sin dall'inizio della conversazione aveva in mano e che rigirava nervosamente.
"Hai ragione anche tu. Situazione di stallo quindi..."
In quel momento l'alterco viene interrotto dall'apertura, dopo un paio di bussate, della porta dell'ufficio. Entra un altro uomo con in mano un foglio. Indovinate? È tutto vestito di scuro, in giacca e cravatta, con anche gli occhiali scuri! Si avvicina ad Albert, gli da il foglio e poi esce senza dire nulla.
"Ma bene! - dice ora Albert leggendo il foglio - Ma bene, bene! Voi due non smettete di stupirmi. - poi diventa tremendamente serio e ancora più scorbutico, si alza in piedi e si mette a sedere su un angolo della scrivania praticamente a fianco dei due. Ora il tono diventa decisamente minaccioso - Allora ragazzi! Giochi finiti! Ora ditemi chi siete veramente!"
Dette queste parole, le due guardie del corpo si piazzano dietro la sedie di Roby e Rieka, anche loro con aria decisamente minacciosa.
Rieka che, stufa di non capire quello che succede ha riattivato il traduttore, comincia ad averne abbastanza anche lei di quei trattamenti e interviene.
"E che significa questo? Noi vi stiamo aiutando a salvare il mondo e voi ci minacciate?"
Albert sorride e abbassa lo sguardo. Poi scuote la testa in segno di negazione.
"Ti consiglio di calmarti, ragazzina! - replica bruscamente - Dunque: io sinceramente ora che ho letto questa comunicazione che vi riguarda, non so quanto ci si possa fidare di voi due. Voi fate tanto i misteriosi con questa a vostra ancor più misteriosa soluzione che, guarda caso, conoscete solo voi due. - poi si alza in piedi e comincia a camminare nervosamente su e giù per la stanza - Vi chiedo di mettervi nei miei panni, solo per capirci ... Come questo non bastasse, guarda caso questa cosa che può salvarci è anche una potente arma: voi dite che può distruggere il mondo intero se usata male, giusto?"
"Esatto e allora?" risponde Roby.
Albert sempre più minaccioso gli si avvicina e guardandolo fisso negli occhi continua.
"Allora, caro il mio giovane, il fatto che tu, anzi voi non vogliate parlarne con noi ovviamente è a dir poco sospetto! Tutto è a dir poco assurdo! Io mi chiedo: perché tutto questo? Non è che mi stanno nascondendo qualche cosa? Poi mi arriva questo! - e agita in aria il foglio - Questo mi dice che tu Roby sei solo un informatico, in gamba, sembra, ma non sei affatto uno scienziato nucleare e lavori da alcuni anni per mantenerti gli studi come maestro di arti marziali. Lei addirittura sembra apparsa dal nulla: praticamente non esiste! E dei dati cancellati che paventavi non ce ne è traccia. Pensate: - dice alzando sempre di più i toni e leggendo il foglio - addirittura non esiste una donna di nome Rieka sulla faccia del pianeta. C'era solo una città con quel nome! - poi si avvicina alla ragazza e gli dice praticamente a due centimetri dall'orecchio - Sembra proprio che sei atterrata l'altro ieri con un volo da Marte! Visto che sei tutta viola, può anche essere! Pensavo aveste la pelle verde, ma forse mi sbagliavo! Ora ditemi la verità: voi in questa situazione, cosa fareste al posto mio o che pensereste?"
Roby cerca di ribattere mentre vede il suo piano sgretolarsi rapidamente.
"Allora, noi la capiamo benissimo. Ma mi sembra più che normale che delle cose non siano molto logiche quando di mezzo ci sono delle ricerche più che segrete. Penso lo sappia meglio di me come funzionano queste cose. Io, se fossi al posto suo, vedrei cos'hanno da dire o fare i due soggetti. Tanto non hanno niente con cui mettere in pericolo nessuno. Giusto? Bombe non ne abbiamo, mi sembra!"
"No! - insiste Albert nella sua teoria - Io penso, e poi mi direte se mi sbaglio, che voi cerchiate di arrivare all'assemblea dell'ONU per minacciare o ricattare il mondo intero. Oppure volete fare una piazzata davanti a tutti o chissà che altra cosa avete in testa. Forse siete alla ricerca di notorietà e, in una situazione dove noi dobbiamo prendere in considerazione ogni minima speranza, state cercando di approfittarne. Ma ora come ora sarebbe folle ... non ha alcun senso. - dice agitando le mano e camminando nervosamente attorno ai due - Oppure, probabilmente, voi come hobby avete le ricerche scientifiche e avete fatto un esperimento. Per caso, come dicevi, avete fatto questa scoperta sensazionale. Poi avete cercato di cancellare le vostre tracce, per evitare che si possa risalire a voi o ai vostri parenti ma forse nel tuo caso - parlando a Roby - non ci siete riusciti del tutto. Poi, una volta qua, il ricatto è facile: o il potere i soldi o chissà cosa o lasciare morire l'umanità! Ditemi se mi sbaglio, ora."
Rieka un'accusa del genere la fa spazientire e fa per scattare in piedi per dire al tipo il fatto suo a due dita dal naso, ma l'energumeno dietro di lei le poggia le mani sulle spalle e la rimette a sedere sulla sedia di prepotenza.
"Ehi, che modi sono! Le mani mettile su tua moglie, se ce l'hai. - protesta energicamente Roby vedendo quello che fanno, e poi continua, ma stando seduto - Terroristi sarete voi a trattarci in questo modo! Dici solo stupidaggini! Noi ad una cosa del genere non ci avevamo neanche pensato. Però, visto i modi che avete, un pensiero giuro che glielo faccio visto che l'idea in effetti non è malvagia. Perché non approfittarne visto le persone che siete?"
Rieka allibita guarda il fidanzato: "Ma stai scherzando, da quando andiamo in giro a ricattare i pianeti?"
Albert spazientito e confuso: "Ricattare pianeti? Che stai dicendo? Ti credi aliena per davvero adesso! Sentite, - dice rivolgendosi ai due gorilla - perquisitemi bene questi due pivelli e vediamo se hanno addosso qualche cosa che ci può essere utile a capire di più, poi vedremo."
Rieka sa che se gli mettono le mani addosso, oltre che a non volere che un perfetto sconosciuto la tocchi più di tanto, potrebbero capire prima del tempo chi è e il loro piano, che già traballa tanto, crollare del tutto.
"Se ci toccate, la terra la lasciamo al suo destino e voi ne sarete i soli colpevoli. Pensi alla sua salute prima di decidere, e anche a quella della sua famiglia e a quella di otto miliardi di persone. Noi addosso non abbiamo niente per voi!"
Albert continua ad arringare i due giovani.
"Io ce l'ho la famiglia. E mi seccherebbe passare il resto della vita in un bunker antiatomico! Quindi se questa è la vostra ultima parola non mi resta che passare al piano B."
Roby, anche se non capisce cosa potrebbe essere il piano B, da conferma alla presa di posizione di Rieka.
"Si, questa è la nostra ultima parola. O ci fate parlare subito con tutti i membri dell'ONU o non se ne fa più niente. Lei si accollerà la colpa dell'estinzione della razza umana!"
Albert alza le mani al cielo scuotendole velocemente, poi sbuffa e urla ancora di più.
"Va bene! Io mi arrendo! Ho cercato di venirvi incontro in tutti i modi ma ora vi lascio in compagnia del mio stimato collega Jon. Lui però non sarà tenero come lo sono stato io."
In quel momento la porta si apre ed entra un uomo alto dal viso truce che, sbattendo la porta dietro di se, si presenta subito.
"Ed eccomi qua, io sono Jon, il cattivone, come mi ha presentato il mio collega. - poi si avvicina a due dita dal naso di Rieka e le dice con voce roca e profonda - Credimi che non ha esagerato affatto, bella bambolina. Anzi, con una bellezza così oggi il mio lavoro sarà anche più piacevole."
Roby trasale. Se il tipo voleva intimorirlo, non c'era riuscito, ma di certo lo aveva irritato trattando così la fidanzata.
"Non osare toccarla, o..." urla il ragazzo.
Jon lo zittisce appoggiandogli pesantemente una mano sulla spalla, tanto da farlo quasi stramazzare al suolo con tutta la sedia!
"O cosa, piccola pulce, o cosa? - gli dice poi a toni forti avvicinandogli la testa di profilo. Poi si allontana un po' e si mette a sedere sullo spigolo della scrivania, mentre Albert si rimette a sedere sulla sua poltrona - Allora, ora vi spiego la situazione, visto che voi non avete ancora capito perché siete qui."
Rieka ha veramente i nervi a fior di pelle e, alterata, inveisce.
"Noi pensavamo di fare un favore all'umanità, ma ora è chiaro che voi avete un doppio fine. Siete subdoli e malvagi! La terra per colpa di gente come voi diverrà un pianeta disabitato!"
Jon se la ride della sfuriata di Rieka.
"Dimmi quello che ti pare bambolina, ma noi dobbiamo prima di tutto fare gli interessi della nostra nazione, poi anche degli altri, non ti sembra giusto?"
Roby non crede a quello che sta succedendo. Anche per lui è chiaro ormai che quei due stanno architettando uno dei soliti sporchi giochi politici, classici negli enormi interessi che girano per gli ancor più grandi sotterranei della politica internazionale.
"No! A noi non ci sembra giusto! Anzi è da criminali speculare sulla salvezza dell'umanità. "
"Ma noi non speculiamo sulla salvezza dell'umanità. - dice Jon con forte ironia, ridendo e canzonando i due - Ma il potere che a quanto pare da questa scoperta si può trarre, vogliamo gestirlo noi e non darlo ai nostri nemici. Certa gente potrebbe, come dite anche voi, scatenare guerre distruttive di portata mondiale. Noi difatti vogliamo salvare il mondo a tutti i costi, ma il fatto che questa potenziale arma possa dare tanto potere, ci ha preoccupato molto. Così adesso, con le buone o con le cattive, voi ci direte tutto. Sempre che abbiate qualche cosa da dire a questo punto! Rifletti bene moccioso: non sono i ‘buoni' a dovere avere le armi migliori? No, piccola pulce?"
Roby va su tutte le furie e, anche se non gli permettono di alzarsi in quanto il gorilla alle sue spalle lo trattiene, comincia a urlare e a inveire spiazzato per tanto cinismo e davanti a quella situazione tragica.
"Maledetti! Me lo dovevo immaginare che avreste voluto sfruttare la cosa a vantaggio della vostra nazione! Americani o europei alla fine siete tutti uguali! Ma questo è troppo! Ora volete anche la nostra scoperta usando la forza solo per fare ancora di più i padroni di quanto non lo state già facendo! Cosa vi differenzia da quelli che chiamate nemici? Ma io vi consiglio caldamente di non toccarci! Altrimenti..."
"Ancora con altrimenti! - dice minaccioso Jon - Ma credevate davvero che vi avremmo fatto fare quello che vi pareva a voi? Sono in gioco degli equilibri che neppure immaginate. - fa una breve pausa, riprende fiato e urla - Allora! Io mi sto stancando. Voglio quelle informazioni e subito, ‘altrimenti'... vedi anch'io posso dire ‘altrimenti', ma io posso fare ‘altrimenti' su di voi, voi no!"
Rieka si appoggia allo schienale della sedia, incrocia le braccia, le gambe, guarda in basso e chiude gli occhi sospirando. Poi, e questa volta con assoluta calma, parla al fidanzato.
"Adesso tocca a noi fare la parte di quelli che minacciano. Non abbiamo scelta, vero tesy? Abbiamo provato con le buone, ma non conta. Dobbiamo cambiare metodo! Questa è una situazione di stallo! Quest'uomo è più ignorante di un ‘capan' inusiano!"
Roby la guarda, capisce bene cosa vuole fare l'aliena, così si calma, sorride anche lui e si rilassa appoggiandosi indietro sullo schienale della poltrona imitando i gesti della fidanzata.
"Dici che non ci sia altra soluzione?" dice ironicamente sorridendo.
"No, io non ne vedo. - dice Rieka davanti allo stupore di tutti che li guardano in silenzio - Questi terrestri sono troppo stupidi. Dobbiamo fare noi. All'assemblea ci dobbiamo andare da soli, questi non ci vogliono accompagnare."
"Mi sa di si. - continua Roby fissando sempre con un sorriso beffardo il tipo che lo guarda con gli occhi sgranati - Questi sono così stupidi che non possono capire: sono ottusi e senza sentimenti."
Rieka guardando quei due uomini alla scrivania continua.
"Mi correggo. Guardandoli bene sono come gli Oridan, sul pianeta Undo, ma almeno loro hanno una coscienza."
Jon lascia finire i due preso alla sprovvista da quei discorsi per lui ovviamente strani e senza senso logico e replica furioso.
"Che pensate? Di minacciarci noi? Terrestri? Cosa dite? Oridan? Credete agli alieni? Ma chi volete impaurire. E con che pensate di fermarci adesso, annoiandoci con delle formule chimiche? - però, comunque insospettito da quegli strani discorsi, ordina ai due gorilla - Prendete questi due, rendeteli innocui e portateli di la. Dobbiamo farli parlare e subito."
Rieka pigia un punto preciso di quello che sembra un normale braccialetto che porta al polso e dice: "Campo di protezione livello uno per me e Roby. Grazie."
Improvvisamente si ode un leggero ronzio e una specie di alone leggermente fluorescente avvolge Rieka e Roby. I due gorilla, che si erano spostati per prendere delle manette in un armadio lì vicino, dopo un attimo di esitazione cercano di afferrarli solo per essere fermati e respinti indietro da uno scudo di energia che appena viene toccato emette una potente scarica elettrica ai malcapitati. I due uomini balzano indietro impauriti.
Jon si preoccupa, anzi, si terrorizza vedendo quella cosa. Tira fuori così dalla fondina ascellare la sua pistola, subito imitato dai gorilla e da Albert. Tutti puntano le loro armi contro Rieka e Roby che li guardano calmissimi, sempre seduti sulle sedie e sorridenti. La parola però la prende Jon.
"Che diavoleria è questa? Che altra invenzione è questa? Forza, parlate o qualcuno si farà male, promesso!"
"Minaccia stupida, non le pare? - ora è Roby che se la ride - La cosa saggia da fare nella sua situazione era chiedere: che cos'è questo campo di forza? E lei le avrebbe risposto..."
"È un campo di una forza, - dice lei - chiamato foto neutrinico, che voi umani non conoscete assolutamente ed è impenetrabile da praticamente qualsiasi cosa. Le consiglio quindi di mettere via quella roba. - riferendosi alla pistola che le stavano puntando contro - Se sparasse con quell'aggeggio rozzo ed antiquato, non farebbe altro che rischiare di farsi del male lei e gli altri qui dentro."
"Ma voi due chi siete? - chiede Jon con gli occhi che sembrano volergli schizzare via dalle orbite - Che cosa vuoi dire con ‘voi umani'. Albert, chiama rinforzi, presto! Qui c'è qualche cosa che non torna."
Rieka ostentando ancora una certa calma di nuovo ordina tramite il bracciale: "Campo di energia alle porte e finestre! Smorzamento totale! - poi si rivolge a Jon - Ora cari ragazzi, siete voi ad essere nostri prigionieri e vi conviene fare quello che diciamo noi o sarete voi a farvi del male! E, vi ripeto, non vi consiglio di sparare o vi farete male solo voi! Questo campo fa rimbalzare ogni cosa."
Jon si agita sempre di più e pensa che tutto quello sia solo uno scherzo per fargli paura.
"Voi due! - riferito ai gorilla - Andate a chiamare aiuto! Albert, allora? Che aspetti? Chiama, ho detto!"
Albert sta già provando a telefonare, ma per quanto pigi e ripigi i pulsanti del telefono, dandogli anche qualche sonora pacca sopra, questo non funziona: è completamente silente.
"È morto, fuori uso completamente." Dice alla fine sconsolato.
Roby e Rieka sorridono sempre più nel vedere quelle facce incredule davanti agli eventi. I due gorilla a quel punto partono di gran carriera verso la porta dell'ufficio per uscire, solo per sbattere di nuovo in un campo di energia che, arrivandogli addosso con tanto impeto, fa un suono come uno schiocco, secco, e li sbatte ambedue a terra. Jon non sa più che fare, ma darla vinta a quei due proprio non ci sta. Prende la mira alla testa di Rieka e la minaccia urlando.
"Ti faccio secca se non togli questi campi di forza, o quello che sono. Ora conto fino a tre e ti sparo. Pensaci anche tu ragazzo, se non ti vuoi ritrovare il cervello della tua ragazza sparso per la stanza! Vi conviene ubbidire! Vi ammazzo!"
Rieka lo guarda con tutta calma, si alza in piedi, poi guarda Roby e dice.
"Senti, gli facciamo vedere contro chi sta puntando la pistola?"
"Si, dai, tanto adesso tutto rimane qui fra noi." Risponde lui sempre in tono ironico.
Rieka si allontana un passo da Jon, comincia ad armeggiare con i capelli per smontare l'acconciatura che le copre le evidenti differenze che ha con i terrestri. Tolte forcine e ferma capelli, abbassa il capo verso terra per lasciare cadere la lunga chioma in basso e poi rialza la testa di scatto per farla cadere sulla schiena, fissando lo stupito Jon che la sta guardando con gli occhi fissi e la bocca semiaperta.
"Ma, ma che cosa sono quei cosi? - dice guardando le corna che ora spuntano dal mezzo dei capelli un po' scarmigliati. Però intanto Rieka si scopre anche le orecchie - Ma che cosa sei tu veramente? Non mi dire che siete due marziani... si... si - dice indietreggiando un po' e colto dal panico - voi siete due extraterrestri venuti per approfittare della situazione! Siete venuti a conquistarci! Presto Albert! Fa scattare l'allarme, ci stanno invadendo! Gli alieni sono qui fra noi!"
Jon ora nel panico, passa così da un estremo all'altro. Anche Albert è terrorizzato e non sa che fare: tutto sembravano quei due fuorché che alieni e per di più ostili, ma comunque preme un pulsante che è sotto il tavolo e che dovrebbe fare scattare il sistema di sicurezza: di nuovo non succede nulla. Pigia e ripigia, ma di nuovo niente!
Rieka con tono minaccioso lo guarda e gli dice.
"È inutile che ci provi, umano! Tutto è isolato. - poi tramite il comunicatore chiama di nuovo il computer - Un'arma, pistola Denn, grazie - alza le mani all'altezza del petto e gira le palme verso l'alto tenendole una accanto all'atra. Appena l'ha fatto sulle palme si materializza rapidamente una pistola a raggi di forma, guadandola dall'alto, triangolare: stretta in punta e larga dal lato del calcio. Sotto, l'impugnatura e il grilletto che altro non è che un pulsante. Rieka la impugna rapidamente - Per tua informazione solo io sono extraterrestre, Jon. Lui è un terrestre, ma per fortuna molto meno stupido di voi!"
Jon sentendo chiedere l'arma e poi vedendola apparire, preso ancor più dal panico, punta e spara verso le gambe di Rieka. Nonostante tutto non vuole certo uccidere la prima aliena sbarcata sulla terra! Però il proiettile come colpisce il campo di forza rimbalza e va a conficcarsi nel muro a lato. Visto così, rapidamente Rieka prende la mira al petto dell'uomo e spara con quella strana pistola. Un raggio verde - giallastro lo colpisce in pieno. Jon stramazza immediatamente al suolo. Vista la cosa i due gorilla cominciano seriamente a temere per la loro vita e d'istinto da per terra dov'erano rimasti dopo avere sbattuto nel campo di forza, puntano le loro pistole per sparare, ma Rieka, fulminea, non gli lascia molto tempo e questa volta invece di sparare fa prima a puntare il dito contro di loro e li folgora con una potente scarica di plasma che gli fa perdere i sensi. Albert, vedendo una cosa del genere e sentendosi l'unico rimasto in vita, sente ora che è il suo momento: o gli sparano o lo fulminano. Il terrore di essere ucciso come gli altri tre lo pervade da testa a piedi: sta tremando come una foglia, suda e balbetta parole incomprensibili. Così alza le mani tenendo ben in vista la pistola che anche lui aveva tirato fuori e con voce malferma comunica all'aliena le sue intenzioni.
"Mi arrendo, io mi arrendo! Non ammazzatemi! Ho famiglia e non vi ho fatto niente!"
Rieka abbassa l'arma e sorride, guarda Roby, che la osserva calmissimo, e poi rassicura l'uomo.
"Non è morto nessuno. Puoi stare tranquillo, ma poteva succedere a causa della vostra stupidità. Ho dovuto stordirli prima che sparando questi potessero fare del male a qualcuno. Si riprenderanno fra trenta minuti circa. - poi mette sotto tiro con il dito Albert e gli dice - Albert, ora se non vuole provare cosa vuol dire essere colpiti da un fascio di energia pura, tiri verso di noi quell'arma. Capirà che in questa situazione non ci possiamo più fidare di voi."
Albert ubbidisce e getta la pistola vicino ai piedi di Rieka che la punta con il dito e la scioglie con un'altra delle sue poderose scariche di plasma. Albert ha una paura incontrollabile vedendo l'energia sprigionata dalla ragazza, così, sempre più balbettando e tremando, chiede informazioni.
"E ... adesso, cosa mi farete. - poi guarda il ragazzo e continua - Lei ha detto che tu Roby sei un terrestre. Non mi farai niente, vero? Io appartengo alla tua razza! Siamo tutti e due terrestri, no?"
Roby nel vedere la reazione di Rieka, come tiene sotto scacco tutti con una padronanza e una sicurezza uniche, notando il suo sguardo fiero in quegli occhi azzurri, la ammira estasiato. Quella ragazza gli piace sempre di più, ne va orgoglioso e si sente sempre più attratto da lei in un modo potente e ... non proprio facilmente controllabile.
"Ha ... si ... - dice cercando di tornare alla realtà che stanno passando e, perseverando nella sua calma, parla ad Albert - Caro il mio Albert. - lunga pausa di riflessione - Allora, ora possiamo dire come realmente stanno le cose. Innanzitutto se non fate i cretini, noi due non faremo del male a nessuno. Non è la nostra intenzione. Infatti il motivo per cui ci siamo fatti portare fino qui è che lei deve proporci un patto per aiutarci."
Albert tenendo sempre le mani alzate: "Che cosa sarebbe? Che patto? Ma è veramente un'aliena?"
"Computer, togli tutti i campi di forza e smorzamento. - dice l'aliena e poi dopo un profondo sospiro di sopportazione continua - Egregio terrestre, mi sa che il cervello ti si è fuso! Lo hai appena visto da te e ancora lo chiedi? Si, lo sono! Ti racconto in breve come stanno le cose: noi vi conosciamo da molto tempo, ma la nostra filosofia di non interferenza con lo sviluppo delle società ci impedisce di intervenire nei vostri affari. Però pochi mesi fa io e Roby ci siamo incontrati, innamorati e poi fidanzati. Noi tallin inoltre dobbiamo molto a Roby per altre faccende. Così l'assemblea della coalizione dei pianeti, poi le spiegherò che cos'è, ha deciso che gli affari della Terra sono anche affari nostri, anche se relativamente. Questo affare cade in quelli che ci riguardano visto soprattutto che l'intera umanità non ha scampo da una sicura catastrofe nucleare. Però ci sono delle condizioni che vi dobbiamo imporre dovute al vostro sistema politico e di governo mondiale."
"Condizioni? Ma che condizioni dobbiamo accettare?" chiede Albert sempre più incredulo.
"La prima è quella che noi parleremo in prima battuta solo a tutti i capi di stato. - spiega ora Roby - L'aiuto ci sarà solo se praticamente tutti i capi di governo del mondo accetteranno tale aiuto e nelle metodologie imposte dagli alieni. Questo purtroppo è il massimo che ti posso dire. Il resto solo di la, nel palazzo dell'ONU."
"Ma come faccio a farvi entrare durante un'assemblea! Non è che si può andare lì, si bussa, si dice ‘permesso' e si entra. Poi la tensione mondiale odierna ha portato la sicurezza a livello uno e nessuno può più entrare nel palazzo!" dice Albert.
"Pensi che questo sia un problema per noi? Tu portaci la, poi vedremo." Replica l'aliena.
"Io... io... non potevo immaginare certo una cosa del genere. - balbetta Albert - Ehi, beh allora ... questo è il primo contatto di voi con i terrestri. Ho pensato mille volte a se mai l'uomo avrebbe incontrato gli alieni e come li avrebbe incontrati. ma ... mai così e in questa situazione! Posso stringerle la mano signorina, se posso, sa il primo contatto ... è un gesto amichevole ..."
"Come sono cambiati i suoi atteggiamenti. - dice Rieka sorridendo ed accettando la stretta di mano -Prima ci ha puntato la pistola ed ora che sa che sono una aliena mi vuole stringere la mano? Volubili voi umani!"
"In realtà sono ancora molto sospettoso. Io penso che è molto probabile che voi un domani ci conquistiate, vista la tecnologia che avete. Ma in questo caso vi renderemo la vita più che dura. Ma il ragionamento da voi fatto e anche quello che state facendo non hanno un gran senso se veramente ci volevate soggiogare! Poi, beh, io più che altro eseguo degli ordini e seguo delle procedure, ma io del male non ve ne avrei mai fatto. Siete comunque due giovani e state per fare una cosa grandiosa per tutta l'umanità ... quindi .... - poi allunga la mano verso Rieka - qua la mano, niente di personale."
‘Io ti credo poco - pensa fra se Rieka mentre stringe la mano di Albert - E penso che l'unica cosa che ti ha aiutato a cambiare atteggiamento sia stato il semplice fatto di avere visto per un attimo la morte in faccia: è decisamente una cosa che aiuta molto a ragionare su quelle che sono le priorità della vita. Direi che quest'ultimo discorso un po' sconclusionato che hai fatto dimostra.'
"Vada! La perdono! - gli dice poi - Oggi ufficializziamo il primo contatto fra gli arcadiani, che siamo noi, con i terrestri."
Albert stringe quella manina con una fortissima emozione pensando che sta toccando per la prima volta una mano aliena e per di più femminile.
"Sono emozionantissimo, - dice - con il lavoro che faccio ho sempre immaginato il momento in cui avremmo incontrato altre specie e oggi tocco un alieno per la prima volta. Che onore!"
Roby, che attende da una parte il termine della commovente scena, si comincia a spazientire.
"Bene, bravo, ora che anche tu sai degli alieni, sappi che lei è qui in rappresentanza del suo popolo per darci un importantissimo aiuto. - dice il ragazzo con tono serio - Adesso andiamo all'assemblea o no?"
"Si, certo, andiamo non c'è tempo da perdere. - dice ora Albert preparandosi per uscire dall'ufficio - Ehi, ma ... un momento, come mai riusciamo a parlarci normalmente in inglese quando prima mi dicevate che lei non lo parla? Cos'era, una bugia, giusto?"
"No, era vero. - spiega Rieka facendo vedere un apparecchietto che aveva in tasca - Ci possiamo parlare grazie a un traduttore globale. Ora ti decidi a portarci la?"
"Certo, ma vi avverto: io posso arrivare con il mio pass solo fino ad un certo livello, da lì, come vi ho detto, sono affari vostri."
"Ok. Va bene. Poi vedremo che fare." Dice Roby facendo gesto di uscire in fretta da lì.
Prima però aiuta Rieka a rimettersi a posto i capelli in modo da ricoprire di nuovo corna e orecchie.
"Tu ti fidi?" sussurra intanto Roby alla fidanzata.
"O questo Albert, visto quello che ora dice e fa, è decisamente andato nel pallone o ... forse nasconde qualcosa. Stiamo pronti a tutto, non si sa mai!"
"Sono d'accordo. All'erta!"
Tutti i terrestri escono da quell'ufficio e poi escono dal palazzo insieme a quell'unica speranza di non vedere l'umanità sparire per sempre dal pianeta che li ha ospitati per tanto tempo: una ventenne principessa arcadiana. Attraversano a grandi passi la strada dove, non molto lontano, c'è l'auto con cui erano arrivati Roby e Rieka con sopra ancora l'autista. Evidentemente per un qualche motivo l'avevano portata fuori dal garage.
L'autista reagisce a quel gesto e, preso rapidamente il cellulare, chiama.
"Pronto capo? - dice con voce seria e bassa - Ci sono problemi, non so quali, ma le cose non stanno andando come da programma. I due soggetti sono diretti verso il palazzo dell'ONU insieme all'agente uno, quattro, uno. Procedete per il piano di emergenza."
I tre intanto stanno già salendo i gradini che portano all'ingresso del palazzo dove ci sono due soldati di guardia. Si fermano e Albert si fa riconoscere tirando fuori dal taschino interno della giacca un tesserino che poi, con una molletta, appende al taschino stesso ben in vista. I due soldati senza dire nulla aprono la porta e li fanno entrare.
A entrare sono solo Albert, Roby e Rieka. L'ingresso del palazzo è davvero enorme e imponente: pavimento in granito grigio e striature verdi. Due file di grosse colonne quadrate, una fila a destra e a sinistra, di quasi un metro di lato e alte una decina di metri, a sospendere il soffitto a quella ragguardevole altezza, rendono ancora più imponente il tutto. Anche le pareti e le colonne sono rivestite dello stesso marmo fino a circa due metri di altezza. Sopra, il muro è nudo e tinto di bianco, ma coperto di molti quadri e foto storiche di vari avvenimenti speciali accaduti lì. Da quell'ampio atrio poi partono ai lati diversi corridoi che portano nei diversi locali e uffici del palazzo. Il tutto è illuminato da ampie finestre poste molto in alto forse a più di tre metri da terra.
"Seguitemi! - dice Albert bruscamente facendo quasi paura a Roby, che lo segue da vicino tenendo per mano Rieka - Io vi porto fin dove posso. Ok?"
"Si, lo sappiamo, l'hai già detto mille volte." Risponde sbuffando Roby.
Albert si avvia verso un corridoio che rimane al fianco destro del grande atrio. I passi dei tacchi di Rieka rimbombano nel religioso silenzio di quel grande spazio dove echeggiano solo lontane voci e piccoli rumori. Roby, anche se ragiona che non ne ha motivo visto che ha le spalle ben coperte, ha una discreta dose di timore e stringe forte la mano della fidanzata che lo rassicura con un bel sorriso. In questo lungo corridoio appena imboccato, largo, rivestito in questo caso di marmo bianco ed illuminato da delle plafoniere in vetro satinato bianco, Albert avanza per diversi metri poi si ferma di scatto e si gira indietro.
"Adesso io entro in quell'ufficio. - dice indicando una porta più avanti - Voi aspettatemi fuori, parlerò con un mio superiore per vedere come possiamo sistemare la questione dell'entrare nella sala delle assemblee.."
Rieka gli si avvicina e gli ordina categorica la clausola.
"Evita il discorso alieni, mi raccomando, altrimenti di qui non ne veniamo più fuori in modo pacifico. Chiaro?"
"Si, certo, capisco, non ti preoccupare. - sbuffa Albert - Poi se entro lì e dico che ho visto gli alieni quello che ricoverano sono io non voi!"
Albert si avvia verso la porta, Rieka fa per seguirlo e controllare fino all'entrata ma Roby la trattiene per un braccio. Lei si gira non capendo il perché, ma Roby le fa un cenno per indicarle che ha qualche cosa di importante da dirle.
Albert prosegue. Ora è entrato nell'ufficio. La porta si chiude lentamente e i due ragazzi si ritrovano lì soli che si guardano attorno con un po' di paura e un po' di speranza di arrivare alla soluzione della faccenda senza altri intoppi. Comunque quell'ambiente silenzioso, sterile e freddo a causa di tutto quel bianco, non aiuta ad essere positivi.
"Senti: io mi fido sempre meno di quello lì. - dice Roby guardando l'inizio del corridoio - Ho notato dei movimenti strani la nell'atrio. Dei soldati inoltre passano spesso all'inizio di questo corridoio, guardano e tirano dritto e lo fanno molto spesso e con una strana regolarità. Poi perché lasciarci soli? Qualcosa per me non va!"
Rieka non ha notato la cosa ma è comunque pronta ad ogni evenienza ed è tranquilla.
"Sinceramente anche a me una grande sicurezza non me la da, ma intanto ora siamo qui, qualche passo avanti l'abbiamo fatto. Speriamo che quel tipo non ci sta imbrogliando, altrimenti le cose si complicherebbero parecchio!"
Roby è comunque ancora perplesso.
"Ha cambiato idea troppo in fretta, ed è diventato troppo gentile. Da noi si dice: mai fidarsi di chi ti da sempre ragione e di chi guarda in basso quando ti parla. Lui, se hai notato, tende a fare tutte e due le cose. Poi, pensaci: hai visto le facce di chi ha saputo la tua provenienza? Nessuno ti ha creduto subito e dopo sono rimasti scioccati. Per lui invece la cosa è sembrata quasi ... normale. No, la situazione non mi piace. Senti, fa una cosa, allerta la nave e teniamoci armati, non si sa mai. Ricorda che ora qui tutto è sotto controllo e probabilmente registrato da telecamere. Quindi se non vogliamo lasciare tracce ‘aliene' non puoi più né volare né usare le tue scariche di plasma energetico. Per fortuna che i raggi di queste armi non si vedono, altrimenti non avremmo potuto usare neppure queste!"
"Certo che mio padre pretendendo che arrivassimo qui a parlare ai grandi della terra senza lasciare traccia di me, ci ha messo in un bel pasticcio. - si lamenta Rieka - Ma sono fiduciosa, penso che tu esageri un po', tesoro, ma non si sa mai, qualche precauzione in più con questa gente non guasta di certo. D'altronde hanno già cercato di giocarci una volta ... - così si gira verso il muro e, cercando di parlare di nascosto al comunicatore da polso, si collega con l'astronave in orbita - Computer, mi senti?"
"Non bene ma ti sento." Risponde la voce distorta del computer a testimoniare che la trasmissione è difficile.
"Da una pistola a Roby e controlla se ci sono telecamere o sensori dove siamo noi. - dice Rieka che poi pensando un attimo ha un'idea - Se ci sono, disattiva tutto proiettando un campo statico classe tre sul palazzo."
Il computer dopo pochi istanti da le informazioni richieste.
"Si principessa, ci sono telecamere dappertutto. Disattivo il loro sistema di monitoraggio. Cinque secondi all'attivazione ... 4... 3... 2... 1... Attivato. Ora sono ciechi. Poi gli cancello anche le registrazioni: un attimo ... ecco! Ora non c'è più traccia da nessuna parte di voi!"
Nel frattempo Albert, entrato nell'ufficio, si era subito dato da fare. Lì dentro ad attenderlo c'era il suo diretto superiore allertato dall'autista fuori del palazzo, che subito vuole informazioni.
"Allora, racconta, come procede il tutto? Che sta succedendo?"
"Tutto abbastanza bene, tenente. - dice Albert esagitato per l'incredibile notizia che deve dire - Mi hanno dato filo da torcere ma poi gli ho fatto credere che li avrei aiutati e loro per adesso ci credono. Si, per adesso sembra proprio che ci siano cascati. Ma la notizia che le devo dare su quei due è una vera bomba, difficile da credere. Ma lei deve assolutamente credere a quello che dirò! Non sono ammattito. Mi giuri che mi crederà!"
"Calmo, calmo, non è da te agitarti così. Non ti ho mai visto così fuori di te! Siediti che stai per svenire e parla con calma! Ti crederò sicuramente. D'altronde sei sempre stato uno dei miei migliori uomini ed estremamente affidabile." dice preoccupato il tenente che, conoscendo in effetti quell'uomo da molto tempo non capisce il perché di tanta agitazione.
"Se sapesse quello che ho visto!" dice Albert sedendosi.
"Allora dimmelo quello che hai visto! Una notizia bomba dici? - risponde il tenente - Prima però vediamo che fanno, poi mi racconti!"
Il tenente così chiede informazioni ad un addetto che è a sedere davanti ad un monitor in un'altra scrivania e sta controllando i due nel corridoio.
"Stanno parlando fra loro ma molto piano e non riesco a capire che dicono." Dice l'addetto pigiandosi la cuffia che ha in testa sulle orecchie nel tentativo di capire di più.
"Fa niente, quei due li non possono fare nulla di pericoloso qui." Dice baldanzoso il tenente.
"Io non ne sarei tanto sicuro, dopo quello che gli ho visto fare nel mio ufficio." Dice Albert sorridendo ironicamente.
Il tenente lo guarda serio capendoci sempre di meno.
"Che hanno fatto due mocciosi di così particolare? Aspetta... Non mi dire che il piano è andato a monte perché due ragazzini, anzi, un ragazzino e una ragazzina vi hanno assalito e messo fuori combattimento! Voi!"
"Le cose in effetti stanno proprio così. - dice Albert scuotendo la testa - Ma soprattutto, quella che lei chiama ragazzina non è quello che lei pensa che sia, cioè una semplice ‘ragazzina'!"
Il tenente lo interrompe bruscamente agitando le braccia in alto sopra dl lui con tono fortemente ironico gli replica.
"Si, adesso mi dirai che è una superdonna con poteri incredibili e pistole laser sbarcata da Andromeda!"
A sua volta anche lui viene interrotto dal soldato al monitor che inizia ad imprecare perché le immagini sono scomparse!
"Il monitor è improvvisamente morto, signor tenente! Non riesco più a collegarmi con il centro di sorveglianza. Ci dev'essere stato un guasto che ci ha tagliato fuori!"
"Ma è impossibile! Adesso ci si guasta anche il sistema di sorveglianza! - tuona subito il tenente - Soldato! Chiama subito il centro operativo! Noi prepariamoci a riprendere in mano la situazione!... Incapaci!"
Il soldato prova a chiamare con il telefono, con il computer, anche con il suo stesso cellulare, tutto inutile: tutto è muto.
"Niente da fare signor tenete, sembra che ci abbiano tagliati fuori in qualche modo. - dice l'addetto - Nessuna comunicazione attiva, neanche Internet funziona più. Non sembra un guasto: è tutto ... spento!"
Albert prova ad intervenire per dire cosa potrebbe essere successo, lui sa bene che probabilmente è Rieka l'artefice della cosa.
"Signor tenente, riguardo al discorso della ragazza, le volevo dire che..."
Il tenete è fuori di se per quello che sta capitando e per ora non vuole ascoltare e si innervosisce ancora di più.
"SILENZIO! - tuona ad Albert. Poi di nuovo guardando l'altro uomo gli ordina - Soldato, da subito l'allarme, sicuramente questo è un attentato e quei due probabilmente ne sono a capo."
Il soldato si accorge presto che neanche il pulsante dell'allarme funziona più.
"Niente! - dice stranito pigiando un pulsante rosso al fianco di un piccolo quadro comandi al fianco della scrivania - L'allarme non scatta. È ..."
"Spento? Ora comincio a capire. Presto! Blocchiamo quei due lì fuori! - corre verso la porta, la spalanca con forza, quasi a volerla scardinare e piomba in mezzo al corridoio - Fermi lì voi due! Non fate un passo o quello sarà l'ultimo!"
Roby e Rieka rimangono impietriti per un attimo dalla paura dovuta a quell'intervento così brusco. Hanno comunque l'accortezza istintiva di tenere nascoste le armi nelle tasche.
"Però, se ne sono accorti presto! Kay, stendiamoli e andiamo alla sala dell'assemblea dei capi di stato da soli: a questo punto è l'unica speranza che abbiamo!"
"Fermi la!" si ode dall'inizio del corridoio.
Sono tre soldati in tuta mimetica, casco blu con tanto di scritta UN e armati di tutto punto. Il tenente si rilassa un attimo, sorride e rivolto a Roby gli parla con un sorrisetto beffardo.
"Bene, bene, moccioso. Bello scherzo. Allora, adesso rimetti tutto a posto e noi non ti facciamo niente."
"Io non so il perché, ma non le credo. Voi ci volete accoppare! Altro che. E non ve lo voglio far fare."
Il tenente, teso e cominciando a sudare, li rimette sotto tiro e continua.
"No, no. Puoi credermi. Tu mi dici di quale gruppo terroristico siete, oppure cosa volete da noi e come avete fatto a combinare questo guaio, e vi prometto che nessuno vi toccherà."
Roby è impaurito da quella situazione, ma coraggiosamente cerca di guadagnare tempo per arrivare allo scopo della sua ‘missione'.
"Ve l'ho già detto, parleremo solo all'assemblea, non a qualche tirapiedi e per di più armato fino ai denti. La salvezza del pianeta dipende solo da noi!"
Il tenete è scosso dal fatto che i ragazzini, come li chiama lui, non si fanno intimorire più di tanto. Così decide, prendendo la decisione sbagliata.
"Prendiamoli e portiamoli via, ti faccio vedere io moccioso."
Roby guarda Rieka intanto che i soldati all'inizio del corridoio cominciano ad avvicinarsi minacciosi e con le pistole puntate.
"Penso sia ora di rialzare gli scudi..."
"Scudi di primo livello per proiettili pesanti!" ordina Rieka al computer.
"Scudo attivo principessa! Non vi possono fare più nulla!" risponde il computer.
"Tempo non ne abbiamo più! - dice Roby mettendo la mano in tasca ad impugnare l'arma - Qui lo scontro è inevitabile! Lasciamo sveglio solo il tenente, tu pensa quelli dietro. Stordimento per tutti!"
"Se lo dici tu tesoruccio!" Dice Rieka.
I due rapidamente tirano fuori le pistole a raggi che avevano e già impostate su stordimento. Come i due giovani si mettono in ginocchio e puntano le pistole laser, fanno scattare un brevissimo conflitto a fuoco dove i pochi proiettili che sparano i soldati rimbalzano sullo scudo di energia, mentre questo viene passato dai colpi precisi e in uscita delle armi arcadiane, che stendono in pochi attimi i soldati regalandogli una mezzoretta di meritato riposo.
Il tenente invece ha scaricato la sua arma addosso ai due senza scalfirli minimamente.
"Ma ... ma ... che ... " balbetta l'uomo fissando i due giovani.
Terrorizzato poi si guarda attorno e si rende subito conto che è, come previsto, rimasto il solo cosciente. Non ci voleva la scienza a capire che la situazione era a lui decisamente sfavorevole: aveva sparato sui due a poco più di due metri senza fargli assolutamente nulla, tutti i proiettili erano rimbalzati da tutte le parti! Così fa l'unica cosa saggia: si gira di scatto verso la porta lasciata appena aperta dell'ufficio da dove ne era uscito, e dove dentro c'era ancora Albert impaurito, anzi terrorizzato dagli spari, e ci si tuffa letteralmente dentro sbattendo la testa contro i piedi di Albert che era in traiettoria. Da terra si gira rapidamente sul dorso, con un calcio chiude la porta e con un ulteriore guizzo si rigira, alza una mano e si aggrappa alla maniglia mentre con l'altra gira la chiave per chiudere la serratura di sicurezza.
"Chi cavolo sono quei due? Chi sono? - urla ad Albert fissandolo con gli occhi sgranati e in preda al terrore - Soldati super addestrati non sono riusciti a colpirli! Io ho finito il caricatore su di loro! Sono antiproiettile! Non si fanno niente, niente! Un caricatore intero e ... niente!"
"Glielo avevo detto, signore, che dovevo dirle una cosa importante." Dice Albert con una certa calma.
Il tenente ancora in ginocchio a terra e fuori di sé lo minaccia.
"Smetti di fare lo stupido, parla, prima che ci ammazzino anche noi!"
"Beh ... vede, signore, quando lei mi ha chiesto se quella donna fosse un'aliena, non mi ha lasciato dire che lei aveva ... ragione: quella donna non è una terrestre."
"Lei è forse impazzito? - urla con quanto fiato ha in corpo il tenente - Siamo sotto attacco da due mocciosi con non so che armi e tu ti metti a prendermi in giro? Cosa dice! È impazzito? Le sembra il momento di scherzare? Sono scienziati quelli, e ... forse neanche quello! - dice ricomponendosi - Quelle robe la fuori possono essere invenzioni a noi sconosciute. Forse invenzioni di una nazione a noi ostile! Forse sono terroristi! Non dirmi che credi davvero ad una scemata simile! Cielo, sono circondato da cretini!"
Ma nel frattempo, nel corridoio, appena il tenente si era tuffato nell'ufficio, Roby e Rieka intuiscono al volo che gli spari avrebbero scatenato l'inferno.
"Trasferimento sulla Revan! Loro sono ancora cechi e nessuno lo vedrà!" Ordina Rieka usando il Delan. In effetti quegli spari che erano rimbombati per tutto l'edificio aggiunti all'allerta dovuto al mal funzionamento di tutti i sistemi, aveva fatto scattare il piano di emergenza studiato in caso di attacco o di attentato. Visto che le comunicazioni non vanno, ancora bloccate dall'astronave di Rieka, fortunatamente tutto è ritardato e diversi soldati corrono dappertutto lanciando l'allarme a voce e cercando i due giovani ora spariti nel nulla. Alcuni usciti fuori dell'edificio e trovato un punto dove finalmente almeno i cellulari funzionano, fanno scattare i rinforzi che partono alla svelta dalle basi militari vicine.
Roby e Rieka, ora sull'astronave, davanti ad un monitor tattico studiano con l'ausilio del computer la situazione dentro il palazzo sulla terra, che non è proprio quella che doveva essere.
"Che macello sta succedendo laggiù! - esclama Rieka - Non sarà facile tornare e andare a quella riunione senza fare capire a troppa gente chi siamo!"
"Beh, - dice Roby sconsolato - a questo punto il piano è saltato! Tanto vale teletrasferirci direttamente alla sala delle assemblee così capiranno bene la cosa, chi sei, e ci faremo riconoscere solo dai capi di stato come vuole il consiglio della coalizione."
"Impossibile da effettuare. - risponde subito il computer alla proposta - Quell'ala del palazzo è corazzata con un grosso spessore di cemento armato, piombo, e altri metalli che rendono difficile il tele trasferimento. Non vi consiglio di rischiare. Poi anche se tentassimo, vi ucciderebbero all'istante: gli scudi personali che vi hanno protetto non si possono attivare immediatamente dopo il trasferimento, devono passare almeno quindici secondi: sufficienti per eliminarvi! Posso posizionarvi però davanti alla porta."
Roby ci pensa su ma poi scuote la testa in negativo: "Si, ma chi ci farà entrare? Tutto adesso sarà bloccato, pieno di soldati e sigillato. Quello che è vero è che sicuramente adesso ci spareranno a vista e quindi anche lì ci elimineranno immediatamente. L'unica cosa da fare è prendere in ostaggio un pezzo grosso e farci aprire quella porta. Anche se sarà difficile presentarci come pacifici in un modo simile!"
"Si, di certo che non è il metodo più garbato, ma mi sa che sia l'unico. - dice Rieka scuotendo la testa - Io direi di provare prendendo il tenente ... è anche carino!"
"Ma te guarda questa ... va bèh ... Non è quello che si dice un pezzo grosso, ma ormai vale la pena tentare. - dice Roby mentre guarda la pianta dell'edificio che risulta ovviamente molto complesso, come ora è molto complesso riuscire a sbrogliare la matassa. Nel ragionare parla a voce alta e gli sfugge un - Piccola Kay, se mi riesce di fare una cosa come questa, quando è finito tutto ... ti sposo, lo giuro!"
Rieka, girata di schiena, si blocca pervasa da un brivido, spalanca gli occhi si gira verso il fidanzato guardandolo fisso, gli vorrebbe dire qualche cosa, ma lui sorridendo l'anticipa: "Computer, trasferiscici in quell'ufficio. Rieka, il piano è: dato che ci sono solo Albert e quel tenente come ‘pezzi grossi', uno lo assopiamo e l'altro sarà la nostra chiave d'ingresso. Non usare però il tuo plasma energetico!"
Il trasferimento avviene proprio nel momento in cui quel tenente, scettico a quello che gli aveva detto Albert, diceva le parole riportate sopra cioè: "Sono circondato da cretini!"
In quell'attimo, in un lato della stanza, dal suolo si alza da terra una sottile linea di luce che si ferma a circa due metri di altezza. Poi la sottile linea si allarga di poco diventando una colonna luminosa. Questa si divide in due per il senso dell'altezza, divenendo così due linee di luce di due metri e parallele. Queste cominciano a muoversi in senso opposto l'una all'altra ed in circolo, lasciando dietro di loro una parete luminosa. Queste, completando così un cilindro, si rincontrano chiudendo quella che a tutti gli effetti è una colonna di luce di un metro e mezzo diametro circa. Una volta completata la colonna e riunitesi insieme, le due linee spariscono, lasciando solo quel cilindro. In quell'attimo immediatamente sul bordo superiore si forma un anello più luminoso. Albert e il tenente sono lì fissi che guardano quella cosa atterriti, ma in un attimo quell'anello che si è formato inizia una repentina discesa facendo sparire la colonna e sparendo lui stesso al suolo. La sparizione della colonna luminosa fa apparire ciò che c'era celato all'interno: Roby e Rieka. Questo è l'effetto del tele trasferimento.
"Ehi tenente, e questo come lo chiama? Gioco di prestigio?" dice Albert attonito.
"Sentite, voi due mi dovete subito dire come fate a fare tutte queste cose! Sono armi segrete di altre nazioni? Spiegatemelo! É un ordine! Io alla storiella degli alieni venuti da Marte non la bevo! Non siamo tutti degli stupidi! Ora parlate o va a finire male per voi!"
Roby lo snobba: "Lasci perdere, io non sono sotto i suoi ordini. Lei ora mi porta alla sala delle conferenze e subito!"
"No! Voi potreste fare una strage e io ne sarei il responsabile! Non accetterò mai! Voglio sapere chi siete!"
"Lei ha la nostra parola che noi non faremo male a nessuno. - interviene Rieka - È vero, non è molto, ma per adesso non abbiamo assolutamente fatto niente di quello che dice, anche se in realtà potevamo. Non abbiamo neppure fatto del male ai soldati lì fuori che ci hanno sparato contro. Infatti sono solo storditi, si sveglieranno fra pochissimo. Noi siamo qui solo per salvare l'umanità. Ci porti là, ci faccia dire quello che dobbiamo dire, e lei sarà un eroe. Non lo faccia e, invece, lei sarà responsabile della fine dell'umanità."
"Tenente, se proprio non ci crede, la metta così. - aggiunge Roby - Anche fossimo attentatori, la terra morirà comunque e noi con essa. Ma se noi siamo veramente i salvatori della Terra, e lei l'aliena che diciamo, non vale la pena provare, no?"
Il tenente si ferma un attimo per ragionare poi guarda Roby lo indica con il dito che per la tensione trema vistosamente.
"Ma è vero che siete extraterrestri?"
"No. Allora, solo io sono aliena, sono una tallin di Arcadia, un pianeta parecchio lontano da qui, in un altro quadrante per l'esattezza. Ma ora andiamo, prima che la situazione peggiori ulteriormente."
"Solo un'ultima cosa. Ma, voi siete perfettamente uguali a noi?"
Rieka si mette una mano nei capelli e schiacciandone un lato fa vedere al tenente una delle sue corna: "Simili in molte cose, ma non del tutto uguali. Ora andiamo!"
Il tenente non sa più che pesci prendere: è teso e confuso. Comunque a quella vista si è molto più convinto, e così acconsente.
‘Un'aliena? Boh - pensa il tenente - Scherzo o realtà? Però, forse questi esseri vedendo che stiamo per distruggerci sono per davvero venuti a salvarci! Mah!'
"Andiamo! - dice ora ai due giovani - La mia paura è però che con quello che è successo prima non ci lasceranno passare tanto facilmente. Tutto l'edificio sarà pieno di soldati pronti a fare fuoco. Quindi anche se vi accompagno, comunque vi vorranno prendere in custodia, e la storia non finirà più."
"Allora fingiamo che siete nostri ostaggi. - dice Roby - Se qualcuno volesse comunque spararci noi saremo protetti da uno scudo di energia per evitare, diciamo, problemi. Avete già visto quanto sono efficaci!"
Albert se la ride e poi replica a i due.
"Dovremmo fare da ostaggi? Che bello! Questo non lo avevo mai fatto!"
Roby, avvicinandosi allo spiritosone, gli risponde però seriamente.
"È però il metodo più sicuro per arrivare al nostro scopo. Vi ripeto che agiamo così solo perché dobbiamo rispettare una clausola fondamentale per intervenire o niente più terrestri. Forza! Proviamo! O la va o la spacca! - poi si organizza - Facciamo bene le cose. Senta tenente, io ora le punterò la pistola alle spalle ma ... niente di personale. Inoltre, non si preoccupi è comunque regolata in stordimento."
"Albert? La stessa cosa vale anche per lei: due ostaggi meglio che uno." Dice Rieka procurandosi un ostaggio anche per lei.
"Rieka ma che ti salta in testa! Dovevamo addormentarlo! Se si rivolta chi lo trattiene?" Dice Roby innervosito da quel cambiamento di programma.
"Lui sa di cosa sono capace. - dice Rieka fissando l'uomo impaurito e tirandolo per un braccio. Poi, sorridendo, gli punta l'indice alla testa e Albert capisce subito a cosa si riferisce la ragazza - Se ci tiene alla pelle è meglio che non mi sfiori manco col pensiero!"
Albert comunque si premunisce: "Se ci state ingannando, ricordatevi che comunque in qualche modo ve la faremo pagare."
Rieka spingendolo davanti a sé, con tono severo lo ribatte: "Se volevamo conquistarvi, a quest'ora tu eri polvere e i vostri petardini atomici li usavamo da stuzzicadenti. Dai, ostaggio: cammina!"
Roby da il via all'azione: "D'accordo. Usciamo e vediamo che succede."
I quattro escono. Nel palazzo a causa del breve conflitto a fuoco è ovviamente scoppiato il pandemonio. I soldati dell'esercito sono ovunque e con le armi puntate. Quando il tenente, che è il primo ad uscire dall'ufficio, apre lentamente la porta per uscire e incamminarsi verso l'atrio dell'ingresso, si ritrova davanti diversi soldati che occupano il corridoio in tenuta antisommossa che gli puntano i fucili proprio sul naso.
Questi vedendo gli ostaggi intimano: "Fermatevi! Non avete scampo!"
"Calmi! Non sparate! Sono il tenente Wilson. - dice alzando prontamente le mani - Io e il capitano Albert della sicurezza, siamo in ostaggio di due giovani che vogliono solo parlare all'assemblea! A quanto pare perché c'è modo di salvare il mondo. State fermi e hanno promesso di non fare assolutamente nulla. Vogliono solo parlare all'assemblea! C'è stato solo un equivoco!"
Un capitano a pochi passi dalla porta prende la parola.
"Va bene! Allora venite fuori tutti prima: o vi vediamo tutti o non se ne fa nulla!"
"Prima allontanatevi dalla porta ad almeno tre metri di distanza, poi usciremo!" esclama Roby da dietro.
I soldati si allontanano un po' e così escono tutti e quattro.
"Confermo che nessuno di noi è un terrorista o ha intenzione di fare male a qualcuno. I vostri soldati sono solo narcotizzati e si riprenderanno fra circa quindici minuti. Il nostro solo scopo è quello di parlare ai capi di stato per potere salvare il mondo e la razza umana. Siamo l'unica speranza per l'umanità, se ci accade qualche cosa condannerete il pianeta alla distruzione nucleare: ricordatelo!"
"Va bene ragazzi! - dice il capitano - Calmi e niente movimenti bruschi. Comunque se davvero volete salvare il mondo questo non è il metodo giusto!"
"Credeteci, ci siamo stati costretti. - Dice Rieka infastidita - Abbiamo scelto la via pacifica ma ci hanno rapito e impedito di arrivare qui. Ora fateci passare e non succederà nulla a nessuno. Noi andremo fino alla sala con questo metodo, non ci fidiamo più di voi!"
"Ok! Vediamo se è vero. Noi vi teniamo comunque sott'occhio"
Comincia il lento cammino dei quattro verso la sala delle conferenze mentre i soldati indietreggiano tenendo comunque sotto tiro tutti quanti.
"Sicuri di quel campo di forza?" Chiede sottovoce Albert a Rieka che si nasconde dietro di lui.
"Tranquillo, anche se qui casca il palazzo a noi non succede nulla. Non ricordi nel tuo ufficio?" Gli risponde lei.
Il capitano dei soldati che indietreggia insieme al plotone tenendo sotto tiro i quattro che invece avanzano, comincia a cadenzare i movimenti di tutti con dei regolari "Stiamo calmi!", "Niente movimenti bruschi!" oppure "Ok. Va bene così."
Da dietro Rieka cerca di tranquillizzare quei soldati tesissimi.
"Tranquilli! Non faremo nulla a nessuno se ci lasciate arrivare alla sala delle conferenze. Lì vi consegneremo armi e ostaggi. Dobbiamo solo dire poche cose ai vostri capi!"
"Va bene, va bene nessuno sparerà! Ma continuate lentamente. Se però lì non manterrete la vostra parola poi non scherzeremo più con voi due. Ok?"
"D'accordo - dice Rieka - ma anche voi mantenete la vostra di parola!"
I soldati in effetti continuano a lasciare campo libero. Il loro piano è, comunque, una volta arrivati alla sala delle conferenze di bloccarli lì. Il lento e cauto avanzare nel corridoio e poi nell'atrio di Roby, Rieka e i loro due ostaggi dura non poco in mezzo ad una tensione palpabile. Fosse caduto anche solo uno spillo in quei momenti sarebbe immediatamente scoppiato una vera a propria guerra. Ci sono soldati ovunque e con le armi puntate, mentre i civili sono stati tutti fatti sgombrare e portati al sicuro.
In tutto il corridoio e nell'atrio ora non si sentono che solo i passi dei quattro e dei soldati che, stando davanti a loro, li tengono costantemente sotto tiro. Tutti trattengono il fiato. Tutti tacciono. Sono metri che diventano chilometri in quei corridoi freddi di marmo!
Ci vuole davvero un'eternità al gruppo per arrivare a sette, otto metri dalla porta della sala delle conferenze dove dentro sono asserragliati la gran parte dei capi di stato dell'intera terra. Dentro quella sala superblindata, i politici sono tutti non poco preoccupati dall'allarme appena scattato, e attendono ansiosamente notizie.
Roby e Rieka, sempre protetti dagli ostaggi e sempre tenuti sotto tiro dai soldati, finalmente arrivano a destinazione. A questo punto tutti girano in tondo e i due giovani si ritrovano con le spalle alla grande porta che accede alla agoniata sala delle conferenze.
"Apriteci! Come promesso appena dentro abbasseremo le armi liberando gli ostaggi!" dice Roby, ora fermo, ai soldati che presidiano quel prezioso ingresso.
Un graduato senza dire nulla digita un codice nella serratura elettronica di sicurezza che blocca l'ingresso, apre la porta, entra e dopo pochi istanti esce. Poi fa cenno ai soldati di lasciare passare i quattro senza problemi.
"Entrate, - e tira fuori una grossa pistola e la punta verso i due - ma niente scherzi o movimenti bruschi. Adesso non scherziamo più. E qui dentro ho libertà di sparare al minimo cenno di pericolo. Non mi farei problemi anche se dovessi sparare agli ostaggi. Quindi decidete voi ..."
Finalmente arrivati! Sembra quasi impossibile essere finalmente in quella sala e potere dire chi e come si può salvare questo pianeta pieno di molte persone, purtroppo, non troppo sagge. Spalancata la porta, i soldati si spostano tutti da una parte. Davanti a Roby e Rieka, che entrano indietreggiando per rimanere ancora protetti dai due ostaggi, si apre una sala enorme e finemente rifinita. La porta da dove entrano Roby Rieka e i finti ostaggi, è ad un lato della sala vicino alla parete dove al centro d'essa c'è il palco. Quindi, quando i quattro entrano hanno, di fronte il grande palco, di lato e a destra tutta la platea, che è composta da file di sedie in semicerchio e ogni fila dietro l'altra è più in alto di una ventina di centimetri rispetto a quella che la precede, così che chi è dietro non ha mai la visuale coperta da chi sta davanti: come al cinema. Rieka è contenta di vedere che la sala è quasi completamente piena, così il loro messaggio arriverà dritto ai diretti interessati. Davanti però ci sono altri soldati che li tengono sotto tiro da lontano: quelli potrebbero centrarli in pieno.
Tutti gli occhi ora sono fissi sui nuovi entrati e il silenzio regna sovrano. Una voce che si alza da quella platea lo spezza. È il presidente americano in persona che, rivolto ai soldati che hanno portato lì, si fa per dire, quei civili vuole informazioni.
"Cosa ci fanno qui quei due, c'erano disposizioni precise in merito!"
"Siamo in ostaggio signor presidente! - risponde il tenente - Siamo stati portati qui con la forza da questi due giovani."
Subito cominciano ad esserci degli strani movimenti e il brusio cresce. Così Roby, prima che tutto degeneri nuovamente, interviene a gran voce.
"Fermi tutti, questo non è del tutto vero!"
Un uomo sulla sessantina con la voce un po' rauca che in quel momento stava sul palco, alza le palme delle mani verso la platea che stava già rumoreggiando parecchio dando i primi sintomi di paura.
"Bene, ragazzo. Siamo già stati informati di quello che avete combinato qui. Comunque tu dici che non stai tenendo in ostaggio nessuno, ma quelle armi puntate alla schiena dei nostri uomini non ti danno molte credenziali"
"È vero! - ribatte Roby - Ma vede io e i soldati che ci hanno scortato abbiamo un patto. Arrivato qui avrei deposto le armi per dire quello per cui sono stato, invece, sia io che la mia ragazza rapiti."
"Interessante! Ora il rapito sei tu? - ribatte quello - Allora facciamo così. Se sei un uomo d'onore e dici la verità, metti giù le armi e potrai parlare a tutti noi. Ma, scusa, di cosa dovrai mai parlare di così importante da fare una cosa così sconsiderata? Ti rendi conto chi c'è in questa sala?"
Roby alza la pistola lentamente in alto, uguale fa Rieka e poi se le mettono in tasca, mentre risponde alla logica domanda.
"Vede, egregio signore, io sono qui perché so come si può salvare il mondo! Vi interessa sapere come?"
I due ostaggi si allontanano immediatamente e i soldati fanno per prendere i due giovani e arrestarli ma l'uomo sul palco subito li blocca.
"State tutti fermi! - Dice, poi sorride mentre i capi di stato vociano rumorosamente, e prosegue - E, dimmi, come puoi salvare il mondo tu? Sei solo un ragazzo!"
"In effetti sono un ragazzo poco più che ventenne. - dice Roby - Ma questo non vuole dire nulla! Mi permetta di spiegare cominciando dall'inizio. Allora, mi scusi, innanzitutto ci presentiamo: io sono Roby de Nerio e lei è invece...?"
"Otto, Otto Dikenz, presidente dell'assemblea odierna" Risponde.
"Signor Dikenz, onorato di conoscerla. Dal nome immagino che lei è quindi tedesco, giusto?" dice Roby avanzando lentamente un po'.
Otto ha la faccia allibita non capendo dove vuole arrivare il ragazzo.
"Si, esatto."
Roby sorride, lo fissa e continua.
"E, secondo lei, come facciamo a capirci così bene se lei parla in questo momento, penso, in inglese senza che nessuno traduca?"
"Perché anche voi parlate inglese! Non è così?" è la logica risposta dell'uomo.
"Allora provi a dire qualche cosa in tedesco!" ribatte nuovamente Roby.
"Ma voi chi siete?" è la frase che pronuncia nella sua madrelingua.
Un vociare di esclamazione sale dalla sala. La cosa conferma solo un fatto: tutti avevano capito!
Otto non ha parole, muove solo la bocca nello stupore e guarda un po' Roby e un po' il presidente americano anch'egli allibito. Quindi Roby continua.
"Lei ha detto: ‘ma voi chi siete'? E tutti qui dentro hanno capito anche senza sentire la traduzione nelle cuffie. Pensi che io le sto parlando in italiano, la mia lingua, e lei capisce perfettamente. Vede, saremo solo due ragazzi ma ci sono cose che possiamo fare che lei neanche immagina. Ora posso parlare? Solo cinque minuti!"
"Dica pure! - dice Otto ancora perplesso e ora più motivato a sentire che diranno questi due strani giovani - Venga qui al microfono così tutti potranno sentire."
Rieka ferma Roby che sta andando al palco.
"Senti, per provare a tutti questi quello che stiamo per dire, posso mettere il traduttore universale al centro della sala fra te e la platea? Accendendolo e spegnendolo tutti potranno vedere ulteriormente che siamo noi a pilotare questa cosa."
"Bell'idea, tesoro. Fallo."
Così Roby prende posto dietro al leggio per parlare all'assemblea e Rieka, preso dalla tasca dei pantaloni il piccolo traduttore universale, che assomiglia molto ad una calcolatrice tascabile, lo appoggia a terra fra il podio e la platea che la guarda incuriosita. Roby, teso e sudato per dovere parlare a quel particolare uditorio, subito spiega cosa sta succedendo.
LA TERRA SCOPRE ARCADIA
Roby inizia con non poca ansia a parlare davanti a tutti. Per fortuna che era già abituato a parlare anche se solo da semplice istruttore di arti marziali. Comunque quel po' di esercizio in questo caso da un piccolo aiuto al giovane ora teso e anche un po' sudato!
"Signori, signore, re e presidenti, potete togliervi le cuffie o gli auricolari per ascoltare la traduzione in quanto non vi serviranno più, almeno per ora. Quel piccolo apparecchio che la mia fidanzata ha posizionato lì per terra non è niente di pericoloso, anzi, è un apparecchio che ci permetterà di comunicare liberamente. Lasciate che ci presentiamo, anche se mi sembra di capire che il signor presidente americano già ci conosce. Io mi chiamo Roby, e vengo dall'Italia, lei è Rieka e da dove viene ve lo dirà lei fra poco. Signori, a differenza di quello che abbiamo detto come espediente per venire fin qui, noi non siamo né ricercatori né scienziati. Comunque quello che io oggi ho portato qui è la soluzione al problema che oggi la Terra affronta."
"Se lei con sé non ha nulla e non è uno scienziato, come pensa di fermare una fuga di radioattività di questa portata? La centrale va spenta, e subito!" interrompe uno dei presenti.
Il tenente avvicinandosi ad Albert gli sussurra in un orecchio: "Lo sapevo che ci prendeva in giro tutti! Erano tutti trucchi da circo."
"Infatti! - continua Roby nel suo discorso - Non sarò io, come non sarà nessuno sulla terra a fermare quella centrale. La soluzione viene dalla risposta che da molto tempo l'uomo si pone: ci sono altre specie nell'universo? Si sono spesi molti soldi e si sono fatti molti sforzi per cercare una risposta, vero? Oggi quella domanda avrà finalmente una risposta."
Un'altro dalla platea, piuttosto scettico in merito a questo argomento, interviene con tono abbastanza arrogante.
"Adesso cosa ci viene a raccontare che lei è un extraterrestre? O che gli alieni si sono messi in contatto con lei invece che con noi per salvarci?"
"Le risposte sono: - continua Roby - Io sono un terrestre, un italiano, come vi ho detto, quindi al cento per cento umano! Due: si io, sono stato il primo a contattare un alieno."
Un vociare si alza nella sala e alcuni, ridendo sprezzantemente, vogliono che il ragazzo venga sbattuto fuori letteralmente a pedate.
"Storie! - ribatte un altro - Vogliamo delle prove! Rischiamo la vita di miliardi di persone! Non perdiamo tempo con delle favole! Non so se lo sai, ragazzino, ma qui si parla di problemi molto più grandi di quanto tu possa solo immaginare!"
"Si, ma quel congegno che ci fa parlare senza traduzione da dove se lo è tirato fuori? - dice un altro - Vogliamo saperne di più! In effetti quella cosa è unica sulla terra!"
"Infatti! - continua Roby - Ora guardate che succede se lo spengo. - e così fa Rieka - Ora mi capite?"
Solo chi sa un po' di italiano ora capisce e tutti si guardano allibiti: non riescono più a capirsi l'un l'altro. Roby ora fa cenno a Rieka di riaccendere il traduttore.
"Ora mi capite meglio, vero? E questo è solo un giocattolino! Si, signori, questo è niente! Comunque, io ho portato con me una seconda prova inconfutabile!"
"Falla vedere allora!" è quello che un po' tutti chiedono a gran voce.
Roby si sposta e lascia il posto a Rieka sul palco che continua il discorso preparando il terreno alla sorpresa finale.
"Una prova, come si diceva, l'avete qui davanti a voi. Quell'apparecchietto sulla Terra non esiste, nessuno ha quella tecnologia. O forse qualcuno di voi sapeva dell'invenzione di un traduttore universale che modificasse le onde sonore e mentali?"
Per un attimo tutto tace poi uno esclama: "Potrebbe essere una scoperta recente che non conosciamo! Chi ci dice che quel coso sia veramente un apparecchio alieno?"
Roby, al fianco della fidanzata, interviene.
"Ve lo diciamo noi. Ma non vi basta, giusto? Allora, visto che sia io che gli alieni che vi vogliono aiutare immaginavamo che ci sarebbero stati problemi di questo tipo, io, come ho detto prima, mi sono portato dietro la prova maggiore: l'alieno, anzi l'aliena che mi ha contattato! - un vociare si alza immediatamente in sala. Il giovane prende quindi la mano di Rieka che è alla sua destra, la alza un po' e, girato attorno al palco, la porta davanti a sé presentandola, per così dire, a quell'uditorio ora improvvisamente ammutolito - Signori e signore delle nazioni unite, grandi di questo bel pianeta che è la terra, è con grande onore che oggi vi presento Rieka. Questa donna è la prima aliena che ha contattato i terrestri e oggi è qui incaricata dal suo governo per offrire l'aiuto del suo popolo a noi che rischiamo l'estinzione. Si, signori, oggi è un giorno memorabile per la terra, oggi la terra conosce il fatto che esistono altre specie nella galassia e oggi c'è il primo contatto ufficiale con il nostro mondo."
Dalla platea sorge nuovamente un notevole mormorio: alcuni fissano la ragazza incuriositi, altri ridono pensando ad una burla enorme. I soldati fanno per portare via quei due ‘pazzi' ma Albert e il tenente li fermano.
"Bella è bella! Ma non ci sembra di notare cose che dimostrino che quella donna venga da un altro pianeta, non ha nessuna differenza con i terrestri? Non scherziamo ragazzi, questo non è un circo! - replica lo scettico di prima. - Che prove ci date di questa affermazione? Ne avete? - poi con tono molto sarcastico continua - Oppure dobbiamo fare dei controlli su di lei prima di convincerci della cosa!"
"Primo, non mi sembra educato sezionare o mettere le mani su un ospite per constatarne l'identità. Secondo, non c'è tempo. Terzo, nessuno la toccherà, questo è fondamentale! Rieka è un'ambasciatrice, come ho già detto, del suo popolo ed in più una principessa. Quello che faremo a lei avrà ripercussioni sul nostro rapporto che avremo con il suo popolo che, se tutti voi accetterete delle ben determinate condizioni, arriverà qui per aiutarci. Ma un modo per capire che non è proprio terrestre c'è. Ho parlato di prove inconfutabili e le avrete! - poi rivolgendosi a Rieka - Rieka se permetti..."
"Certo, - poi rivolta alla platea - signori presidenti, re e regine, permettetemi finalmente di presentarmi per quello che realmente sono e rappresento. - poi, slegandosi con l'aiuto di Roby nuovamente i lunghi capelli e sistemandoli a dovere per mettere in evidenza le sue peculiari caratteristiche, ripete una frase che di certo non è la prima volta che le capita di dire ultimamente - Io sono Rieka, figlia del re Ceso e della regina Urami, principessa del popolo dei Tallin che vive sul pianeta Arcadia ad alcune decine di anni luce da qui. Sono qui per portarvi il nostro aiuto onde evitare la catastrofe che si sta per abbattere sul vostro pianeta."
I capelli, ormai sciolti e tirati indietro, ora lasciano vedere a tutti le particolarità che distinguono Rieka dai terrestri, le corna e le orecchie, sempre quello! Di nuovo, un po' per le parole un po' per quelle caratteristiche, tutti si muovono e ricominciano a vociare rumorosamente. Molti sono più che scossi ed emozionati per quello che sta succedendo anche se comunque alcuni rimangono scettici alla cosa.
"Signora principessa, ci perdoni allora dell'accoglienza non di certo all'altezza della sua posizione. - interviene con voce pacata e lo sguardo basso l'imbarazzatissimo segretario generale, Dikenz. Lui che gli alieni ci fossero lo aveva sempre sostenuto, e quindi per lui quello era il momento più interessante della sua vita, crede immediatamente a quello che vede. Poi continua - Siamo in una situazione molto difficile, come immaginerà di sicuro. Pochi inoltre credono che esistano altre razze nel cosmo e questo li rende ancora più scettici. E credo che non sarà facile convincerli tutti. Comunque mi sento di dire a nome di tutti i capi di stato qui presenti che ci fa un grande piacere averla qui e darle il benvenuto sulla Terra."
Rieka raccoglie le scuse: "Il piacere è mio e del popolo che rappresento oggi. E il mio popolo, anche grazie all'intervento di Roby, ha deciso di intervenire per aiutarvi nel risolvere la questione della centrale atomica."
Ma non tutti, per l'appunto, erano così convinti della cosa.
"Un attimo! - interrompe il presidente francese - Quelle cose sulla testa possono essere false, un trucco da cinema e niente più. Chi ci dice che questi non abbiano studiato un metodo per ricattare il mondo?"
"Da morti non vedo come potremmo trarre giovamento da un ricatto! - risponde Rieka con tono serio e un po' offeso - Comunque vi dimostrerò che io non sono affatto terrestre. Davanti a lei ha dei fogli giusto?"
"Si ... esatto." Risponde un po' titubante il presidente.
Rieka lo fissa seriamente: "Sono documenti importanti?"
Il presidente, alzando le spalle, borbotta: "No ... appunti... non di grande interesse."
A quel punto Rieka alza il braccio tenendolo teso verso l'uomo, dapprima tenendo il pugno chiuso, poi allunga di scatto l'indice e dopo pochi attimi fa partire una scarica di plasma, molto lineare e mirata, che colpisce quei fogli incendiandoli. Il presidente balza indietro terrorizzato schiantandosi con la sedia contro il bancone posteriore e stramazzando al suolo mentre gli altri lì attorno cercano di spegnere il piccolo incendio sviluppatosi sul tavolo. Tutti sono impauriti da quello che hanno visto e i soldati presenti scattano armi in pugno per fermare Rieka pensando abbia colpito l'uomo.
Roby teme il peggio e urla subito: "Fermi! Non si è fatto male nessuno! È solo una dimostrazione!"
È a quel punto che per Roby il tempo quasi si ferma, per un istante. Questo è dovuto dal fatto che nota di nuovo una cosa che lo continua ad affascinare e che gli fa ancora meglio capire che donna meravigliosa sia Rieka. Lei è di nuovo lì, motivata, davanti a tutti, con uno sguardo forte, fiera e decisa a rischiare la vita per lui e per la terra: che donna fantastica. Trova quel suo modo di fare anche particolarmente provocante più che se la vedesse in geral!
Ma la cosa che ancor più lo colpisce è che lei, intanto, avendo teso il braccio destro adornato del bracciale con inserito il delan, fa si che Roby noti che c'è nella piccola pulsantiera una luce rossa, intermittente. Un brivido di terrore scorre prepotente lungo la schiena del giovane! Lui sa bene cosa vuole dire quella luce: è un allarme che avverte di un pericolo, un pericolo molto serio: ‘assenza di copertura da parte dell'astronave!' Si, i calcoli fatti dal computer poco prima erano esatti: quella struttura schermava i sensori. Loro ora erano lì, soli, senza nessuna protezione, solo con gli schermi portatili! Roby sa bene che la fidanzata sicuramente aveva visto quel segnale di grande pericolo e che quindi, entrata in quella sala, non avrebbe potuto che contare solo su se stessa e lui. Ma è andata avanti lo stesso, non si è fermata né ha tenuto conto del pericolo: lei ha compiuto il suo dovere anche se gli sarebbe potuto costare la vita, vita che lì nessuna tecnologia gli avrebbe, a questo punto, potuto salvare se le cose andavano al peggio. In un clima teso come quello basterebbe un gesto motivato dalla paura o dal nervosismo, un solo colpo ben mirato, e lei rimarrebbe viva solo nei ricordi di coloro che l'hanno tanto amata.
Roby è così colpito da quella cosa che è quasi commosso e sussurra: "Cielo, piccola tallin, quanto ti amo! Io ti sposerò! Costi quello che costi!"
Il segretario, che è lì vicino, lo sente ed è stupito di quello che fa dice quel giovane in un momento come quello. Quelle parole fanno ragionare fra se l'uomo, non stupido anzi tutt'altro, e a concludere che un giovane così di sentimenti difficilmente sarebbe lì a prendere in giro la rappresentanza del mondo intero. Questo lo convince ancora di più che, per quanto assurdo, quello che dicono quei ragazzi sia vero.
Quel brevissimo ma eterno attimo è spezzato da Rieka che, sorridendo al presidente francese, dice: "Le basta o devo fare un'altra prova?"
Il presidente tremolante di paura, mentre cerca aiutato da altri di rialzarsi, dice: "Ma che cosa era? Come ha fatto?"
Rieka, sempre sorridendo ritira il braccio.
"Non sono terrestre. Per noi donne di razza Tallin questo è normale. Ma se volete un'ulteriore prova, che sarà l'ultima a voi concessa, attivate le telecamere del satellite americano SNK132. Pochi sanno di questo satellite, vero signor presidente degli Stati uniti d'America?"
Il presidente americano si sente gli sguardi di tutti addosso ed è vistosamente imbarazzato.
"E ... E lei, come fa a spere di queste cose?"
"Perché ho ‘parcheggiato' lì vicino! - risponde Rieka provocando una risata generale. Ma lei continua ora seriamente - Non sto scherzando! So che da qui potete visualizzare sui vostri schermi quello che vedono i vostri satelliti. Ora, signor presidente, visualizzi quello che sta inquadrando la telecamera 4 del suo, ora, non più così segreto satellite spia."
L'uomo sempre più in forte imbarazzo davanti a tutti, prende il telefono e fa una chiamata.
"Si ... si ... buongiorno senta signor generale, ho bisogno di un collegamento immediato dal satellite SNK. Si ... proprio quello. Collegamento con la sede dell'Onu immediato se possibile. ... Faccia del suo meglio e attivi il proiettore con il codice A S D E R 1 5 9."
In quella sala, alle spalle del palco, c'è uno schermo gigantesco per le proiezioni ed ha la possibilità di essere collegato nelle varie intranet mondiali tramite codici e quindi anche di visualizzare quello che vedono i satelliti in tempo reale. Questo viene acceso e, dopo alcuni processi per il collegamento e con lo sgomento da parte di tutti, viene visualizzata l'astronave di Rieka, in effetti parcheggiata a fianco del satellite.
"Bellina vero? Anche se quella tonalità di grigio non mi piace da impazzire. Comunque l'ho messa lì perché così ero sicura che non l'avreste mai rilevata! Non ci vorrà mica il disco orario, spero!"
Tutti ridono a denti stretti ma i più sono impegnati a esclamare: "Un'astronave!" Altri: "Lei è davvero un'aliena! Cos'altro dobbiamo vedere?" alcuni pensano al concreto: "Sono veramente venuti a salvarci?"
"Esatto, uomini al governo della terra! Penso non serva altro per indicarvi chi sono io. - dice ora la principessa, ormai accettata finalmente per quella che è. Poi continua - Ora mi volete ascoltare? Non mi va di fare il fenomeno da baraccone ancora per molto. Sono una principessa di una grande potenza della galassia e non un clown!"
Rieka, ora che è riuscita ad attirare davvero l'attenzione, comincia a spiegare il come e il perché di quel contatto, e come i terrestri possono ottenere tale aiuto. I vincoli Rieka li scandisce molto bene.
"Il governo del mio pianeta ha deciso di offrirvi aiuto ma solo ed esclusivamente alle seguenti condizioni. Punto primo: - dice severa - voi come uomini al governo del vostro mondo dovete accettare per primi e tutti incondizionatamente il nostro aiuto. Solo dopo, punto due, anche tutto il pianeta terra deve essere messo a conoscenza della nostra esistenza e della nostra offerta di aiuto, ma non ci faremo ancora vedere da nessuno. Per ottenere tale intervento servirà, tramite un sondaggio, una votazione o fate voi, una larga maggioranza di consensi degli abitanti del vostro pianeta a tale intervento e al nostro sbarco qui. In caso contrario io sparirò così come sono arrivata e non ci vedrete mai più. Terzo: dato che noi per principio non condividiamo tecnologie né ci mettiamo in contatto con specie o bellicose o che non viaggiano liberamente per lo spazio, cosa che rende questo nostro contatto un'eccezione, noi non trasmetteremo a voi nessuna delle nostre conoscenze e tantomeno vogliamo ricevere pressioni di nessun tipo per darvele. Quarto: il luogo dove dovremo lavorare sarà recintato, protetto e dovrà essere sorvegliato affinché nessuno cerchi di entrare o curiosare troppo. Le nostre truppe faranno la guardia ma è meglio che i terrestri siano controllati da altri terrestri. Casomai sorgessero gruppi di rivolta o altro, cosa possibile, dovrete essere voi a prendervene cura, cercando di non usare, se possibile, mai la violenza. Se ci fossero incidenti fra terrestri e arcadiani alcuni potrebbero accusarci di essere dei conquistatori o degli spietati: non vogliamo assolutamente che questo accada. Quinto: se la Terra intesa come umanità accetterà il tutto, per ufficializzare la nostra alleanza e la nostra collaborazione si pensava, ma su questo posiamo discuterne, ad un incontro fra tutti i rappresentanti della Terra e l'arrivo della nostra astronave di stato con i membri di quella che io oggi rappresento: La coalizione dei pianeti uniti. Scegliete un luogo abbastanza ampio e si può fare una cosa ufficiale davanti alle tv di tutto il mondo vostro e nostro. - poi chiede un favore per potere comunicare con l'astronave. - Signor segretario, c'è un collegamento radio con l'esterno?"
"Si signorina. Lo attiviamo subito!" dice emozionato l'uomo indicando a Rieka di spostarsi leggermente dal leggio da dove sta parlando. Lì ci sono alcuni interruttori che vengono accesi.
"Fatto, principessa. Ora le comunicazioni sono attive! - dice sempre l'uomo - Con chi deve parlare?"
"Lei è un uomo gentile e saggio, - gli dice Rieka notando la gentilezza e il garbo che ha - lei si che merita di essere qui! La ringrazio! Ora faccio io."
Rieka guarda il delan e vede che quella spia rossa è spenta: sono di nuovo protetti! L'astronave ha trovato una via per fare passare il segnale dei sensori. Rieka fa un sospiro di sollievo, poi chiama la Revan e richiede il modulo ufficiale su cui sono scritte le condizioni che tutti dovranno firmare. Un palmare abbastanza grande, almeno venti centimetri per quindici si materializza sul tavolo in un piccolo cilindro di luce grazie al tele trasferimento, stupendo nuovamente tutti i presenti.
"Come vedete, anche questo non è un qualche cosa che sulla Terra avete mai visto, si chiama tele trasferimento, ma ... avremo occasione di parlarne. Questo è il contratto che dovete accettare. Ora noi usciamo per darvi la possibilità di discuterne senza la nostra presenza e per il tempo che ritenete opportuno. Poi, appena avrete raggiunto una decisione, fatecelo sapere. Se non accetterete, noi rispetteremo la vostra volontà e io me ne andrò via. La terra non sarà più contattata dal nostro popolo e non avrete modo di provare la nostra esistenza. Per questo ci siamo rivolti solo a voi: se non ci volete è inutile che la terra sappia di noi. Mi scuso se i toni possono sembrare imperativi ma non mi sono state date possibilità di contrattazione visto il caso estremamente eccezionale della cosa. Grazie signori, fate la scelta più saggia!"
Uno spontaneo applauso accompagna Rieka che lascia il posto al segretario generale che, ancora emozionato e incredulo, prende la parola.
"Penso che la discussione non sarà molto lunga. D'altronde stiamo per finire tutti molto male. Io, se tutti i signori sono d'accordo, proporrei di fare una votazione immediata se siamo tutti pro o contro l'aiuto degli arcadiani!"
Tutti sono d'accordo sul fare immediatamente il sondaggio e, grazie alla votazione elettronica, si apprende che, fortunatamente per l'umanità, almeno tutti i capi di stato risultano favorevoli all'intervento degli alieni. Forse nella storia è la prima volta che si verifica una cosa del genere: tutti i governanti del mondo sono d'accordo su una decisione importante e la prendono in fretta!
"Bene, quindi possiamo passare al punto due dell'accordo: tutti ora firmeremo l'accordo e poi chiederemo il parere di tutto il resto del mondo. Cominceremo subito a studiare un metodo rapido ed efficace. - dice il segretario concludendo e passando ai convenevoli per il benvenuto ai nuovi ‘alleati' - Ora a nome della terra: grazie, signora principessa Rieka di arcadia. Nel frattempo ci siamo permessi di chiamare un'auto con scorta onde evitare che le succeda qualche cosa e abbiamo prenotato una camera in un hotel di prestigio non molto lontano da qui. Così intanto che lei attende i risultati potrà mettersi a suo agio insieme al suo... fidanzato, giusto? Poi ci dobbiamo fare perdonare dell'accaduto! Tutti i servizi saranno a sua disposizione: faccia come fosse nel suo.. non so ... palazzo?"
Rieka sorride: "Si, palazzo. La ringrazio. Grazie per l'ospitalità e ... a presto signori, spero. Comunque, come ulteriore prova della mia provenienza aliena alla terra, riguardate quello che inquadra il satellite di prima."
Il presidente americano ritelefona subito e dopo poche parole sbianca in viso e dice a tutti: "Mi comunicano che l'astronave è sparita, non c'è più. È rimasta visualizzata per 5 minuti poi è sparita mentre tentavamo di analizzarla! Ma che tecnologia usa?"
"Occultamento, presidente, occultamento!" gli risponde Rieka ridendo dell'espressione buffa dell'uomo.
Questo da a tutti una prova al quanto decisiva che Rieka è veramente un'aliena. Ora tutto finalmente si muove rapidamente e si danno ordini a raffica per organizzare l'incolumità di quella particolare ospite. Così mentre all'esterno del palazzo dell'ONU l'esercito si muove in forze per organizzare tutto, dentro la sala tutti quegli uomini di stato si alzano e con tutti i loro diversi modi di dare il benvenuto, omaggiano la principessa. Tutti provano un'emozione unica anche solo guardando per la prima volta da vicino un essere di un altro pianeta. Manco a dirlo, molti soffermano lo sguardo incuriosito su quei due cornini che coronano il capo dell'aliena e sulle sue particolari orecchie. Rieka permette, come occasione particolarmente speciale, ad alcune donne lì presenti anche di toccarle fugando ulteriormente ogni dubbio, ci fosse ancora, che non siano vere. Fa anche qualche giochetto con il plasma di energia tanto per convincerli ancora meglio.
Dopo non poco tempo in cui si svolgono questi convenevoli e si ufficializza l'accordo, arriva il tempo per portare il particolare ospite all'albergo dove risiederà in incognito in attesa della decisione dell'ONU a dei risultati del sondaggio che si dovrà organizzare in tempi davvero stringati al massimo. Fatto curioso, quelli che erano gli ostaggi ora diventano per assurdo le guardie del corpo di Roby e Rieka: la loro scorta personale.
"Non permettete a niente e a nessuno di avvicinarsi a quella donna! Se le succede qualcosa ne risponderete direttamente a me! Dovete difenderla a costo della vita. Chiaro!" è l'ordine che ricevono dal segretario i soldati scelti per lo scopo.
Roby e Rieka vengono indirizzati all'uscita della sala assemblee. La porta si spalanca e, appena passata la soglia, Roby rimane di stucco vedendo un letterale corridoio formato da soldati armati fino ai denti con tanto di elmetto e giubbotti antiproiettile, per proteggerli fino alle auto: incredibile come in così poco tempo tutto era già stato organizzato.
"Vedi che se vogliono sanno fare le cose alla svelta!" esclama a bassa voce il ragazzo mentre avanza.
I due vengono circondati da altri soldati che si preparano per scortarli all'uscita. L'emozione pervade Roby, che abbraccia per la vita Rieka e la stringe a sé. Poi partono camminando rapidamente percorrendo rapidamente e sotto scorta il corridoio. In quei pochi istanti Roby, guardando il profilo di Rieka, è felice dei tanti buoni risultati conseguiti grazie a lei, al suo coraggio e fermezza, anche se hanno rischiato parecchio. Arrivati all'ingresso, ora vedono una lunga limousine bianca parcheggiata fuori in strada con l'autista in divisa che attende con lo sportello aperto. A Roby non sembra vero: lui e la sua fidanzata ora saranno i protagonisti delle prossime vicende mondiali, anzi, della salvezza dell'umanità, e una punta di orgoglio cresce in lui.
Il gruppetto esce all'esterno in una giornata calda e assolata. Un bel giorno a coronare un grande evento! Non si può chiedere di meglio! Mentre sfilano davanti ai soldati, unici spettatori in quanto tutto il quartiere è stato chiuso alla circolazione, e che sono ordinatamente schierati all'esterno, si odono i commenti stupiti dei quei militari che si rimirano l'aliena. I due salgono in macchina e insieme a loro in quel grande abitacolo con un grande divano ad angolo, salgono tre uomini in giacca e cravatta. Uno di loro è Albert. Un altro appena sedutosi da subito spiegazioni.
"Non vi dispiace se saliamo anche noi? Ci presentiamo: il qui presente già lo conoscete. Loro sono due rappresentanti delle Nazioni Unite, Carl e Jon. In questo momento non vogliamo lasciarvi soli, la notizia del primo contatto con una razza aliena e il black-out da voi causato hanno mobilitato mezzo paese e la notizia si sta già divulgando ovunque. I giornali possono arrivare come avvoltoi da un momento all'altro e nella confusione può succedere di tutto. Quindi dobbiamo muoverci con cautela e circospezione. Non vogliamo mandare a monte tutto non rispettando l'accordo appena preso."
L'autista dall'interfono della vettura interrompe il discorso.
"Ci stanno seguendo due moto e una piccola vettura."
Albert prende una specie di telefonino senza fili incastrato nel piccolo mobiletto bar di fronte a lui e risponde seccato.
"Sono giornalisti?"
"Penso di si ... anzi ora sono sicuro di si, hanno macchine fotografiche e telecamerine."
"Niente paura, facciamo finta di niente e andiamo in albergo. - risponde Albert tranquillamente - Mantieni una velocità normale non voglio pensino che nascondiamo qualche cosa o qualcuno. Chiudo. - poi si rivolge a Roby - Visto? Come vi dicevo i mezzi d'informazione si muovono a tempi davvero da record!"
"I giornalisti hanno informatori ovunque. Qualcuno deve avere fatto una telefonata di troppo. Poi ... in effetti abbiamo fatto un po' di macello la dentro." dice sorridendo Roby.
Uno dei due rappresentanti ad un tratto sorride e, chinando la testa in basso, la scuote come in senso di negazione e poi rialzandola e, notando che ha attirato l'attenzione di tutti, esclama.
"Scusatemi, ma mi sembra incredibile. Mi sembra pazzesco: il nostro primo contatto con una razza aliena. E ora sto scortando una principessa venuta dallo spazio esterno viaggiandoci in macchina insieme. Sono così emozionato che non so ne che dire ne che fare. Non vorrei sembrare scortese, ma è così. Chiedo scusa se sembro irrispettoso. Chissà come le sembreranno buffe o obsolete al vostro confronto le nostre tecnologie, forse anche questa vettura le sembrerà un cimelio rudimentale."
"La capisco, non si preoccupi. - risponde Rieka - Comunque la risposta è no, non la penso così. Noi cerchiamo sempre di non giudicare le razze dalla tecnologia che hanno sviluppato. In un certo senso quella serve a poco o quasi a niente. Noi guardiamo i principi che rispetta la società che quella razza ha formato: quello è il vero progresso. Razze primitive possono insegnare più che altre molto avanzate tecnologicamente."
"Vuole dire che ci sono molte altre razze nella nostra galassia?" chiede stupito l'altro.
Rieka rimane sul vago: "Diciamo di si ... abbastanza ... Ma questo nostro intervento è del tutto più che eccezionale e non possiamo darvi tutte le i informazioni che di sicuro richiederete. Il contratto che vi ho portato parla in modo specifico anche di questo. L'esperienza ci ha insegnato ad essere più che prudenti in casi come questo! Il nostro pianeta esce da poco proprio da una esperienza tremenda proprio per una minima disattenzione. E poi anche qui possiamo dire che abbiamo già assaggiato il terreno ..." E guarda Albert che accusa il colpo facendo una smorfia e guardando verso il pavimento.
Il viaggio procede con i due rappresentanti ONU che a fatica riescono a schiodare lo sguardo da quell'aliena così bella. Soprattutto sembra che quelle cornnina e le orecchie a punta affascinino tutti. Ma l'auto continua anche ad essere pedinata dai giornalisti e, in vista dell'albergo, si comincia a studiare un modo per dare risposte ai network in modo da non destare dubbi.
Roby si rivolge ai tre uomini di scorta.
"Penso che se semplicemente diciamo che siamo ricercatori con una interessante scoperta, possa bastare a fare tacere la cosa, che dite?"
"Ricercatori in Limousine? - risponde Albert poco convinto - Difficile da credere. Usare questa vettura non è stata una grande idea. Dovevamo usare una vettura più ‘normale'!"
"No, dai, si rimedia bene. - continua Roby - I signori non sono due rappresentanti ONU? Allora possiamo ben dire che dato che loro sono due sono rappresentanti di stato, stanno andando con i loro due scienziati, appunto noi, all'albergo con la loro macchina. Limousine giustificata!"
Albert si illumina in viso: "Buona idea!"
L'auto è arrivata davanti all'albergo che da subito si dimostra davvero di gran lusso: entrata imponente con la strada di ingresso che arriva sotto un grande porticato con belle colonne in marmo, il che permette ai clienti di scendere dalle auto proprio davanti all'entrata e protetti dalle eventuali intemperie. Il tutto è illuminato a giorno da una miriade di luci sia in bella vista sotto forma di lampioni e lanterne, che anche nascoste un po' in ogni dove a formare anche dei bei giochi di luci e ombre. L'auto si ferma proprio lì e l'autista viene ad aprire la portiera. Nel frattempo anche i giornalisti hanno parcheggiato fuori dell'ingresso bloccati dagli uscieri, e stanno arrivando all'albergo a piedi di gran fretta con tutto l'armamentario per le riprese.
"Un attimo! Un attimo! Solo una domanda!" cominciano a gridare un po' tutti.
Albert, guardandoli, sorride e poi dice agli altri di aspettare e di accettare l'intervista. Rieka, che sta per scendere, si infila un cappellino che le è stato dato per coprire ulteriormente le corna e le orecchie. Poi, appena scesa, si ritrova accerchiata insieme agli altri dai giornalisti che le scattano centinaia di foto a ripetizione.
"Vi abbiamo visto venire dal palazzo dell'ONU, ci sapete dire se ci sono novità, c'è speranza per la terra di salvarsi?" chiedono ancora con il fiatone per la corsa.
Albert, con una flemma inglese perfetta, risponde: "Di preciso non possiamo dire nulla, l'assemblea dei capi di stato sta ancora continuando a discutere quella che si può definire una ‘probabile soluzione al problema'. Comunque posso dire che ci sono stati sviluppi davvero insperati e interessanti."
"Quindi c'è speranza?" chiede un'altro.
"Si, un barlume di speranza c'è! Ma non aggiungo altro perché per ora non ci sono certezze e non vogliamo dare false speranze all'umanità." Continua Albert.
Ma ecco che alla fine arriva la domanda cruciale!
"Corre voce, da alcune fonti attendibili, che addirittura una razza aliena sia intervenuta in nostro soccorso gettando scompiglio all'assemblea. Questi sembra che ci abbiano proposto una soluzione in cambio della schiavitù dei terrestri. Ci sapete dire nulla in merito?"
I cinque si mettono a ridere e a scherzare fra di loro.
"Hai mica visto un UFO?" dice uno all'altro.
"Si mi ha tagliato la strada senza darmi la precedenza, se vengono da Marte per guidare così possono stare a casa loro!" E tutti ridono.
Ma il giornalista non ridendo più di tanto insiste.
"Quindi mi conferma che questa voce è infondata?"
Albert lo guarda come per dirgli se il suo cervello ha dei problemi poi gli risponde perentoriamente.
"Noi di uno sbarco sulla Terra di un UFO o di qualche navicella aliena non sappiamo nulla. Smentisco la cosa categoricamente. Se mai capitasse, lei mi dia il suo numero che le telefono!" e se la ride.
Ma il giornalista, che evidentemente ha qualche cosa di certo in mano, non è ancora contento.
"Ma perché voi avete lasciato l'assemblea e siete venuti qui? E chi sono questi diplomatici con lei? Hanno a che fare con la soluzione del problema? Di dov'è anche quella ragazza dai capelli viola? Non sono un po' strani per una diplomatica?"
Uno dei due rappresentanti ONU che ha sempre taciuto, ora parla e risponde al giornalista sempre con ironia ma mantenendo un fare serioso.
"Sa che non ci avevo fatto caso? Ma, di solito, i marziani non hanno la pelle verde?"
Rieka sentitasi presa di mira imbecca: "No, quelli sono gli abitanti di Andromeda, noi marziani abbiamo solo i capelli viola e ... mangiamo i giornalisti!"
Il tipo a quell'affermazione fatta bruscamente fa un passo indietro con il viso teso e preoccupato.
"È la mia segretaria! - riprende il segretario con tono minaccioso - Lasci stare! Se ci sono novità vi telefoniamo, va bene? E poi come porta i capelli sono affari miei e suoi. O no?"
Il giornalista sentendosi denigrato e comunque vedendo che non si risolve nulla, lascia perdere e neppure risponde alla provocazione. Anche gli altri lasciano perdere, ringraziano e si allontanano confabulando fra loro.
"Chissà di che parlano." si interroga Roby un po' preoccupato.
"Per me si accordano su dove piazzare dei microfoni per intercettare le conversazioni interne agli edifici su lunghe distanze. Vorranno sicuramente ascoltare cosa ci diciamo in camera. Bisogna stare attenti. Quelle domande erano particolarmente mirate. Loro sanno qualche cosa! - risponde Albert che per quel che riguarda lo spionaggio è un esperto - Inoltre, per continuare ad insistere tanto su questo argomento, la voce che hanno ricevuto deve venire da fonti molto, molto sicure. Una talpa a palazzo ha parlato!"
Rieka non si dispera: "Non c'è problema. Posso disturbare quei microfoni così da renderli inutilizzabili."
"Se lo puoi fare, direi che è un'ottima idea." Le dice Albert.
Roby comunque ha anche un altro pensiero: non riesce a stare tranquillo in quanto non riesce a fidarsi fino in fondo di Albert, che già si è dimostrato inaffidabile, e compagnia bella. Ora teme parecchio per l'incolumità della fidanzata. Così mette le cosiddette mani avanti per non ritrovarsi nei guai e in mezzo ad altri eventuali loschi piani dei politici. Si piazza davanti ad Albert e con tono minaccioso lo avverte.
"Comunque prima di lasciarci e andare in camera, dato che non vi conosco così bene e visto quello che ci avete fatto oggi, vi metto in guardia che se per caso pensate di fare lo scoop dell'aliena facendo qualche telefonata in giro o cercate di catturarla per un qualche motivo, voi non potrete godervi mai il successo della vostra impresa. Come avrete capito l'intervento alieno dipende fondamentalmente dalla segretezza che il tutto deve mantenere fino alla decisione dell'ONU e del mondo. Fate un solo fiato e voi sarete i soli responsabili della fine della Terra. E credetemi, io sarò il primo a fare di tutto perché il mondo sappia quello che avete combinato. Chiaro?"
"Chiaro! Chiarissimo, ragazzo mio! - risponde l'uomo alzando le mani in alto - Tutto chiaro! Non ti scaldare. Fidati! Non ci teniamo affatto a finire pestati dalle folle. E comunque ora che sappiamo di non essere più soli nel cosmo, le politiche penso cambieranno molto. Già gli ordini che ho ricevuto sono cambiati parecchio. Niente sotterfugi, promesso!"
"Promesse da marinaio? Mi auguro di no ... altrimenti ..." replica scettico Roby
Arrivati alla reception si svolgono le normali formalità, praticamente nulle a dire il vero visto che la prenotazione è stata fatta dal vicepresidente degli Stati uniti d'America. Infatti è solo bastato arrivare lì e dire chi erano per sistemare tutto. Poi un inserviente accompagna tutti al ristorante. La cena si consuma in poco tempo e anche la conversazione si rivela stringata al massimo a causa dell'emozione e anche della tensione che Albert e gli altri due hanno davanti ad una extraterrestre, per di più principessa di un intero pianeta alieno.
Il padrone dell'albergo è stato ragguagliato del particolare ospite che dimorerà lì e dell'anonimato che deve mantenere, così ai camerieri che servono è stato ordinato loro di non manifestare neppure la ben che minima emozione portando i pasti a quel tavolo, altrimenti rischiano il licenziamento in tronco. Comunque fra loro gli inservienti, per vedere la ragazza proveniente dallo spazio, si sono accordati per alternarsi nelle varie portate per così potersi avvicinare al tavolo e vedere come sono fatti gli extraterrestri.
Così dopo una quarantina di minuti, i cinque sono per la via delle camere. Prima però di accomiatarsi, Rieka si fa tele trasferire tre piccoli marchingegni detti ‘disturbatori'.
"Allora,- dice - visto che i giornalisti possono ascoltarci con microfoni a distanza, tenete con voi questi e ridatemeli domani. Servono per evitare di essere ascoltati. Come punteranno i microfoni direzionali verso di noi si beccheranno un fischio che li dissuaderà subito dal riprovarci."
Albert intanto ha ragionato sulla giornata, e comincia a comprendere l'indole pacifica e tranquilla di quella razza aliena e si sente estremamente dispiaciuto per come sono andate le cose per quella prima visitatrice dello spazio, ed esprime di cuore le sue scuse.
"Mi dispiace per oggi. Sa, io eseguivo gli ordini e avevo delle responsabilità. Ora devo solo dirle grazie e, mi creda principessa, penso veramente che, non so per la Terra ma di certo lo è per me, sia un vero onore potere ospitarla e mi auguro che da ora in poi potremo conoscerci sempre meglio e condividere le nostre culture e saperi."
"Mi creda, - replica lei colpita da quel tono pacato che esprime sincerità di cuore - mi sembra di capire che lei poi in fondo non è così cattivo come sembrava. Come tutti gli esseri senzienti in fondo tutti, se messi nelle giuste condizioni, possono manifestare buoni sentimenti di cui è dotato ogni creatura. Quindi un sincero grazie! Mi creda, lo apprezzo molto e sono desiderosa di salvare da certe persone un così bel pianeta, pieno anche di brava gente."
Una ferma stretta di mano conclude la conversazione e la serata. Tutti vanno nelle proprie stanze. Albert e gli altri due segretari si stupiscono notando che Roby, benché dica che Rieka è la sua fidanzata, si infili in un'altra stanza. I tre, incuriositi non poco, pensano all'unisono al fatto che Roby, essendo da solo nella camera, può sicuramente parlare liberamente se ... interrogato! Così si accordano e tramite il telefono interno lo chiamano. Vogliono sapere di più sull'aliena: sì, dire che muoiono dalla curiosità di chiedere informazioni è un eufemismo. Ovviamente vogliono anche sapere che relazione c'è veramente fra lui e Rieka e come ha fatto quell'apparente sprovveduto a fidanzarsi con la prima aliena sbarcata sulla terra, per di più bella da togliere il fiato. Insomma: hanno il "desiderio di sapere" a mille.
I tre così in un attimo si trasformano in tre vecchie pettegole da condominio a caccia delle ultime novità. Anzi, per parlare più liberamente, lo chiamano e lo invitano nella camera di Albert che appena gli apre la porta lo invita ad entrare con un sarcastico: "Vieni un po' dentro tu che ci devi spiegare alcune cosine!"
Roby si preoccupa subito, visto quello che aveva passato nelle ultime ore ed è molto titubante.
"Niente scherzi ragazzi! Sapete bene cosa c'è in ballo. Se mi succede qualche cosa ci giochiamo il pianeta. Chiaro?"
"Tranquillo! - dice con uno strano sorriso una delle due guardie del corpo - Non devi avere paura di noi. Ormai siamo alleati, il prima è passato! Poi all'assemblea hanno pure accettato il contratto degli alieni, quindi ... Ma ora tu ci devi chiarire certe cosine. Ce lo devi, visto che sei stato il primo a conoscere quella donna."
Albert si avvicina al ragazzo e prendendolo sotto braccio lo accompagna ad una sedia preparata per l'occasione. Poi, con un tono particolarmente amichevole e mieloso, accostandogli la sedia e addirittura aiutandolo ad accomodarsi, da vero ruffiano, continua il discorso.
"Esatto! Noi vogliamo solo sapere di più su voi due. È solo curiosità, potremmo definirlo ... gossip."
Roby non capisce e teme che quei tipi gli stiano per tirare un'altro brutto scherzo viste le loro espressioni strane e gli strani sorrisetti che gli fanno in continuazione.
"In che senso?" chiede sempre più titubante.
"Vorremo sapere ... - incalza l'altra guardia - visto che continui a definire l'aliena la tua fidanzata, anche ora che sappiamo chi è, se lei lo è realmente ‘la tua fidanzata' o se questa era solo la vostra copertura o una scusa ..."
Roby scuote il capo e ride: "Ora comincio a capire tutto! Siete dei morti di fame! A voi vi interessa lei perché è in effetti uno schianto di donna, giusto?"
Albert taglia corto: "Non ci hai risposto! Non girarci attorno! Noi siamo buoni ma per certe cose possiamo diventare molto cattivi. È o no la tua fidanzata?"
Roby con un accenno di orgoglio risponde: "Si, cari ragazzi. Lei è veramente la mia fidanzata. E per farvi soffrire ben bene vi dico pure che, essendo una principessa, il re, suo padre, ha ufficializzato la cosa a livello interplanetario. Contenti?"
Uno dei segretari guarda l'altro, alza le braccia con le palme al cielo e con ironia gli dice: "Vedi, te lo dicevo: dobbiamo ucciderlo. Questo cretino ha troppa fortuna! Arriva una aliena, la prima in assoluto, è uno schianto che non finisce mai e lui ci si fidanza subito. L'unica cosa è ammazzarlo o con lei non ci facciamo nulla!"
"Ma come è possibile che uno come te possa avere conquistato quella lì?" chiede Albert sempre più ironico ma anche innervosito per l'occasione persa.
"Mai sentito parlare di altruismo, bontà d'animo e interesse incondizionato? Queste cose colpiscono molto gli alieni, a quanto pare!" replica molto seriamente il giovane credendo fermamente nelle appena espresse qualità.
Roby, poi, pazientemente si mette a spiegare il come e il quando ha incontrato Rieka, l'ha salvata e poi è nato quel forte sentimento che ora li tiene più che mai uniti. I tre ascoltano rapiti e la loro invidia cresce minuto dopo minuto, parola dopo parola.
"L'avevo detto io che dobbiamo farlo fuori! Lo ammazzo io ... tanto che mi costa!" ribadisce il suo concetto uno dei segretari. Ma Albert ora non si accontenta più e vuole sapere dell'altro.
"Senti ragazzo. So che come domanda forse è un po' eccessiva ma ... spero capirai. Quella donna, da vestita, sembra umana a parte le corna, le orecchie e quei denti canini pronunciati, ma sotto... com'è? Siete fidanzati l'avrai poi vista, no? Sono come ... come ... come posso dire ... come le donne terrestri o ... insomma capisci?"
Roby che si aspettava che prima o poi una domanda del genere arrivasse, lo guarda fisso e seccamente gli risponde: "Bravo! È una domanda eccessiva! Ma vi sembra il caso di chiedere ad una persona come è fatta la sua fidanzata? Ma vi rendete conto di che razza di domande fate? Siete dei depravati! Non vi fate un po' schifo?"
Albert non si arrende: "Lo so che è una domanda da schifo. Ma questo è un caso eccezionale, non trovi? Essendo aliena non sappiamo le sue sembianze! Metti caso che capiti anche a noi un'occasione come la tua, almeno sapremo cosa aspettarci!"
Roby si alza dalla sedia pesantemente offeso e gli urla a muso duro: "Vi dico solo questo e vado a letto: primo, loro sono umanoidi come noi e le sole differenze sono quelle che hai detto e alcuni, chiamiamoli, poteri che avete visto. Anzi le nostre razze sono compatibili e possono mischiarsi. Secondo, a differenza di voi bestie, loro hanno una moralità molto elevata ed un alto rispetto della vita e della persona, quindi domande come queste potrebbero addirittura compromettere tutta la missione. Quindi attenti a quello che dite o fate in loro presenza! E aggiungo che io trovo molto giusta e piacevole questa cosa. Terzo, ma questo più che altro è un consiglio: non provate per nessun motivo a toccare le corna di Rieka! Sono un punto sensibile dei Tallin e verreste folgorati all'istante. È considerata una offesa notevole peggio che una dichiarazione di guerra! Sarebbe di certo un incidente diplomatico irrimediabile! È tutto, buona notte!" e se ne va con tanto di sbattuta della porta.
"Scusa non volevamo offenderti. - cerca di recuperare Albert vedendo Roby andarsene così offeso - Ma sai... quell'aliena è bella e non poco, poi la cosa è talmente strana che volevamo sapere un po' di tutto. Scusaci, e buona ... - ma Roby a questo punto è già uscito, appunto, sbattendo la porta - notte ..." Conclude la frase a bassa voce Albert rendendosi conto di avere davvero esagerato!
Roby ritorna in camera, è ancora presto, ma è distrutto da quella giornata così intensa. Non ha neppure le forze per gustarsi quella bellissima stanza di lusso. Anzi, si sdraia nel letto e come tocca il cuscino, si addormenta come un sasso.
La giornata successiva inizia presto. Una telefonata sveglia Albert: è la comunicazione che l'assemblea dei capi di stato si riunirà verso le undici, la decisione è stata presa proprio la sera precedente poco dopo che loro avevano lasciato la sala. Il resto del tempo all'assemblea lo si era passato per organizzare il da farsi. Inoltre si darà ufficiale accoglienza all'ambasciatrice dei Tallin, cosa non fatta il giorno precedente.
Albert così fa subito il giro delle telefonate per svegliare gli altri e da appuntamento a tutti nella hole per la colazione. Così avviene, i cinque si incontrano lì sulle sette e trenta e vanno nella sala da pranzo per fare colazione. Per Rieka quel momento è critico in quanto non è mai stata in un albergo terrestre e non conosce usi e costumi, e teme di fare delle figuracce imbarazzanti.
"Dimmi cosa devo fare." Chiede a Roby.
"Niente di che. Fa solo colazione e basta. Del resto guarda noi e imitaci." Risponde lui con un sorriso rassicurante e dandole un buffettino.
Rieka guardando il tavolo del self service con tutta quella roba da mangiare è ancora un po' preoccupata: "Che roba è? Se poi non mi piace come faccio?"
"Ora ti spiego e tu scegli quello che pensi ti possa piacere ..."
Ma il tutto viene presto interrotto. Infatti in quell'albergo ci sono alloggiati anche altri funzionari di governo e capi di stato arrivati sul tardi dopo il grande vertice. Due di questi, che stanno andando anche loro verso la sala per la colazione, vedono Rieka e se la squadrano da testa a piedi. È in abiti semplici, ma è inutile: in camicetta e minigonna quella donna fa girare la testa! I due vanno ovviamente a darle subito il loro personale benvenuto sulla terra.
Manco a farlo apposta uno dei due segretari, che a questo punto ha già come tutti un debole per l'aliena, dopo i saluti le fa il baciamano e poi trattenendo la mano le chiede in tono mieloso: "Scusi, sa ma non siamo abituati a pensare a personalità di un altro mondo! Lei le cose che mangiamo noi, le mangia? Mangia ad esempio sul dolce, salato, cosa preferisce?"
"Grazie del pensiero. - dice Rieka con un po' di imbarazzo - Mangio più o meno quello che mangiate anche voi. La mattina mi piacciono le cose dolci. Cosa posso prendere? Sa, io non ci sono mai stata in un vostro hotel. Sinceramente non so che roba sia questa!"
Il tipo non si fa scappare l'occasione ghiotta e frapponendosi con impeto fra la ragazza e il fidanzato dice mielosamente: "Perfetto, se mi permette le sceglierei io alcune cose, poi mi dirà quelle che le piacciono o no! Mi riterrei inoltre offeso se non venisse al nostro tavolo ... prego." dice facendo un ampio gesto con la mano a disegnare un semicerchio, seguito da un leggero inchino per invitarla al tavolo.
Roby vedendo il tipo così gentile e servizievole con la sua ragazza e anche lei che fa la galante, ha un attacco di gelosia notevole. Lui geloso lo è sempre stato, e parecchio! Se lo era per le sue altre ragazze, figuriamoci per Rieka. Comunque, come fa fin troppo spesso, per non rivelare questo suo aspetto del carattere non dice nulla, stringe i denti e osserva freddamente la cosa. Una volta a tavolino durante la colazione nel vedere come quel tipo continua a mostrare non poca attenzione a Rieka, la sua gelosia cresce notevolmente e, anche se continua a non volersi fare vedere, quello che prova glielo si legge ben stampato in viso: sguardo fisso, espressione seria, muscoli del volto notevolmente tesi. Intanto l'uomo continua tranquillamente a fare assaggiare a Rieka diverse cose, preparare tartine e dare innumerevoli consigli. In quel momento se a Roby gli avessero dato uno schiaffo il percotitore si sarebbe fatto male alla mano vista la tensione del viso.
Rieka è fortunatamente una buona osservatrice, anche se si può dire che non ci voleva un gran osservatore a notare quello stato d'animo, e capisce bene cosa sta provando il fidanzato. Così gli prende la manica della maglia all'altezza della spalla e lo tira a se, poi gli sussurra in un orecchio: "Gelosone! Mi piaci perché sei un gelosone!"
"Vedi di ricordarlo bene." risponde Roby consolato ma non troppo.
Così fra piccole gelosie, assaggi e discorsi su quello che succederà all'assemblea, finisce la colazione ed ora, di nuovo insieme ad Albert e compagnia, i cinque risalgono sulla limousine che dopo poco è di nuovo accerchiata dai giornalisti. Questi, non essendo riusciti a captare nulla con i loro microfoni a causa di uno strano disturbo di provenienza sconosciuta, vogliono saperne di più. D'altronde il dubbio che quel disturbo fosse stato creato da loro per un preciso scopo, quello di non fare sapere delle cose importanti, ha il sopravvento e la teoria degli alieni diventa molto accreditata. D'altronde se uno non vuole farsi sentire, evidentemente ha qualche cosa da nascondere! E in una situazione così particolare avere qualche cosa da nascondere equivale ad avere informazioni di un'importanza notevole! Questo è quello che frulla nella testa di quei giornalisti anche per il fatto che quella notizia veniva da più di una fonte, e più che mai attendibile: veniva dal palazzo dell'Onu!
Albert cerca di alleggerire la pressione che questi fanno su di loro per salire sulla macchina: "Signori, vi prego, andiamo di fretta. Non so nulla e l'unica cosa che so al momento è che c'è di certo una notizia molto importante e che ci da una speranza. Appena c'è dell'altro vi faremo sapere sicuramente le novità."
Così Roby, Rieka, e gli altri, anche grazie a qualche spintone degli inservienti dell'hotel e di alcune imponenti guardie del corpo che di peso spostano i giornalisti, riescono a salire sulla macchina che parte subito di gran carriera. Ripercorrono così quella strada che avevano fatto la sera prima, ma ovviamente in senso opposto. Arrivano davanti all'entrata dove si è radunata una notevole folla di gente: sono praticamente tutti giornalisti attratti dalla notizia che una soluzione al problema della centrale c'è ma, soprattutto, per verificare se è vero che c'è stato lo sbarco degli alieni.
Essendo impossibile fermarsi lì, l'auto tira dritto e si infila nel garage sotterraneo che ha l'ingresso da una strada secondaria. L'idea viene dal solito segretario che ha tante attenzioni per Rieka e che è salito anche lui insieme a loro. In effetti ha pensato giustamente che passare in mezzo alla folla potrebbe causare un problema alla copertura di Rieka: una spinta un urto o altro che gli smuova quel cappellino che ha messo oggi per camuffarsi, e tutto potrebbe saltare mettendo in evidenza chi è lei. Nel parcheggio sotterraneo chiuso ovviamente agli estranei, il problema non sussiste.
Da lì, presa l'ascensore, arrivano nella grande hole, dove diverse persone lavorano per riparare i danni della sparatoria del giorno prima. Di li il gruppetto ripercorre il grande corridoio per arrivare nella sala delle assemblee dove si stanno sistemando tutti i capi di stato e diversi altri importanti esponenti politici mondiali. Avvisati dai loro rappresentanti, molti che non erano presenti il giorno prima hanno viaggiato tutta notte per essere presenti e conoscere la delegata dei tallin. Appena Roby e Rieka entrano in sala, scortati come conviene ad un importante capo politico, un mormorio e parecchia confusione scattano nella sala. Tutti vogliono vedere e parlare da vicino con Rieka che, toltasi il cappellino, mette ora in evidenza le sue caratteristiche aliene. Avvicinatisi alla principessa di Arcadia tutti la accolgono con grandi sorrisi e infiniti saluti.
Dopo parecchio tempo e finiti gli infiniti convenevoli, Rieka e Roby vengono fatti accomodare nella platea proprio in prima fila, insieme ai vari capi di stato. Nel loro posto, sopra al bancone posto davanti a loro, insieme agli altri cartelli indicanti le nazioni ai quali appartengono i capi di stato c'è, anche se semplicemente stampato su un cartoncino a computer, il nome: ‘Planet Arcadia'.
Il segretario sale sul palco e con un breve discorso da ufficialmente il benvenuto sulla terra alla rappresentante arcadiana, ringrazia della loro disponibilità ad aiutare i terrestri e a nome di tutti gli abitanti del pianeta si augura una lunga e profittevole collaborazione. La ringrazia anche del fatto che oggi quella riunione sarà facilitata dal fatto che, grazie al traduttore globale, non c'è il problema delle traduzioni simultanee che rallentano il tutto: oggi si può parlare liberamente e nella propria lingua, cosa che tra l'altro facilita esprimere i concetti che si hanno in testa.
A questo punto il segretario comincia ad esporre quello che è successo nella nottata precedente. Per farla breve, anche altre nazioni non presenti il giorno prima, chi più o meno d'accordo, comunque tutte hanno dato il benestare all'intervento degli arcadiani per spegnere la centrale atomica, e hanno accettato anche le condizioni esposte nel contratto ora firmato e sottoscritto.
Quindi adesso, sempre secondo quell'accordo, tutta la terra potrà essere informata dell'esistenza degli alieni e delle loro intenzioni, anche se per ora non li potranno ancora vedere. Così il segretario spiega come sono state organizzare le cose.
"A partire da oggi alle ore 6 del nostro meridiano, a livello mondiale si è cominciato a dare notizia in modo massivo a tutto il mondo che alle ore 16, sempre del nostro meridiano, sarà data una notizia di portata storica e con un collegamento globale. Il presidente delle nazioni unite comunicherà gli sviluppi della situazione e come l'attuale crisi sarà risolta. A questo punto daremo notizia del nostro primo contatto con gli arcadiani, razza proveniente da un altro, mondo che ci ha offerto molto gentilmente il suo aiuto. La popolazione sarà invitata a dare il proprio consenso o dissenso a tale intervento o con la votazione telefonica , o a recarsi nei vari punti di raccolta dati che collegati via Internet daranno in tempo reale la situazione. Questo ci permetterà di sapere a livello mondiale quanti sono favorevoli all'intervento dei nostri amici tallin o meno. Se raggiungeremo la maggioranza, cosa che ci auguriamo, signora Rieka noi vi daremo subito la notizia e si procederà con la cerimonia di accoglienza della vostra delegazione che avverrà in Texas nella nuova pianura desertica di New Sahara. Lì c'è abbastanza posto per l'atterraggio della vostra astronave, per accogliere le delegazioni di tutto il pianeta e, ovviamente, per tutta la gente che accorrerà, e non sarà poca."
Rieka da perfetta ambasciatrice interviene: "Innanzi tutto vi ringrazio del benvenuto e apprezzo la vostra ospitalità. Per il resto devo dire: ottimo lavoro. Sono stupita della rapidità e della buona gestione che siete riusciti ad avere della situazione in così poco tempo. Sono sicura che il vostro buon lavoro sarà premiato con il successo e la salvezza della vostra razza."
"Dobbiamo ringraziare voi - replica il segretario - per l'aiuto che, sperando tutto vada bene, ci state per dare."
Prima di sciogliere l'assemblea si organizza da subito, visto che tutti danno per certo che l'umanità accoglierà a grande maggioranza l'aiuto alieno, il ricevimento dei reali di Arcadia e come si svolgerà la cerimonia. Il tutto si svolgerà in quella che è una grande pianura americana divenuta da poco semi desertica, scarsamente popolata, così da evitare i disagi dell'enorme afflusso di gente che ingolferebbe qualsiasi città. Vista l'ampiezza della zona lì si potranno creare i settori per riunire in sicurezza tutti i capi di stato, il seguito di curiosi, i non pochi mezzi della stampa, le forze dell'esercito e soprattutto li potrà atterrare anche comodamente l'astronave. Ovviamente si sta già provvedendo a circoscrivere la zona e a controllare accuratamente tutti i movimenti per evitare che qualcuno contrario allo sbarco possa fare danni.
Mentre a quella storica assemblea si discutono l'ulteriore da farsi e il come risolvere altre problematiche, il tempo passa rapidamente e arrivano le fatidiche ore 16 ed in televisione a livello praticamente mondiale, anche se per alcuni è in piena notte, tutti i programmi di tutte le stazioni vengono bloccati per dare inizio al discorso del presidente degli stati uniti, scelto come rappresentante. L'assemblea al palazzo dell'ONU con tutti i grandi del pianeta viene ripresa in diretta. Presenti sono ovviamente anche Rieka e Roby per udire l'annuncio, ma loro non vengono inquadrati. Così a quell'ora in quella data memorabile praticamente tutto il mondo si ferma e forse per la prima volta nella storia umana, tutto il mondo risulta unito anche se per un solo messaggio: per sentire la grande novità e tornare a sperare.
"Mi rivolgo a tutti voi abitanti della terra. Ricchi o poveri, di ogni razza o tribù, di ogni paese e nazionalità. Chiedo, anche se in alcuni paesi è notte fonda o avete i vostri personali e importanti problemi da risolvere, chiedo la vostra massima attenzione al seguente messaggio che oggi ho il privilegio di dare come rappresentante dell'intera umanità. Tutto il mondo sta passando il momento più buio che si sia mai verificato. Rischiamo l'estinzione per un guasto alla mega centrale del Sahara. Non abbiamo ad oggi nessuna tecnologia per impedire che ciò avvenga. Siamo una razza condannata a sparire completamente. Ma a quanto pare la fortuna non ci ha abbandonato. Questo annuncio mondiale, che a breve sarà ripetuto anche dai presidenti e re di tutti i paesi ai propri popoli, è di una meravigliosa notizia! Sono enormemente felice di annunciare che l'umanità ha da oggi la speranza di salvarsi! Questa speranza è arrivata nel modo più impensato e probabilmente mai sperato! All'inizio non potevamo crederci neppure noi. Ma poi ci siamo tutti noi arresi all'evidenza dei fatti. L'aiuto infatti ci è stato offerto da un progredito popolo alieno che ha stabilito con il nostro pianeta un primo contatto vista la nostra particolare situazione. Un loro rappresentante è venuto qui, ora è con noi in anonimato e al sicuro, il quale ci ha proposto un accordo basato sulle loro leggi e principi, che ovviamente noi non critichiamo né giudichiamo. Anzi, li rispettiamo e vogliamo onorarli nel migliore dei modi per dare a questa razza progredita e pacifica tutta la nostra buona volontà, accoglienza e collaborazione. Un aspetto primario dell'accordo che riguarda l'intera umanità e che ci ha spinti a fare questo speciale annuncio, è che il loro sbarco e successivo aiuto dipenderà dal fatto se noi, come pianeta unito in questo momento difficile, accetteremo tale intervento. Serve quindi la vostra opinione abitanti della terra, non quella delle singole razze e nazioni, ma quella del popolo della terra, dei terrestri come unica razza che abita questo pianeta stupendo ora chiamato a dire se è d'accordo o meno a tale intervento. Così, per sapere la vostra opinione, tutta la popolazione mondiale è invitata al più presto visti i tempi ridotti, a dare il proprio consenso o meno allo sbarco alieno. Confidiamo in voi per la salvezza della terra!" Seguono poi altri chiarimenti, inneggiamenti all'unità umana e le spiegazioni su come e dove si può dare tale consenso. Il tutto partirà fra due giorni, il tempo per preparare i sistemi computerizzati.
La notizia di un primo contatto con gli alieni fa scoppiare il putiferio a livello mondiale: gli alieni esistono veramente e uno di loro è qui sulla terra. Così adesso tutti lo vogliono vedere, vogliono sapere e conoscere: c'è chi esce per la strada guardando costantemente in alto, chi prende d'assalto i negozi di telescopi, altri piazzano i propri cercando di vedere le astronavi, chi con radiotrasmittenti più o meno professionali cerca di mandare messaggi agli alieni. C'è anche chi sul tetto di casa scrive con la vernice a caratteri cubitali: "Benvenuti sulla terra!".
Molti in America, capendo da quel discorso che l'alieno che ha stabilito quel contatto era probabilmente sotto scorta alla sede delle nazioni unite, prende su e va lì per cercare di vederlo. Vi potete immaginare quello che significa per quella zona.
Purtroppo c'è ovviamente anche il rovescio della medaglia. Infatti non mancano anche quelli che sono impauriti, se non terrorizzati, dalla cosa: non vogliono gli alieni, pensano siano solo degli approfittatori pronti a schiavizzare l'umanità! Alcuni si radunano e formano addirittura dei comitati anti invasori dallo spazio!
Ormai finiti gli ultimi dibattiti l'assemblea sta per sciogliersi ed è in quel momento che Rieka, approfittando del suo più che fine udito si avvicina all'orecchio del fidanzato.
"Mi sa che fuori sta cominciando il finimondo - gli sussurra - Fuori sento sempre più rumori di grossi mezzi e sirene della vostra polizia"
"La cosa non mi stupisce vista la notizia che è stata diramata ..." risponde Roby che però si blocca per il fatto che un graduato dell'esercito entra furtivamente nella sala delle assemblee e si avvicina al segretario.
"Fuori si stanno radunando centinaia di persone - dice l'uomo - Stiamo organizzando un cordone di sicurezza per permettervi di potere uscire tranquillamente. Comunque attendete il nostro via prima di uscire di qui."
"D'accordo - risponde il segretario sorridendo, poi rivolto all'uditorio dice con tono ironico - Signori e signore, come avevamo previsto e come c'era da immaginarselo, appena la notizia è stata diffusa si è scatenato il pandemonio. Qui fuori ci sono già diverse troupe televisive e centinaia di persone arrivano con ogni mezzo. Contiamo che presto l'intera area sarà bloccata dalla gente e dai giornalisti. L'esercito si è comunque mobilitato per assicurare la dovuta protezione alla nostra gradita ospite. Attendiamo il via per potere uscire in sicurezza da qui."
Il presidente tedesco interviene: "Probabilmente sarebbe meglio che la nostra illustre rappresentante del pianeta Arcadia rimanesse qui. Per lei uscire fuori potrebbe essere comunque pericoloso. Se la folla non la si riuscisse a contenere potrebbe rischiare molto! Poi non sappiamo se lì in mezzo c'è un qualche squilibrato o mitomane!"
"L'idea è buona ma così si presenta un problema! - ribatte il segretario - Qui non ci sono stanze adatte ad ospitare nessuno. Poi si pensava che il troppo mistero possa insospettire la gente. Se non facessimo vedere nessuno, molti potrebbero pensare che quella degli alieni sia una bufala. Infatti anche molti altri sanno che questo palazzo non ha stanze per ospitare personalità. Inoltre la nostra rappresentante aliena penso dovrà tornare al suo pianeta per organizzare l'incontro ufficiale fra quattro giorni, quindi di qui dovrà uscire."
"Posso uscire tranquillamente, non vi preoccupate. Così possiamo acquistare credibilità. Inoltre io non corro particolari pericoli. - interviene allora Rieka - Anzi, in effetti io non rischio nulla. Posso uscire scortata dalle vostre guardie del corpo e protetta da un mio campo di forza, così se eventualmente qualche malintenzionato volesse farmi del male non ci riuscirebbe mai. Solo non posso proteggere tutti quelli che usciranno con me."
"Perfetto! - replica il presidente tedesco - Però, se mi permette, dato che deve uscire coperta o mascherata così da non rivelare la sua identità, bisogna prestare particolare attenzione a che nessuno allunghi anche solo una mano verso di lei per scoprirla, altrimenti addio patto e tutto il resto."
"Daremo ordini ai soldati in merito. - interviene il presidente francese - Così, inoltre, in questi due giorni tutti i giornali e tv avranno di che parlare sul ricercare l'identità degli alieni. Tutte le chiacchiere e trasmissioni che faranno dove faremo intervenire molte alte personalità dei nostri paesi, saranno un'ulteriore pubblicità e sprono a far votare per l'intervento degli arcadiani. Molti forse accetteranno anche solo per vedere come sono fatti questi extraterrestri."
"Allora proviamo! - replica sorridente Rieka pensando all'emozione del poter fare un vero bagno di folla come la più famosa delle dive su questo pianeta - Penso basterà questo giacchino allo scopo. Ha un grande cappuccio che se tirato sulla testa mi copre abbondantemente il viso. Tenendolo stretto e basso nessuno potrà mai vedermi chiaramente."
"D'accordo, - conclude il segretario - allora daremo disposizione in modo che ci sia un passaggio per la vettura che scorterà la signorina Rieka al suo hotel. L'hotel sarà svuotato di tutti gli attuali ospiti per garantire ogni riservatezza alla sua identità. Tutti noi possiamo seguire l'andamento del sondaggio preliminare e di quello effettivo, collegandoci ad Internet. Uno schermo è stato piazzato anche nell'albergo. Signori, ci risentiamo dopo domani alle 16. La seduta è tolta."
L'emozione di Roby e Rieka cresce a dismisura pensando all'effetto che ci sarà non appena la folla che è fuori vedrà uscire una ventina di soldati e guardie del corpo, ben riconoscibili perché tutte vestite in nero, che proteggono quella figura esile, incappucciata, dell'alieno venuto a salvare la terra.
"Non so se starti vicino o no." dice Roby un po' preoccupato.
"E perché non mi dovresti stare vicino?" chiede perplessa Rieka.
"Non vorrei essere d'impaccio alle guardie del corpo se succede qualche cosa. Poi essendo protetta da un campo fasico, tu sarai anche protetta ma se io mi prendo uno spintone e ti cado addosso mi ustiono di brutto."
"Nessun problema tesy, - replica lei confortandolo con una carezza - polarizzo anche te e così non ti ustionerai affatto anzi, sarai protetto anche tu."
"Vada. - dice Roby abbracciandola alla vita e incamminandosi verso l'uscita - Io da sola io non ti lascerò mai!"
Anche lei si stringe a lui ma deve lasciarlo subito per salutare tutti i membri dell'assemblea o con una stretta di mano o con un piccolo inchino, in base alle usanze del paese. La porta di ingresso si apre e dall'altra parte c'è ad aspettarli lì in piedi, tenendosi le mani dietro la schiena, Albert che come vede Roby e Rieka uscire, essendo usciti per primi, prima saluta Roby poi si rivolge a Rieka.
"Buongiorno signora ambasciatrice! Mi consenta di dirle che la sua bellezza non smette di stupirci e lasciarci meravigliati."
"Ehm ... grazie" risponde imbarazzata Rieka che viene delicatamente spinta avanti da Roby che, passato oltre, ripiegandosi un po' all'indietro, portando così la testa dietro le spalle di Rieka dice ad Albert: "Sei proprio un vecchio marpione. Ci devi proprio sempre provare?"
Albert alza le spalle e le palme delle mani, sorridendo come per dire: "E che ci posso fare? Mi viene spontaneo!"
Roby lascia perdere e continua il camino verso l'uscita aiutando la fidanzata a coprirsi la testa e il viso con il grande cappuccio del giacchino nero. Rieka dal canto suo, benché abituata ai ricevimenti sul suo pianta tenuti spesso quando si ritrovano i membri della coalizione dei pianeti e anche ai bagni di folla quando il popolo si raduna per dei proclami o altro, sente dentro di se una emozione e una tensione nuova. Sta vivendo da sola senza avere i suoi genitori vicino o altri membri della coalizione il primo contatto con una nuova razza curiosa di vedere chi sono e come sono gli alieni. Si, fra poco anche su questo pianeta si vedrà dal vivo, anche se camuffata, una razza proveniente da un altro pianeta abitato. Rieka prova anche l'intensa emozione di sapere che può contribuire a salvare miliardi di vite. Questa felicità interiore è impagabile!
Così, mentre percorre il largo androne del palazzo dell'ONU in un corridoio di forze dell'ordine e dell'esercito, tenendo stretto forte quel cappuccio, tentenna quasi nei passi, stringendosi senza dire nulla all'amore della sua vita, come se quel contatto potesse trasmetterle quella forza necessaria per uscire e presentarsi ai terrestri.
In fondo, dall'ingresso, cominciano ad uscire le prime autorità. Le grandi porte in vetro oscurato aprendosi fanno entrare la forte luce di un'altra bella giornata di sole: essendo estate, anche alle diciassette il sole è ancora forte. Non è solo la luce ad entrare. Pensando che stesse uscendo l'alieno, la folla si è subito scatenata con grida e applausi. Si odono anche giornalisti e operatori delle troupe televisive che per farsi sentire in quel baccano urlano con tutto il fiato ai colleghi: "SCATTA, DAI SCATTA!" o "RIPRENDI TUTTO, NON TI FARE SCAPPARE NULLA!" si odono anche minacce del tipo: "FILMA L'ALIENO NON QUEI GORILLA! SE TI FAI SCAPPARE L'ALIENO TI SPEZZO LE BRACCIA!"
Lo scoppiare di quel baccano e vedere tutta quella agitazione fa bloccare Rieka un attimo. Fermandosi fa fermare tutto il corteo che segue.
"Non si preoccupi signorina. - la rassicura Albert che, senza che lei se ne accorgesse, si era messo alle sue spalle - Abbiamo un notevole spiegamento di forze. È impossibile che le accada qualche cosa. Poi è protetta dal suo scudo, no?"
"Si, si. - risponde non poco preoccupata Rieka - Sono protetta, ma per quanto abbia già avuto a che fare con la folla, nessuna era mai stata così chiassosa e agitata solo per me."
"Noi terrestri siamo unici! Sempre entusiasti delle novità!" Esclama lui continuando a procedere.
Il cammino riprende e per i nostri due eroi mai quel corridoio era sembrato così lungo. Man mano che altri politici che li precedevano uscivano tutti scortati, il chiasso cresceva. Finalmente arrivano davanti alla porta. Questa quando si apriva permetteva a chi era fuori, che guardava dal basso verso l'alto, di vedere le persone che uscivano solo quando si trovavano a uno, due metri dalla soglia. Comunque le TV fornite di gru con telecamera riuscivano a vedere praticamente tutto il corridoio e attendevano proprio quel gruppetto strano che si avvicinava particolarmente protetto.
Notato, una volta vicini all'uscita, che in mezzo alle guardie del corpo c'è una persona nascosta vestita civile e camuffata, tutti capiscono che l'alieno è lì sotto. Ora si che si scatena il putiferio totale! Tutti vogliono vedere, fotografare, parlare, toccare o avere un contatto con quell'essere che non è della terra. I soldati anche se in gran numero faticano a tenere a bada tutti quelli che si agitano e saltano per cercare di vedere, mentre i fotografi alzano le fotocamere in alto come fossero tanti trofei per cogliere l'attimo scattando a ripetizione migliaia di foto digitali.
Il chiasso è incredibile e di nuovo Rieka, dovendo avanzare alla cieca, esita e si ferma, ma Roby la stringe e la incoraggia di nuovo.
"Forza, non ci fanno niente! Sono ovviamente curiosi e sicuramente ti vogliono già tutti bene. Inoltre prima o poi dobbiamo uscire di qui. E tu oggi esci di qui come la speranza di salvezza per questo popolo. Sarai per sempre nella storia della terra."
"C'è sempre il tele trasferimento, no?" risponde accoccolandosi stretta più che mai alla vita di Roby e abbassando più che si può il cappuccio.
Roby è pronto: "Si, se la situazione degenera. Ok?"
"Za!" Gli risponde in arcadiano lei, (si pronuncia con la zeta che sembra quasi una esse)
"Non adesso! Non parlare nella tua lingua ... "
Lei si mette a ridere nascosta dal cappuccio sapendo che quelle espressioni nella sua lingua fanno impazzire il povero ragazzo che le trova molto sensuali. Roby riprende il cammino che ora li porta oltre la soglia del palazzo e finalmente sono all'esterno dove, prima della breve gradinata che porta alla strada, vengono fermati da alti funzionari dell'assemblea che vogliono dire due parole alla gente. La cosa non è facile: la folla preme sui poveri soldati e urla. I giornalisti allungano i microfoni cercando di allungare anche le braccia come volessero arrivare fino all'alieno.
"Ci dica qualche cosa sull'alieno." gridano a Roby.
"Perché si nasconde? Vogliamo vedere e dare il benvenuto alla nuova razza, ai nostri salvatori!" Gridano altri.
"Solo una domanda! Solo una domanda!" gridano un po' tutti.
Alla fine però il segretario a forza di chiedere calma a gran voce e con l'ausilio di un potente impianto acustico montato alla spicciolata poco fuori la porta d'ingresso, riesce a calmare quasi tutti e a potere parlare.
"Signori e signore ma, e soprattutto oggi, parliamo di abitanti della terra. In questo magnifico giorno stanno avvenendo non uno, ma due avvenimenti storici per l'umanità che faciliteranno probabilmente l'unità mondiale che da tanto tempo cerchiamo inutilmente. Infatti io oggi sto parlando a tutto il nostro mondo, cosa mai successa. Inoltre oggi una razza aliena amica ci ha offerto un aiuto a cui tutti dobbiamo collaborare, indipendentemente dalla razza o nazione. Ribadisco che tutti noi beneficeremo di un aiuto davvero inaspettato solo con un voto a livello mondiale favorevole. Quindi tutti gli abitanti della terra avranno un ruolo fondamentale e tutti dovranno pensare a come la propria decisione influirà sul prossimo. Facciamo tutti quindi la nostra parte. Se le cose andranno nel modo migliore, i nostri nuovi amici sveleranno la propria identità e potremo stringere con loro una nuova e profittevole amicizia. Altrimenti, l'ambasciatore alieno che è dietro di me rimarrà per sempre una figura così come la vedete: una figura in incognito. Noi da parte nostra abbiamo al momento l'obbligo e l'impegno di non svelarle mai la loro identità."
Tutti intanto cercano di vedere comunque in viso l'alieno che si acquatta dietro le guardie del corpo e cerca quasi di nascondersi dietro Roby. "Perché non si fa vedere? Vogliamo vedere l'alieno e parlare con lui. Vogliamo fare amicizia, non vogliamo che pensino male di noi! Nessuno lo toccherà." dice un giornalista da in mezzo alla folla.
Questa frase riscatena un forte vociare e cori che ripetono: "Vogliamo vedere l'alieno!"
"CALMA, CALMA. - Urla e ripete più volte il segretario. - A tutto c'è una spiegazione. - la gente di nuovo si calma un po' - Il motivo per cui l'alieno è coperto dalle guardie del corpo è solo per sicurezza. Il fatto che si copra il viso è per una clausola che abbiamo accettato. Ripeto! Loro si faranno vedere e riconoscere solo se a livello mondiale una forte maggioranza accetterà il loro intervento, altrimenti se ne andranno e non sapremo altro su di loro. Quindi se volete davvero che questo popolo socializzi con noi e ci salvi dal pericolo che abbiamo di estinguerci, votate positivamente al sondaggio e fatelo appena questo sarà iniziato! Ora scusateci ma portiamo il nostro gradito ospite in albergo."
Le guardie e l'esercito hanno il loro bel da fare a tenere la gente dietro le transenne e per mantenerle lontano ‘dall'uomo' dello spazio. In effetti chissà perché praticamente nessuno pensa ad una aliena. Intanto le scene che si presentano davanti a Rieka che non riesce a vedere praticamente nulla da sotto il cappuccio mentre percorre il breve tragitto dalla porta d'ingresso alla limousine, sono uniche. Chi urla "Benvenuti fra noi" chi "Noi siamo amici" chi, pensando che non ci capiscano, gesticola in modi comici e fantasmagorici. Alcuni altri sono arrivati addirittura con degli striscioni improvvisati fatti con lenzuola e con sopra verniciate alla spicciolata frasi di benvenuto. Insomma: succede davvero di tutto.
"Penso di avere avuto successo su questo pianeta." Dice l'aliena a Roby da sotto il cappuccio mentre cammina svelta verso l'auto stretta al fidanzato.
"Penso proprio di si!" replica lui con tono non poco preoccupato.
Finalmente arrivano all'auto dove grazie al fatto che lo sportello è ampio Rieka entra praticamente camminando, deve solo abbassare la testa, dentro la vettura. L'autista, appena entrato anche Roby, chiude subito la portiera e va al posto di guida. I militari che scortavano i due presidiano ora la lussuosa vettura. Inoltre, sia davanti che dietro la macchina, ci sono diverse moto e auto della polizia che immediatamente accendono le sirene, costringendo le persone li vicino a tapparsi le orecchie per proteggersi dal sibilo assordante. Il loro baccano va ad aggiungersi al frastuono causato dalla folla. Il corteo con anche alcuni mezzi militari che si aggiungono a esso ora parte lentamente diretto all'hotel.
Il corteo di vetture non può di certo correre in mezzo a tutta quella gente che forma, spostandosi chi da una parte chi dall'altra, un vero corridoio umano. Mentre la serpentina di auto prosegue per la sua strada, diverse decine di persone la seguono con ogni mezzo: chi a piedi, chi in bicicletta, chi con quello che ha. Alcuni gridano sperando di essere sentiti.
"Salvateci! Salvateci!"
I giornalisti cercano di affiancare l'auto continuando senza posa a scattare foto e a riprendere ogni istante. Però l'auto ha i vetri scuri e quindi tutti questi sforzi risultano comunque inutili. Inoltre la scorta con modi poco ortodossi scaccia i paparazzi da vicino alla vettura.
Dentro l'abitacolo il clima è più rilassato e Roby aiuta Rieka a sistemarsi un po': il cappuccio le ha spettinato tutti i capelli e lei vuole sistemarli finalmente come le pare, lasciando scoperte le corna e le orecchie. Albert, come addetto alla sicurezza dei due, è anche lui salito con loro e sorridendo soddisfatto dice all'aliena: "Allora, signora ambasciatrice, tutto questo sulla terra vuol dire che il successo è stato notevole. Non pensavo, ma l'effetto "alieno misterioso" ha fatto un effetto grandioso! Mi sa che i vostri capi ... oh scusi ... suo padre, pensando di agire così ha pensato proprio a questo!"
"Sinceramente non lo so! - esclama lei sbuffando - Comunque non pensavo che i terrestri fossero così curiosi."
"I terrestri sono gente molto curiosa! Comunque siamo anche molto calorosi. Aggiungerei che siamo anche strani, infatti oggi nessuno ha urlato slogan contro il vostro intervento, anche se sicuramente persone contrarie a voi ci saranno. Sa, la cosa addirittura mi preoccupa. Infatti sono certo che prima o poi succederà di dovere affrontare i pareri negativi. È solo un mio pensiero, ma l'esperienza sa ... glielo dico per prepararla, sa caso mai...."
"So. - replica Rieka attenta a quei discorsi, visto che tra le altre cose sta cercando di capire meglio la natura umana - In alcuni pianeti il nostro arrivo è stato talmente negativo che ci sono voluti anni prima di essere accettati dalla nuova specie. Comunque devo dire che mai un nostro arrivo è stato accolto così calorosamente. Quindi speriamo per il meglio."
"Comincio a pensare che sei tu che hai una tale influenza positiva che scateni questo nella gente. - le bisbiglia Roby in un orecchio - Hai fatto lo stesso effetto anche a me!"
"Sei sempre carino tu, ma a me questo frastuono mi mette un po' di paura! Sono abituata a situazioni molto più calme e silenziose." risponde lei.
"Per me è anche il fatto che lei, signora ambasciatrice, se mi posso permettere, è anche molto carina. - dice Albert, poi si ferma un attimo e guarda il fidanzato - Non vorrei essere nei tuoi panni Roby! - riprende il discorso abbassando lo sguardo e ridendo. Poi, rialzando la testa - Quando lei si farà vedere e si saprà che è fidanzata con te ti faranno la pelle seduta stante per l'invidia." e scoppia a ridere.
Roby stranito lo guarda e replica: "Ma che dici!..."
I discorsi terminano lì in quanto l'auto è arrivata in albergo e per non far scendere gli occupanti in mezzo alla folla l'autista si infila a fatica, con il rischio di schiacciare qualcuno contro il cancello d'ingresso, nell'immancabile, fortunatamente, garage seminterrato pattugliato e protetto dall'esercito. Poi l'auto si ferma nelle vicinanze dell'ascensore. Tutti scendono e Albert dà le ultime informazioni.
"Allora, tutti gli occupanti dell'hotel sono stati spostati altrove. L'albergo è vuoto a parte alcuni capi di stato che vorrebbero parlare con voi a cena, questa sera. Tutto il personale è stato perquisito ed è stato privato di qualsiasi apparecchio per comunicare con l'esterno. Comunque se qualcuno facesse trapelare qualche cosa sulla sua identità sarà condannato all'ergastolo, così sarete liberi di muovervi tranquillamente. Io ora devo andare, ho molte cose da sbrigare. Ci vediamo domani."
"A domani Albert e ... grazie. Fate un buon lavoro con il sondaggio, mi raccomando!" conclude Rieka stringendogli la mano con decisione.
Roby e Rieka insieme a due guardie prendono l'ascensore che li porta sopra fino all'ingresso. Appena si aprono le porte, i quattro si ritrovano davanti, schierati in perfetto ordine, tutti gli inservienti vestiti di tutto punto con la divisa dell'hotel, e il direttore che gli va incontro con un sorriso stampato sul viso che sembra voglia allargare oltre le sue possibilità la sua comunque non piccola bocca. A mani tese in avanti per incontrare quelle degli ospiti, da un euforico: "Benvenuti sulla Terra e benvenuti nel mio ‘umile' hotel. Per me è un onore ospitare i primi extraterrestri sbarcati qui da noi. - poi guardando meglio nota che Roby non ha i segni caratteristici di un alieno a differenza di Rieka che ora è ben riconoscibile. Così chiede a Roby - Scusi la mia ignoranza, ma solo la signora è aliena o anche lei, sa non noto nulla di ... ‘particolare'!"
Rieka, sorridendo divertita da quel tipo che le appare molto buffo con quel suo atteggiamento, gli dice: "No, solo io sono aliena, lui è un terrestre come voi. Grazie comunque per il suo gentile benvenuto, anche per me è un piacere."
Neanche le lascia finire la frase che il direttore le stringe la mano emozionato e ribatte: "Ribadisco signora ambasciatrice che è davvero un grande onore per me averla come ospite qui. Ora i miei inservienti vi accompagneranno nelle vostre stanze e se per voi va bene la cena sarà servita alle diciannove e trenta. Se ha bisogno di una qualsiasi cosa c'è il telefono in camera e, mi raccomando, chieda pure senza problemi. - poi fa un paio di cenni veloci con la mano e subito uno degli inservienti arriva da loro tutto emozionato - Presto! Accompagna i signori alle suite presidenziali."
Rieka nota che quel ragazzo mette in tasca un po' deluso un blocchetto con una biro che aveva in mano, e nota che anche altri ne avevano. Così chiede a Roby parlandogli in un orecchio: "Che significa il fatto che tutti hanno carta e penna da scrivere in mano? È una usanza particolare vostra?"
Il direttore vedendo il bisbigliare di Rieka si preoccupa subito pensando di avere fatto qualche cosa che ha offeso l'ospite, visto che non ne conosce gli usi e i costumi. Quindi con una espressione che sfiora il panico chiede: "... Ehm, qualche problema? Ho fatto qualche cosa che non va?"
"No, no, si tranquillizzi! - interviene Roby cercando di rassicurarlo - Solo che la signora si stava chiedendo il perché tutti hanno in mano carta e penna. - poi rivolgendosi a Rieka - Vedi, da noi c'è l'usanza che alle persone famose o di particolare peso, si chieda l'autografo, cioè la firma della persona su un qualche cosa, magari con una piccola dedica del tipo: 'con affetto', 'al mio amico' o altro. È come un piccolo trofeo per ricordare l'incontro e da mostrare agli amici per vantarsi di avere conosciuto Tizio o Caio."
"E quindi anch'io devo firmare questi ... autografi?" chiede Rieka.
Il direttore non sa che fare: "Beh, a suo gradimento. Non si deve disturbare. Non è obbligatorio..."
"Certo però che ne sarebbero tutti felici. - replica Roby - Avere la firma della prima tallin sbarcata sulla terra per il primo contatto con il nostro pianeta è un vero trofeo da collezione. Penso che alcuni quel pezzo di carta lo incorniceranno e lo appenderanno al muro."
"Perché essere scortesi. Devo fraternizzare, no? Allora voglio firmare questi autografi! - esclama con gioia Rieka - Si, si, voglio firmare gli autografi. Non vorrei da subito dare l'impressione di essere una scontrosa o una che fa la superiore. Come ospiti sul vostro pianeta dobbiamo dimostrare che vogliamo integrarci e che siamo tutti uguali. - così rivolgendosi ai vari camerieri, senza badare tanto alle formalità, dice - Forza ragazzi, se volete degli autografi sono a vostra disposizione!"
A loro sentire quelle parole non sembra vero, e si avventano con una certa foga su Rieka per arrivare per primi. Ma non appena Rieka va a firmare il primo foglio si rende conto di un problema.
"Io però so scrivere solo in Arcadiano. Non conosco la vostra scrittura. Non ci capirete niente."
Il proprietario del blocchetto non si fa scrupoli: "Va benissimo lo stesso signora ambasciatrice. Anzi, scritto in originale è anche meglio! Basta che mi scriva ‘per Mirco' ed è più che sufficiente!"
Così inizia la firma degli autografi e delle dediche. Molti, soprattutto gli uomini, vogliono anche una stretta di mano per avere il loro personale primo contatto con l'aliena. Fra quella componente maschile degli inservienti, nelle successive conversazioni, alcuni si ripromettono di non lavarsi per un discreto periodo di tempo quell'arto che ha toccato la bella aliena. A Rieka tutto questo la diverte come si è sempre divertita nel contattare altre nuove razze con le loro sempre più diverse culture, più o meno buffe per lei. Poi, una volta finito il tutto, il direttore tutto intimorito che la cosa non disturbasse troppo quel prezioso ospite, si frappone fra i suoi dipendenti e Rieka indicando la via per la loro camera.
"Forza ragazzi - si impone - Allontanatevi e tornate alle vostre mansioni. Signorina, prego da questa parte per la sua stanza."
Roby incamminatosi, nota come non ci sono solo gli inservienti in hotel ma anche un notevole dispiegamento di uomini dei servizi segreti. Questi controllano continuamente proprio quegli inservienti, tenendoli sotto stretta sorveglianza affinché non si avvicinino alle finestre, tutte rigorosamente chiuse da grosse tende bordò, non abbiano telefoni o altro. Controllano anche che non cerchino di comunicare con l'esterno in un qualche altro modo. Ormai in quell'albergo tutto tace. L'unica cosa che si ode in sottofondo sono, ora che l'aliena non c'è, i commenti del personale esterrefatto da quello che hanno visto.
"Se sono tutte così mi trasferisco da loro!" dice uno.
"E noi che pensavamo fossero tutti verdi e brutti!" Dice il compagno.
"Ma quel tipo che se la porta in giro, chi è? Non potevano chiederlo a me di accompagnarla?" si lamenta l'altro.
E questi sono solo alcuni di quei commenti, quelli riportabili. Ovviamente ce ne sono altri, ma ... tralasciamo!
SONDAGGIO MONDIALE
Andiamo un attimo indietro nel tempo, in un paese che è praticamente al lato opposto di dove sono Roby e Rieka: l'Italia. Questo perché per rispettare il patto di anonimato, si è presa e pensata ogni precauzione immaginabile per mantenere segreta l'identità di Rieka, ma non si è pensato proprio a tutto. Il progetto di fare lavorare tutti i terrestri insieme escogitato dalla coalizione dei pianeti funziona, ma ci sono ovviamente delle lacune.
Infatti, proprio a casa di un amico di Roby, c'è una riunione di praticamente tutti i suoi compagni che si stanno chiedendo dove sia finito il loro amico, visto che non riescono né a parlarci né a telefonarci. Chissà poi chi in realtà vorrebbero rivedere dopo la giornata al mare. Comunque loro smaniano dalla voglia di discutere della notizia visto che, anche se alle dieci di sera, ora anche lì sanno dello sbarco degli alieni. Così sono tutti insieme davanti alla tv quando viene trasmessa per l'ennesima volta l'uscita dal palazzo dell'ONU, appunto, dell'alieno. E, meraviglia delle meraviglie, circondato da un ingente gruppo di guardie, guarda, guarda chi c'è: proprio lui! C'è Roby! È proprio il loro grande amico Roby che tiene stretto a se il misterioso extraterrestre!
"C'è Roby!" è infatti l'urlo che terrorizza tutti i giovani
Tutti gli amici saltano in piedi correndo davanti allo schermo in alta definizione del tv LCD.
"Non capisco che succede. Possibile che Roby sia una guardia del corpo dell'alieno?"
"Non ci credo! Lui non sa fare male neanche ad una mosca!"
"Che allora, che ci fa Roby lì?"
"Roby un alieno?"
"Ma no! È impossibile! Che stupidaggini dici!" dicono uno dopo l'altro i giovani.
"Ma siete cretini! L'alieno è quello coperto con il cappuccio! Se vi do una matita, mi fate il piacere di disegnavi un cervello?"
"Allora spiritosone mi dici che centra lui in questa storia?" dice un altro continuando a fissare la tv a due dita dallo schermo per essere sicuro di quello che vede.
La conclusione è ovvia e uno da dietro conclude esclamando.
"Ma certo! L'alieno, non è un alieno, amici: è un'aliena! E l'aliena è Rieka! Altrimenti che ci fa lui lì e perché è lui che lo accompagna fuori dal palazzo? Uno schianto di donna così può solo venire da un altro mondo! No?!"
"Ovvio si! - dice uno di loro prendendo il cellulare - Dobbiamo trovare il modo per parlare con lui e subito!"
"Inutile! - dice un altro rituffandosi sul divano - E' da quesa mattina che provo a chiamarlo senza risultati. Il cellulare è spento!"
"Ehi, ci pensate? Noi siamo i soli a conoscere l'identità dell'aliena!" dice uno intanto che ragionano sul da farsi.
"È vero. Noi abbiamo visto e toccato per primi sulla terra quella sventola di aliena. Io le ho stretto pure la mano!" dice un altro.
"Cretino! Quella gliela abbiamo stretta tutti! L'unica cosa è: lei si è presentata come fidanzata di Roby. Per me a questo punto il presentarsi come fidanzata è solo una copertura. Quella donna me la voglio fidanzare io!" Ribadisce l'altro.
Il più grosso, in senso muscolare, si fa avanti e con tono imperioso non si lascia sfuggire l'idea: "Mettiti in fila giovane. Amici o no davanti ad una così vince chi ci sa fare di più! Chiaro?"
"E se lui si fosse fidanzato per davvero?" chiede il primo.
Il grosso si stringe fra le spalle e conclude: "Mi toccherà eliminarlo!"
Come al solito e, come vi dicevo nel precedente racconto e come accade anche su Arcadia, spesse volte davanti ad una bella donna anche le amicizie più solide tendono ad essere accantonate: vince chi ci sa fare di più e, forse, anche chi sa giocare un po' più sporco dell'avversario! La discussione così si scatena su che cosa avesse di veramente alieno quella donna. Ma nessuno in effetti aveva notato nulla di particolare se non la bellezza, i canini superiori un po' più pronunciati e il colore dei capelli, ma quelle non sono cose così strane, a parte ... forse, quei denti. Così tutti arrivano alla conclusione che il segno particolare che testimonia che Rieka è una aliena è il fatto che, giudizio basato anche sulla giornata al mare dove Rieka era in bikini, quella donna era veramente una delle più belle da loro mai viste.
Meditando su questo fatto i ragazzi concludono inoltre che, se tanto mi da tanto, sul pianeta di Rieka bisogna andarci per forza: si deve constatare personalmente se le donne aliene come media di bellezza sono tutte come lei: cioè da togliere il fiato. Ora stranamente tutti quei giovani amano e vogliono che gli alieni intervengano negli affari della terra.
I giovani è orami da tempo che provano e riprovano, però tutti i tentativi di contattare Roby continuano a fallire miseramente. A loro insaputa lui è infatti chiuso e blindato dentro l'hotel. Così gli amici tentano di contattare la mamma di Roby. Ma anche in questo caso la situazione è assolutamente caotica. La linea del telefono di Rossana è arroventata. Le stanno telefonando da ogni dove. Altri che avevano riconosciuto Roby alla tv e anche vari giornalisti che avevano fatto indagini su chi fosse quello che proteggeva l'alieno, erano risaliti facilmente alla mamma che ora, poveretta, si ritrova assediata a casa sua. Cominciano ad arrivare sotto casa anche i primi giornalisti a chiedere informazioni.
Fortuna che comunque di li a poco una piccola truppa di una ventina di militari vengono a salvarla. Appena in tempo! A fatica le forze dell'ordine italiane riescono a portare via la donna nascondendola in una caserma dei carabinieri super blindata ma comunque subito assediata da curiosi, parenti e giornalisti che hanno seguito i militari.
Gli amici di Roby, vedendo che non riescono più ad avere nessun contatto né con l'amico né con la madre di lui, si accordano per seguire per quel che è possibile l'eterna diretta dello specialissimo sul sondaggio mondiale che comprende collegamenti, ospiti ed eterne discussioni su quelle poche immagini dell'alieno per capire chi e cosa possa essere. Alcune trasmissioni pagando a peso d'oro i vari filmati, professionali e non, per esaminarli in diretta tv fotogramma per fotogramma per vedere se c'è un qualche cosa che indichi l'identità dell'extraterrestre. I giovani a questo punto cominciano a pensare di vendere a peso d'oro l'informazione che solo loro adesso hanno: chi è l'ambasciatore degli alieni, ignari del terribile danno che questo loro gesto potrebbe causare!
È a questo punto che in America Roby orami tranquillo nell'albergo, viene avvisato della cosa, cioè di cosa è successo a casa sua. Solo a questo punto realizza che i suoi amici possano dire qualche cosa in quanto avranno sicuramente ipotizzato che l'alieno è Rieka. Così telefona ad Albert.
"Albert, ho un dubbio atroce!"
"Di che si tratta? Siamo in pericolo?"
"In un certo senso ... si. Vedi, Rieka è già da un po' sulla terra in incognito e diversi miei amici l'hanno vista e quindi ..."
"Dammi subito i nomi! - lo interrompe bruscamente Albert - "Mobilito subito la vostra polizia e li portiamo subito qua!"
"Li posso chiamare io ..."
"Pazzo! Non azzardarti a toccare il telefono! - gli urla l'uomo - Ti richiamo io sul cellulare protetto."
Infatti a Roby era stato dato un cellulare in uso alle forza di sicurezza con un sistema di trasmissione criptato a codice variabile. In poche parole il codice con cui veniva trasmessa la chiamata cambiava in continuazione, ogni tre secondi, questo per renderne impossibile l'intercettazione.
Quel telefono di li a poco squilla. Roby attiva la chiamata.
"Sono io." dice Albert.
"Allora che si fa? Ci pensi tu?" chiede Roby un po' preoccupato.
"Gli mando qualcuno io, non ti preoccupare, tu dammi i loro numeri di cellulare che li rintracciamo ovunque siano."
Roby fa così e di fatti in Italia di lì a poco, e anche se a causa del fuso orario l'ora ormai è tarda, tutti quelli che sapevano di Rieka, che sono ancora tutti in una unica casa, sentono suonare il campanello.
"Ma ... chi è?" chiede uno.
"Genio! Se non alzi il citofono e non rispondi difficilmente lo sapremo." Gli rispondono gli altri.
Il ragazzo si alza e va alla porta.
"Chi è?" chiede preoccupato.
"Polizia! Dovete aprirci è importante!"
"Polizia? Ma noi ..."
"Apriteci è molto importante! Abbiamo una comunicazione dal vostro amico Roby!"
"Roby? Un messaggio? ... Adesso apro. - poi mentre apre la porta si rivolge verso gli amici e li informa - Ehi ragazzi! Ci sono novità su Roby e ... ce li porta la polizia!"
"Buonasera, scusate ma, come dicevo la cosa è della massima importanza." Si presenta uno dei due poliziotti entrando nell'appartamento.
"Prego ... prego diteci pure. Stavamo proprio per l'appunto chiedendoci del nostro amico."
"Bene. Capitiamo proprio a fagiolo allora!"
"In effetti pensavamo che forse noi possiamo sapere cosa sta succedendo in America con quell'alieno!" dice uno dei giovani al poliziotto.
"Sappiamo già tutto! - dice l'altro poliziotto accomodandosi su una sedia del tavolo in centro alla stanza - Siamo qui proprio perché sappiamo che forse voi sapete troppo."
"Perché troppo?" chiede un po' impaurito il giovane che ha aperto la porta.
"Perché prima che pensiate di vendere la vostra notizia a qualche giornale per fare un bel gruzzoletto vi avvertiamo che voi se parlate condannerete tutto il mondo in quanto l'identità dell'alieno deve rimanere assolutamente segreta. Neppure noi la sappiamo e non dovete dircela per non passare guai. Quindi ..."
"Quindi ecco come avete fatto sfumare una bella opportunità per fare soldi facili!"
"Staremo zitti. Va bene non diremo nulla fino a quando non ce lo direte. D'accordo?"
"Ok! Fate i bravi ragazzi e ... passerete forse anche voi alla storia."
Chiusa questa piccola parentesi, torniamo in America dove Roby e Rieka fanno un salto in incognito sulla Revan e tornano vestiti di tutto punto come si conviene per partecipare ad una cena con dei governanti. Si recano poi alla sala da pranzo dell'hotel dove sono aspettati dai camerieri che li accolgono e li accompagnano al tavolo con tanto di posto personale: ormai sono a tutti gli effetti dei veri diplomatici. Rieka felice di, finalmente, non dovere più nascondere i suoi tratti somatici caratteristici, ora li mette in bella mostra, anche con quella punta di orgoglio che caratterizza i tallin. Infatti per l'occasione si è messa tutta elegante: i capelli li ha raccolti e legati a coda di cavallo, alta sulla testa, lasciando in bella evidenza i cornini e le orecchie a punta adornate, sui piccolissimi lobi, da due lunghi e sottili orecchini che quasi sfiorano le spalle nude. Se già non lo aveva fatto quella pettinatura, un trucco leggero e scuro evidenzia e caratterizza gli stupendi occhi azzurro chiaro creando un effetto ‘sguardo che ti fulmina'. A concludere, un vestitino leggero da sera senza maniche un po' scollato davanti, ma non troppo, di più sulla schiena e tenuto su da due sottili spalline, di seta scura lungo appena fino sopra il ginocchio. Braccialetti in oro giallo sui polsi ad arricchire le braccia nude, un girocollo sempre in oro e una borsetta nera, sono gli accessori che completano il tutto.
Roby si propone invece con un paio di pantaloni grigio scuro con piega sulle gambe e camicia sul viola e cravatta a fantasia sul verde.
Lui, vedendo la fidanzata si lustra gli occhi guardandola: è davvero bella da togliere il fiato!
Non solo lui lo fa. Infatti quando Rieka passa per la hole dell'albergo, tutti si fermano ad ammirarla. Notandolo lei sorride un po' imbarazzata da quelli sguardi inopportuni che non saranno i soli. Quando infatti i due entrano nella sala da pranzo e si avvicinano al grande tavolo rotondo posto proprio al centro e già tutto occupato dalle altre personalità, anche quei presenti rimangono basiti per quanto sia graziosa ed elegante la ragazza dello spazio, anche se lo fanno in questo caso con una maggiore discrezione. Molti sono ovviamente colpiti soprattutto da quei particolari unici dei tallin. L'ambasciatore dell'Europa dell'est scatta in piedi appena il cameriere scosta la sedia dal tavolo per fare accomodare Rieka. È visibilmente arrossito in quella carnagione pallida tipica delle popolazioni del nord est europeo, a causa dell'imbarazzo e dell'emozione che prova avendo per quella sera la possibilità di avere al fianco l'aliena. Anche la voce tremolante e bassa che gli esce salutandola tradisce l'imbarazzo dell'uomo provocando l'ilarità di tutti i presenti al tavolo, ma anche non poca invidia.
Per Rieka trovarsi in quella situazione non è particolarmente eccezionale, ma per Roby vedere il presidente americano, il capo di governo inglese, il presidente degli stati uniti d'Europa e altri pezzi grossi che gli stringono la mano e si siedono insieme a lui a tavola è una emozione non da poco. Fa un bel sospiro, cerca di nascondere la tensione che ora è veramente a mille e affronta il tutto ostentando una certa disinvoltura.
"Benvenuti a cena. - dice il presidente americano che come sempre cerca di essere il primo e fare bella figura davanti agli altri - Mi consenta di dirle, sperando che non sia preso come un gesto scortese per la vostra cultura, che la sua eleganza e bellezza è riguardevole!"
"Grazie! Non si preoccupi, nella nostra cultura quello che ha detto è un complimento molto ben accetto! Comunque il piacere è soprattutto mio." Risponde prontamente Rieka.
"Vedo che non ci sono problemi nella lingua, - continua il presidente americano - ha riattivato quell'aggeggino? Come si chiama ...? Traduttore mondiale?"
Rieka sorride: "Traduttore globale. Si, l'ho attivato, in questi casi è veramente utile, anche perché non conosco una parola delle vostre lingue. Utile vero?"
"In effetti si! - risponde - E ... So che non dovrei dirlo, visto l'accordo preso, ma con le centinaia di lingue che si parlano sulla Terra, ci farebbe proprio comodo quell'affare."
"Esatto, - replica seriamente Rieka - non dovrebbe dirlo!" fine del discorso!
"Bene, vedo che i signori sono tutti presenti. - si ode dire da una voce galante che proviene da vicino al grande tavolo - Se i signori desiderano darei il via alla cena che, visto l'onore che abbiamo di avere una così importante e graditissima ospite, seguirà gli usi e i costumi del suo pianeta natale. Posso iniziare il servizio?"
È il direttore dell'albergo che ha organizzato quella cena con meticoloso impegno, stressando chef e addetti alle cucine affinché anche i minimi particolari fossero curati in modo maniacale.
Quella particolare attenzione è dovuta anche dal fatto che Rieka, interpellata per il menù, ha spiegato che gli arcadiani non mangiano carne ma non obbligano chi la mangia ad imitarli. Però non sopportano decisamente, come forma di rispetto per gli animali e la vita, portate a base di carne con l'animale intero o parte d'esso intero soprattutto la testa, come ad esempio succede con la porchetta italiana. Questo per non rappresentare, ricordare o glorificare l'aspetto violento dell'uccisione dell'animale. I commensali si consultano con delle rapide occhiate ad indicare che la fame comincia ad essere tanta e quindi tutti sono d'accordo per iniziare quella cena.
La cena ha inizio e nelle molte chiacchiere che si fanno fra una portata e l'altra, Rieka si difende bene da domande un po' di ogni tipo che poi alla fine rivelano che quei politici si, sono colpiti ed ammirati dal fatto che ora si sa che esistono altre specie nel cosmo e questo cambia davvero molto il modo di vedere e pensare dell'umanità, ma poi il loro interesse verte sul fatto se c'è la possibilità di trarre profitto da tutta quella storia. Roby è veramente sconcertato: nota come, più o meno velatamente, quelle persone che dovrebbero essere quelle che difendono e proteggono gli interessi dei loro popoli, poi in fondo non hanno una preoccupazione così radicata nel loro cuore per gli altri ma molto più per se stessi.
Piano, piano i discorsi infatti vanno a finire su come funziona l'economia su arcadia, quanto oro c'è, se da loro le pietre preziose sono ritenute tali e altro: ci mancava solo che chiedessero se se ne potevano andare la a prenderne un qualche chilo con due sportine! Roby deve trattenersi non poco per non rispondere per le rime a quelli che ora comincia a considerare solo degli avidi commercianti e niente più. Capisce come mai ora la terra si trovi in quelle condizioni, anzi, vista la morale di quella gente si chiede come mai quel disastro non sia capitato anni prima!
Ma poi alla fine Rieka da il colpo di grazia alla cosa. Fissa tutti e quella ragazzina, tutti a quel tavolo superano i cinquant'anni, mette bene in chiaro come stanno le cose.
"Vedete, signori. Io vi ripeto che noi interverremo solo per evitare la vostra estinzione e niente più. Questo intervento è del tutto eccezionale, dovuto alla riconoscenza che dobbiamo a Roby e basta! Questi sono gli accordi. Da parte nostra non ci saranno altre interferenze di nessun genere. Non vi procureremo nessuna ricchezza né nessuna tecnologia. Nessuno inoltre sarà fatto viaggiare nello spazio e portato da noi da qualche parte nello spazio. Queste sono le regole dovute ai nostri decenni di esperienza in questo campo. Un domani, se la vostra mentalità e società si svilupperà in modo da non costituire un pericolo per voi stessi o per altri, può darsi che un aiutino ve lo daremo. Io, sinceramente, a questo punto sarei interessata a sapere come va il pre-sondaggio. Dopodomani comincerà la votazione e se le cose andassero male io non la vedo bene ... per voi!"
Concentrati troppo sui loro interessi quei ‘grandi' si erano completamente dimenticati della cosa più importate: assicurarsi che il pianeta rispondesse positivamente al sondaggio.
"Certo, certo. Le ricchezze non centrano! Dobbiamo salvare il nostro pianeta!"
È in quel momento che tutti notano un paio di camerieri che fanno alcuni gesti con le mani ad indicare che c'è una persona con informazioni urgenti.
"Che succede?" chiede il presidente americano.
"Signor presidente, - dice il cameriere dopo essersi avvicinato al tavolo - c'è uno degli uomini adibiti al pre-sondaggio che ha le prime stime da comunicare."
"Benissimo!" è quello che dicono un po' tutti che richiedono che l'uomo entri al più presto.
Altri rapidi gesti fra i camerieri fanno si che quella persona arrivi subito al tavolo. L'uomo arriva tutto trafelato, in abito scuro giacca e cravatta, stringendo gelosamente una cartelletta di plastica nera piena di fogli non troppo bene ordinati sotto il braccio. Quello che blocca un po' tutti è l'espressione dell'uomo: decisamente preoccupata!
"Qualcosa non va?" chiede sempre il presidente americano notando la cosa.
"Sinceramente, signor presidente, si. Abbiamo un problema!" risponde l'uomo.
"E quale? Parli, su, non ci tenga sulle spine!" ordina un po' stizzito il capo di stato.
"Dunque, a differenza di quello che pensavamo tutti il pre-sondaggio rivela che ben il 70% della popolazione mondiale non vuole che gli alieni atterrino sulla terra e spengano la centrale." Dice con non poco timore l'uomo rimanendo in piedi di fianco al presidente americano, mentre appoggia diversi fogli presi dalla cartelletta sul tavolo.
"Ma ... Come? È impossibile! - dice il presidente che subito consulta brevemente i fogli per poi sospirare - ... Si, abbiamo davvero un grosso problema!"
"Ma com'è possibile che le persone di questo pianeta non si rendano conto del pericolo che stanno passando!" Replica il presidente francese.

"I dati indicano che la stragrande maggioranza delle persone pensi che il comparire così fortuito degli extraterrestri possa significare alla fine solo due cose: ho a una burla per evitare il panico mondiale, o un intervento fatto ad hoc dagli alieni per approfittare della nostra situazione critica e impossessarsi tranquillamente del nostro pianeta." Replica l'uomo consultando i suoi preziosi fogli.
"Quindi credono che li stiamo prendendo in giro o che ci stiamo per far conquistare dagli alieni. - dice sconsolato il presidente americano - E adesso come facciamo a convincerli della contrario? Non possiamo neanche far parlare gli alieni alla televisione, altrimenti verremo meno al nostro accordo e ti saluto aiuti."
Un gelido silenzio piomba sulla tavolata, interrotto dopo qualche attimo da un ancor più sconfortante:"Che facciamo adesso?"
Ma c'è chi di parole ora ne trova!
"Non ci credo! Non avevate pensato a questa evenienza?" dice allibita Rieka come reazione spontanea a quello che ha appena sentito.
"Signorina! - replica prontamente e contrariato il presidente americano - Queste per noi sono situazioni completamente nuove, inaspettate e particolari! Non possiamo sapere come organizzare subito tutto! Stiamo parlando ti tutta la Terra!"
Rieka si rende sempre più conto che quegli uomini si credono molto più grandi di quello che sono e questo li rende molto suscettibili. Capendo di avere fatto una gaffe, cerca il recupero tentando di evitare di non offendere ulteriormente quegli uomini.
"No, per carità, capisco benissimo. In effetti davo per scontato alcune cose che non lo sono. - dice con un sorriso di circostanza la principessa. Poi continua avendo già bene in mente dove vuole portare a parare la mente di quel presidente - Bisognerebbe trovare qualcosa che faccia capire ai popoli della terra che questa è la loro unica speranza e che non siamo affatto nemici. Qualcuno che li possa convincere. Lei ha mica qualche idea?"
Il presidente ci pensa un attimo e risponde: "Convincere tutti o la maggioranza delle persone del mondo non è certo facile. Abbiamo a che fare con mentalità e usanze fra le più disparate. Che gli possiamo dire? Si ... sono decisamente troppe mentalità e culture diverse da convincere!"
"Però tutti seguono qualcuno! Tutti hanno i loro leader: politici, religiosi o sportivi che siano!" esclama in un sorriso entusiasta l'ambasciatore britannico.
"Che idea! - urla poco elegantemente il presidente dell'Europa unita - Quasi tutti i leader della politica sono qui, molti delle principali religioni pure, chiamiamo anche alcuni sportivi o premi Nobel noti a livello mondiale e facciamo degli spot a ciclo continuo fino alla fine del pre-sondaggio e anche durante!"
"Ottima idea! Presto! Non abbiamo molto tempo, cominciamo subito!" è la proposta del presidente americano che, pensate un po', anche in questo caso vuole organizzare lui!
"E bravo il mio presidente!" è quello che intanto sussurra Rieka sorridendo, essendo riuscita a portare tutti quegli uomini esattamente dove voleva lei senza neppure molto impegno.
Roby, muto come un pesce fino a quel momento continua nel suo silenzio, ma ora ammirando la sua Rieka che manifesta una notevole capacità di pilotare un'intera tavolata di presidenti e ambasciatori esattamente dove voleva con una facilità così disarmante. Una cosa positiva c'è: notando queste cose quella donna gli piace ancora di più! Tutto quello che fa gli piace e lo fa innamorare sempre più.
‘Che siano i più che classici occhiali rosa e, aggiungiamo, con i fiocchi? - pensa fra sé - O che in tutta questa situazione così paradossale in cui mi sono venuto a trovare, forse anch'io sono un po' fuori di testa?'
Comunque preso dai sentimenti che prova in quel momento si avvicina a Rieka e in un orecchio gli sussurra: "Quanto mi piaci quando fai così!"
"Ti sembra il momento per le smancerie? Non sta bene parlare nelle orecchie davanti a tutti!" replica lei rimanendo in bilico fra l'imbarazzo e il soddisfatto per quella dichiarazione del fidanzato.
Lui si stringe fra le spalle e le sorride come per dire: "Boh! A me mi andava di farlo e l'ho fatto!"
"Presto, chiamiamo una testata giornalistica televisiva fra le più importanti del mondo. - comincia ad organizzare il presidente americano, ovviamente - Poi tutti noi telefoniamo a tutte le altre nostre emittenti che si colleghino in mondovisione e mandiamo le interviste ai nostri rispettivi paesi! Poi che organizzino subito dei talk show in cui si discuta la cosa ma nel ... ‘modo giusto', chiaro?"
"Ottimo! - interviene Rieka - Se mi permettete, si potrebbero fare interviste a rotazione in base anche ai fusi orari dei vostri paesi, così da iniziare da dove adesso è giorno e la gente vede la tv o ascolta la radio e via, via così."
"Lei signorina stupisce per le idee che ha! - dice l'ambasciatore dell'Europa dell'est al fianco di Rieka - La vostra maggiore cultura si nota anche in questa sua capacità organizzativa nonostante la giovane età!"
"Sinceramente, - risponde lei fissandolo e sorridendo - è anche che spesso mio padre mi ha fatto partecipe da bambina ad incontri come questi quando contattavamo altri pianeti. Così, più che cultura avanzata direi che è ... esperienza acquisita."
L'ambasciatore fissato da quegli occhioni azzurri alieni così da vicino ed essendo evidentemente una persona, nonostante il suo ruolo politico, un po' timida, torna a diventare tutto rosso. La tavolata di conseguenza torna un po' a sorridere vedendolo così paonazzo e a provare ancora più invidia di lui che si gode l'incontro ravvicinato del ... terzo tipo.
"Bene! Diamo il via alle telefonate per fare partire il tutto?" esclama finalmente Roby che per la prima volta fa sentire la sua voce.
"Sì, sì, cominciamo subito!" esclamano un po' tutti tirando fuori non pochi telefonini e cominciando a chiamare a raffica coloro che si dovranno occupare di organizzare tutto. Essendo in America, il presidente americano si adopera per contattare la CNN, ad oggi la più grande emittente a livello mondiale dedicata solo all'informazione, per organizzare le interviste.
Non passa molto che le disposizioni principali sono state date. Ed è a questo punto che Rieka interviene e, prima di abbandonare il tavolo, dice a tutti: "Per dare un ulteriore incentivo ai messaggi che darete, ho pensato di propormi per una intervista, ovviamente senza essere inquadrata."
"Idea eccezionale la sua! La sua voce potrebbe rassicurare molti sul chi siete e la vostre intenzioni!" dice uno.
"Si, - replica un altro - una voce femminile e giovane sicuramente può essere molto efficace. Poi ‘vedere' che lei è effettivamente con noi aumenterà la credibilità delle nostre affermazioni!"
"Allora? Quando arriva il giornalista?" chiede Rieka.
"Prima di quanto lei creda!" dice il solito presidente americano.
In effetti la domanda dell'aliena trova risposta dieci minuti dopo, quando arrivano due addetti dell'albergo che accompagnano due uomini in jeans e maglietta con stampato sopra il logo della CNN ben evidenziato sul petto e la schiena. Uno con la telecamera in spalla e l'altro con un microfono in mano. Quello che colpisce è l'espressione dei due: gli si legge il terrore negli occhi!
Rieka, che si è allontana un attimo, e si trova alla toilette, non è al momento presente. Roby invece che è lì nella hole, vede l'ingresso dei giornalisti insieme ad alcuni altri presidenti rimanendo sconvolto.
"Ma che è successo?" chiede ai due che gli passano vicino.
"Ni ... ni ... niente!" balbetta quello con il microfono mentre il cameraman si limita a fare uno striminzito sorriso.
"Non ci credo tanto! - continua Roby che poi si rivolge all'ambasciatore europeo - Li hanno pestati questi due? Che gli hanno fatto?"
"Se non erro, - dice l'ambasciatore avvicinandosi all'orecchio del ragazzo - penso che abbiano fatto capire ai giornalisti che non è affatto il caso che facciano i furbi, magari rubando un'immagine dell'aliena per pubblicarla e tentando così lo scoop della storia."
"E ... immagino abbiano usato il ‘metodo americano'!" ironizza Roby.
L'ambasciatore sorride abbassando lo sguardo, cercando di trattenere una grossa risata e poi risponde: "Penso di si, se ho capito cosa vuoi dire!"
In effetti i due avevano passato i dieci minuti peggiori della loro vita: erano stati pesantemente minacciati, perquisiti con una certa violenza e poi sbatocchiati come fuscelli da due gorilla per dargli un assaggio di quello che li aspetta se non fanno ... i bravi! Come lo chiama Roby, hanno decisamente usato il ‘sistema americano'!
"Ci hanno spiegato che vi dobbiamo intervistare per mandare un messaggio di tutti i presidenti a tutto il mondo." Continua il giornalista cominciando a riprendersi dallo shock.
"Esatto! - continua Roby - Inoltre ci organizzeremo per fare sentire la voce della rappresentante aliena sul nostro pianeta. Vogliamo aiutare la gente a fidarsi di loro."
"Dovremo intervistare gli alieni?" replica il giornalista.
"Esatto! - dice improvvisamente una voce dietro i due della CNN facendogli prendere un ulteriore spavento manco non ne avessero passata già abbastanza - Voi intervisterete la rappresentante aliena ma per nessun motivo la sua immagine dovrà uscire da questo albergo, altrimenti ..."
"Sappiamo, signor presidente ... sappiamo!" dicono in coro i due praticamente in coro.
"Bene, diamo inizio alla cosa? Dov'è la signorina Rieka?" chiede il presidente americano.
"Era alla toilette, penso stia arrivando." Dice Roby che si rivela profeta in quanto immediatamente si ode una voce femminile che risponde.
"Mi stavate cercando?"
È proprio lei che fa il suo ingresso nella hole e si unisce nuovamente a tutti gli altri.
"Bene, iniziamo subito! - dice il presidente dell'Europa seduto e in attesa su una poltrona - Il mio staff ha fatto un piccolo programma di come possiamo inviare in modo logico tutte le interviste affinché arrivino ai mezzi di informazione del mondo nell'arco della giornata in solo sette ore! In alcuni paesi arriveranno la mattina in altri verso sera per poi riprendere la mattina dopo."
"Bene! Ottimo lavoro signor presidente - Dice sorridendo Rieka - Grazie inoltre al mio traduttore potremo fare le interviste più rapidamente e mandare subito le registrazioni elettroniche direttamente alle tv che poi le manderanno in onda più di una volta nella giornata. - dice ancora Rieka che poi rivolgendosi ai due giornalisti chiede - Giusto signori?"
La ragazza rimane in quel momento interdetta notando lo sguardo ad occhi sgranati quasi volessero far saltare via i bulbi oculari dalle loro orbite, dei due intervistatori che non replicano nulla.
"Qualcosa non va?" chiede lei preoccupata.
"N... no! ma ... ma è lei l'aliena?"
"Si! Immagino che siate colpiti dalle mie ... caratteristiche!" dice la ragazza.
"Si ... si! ... - balbetta l'intervistatore - Be... Bene, bene andiamo pure. - riprende a balbettare quello che ha il microfono e che ormai gli stava per cascare a terra. Poi guarda il collega e sottovoce gli dice - Alla faccia degli alieni! Se questi ci invadono io li lascio fare!"
Roby ha capito che pensano i due tipi.
"Sveglia giovani! - dice ad alta voce - Si, questi sono gli alieni e lei è una principessa ed è già fidanzata. Quindi riprendetevi e un po' di contegno con delle personalità!"
"Scusi, scusi ma sa, lo shock del vedere una persona di un altro pianeta con le orecchie a punta e le corna ... poi non pensavamo ..." continua il giornalista.
"Che avessero questo tipo di aspetto,vero? - dice il presidente americano che intanto che si avvicina ai due gli finisce la frase. Poi avvicinandosi ulteriormente e parlando a bassa voce continua - E che le loro donne fossero così belle! Vero?"
"Beh, si ... in effetti chi mai lo pensava. Quando siamo entrati ci eravamo preparati a vedere di tutto, cosi brutti, rugosi, mollicci ... invece ..." continua l'uomo.
"Altro motivo per convincere l'umanità, no? Fate del vostro meglio e questo è il futuro che ci aspetta!" continua il presidente.
Non c'è molto bisogno di insistere, sia il giornalista che il cameraman hanno già tutte le sinapsi del cervello che fumano da quanto stanno elaborando domande, scenografie possibili lì dentro, atteggiamenti e chi più ne ha più ne metta, per impedire che l'umanità si giochi non solo la propria esistenza ma anche, soprattutto dall'ottica maschile, la possibilità di venire a contatto con una razza aliena che ha donne così!
Arrivano anche alcuni sportivi di fama mondiale praticamente rapiti da dov'erano in quel momento e portati a tutta velocità all'hotel: un campione di automobilismo, uno di tennis, un'altro di rugby americano e per finire anche uno di golf. Se ne attendono a breve altri due: un famoso calciatore e un motociclista, che sono già in volo dall'Europa. Ovviamente anche tutti questi sono stati avvisati della situazione delicata in cui si troveranno e quali regole devono assolutamente rispettare ma con un metodo meno ‘americano'.
La scena vissuta con i giornalisti si ripete anche con questi sportivi: aspettandosi tutt'altro, rimangono sconvolti vedendo l'aliena che non si aspettavano di tale aggraziato aspetto!
Di lì a poco cominciano le dirette dall'hotel. Praticamente tutto il mondo si è ormai collegato con quel luogo e ovunque vengono mandate in onda una serie martellante e continua di interviste e dibattiti in cui, a rotazione, presidenti, delegati di ogni dove, anche alcuni religiosi e gli sportivi si alternano nel rispondere alle domande che vertono sulla loro impressione dell'ambasciatore alieno e sul tipo di voto che daranno. Non potendone descriverne le forme e il sesso, ne descrivono con vividi particolari l'impressione che hanno avuto conoscendolo, in alcuni casi anche mentendo spudoratamente avendo visto Rieka solo pochi minuti prima, come nel caso degli sportivi. Tutti comunque descrivono l'alieno come una persona gentilissima, educata, vegetariana e quindi molto amante degli animali, profondamente altruista. Un popolo quindi che oltre a salvare dal pericolo delle radiazioni può dare un importante sprono allo sviluppo della nostra società migliorandola e contribuendo a portare più unità, pace e sicurezza sul nostro pianeta, unico difetto: pensavano fosse più alto!
Ovviamente ognuno di loro conclude asserendo di non vedere l'ora di potere votare per dare il consenso ad un popolo così fantastico di intervenire per salvarsi da una catastrofe inevitabile. Poi, ciliegina sulla torta, vista la titubanza di molti, in tutte le trasmissioni ribadiscono in continuazione che l'ambasciatore alieno ha accettato di parlare al mondo! Per la prima volta si sentirà la sua vera voce! Alle ore otto, ora di Washington, comincerà l'intervista e tutti potranno assistere in mondovisione all'avvenimento storico.
Il lavoro prosegue incessante per tutti e sia Roby che Rieka sono felici notando una cosa che non si era forse mai verificata in riunioni politiche di quella portata: tutti collaboravano unitamente!
"Che sia un primo risultato che dimostra che abbiamo fatto la giusta scelta?" si interroga Roby prendendo per mano la fidanzata e iniziando la ritirata nelle loro stanze vista l'ora particolarmente tarda.
"Penso di si! - dice lei stanca ma felice - Sai, vista l'esperienza di mio padre e del consiglio dei saggi probabilmente le clausole dell'accordo con i terrestri erano proprio volte a portare a questi risultati. Anzi, pensandoci meglio, sono convinta che hanno apposta creato delle difficoltà particolari e strane per vedere se l'umanità si sarebbe unita nel superarle dimostrando così quella buona volontà che serve ad una razza di migliorare nel tempo!"
"In effetti, - ragiona Roby chiamando l'ascensore che li porterà alle loro stanze - pensandola in questi termini tutto mi sembra molto più chiaro! Ma pensa che si sono studiati i tuoi! Sono dei geni, devo ammetterlo!"
L'ascensore è arrivato e i due entrano. Pigiato il pulsante del loro piano Roby si gira verso Rieka e poi si blocca fissandola dritto negli occhi. Dopo solo pochi attimi sul viso del ragazzo, prima serio, spunta un timido sorriso.
"Roby? - dice lei con voce bassa e timida - Perché mi fissi così? Mi metti in imbarazzo!"
"Perché solo ora, - dice lui continuando a guardarla fisso - mi accorgo da quanto tempo non mi tuffavo nell'azzurro dei tuoi occhi e non sentivo il mio cuore che cominciava a battere forte in petto ricordandomi così quanto ti amo!"
Rieka è commossa, colpita nel cuore da queste parole e alle prime non riesce a rispondere nulla. Così si stringe forte a lui appoggiando la sua testa al suo petto e gli dice: "Ma che ci facevi tu qui da solo sulla terra?"
"Aspettavo te per poterti amare come ti amo adesso e poi, spero, per sempre." È la risposta di lui che fa per appoggiarsi con la guancia sulla testa di lei solo per ricordarsi immediatamente, rimanendone infilzato, che le tallin hanno le corna! Allora rimedia subito prendendola dolcemente per le spalle, staccandola dal suo petto e baciando quelle labbra che lui trova morbide e dolcissime.
È a quel punto che l'ascensore ha finito la sua breve corsa e apre le sue porte automatiche di fronte alle quali ci sono tre alti funzionari di chissà quali paesi, uno sicuramente arabo visto il tipico abito lungo, variopinto e il turbante, che sorridono vedendo i due che, ancora avvinghiati, sono in grande imbarazzo. C'è poco da dire in situazioni così! Roby e Rieka sorridono ai tre cercando di nascondere il loro disagio, poi danno la buonanotte e timidamente escono dall'ascensore diretti alle loro stanze. I funzionari dapprima palesano una certa indifferenza ma poi, dentro l'ascensore, si fanno un paio di risate mentre scendono al piano terra per il loro turno forzato di interviste, ammettendo che non vedono l'ora di raccontare l'accaduto agli altri!
Roby prima di lasciare la fidanzata davanti alla suite dove alloggia, dopo avere controllato che non ci siano altri occhi indiscreti, le da l'ultimo bacio della buonanotte, chiamiamolo così un prolungato bacio stretto forte alla donna che gli ha davvero rapito il suo giovane cuore.
Nottata che passa in un baleno, visto che i due cadono in un sonno profondo dovuto alla stanchezza. La mattina dopo Rieka viene svegliata per l'intervista che ci sarà di lì a poco, ma gli inservienti dell'hotel dimenticano di svegliare anche Roby che continua così il suo profondo sonno. Rieka esce dalla suite e, non vedendo il fidanzato, va a bussare alla sua porta. Un assonnato: "Chi è!" è la voce che si ode dall'altra parte della porta.
"Sono Rieka. Cosa stai ancora dormendo?" chiede lei
"Si! ... Ma che ore ... che sciagurati! Non mi hanno mica chiamato!" si arrabbia subito lui.
"Senti, non c'è problema. Tu preparati con calma che io intanto scendo giù e mi preparo per l'intervista."
"Va bene, va bene. - risponde seccato Roby che è già saltato giù dal letto cominciando a prepararsi di corsa - Tu va che io arrivo subito."
Rieka, come sua naturale abitudine, si alza in volo e scende passando dalla tromba delle scale piroettando allegramente nell'aria fino all'ingresso della hole. Apre rimanendo a mezz'aria la porta che separa le scale dalla sala, ed entra. Lì in quella sala ci sono già diversi inservienti e camerieri che stanno preparando e servendo le colazioni alle varie autorità già scese dalle loro stanze. Tutti in quel momento si sentono gelare il sangue udendo un urlo straziante e il rumore di parecchi piatti che si infrangono al suolo. Un silenzio di tomba piomba nella sala spezzato, dopo pochi attimi, dai frettolosi passi di un paio di camerieri che vanno a vedere cosa sia successo nel corridoio che porta all'ascensore e alle scale da dov'è pervenuto quel baccano. Nel frattempo si cominciano ad udire due voci femminili che si scusano l'una con l'altra per l'accaduto.
Arrivati i camerieri vedono Rieka e una cameriera vicine ad un mucchio di piatti a terra e quasi tutti in briciole.
"Che è successo ...?" chiede uno dei due ma bloccandosi subito sconvolto vedendo che l'aliena non sta toccando terra.
"Devo scusarmi. - dice subito Rieka vistosamente imbarazzata - E' tutta colpa mia. Sono scesa volando ed ho terrorizzato la cameriera che ha fatto cadere i piatti. Chiedo scusa, è solo colpa mia."
"Volando? Lei ... vola? Ma che ... - poi l'uomo cerca di ricomporsi e continua - Niente, niente. Non si deve scusare. L'importante è che non vi siate fatte male! - poi fissando la cameriera ancora terrorizzata le ordina un secco - Presto, pulisci subito!"
Notando il tono Rieka ordina in tono perentorio all'uomo: "Non voglio che la cameriera venga rimproverata. Chiaro! La colpa è la mia che sono piombata giù dalle scale davanti a lei in volo. Chiaro?"
"Certo, certo, non si preoccupi. Non ci saranno riprensioni. - continua il cameriere - Ora, prego, venga di là che la stanno aspettando. Ma, mi scusi l'impertinenza, - continua con un velo di paura che lo porta ad avere come una smorfia sul viso - lei quindi può addirittura ... volare?"
"Si, è una cosa che non ho mai detto, ma le donne del mio pianeta possono volare a piacimento." poi Rieka solleva le gambe da terra piegando le ginocchia e segue il cameriere sempre più allibito, stando a mezz'aria.
"Questa poi ... può pure volare!" dice l'uomo scuotendo la testa e proseguendo il cammino.
Attraversata la hole dell'albergo, Rieka, ora camminando, viene accompagnata nella sala da pranzo trasformata per l'occasione in un set televisivo dove si sono susseguite per tutta la notte le varie interviste. Notte di lavoro che ha lasciato il segno sui visi dei giornalisti e dei cameraman visibilmente provati per il lungo turno di lavoro.
In oltre un'altra decina di giornalisti sono arrivati da ogni angolo della terra con jet privati messi a loro disposizione, per produrre interviste e programmi per le loro nazioni di provenienza.
Ora, finalmente, ecco arrivare il momento che in effetti tutto il mondo ormai aspettava vista la martellante pubblicità: l'intervista con l'alieno! Infatti tutta quella propaganda fatta dai capi di stato e le trasmissioni che ne sono seguite avevano stimolato anche in chi non voleva una curiosità notevole. Il mondo ormai non parlava d'altro da ore e adesso è arrivato il momento cruciale.
Che si fosse riuscito a catturare tutta quella attenzione se ne rendono conto subito. Un sondaggio sugli ascolti rivela che si sta toccando l'ottanta per cento di televisori accesi nel mondo in attesa di sentire che voce avrà e che dirà l'extraterrestre. L'attesa ormai non sarà lunga.
Si prepara il set dove Rieka sarà intervistata. Per prima cosa posizionano due poltrone una per lei l'altra per il giornalista, l'una di fronte all'altra ad un paio di metri di distanza. Poi prendono un faretto che posizionano alto e alle spalle della poltrona dove siederà Rieka: questo illuminerà il viso del giornalista di fronte, lasciando in ombra l'intervistato. A questo punto i due si siedono al loro posto, tutte le finestre della sala vengono chiuse e le luci spente lasciando la sala completamente al buio. Acceso il faretto, che fa una luce mirata e leggermente soffusa, ora l'unica cosa che si vede chiaramente in quella stanza è il viso del giornalista. Le riprese saranno fatte con una telecamera posta dietro la poltrona di Rieka con un'angolazione che permetta di vedere solo un po' la sagoma della testa di lei nell'ombra, e il viso illuminato dell'intervistatore.
Comincia la diretta mondiale e il giornalista prescelto, quello della CNN, esordisce con la voce che evidenzia, tremolando notevolmente, l'emozione che sta provando.
"Buongiorno a tutto il mondo! Siamo giunti finalmente a questo evento storico! Si davvero unico nella storia umana! Mi sento un privilegiato avendo la possibilità oggi di avere davanti a me per la prima volta l'ambasciatore di un popolo che non è di questo pianeta. Buongiorno a lei e, a nome di tutti i terrestri, vorrei darle il più caloroso, cordiale e amichevole benvenuto sul nostro pianeta!"
Ora ecco per la prima volta sulla terra la voce di una persona di un altro mondo.
"Buongiorno a tutto il pianeta Terra! E, grazie, l'onore è mio di potere rappresentare il mio pianeta qui sul vostro mondo!" risponde con voce calda e calma Rieka.
Se in quel momento si fosse potuto guardare quello che succedeva sulla Terra, si sarebbe subito notato che non appena l'umanità udì quelle prime parole, tutti per un attimo si erano fermati stupiti, spiazzati, increduli, basiti. Ben pochi infatti pensavano che i visitatori dello spazio avessero mandato una donna e che avessero una voce così dolce e aggraziata.
"Il motivo di questa intervista, - comincia il giornalista - è quello di aiutare le persone, che fra meno di un giorno dovranno esprimere il loro parere sul vostro intervento, a capire chi siete e ad avere fiducia nel fatto che siete un popolo assolutamente pacifico e amichevole. Quello che la stragrande maggioranza delle persone si sono chieste è perché non farsi vedere subito e perché proprio ora avete svelato a noi la vostra esistenza?"
"Capisco. Sono domande giuste e logiche. Le risposte, comunque, sono semplici. - dice Rieka - Per quel che riguarda la prima domanda, la decisione di non farsi vedere è per la mia incolumità. Io già da un po' vivo sulla terra e per poterci rimanere in tranquillità ho bisogno di mantenere il mio anonimato."
"Interessante! - esclama il giornalista - Quindi voi già siete sulla terra da tempo. Posso chiedere come mai lei si trova qui? Fa da supervisore? Alcuni pensano possa essere una ... diciamo spia!"
"No. Il motivo è molto, molto diverso. - risponde l'aliena con una voce che tradisce un po' di imbarazzo - Io mi sono trasferita sulla terra perché ... sa ..., mi sono innamorata di uno di voi."
Ora, sempre se si fosse potuto guardare quello che succedeva sulla Terra, si sarebbe potuto notare che tutto si era praticamente fermato all'udire quell'affermazione!
"Questa si che è una notizia! - esclama il giornalista - Ovviamente non possiamo dirvi chi sia, ma questo è bellissimo. Lai è già nostra ospite da tempo e innamorata di un terrestre!"
"Sì! - continua Rieka - Non da moltissimo tempo, ma visto che il vostro pianeta è uno dei più belli che abbia mai visto, ho deciso di stare qui con il mio fidanzato terrestre."
"Fidanzati! - interrompe l'uomo - Che notizie ci sta dando! Complimenti e, auguri allora! Scusi se forse faccio una domanda un po' più personale: è in vista forse anche il matrimonio?"
"Beh ... vede ... - dice imbarazzata Rieka che non si aspettava la domanda - Proprio in modo serio non ne abbiamo parlato ma ... il pensiero c'è stato. Vedremo. Solo che ... sa, vista la situazione la mia preoccupazione ora è che non vorrei sposarmi con l'ultimo terrestre rimasto nella galassia!"
"Si riferisce all'imminente catastrofe nucleare, vero?" chiede il giornalista ora molto serio.
"Si. - risponde altrettanto seriamente la principessa che dopo una pausa piena di pathos aggiunge - Infatti, per rispondere alla sua seconda domanda, il motivo che ha spinto il nostro governo, che amministra pacificamente decine di pianeti, a fare questa proposta di aiuto è proprio questo: impedire la vostra estinzione! Cosa che, come ormai hanno ammesso anche tutte la vostre autorità, è inevitabile. Così visto che io amo uno del vostro pianeta e che lui tra l'altro pochi mesi fa ci ha aiutato e addirittura mi ha salvato la vita, ora che c'è la possibilità di ricambiare questo suo gesto: non vogliamo certo tirarci indietro."
"Mamma mia che storie ci sta raccontando, signora principessa! - esclama il giornalista - Quindi possiamo dire a chi teme una vostra invasione o un vostro voler sfruttare la situazione per scopi diversi dall'interesse per un pianeta in difficoltà, che si sbagliano di grosso. In realtà lei è qui già da un po' e che siete voi addirittura in debito verso la terra, giusto?"
"Verissimo! Per assurdo siamo noi a dovervi un favore. - continua Rieka che poi facendo udire una sua risatina - Se fossimo un popolo bellicoso o dei conquistatori, ripetendo poi quello che altri vostri capi di stato hanno già detto, non avevamo bisogno di questo escamotage. Venivamo giù con un paio di incrociatori di classe Cosmos-due e poi facevamo quello che ci pareva. - poi il tono della voce cambia divenendo nuovamente serio e deciso - Però anche solo un'idea del genere per il nostro popolo è assolutamente ripugnante! Noi odiamo profondamente la violenza!"
"Quindi possiamo stare tranquilli?" insiste l'uomo.
"Certo. - poi Rieka fa una breve pausa e aggiunge - Se mi permette, vorrei anche fare questa riflessione. Che siamo invasori o meno, oggi l'umanità sta per estinguersi. Scegliere di mandarci via equivarrebbe a scegliere di morire inevitabilmente. Per essere schietti: quando si è morti, speranze di fare qualcosa non ce ne sono più. D'altro canto pensate a questo. Anche se vi conquistassimo voi sareste comunque ancora vivi. L'essere vivi da sempre una possibilità: quella di potere un domani riuscire a tornare liberi scacciando gli oppressori. Di conseguenza anche se avessimo intenzioni bellicose, l'essere vivi vi da la possibilità di riavere sia il vostro pianeta che la vostra libertà. E vi garantisco che un popolo che desidera la libertà più di ogni altra cosa è difficile da tenere soggiogato, anzi, è meglio non averci nulla a che fare!"
"Cielo! - esclama il giornalista - Io che ho la possibilità di vederla, posso dire al pubblico che ci vede e ci ascolta che ha detto queste parole con una espressione e un tono che mi ha fatto venire i brividi! Evidentemente quello che ha detto è una sua profonda convinzione!"
"Esattamente! Noi odiamo la guerra più di ogni altra cosa! E ci ripunga anche il solo pensiero di schiavizzare altre culture!" dice l'aliena sempre con tono serio e senza la minima esitazione.
L'intervista continua portando gli argomenti su altri piani molto più leggeri e in certi casi frivoli, per poi concludersi con l'augurio di poter svelare al mondo intero, il viso celato nella penombra di quell'aliena, il che vorrebbe dire la salvezza dell'umanità.
Ora che è stata trasmessa anche l'intervista all'aliena e ormai praticamente tutti i grandi e diversi personaggi famosi della terra hanno rilasciato le loro interviste, cercando di fare del loro meglio per essere convincenti e persuasivi, non resta che aspettare e sperare che anche tutte le trasmissioni radiofoniche e televisive che seguiranno facciano il resto, commentando, ragionando, dando opinioni, ovviamente tutte abilmente pilotate per dare un tono positivo all'intervento alieno, per spingere la gente a cambiare idea.
Ora si deve solo attendere! Se c'è una cosa che logora i nervi è l'attesa! Ed ora i nostri amici ne devono vivere, lì rinchiusi nella gabbia dorata che è ormai quell'hotel di lusso, una lunga quasi ventiquattro ore: è un vero incubo! Cercare di ammazzare il tempo non è facile soprattutto quando si è così sotto pressione. Così passa un lungo giorno dove, proprio per vincere la noia, si susseguono passeggiate nervose a cercare chissà cosa per tutto l'albergo. Tentativi di insegnare ad una che viene un altro pianeta i giochi di carte dei terrestri, per lei una assoluta novità e, perché no nel caso di Roby e Rieka, trovare un posticino tranquillo dove scambiarsi qualche, forse anche un po' più di qualche, effusione d'amore. Lei in camera da sola con lui o viceversa non ci vanno per principio.
Il giorno dopo tutti riprendono le loro, al momento, poche attività dopo una nottata poco tranquilla. Lo spirito per lo meno comincia ad essere un po' più positivo. Infatti i risultati di un ulteriore pre-sondaggio indicano che una certa inversione di tendenza era in atto. Sarà sufficiente? Quanti poi in effetti voteranno favorevolmente? Ovviamente non si sa. Molta gente magari in un primo momento dice una cosa ma poi fa esattamente l'opposto. Ormai non rimane che sperare.
Intanto si è arrivati all'ora fatidica: le otto! Si può dare finalmente il via ufficiale al primo sondaggio mondiale della storia dell'umanità. Tutti i mezzi di comunicazione della terra fanno il grande annuncio che più o meno dichiara così
"Da questo momento si può cominciare a votare! Fate la giusta scelta popolo della terra! Questa è di fatto la scelta più importante di tutta l'umanità! Fate si che non sia l'ultima!"
Ora non resta che continuare l'estenuante attesa che deve arrivare fino all'ora di cena quando i computer, aiutati da internet, potranno cominciare a dare i primi dati mondiali su che piega sta prendendo la situazione.
I minuti sembrano così lunghi come quando stai guardando la lancetta dei secondi che, scatto dopo scatto, cerca a fatica arrancando sul quadrante di completare il suo giro. L'unica che se la passa abbastanza bene è proprio l'aliena che, anche se comincia ad esserne stufa, si rende disponibile a rispondere alle ripetitive domande su di lei, il suo mondo, le astronavi, eccetera, di chi è lì in soggiorno obbligato in quell'albergo.
Minuto dopo minuto, ora dopo ora, spesso passati guardando la tv che non smette di replicare le interviste del giorno prima, dire e parlare dell'importanza di accettare l'aiuto degli ‘amici alieni', arriva l'ora di cena dove tutti si ritrovano nella sala da pranzo con poca fame e molta ansia.
Per fortuna non passa molto da che si comincia il pasto che si vedono all'ingresso della sala dei movimenti strani e un uomo in giacca e cravatta che gesticola freneticamente, esattamente come due giorni prima.
Il presidente americano al solito sa già cosa sta succedendo. Si gira indietro dove c'è un suo segretario ad un altro tavolo, e gli fa un cenno con la mano affinché vada da quell'uomo e lo faccia venire da lui. Appena quello arriva, subito il presidente gli chiede informazioni su come va il sondaggio. Il tipo consulta un palmare e risponde con la felicità stampata nel viso.
"Settanta per cento favorevoli, presidente! Però per ora hanno votato il 25% della popolazione mondiale. Siamo più che in media, calcolando i fusi orari." Risponde.
Roby insieme a tutti i presenti si levano un grosso peso dallo stomaco sentendo queste notizie.
"Molto positivo vero?" dice lui.
"Direi di si. Sinceramente non me l'aspettavo!" Risponde il presidente americano.
"Dice, signor presidente? Non se lo aspettava?" dice Rieka che lascia tutta la tavolata in silenzio per il tono sereno, calmo con cui fa quella domanda.
"Beh, si. Tutto sembrava andare così storto ... - dice il presidente notando che la ragazza non ha alzato neppure lo sguardo e continua a mangiare tranquillamente - Lei forse sapeva già qualcosa?"
"Io non sapevo nulla, ovviamente. - continua con lo stesso tono Rieka continuando il pasto - Ma se tutti voi che siete seduti a questo tavolo riflettete su quello che sta capitando oggi, c'è un'importante lezione da imparare e che noi tallin conosciamo molto bene!"
"Scusi, ma quale?" dice il presidente francese.
"Quella che ... - poi Rieka fa una breve pausa, si passa il tovagliolo sulla bocca per pulirla, alza lo sguardo e fissando un po' tutti continua - che se tutti voi unite le forze nel giusto modo, collaborate e cooperate unitamente i risultati che vedrete saranno rapidi, incredibili e superiori alle vostre più rosee aspettative. Quello che dico il mio popolo l'ha provato decenni fa, ma io vi auguro di non imparare quanto sia utile e proficua la collaborazione fra le genti allo stesso modo in cui l'abbiamo imparata noi."
"Purtroppo ... sa a volte ci sono altre questioni che ... " ribadisce il presidente americano solo per essere interrotto dall'aliena.
"Gli interessi personali legati alle ricchezze, vi stanno in realtà portando solo ad avere molta più miseria di quello che anche solo vi potete immaginare. Oggi anche voi forse potreste viaggiare nello spazio ed avere molto di più di quello che avete adesso se solo foste stati una razza più unita e meno guerrafondaia!" è il secco intervento di Rieka che riprende poi con calma il pasto.
Nessuno osa replicare sapendo bene quanto quelle parole indichino che la giovane sa molto bene quanti scheletri nell'armadio abbiano quegli uomini. Comunque in diversi di loro quelle riflessioni scatenano la curiosità di sapere di Arcadia, quello che è successo e del sistema politico della coalizione.
Piovono così domande a raffica e le conversazioni si dilungano fino alla fine della altrettanto lunga cena e anche oltre. Roby, un po' tagliato fuori da tutto ciò, si rimira la ‘sua Rieka' tutto estasiato, vedendo la dignità che manifesta quella ragazza e la fermezza che ha su certi principi: che donna! Continua anche a riflettere che un domani quel caratterino potrebbe ritrovarselo in casa tutti i giorni e, anche se ora quell'atteggiamento lo conquista da matti, la sua preoccupazione aumenta!
Per fortuna quel giorno lungo e noioso è giunto ormai al termine. Tutti, stanchi per lo stress e la notte insonne, si danno la buonanotte e vanno nelle loro stanze. I due giornalisti non vengono fatti partecipare anzi, è meglio dire che non li vogliono disturbare in quanto sono profondamente addormentati in due divanini posti nel corridoio che porta alle ascensori, corollati sotto il peso di tutte quelle ore di lavoro ininterrotto: più di trentasei.
Roby e Rieka si intrattengono ancora un po' davanti alla televisione dove ormai da un giorno intero non si parla d'altro che dell'aliena e della breve intervista. Si continua soprattutto a discutere esaminando, possiamo dire come ormai abitudine, fotogramma per fotogramma i filmati, per cercare di intuire chi si celasse nella penombra: è simile a noi? Che forma ha? Di che colore ha la pelle? E molte altre domande.
Ma poi, come al solito nel marasma delle discussioni televisive dove tutti hanno idee diverse e quel che è peggio tutti vogliono avere ragione, alla fine non si viene a capo di nulla. Alla fine, Roby guarda in viso la sua Rieka, si rende ancora più conto di quanto la ama, e sospirando le dice: "Eh, se loro potessero vedere quello che vedo io e come sono interessanti e anche belli certi alieni. Sai io oggi ti ho ammirato in un modo unico e speciale: sei una meraviglia e io ti amo."
E la bacia, poi la ribacia e ... e poi lei va nella sua stanza e spedisce fuori dalla stanza il fidanzato prima che l'uomo perda del tutto il controllo degli ormoni!
Il giorno seguente passa anch'esso lungo, lento e noioso, senza neppure particolari avvenimenti. D'altronde, poco si può fare quando si è dentro un albergo assediati dalla stampa mondiale e non solo. Anche per gli stessi inservienti dell'hotel la situazione è difficile da sopportare ritrovandosi a non potere tornare a casa onde evitare fughe di notizie anche involontarie. Roby e Rieka se la passano giocando ancora a carte, facendo un po' di ginnastica nella piccola palestra, e con quello che c'è. Passano ore guardandosi accoccolati insieme la tv, che non smette di parlare del sondaggio, delle percentuali e degli alieni.
Arriva lentamente anche la mattina del giorno decisivo per il sondaggio mondiale. Tutti sono svegli di buon'ora per vedere in quelle ore com'è andata l'indagine. Non sta andando male, a dire il vero, anche se la percentuale di quelli che sono d'accordo per l'aiuto alieno sono calati progressivamente fino al sessantasette e mezzo per cento.
Il problema viene dalla zona araba e africana dove non c'è stata una efficace propaganda come negli altri continenti. Anche in televisione parlano di questo dato e del timore che, visto il gran numero degli abitanti di quelle zone del mondo, la percentuale cali ancora nell'ultimo periodo. La paura cresce. Per recuperare, alcune tv del posto già da alcune ore ritrasmettono le interviste e alcune danno la possibilità alle persone di dire la loro in merito, collegandosi in diretta via telefono. Il motivo che ancora emerge e che spinge molti a non volere l'aiuto degli arcadiani è sempre lo stesso: temono di essere invasi e schiavizzati da questa razza molto più evoluta.
Per fortuna quelle trasmissioni aiutano la gente a ragionare un po'. In tutte le tv i giornalisti rispondono o comunque commentano basandosi su un testo spedito loro via Internet dall'ONU e che a grandi linee ribadisce il concetto che: "Se veramente questi alieni ci volessero conquistare, perché non farlo direttamente senza tutti questi problemi? Anzi: se veramente l'avessero voluto fare ci avrebbero già conquistato e da molto tempo. Non vi sembra anche a voi? Chi li ha visti garantisce che si tratta di esseri assolutamente pacifici."
Quelle ultime ore da reclusi nell'hotel continuano a passare lentamente, come i passi lenti di un vecchio che non ha ormai più la forza di muovere il suo stanco corpo. Roby e Rieka passano le ore fra molte chiacchiere e con gli inservienti dell'hotel che fanno a gara per vedere, rivedere, parlare e riparlare con l'aliena. Dato che Rieka comincia ad appassionarsi ai giochi di carte, alcuni hanno fatto quasi a botte per insegnare personalmente a Rieka a giocare. Ma inesorabilmente si arriva a poco prima di mezzogiorno, per la precisione quindici minuti prima: ora il sondaggio si sta per chiudere. Tutte le tv, radio e in alcuni casi anche altoparlanti installati nelle strade, danno l'avviso invitando gli ultimi ritardatari a votare per salvare l'umanità.
Comunque ormai i dati che vengono in continuazione mandati in diretta non danno dubbi su come l'umanità la pensa: c'e stato un incredibile recupero e il settantotto per cento dei votanti, che sono stati il novantadue per cento della popolazione mondiale, sono favorevoli e questo dato non lascia dubbi, la maggioranza assoluta c'è. L'intervento si può già cominciare ad organizzare! Gli arcadiani sono autorizzati dall'umanità a sbarcare sulla Terra!
Rieka così, giocando di anticipo, manda il messaggio a suo padre affinché si prepari per il grande evento che avrà luogo il giorno dopo: il grande, storico incontro fra la delegazione arcadiana e le più grandi autorità della terra. In effetti visto che tutto procedeva a favore di quell'incontro, nell'area designata già fervono da ore i preparativi per quella cerimonia storica.
I giornalisti che, come al solito, riescono a sapere tutto prima del tempo, hanno già indicato questo come luogo dell'atterraggio delle astronavi. Così molta gente sta già andando lì per accaparrarsi il primo posto e vedere l'arrivo degli alieni dalla prima fila.
Esattamente alla chiusura del sondaggio, un cameriere si reca da Rieka che insieme a Roby è su un divanetto della sala tv dell'albergo proprio per vedere una trasmissione al riguardo, e dove ancora discutono sulle immagini che li ritraggono all'uscita dal palazzo dell'ONU.
"Scusate - dice timidamente - il pranzo è pronto e gli altri presidenti vorrebbero parlarvi."
"Arriviamo." dice con tono allegro Roby aiutando Rieka ad alzarsi.
La conversazione a pranzo verte, visto che il risultato ormai si conosce, sui particolari del come sarà la cerimonia del giorno dopo e l'orario previsto dell'atterraggio dell'astronave. Si decide per le dieci del mattino così da andare a pranzo dopo i convenevoli di rito.
"L'unica cosa che noi non gradiremmo, - spiega al termine Rieka con toni pacati e gentili - è la vostra usanza di fare parate militari o di fare passare i personaggi importanti davanti a armi o soldati. Anche se capiamo che serviranno per la sicurezza, noi come popolo assolutamente pacifico non vorremo niente di tutto ciò nella cerimonia di accoglienza. Il concetto è: niente di militare o che ricordi la guerra in una cerimonia che vuole essere una festa che deve unire due mondi nella pace e, speriamo, futura collaborazione. Ve ne saremmo molto grati."
"Certo, signora ambasciatrice. Non ci sono problemi! - risponde di getto il presidente europeo - Anche noi non vogliamo certo dare l'impressione di essere un popolo belligerante. Penso che questa idea ve l'abbiamo già data abbastanza."
Rieka lascia anche un foglio con le poche regole che si vorrebbe fossero rispettate. Così da lì a poco gli accordi sono presi e tutto è pronto. Gli incaricati a gestire l'incontro ora danno alle tv e giornali il comunicato ufficiale: visto che il settantotto per cento dell'umanità vuole l'intervento degli alieni, questi incontreranno ufficialmente i terrestri il giorno dopo alle dieci in una vasta zona semi desertica del Texas dove potrà atterrare tranquillamente l'astronave. Questo scatena feste e celebrazioni in tutto il mondo: la terra sarà salvata!
Roby e Rieka terminato il pranzo salutano tutti e danno appuntamento ai capi di stato all'indomani, in quanto loro andranno a preparare i convenevoli sull'astronave in arrivo da Arcadia. Così mentre fuori si odono le grida e urla della gente che festeggia il fatto che la terra non scomparirà in una enorme esplosione nucleare, i due ‘salvatori' vanno nelle loro suite e fanno le valige. In realtà hanno ben poco con loro viste le varie vicissitudini e poi tele trasferimento sulla Revan. Ora che l'incontro si farà, possono usare liberamente alcune tecnologie.
"Che ne dici tesy. Come mi sono comportata da diplomatica?" chiede Rieka una volta sull'astronave.
"Sei stata magnifica, mi hai quasi commosso! Devo ammettere che i tuoi ti hanno davvero istruita bene sulla diplomazia del primo contatto, sul concetto di dignità e sul come tagliare le gambe a chi lo merita. Ora non vedo l'ora che sia domani per vedere la cerimonia con te bellissima, che incontri i delegati terrestri!" si esalta Roby.
"Grazie tesoro! E quest'oggi com'ero?" chiede lei con un po' di vanità.
"Uno schianto davvero! - replica Roby - Quando ti metti 'in tiro' togli il fiato davvero! - poi gli si avvicina, la abbraccia e fissando i suoi occhioni azzurri le dice con voce velata - Sai che ora ho paura! Si, ho paura di non meritarmi una donna meravigliosa come te!"
Rieka è sempre più impressionata dal fatto che quel ragazzo sa guardarla così intensamente e parlarle con un tono così dolce e amorevole, che rimane spesso talmente colpita da non riuscire a dire neppure una parola: se lo facesse scoppierebbe a piangere. Quanto aveva sofferto prima di incontrare quel terrestre. Dato che non vuole che quei gesti cadano nel vuoto del suo silenzio e vuole far si che quel ragazzo capisca quanto lei li apprezzi, e quindi quanto lei lo ami proprio perché è così, allora fa quello che in quel momento è più naturale fare per una donna innamorata. Butta le braccia sulle spalle del fidanzato se lo stringe a sé e lo bacia così intensamente da togliergli il fiato.
Il computer però interrompe bruscamente l'idillio: "Attendo istruzioni sulla programmazione!"
Rieka, senza staccare le braccia dal collo del fidanzato e continuando a guardarlo fisso, procede così con l'organizzare l'incontro.
"Computer, fra quanto saranno qui i miei?"
"Fra otto minuti, - risponde il computer - ma siamo già nel raggio di azione del tele trasferimento."
Rieka pensa un attimo poi decide.
"No attraccheremo la mia nave a quella di papà. Mettimi in collegamento." ora lei è costretta a lasciare la presa, lasciando Roby un po' maluccio in quanto avrebbe volentieri continuato a stare stretto alla fidanzata.
Sul visore principale appare il faccione di Ceso che fa subito un'espressione strana e poi sparisce dalla visuale spintonato con foga dalla moglie Urami che non vede l'ora di riabbracciare la figlia.
"Ciao piccola mia! Come stai!"
"Ciao mamma! Sto bene! Hai visto? Abbiamo fatto tutto secondo le regole e siamo riusciti a convincere i terrestri ad accettare il nostro aiuto!" Dice tutta orgogliosa Rieka.
"Sua figlia è stata un portento fra tutte le più grandi autorità della terra: è una vera forza della natura!" rincara la dose Roby.
"Lo so benissimo ragazzo! - replica seccamente Urami che da brava madre è particolarmente orgogliosa della figlia - Che ti credevi? Se ti è piaciuta subito è perché mia figlia è la ragazza più in gamba della galassia conosciuta!"
Roby sorride e rotea il braccio come per dire: "E butta poi su!"
Rieka vedendolo lo sgomita e risponde alla madre: "Io vi vengo incontro e attracco al ponte sette. Ciao mamma!"
"Ponte sette ... prenotato e ... pronto. Attracca quando vuoi." Interviene il padre.
La cosa avviene di lì a pochi minuti. Subito dopo l'attracco, Rieka e Roby vanno al portello che dopo alcuni forti rumori dovuti alla compressione degli ambienti, si apre. Finalmente dopo diverse vicissitudini Rieka può riabbracciare gli amati genitori che cominciavano a mancarle. Dopo i saluti, Ceso comincia a tempestare la figlia di domande per sapere il come, il cosa e il quando insomma: per filo e per segno tutto quello che è successo. Quando durante il racconto che avviene fra i lunghi corridoi di quell'enorme astronave e prosegue nella sala del capitano, Urami sente che dei soldati hanno sparato contro la figlia. La donna quasi sviene dalla paura solo per poi prendersela con Roby che doveva proteggerla di più.
"Se deve diventare tua moglie, - gli dice Urami stizzita - devi farla arrivare alle nozze viva! Chiaro! Cerca di stare più attento!"
"Certo! - replica quasi sull'attenti Roby che capisce da chi ha preso la sua ragazza certi aspetti del suo ‘caratterino' - Sarò la sua migliore guardia del corpo!"
"Fa poco lo spiritoso, ragazzo! Sai bene con chi dovrai fare i conti se le cose andassero male!"
Roby accusa il colpo e continua a camminare in silenzio a sapendo che tanto non la spunterebbe mai contro quella donna.
Finiti i racconti e le rassicurazioni le coppie si lasciano, in quanto fervono sulla nave i preparativi per l'incontro del giorno dopo, così come fervono anche sulla terra. Sulla nave si ripassano alcuni discorsi di rito, la rotta di atterraggio, come muoversi nell'area dell'incontro e si decide anche quali vestiti indossare. Rieka questo aspetto lo ha preso molto seriamente maniaca com'è della moda e sta ripassando tutto l'intero guardaroba nella massima indecisione.
Nel sito che vedrà l'atterraggio della nave e l'arrivo di tante personalità, si lavora alacremente per finire di transennare, disporre palchi, luci, telecamere, impianti acustici e altro per dare il dovuto benvenuto agli alieni non trascurando la sicurezza alla quale pensa direttamente un nutrito spiegamento dell'esercito dell'Onu.
Rieka intanto, dopo lunga e ponderata riflessione, finalmente sceglie. Indosserà, ovviamente, il tradizionale geral composto da un top con due sottili bretelline e da un pantaloncino tipo short. Il tutto è prevalentemente colore arancio scuro nel centro del capo d'abbigliamento fino a sfumare in nero nei bordi. Calzature: due stivali che partono dall'arancione scuro al piede fino al nero all'altezza del ginocchio dove finiscono a V. Al lato esterno, più o meno all'altezza della caviglia, è raffigurato un piccolo sole nascente. Sopra il tutto, un lungo mantello con raffigurato anche qui un sole, di non grandi dimensioni, che illumina in modo circolare il centro del manto fino a sfumare in nero ai bordi: un classico abbigliamento da grande occasione per una giovane arcadiana.
Un piccolo accenno su questi particolari abiti. Questi colori ripetuti su ogni capo hanno un preciso significato: l'arancio è il colore dell'alba del nuovo giorno che nasce, ecco il perché anche del sole nascente, dove la luce finalmente comincia a vincere sulla notte rappresentata dal nero. Questi accostamenti e disegni, usati quasi esclusivamente sui vestiti femminili, vengono fatti per simboleggiare la filosofia del popolo arcadiano: la luce della conoscenza, come quella di un nuovo giorno, prevale sempre sul buio dell'ignoranza, la notte. Ecco anche perché l'arancio è il colore primario in quegli abiti mentre al nero rimangono solo i bordi. Il fatto che questi colori li portino prevalentemente le donne indica l'importanza che questa conoscenza e apertura mentale venga trasmessa alle generazioni future.
Roby dal canto suo non ha una grande scelta. Di vestiti eleganti non ne ha molti e in poco tempo, grazie ad un paio di tele trasferimenti per andare a casa sua, il problema vestito è risolto. Lui nel corteo di benvenuto però non ci sarà: dovrà godersi lo spettacolo da normale spettatore in quanto terrestre. Così telefona agli amici che da due giorni vivono sotto sorveglianza, e li invita lì da lui per fargli compagnia e per dare le spiegazioni che ancora non gli ha potuto dare. Ovviamente questi accettano di buon grado: come rifiutare l'occasione di vedere lo sbarco degli alieni dalla prima fila e quando pagano gli altri?
Roby organizza il volo per loro, che durerà tutta la notte, e poi va nell'alloggio della fidanzata a chiedere come va.
Suona, e la porta automatica si apre senza nessuno dietro. Una voce, quella di Rieka, lo accoglie e lo invita a entrare.
"Vieni avanti tesy, vorrei un tuo consiglio." gli dice.
Rieka spunta dalla camera da letto tutta in tiro: trucco leggero ma accattivante che evidenzia il suo particolare sguardo e un filo di rossetto. La pettinatura è semplice: i lunghi capelli lisci li ha lasciati liberi con una frangia sulla fronte, e in effetti non necessitano davvero di altro. Già vestita con il geral e il mantello, Rieka, per farsi ammirare, fa due piroette a mezz'aria poi con le mani prende il mantello e lo allarga per farlo risaltare e fare notare la decorazione.
"Allora come sto così? Ti piace per domani?" gli chiede.
Roby, che si ha notato gli abiti che a modo loro sono comunque eleganti, ma soprattutto ha notato il bel corpo della fidanzata che da un po' non si rimirava, ora pure contornato dai lunghi capelli che le stanno finendo di ricadere lungo la schiena, viene percorso da un tremito a quella vista.
"Come no?... Sei una favola!" risponde con voce tremolante.
Rieka capendo la cosa e provando un sarcastico piacere a fare soffrire il fidanzato, fa di peggio: gli sorride leggermente chinando la testa leggermente in basso e alza, per guardarlo, solo gli occhi. Poi gli si avvicina, lasciando il leggero mantello al vento. Una volta vicina, lo abbraccia, continuando a guardarlo di sott'occhio. A quel punto, quando anche Roby la abbraccia, lei gli dice con una voce decisamente dolce e vellutata: "Non è che ti piaccio troppo?"
L'ormone impazzito gioca i suoi ruoli in una situazione come questa e Roby deve metterci del suo per non lasciarsi andare e rispettare quella donna. Così alza gli occhi al cielo, fa un sospiro, si concentra sul soffitto per distogliere la mente, cerca di riprendere la padronanza delle idee e del cervello, poi risponde: "Penso che sia una verità assodata come lo è la forza di gravità! Tu mi piaci, anche troppo. Ora che lo sai, però ricordati: a tirare troppo la corda c'è da farsi male! Non so per quanto riuscirò a padroneggiarmi con te seminuda abbracciata a me, quindi non esagerare!"
Lei, sadica fino in fondo, prima lo lascia, poi con fare bambinesco e provocante, gli appoggia l'indice al petto e dondolando il busto a destra e sinistra gli dice con voce suadente: "Sai che sei un terrestre davvero birichino?" poi si gira e con camminata da passerella torna nella camera da letto.
Roby è frastornato e non riesce a fare nulla, anche perché altrimenti passerebbe di la dal limite. Comunque prima di uscire gli dice: "Sai piccola, penso che dovresti avere il porto d'armi per andare in giro con quel corpo e quegli occhi!"
"Che vuoi dire?" chiede Rieka dall'altra stanza che di porto d'armi è la prima volta che sente parlare.
"Che quel fisico e quello sguardo possono tranquillamente uccidere." dice Roby cercando ora di abbandonare l'argomento e pensare ad altro, visto che più sta lì più la crisi di eccesso ormonale si fa alta. Lascia l'avere una ragazza molto bella come fidanzata che ha una non deprecabile linea morale, anzi. Poi lascia che ti fissi in modo che lei ben sa essere provocatorio e che poi ti si abbraccia e appoggia addosso, insomma ci gioca pure, ma poi ogni uomo ha il suo limite. Per Roby l'attrazione verso Rieka e l'amore che prova per lei lo portano ad avere i freni inibitori davvero surriscaldati.
"Ci vediamo a cena piccola! Manca poco e mi finisco di preparare anch'io! Ci rivediamo lì!" Così esce e va via.
Tutti sono a tavola. Se prima i reali, i saggi della coalizione e altri del consiglio si erano accontentati di un racconto a grandi linee di quello che era successo sulla terra ora, a causa dei preparativi, vogliono sapere tutto, minimi particolari compresi. Quella cena avviene sull'astronave madre e con a tavola almeno una decina di razze diverse con altrettante culture culinarie. Ecco un problema che le coalizioni, soprattutto fra razze di pianeti diversi, portano: a tavola anche sulle astronavi devi avere sempre diversi cuochi per soddisfare le necessità di ogni razza e in dispensa davvero un po' di tutto.
Tutti sono attenti e interessati al racconto di Roby sulle vicissitudini che hanno portato al rischio di estinzione dei terrestri e ora al primo contatto con loro. Roby non si rende molto conto del fatto che nel racconto ha parlato molto e in modo particolare della fidanzata, tanto che ad un certo punto viene interrotto da uno dei presenti.
"Vedi ragazzo, - dice un goloniano, umanoide, con lunghi capelli, barba altrettanto lunga, con la pelle rosa pallido alternata con zone con forte tendenza al bianco - dopo quello che hai raccontato è chiaro che sei un ragazzo di sentimenti e coraggioso. Ma, soprattutto, principessa Rieka, si tenga stretto questo ragazzo che oltre a queste qualità le vuole un bene che forse neppure lei se lo immagina. - poi pensa un attimo, guarda Roby, sorride e gli dice - Forse non se lo immagina neppure lui!"
"Mi creda! - interviene allora Roby fissando Ceso - In una certa misura me ne sono già reso conto. Mi hanno fatto uno scherzetto non da poco ... gli ‘suoceri'! Ma devo dire che ho capito molto in quel momento."
Il goloniano vedendo che tutti sorridono a parte Roby, chiede spiegazioni in merito che gli vengono date raccontandogli della brutta esperienza che Ceso ha fatto passare al terrestre non molto tempo prima a Cleo, la capitale del pianeta Arcadia.
La serata passa veloce fra racconti e messe a punto di alcuni particolari riguardo al giorno dopo. Uno di questi aspetti è che presenzieranno al primo contatto ufficiale solo i talliniani di arcadia, le altre razze si faranno conoscere solo se lo riterranno opportuno. Poi, tutti a nanna: domani sarà una giornata memorabile per tutti.
IL PRIMO CONTATTO
Bib, bip, bip. È mattina e il computer sta dando la sveglia, prima con un tono basso e tranquillo poi aumentando quei bip rendendoli più frequenti e più alti di volume.
"Ma te pensa che anacronismo! Sulla terra ci sono musiche di tutti i tipi per le sveglie e qui ti svegliano con un bip, ma che angoscia ‘sto suono!" Esclama con voce assonnata Roby mentre si stiracchia e si stropiccia gli occhi.
"Semplicemente non è stata impostata, Roby. Desideravi qualche cosa di diverso?" chiede il computer un po' offeso per la critica.
Roby scuote la testa: "Scusa, non lo sapevo. Ero abituato a casa dove probabilmente la musica la impostava Rieka. - poi si ferma un attimo, riflette e, pensando a voce alta, continua - Ma che sto facendo, adesso mi scuso con il computer?... - poi dopo essersi fatto una risata da solo comincia ad organizzarsi - Computer, per favore, mi prepari la doccia?"
"Ok, scaldo il bagno e l'acqua"
Di lì a poco tramite interfono ci si accorda per la colazione. L'ambiente è abbastanza tranquillo, evidentemente la tensione o sapeva nascondersi bene o tutti riuscivano a mascherarla in modo che non la si notasse. Infatti è una delle pochissime volte che si incontra ufficialmente un'altra razza di così diversa cultura e, soprattutto, tecnologia. In casi così eccezionali non si sa mai come muoversi che dire o fare temendo di offendere pesantemente quelli che dovrebbero essere i nuovi amici o causare dei traumi nel sistema sociale dell'intero pianeta. Stessa cosa sulla terra, ovviamente. Qui va aggiunta la psicosi, creata soprattutto da film e serie tv dove gli alieni ammazzavano tutti solo per un piccolo frainteso o perché poi alla fine il loro scopo era la conquista del pianeta. Infatti, nonostante tutta la propaganda pro alieni, ci sono in giro molti gruppi ‘anti alieni' che hanno lasciato non pochi segni sui muri ad esprimere la loro contrarietà allo sbarco di oggi. Per questo l'esercito è presente in grandi forze sul sito adibito a teatro dell'incontro per garantire la sicurezza totale della zona dell'atterraggio.
"Allora, io fra un po' ti lascio sola. - dice Roby alla fidanzata terminata la colazione - Vi aspetto sulla terra. Mi raccomando Kay: continua a seguire l'esempio di tuo padre che si è dimostrato un grande diplomatico. Anche se non con me! - poi si rivolge a Ceso - Deve sapere che sua figlia si è dimostrata davvero all'altezza del ruolo che ha. Ha saputo parlare e gestire le prime relazioni in modo esemplare!"
"Insomma, basta tesoro! - risponde lei imbarazzata - Glielo avrai già detto cento volte!"
"Questo perché mi sei piaciuta da matti e ti voglio anche un bene da matti." Gli replica Roby guardandola dolcemente negli occhi.
"Su piccioncini, - interviene Ceso dando una pacca sulla schiena al terrestre - dobbiamo andare! - poi parlando al comunicatore - Preparate la navetta delle grandi occasioni. Andiamo! Per atterrare ci vuole un po' e non vogliamo fare tardi."
Roby si trasferisce sulla terra in un posto isolato dove nessuno può vedere il trasferimento ma comunque vicino al luogo dell'incontro dove si stanno radunando decine di migliaia di persone. La scena che gli si pone dinnanzi è impressionante! L'area adibita agli spettatori è stata delimitata con una palizzata a sostenere delle alte reti affinché non ci si possa avvicinare troppo all'area dove invece sbarcheranno gli alieni. Soldati armati sono dall'altra parte pronti ad evitare che un qualche pazzoide faccia una mattata. Inoltre fra l'area adibita agli alieni e il pubblico, c'è una discreta distanza, tanto l'area è desertica e pianeggiante e permette la visuale a tutti. Per alcuni ci vorrà solo un buon cannocchiale, cosa che non manca ai fotografi e alle centinaia di tv del mondo che per sostenere gli enormi teleobiettivi, hanno addirittura dei cavalletti. Molti si sono piazzati sopra i loro furgoni per non rimanere coperti da altri ed avere la migliore visuale.
Oltre all'esercito per la sicurezza, vari elicotteri sorvegliano dall'alto l'enorme massa di gente che sta arrivando da ogni dove, con ogni mezzo e che lentamente sta accerchiando l'area dove verrà scritta una delle più importanti pagine della storia umana. Si aggiungono anche molti uomini in borghese che vigilano dal basso, mimetizzati in mezzo alla enorme folla che si sta accampando.
Nell'attesa che segue, i molti che sono lì da diverse ore, alcuni addirittura dal giorno prima, hanno stretto amicizie con il vicino di camper o di tenda approfittandone per farsi delle belle mangiate tutti insieme in nome della fratellanza universale.
Tutto ora è pronto: l'area di atterraggio, il palco, la grande casa mobile blindata che, dotata di ogni confort e piazzata in un punto lasciato isolato per sicurezza, ospita i più importanti capi di stato del mondo, le tv che non smettono di trasmettere ogni minimo particolare e movimento di tutti come un gigantesco ‘Grande Fratello'. Ora non manca che aspettare le dieci: la fatidica ora convenuta per l'arrivo dell'astronave con la delegazione arcadiana.
Sorto il sole, dal freddo mattutino tipico delle aree desertiche in poco tempo la temperatura cresce facendo cominciare a far soffrire il caldo torrido a tutti i presenti. Le persone cominciano allora a cercare di ripararsi dai raggi solari con ogni mezzo a loro disposizione che possa fare ombra: teli, ombrelli di ogni forma e colore, e fazzoletti variopinti. Alcuni, in collaborazione con altre persone, tendono enormi teloni sopra la testa dove, chi può, si accalca lì sotto per trovare ristoro. Teli che però all'appressarsi dell'orario fatidico spariscono per permettere a tutti di guardare in alto e vedere l'arrivo dell'astronave. C'è ovviamente qualcuno a cui tutto questo fa più che piacere: i vari chioschi di bibite fresche che si ritrovano a fare affari d'oro vendendone a centinaia e, visto che il prezzo di mercato come sempre lo fa la richiesta, a prezzi esorbitanti.
Tic tac, tic tac... il tempo passa, lento, fra il vociare della folla, il sudore che gronda dai visi di tutti, i cappelli madidi di sudore che molti di tanto in tanto scuotono come ventagli in cerca di refrigerio e il rumore dei motori dei mezzi che continuano ad arrivare. Anche diversi elicotteri fanno per le ultime volte la spola per portare gli ultimi rappresentanti mondiali sul posto.
L'appuntamento per le 10 sembra non arrivare mai: 9,00... 9,15... 9,45... 9,57. Quello che ora fa capire che in effetti ormai ci siamo, è il movimento di un intero plotone di soldati che armi in pugno scortano numerosi capi di stato dalla casa delle autorità mondiali in una platea coperta da una struttura in metallo e chiusa da spessi vetri antiproiettile, dove si siedono in attesa dello scoccare delle dieci. Un potente sistema refrigerante aiuta quei politici in giacca e cravatta a non soccombere al caldo opprimente che cresce costantemente.
Ore dieci! Questo viene anche annunciato tramite gli altoparlanti disposti in molti punti per fare udire il programma a tutti. Un particolare silenzio piomba sull'imponente folla radunata in quella valle desertica. Improvvisamente alcune grida attirano l'attenzione di tutti.
"Arrivano, arrivano!"
"Dove! Dove!"
"Si li ho visti."
"No è un elicottero!"
"No sono loro! Gli alieni!"
"Guardate! L'astronave!"
Le prime poche grida crescono e diventano in poco tempo un baccano infernale mentre un puntolino bianco lucente lascia una scia bianca in alta quota muovendosi a notevole velocità: sembra una cometa che attraversa l'atmosfera. Il puntolino diventa sempre più grande e il chiasso della gente cresce insieme a lui. Si odono, in quel baccano, le grida di benvenuto accompagnati da gesti con le mani in alto in segno di saluto. Moltissimi ora sventolano bandiere del loro stato, enormi striscioni con scritte di ogni genere, cappellini e fazzoletti per salutare quell'importante arrivo. Il puntolino ormai è evidentemente l'astronave tanto attesa. Di dimensioni non imponenti è comunque una nave di classe Giob sugli ottanta metri di lunghezza e trenta di larghezza massima, di forma ovale con la prua a forma di U.
Tutti i diplomatici ora si alzano dalle sedie della platea e si recano in un punto preciso vicino a dove atterrerà la nave, il tutto sotto una strettissima sorveglianza aerea e terrestre. Ormai il puntolino luminoso è diventato grande e scuro. Ora anche a occhio nudo l'astronave si distingue chiaramente mentre continua ad abbassarsi rapidamente di quota. Quando questa raggiunge i duecento metri dal suolo, si ferma e attende più di una decina di elicotteri della sicurezza che la accerchiano per scortarla a terra.
Continua a questo punto l'emozionante discesa. Tutti sono con il naso puntato in alto e fisso verso quel grande velivolo. Quando questo arriva a una ventina di metri di altezza comincia l'atterraggio vero e proprio: l'astronave scende ora verticalmente e molto lentamente, anche per non sollevare troppa polvere. Quattro grandi "piedi" spuntano da altrettanti portelloni che si aprono da sotto la nave. I cronisti in modo estremamente concitato tanto che ormai non hanno già più né voce né fiato, cercano di descrivere il tutto fin nei particolari più minimi e sottolineando ogni secondo dell'avvenimento. Cominciano anche i primi svenimenti dovuti all'emozione e al caldo torrido.
Ore 10,12, Texas. Viene ora di fatti scritto nella storia della terra quello che è sicuramente il suo più importante capitolo! La prima astronave aliena dopo secoli di teorie, ipotesi, filosofie di ogni genere e avvistamenti più o meno veritieri, tocca il suolo della terra sollevando solo poca sabbia, i motori a levitazione non fanno infatti praticamente nessuno spostamento d'aria, la prima astronave aliena. I rumori dei motori che assomigliano ad un rombo, molto sordo e basso, si smorza lentamente mentre il mondo intero, chi dal vivo, chi davanti ad uno schermo televisivo di ogni dimensione e tipo, ha gli occhi fissi, senza neppure sbattere le palpebre per paura di perdere un qualche istante, segue quell'avvenimento unico. Ora arriva il momento clou: l'apertura dell'astronave.
Tutti si aspettano ora che spunti dal velivolo un classico scivolo. Invece una delle due punte della prua si muove, si stacca dal resto della nave e, rimanendo comunque orizzontale, tramite dei lunghi bracci si appoggia a terra. Una volta appoggiata ecco il momento fatidico! Si apre, alzandosi, un pesante portello che sigilla il davanti della punta e due figure si intravedono rimanendo scure alla vista a causa dell'illuminazione che hanno alle spalle. Tutti hanno il fiato sospeso. Il silenzio quasi totale viene spezzato dai primi che vogliono dire la loro o che cominciano a descrivere quello che vedono. Comunque finalmente ora sarà rivelata all'umanità l'identità degli alieni!
Come convenuto una banda musicale darà il via all'incontro vero e proprio. Così ad un cenno del maestro, la numerosa banda intona una festosa e allegra marcia che da ufficialmente il via alle celebrazioni. Sentendola, le due figure sulla porta del modulo dell'astronave cominciano a scendere i due gradini che li separano ancora dal suolo terrestre per avvicinarsi al palco dove saliranno insieme alle altre autorità terrestri, ora schierate davanti a loro ad una trentina di metri. I primi a uscire sono Ceso e Urami. Rieka è subito dietro di loro e gli si affianca appena fuori dal modulo. Altri sette rappresentanti della coalizione li seguono alle spalle. Appena il gruppetto è visibile dal silenzio che si era fatto si alza un enorme coro di benvenuto, accompagnato da un fragoroso applauso. Anche se predominano acclamazioni di benvenuto si odono anche esclamazioni di tutti i tipi.
"Quelli davanti hanno le corna ma ci assomigliano molto!"
"Incredibile! Sono comunque tutti come noi!"
"Però ... se è bella la ragazza in prima fila! E noi che pensavamo fossero verdi e brutti!"
Al solito! Insomma: se ne sentono davvero di tutti i colori e in tutte le lingue.
Roby, in un punto a lui riservato vicino alla struttura tipo pergolato dove siederanno i capi di stato, è incantato a guardare Rieka che al fianco dei genitori si avvicina con il suo bel mantello al vento e con passo fiero. Lei, cercando di non dare nell'occhio, lo cerca con lo sguardo fra la folla esultante mentre saluta insieme ai genitori con la mano, sorridendo. Lo fanno davvero tutti, muovendosi, sventolando bandiere e ogni altra cosa abbia la capacità di sventolare, cercando di far capire che quello è un giorno in cui si stanno per creare nuove amicizie.
Le due delegazioni finalmente si incontrano stringendosi la mano davanti a pochi fotografi a cui è stato dato il permesso di essere lì a documentare in prima persona quel particolare evento. La delegazione extraterrestre raggiunge quella terrestre dove, non potendo farlo con tutti, solo i capi di stato dei cosiddetti ‘grandi sedici', le sedici nazioni economicamente più importanti al mondo, danno ufficialmente il benvenuto agli arcadiani. Una lunga e prolungata serie di strette di mano e grandi sorrisi, accompagnati da un interminabile applauso, rendono ufficiale il benvenuto. Il primo contatto è avvenuto ufficialmente!
Le delegazioni ora vanno al vicino palco, dove salgono, e poi alla vista di tutti si stringono nuovamente la mano amichevolmente. Forse mai al mondo sono state scattate così tante foto in così pochi secondi: i pochi fotografi non finiscono di scattare a ripetizione e filmare in alta definizione ogni movimento ed espressione dei protagonisti dello speciale evento. Il presidente dell'ONU a questo punto, come rappresentante di tutti i governi della terra, si avvicina al podio per prendere la parola e parlare alla folla davanti a decine di microfoni accatastati uno sopra l'altro facendo così la presentazione ufficiale. Il silenzio torna nella pianura desertica.
"Abitanti del pianeta terra. - risuona la sua voce potentemente amplificata per portarla a tutte le migliaia di persone giunte lì - Oggi è un giorno assolutamente memorabile. Questo giorno ci accomuna tutti: razze, nazioni e classi sociali, in quanto è stata data una risposta alla più grande delle domande che ci siamo posti nel corso del tempo: c'è vita nello spazio? Siamo da soli nell'universo? Noi siamo davvero felici di avere saputo che la risposta è: non siamo soli! Ma siamo ancora più felici sapendo che questo ha pure significato, a differenza di quello che forse molti di noi pensavano, trovare nuovi amici, persone pacifiche con cui potremo lavorare e collaborare in pace e unità. - poi si volta verso la famiglia reale che si è fermata al suo fianco destro e prosegue - È quindi con viva commozione, onore e piacere che do a nome degli abitanti del pianeta Terra, al re Ceso, la sua graziosa moglie la regina Urami e la loro giovane figlia la principessa Rieka provenienti dal pianeta Arcadia, il più caloroso e sincero benvenuti sul nostro pianeta. - un prolungato e spontaneo applauso della folla interrompono il segretario che poi riprende - Questa famiglia è a capo del loro pianeta che non ha, pensate, alcun confine nazionale: è un pianeta completamente unito, senza divisioni nazionali. Il re Ceso inoltre è alla presidenza di una corporazione interplanetaria detta: ‘Coalizione dei pianeti uniti' che include molte altre razze appartenenti a diversi pianeti abitati della nostra galassia. Oggi questi eminenti rappresentanti di questa coalizione sono venuti qui per farsi conoscere, farci sapere della loro esistenza ma, primariamente, per salvare l'umanità dalla distruzione nucleare ormai certa che minaccia l'umanità, così come tutti noi nei giorni scorsi abbiamo scelto."
Applausi e grida di gioia seguono alla fine di quelle parole. Gli amici di Roby che sono adesso lì con lui dopo il lungo viaggio dall'Italia, al vedere e sentire chi era Rieka si lasciano andare ad alcuni epiteti molto ‘coloriti' sul loro amico. Trovare una che sia bella va bene. Aliena già si fa fatica ad accettarlo ma adesso pure principessa ... Per loro Roby aveva davvero passato tutti i limiti: fortunato va bene ma così è davvero troppo! L'invidia di quegli amici ora toccava livelli notevoli.
Comunque la cerimonia continua. Ora a parlare è lo stesso Ceso che non nasconde l'emozione di quel primo contatto e il piacere di conoscere un nuovo popolo, nonché di poterlo salvare. Si susseguono vari interventi di politici terrestri che pronunciano discorsi tutti molto pieni di buoni propositi. Sicuramente il momento più ‘caldo' lo si è avuto quando Ceso, nel suo intervento conclusivo, ha fatto l'affermazione che la coalizione intende avere a che fare con i terrestri come comunità mondiale non considerando solo alcune nazioni ed escludendone altre, situazione ben lontana dalla odierna volontà mondiale umana, almeno dei potenti.
Ma ora arriva il momento clou anche per Roby. Infatti, a sua insaputa, ora parla anche Rieka che con poche parole emozionate spiega il come si è arrivati a quell'intervento.
"Amici terrestri, io sono l'aliena che avete visto camuffata in televisione e che ho rilasciato l'intervista dall'albergo dove mi hanno ospitata in attesa della fine del sondaggio mondiale. Vorrei ribadire il fatto che comunque il merito di quello che oggi la storia del vostro e nostro pianeta stanno scrivendo non è nostro, ma di un umano, un terrestre. Lui per primo - dice ora fissando Roby che la guarda terrorizzato non sapendo quello che farà la fidanzata - alcuni mesi fa si è dimostrato un vero amico degli arcadiani. Noi tallin di Arcadia oggi dobbiamo molto a questo terrestre. - continua - Ha salvato il nostro pianeta dalla conquista di un temibile nemico. Così oggi è anche in riconoscenza ai terrestri e alle ottime qualità che molti di voi sanno manifestare che abbiamo deciso contro ogni nostra norma seguita fino ad oggi di venire in vostro aiuto. Ma vorrei chiamare qui insieme a me il nostro amico che ha reso possibile tutto questo. A lui va il nostro e vostro ringraziamento. Ma vorrei chiamarlo qui anche per un altro motivo: perché questo ragazzo è diventato da poco il mio fidanzato e non voglio vivere senza di lui questo grande momento. Si chiama Roby e lo invito a salire sul palco così che lo possiate conoscere tutti, perché è un uomo che ha cambiato la storia del vostro e del nostro pianeta."
Roby è assolutamente spiazzato, terrorizzato e nel panico. Non se lo aspettava e non era stato avvisato di nulla. Due uomini della sicurezza lo avvicinano, dato che indugiava e lo ‘invitano', spintonandolo con veemenza, a salire sul podio. Lo scortano nel lungo tragitto che va dalle transenne al palco dove timidamente sale gli scalini, mentre tutti applaudono e chiedono che parli. Rieka gli sorride e gli si mette al fianco. Roby non sa davvero né che fare né che dire. Rieka lo guarda divertita e lo incoraggia dicendo ai microfoni.
"Se vuoi puoi dire qualcosa. Anche solo due cose!"
Roby la guarda e le risponde con un rigido sorriso, poi guarda la folla acclamante: l'effetto è emotivamente molto forte. I muscoli sono rigidi e la tensione gli da un forte senso di nausea. Ma ormai è lì, non può scappare. Roby fa un sospiro profondo, cerca di raccogliere un paio di idee per dire qualche cosa, e via! Si avvicina ai microfoni, guarda Rieka e comincia dicendo.
"Se mi fa di questi scherzi non avvisandomi delle sue intenzioni, non so quanto durerà il fidanzamento! Questa poi me la paghi! - la folla ride della scenetta e poi attende la parole del giovane - Vi ringrazio amici di tutto! Ma Rieka ha un po' esagerato. I meriti vanno alla coalizione dei pianeti che ha accettato di salvare la nostra specie nonostante questo vada contro diverse loro regole. Di nuovo grazie. Io da parte mia ho solo fatto solo quello che è giusto per amore della giustizia che devo dire, purtroppo, manca in molti casi sul nostro pianeta. Ma ora spero proprio che molto possa cambiare! Anzi sono sicuro che ora molte cose cambieranno!"
Molti applaudono a quelle poche parole. Poi Roby si allontana dai microfoni e sente una mano che prende la sua da dietro: è quella di Rieka che lo vuole al suo fianco mentre viene pronunciato dal segretario ONU l'ultimo discorso in cui la terra si impegna a rispettare i patti degli arcadiani e si da piena collaborazione ai lavori di spegnimento del reattore, oltre ad impegnarsi a ricercare con rinnovato zelo una stretta collaborazione e uguaglianza fra i popoli.
Terminata così la parte burocratica del ricevimento si da la possibilità ad alcuni rappresentanti di diverse razze terrestri di portare alcuni doni dei loro paesi in segno di benvenuto agli alieni. Doni che Ceso apprezza molto, appassionato com'è di scoprire le arti e gli usi degli altri popoli. Doni che poi ricambia con altri del suo pianeta. Diversi bambini, per concludere, portano alle poche donne aliene presenti diversi mazzi di fiori variopinti. Poi dopo tutti questi convenevoli, ed anche non poche domande dei giornalisti e dopo essere stati lì ad abbrustolire per più di un'ora, tutti i dignitari grondanti sudore salgono su diverse Limousine e si avviano verso un lussuoso ristorante per il pranzo.
Dopo un lungo tragitto, comunque apprezzato perché ha permesso a tutti di rinfrescarsi dentro le lussuose auto con aria condizionata spremuta al massimo, si arriva al ristorante iperblindato e sorvegliato. Il pranzo inizia e per Roby si rivela subito alquanto noioso in quanto si discute innanzitutto di come il giorno dopo inizieranno i lavori alla centrale in africa e poi il tutto va a finire sulla politica e su come funziona il governo su Arcadia, politiche economiche e simili. Discorsi sentiti e ripetuti in quei giorni centinaia di volte: una solfa!
Così immaginando di dovere sorbirsi tutta quella storia per tutto il giorno, a suon di bisbigli negli orecchi di Rieka, Roby si accorda per mollare i politicanti e nel pomeriggio svignarsela per andare a fare un saluto agli amici che sono lì. Finita la luculliana cena, Rieka usa una tattica già sperimentata e infallibile: fa prima due coccole ai genitori così che poi non possono dirle di no quando chiede il permesso di andare con il fidanzato per altri lidi.
SVILUPPI INATTESI
Avuta la tanto sperata libertà dagli impegni politici, Roby chiama gli amici e li avverte che li andranno a prendere con un'auto per essere portati lì da lui. Di lì a breve Roby finalmente rivede i suoi amici nell'albergo che ospiterà la delegazione aliena per alcuni giorni. I quattro compagni di divertimento al momento dell'incontro, visto che Rieka non c'è, non la finiscono più di dare pacche sulle spalle al fortunato amico e di affibbiargli ogni tipo di nomignolo per prenderlo in giro vista la sua avventura. È allora che vedono arrivare Rieka tutta ancora in tiro e in geral rimanendo tutti a dir poco basiti. Ora che non ha più quella strana acconciatura sulla testa, che in certi casi rasentava il ridicolo, per coprire le corna fa davvero tutto un altro effetto, poi anche loro non riescono a staccare gli occhi da quelle due cose così particolari.
Non mancano altri scherzosi epiteti di ogni genere e titoli di ogni tipo come "principe delle stelle", "il signore delle galassie" ed altri che non è il caso scrivere. Poi però la curiosità di volere sapere come sono andate realmente le cose fra lui e gli alieni li frena e comincia una fiumana di domande sul com'è che proprio lui è venuto in contatto con quegli esseri, più nello specifico come si sono conosciuti lui e Rieka, com'è successo che Rieka capitasse sulla terra, che ha fatto su Arcadia e anche come si fa ad avere una fortuna come la sua.
"Possiamo continuare parlare sulla mia astronave! Così vedrete come sono fatte! A dire il vero, non potrei ancora. Ma non è un problema." dice ad un certo punto Rieka visto quante domande vengono fatte sul suo mondo e i viaggi spaziali.
Un vero e proprio coro immediatamente risponde: "Si! Certo che vogliamo! Non aspettavamo altro! Salire su un'astronave è un sogno di tutti! Schiatteranno d'invidia tutti i compagni!"
"Saliamo su quella che è atterrata?" chiede uno.
"No. - gli risponde Rieka - Andiamo sulla mia. Quella è della coalizione. Sulla mia saremo soli così possiamo stare in pace e girarla più liberamente."
Roby guarda Rieka e chiede: "Ma non l'avevano portata nell'hangar di quella di tuo padre?"
"Scusa tesy! - dice Rieka con voce mielosa - Ho chiesto a papà di lasciare la Revan in orbita per essere più liberi dopo l'incontro. Magari ci facciamo un giretto ..."
"Sì, sì. Abbiamo capito ... un giretto ..." Replicano gli amici di Roby.
Roby non se la prende, ma il problema è che adesso i suoi amici pieni di rivalità e gelosia avendo sentito come lo chiama Rieka e tutto il resto, non la smetteranno più di canzonarlo: è l'unica cosa che li aiuta a vincere l'invidia tremenda che hanno verso di lui. Infatti fra loro uno scimmiotta l'aliena facendo gli occhioni grandi e dolci e gli dice: "Ciao, tesy!"
Fortunatamente il tutto viene interrotto da un'altro di loro che dice: "Non vediamo l'ora di andare ma ... come ci andiamo? Dobbiamo prendere una navetta, uno shuttle?"
"No! - interviene Roby - Non serve. Useremo il tele trasferimento. È una tecnica che sposta cose e persone in un baleno da un posto all'altro. Sfrutta una specie di ... scorciatoia nello spazio."
Gli amici impallidiscono impauriti dell'esperienza che ora dovranno affrontare.
"Come nei film di fantascienza? Sicuri che sia ... sicuro? Che non succeda che ci troviamo disintegrati o polverizzati in un qualche modo!"
"Sicuri che è ... sicuro al cento per cento! - lo rassicura sorridendo Rieka - Non ci sono incidenti da decenni. Pronti?"
Un timido "Si" da il consenso.
"Ok! - dice allora Rieka prendendo in mano il Delan - State fermi che ci trasferiamo. - poi parlando al comunicatore da l'ordine - Computer trasferimento per sei."
Un attimo e tutti si ritrovano nella sala del teletrasferitore della Revan. I quattro amici si guardano in faccia un po' allibiti e stupiti di quello che stanno vedendo.
"È tutto vero? Vero? Non stiamo sognando!" chiede uno di loro.
"Certo che è vero! - dice Roby - Non vi preoccupate, ha fatto lo stesso effetto anche a me. Dopo un po' passa. Venite andiamo a farci un giro così vi faccio vedere tutto e anche dove siamo."
Un amico coglie la sfumatura e, prendendo Roby per una spalla, lo blocca chiedendogli con tono preoccupato: "Perché! Dove siamo?"
Rieka ride, capendo che Roby gli ha detto che sarebbero stati trasferiti su una nave, ma dove fosse la nave no. "Fra poco vedrete, molto poco."
Infatti usciti dalla sala del trasferitore nel corridoio, poco più avanti c'è un oblò che inquadra una bellissima ‘mezza Terra' azzurra.
"Siamo in orbita! Ma è ..."
"Incredibile, vero? - completa la frase dell'amico Roby - Ne vedrete di cose incredibili, credetemi. Guardate solo Rieka! Ma non troppo, ovviamente!"
"Sei scemo! Mica sono un pezzo da museo!" è la risposta dell'aliena che, come ben sapete, ha le orecchie molto buone.
"Scherzavo, tesoro. Lo dicevo solo perché sono orgoglioso di te." dice Roby abbracciandola da dietro e baciandola teneramente sul collo sotto gli occhi invidiosi degli amici.
"Non solo la schiantona! - dicono a denti stretti i ragazzi - Ma anche con l'astronave di proprietà questo l'ha trovata!"
Dopo il giro turistico della nave, che dura non poco visto le ovvie centinaia di domande che i quattro amici fanno a Rieka, tutti si ritrovano nella sala degli ospiti dove continuano i racconti dettagliati su come si è arrivati a quella situazione.
Il tempo passa molto rapidamente cercando di capire come funziona una vera astronave, così si arriva all'ora di cena.
"Ci andiamo a mangiare una pizza insieme?" chiede uno degli amici.
"Si dai! - risponde felice Rieka e, guardando Roby - Magari con tua mamma. Sarà preoccupata, non ti ha ancora sentito! Vada che per sicurezza non l'hanno portata qui oggi, ma adesso penso non ci sia più pericolo."
"Ma come facciamo? Sua mamma è dall'altro lato del mondo!" dice un amico.
"Scettico! Sei su una astronave e ancora ti fai certe domande? Nello stesso modo con cui siamo arrivati qui. - risponde Roby - Computer? Dov'è mia madre?"
"È ancora al commissariato del suo paese. Il posto è ancora assediato dai giornalisti. La tengono lì da ieri!" risponde il computer che per sicurezza non ha mai smesso di seguire gli spostamenti della donna.
"Trasferiscici tutti la. Un punto isolato, ovviamente." Ordina Rieka al computer.
L'amico che non riesce a capire che succede.
"Vuoi dire che ora noi andremo la?"
"Zitto, uomo di poca fede! - risponde Roby con tono scherzoso - Fermo! Anzi, fermi tutti! Trasferimento? Conferma!"
In un punto nascosto del cortile del commissariato italiano al momento deserto, appare un gruppo di ragazzi e un'aliena provenienti da un'astronave in un cilindro di energia.
"Eccoci qua! - dice Roby all'incredulo amico - Bel modo di spostarsi per il pianeta, vero?"
"Fantastico! È come avere annullato ogni distanza. Non servono i mezzi di trasporto! Niente, e non costa nulla! Lo voglio anch'io! - poi in tono implorante a Rieka chiede - Si può avere vero? Si può?"
"Lo sapete: niente scambio di tecnologie. Nel tempo però può darsi che qualche cosa ..." Rieka è ferrea anche se il ragazzo scherza, ma lascia una speranza.
Di lì a poco sono di fronte all'ingresso della palazzina che va in un caos non da poco nel preciso momento che entra Rieka e il piantone la riconosce subito.
"Lei?... Lei è qui?... Ma non eravate di là in ... ma ... chiamo il capitano! - e va via urlando per i corridoi - Capitano! Capitano! Non ci crederà ma l'aliena è qui! Venga subito!" Che quell'uomo fosse emozionato ed eccitato è dire poco: sembrava un matto!
Quel baccano e quelle parole smobilitano la caserma pullulante di uomini in divisa per garantire la sicurezza della madre di Roby. Di lì a qualche attimo tutti si dirigono nella piccola sala d'attesa vicino all'ingresso per vedere l'aliena. Tutti premono per essere i primi a stringerle la mano, avere anche loro quel ‘primo contatto' con la rappresentante spaziale e anche per la curiosità di vedere quella creatura aliena di persona, constatando così se è davvero tanto attraente come in tv. La mamma fatica ad arrivare dal figlio completamente assediato tanto che il capitano che la accompagna notando la confusione deve alzare un po' la voce per riportare l'ordine fra i suoi uomini.
Il trambusto lentamente si acquieta e finalmente Rossana, tutta commossa, può riabbracciare il figlio e Rieka. Dopo parecchie domande, e avere firmato diversi autografi, la combriccola di amici ora con Rossana escono e vanno in una modesta pizzeria dove mangiare non si rivela facile visto il caos che nuovamente provoca l'entrare dell'aliena nel locale. La cosa provoca anche non pochi problemi alle coppiette visto che i ragazzi fissano sfacciatamente la bella ragazza arcadiana, solo per prendersi sonore gomitate o calci agli stinchi.
Passa la serata allegramente, vista anche la mangiata offerta dall'euforico ristoratore, incredulo di avere proprio nel suo locale Rieka. Passa fra racconti fantastici, descrizioni della vita fuori dalla terra e avventure nate fra le stelle. Ovviamente non manca il confrontare queste cose con la situazione terrestre dove purtroppo non mancano le miserie legate all'egoismo umano. Rieka di quelle cose in parte ne sapeva, ma sentire raccontare certi avvenimenti da chi li ha vissuti fa tutto un altro effetto. Poi tutti a riposare ognuno a casa propria, a parte ovviamente Rieka che va a dormire a casa della quasi suocera.
Il giorno dopo sveglia presto per l'inaugurazione dell'inizio dei lavori. Infatti sulle otto di mattina arriva la comunicazione a Rieka, ancora nel letto, che l'astronave per i lavori e con gli addetti è in prossimità della Terra.
"Arrivo previsto fra 1 ora e due minuti." comunica il Delan.
"Va bene, va bene. Arriviamo anche noi." Sbuffa Rieka che si alza e va alla porta della camera da letto per avvisare Roby della cosa.
Ancora intorpidita dal sonno la giovane non pensa al fatto che addosso non ha granché, vale a dire solo l'intimo che consiste in uno slip parecchio ridotto legato solo con un filo sui fianchi e un reggiseno anch'esso di misure ridotte a forma triangolare, il tutto di colore nero e finemente ricamato in pizzo. Tranquillamente apre la porta della sua camera per uscire.
Nel mentre, dato che Roby quella notte non aveva dormito molto a causa delle troppe e forti emozioni del giorno prima e di conseguenza si era alzato presto, avendo sentito dei rumori nella stanza della fidanzata si stava recando proprio lì per darle il buongiorno e portarla a colazione. Non è molto lontano da quella stanza quando, appunto, si spalanca la porta e una assonnata Rieka si blocca stupita di vedere il fidanzato già alzato. Quella ragazza con solo addosso quell'intimo e i capelli ancora scarmigliati, sono una scena che definirla sensuale è estremamente riduttivo e fanno venire al fidanzato un tonfo al cuore, sudarella e le palpitazioni. L'emozione gli fa salire la pressione e sente un gran calore che parte dal petto fino alla testa e le orecchie gli diventano paonazze. Il tutto lo fa rimanere lì, bloccato con lo sguardo fisso e gli occhi spalancati tipo avesse avuto una visione soprannaturale. In quello stato di scarsissima lucidità mentale, la sua reazione è un'esclamazione.
"Fischia! Che sventola!"
Solo allora Rieka comincia a realizzare di essere praticamente nuda davanti ad un uomo, anche se il fidanzato! Poi nota che lui ha lo sguardo fisso rivolto a circa venti, trenta centimetri sotto il suo mento. Quelle che dovevano essere le parole che dovevano svegliare il ragazzo diventano un urlo assordante della giovane, che comunque sortisce lo stesso effetto, dopodiché imbarazzata, si copre i seni con le braccia e chiude violentemente la porta. Da dietro quella porta poi si ode la sua voce che lo apostrofa: "Porco! Potevi girarti!"
Roby, ancora scosso, mentre cerca di riportare ad un livello accettabile il grado di adrenalina nel suo sangue sussurra: "Mica sono scemo, ma quando mi ricapita di vederla così!"
Arriva anche la mamma terrorizzata dall'urlo.
"Che è successo? Cosa state combinando?" chiede subito.
Il figlio, in tutta tranquillità, la guarda e le risponde un: "Niente, niente. Rieka ha aperto la porta senza essere ... molto vestita."
"Porco! - gli dice la madre imbufalita - Ma che figlio ho? Ci si gira in questi casi! Un vero uomo si comporta innanzitutto con rispetto e decenza!" e la mamma arrabbiata si infila nella stanza di Rieka a parlare.
Ecco che così dopo pochi minuti dal risveglio Roby si becca già il secondo ... porco!
Animale o meno, fatto sta che ora quella immagine di lei così ‘vestita' è una fotografia fissa nella mente di Roby che non smette di vedere. Si, se prima voleva di certo portare quella donna all'altare per il fatto che quel carattere gioviale, desideroso di avventure ma anche dignitoso e forte, lo conquistava ogni giorno di più, ora un secondo motivo per cui desidera l'ambita meta si fa molto più forte anche se molto più ... carnale!
‘Ora capisco - ragiona - perché pure gli angeli vedendo le donne sono venuti sulla terra! Se me la faccio scappare una così io mi sparo, lo giuro!' Si promette fra sé e sé mentre va nella toilette per prepararsi. Poi, continuando nel pensiero, sorride ricordando che in effetti ci è già andato molto vicino a mettere in pratica quel pensiero!
Una volta a tavola per la colazione Rieka si accorge che il fidanzato la guarda con occhi un po' diversi dal solito. Sa bene perché, e a lei la cosa non dispiace, d'altronde gongola all'idea che il suo fidanzato frema per lei, e così guardandolo di sottocchio gli sussurra ridacchiando: "Sei proprio un maiale!"
"Sei tu che tiri fuori il peggio di me: non ci posso fare nulla se hai il più bel décolleté della galassia! E ... non solo!" è la risposta di Roby.
Di lì a poco i due si fanno tele trasferire prima sull'astronave madre per coordinare le operazioni insieme a Ceso e ad altri responsabili e poi tutta l'équipe si fa trasferire vicino alla centrale nucleare che ormai è arrivata al collasso. Pochi giorni e il tutto finirà in una gigantesca esplosione nucleare spazzando via la vita dalla faccia del pianeta. Roby rabbrividisce pensando che se qualche mese prima in un angolo di una sperduta via di una piccola città italiana, lo sguardo di una donna e di un uomo non si fossero incrociati, oggi questo sarebbe il futuro ineluttabile del pianeta!
Sembra quasi che il caso abbia voluto dare una seconda possibilità ai terrestri. Ed ora ecco che li in Africa ci sono un nutrito gruppo di alieni pronti a salvare il pianeta e un ancora più nutrito gruppo di capi di stato che sono arrivati dall'America dopo il primo storico contatto con la nuova razza. Non mancano le migliaia di persone che seguono la cosa per il maggior numero di ore possibile, comprese le immancabili tv di tutte le parti del mondo alcune delle quali trasmetteranno i lavori in una grande eterna diretta 24 ore su 24.
L'apparizione degli alieni nel classico cilindro di energia del tele trasferimento all'interno dell'area protetta, composta da una robusta recinzione sorvegliata da decine di soldati e mezzi blindati attorno alla centrale, fa scattare tutti i presenti: comincia ufficialmente il lavoro. Il re e i rappresentanti della terra chiariscono in una grande tenda in quella grande area, gli ultimi particolari delle operazioni. Una clausola è quella che, anche per sicurezza, non sarà possibile entrare in quello che sarà un vero e proprio cantiere gestito dagli arcadiani: dentro quell'area, il tutto sarà gestito solo dagli alieni. Comunque quando il pericolo sarà finalmente eliminato gli arcadiani disporranno per alcune visite all'interno.
"Ci sarà diverso traffico di navette fra l'orbita e questa zona per il trasporto delle attrezzature. - spiega un tecnico - In quanto non tutto può essere tele trasferito. Sarebbe importante tenere lontano i curiosi onde evitare rischi alle persone che potrebbero avvicinarsi troppo."
"Recinteremo tutta l'area dove vi sarà più comodo atterrare e trasportare il vostro materiale. Datemi le misure che cominciamo subito!" dice il comandante dei lavori.
I lavori sono frenetici ma cosa colpisce molto gli arcadiani: le popolazioni dei paesi limitrofi anche se hanno poco o niente da offrire, lo stesso in segno di ospitalità e ringraziamento si accalcano sulla recinzione per regalare una considerevole quantità di tante piccole cose come segno di ospitalità ai visitatori. Gli alieni escono dall'area protetta e accettano commossi quelle piccole e semplici cose: un po' di cibo locale, molti oggetti fatti di legno, sasso, paglia, ma soprattutto fatte con il cuore trasmettendo davvero tanto in termini di umanità. Ora gli arcadiani si sentono ora ancora più motivati a salvare questo pianeta dalle mani di chi lo sta mandando in malora.
Dopo una breve cerimonia di inaugurazione dell'inizio dei lavori presenziata dal capo responsabile della gestione degli affari alieni sulla terra, cominciano in tutta fretta gli sbarchi di navette che trasportano i materiali non tele trasferibili mentre altri appaiono in un susseguirsi di cilindri di energia. L'area attorno alla centrale, visto l'accalcarsi della sempre più numerosa folla di curiosi, viene ulteriormente rinforzata con l'installazione di un campo di forza. Tanti emettitori, simili a cilindri di un metro e mezzo con in cima una sfera traslucida, vengono piantati subito dietro la rete. In poco tempo il tutto va in funzione. Una enorme cupola di energia copre completamente la zona rendendola impenetrabile e inattaccabile anche dall'alto.
Roby, che insieme a Rieka segue i lavori, chiede il perché della precauzione che vede esagerata.
"Non si sa mai. - risponde lei - Se qualcuno trova un punto debole nel vostro servizio di sorveglianza potrebbe sfruttarlo. Così siamo ancora più sicuri che nessuno cerchi di entrare e rubare tecnologie. Inoltre non vorremmo che qualche mezzo matto facesse dei brutti scherzi."
Roby condivide la cosa e sa che un attentato non è poi del tutto da escludere ... anzi!
Ma cosa stanno cercando di fare gli arcadiani? Per riuscire a bloccare in tempi brevi la reazione nucleare all'interno della centrale, l'unico metodo è creare un campo di forza che inibisca la reazione stessa. Non è cosa facile vista l'enorme energia che viene liberata in un reattore di quelle dimensioni e visto che i reattori sono decine. Quindi si deve riuscire prima a creare un campo di energia di contenimento per le eventuali fughe di radiazioni. Poi, attorno ad ogni reattore saranno posizionati degli emettitori di raggi ad antimateria base che, una volta accesi, creeranno un campo negativo dentro il reattore stesso, impedendo e quindi bloccando immediatamente la reazione nucleare. Non è una cosa particolarmente difficile, per gli alieni, ma ci vogliono un paio di giorni di lavoro e tanta precisione perché un minimo sbaglio e salterebbe tutto comunque: materia e antimateria se non dosate bene fanno ... brutti scherzi!
Fremono i lavori. Gli alieni, per velocizzare il tutto, fanno addirittura i turni sulle ventiquattro ore: vogliono anticipare il più possibile i tempi onde avere margini per gli immancabili intoppi. Tutto il mondo è lì, o fisicamente o via etere e segue il lavoro con il fiato sospeso. Addirittura un magnate dell'informatica ha fondato per l'occasione una stazione tv visibile via internet che trasmetterà 24 ore su 24 tutte le operazioni e le spiegazioni di quello che succede.
Visto che tutto procede con l'immancabile precisione arcadiana, Roby e Rieka si discostano dalle operazioni visto che ormai non possono più fare praticamente nulla essendo il tutto in mano dei tecnici. Vanno così a per cercare un po' di pace per loro, dato che ultimamente insieme non sono riusciti a starci più di tanto e la voglia di trascorrere del tempo tranquilli insieme comincia ad essere forte. Non è facile di certo: Rieka è infatti l'unica aliena che scorrazza libera sulla terra. Tutti gli altri alieni si possono solo vedere a distanza al lavoro e i reali arcadiani sono impegnati con delle trattative con i capi politici terrestri al palazzo dell'ONU. Quindi tutti i giornalisti e i curiosi le danno la caccia: la bella aliena sbarcata con mantello e stivali è uno scoop notevole per tutti i giornalisti e tutti vogliono vederla, intervistarla o potere registrarne la voce.
Nonostante questo, Roby non ha nessuna intenzione di barricarsi sull'astronave o altrove, ma vuole portare Rieka in un ristorantino ad assaggiare alcune specialità italiane. La cucina italiana, c'è da dire, ha conquistato le papille gustative di Rieka, e Roby spera così di passare una bella serata da soli, si fa per dire. Pertanto chiama in Italia, in una città a pochi chilometri dalla sua, e li prenota in un posticino che conosce da tempo. Poi si fa trasferire con Rieka sulla nave per prepararsi per la serata.
Una volta cambiati di abito e svolte altre faccenduole, i due si fanno trasferire in Italia dove, prima del pasto, si fanno insieme una passeggiata per un paesino sul far della sera. Passeggiata che si rivela davvero rilassante per recuperare lo stress di quei giorni così intensi ed emozionanti. Anche per il fatto che Rieka ha una pettinatura che un po' copre le corna, fatta apposta per essere poco riconoscibile. Fortunatamente la poca gente di quel posto che la riconosce, si comporta educatamente non disturbando la coppietta a spasso mano nella mano. Fatto curioso è che passando davanti ad una vetrina notano un cartello di notevoli dimensioni dove testualmente c'era scritto.
"Si possono prenotare per i vostri bambini le corna originali degli alieni!!! Prossimo arrivo!!!"
"Fra poco anche tutti i terrestri si ritroveranno cornuti come noi!" Dice scherzando Rieka stringendosi al fidanzato.
"Già! Ci avete rovinato! - risponde lui - Se le prossime generazioni avranno dei traumi sarà colpa delle vostre corna!"
"Ma non mi avevi detto, - replica lei sfregandogli delicatamente proprio un cornino sulla spalla - che le trovavi così carine?"
A Roby quella cosa, come sapete, lo manda in orbita senza tanto bisogno di astronavi. La pressione gli cresce, il cuore va a centoottanta battiti e non capisce più niente.
"Smetti di sfregare le corna su di me! Siamo per strada e il controllo vacilla! Poi ... dopo questa mattina ... Andiamo al ristorante che è meglio" dice con tono cantilenico lui.
Rieka sorride felice di avere trovato un ragazzo così innamorato, e lo segue stando tutta stretta alla sua vita, quasi impedendogli di camminare.
Al loro arrivo, anche qui si ripete la scena della sera precedente: il loro entrare nel locale fa praticamente fermare tutto e tutti. Si sentono poi subito bisbigliare commenti di ogni tipo. Due in un tavolo lì vicino discutono: "Ehi ma quella è l'aliena!"
"Ma non erano in Africa? Come fanno ad essere qua?"
"È lei: ha le corna e i capelli viola! È lei!"
Un cameriere si avvicina: "Che piacere ospitarvi! Avete un tavolo per due, giusto?"
"Si, ho prenotato." Dice Roby.
Così in poco tempo si ritrovano seduti con il menù in mano, pregustano la cenetta. Il direttore del locale dopo pochi istanti è al loro tavolo a salutare la particolare ospite e a rassicurarla che nessuno degli altri clienti li disturberà mentre sono lì. Anche il personale è stato preavvertito che devono comportarsi nel modo più normale possibile, così da non recare imbarazzo.
Così in effetti avviene, anche se un paio di camerieri implorano, senza ovviamente farsi vedere, un autografo a Rieka che, divertita della cosa non manca di firmare il foglietto di nascosto.
Tutto ormai sembra veramente avviato per il meglio. Sembra che nulla possa creare problemi di sorta. Ma, come si dice, ogni paradiso ha il suo serpente.
Mentre i due fidanzatini tubano spensierati al ristorante, in una città a un centinaio di chilometri da lì, dei loschi individui, che hanno un punto di vista tutto loro sul cosa deve succedere sulla Terra e che senza che nessuno glielo abbia mai chiesto vogliono imporre tale idea all'intera umanità, stanno infatti tramando piani loschi e pericolosi.
Che idea hanno questi in quella testa dove lo spazio libero disponibile è uguale a quello della capacità stessa della loro scatola cranica? Il capo banda, che è riuscito a fare diversi proseliti divulgando le sue idee fra i soggetti più malleabili, pensa che si possa approfittare della situazione, gli alieni sulla terra, per ricavarne un forte vantaggio personale: riuscire ad ottenere potere e ricchezze! Ma te pensa che novità!
C'è da aggiungere che questa persona è una di quelle che è ancora fortemente convinto, e da come fatto certo, che gli alieni sono qui sulla terra solo per soggiogare i suoi abitanti e fare dei nuovi schiavi. Tutte quelle coincidenze non lo convincono. Il suo pensiero è addirittura che in realtà la questione della centrale in crisi sia una montatura aliena: la centrale l'hanno sabotata loro stessi e dopo essersi proposti come salvatori della terra, pensano di poter arrogarsi dei diritti sull'umanità. Ora lo scopo di quest'uomo è dimostrare che le cose stanno così ed è convinto che, appunto dopo essere riuscito nel suo intento, la terra riconoscente lo coprirà di gloria e, soprattutto, di soldi.
Nel loro covo segreto, che consiste al momento di un appartamentino squallido e poco arredato, vi si trovano solo nella cucina, un vecchio tavolo e alcune sedie ed una cucina economica sudicia. In salotto atre tre sedie un divano logoro e l'immancabile televisione. Nella camera da letto ci sono solo due reti con due materassi che per non stonare con il resto sono vecchi e poco puliti. Quei loschi individui si sono ritrovati oggi per mettere a punto il loro piano.
"Allora capo, hai pensato a come dimostrare la malafede degli arcadiani?" dice un complice con voce rauca e profonda causata dalle corde vocali consumate dal vizio del fumo.
"Si, certo scemo! Cosa ti credi! Il piano è semplice: noi rapiamo il moccioso, non un extraterrestre e tantomeno Rieka per non dare agli alieni la scusa buona per un attacco al nostro pianeta. Poi ricatteremo gli arcadiani: gli imporremo di andare via o uccideremo il ragazzo. Se è vero che la loro principessa lo ama tanto, sicuramente andranno via. Secondo me invece sarà a questo punto che, visto che gli sta per scappare la loro preda, la Terra appunto, gli alieni riveleranno i loro veri scopi: se ne infischieranno di quel terrestre pur di mandare avanti il loro progetto. Questo disinteresse per un terrestre o addirittura un attacco al pianeta, scatenerà l'odio del mondo intero verso gli extraterrestri, che li scacceranno da qui. A quel punto noi ci riveleremo al mondo per ricevere da tutti il successo e la gloria a noi dovuti per avere smascherato il complotto!"
"Il problema è come riuscire a rapire Roby visto che molto difficilmente lo si trova da solo. C'è sempre la fidanzata con lui, spesso si aggiungono amici terrestri e anche non, atre volte anche i giornalisti: come fare?" dice un altro uomo robusto e stravaccato sul divano.
"Cosa avete saputo su di lui?" chiede il capo.
"Lo abbiamo pedinato per un po', e direi che ha delle abitudini abbastanza regolari. Va spesso al ristorante. Ma da soli non lo sono quasi mai. Mi sembra anche di capire che degli agenti in incognito li tengano sorvegliati. Avvicinarsi sarà davvero dura!" replica l'uomo dalla voce rauca.
"Io invece ho una notizia che forse ci risolve il problema!" esclama l'altro.
"E dilla, no? Che aspetti che tornino al loro pianeta questi qua?" urla il capo.
"Roby e Rieka andranno fra due sere in una piccola tv locale ‘Teletà' per una breve intervista: l'uscita dagli studi tv potrebbe essere proprio il momento giusto per agire. L'orario è nella guida tv. Basta guardare a che ora finisce la trasmissione ‘Incontri ravvicinati' e sapremo a che ora circa usciranno dagli studi televisivi. Spero e credo che visto che sarà abbastanza tardi, saranno soli."
"Soli o meno questa è un'occasione ci dobbiamo sfuggire! Ora organizziamo i particolari."
Alla data prestabilita scatta il piano! La sera dell'intervista la banda, dopo avere per tutto il giorno studiato ognuno i propri ruoli, aspettano i due all'uscita dagli studi televisivi. La serata e il luogo sono ideali: la sede della tv si trova nella zona industriale della non grande città, zona completamente deserta di sera frequentata al massimo, tanto per essere in buona compagnia, da delinquenti che spacciano droga e gestiscono i loro giri di prostituzione. È una notte buia, nuvolosa e un po' fresca. Le strade poco illuminate offrono poca visibilità a chi passa: si potrebbe dire che è proprio l'ora e il posto giusto in cui agiscono i balordi per antonomasia.
Roby e Rieka sono andati agli studi televisivi soli con l'automobile di Roby, fidandosi forse un po' troppo della tecnologia e dalla protezione offerta dalle astronavi in orbita. Avrebbero voluto usare la jecod ma un veicolo alieno avrebbe dato troppo nell'occhio e addio tranquillità. Poi ... dove parcheggiarlo? L'auto desta meno curiosità e l'hanno potuta parcheggiare all'esterno della recinzione che delimita la proprietà degli studi televisivi che non sono altro che un enorme capannone dipinto di verde contornato da un muro di cinta che delimita il cortile interno largo tutto attorno una decina di metri o poco più. Notte buia, area isolata, nessuno in giro, poca luce, due persone da sole a passeggio: il momento è davvero più che opportuno per un rapimento in piena regola! I balordi non si aspettavano davvero di meglio per agire!
Vincenzo, così si chiama il capobanda, un barese grassoccio di mezz'età, ha improntato il piano che risulta poi essere semplice quanto le connessioni neurali del suo cervello: piazzare un paio di uomini in alcuni punti strategici della strada con le auto, fare arrivare le vittime vicino al loro proprio automezzo, avvicinarli con il pretesto di un autografo, neutralizzarli con una bella dose di sonnifero, caricare solo lui su una vettura e infine sparire verso il nascondiglio a tutta velocità.
L'attesa è snervante. Un componente della banda segue concentrato la trasmissione in diretta su un i-pad per dare il via alla trappola al termine dell'intervista. Tutta la banda è lì, perfettamente schierata intorno alla sede della tv, armata con coltelli, pistole e anche due dosi di un potente sonnifero a base di cloroformio.
Tutto è pronto! I criminali si mantengono collegati con delle ricetrasmittenti per fare scattare il piano in modo perfetto.
Ore ventidue e trenta. Dopo le ormai solite domande ai due giovani sui popoli dello spazio, il loro incontro e altro, l'intervista termina e i due fidanzatini escono soli, soli verso la macchina. A quel punto quattro uomini, tutti felici e sorridenti con un blocchetto notes in mano, si avvicinano vociando.
"Sono loro, sono loro!" ed esibiscono il taccuino e una biro per chiedere un autografo.
Senza troppo riflettere Roby e Rieka li lasciano avvicinare, prendono i blocchetti per fare gli autografi e si accingono a firmare la dedica ai primi due. I ragazzi non badano agli altri due che si piazzano cautamente dietro di loro. In un attimo con una micro siringa a pressione, una invenzione di questo periodo si tratta di una pistola che inietta il farmaco a pressione con un aghetto di pochi millimetri il quale scatta in modo da non provocare praticamente dolore alcuno, iniettano il sonnifero alla base del collo dei due ragazzi che non arrivano a reagire minimamente. Roby e Rieka si accasciano immediatamente e malamente al suolo. Uno dei banditi con la ricetrasmittente chiama subito il complice con l'automobile che accelerando al massimo in pochi istanti è lì. Roby viene sollevato e caricato come fosse un sacco di patate sul sedile posteriore dell'auto che riparte di gran corsa mentre gli altri rimasti lì si congratulano per il successo dell'operazione intanto che guardano con un certo disprezzo Rieka, stesa per terra su un fianco sull'asfalto sudicio.
"Presto capiremo veramente chi siete, maledetti invasori alieni!" Esclama con sdegno Vincenzo, il capo, che è lì insieme agli altri.
Mentre si soffermano un attimo sul cosa fare del corpo dell'aliena, tutti ad un tratto scattano impauriti e si girano verso la sede della TV: una porta si è aperta e sta uscendo della gente!
"Filiamo! Alle auto! Via, via!" esclamano concitati un po' tutti.
Così senza tanto pensarci i quattro fuggono rapidamente in direzioni diverse lasciando quel corpo abbandonato lì ne buio di un vicolo triste e solitario. Che paradosso! Ora su quell'asfalto sudicio giace come uno dei tanti senzatetto dei sobborghi delle grandi città, la donna che, venuta dallo spazio, ha dato aiuto ad un intero pianeta morente a costo, appunto, di notevoli rischi. Ed ora è lei che li ha bisogno di essere aiutata e non c'è nessuno per farlo.
Uno dei malviventi però svoltando in piena corsa in un altro vicolo, inciampa leggermente e si sbilancia. Per non cadere così in velocità, allunga i passi dando alcune pedate sonore per terra facendo un rumore simile a degli schiocchi dovuti alla suola di plastica delle scarpe. Uno di quelli usciti dalla tv si gira udendo quei rumori simili ad un paio di petardi fatti scoppiare in lontananza e vede attraverso il cancello aperto del muro di cinta per un attimo l'uomo in fuga prima che sparisca nel vicolo.
"Come mai quello correva tanto? Non c'è mica nessuno!" chiede preoccupato.
C'è un attimo di silenzio, nessuno risponde. Ma poi, come se un unico pensiero avesse attraversato le menti dei tre che stavano tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro alla televisione, si girano verso l'entrata e notano sempre attraverso il cancello pedonale di ingresso aperto, vicino al muro di cinta dal lato esterno, un qualche cosa di steso per terra.
"Nei, ma quelli non sembrano piedi?"
Sapendo chi era uscito poco prima di loro, un'altro di loro esclama terrorizzato: "L'aliena! L'hanno aggredita! L'hanno ammazzata!"
E parte di corsa verso quella cosa non ben identificata seguito a ruota dagli altri. Si sbagliava di poco! Lì per terra vicino al cancello d'ingresso giace immobile il corpo di Rieka con il viso coperto dai suoi lunghi capelli, che accenna ancora una piccola smorfia. Il ragazzo si china e le scopre il viso per vedere se è ferita e soprattutto se è viva.
"Che faccio? - chiede l'uomo - Questa è aliena che si può fare? Si potrà fare un massaggio cardiaco? Anzi, dove ce l'ha il cuore? Anzi, ha un cuore come gli umani? Proviamo così ..."
L'uomo avvicina un orecchio vicino al naso della ragazza per sentire se respira. Infatti l'uomo, avendo fatto alcuni corsi di pronto soccorso, sa che anche un minimo spostamento d'aria viene avvertito da questo nostro sensibile organo.
"Respira! È un respiro debolissimo, ma è viva!" dice con un grande senso di sollievo l'uomo.
"Chiamiamo subito il pronto intervento e facciamo intervenire un medico."
Fatta la telefonata al pronto intervento, l'allarme dato scatena il pandemonio. Infatti nel centro operativo del 113 l'operatore sentendo che hanno aggredito proprio la figlia del re degli alieni dirama l'allarme a polizia, carabinieri e pronto soccorso. Da lì l'allarme si sparge a macchia d'olio. In pochissimi minuti arrivano sul posto dell'aggressione pattuglie di tutti i corpi militari dello stato, comprese un paio di ambulanze: l'ingresso della piccola stazione televisiva sembra ora un'area delle grandi manovre. Ciliegina sulla torta, arrivano anche i soldati dell'esercito insieme ad un elicottero che con un potente faro illumina tutto.
Subito la zona viene circoscritta e chiunque cerca di avvicinarsi per sapere che succede viene allontanato malamente. Intanto Rieka è stata sollevata da terra dagli infermieri, stesa su una barella e caricata su un'ambulanza. I dottori non sanno che pesci prendere ma perlomeno tranquillizzano tutti in quanto, per quel poco che riescono ad analizzare, capiscono che oltre ad essere ancora viva, la situazione di Rieka è anche stabile. Infatti molti organi sono simili ai nostri e, trovato il cuore che non è posizionato in modo molto differente di quello dei terrestri, capiscono che è debole ma mantiene un funzionamento regolare. L'unica cosa da fare è contattare immediatamente i suoi o qualcuno del suo popolo che lavora alla centrale nucleare per dare l'allarme. Già, ma come fare?
Un aiuto arriva inaspettato. Mentre tramite i soldati si cerca di comunicare con le autorità che possono mettere in comunicazione con gli arcadiani, dalla borsetta di Rieka si ode una musichetta. Un graduato dei carabinieri insieme ad un altro soldato apre la borsa e tira fuori un apparecchietto rettangolare, sottile, con uno schermo che riproduce il viso sorridente di una donna evidentemente aliena. Sullo schermo ci sono anche dei simboli, che sono sicuramente una scrittura ma decisamente indecifrabili per quei terrestri. Il fatto che quell'apparecchio emetta della musica, non sembri pericoloso e una donna lo tenga in borsetta, spinge il carabiniere a immaginare giustamente cosa sia quell'affare: uno strumento per comunicare, un telefonino.
In effetti per certi versi lo è, anche se tecnologicamente avanzatissimo: è un delan - comming, che intanto continua a suonare. Quindi l'uomo decide di tentare di fare qualche prova per vedere se quell'aggeggio serve proprio per lo scopo che ha pensato o se è solo una specie di radio. Prova così a toccare con un dito tremolante dalla paura di combinare chissà quale guaio, lo schermo, dato che di tasti non ce ne sono. Subito la musica termina ed appare il volto, questa volta dal vivo, di quella donna aliena prima in foto che, allibita e con tono imperioso, chiede: "Ma lei chi è? E chi le ha dato questo apparecchio?"
Il carabiniere si presenta ora con la voce che trema notevolmente: "Sono il sergente Nobile, Francesco Nobile dei Carabinieri della terra. E io con chi ho il piacere di parlare?"
"Sono Urami, regina del popolo dei Tallin di arcadia e madre di Rieka alla quale appartiene l'apparecchio che lei possiede. Ora risponda lei! Come fa ad avere questo comunicatore? Dov'è mia figlia?" chiede la madre stizzita.
"Signora regina ... - continua ora completamente nel panico il povero uomo dovendo dare la brutta notizia addirittura alla regina stessa - vede ... dunque ... allora ... innanzitutto le dico subito che sua figlia è viva, ma c'è stata un'aggressione e sua figlia ha perso conoscenza."
La trasmissione si interrompe bruscamente.
"Ora questi ci fanno fuori tutti!" dice terrorizzato il carabiniere fissando il collega che sta sudando copiosamente sotto l'uniforme a causa della tensione, mentre alza lo sguardo verso il resto degli uomini li presenti che lo stanno fissando per vedere quello che succedeva.
Non arriva a terminare quella breve frase che non molto lontano da oro appaiono sei cilindri del trasferitore. Questi fanno apparire sei soldati corazzati: armatura completa in Retal che li ricopre dalla testa ai piedi. Il Retal è un polimero leggerissimo, grigio scuro, resistente al laser di prima classe e alle armi da fuoco leggere terrestri. Il casco è particolare: molto simile a quelli nostri da motociclista, non ha però la visiera essendo completamente chiuso. Al suo posto c'è un disegno, una V grigia più chiara che parte dalla mentoniera fino ad allungarsi sopra la testa. Chi lo indossa può vedere l'esterno grazie ad una realtà virtuale proiettata all'interno del casco. Il soldato può con semplici comandi cambiare visuale, zummare e tenere sotto controllo tutto l'esterno oltre ad avere davanti agli occhi anche tutti i dati dei sensori incorporati nell'armatura. Il casco ha due lucine per ogni lato all'altezza delle orecchie che puntano in avanti. Sono in realtà sensori per la visione in tutte le situazioni come ad esempio in caso di nebbia o al buio.
I sei soldati sono armati al meglio! Alla cintura: scudo personale con campo di smorzamento, pistola multifunzione a laser potenziato, bombe a ricerca automatica fino a 3 chilometri. Imbracciato: fucile a onda portante, delan da combattimento incorporato con rivelatore di movimento nemico per il puntamento automatico delle armi. Con quelle armi potrebbero sbaragliare una intera truppa terrestre corazzata.
Quell'apparizione fa scattare tutti in allarme. Alcuni hanno già pronte le armi per difendersi: il terrore pervade tutti i presenti al pensiero che ora l'invasione sia cominciata come conseguenza all'aggressione fatta alla principessa. Fortunatamente tutti riescono a tenere i nervi a posto e nessuno punta le armi. Anche gli alieni non fanno alcun movimento brusco ma si limitano a guardarsi intorno.
"Chi siete e che intenzioni avete?" Chiede il tenente della piccola truppa di soldati lì intervenuta ostentando una certa sicurezza.
Il soldato che si trova davanti agli altri cinque risponde da sotto il casco con una voce metallica, cupa e lapidaria, decisamente poco rassicurante. "Siamo le guardie del corpo della principessa. Vogliamo vederla immediatamente, grazie."
Quel ‘grazie' tranquillizza un attimo dando un'aria di gentilezza in una situazione di massima tensione e paura. Tutti così fanno largo creando una specie di corridoio che porta all'ambulanza dove Rieka è tenuta in osservazione. I cinque soldati alieni si avvicinano e il capo sale sul mezzo. Sgancia dalla cintura un apparecchietto schiacciato e tondo che sta nel palmo della mano, un Hopek, che si illumina subito di alcune luci gialle e sul suo piccolo schermo mentre viene passato sopra il corpo della ragazza, comincia a dare dati sulle condizioni della paziente.
In pochi secondi il risultato. "La principessa è stata drogata con una sostanza narcotica a base di cloroformio che per noi di razza Tallin è tossico e ci può uccidere."
"Se c'è bisogno di qualcosa, tutto quello che vi può servire lo possiamo procurare al più presto. Avete tutta la nostra collaborazione. I mezzi qui presenti sono completamente a disposizione." Replica il comandante che teme l'incidente diplomatico più grave della storia.
"La ringrazio. Ho solo bisogno che nessuno si avvicini qui: a momenti sbarcheranno i reali di Arcadia, potrebbero esserci ancora i criminali nei paraggi. Voi dovete tenere assolutamente gli occhi aperti, mi raccomando: tenete sotto controllo tutta la zona. Per la cura quella ce l'abbiamo già." dice il capo delle guardie aliene.
Prende poi, sempre dalla cintura, un altro apparecchietto questa volta cilindrico lungo una quindicina di centimetri con un beccuccio in cima. Alcune lucette si accendono lungo il cilindro e il tipo pigia alcuni tasti sopra di esso. Poi lo appoggia al centro dello sterno di Rieka. Il cilindro è un dosatore di farmaci che li sintetizza al momento e poi li inietta nel corpo automaticamente. Un bip indica che il farmaco è stato iniettato. Dopo una ventina di secondi Rieka comincia a muoversi e a riprendere conoscenza.
Il capo delle guardie del corpo della principessa, ora che Rieka ha cominciato a riprendersi, attiva la comunicazione con l'astronave madre attraverso il delan incorporato nel bracciale dell'armatura e comunica la situazione concludendo con le parole "... tutto sotto controllo!"
Immediatamente due altri cilindri di trasporto appaiono e, spariti questi, compaiono Ceso e Urami la quale vola rapida verso la figlia: è disperata.
"Come stai piccola mia?" le dice in lacrime stringendola forte a se.
Con poca voce, in quanto ancora intontita dal sonnifero, risponde: "Penso bene, ma ho un gran sonno e mi sento stordita."
Urami fissa dritto il capo delle sue guardie che le stava dietro, al fianco del re che intanto le ha raggiunte: "Chi ha fatto questo a mia figlia lo voglio personalmente vedere in faccia, poi ci penso io a sistemarlo - ma ecco l'atroce dubbio che fino a quel momento a causa della concitazione, nessuno aveva avuto - Ma Roby dov'è? Non erano insieme?"
Ceso guarda la moglie poi le guardie del corpo della figlia e urla: "Roby dov'è? Sono stati sempre insieme, quei due stanno sempre incollati insieme! Dov'è finito mio genero?"
Tutti tacciono in particolare tutti i terrestri terrorizzati dall'ira che traspare dai due reali che li fissano ad uno ad uno. Un giornalista che lavora alla tv si fa coraggio ed interviene: "Hanno fatto l'intervista insieme, poi sono usciti. In effetti erano insieme quando sono usciti ... poi ... non so ... Abbiamo trovato solo Rieka stordita a terra."
"Presto! - ordina perentorio il comandante delle guardie del corpo della principessa - Sondate tutta la zona e cercate Roby! Non possiamo farci rapire il possibile re di Arcadia!"
I quattro attivano il delan e iniziano a cercare i segni vitali di Roby. A grandi passi si allontanano e cominciano a perlustrare i dintorni per alcuni minuti, poi si ritrovano dai reali. Uno di loro spiega la situazione.
"Niente! I delan portatili hanno un raggio d'azione troppo corto. Segni di Roby non ce ne sono. Sicuramente l'hanno rapito! Forse è stato caricato su un mezzo e portato via. Dobbiamo intervenire subito dall'astronave. Se lo hanno portato via da qui, anche con i mezzi primitivi che hanno, quei criminali ormai saranno lontani. I sensori di bordo, invece, possono fare molto di più per rintracciarlo."
"Non mi interessano i mezzi che usano qui! - Ceso bolle più di una pentola a pressione: vuole le teste di quelli che hanno messo le mani sulla figlia e sul genero e continua urlando - Cosa ci fai tu piuttosto ancora qui? Trasferisciti sull'astronave! Anzi. Le guardie del corpo di mia figlia non servono ormai a molto, quindi ordina a tutti di tornare all'astronave madre per iniziare a scandagliare subito tutto il pianeta partendo da qui! D'altronde fuori dalla terra non ci possono essere andati! Devono per forza essere qui vicino, e se li prendo..."
Infatti i manigoldi non sono lontanissimi ma comunque già fuori zona e ormai nei pressi del nascondiglio. Il posto si trova molto fuori mano, nelle colline dell'appennino. Lì alla fine di una vecchia strada sterrata e quasi impraticabile, c'è una caverna con una imboccatura piuttosto piccola e ben nascosta. È in realtà l'ingresso secondario di un rifugio antiatomico abbandonato, vicino, anzi sotto ad una villa anch'essa ormai abbandonata da tempo. Il vecchio proprietario della casa lo aveva fatto costruire praticamente proprio sotto la casa stessa sfruttando il pendio della collina: la casa sul cucuzzolo e sotto di essa, completamente interraro, il rifugio.
L'auto, una fuoristrada usata per l'occasione, è ormai arrivata. Nel frattempo, la comunicazione di cominciare le ricerche dall'astronave è arrivata e si stanno preparando i sensori per rintracciare i segni vitali di Roby. Il lavoro non è così semplice, anche per i mezzi ipertecnologici degli arcadiani! Infatti il raggio d'azione dei sensori può analizzare solo alcuni chilometri quadri per volta dovendo controllare ogni singolo segno vitale di quell'area, uno ad uno, animale e non, per poi passare ad un altro settore. Il computer è molto rapido: controlla decine di segnali al secondo ma ci vuole diverso tempo comunque.
Nel frattempo l'auto è ormai all'interno del bunker che viene rapidamente chiuso dai manigoldi. Tutto è già pronto lì sotto. La prigione alla fine non è altro che un diroccato bilocale, umido, buio e che puzza tremendamente di muffa. Ora in questo ambiente malsano e freddo, Roby si ritroverà a vivere fino a tempo indeterminato, legato e bendato a dovere. Infatti il rapito viene scaricato in malo modo e chiuso lì dentro con poche, anzi nessuna, spiegazione in merito. Anche alla domanda: "Ma che volete da me?" ripetuta molte volte da che si è ripreso, non riceve risposta.
Le ricerche dei malviventi dall'astronave intanto continuano ma i sensori della nave non riescono a trovare nulla, creando ancora più tensione e nervosismo. Come mai? Nella loro ricerca di un luogo sicuro, i rapitori erano riusciti, a loro insaputa, a trovare una locazione impenetrabile per i sofisticati sensori della nave. Il tutto era dovuto proprio a quei diversi metri di terreno sopra il bunker, alle sue grosse lastre di piombo, al cemento e al ferro con cui era stato costruito. Questo bunker era veramente perfetto per proteggersi dai sensori alieni.
C'è anche il fatto che non era l'unico. Quelle colline, e non solo, pullulavano di bunker simili costruiti a causa della minaccia vissuta alcuni decenni fa di una prima guerra atomica: chi voleva cercare qualcuno in quella zona avrebbe dovuto controllare quei bunker uno per uno e di persona.
Questi miseri risultati della ricerca vengono comunicati ai reali che sono in trepidante attesa. All'arrivo della notizia si assiste ad una tragedia: Rieka, ormai ripresa dallo stordimento dopo la notte di riposo, scoppia in lacrime. Piangendo e urlando disperata, abbraccia la madre.
"Che facciamo ora mamma? Non si trova! Me lo hanno ammazzato!"
Urami guarda gli addetti ai sensori, quasi a chiedergli un piccolo miracolo e poi, appoggiando la testa di Rieka sulla sua spalla, la conforta.
"Tranquilla. Mica ci arrendiamo così. Le ricerche continueranno e prima o poi troveremo quei banditi. Poi gliela faremo pagare. Li inceneriamo insieme! Per ora non abbiamo trovato neppure il suo corpo, quindi, fino a prova contraria, lui è vivo!"
Il responsabile delle ricerche notando che la regina lo guarda come gli chiedesse: ‘di qualcosa che la conforti', in effetti qualcosa ce l'ha da dire e indica quello che si può fare.
"Il problema è che questa zona è cosparsa di centinaia di bunker antiatomici. I nostri sensori non riescono a penetrarli con efficacia. Abbiamo fondati sospetti che Roby si trovi in uno di questi, altrimenti l'avremmo già trovato! Dobbiamo scendere a terra ed analizzarli uno ad uno. Ci vorrà ovviamente del tempo. E ci vogliono uomini!"
Rieka sentito questo, con il carattere reattivo che ha, ancora con gli occhi rossi e il viso rigato dalle lacrime dice alla madre: "Io devo fare qualche cosa. Io qui ad aspettare non ce la faccio: mi scoppia la testa. Io Roby lo amo e sapere che in questo momento lo possono uccidere da un momento all'altro mi fa soffrire troppo. Per nessun motivo lo voglio perdere. Chiamo le mie amiche e lo andiamo a cercare."
Urami nel sentirla teme per quello che può succedere alla figlia.
"Non sappiamo che gente sia, quanto e se sono particolarmente pericolosi, saranno tecnologicamente indietro ma mi sembra di capire che quando si tratta di fare atti criminosi sono pieni di risorse. Sono riusciti a nascondersi così bene che non riusciamo a trovarli neppure con i sensori più precisi! Sono preoccupata al pensiero che tu vada a cercarlo, non voglio che ti capiti niente di male! Vedrai che lo troveranno le nostre squadre!"
Rieka però ormai ha deciso e insiste per iniziare le ricerche alla vecchia maniera, sempre che usare sensori portatili a scansione, analizzatori di spettro logici, mappatori di terreno a onde modulari e altro, si possa definire ‘vecchia maniera'.
Urami sa che non c'è molto da fare quando la figlia parte in quel modo: solo rare volte aveva visto quello sguardo deciso espresso da quegli occhi azzurri e un timbro di voce così fermo da parte sua. Il profondo amore che ormai lega Rieka a Roby è ormai una forza motivante che non può essere fermata praticamente da nessuno.
"Mi raccomando solo una cosa. - dice la madre alla disperata figlia, come ultimo consiglio mentre le asciuga con un fazzolettino una lacrima che scivola sulla guancia - Rimani sempre agganciata al tele trasferimento. Voglio poterti recuperare in qualsiasi momento se c'è un pericolo."
"Tranquilla mamma, sono con Aky e Dennas, - la rincuora con un sorriso Rieka - non corro pericoli. Siamo le combattenti della galassia di Kam, no?"
"Si, - ribatte Urami - ma questi non sono ologrammi: qui usano armi vecchie ma efficaci e, soprattutto, vere!"
Uno squillo del Delan di Rieka interrompe la conversazione. Sono appunto le sue amiche che, avvisate poco prima dell'accaduto, sono partite a RAV massima con l'astronave dei genitori di Aky per vedere come sta Rieka e dare una mano se si può. Ora sono arrivate e si tele trasferiranno di lì a poco sulla nave madre. Pochi istanti e le tre si salutano abbracciandosi forte visto che da diverso tempo non si vedevano. Poi si radunano nella camera da letto di Rieka dove lei spiega per filo e per segno la situazione e cosa intende fare. Il suo piano è scendere sulla terra con la sua jecod e le due emjet delle amiche, e ispezionare l'area dove probabilmente sono nascosti i manigoldi ‘alla vecchia maniera'.
La emjet è sempre una moto a levitazione ma a differenza della jecod ha solo due propulsori, uno collegato al manubrio e uno sul retro sotto la sella, in pratica dove più o meno hanno le ruote le nostre moto. Meno potenti delle jecod comunque le emjet sono veloci e particolarmente maneggevoli.
Le amiche sono d'accordo e si preparano alla sortita. Ma come si conviene a delle ragazze alla moda, ovviamente non si esce senza ... l'abbigliamento adatto! Rieka dagli armadi e le amiche dalle valige tirano fuori l'abbigliamento loro tipico in situazioni simili: Rieka indossa un geral nero studiato per gli scontri e dotato della possibilità di poterci agganciare armi. È di un materiale che può anche resistere ai colpi delle armi leggere. Anche gli stivali, alti quasi al ginocchio, sono molto aderenti alla gamba e robusti in modo da proteggere la gamba. Poi aggiunge anche una cintura piena di vari marchingegni elettronici adatti alla ricerca, alla protezione e alle analisi. A questa aggancia una pistola a onde che, avendo una canna abbastanza lunga, ferma alla coscia con un sottile cinturino. Poi indossa anche due bracciali che vanno dal polso al gomito, sempre neri per essere in tinta con il geral, che contengono altri sensori, l'indispensabile delan e altri mezzi di ricerca e comunicazione.
Aky indossa invece una particolare tuta, molto aderente, grigia, con sulle maniche diversi stemmi a simbolo del suo pianeta, il casato e il rango del suo casato. La tuta ha anche degli ‘optional' tipo: resistenza al laser di media calibratura, la possibilità di rendersi invisibile ai sensori e ... fare colpo sugli uomini, vista l'aderenza!
Dennas, essendo anche lei arcadiana, indossa un geral ma il suo con i colori del sole all'alba, simboli di arcadia. Al posto dei bracciali lei indossa dei guanti che si allungano stretti, sono elasticizzati, fino quasi al gomito rimanendo perfettamente aderenti alle braccia. Questi incorporano le apparecchiature elettroniche utili per l'occasione. Dennas vorrebbe indossare anche il classico mantello che portano le tallin, però l'idea viene subito abbandonata in quanto viaggiare in emjet con un mantello non è moto consigliabile. Le due arcadiane non hanno né stemmi né altro per il fatto che, nella cultura pacifista del loro pianeta, vige l'usanza di ricordare il lutto che una guerra porta, non quelli che altri considerano meriti di una tale pratica violenta. Anche lei porta con sé, agganciati ad un cinturone, altri diversi dispositivi e armi adatti all'occasione.
Finita quella che più che una preparazione ad una sortita, sembrava una sfilata di moda aliena, le tre escono dalla camera da letto decise e a passi lunghi. Sembrano tre amazzoni del futuro: passo sicuro, sguardo fiero e deciso, armate fino ai denti: metterebbero davvero paura a molti! Rieka in particolare, vista la rabbia che ha in corpo!
Si incamminano alla nave di Rieka, ancora attraccata alla nave madre. Nel percorso incontrano Ceso che, informato delle intenzioni della figlia, le stava andando incontro. Ma vedendola già pronta e così decisa, non gli rimane altro che raccomandarle la massima prudenza prima di lasciarla andare, poi la abbraccia e la bacia dicendole: "Ricorda che queste persone possono essere molto pericolose e quindi non abbassare mai la guardia!"
"Tranquillo, papi, nessuno ci può fare niente. Staremo attentissime. Scudi sempre pronti!" le risponde lei ricambiando il bacio e pigiando un tasto sulla parete che apre il portello che da accesso alla sua astronave. Le tre ragazze salgono, prendono posto in cabina di pilotaggio e via, verso la terra. Il viaggio è breve: l'astronave passata l'atmosfera praticamente scende in picchiata. Rieka ferma l'astronave, che ovviamente ha attirato l'attenzione di diverse persone, a una ventina di metri dal suolo e proprio sopra il luogo dove era stata aggredita. Lì ci sono ancora molti dell'esercito e della polizia che fanno sopralluoghi per cercare di scoprire qualcosa. Tutti hanno una paura da matti vedendo quell'astronave piombare lì così: che sia questo l'attacco degli alieni?
Mentre tutti fissano il velivolo con non poca apprensione, un portello sul davanti si apre e ne escono le tre moto a reazione ad una elevata velocità. Queste si dirigono in tre direzioni diverse abbassandosi di quota arrivando a circa un metro da terra. La nave richiude il portello e ritorna in orbita guidata dal computer. Tutti a quel punto sono più sollevati!
Le tre ragazze, singolarmente, mentre analizzano in lungo e in largo la zona, incontrano diverse pattuglie di polizia, carabinieri e addirittura esercito, anch'esse intente a cercare tracce dei rapitori. Le tre, fermandosi a chiedere informazioni sulla situazione ai posti di blocco, gettano non poco scompiglio fra gli uomini che rimangono imbambolati fissando quelle donne aliene che in si tale tenuta fanno un certo effetto. Qualcuno, di nascosto, riesce a scattare qualche foto con il telefonino da tenere a mo' di trofeo. Comunque per quel che riguarda i rapitori, nessuno ha neanche il ben che minimo indizio di dove siano andati o che strada hanno fatto, chi siano e dove o su cosa abbiano caricato il povero Roby: buio assoluto!
OPERAZIONE SALVATAGGIO!
Ma ecco la mossa che molti si aspettavano da parte dei rapitori: la rivendicazione del rapimento! Mentre continuano a mappare il territorio, al comunicatore della jecod di Rieka arriva una chiamata.
"Rieka, ci sono novità importanti! I delinquenti si sono fatti vivi! Hanno informato una tv nazionale sul dove trovare un filmato con un loro messaggio. Lo stiamo recuperando. A minuti te lo posso fare vedere."
"Ok, papi! Speriamo che questo ci dia degli indizi sul dove cercare il mio tesy!"
"Ti faccio sapere, chiudo!"
"Intanto chiamo qui da me le mie amiche. - sussurra lei attivando la comunicazione con le altre ragazze - Dennas, Aky presto, venite da me che i rapitori si sono fatti vivi e c'è un filmato forse avremo degli indizi."
Detto, fatto. Pochi attimi e le tre amiche sono insieme.
"Rieka? - si rifà vivo il padre - Il filmato è pronto, lo mando?"
"Mandalo, lo guardiamo nello schermo della jecod."
Il filmato parte e si vedono i rapitori, mascherati con un classico passamontagna, che cominciano a dare le loro condizioni.
"Alieni invasori! Questo che succede lo dobbiamo solo a voi e alla vostra falsità! Noi sappiamo bene il motivo del vostro intervento e non abbiamo intenzione di farci ingannare e conquistare dalla vostra razza. Noi terrestri non saremo mai schiavi di nessuno! Quindi abbandonate la terra entro due giorni per non tornarvi mai più, altrimenti uccideremo l'ostaggio e in poi inizieremo una guerriglia per eliminarvi tutti. Anche se dobbiamo farlo eliminandovi uno alla volta. Se credete che questo non sia vero ora vi mostro una cosa come prova."
Il manigoldo fa vedere una foto del malcapitato legato e imbavagliato.
Rieka si incoraggia: "Amiche! Questo vuol dire che il mio tesy è ancora vivo! Ora dobbiamo trovarlo!"
"Comunque, - interviene Ceso, apparendo in un angolo dello schermo del comunicatore - non voglio nasconderti che alcuni, anche se nella più nera delle ipotesi, hanno detto che è probabile che qualche cosa di male può anche darsi che glielo abbiano già fatto, visto che hanno usato una foto di Roby e non un filmato. Ma io non credo, anzi, penso che se ne guarderanno sicuramente dal fare una cosa così, altrimenti agli occhi dei terrestri apparirebbero come dei traditori!"
"Io, - dice in risposta Rieka che intanto si sta preparando a riprendere le ricerche risalendo in sella - non credo e non voglio credere che gli abbiano fatto qualche cosa. Altrimenti, se li prendo, per quella gentaglia le valli di Zon sembreranno un paradiso fiorito invece di un territorio surriscaldato infestato da vermi carnivori! Papà, senti, si è riuscito a capire qualche cosa su questa gente? Avete analizzato il filmato per vedere se ci sono indizi?"
"I tecnici ci stanno lavorando alacremente. - dice speranzoso il padre - Intanto abbiamo rintracciato da dove ha telefonato il rapitore per rivendicare la proprietà del filmato. Ora stiamo cercando nelle registrazioni fatte dalla nave sul punto della telefonata per cercare di seguire il rapitore. Fra poco potremo avere il suo percorso: da dove veniva e dov'è andato!"
"Perfetto! - esclama sorridente Rieka - Se tutto va bene lo becchiamo entro la giornata!"
"C'è un particolare però. - replica il padre ora un po' preoccupato - I rapitori hanno anche detto che se troviamo il loro covo e ci proviamo ad entrare, loro uccidono Roby senza preavviso e la stessa cosa anche solo se ci proviamo ad avvicinarci più di tanto. Quindi dobbiamo trovare un modo per entrare senza provocare la loro reazione. Dobbiamo creare una squadra di specialisti in guerriglia e fargli capire che è meglio che con noi non scherzino mai più. Gli faccio passare io la voglia di fare soffrire mia figlia!"
"Che Papà carino che ho! - dice Rieka commossa - Comunque la squadra c'è già! Io e le mie amiche bastiamo. Ho solo bisogno di guardie di supporto per le operazioni."
Il padre trasale: "E tu ti credi che io ti mandi da sola in mezzo ai criminali a vedere se ti fanno del male? Non se ne parla proprio! Gli allenamenti e i combattimenti simulati in sala ologrammi non ti possono salvare dalla cattiveria di questi manigoldi! Sono abbastanza astuti da avere trovato un posto abbastanza protetto da sfuggire ai sensori, possono avere altri assi nella manica!"
"Calma papà! - replica decisa la figlia - Ho tutto: gli scudi portatili e altre piccole astuzie che impediranno mi facciano del male. Poi, se si presentano delle donne, possono non reagire come se si presenta una squadra di soldati armati. E comunque ormai sono qui e lo voglio trovare! Io vado avanti!"
"So che non posso impedirtelo ... non la spunterei mai con te. Ma, mi raccomando ... io ho solo te!"
"Tranquillo! Starò attenta e prudente il più possibile! Ciao e tienimi informata!"
"Voglio comunque che ti mantieni sempre in contatto, voglio sapere in ogni momento dove sei e che fai!" si raccomanda.
"Per adesso, - esclama impaziente Rieka - sto in comunicazione aspettando che tu mi faccia sapere qualche cosa sul filmato e del punto della telefonata."
La cosa è immediata. Rieka vede nello schermo una donna che si avvicina al padre Abbiamo il nostro uomo!"che lo chiama.
esclama concitata.
"Benissimo! - dice il re eccitato - Andiamo subito a vedere il filmato! Rieka mantieni il contatto che ti do subito tutte le informazioni in diretta! Anzi, ti faccio vedere direttamente anche a te il video."
Così è. Dal filmato fatto dalla nave madre in orbita che tiene monitorata tutta la regione e la filma continuamente in altissima definizione, si vede chiaramente il manigoldo che arriva a piedi e telefona dalla postazione indicata. Poi lo si vede incamminarsi per la strada a passo tranquillo, prendere un'automobile parcheggiata un centinaio di metri dalla cabina, e andarsene sempre in tutta tranquillità. Il tipo, furbamente, fa poi un lungo giro per la città, probabilmente pensando di depistare eventuali agenti o investigatori. Poi si dirige verso la periferia e imbocca una strada che porta alle colline. Dopo un lungo tragitto arriva al covo, un vecchio bunker seminascosto nella boscaglia vicino ad una casa: lì è dove sicuramente si trova rinchiuso il povero Roby!
Già, il povero Roby, che intanto ormai da una quindicina di ore è in mano a dei farabutti ed in pericolo di vita. Per ora lo tengono legato mani e piedi, bendato sugli occhi e, da che si è ripreso, gli hanno fasciato anche la bocca a dovere: parla sempre troppo! Lì bloccato ora ha solo un pensiero: quei tipi, avranno fatto qualcosa a Rieka? Lui non è arrivato a vedere nulla al momento dell'aggressione. E poi, che vogliono questi farabutti da loro? Pensa anche all'angoscia che starà passando sua madre a saperlo come a ostaggio. Ma l'interrogativo che lo tormenta di più è come mai gli arcadiani non riescano a trovarlo e a trasferirlo via di lì. Comincia così a immaginare che sicuramente qualche problema ci sia e grosso!
Nel covo dove si trova sente che intanto arriva qualcuno a passi lenti che si ferma vinco a lui. Così, dato che ormai è passata la maggior parte della paura iniziale e l'intorpidimento del sonnifero, cerca di stabilire un dialogo.Mi volete fare fuori? Che volete da noi
"Mmh, mmh." È tutto quello che può fare come dialogo vista la stretta benda che gli chiude la bocca.
Il criminale capisce che l'ostaggio vuole dire qualcosa e gli toglie il bavaglio
"Allora che intenzioni avete? ? Io non capisco cosa avete in testa in un momento come questo!" esclama Roby.
"No! - è la risposta secca dell'aguzzino - Ti assicuro che non vogliamo fare del male ad uno della nostra razza! Noi, popolo del pianeta terra, vogliamo dare l'esempio e non vogliamo fare vedere che i terrestri ammazzano altri terrestri."
"Ma che nobili! Ammazzare no ma rapire ... Ma allora che volete da me? - continua Roby - Non sono certo ricco da chiedere un riscatto! E che avete fatto a Rieka?"
"Al mostriciattolo alieno non abbiamo fatto nulla. - risponde con tono di superiorità la guardia che ha una voce bassa e grossa - E non siamo dei criminali a caccia di soldi. Vogliamo solo la liberazione della terra dall'invasione aliena!"
"Invasione di chi? - chiede stupito Roby che comincia a capire da quei termini e dal modo di parlare che si tratta di invasati e, come tali, pericolosi - Ma se stanno salvando l'umanità dall'annientamento! Dobbiamo a loro la nostra vita! Ma che vi siete messi in testa?"
"La verità! Quella che nessuno vede e che tu, accecato dal fascino di quella donna, vede meno di tutti. La verità è che quelli diverranno i nostri padroni e la nostra libertà sarà finita. Anzi, stanno già cominciando a impadronirsi del pianeta!" dice ora arrabbiato il manigoldo.
"E voi volete sterminare il genere umano spinti da questa idea cretina che viene da non so chi? - tenta di ragionare Roby - Ma ti rendi conto che dici fesserie? Tu non hai visto quello che ho visto io. Io sono stato sul loro pianeta e, credimi, tutto sono fuorché conquistatori. Voi volete ammazzarmi solo per poi morire anche voi fra quindici giorni! Siete stupidi!"
"Noi, se non fai stupidaggini, non ti faremo niente. Tu sei un terrestre, e chi al massimo deve morire sono gli invasori. E poi tu che ne sai che non ti abbiano fatto il lavaggio del cervello facendoti credere quello che non esiste?" continua imperterrito sulla sua linea di pensiero l'uomo.
"E come fai tu a credere che questi ci vogliano invadere? - continua Roby - Siete fuori strada e state facendo una stupidaggine che ci costerà molto! Ragiona un attimo! Ascoltami: lasciami andare adesso, e vedrai che per te le cose si possono ancora sistemare. State correndo un grosso rischio! State mettendo in pericolo tutta l'umanità!"
"Non mi freghi! - continua ciecamente a ribadire il rapitore denotando una ottusità di mente tipica di chi non è aiutato nella vita dalla propria intelligenza - Sono più che convinto di quello che il ‘Gruppo di liberazione della terra' proclama. E un domani il mondo intero dovrà riconoscere che noi abbiamo salvato l'umanità!"
"Certo che se questo comitato può contare su dei lampi di genio come te, state freschi. - dice sarcastico Roby - Primo: non credo che né i terrestri né gli arcadiani lascino morire sette miliardi di persone pur di salvare una persona sola. Secondo: se siete a caccia di gloria, da chi sarete riconosciuti come eroi se fra una ventina di giorni saremo tutti morti dall'esplosione della centrale? Ma non hai ragionato un po' sulla cosa?"
"Io non ci credo! - urla l'uomo esplodendo di rabbia - È tutta una manovra per aggirare noi terrestri. La centrale non esploderà mai! - poi la guardia si avvicina furente e prende Roby per i capelli scuotendogli la testa - Ora ragazzo vedi di stare zitto o ti faccio male sul serio! Non sopporto che un moccioso critichi quello in cui credo! Prendimi ancora in giro e te la passerai male!"
Roby capisce che non è più il caso di cercare di fare ragionare chi non vuole e, forse, non ne ha neppure le capacità.
"Almeno qualcosa da mangiare ad uno della vostra razza, glielo concedete? Tanto, - aggiunge - con i mezzi che anno gli arcadiani non tarderanno molto a trovarmi. E dopo si che per voi saranno guai!"
"Intanto non ti hanno ancora trovato, i tuoi amici. - poi si avvicina al naso del rapito e in tono decisamente burlesco aggiunge - Hoo, sta a vedere che ti hanno già dimenticato? Hoo, forse i tuoi amici, così amici non sono tanto! Mica ti avranno già dimenticato?"
Il fiato del rapitore quasi toglie il respiro al povero Roby che si chiede che mangi quel tipo da puzzare in modo si tanto ripugnante. Poi, ripresosi, conclude con una sola parola.
"Vedremo! E ... compra un po' di dentifricio, non uccide, sai!"
In effetti Roby non è stato dimenticato da nessuno! In particolare da Rieka che insieme alla sua piccola squadra sta viaggiando ad una velocità folle chiedendo il massimo dai suoi riflessi e dalla sua jecod per arrivare il prima possibile nella zona dove si trova il covo dove tengono il fidanzato.
Dopo poco è nelle vicinanze del bunker, individuato seguendo la pista lasciata dal 'telefonista'. Rapidamente la giovane principessa sta preparando il piano per evitare che il suo arrivo provochi la reazione violenta dei manigoldi. Le tre moto si fermano innanzitutto a debita distanza. Rieka fa nascondere le sue due amiche dietro ad alcuni grossi abeti, che sono le piante predominanti del bosco in cui si trovano. Rieka per sicurezza lascia lì anche la sua di moto e anche le armi più visibili: pensa di presentarsi disarmata alla porta e poi chiedere un colloquio con i rapitori per contrattare il rilascio dell'ostaggio. In fondo lei comunque un'arma ce l'ha sempre: plasma concentrato!
Se proprio le cose andassero male, da dentro il bunker potrà sempre cercare di studiare la situazione e inventarsi un piano per neutralizzare i malviventi prima che questi possano fare del male al fidanzato. Comunque tramite un piccolo auricolare e una telecamera incorporata in uno dei bracciali che porta, anche le amiche possono vedere quello che Rieka vede e dare consigli e suggerimenti in diretta. Inoltre per dare il suo consenso o no a quello che le amiche comunicano, Rieka, che ovviamente non potrà rispondere a voce, userà un vecchio macchiavello già collaudato: basta che appoggi con la mano destra pollice con indice e un sensore indicherà alle amiche fuori il contatto come risposta positiva. Se invece Rieka unirà pollice con mignolo questo indicherà una risposta negativa.
Tutto è pronto! Rieka decisa come non mai a salvare il suo uomo che le ha rapito il cuore l'anima e la mente, conquistandola come mai un altro aveva fatto, vola alla massima velocità gli consenta il suo fisico fino all'ingresso del covo. L'entrata è una piccola galleria malamente nascosta da arbusti e altra vegetazione, di circa una ventina di metri di lunghezza e con alcune lampadine appese al filo elettrico che permettono a malapena di vedere dove si mettono i piedi. Questa termina con una porta che dalla fattura indica essere pesantemente blindata. Rieka si fa coraggio e si infila dentro. Il rumore dei passi è quello di quando si pestano le pozzanghere in quanto per terra scorrono diversi rigagnoli d'acqua. L'odore di marcio e muffa è pesante: l'aria è quasi irrespirabile. Rieka con particolare prudenza arriva alla porta che chiude il vero ingresso al bunker.
Toc, Toc... Rieka bussa dato che non vede altri mezzi per fare notare la sua presenza. Essendo la porta molto spessa, il bussare non sembra possa avere alcun effetto anche perché una porta spessa e in ferro pieno al battere di una manina come quella della giovane tallin non sortisce molti effetti rumorosi.
Rieka pensa allora a cosa fare per farsi sentire dai manigoldi e si guarda in giro in cerca di una pietra per bussare con quella. Ma, a sua insaputa, da che Rieka è entrata nella galleria una telecamera non la perde d'occhio neanche per un istante. Un improvviso schiocco come quello di due pezzi di metallo che picchialo l'uno contro l'altro rimbomba per la grotta facendo saltare il cuore di Rieka che urla impaurita! È la serratura della porta che si è sganciata. Dopo alcuni istanti un altro rumore rimbomba per la grotta e fa di nuovo urlare la ragazza: è quello del motore elettrico che apre la porta quel tanto che basta per far passare una persona.
Rieka ora ha paura. Sa che ora entrerà nella tana dei manigoldi. Che fare? Come entrare? E se le comunicazioni con le amiche si interrompessero a causa della protezione antiatomica?
"Devo rischiare! Ho comunque lo scudo, male non me ne possono fare ... ma a Roby si!" pensa la ragazza che comunque, preso coraggio, fa un passo e oltrepassa la soglia.
Appena entrata, Rieka guarda con attenzione cosa la circonda: un altro corridoio, questa volta molto ben illuminato da delle squallide plafoniere tonde e bianche, applicate al soffitto. Ai lati ci sono due porte. Il corridoio, non molto lungo, termina in quella che sembra una grande stanza. Fatti pochi passi avanti, un suono forte e sordo rimbomba per il corridoio facendo raggelare il sangue all'aliena per la terza volta credendo di essere stata attaccata di sorpresa: è invece la porta che si è richiusa dietro le sue spalle. Un brivido le scorre lungo la schiena riprendendo il cammino molto lentamente. Comunque il sentire la voce delle amiche nell'auricolare che chiedono come va la rassicura che le comunicazioni per lo meno non si sono interrotte. Rieka avanza ancora e sempre con molta attenzione, cercando di tenere sott'occhio tutto. Un passo, poi un altro, pronta ad ogni evenienza. Avanzata solo alcuni metri quando improvvisamente ode una voce che sembra provenire dal fondo, proprio da quella stanza davanti a lei. Puoi venire avanti! Non vogliamo fare del male a nessuno, almeno noi. Nessuno ti toccherà
"Tranquilla, principessa!. Vieni pure avanti."
Rieka non sa se rispondere. Ma, dato che ormai è palese che sanno della sua presenza lì, risponde alla misteriosa voce maschile.
"Ho qualche perplessità. - poi riprende ad avanzare con circospezione - Mi sembra che voi siate dei rapitori o sbaglio?"
"Vieni avanti, non mi piace parlare con chi non vedo. - replica la voce - E comunque non siamo dei volgari rapitori, quello che facciamo lo facciamo per degli ideali molto importanti."
Passo dopo passo Rieka arriva alla fine del corto corridoio e lentamente, mentre avanza, le si apre davanti una grande stanza quadrata di una decina di metri di lato. La stanza è squallida e spoglia. Infatti è praticamente vuota a parte un tavolo con tre sedie quasi appoggiato al muro umido di fronte a lei. Al lato destro due divani che formano una L, uno girato di fronte a Rieka e l'altro girato verso il muro di destra. Sui divani tre figure che guardano la TV, appoggiata al muro e sintonizzata su un canale che trasmette notiziari in tempo continuo.
I tre si girano e guardano la ragazza titubante e un po' impaurita. Uno di loro, che si rivela essere la voce misteriosa di prima, rompe gli indugi.
"Benvenuta fra i terrestri, aliena! Non avrei voluto che il nostro incontro fosse stato così, ma non potevamo fare diverso. Comunque devo dire che hai molto più fascino dal vivo che vista in televisione, anche se mi secca dirlo. Poi vestita così, sei davvero una bellezza. Peccato che tu sia anche un nemico!"
"Bando alle ciance! - interrompe bruscamente Rieka - Dove lo avete messo?"
"A parte che avremmo già dovuto uccidere quel traditore della terra, visto l'ultimatum che vi avevamo dato, - risponde sempre quello - alla domanda che mi hai fatto ovviamente non posso rispondere."
"So che comunque è qui! Fatemelo vedere!" dice con toni secchi lei.
Lui, mantenendo una flemma inglese di tutto rispetto, risponde alzando le spalle.
"Spiacente, - continua poi - ma non posso fartelo neppure vedere, in quanto non è possibile. E poi qui sono io che al massimo posso alzare la voce. Qui la vostra super tecnologia conta poco a quanto pare, altrimenti avreste già fatto qualche cosa! Sbaglio forse?" e si fa una sghignazzata.
Rieka, caratterino che si agita molto facilmente, si sente presa in giro e quindi esplode.
"Perché? Che vuoi dire? L'avete già ammazzato, vero? Lo sapevo che siete dei loschi delinquenti! La pagherete per quello che avete fatto! E state certi che userò tutta la tecnologia che posso per farvi pentire di questo!"
Rieka punta il dito verso i tre pronta ad arrostirli con le sue famose scariche di plasma energetico ma si ferma notando che il tipo stende le braccia e, con le palme rivolte verso di lei, le scuote rapidamente a destra e sinistra. Scuote rapidamente anche la testa, abbassandola leggermente, in senso di negazione, dicendo con un leggero sorriso: "No, no! Ma che hai capito! Ti ripeto che noi non siamo volgari criminali. Noi abbiamo degli ideali molto elevati. La forza la usiamo solo se necessario. Il tuo moroso non posso fartelo vedere per il semplice fatto che ... non è affatto qui! Hai fatto fiasco giovane conquistatrice!" e il tipo ride beffardo.
Il gelo corre lungo la schiena di Rieka, mentre le amiche che hanno sentito e visto tutto, si guardano allibite.
"Com'è possibile che non sia qui? Non prendetemi in giro, non sto scherzando!" urla all'uomo Rieka.
"Allora! - replica l'uomo ora serio e urlando anch'egli. Poi alzandosi spazientito dai toni aggressivi della ragazza continua - Ti ripeto che qui quelli che danno gli ordini siamo noi! Quindi ti consiglio di calmarti! Abbassa i toni o tu da qui non ne esci viva, sgorbietto cornuto! Sulla terra, se non lo sai, gli unici esseri con le corna sono le bestie, e tu per me non vali molto di più. Anche se guardandoti bene penso che con una come te mi potrei divertire parecchio, tu non sei una di noi! Comunque qui finisce la nostra conversazione! Roby non è qui e basta. Ci puoi anche torturare con i tuoi marchingegni, ma nessuno qui sa dove sia e quindi anche se ci spellate vivi non potremmo dirvi nulla. Rispettate l'accordo e nessuno si farà male! Ora fuori o potrei cambiare idea ed eliminarti subito! Fate quello che vi abbiamo detto e al traditore non succederà nulla! Se vuoi puoi anche controllare! Questa è la stanza e di la ci sono i bagni. Vuoi guardare lì? Se ti scappa puoi anche usarli ... non saranno le toilette del Grand Hotel ..." e se la ride girandole le spalle.
All'auricolare le amiche la informano: "Confermiamo che l'uomo non ha mentito. L'analizzatore vocale conferma!"
Rieka è arrabbiata, delusa e impaurita allo stesso tempo. Mentre si gira e torna alla porta d'ingresso del covo, si chiede dove nell'investigazione possono avere fatto uno sbaglio così grande. Tutto sembrava così facile e già sistemato, il ritrovamento, la liberazione... Intanto oltre al danno la beffa: mentre esce sente dal fondo i tre che ironicamente deridono quel tentativo di trovare il rapito.
"I mostriciattoli pensavano di farci fessi! Ehi aliena, controllato il water? C'è niente lì dentro?"
"Questi credono che noi che siamo i più cretini e ci facciamo scappare l'unico mezzo che abbiamo per cacciarli da qua? Vi daremo filo da torcere! - urlano dietro le spalle della ragazza - Siete e sarete sempre per noi degli alieni!" e giù risate e sberleffi che rapidamente cadono nel volgare.
Come suonano spietate, crudeli e malvagie quelle parole. A Rieka bolle il sangue: era entrata pensando ad una facile vittoria, ed ore esce umiliata da dei criminali e con un pugno di mosche in mano! I sensori del delan confermano infine che lì dentro in effetti di Roby non c'è traccia. La cosa si digerisce davvero male: tutto riparte da zero!
All'esterno Aky e Dennas si sono già mobilitate per capire in quale altro posto possa essere Roby e sono in comunicazione con il centro d'investigazione sulla nave madre. Nel frattempo arriva Rieka, in volo, che ha una espressione davvero depressa, si metterebbe volentieri a piangere dallo sconforto ma si trattiene. La paura principale che ha è quella di non trovare più il suo amato in tempo: l'operazione di spegnimento della centrale non si può fermare per così poco, anche se il ‘poco' è una persona!
"Dai non fare così! - la incoraggia Aky preoccupata da quell'espressione - La situazione non è poi ancora così disperata. I nostri esperti sono al lavoro e fra poco capiranno come possono essere riusciti a giocarci così bene. Noi intanto terremo d'occhio questi tre qui."
Rieka le guarda con gli occhi che gli diventano rossi per poi cedere alle lacrime: "Avete ragione ma ho veramente paura che questi matti gli stiano facendo del male. Che assurdo: lui solo con la sua volontà e forza non conoscendo nulla della nostra tecnologia ci ha salvati tutti. Ed ora noi che viaggiamo a Rav 18 per lo spazio non siamo in grado di salvarlo da questi quattro barbari. Se gli succede qualche cosa io non me lo posso certo perdonare!"
"Però! - esclama Aky vedendola piangere ormai a dirotto - Neanche con Zoges avevi preso una cotta del genere. Innamorata forte questa volta, vero? Dai, tranquilla, è vivo e lo sai che io sento queste cose. E fra poco noi lo salveremo."
"Ehi, ragazze? Ci siete? - le interrompe una voce elettronica che proviene dal comunicatore di Rieka - Che fate ancora lì? Forza! Stiamo esaminando i filmati per trovare un'altra pista che ci porti nel posto giusto. Tornate su che probabilmente ci sono novità!"
Rieka dice un deciso: "Andiamo!" mentre si asciuga il viso ma con una voce che però rimane tremolante per lo sfogo appena avuto. Ora però rinfrancata da quelle parole non vede l'ora di conoscere le novità per tirarsi su il morale decisamente a terra. Sale sulla jecod, pigia frettolosamente alcuni tasti per la navigazione e apre il gas al massimo, seminando le amiche che sono ancora lì in piedi vicine alle loro moto.
Capendo la crisi della compagna si guardano, sorridono un attimo e poi Dessa dice: "È proprio cotta. Innamorata persa! Ma che gli faranno i terrestri alle donne, mi fa venire voglia di venire qua e vedere come sono gli uomini di qui!"
"Boh! - replica Aky sorridendo e facendo partire la sua moto per prepararsi alla partenza - Adesso andiamo! Forza Dessa, aiutiamo la nostra principessina innamorata!"
E anche loro partono ad una velocità folle per cercare di raggiungerla, destinazione nave madre. Le tre si ritrovano prima sulla Revan che è tornata giù a prenderle, poi via, in orbita. Come attraccano alla nave madre, Rieka, che non ha proferito parola per tutto il tragitto, apre le porte stagne e vola velocissima per gli stretti corridoi dell'astronave verso gli uffici dove si svolgono le indagini, terrorizzando chi sta passando di lì e che si vede sfiorare da quel missile a mezz'aria. Appena arriva davanti alla porta che automaticamente si apre chiede un imperativo: "Allora dove l'hanno messo?"
Gli uomini addetti ai lavori passano una paura notevole in quanto non si aspettavano un'entrata così ‘al volo', ma una volta ricomposti subito mettono al corrente la principessa degli sviluppi della situazione.
"Dunque. Esaminando i filmati della zona probabilmente abbiamo trovato un'anomalia che potrebbe essere l'indizio che cercavamo per scovare dove hanno portato Roby." dice con aria soddisfatta il capo delle indagini.
"Fatemi vedere subito!" Esclama impaziente Rieka.
Rieka viene accompagnata ad un monitor dove vengono visualizzate le immagini riprese dall'orbita terrestre e dove viene ripresa l'auto dei rapitori che fugge poco dopo l'aggressione. Il responsabile delle indagini spiega il tutto.
"Fortunatamente abbiamo scoperto che il pianeta viene monitorato da vari satelliti spia dai quali abbiamo tratto molte utili immagini. Così, mettendo insieme diversi spezzoni e inquadrature, questi ci hanno permesso di ricostruire un filmato con il percorso dell'auto sulla quale hanno caricato Roby. La conclusione è questa: ormai è certo che i rapitori stanno usando due covi, uno dove nascondersi e uno come prigione per il rapito. Probabilmente il secondo è più lontano e più al sicuro del primo. Ci siamo troppo fidati dei nostri mezzi pensando di scoprire facilmente dove sarebbero andati e non abbiamo fatto le giuste valutazioni. Infatti dove lei si è recata adesso, la stavano tranquillamente aspettando, il che indica che non sono degli sprovveduti e fanno i conti sapendo di combattere contro una tecnologia superiore. Comunque adesso esaminato il tutto e questo nuovo filmato, siamo giunti alla conclusione che i malviventi hanno pensato furbamente di portare subito il rapito nel secondo covo, dato che nessuno è mai uscito dal primo covo per andare nel secondo. Quindi qualcuno è andato subito lì. Qui sorgeva l'interrogativo a cui non riuscivamo a dare risposta: dato che Roby era su questa prima vettura, - dice indicandola nel monitor - che non è mai andata da nessun'altra parte oltre al covo da lei visitato e lì Roby non c'è, evidentemente nel tragitto lo hanno spostato su un'altra macchina."
"Capisco. - dice Rieka - E avete capito come hanno fatto il trasbordo?"
"Pensiamo di si! Il rapito è stato trasferito in un punto coperto a noi e ai satelliti dato che l'auto non si è mai fermata da nessuna parte. - replica lui tutto orgoglioso della scoperta fatta - Abbiamo analizzato al computer il percorso ed abbiamo trovato un'anomalia proprio in questo punto - dice indicando nel monitor un largo ponte dove la macchina sta per arrivare - Vede principessa la strada che sta percorrendo l'auto? Questa ora passa sotto questo ponte largo ben ventiquattro virgola trentuno metri e, ovviamente, rimane ben coperta. Eccola ora che sbuca dall'altro lato alla stessa velocità."
Rieka non capisce e ha fretta: "Allora? Che c'è di strano?"
"Lo strano - riprende lui - è il tempo di percorrenza dell'auto sotto il ponte. A quella velocità, bassa a dire il vero visto il poco traffico, ci avrebbe dovuto mettere di meno. Approssimativamente tre secondi in meno! Sono pochi, ma davanti in quel momento non aveva nessuno e non c'erano apparenti motivi di rallentare, si non c'erano motivi per cui l'auto dovesse perdere quei tre secondi! Anche rallentando avrebbe perso di meno! L'unica cosa è che l'auto abbia scaricato lì sotto Roby al volo, forse senza neppure fermarsi del tutto. Probabilmente lì ad aspettare c'era un complice che lo ha recuperato!"
Rieka comincia ad intravedere una speranza e si rasserena un po': "Senti, se così è, come facciamo a capire qual è la seconda l'auto?"
"Usando lo stesso criterio! - continua l'investigatore - Infatti non abbiamo visto uscire auto che non sono entrate sotto il ponte. Quindi la seconda auto lì sotto non c'era. La teoria è che un'altra è passata poco dopo e lo ha caricato semplicemente rallentando."
"Quindi? La faccia un po' più breve!" freme Rieka impaziente.
"Quindi, usando gli stessi criteri della prima auto, - continua l'uomo - abbiamo analizzato le auto che sono passate poco dopo. Essendo notte con così poco traffico, abbiamo anche fatto presto a trovarla e questo grosso fuoristrada ha avuto, come l'auto di prima, un tempo di percorrenza anomalo del ponte: questa vettura ha rallentato senza motivo lì sotto e perso quasi dieci secondi. Sicuramente, grazie ad altri complici, hanno rapidamente caricato Roby da lì sotto e sono ripartiti mantenendo la stessa velocità per non destare sospetti. Il comportamento uguale a questo punto di due vetture, ed una è quella dei rapitori, avvalora la nostra teoria, - continua a raccontare tornando con le immagini dove il grosso fuoristrada imbocca il sottopassaggio - Probabilmente è questa la seconda auto che hanno usato! Chi era sotto il ponte ha caricato il rapito e il complice lo ha portato al secondo covo dove, con molta probabilità, si trova ancora. Ma questo dobbiamo ancora finire di stabilirlo. I filmati terrestri sono da decodificare e stiamo perdendo molto tempo."
Rieka non stando più nella pelle vuole subito partire per quel secondo covo ma viene fermata.
"Con calma principessa! - continua l'investigatore - Stiamo ancora analizzando le immagini: abbiamo delle lacune da colmare ma penso che ormai manchino solo pochi minuti e sapremo con certezza se questa è la vettura giusta."
"Io non posso aspettare oltre, capo. Devo andare subito! - grida tutta eccitata Rieka abbracciandolo forte al collo - Non so come ringraziarla! Lei è un genio! Sto in comunicazione. Appena sapete qualche cosa ditemelo e speriamo che la sua teoria sia giusta! Datemi la locazione sulla mia jecod. Io vado!" E lo bacia su una guancia facendo diventare quell'arcadiano rosso peperone dall'imbarazzo, mentre tutti attorno a lui ridacchiano della cosa.
"Ragazze, andiamo!" dice Rieka alle amiche che sono vicine alla porta della sala.
"Prontissime!" Rispondono loro seguendola di corsa, mentre Rieka vola per il corridoio andando di nuovo verso la sua astronave. In poco tempo le tre sono di nuovo sulle moto con casco in testa, armi cariche e pronte all'uso. Ora sono pronte ad avviarsi verso la zona dove più o meno si era recata quella misteriosa auto. La nave di Rieka torna sulla terra e apre il portello dell'hangar dove sono pronte all'uscita le tre ragazze: sono a duecento metri di altezza circa dalla zona da esplorare. Rieka non aspetta neppure la completa apertura del portello che apre il gas e parte come un missile digrignando un: "Ora vi vengo a prendere io! Me la pagherete!"
"Però! - esclama Aky prima di partire - Mi sa che prima ci siamo sbagliate sul conto di Rieka!"
"In che senso?" chiede Dessa.
"Rieka non è innamorata persa. - le risponde ridendo Aky - È molto, ma molto peggio. Questo terrestre le ha rubato il cuore tanto che non l'ho mai vista così fuori di sé. Continuo a chiedermi che gli avrà mai fatto da ridurla così? Boh! Andiamo se no lei arriva la che noi dobbiamo ancora partire!"
Le due moto escono immediatamente a tutta velocità per raggiungere la disperata Rieka e iniziare le ricerche. Questa volta però l'astronave per precauzione non viene rimandata in orbita, ma viene fatta atterrare in una zona ad una discreta distanza da lì, in mezzo ai monti dove i manigoldi non possono vederla. Dessa e Aky arrivano al ponte dove probabilmente è avvenuto lo scambio e dove Rieka le sta aspettando per controllare il posto e cercare tracce utili. Arriva in quel momento la comunicazione del capo delle indagini che chiede ancora qualche minuto per esaminare il percorso definitivo dell'auto.
"Sono di certo loro o comunque è gente che vuole fare perdere le proprie tracce! - dice - Hanno vagato senza meta o senza fermarsi per troppo tempo da nessuna parte per tutta la città e fuori. Comunque ormai sembra che ci siamo."
"Controllato che non possano avere fatto ulteriori scambi sotto un altro ponte o da un'altra parte?" Chiede Dessa anch'essa collegata.
"Non siamo sicuri al cento per cento, ma quasi! - la rassicura l'ispettore - Per quello che ci stiamo mettendo tanto, ogni passaggio dubbio lo esaminiamo accuratamente. Non vogliamo fare un altro buco nell'acqua. Altri nostri errori potrebbero allarmarli e costarci molo cari. Intanto vi mando le coordinate di dove sembra sia più probabile che si trovi il covo. È una zona collinare a venticinque chilometri da lì, piena di rifugi antiatomici ideali appunto per nascondersi."
"Gli altri tre ceffi si sono per caso mossi dall'altro covo?" chiede Rieka
"No, sono rimasti lì. Non penso facciano la stupidaggine di spostarsi da un covo all'altro. Ormai sanno bene che li teniamo monitorati. Per certo neppure si telefoneranno per paura di lasciare delle tracce. Probabilmente hanno degli accordi a tempo!"
"Che è un accordo a tempo?"
"Sono accordi con gli altri complici per quei momenti in cui non si può comunicare. Ci si aspetta entro una data ora un qualche cosa, se non succede si fa come d'accordo. Ad esempio: se non ti chiamo fra un'ora è successo qualche cosa e quindi fa così e così. È probabile quindi che il o i complici che sono nell'altro bunker, sempre sperando che non ce ne sia un terzo, siano già in allerta non sentendo gli altri già da tempo. Può darsi che vi aspettano armati fino ai denti!"
"A quello ci pensiamo noi! - interviene Dessa - A quelli non gli facciamo fare neppure un respiro."
"Attente comunque! - dice l'ispettore un poco pensieroso vedendo soprattutto l'irruenza dovuta alla giovane età e ai sentimenti in gioco di Rieka - Quelli sono pericolosi e furbi e possono farvi cadere in altre trappole..."
"Esame video completato!" interrompe il computer.
L'ispettore controlla subito su un video del pannello davanti a se.
"Ah! Ecco i risultati ragazze! Vi mando le coordinate di dove è andata alla fine l'auto. Non abbiamo anomalie nel percorso! Se la nostra teoria è esatta Roby si trova in questo rifugio. Cosa particolare è che l'auto è entrata e subito dopo è uscita: nessuno gira due ore e mezzo per fermarsi un minuto e tre secondi in un posto e ripartire a razzo. Controllate e ... mi raccomando: attenzione! Non abbiamo una principessa di ricambio!" scherza l'ispettore.
L'ispettore non fa tempo a finire la frase che Rieka chiude la comunicazione spalanca il gas e parte a missile insieme alle due amiche che faticano a restarle dietro.
"Come ci muoviamo adesso?" chiede Aky a Rieka.
"Tattica? Sempre la stessa: entro con fare pacifico e voi seguite da fuori per ogni evenienza, tutte staremo sempre in comunicazione!"
Pochi minuti e le ragazze arrivano. Si fermano a debita distanza e si avvicinano a piedi. Il bosco è stupendo ma purtroppo le ragazze non possono soffermarsi sulla bellezza della natura che le circonda. Continuano a passi svelti ad avvicinarsi e dopo un paio di minuti il delan segnala che davanti a loro, ad un centinaio di metri, c'è un bunker seminascosto dalla vegetazione con una piccola galleria come entrata. Mentre le amiche di Rieka vanno a nascondersi per non essere inquadrate dalle diverse telecamere segnalate dai sensori, Rieka si avvicina al bunker stando a mezz'aria e dopo qualche titubanza si addentra in quella galleria, sempre senza toccare terra. L'ambiente è sudicio, umido, il cemento della volta è rivestito quasi completamente di muschio e quasi completamente buio. Anche qui ci sono solo un paio di lampadine appese ai fili elettrici che spezzano appena quelle tenebre. L'ansia si fa sentire, Rieka decide allora di avanzare protetta da uno scudo di energia per precauzione.
Arriva davanti all'ennesimo portone blindato. È grande: circa tre metri di altezza e un tre e mezzo di larghezza e ha due ante. È anch'esso sudicio e molto arrugginito. Comunque alcune sfregature più lucide nella giunzione dei due battenti fanno capire che quella porta si è mossa di recente. Questo vuol dire solo una cosa: la traccia probabilmente è quella giusta! Rieka bussa alla porta blindata, visto che neppure qui c'è la parvenza di quello che potrebbe essere un campanello. Lei si aspetta che anche qui la stiano osservando ma questa volta nessuno apre. La situazione è sempre più tesa: Rieka non sa che fare. Che siano andati via seguendo quel tipo di accordo di cui parlava l'investigatore? Prova e riprova a bussare e a sbattere in quella porta anche con una pietra raccolta da terra per farsi sentire, ma niente. Aky, tramite l'auricolare, le suggerisce di trovare in giro qualche cosa di robusto per sbattere ancora più forte.
"Ok. - sussurra Rieka - Ma prima controllo se il delan percepisce forme di vita. Sta a vedere che è un'altra trappola."
Infatti così è. La schermatura antiradiazioni di questo bunker è decisamente malridotta e permette al piccolo analizzatore di scrutare, anche se in malo modo, l'interno: tutto pare perfettamente vuoto, nessuno all'interno. Rieka questa volta accusa decisamente il colpo! Questa non le ci voleva proprio. Anche se l'avevano avvisata che non c'era la certezza matematica di avere trovato il posto giusto, lei si era veramente illusa di fare finalmente il colpo grosso.
"Ma com'è possibile? - dice a denti stretti Rieka - Ma come? Tutto sembrava giusto: gli indizi, i calcoli, l'auto, tutto! Probabilmente i manigoldi se ne sono andati quatti, quatti in gran segreto! Se questo posto ha un'altra uscita collegata ad un tunnel sotterraneo chissà adesso dove sono i rapitori! L'hanno fatta franca di nuovo! Ci stanno prendendo in giro in tutti i modi! Farabutti!"
"Non lasciare che il morale scenda a terra! Poniamoci le giuste domande adesso! - dice Dessa - Ciioè: come ritrovarli ora? Dove saranno? Vieni fuori di lì e ragioniamo! Non ci arrendiamo davanti a questo!"
Con la disperazione nel cuore e ormai in lacrime, l'innamorata comincia a pensare il peggio e si incammina all'uscita della galleria per rincontrarsi con le amiche che la attendono per confortarla.
"Ma dov'è? - dice singhiozzando Rieka - Avete ragione, ma adesso dove me l'hanno portato? Tesy dove sei? Che ti hanno fatto? Altre piste davvero non sembrano essercene. Gli investigatori non hanno trovato davvero nient'altro che questa pista. Ora davvero siamo ..."
"Bip."
Un suono brevissimo, vicino a Rieka, la interrompe e lei si blocca! Lei lo conosce bene quel suono. È il delan che segnala qualche cosa. Ma è stranamente durato solo un attimo. Lei consulta l'apparecchio al polso ma non trova nulla. Il segnale era già sparito. Allora Rieka consulta freneticamente la memoria del computer per capire di che si tratta, cos'ha rilevato.
"Un segnale di vita umana? Per un attimo ha percepito un segnale di vita umanoide! Qui c'è qualcuno allora!" sussurra leggendo le informazioni.
La depressione e lo sconforto si tramutano in una vera esplosione di gioia che a stento la ventenne riesce a trattenere. Immediatamente dà la comunicazione alle amiche affinché la aiutino a ritrovare quel segnale.
"È un punto preciso all'imbocco della galleria, - comunica eccitata Rieka - e qui un segnale umano così ben nascosto può volere dire solo una cosa: abbiamo trovato il mio Roby!"
"Aspetta! Non ti illudere troppo. Potrebbe essere stato solo un riflesso. Prima controlla!" le dice Dennas.
Nel puntare il delan freneticamente in tutte le direzioni ecco che ad un certo punto si ode un altro ed unico "bip". La sonda ha fatto di nuovo centro e il segnale umano viene rilevato al fianco sinistro dell'ingresso della galleria dove c'è un grosso rovo. Rieka non perde tempo e preso un ramo che si trovava lì per terra, cerca di farsi spazio fra le spine. Potrebbe usare la sua energia ma non vuole che i rapitori, se la stanno osservando con le telecamere, vedano cosa può fare una tallin anche se disarmata.
Sorpresa! Appena da un colpo ben assestato quel rovo rivela essere solo lì appoggiato, anche se ben incastrato, per coprire una piccola entrata secondaria. Tolto il rovo, Rieka entra in una piccola galleria larga non più di un metro e alta quanto basta per stare in piedi e con un forte odore di terra umida e muschio. L'ambiente angusto non tranquillizza di certo l'aliena già agitata per la situazione. Dopo pochi passi in quel posto angusto, per niente illuminato, ecco una porta di legno chiusa. Rieka la illumina con una luce di emergenza che ha nel bracciale. Il legno è fradicio e a malapena quella porta sta ancora sui cardini.
Il delan, attivato in modalità silenziosa, adesso indica che le forme di vita umanoidi li dietro quella porta sono due.
Rieka, incoraggiata via auricolare dalle amiche ad essere prudente, prima riattiva il campo di forza protettivo e poi di nuovo prova a bussare. Prova, è il termine adatto, in quanto come va a dare il primo colpo, la porta si sposta: è stranamente stata lasciata aperta. Che voglia dire che dietro c'è uno nascosto pronto a fare fuoco? Rieka, sapendo di potere contare sullo scudo che non teme le armi leggere terrestri, avanza, ma sempre comunque con cautela. Non fa in tempo ad aprire del tutto la vecchia porta per passare, che una voce d'uomo la fa sobbalzare dalla paura.
"Ciao, mostro dalle orecchie a punta! Ti stavamo aspettando! Ci avete messo più del previsto. Non siete allora così bravi come dite!"
"Anche voi mi aspettavate? - risponde lei cercando di guardare in giro nel buio pesto che le si presenta davanti - Oggi mi aspettano in molti! Poi ... tutti uomini! Questo mi lusinga!"
"Non te la credere, sgorbietto! Ormai sapevo del tuo arrivo e non mi volevo perdere il privilegio di dare anch'io il benvenuto a voi mostri alieni. Fammi un piacere, però. - continua la voce - Prima che tu faccia una stupidaggine che possa costare la vita del tuo amato, fai un altro passo avanti, appoggia la mano a destra sullo spigolo della parete. Sentirai che, più o meno all'altezza della tua spalla, c'è un interruttore della luce. Sai, non mi piace parlare con chi non vedo bene."
Rieka appoggia la mano sulla parete di destra e cerca l'interruttore schifata del muschio umido e molliccio che, a causa della forte umidità, ormai ha ricoperto le pareti. Trovato! Rieka subito preme il pulsante e una grotta circolare di un diametro di una decina di metri si illumina davanti a se grazie a diversi faretti attaccati al soffitto. La grotta è praticamente una cupola di cemento armato ormai ricoperto anch'esso dal muschio, sembra quasi, visto anche il tipo di entrata, un grande igloo. L'odore di chiuso e di umido è pesante e si fa fatica a respirare. Davanti a se però la giovane vede una scena che un po' la rassicura ma per il resto la terrorizza: davanti a lei infatti c'è il suo amato Roby vivo e apparentemente sano, anche se bendato e di nuovo imbavagliato. È seduto su una seggiola a cui è stato legato. Anche se il vederlo vivo la rasserena, vederlo così conciato le fa anche nascere una profonda rabbia verso quegli aguzzini. Subito dietro di lui, seminascosto e seduto su un'altra sedia, c'è il malvivente che, quasi appoggiando il suo mento sulla spalla di Roby, la guarda con un sorriso beffardo.
A Roby sentire che lì c'è la fidanzata gli si spezza invece il cuore, temendo il peggio per lei: sa quanto possa essere sconsiderata quella ragazza quando agisce d'impulso!
"Ti chiederai perché ti abbiamo permesso di arrivare fio a qui? Giusto?" rompe gli indugi l'uomo alle spalle di Roby mentre, stranamente, con un dito viste le mani impegnate gli toglie la benda dagli occhi.
"Giusto! - dice Rieka che sta facendo lavorare le meningi in modo esagerato per capire bene la situazione ed elaborare un piano - Stai rischiando molto, io potrei avere dei mezzi tali da poterti fare fuori e liberare il mio fidanzato senza che possiate anche solo battere ciglio. Chi me lo impedisce?"
"Non chi, ma cosa. - continua con il suo fare beffardo il criminale - Vedi, noi siamo più che certi che abbiate i mezzi per ammazzarci tutti senza problemi e che sono per noi inimmaginabili. Infatti ci avete trovato abbastanza facilmente. Così ci siamo premuniti. Quindi ti informo che per primo qualsiasi cosa tu cercassi di fare, io ho una pistola puntata alla schiena del tuo fidanzato. Se tu avessi un altro modo per farmi fuori, comunque io ho anche in mano questo telecomando con un pulsante che tengo sempre premuto. Se lo lascio o questo telecomando si allontana troppo da lui, qui scoppia tutto. Comunque io sono uno più che prudente. Così, per essere ancora più sicuri, siamo anche monitorati da quella telecamera alle mie spalle, - dice indicandola - e se il mio amico che sta da un'altra parte vede qualche problema sarà lui a far fare un bel botto a tutto quanto. Se pensi che non lo faccia ti informo che a me di saltare in aria non me ne frega niente! Voglio solo che voi ve ne torniate nel vostro mondo per sempre! Che ne dici ora, orecchie a punta? Ti basta? Ah! Aggiungo che inoltre stanno arrivando dei rinforzi. Ti basta ragazzina?"
Dei passi dietro di lei testimoniano che i ‘rinforzi' sono già arrivati. Rieka resta ferma non sapendo cosa sia meglio fare, ma subito dietro di lei uno dei malviventi che sta entrando dice: "Guarda chi si rivede, l'aliena cornuta! Ma questa scena non l'avevamo già girata? - è la stessa persona con cui aveva parlato nel primo covo - Forza! - le dice appoggiandole una pistola nella schiena - Va avanti e niente scherzi!"
Rieka obbedisce e tenendo le mai leggermente alzate, avanza di qualche passo mentre anche gli altri furfanti entrano nella grotta.
"Allora, vediamo un po' la situazione. - continua il tipo che probabilmente è il capobanda - Innanzitutto come vedi il tuo moroso è vivo e vegeto. Sei più tranquilla?"
"Non troppo. - replica lei con tono indignato - Tutto questo è assurdo! Lasciateci andare, vi ricordo che tutto questo può portare alla fine della vostra razza! Ta terra sarà distrutta!"
"Scuse! - urla il tipo - Non mi lascerò comandare da voi! Voi non ci conquisterete così facilmente. Non vogliamo aiuti da voi! Noi abbiamo il nostro orgoglio e non vi daremo la scusa di esservi debitori! Ora ti rispondo alla domanda di prima: Sai perché noi ti abbiamo fatto arrivare fino a qui?"
"No! E sinceramente mi interessa poco!" dice Rieka.
"Vedi, mi sembra che non ci siamo fatti ben capire dal mondo. - spiega comunque il malvivente continuando ad urlare - Non volevamo fare del male a nessuno di voi. Volevamo anche dimostrare che non siamo né barbari né assassini spietati, come cercano di descriverci i telegiornali che vanno in onda in tutta la terra. Il nostro scopo è solo smascherare il vostro losco piano. E in effetti il vostro comportamento sta proprio dimostrando come a voi dei terrestri non ve ne possa fregare di meno. Infatti continuate i lavori infischiandovene di quello che possiamo fare al ragazzino. Visto come le cose stanno andando per il meglio, almeno per noi visto che sei qui, voglio rincarare la dose e fare vedere a tutto il mondo quanto siete meschini e falsi. Pensando a come fare, ho pensato a te: proprio tu, mostriciattolo con le corna mi hai dato l'idea. - lasciato il compito del boia ad un altro complice, l'uomo si alza e comincia ad avvicinarsi minaccioso a Rieka sorridendo e fissandola con una certa cupidigia - L'idea è tenere anche te in ostaggio, anzi, dato che per me tu non sei umana mi sento molto più libero di farti quello che mi pare. - poi guarda gli altri complici - Che ne dite ragazzi, possiamo anche divertirci un po', no? In fondo sono un uomo aperto alle nuove esperienze. Poi ... così brutta non è, vero? Guarda che corpicino! Anche se non sei proprio così vestita, chi lo sa come sono fatte le donne aliene proprio ... sotto, sotto?" Una risata conferma che tutti hanno avuto la stessa macabra idea.
Intanto dal loro nascondiglio, ad un centinaio di metri di distanza circa dal covo, le altre due amiche di Rieka lavorano alacremente con i dati che i sensori e le microcamere stanno inviando loro. Cercano anche di rassicurare Rieka, visto come la situazione sta diventando molto critica. Se questi cominciano a fare sul serio e se loro o Rieka reagiscono, si rischia che facciano del male a Roby che non ha nessuna protezione a differenza dell'amica. Ora si trovano fra l'incudine e il martello. Lo studio delle due ragazze verte in particolare sul come funziona il sistema esplosivo e che armi hanno i malviventi. Dati ne hanno già diversi e così qualche cosa sta già nascendo ma occorre ancora del tempo, che però non c'è.
"Abbiamo finalmente finito di raccogliere i dati. - dice Dessa a Rieka via auricolare - I criminali hanno un semplice sistema radio per far scoppiare tutto a distanza e può essere neutralizzato in un istante. Il problema è che l'operazione metterebbe subito in allarme i criminali lì dentro, essendo in continua comunicazione. A questo punto il problema è trovare un sistema per eliminare i cinque malviventi e il complice esterno prima che possano reagire e fare del male o a Roby o anche a te."
"Se materializziamo, basandoci sulle tue coordinate, una mina stordente gli rimane comunque un tempo di reazione di tre secondi perché la materializzazione produce luce, mettendoli in allerta ancora prima. - aggiunge Aky - E comunque in tre secondi questi possono fare di tutto. Il tele trasferimento inoltre non si aggancia bene a causa della schermatura e Roby non possiamo rischiare portarlo fuori così. Inoltre anche questo è troppo lento: potrebbero arrivare a fare fuoco prima dello spostamento. Hai un po' di tempo che pensiamo ad altri piani?"
Rieka conferma che comunque di tempo ne ha molto poco e intanto segue gli ordini che i criminali le impongono.
I balordi, forti della loro posizione, si divertono ad umiliare la principessa di un mondo alieno facendola mettere in ginocchio sul pavimento sudicio proprio al fianco di Roby. Lei sente che ormai bisogna agire in fretta ma non sa che fare. Roby è terrorizzato e mugugna e si agita. Lei allora comprendendo quello che prova il fidanzato gli appoggia una mano su una gamba e gli sussurra: "Ti amo, e fra poco saremo liberi. Sono qui per questo."
"Hm, hm" è l'unico suono che il preoccupatissimo Roby riesce ad emettere. Come accennato prima, sapendo bene che Rieka è molto reattiva davanti a certe situazioni, lui sa benissimo che la fidanzata cercherà di risolvere la faccenda a tutti i costi, ma questo la può portare a fare delle stupidaggini e non valutare benissimo i rischi che lei sta correndo. Così è molto ansioso per la sorte che può avere ora, in quella situazione, se facesse un qualche cosa di non ben ponderato.
A Rieka un'idea viene. Senza che nessuno se ne accorga, fa finta di tamburellare con la dita sul bracciale che nasconde il delan, comunicando così le sue intenzioni. Ma, non appena ha finito, il capo continua la sua arringa scaldandosi e innervosendosi sempre di più. Questo è dovuto anche per il fatto che un suo complice ha acceso la radio per sentire le ultime notizie e ha sentito che gli arcadiani non intendono fermare i lavori di spegnimento della centrale nucleare e che comunque si sta cercando di salvare l'ostaggio.
Avvicinatosi all'aliena il capobanda si accovaccia davanti a lei e parlandogli in faccia con tono furente e arrogante, dice: "Bene! Come immaginavo. A voi alieni non ve ne frega niente di noi, muore uno o cento che ve ne importa, vero? Si vede che agli alieni, - continua alzandosi, rivolgendosi agli amici e cominciando a camminare nervosamente avanti e indietro - non gli interessa neppure della vita di uno dei loro, anche se si tratta della figlia del loro capo: una principessa. Quindi adesso noi, - dice avvicinandosi con viso truce e voce aggressiva all'orecchio di Rieka - rispediamo al tuo paparino il corpicino senza vita del tuo amato e ci teniamo te come nuovo ostaggio. Poi vediamo se non verrà fuori che animali voi siete veramente. Poi, intanto che aspettiamo, ce la spassiamo un po' con te! Che ne dici di questo programmino, mostriciattolo?" dice sfiorandogli con un dito la spalla nuda.
"Dessa! - dice allarmata Aky all'amica - Bisogna agire subito per salvare tutti e due da quella situazione: il tempo è scaduto! La situazione degenera rapidamente, troppo rapidamente! Quei malviventi stanno già confabulando se sia il caso di ammazzare il ragazzo subito oppure no e come. Troviamo subito una soluzione o qui va a finire davvero male!"
Intanto i malviventi nel covo cercano di tenere fermo Roby che, avendo sentito ovviamente tutto, cerca disperatamente di liberarsi o di fare un qualche cosa. Alla fine lo convincono a stare fermo appoggiandogli una pistola nel centro della fronte.
Le ragazze fuori intanto lavorano alacremente per passare subito all'attacco: ora possono premere il grilletto davvero da un momento all'altro! Ma sono spiazzate dalla comunicazione mandata da Rieka poco prima.
"Bene! Noi siamo pronte a inibire tutto il sistema. Non potranno più fare esplodere il covo. Subito dopo possiamo entrare e farli fuori tutti. Non capiamo cosa intendi per: ‘li sistemo tutti io!' Non puoi farli fuori tutti da sola e in un solo colpo! Se agiamo insieme può anche darsi che riusciamo a metterli fuori combattimento tutti insieme prima che aprano il fuoco. Ma come pensi di farlo da sola? Sono tutti armati e vicini sia a te che a Roby. Non puoi farcela! Anche solo uno vi può sparare e uccidervi! Lo scudo che hai non vi può proteggere tutti e due!"
La risposta che Rieka manda alle amiche è composta di solo tre parole: "Bolla di energia."
Poi intanto che aspetta e tiene sott'occhio i criminali Rieka riesce molto rapidamente a digitare un'altra istruzione: "Allertate immediatamente il medico di bordo. Il via fra un minuto da adesso, poi venite dentro. Sarà tutto finito."
Le due amiche di Rieka sono un attimo perplesse e si guardano allibite non sapendo che voglia dire Rieka, ma non gli rimane che attuare quel piano visto che la comunicazione viene interrotta. La tensione delle due donne è alle stelle e agiscono concitate.
"Avvisiamo la nave madre e il medico! Ma questo vuol solo dire che Rieka sta per fare una stupidaggine!"
"Ma che è una ‘bolla di energia'?" chiede Aky
"Non so anche se sono tallin. Ne ho sentito parlare ma credo che sia molto pericolosa per la nostra razza!" risponde Dessa.
"Questa ci rimane e non possiamo fare nulla! Puntiamo il timer a un minuto, prepariamo le armi e comunichiamo la cosa al comando della nave madre tramite un messaggio del computer. Non abbiamo scelta!"
Nel covo Rieka intanto sente che i malviventi hanno raggiunto una sentenza.
"Ok, facciamolo fuori e scarichiamo il corpo sull'autostrada. - dice il capo che comincia ad avvicinarsi al ragazzo - Vedrai giovane traditore della tua razza, non sentirai niente. Siamo gente civile, noi!" aggiunge invitando il silenziatore nella pistola.
Roby sentita quella frase, capisce cosa sta per succedere e ricomincia ad agitarsi solo per farsi sbattere a terra su un fianco con tutta la sedia e farsi pestare con un piede la testa da un'altro dei suoi aguzzini. Ora sembra proprio che non ci sia davvero più nulla da fare: capra e cavoli non si possono proprio salvare. Rieka, che ora ha il viso del fidanzato proprio davanti a lei, lo guarda disperata lì in ginocchio mentre i balordi lo tengono fermo e si sente spezzare il cuore dall'angoscia che prova vedendo quella scena. Sente anche un senso di colpa: se non fosse perché lei lo aveva accettato come fidanzato ora quel giovane non starebbe per morire in un modo così barbaro.
"Prima posso concentrarmi un attimo? - interviene la giovane mentre ancora lì in ginocchio fissa il suolo. La sua voce blocca tutti essendo stranamente pacata e tranquilla - È per affrontare la morte di una persona cara più serenamente. Una nostra usanza che ci permette di sormontare i traumi. Penso che almeno questo me lo possiate concedere."
"Certo. - dice il criminale sorridendo in modo sarcastico e tenendo puntata la pistola alla testa del ragazzo - Non voglio che tu pensi che siamo dei barbari. Fa pure... - poi urla chinandosi leggermente verso Rieka - Ma fa alla svelta!"
Rieka fissa il fidanzato sdraiato lì a terra che non la può neppure vedere essendo stato di nuovo bendato. È tremolante di paura sentendo la fine vicina più che mai. Lei allora abbassa la testa appoggiandola alle ginocchia appoggiate al terreno umido. I suoi lunghi capelli viola quasi coprono completamente quella figura esile li accovacciata. Poi l'aliena, appoggia le braccia a terra, stringe forte i pugni e comincia ad avere in viso una smorfia, come una persona che sta compiendo uno sforzo disumano, emettendo anche ad un certo punto un grido soffocato di fatica fra il quale dice a Roby: "Ricorda che io ti amo e ti amerò per sempre!"
Poi comincia ad emettere un grido di sforzo come dovesse sollevare un peso immane, da prima molto basso, poi sempre più forte. I malviventi si bloccano non capendo che succeda e che strana usanza sia quella!
"Che sfoghino così il loro dolore?" si chiedono a vicenda mentre continuano a fissarla.
Un altro dice al capo che sta tenendo sotto tiro Roby e che non capisce cosa stia facendo Rieka: "Per me fra un po' scoppia!"
È in quel momento che notano una lucina rossa sul bracciale dell'aliena che si accende: il minuto è finito! Tutto nel bunker si spegne! Le amiche di Rieka hanno messo fuori servizio tutti i sistemi, nessuno può più fare scoppiare niente. Ora la grotta è al buio, completamente priva di energia!
"Abbiamo perso tutta l'energia!" Dice uno dei criminali a conferma che tutti i sistemi sono in avaria compresi i sistemi di emergenza. Il capo capisce che sta per succedere qualche cosa e, andando ad intuito, visto che non vede più Rieka, lascia la presa su Roby e si avvicina alla ragazza.
"Sei morta brutta ... "
Come accenna al movimento davanti a lui ecco che il corpo della ragazza diventa come fluorescente emettendo una tenue luce bianca che, crescendo rapidamente, diventa azzurra. La cosa lo fa bloccare un attimo ma poi cerca subito di fermare quell'azione di Rieka facendo fuoco. Punta l'arma... ma è inutile! Quella tenue luce diventa in un istante una luce accecante che lo porta a coprirsi il volto!
In quell'attimo un'onda di pura energia, simile ad una bolla che si dilata luminosa dal corpo Rieka e si allarga alla velocità del lampo, devasta completamente il bunker. Quell'energia fa saltare tutti i circuiti, le lampadine, carbonizza all'istante quello che è combustibile, compresi gli abiti, i capelli e la pelle scoperta dei criminali. Tutti gli uomini, essendo in piedi o seduti lì vicino a lei, vengono colpiti in pieno da questa potente onda. L'impatto con quel muro di energia li ustiona gravemente e li scaglia tutti contro le pareti del bunker e gli fa perdere conoscenza. Roby essendo a terra, viene solo sfiorato dall'evento rimanendo solo stordito e leggermente scottato sul lato non appoggiato al suolo.
Ora in quel bunker, in quel buio pesto che c'è adesso lì dentro, tutto tace. Ora, in quel tetro nascondiglio regna il più assoluto silenzio interrotto solo dal crepitio di qualche materiale plastico o legnoso che si è incendiato. Il fumo e il buio adesso regnano sovrani lì dentro. Tutti sono a terra e privi di conoscenza, Rieka è compresa fra questi. Un odore acre di bruciato impregna ora l'aria dentro quel covo rendendola tossica e irrespirabile.
Le amiche da fuori hanno sentito quello strano suono e cercano di capire che sia successo. Prima di entrare provano a contattare l'amica.
"Rieka! Rieka! Ci senti" chiama Aky
"Non risponde! Come immaginavo! Ha fatto una stupidaggine! Dobbiamo entrare subito! Lì dentro chissà che è successo! Possono essere tutti morti!"
"Andiamo!"
Le due ragazze vanno all'ingresso con le enjet a tutta velocità per avere di nuovo le comunicazioni e raccogliere dei dati. Arrivate in prossimità del covo vengono accolte da un'altro malvivente, appena arrivato in auto da un altro sentiero nel bosco e già davanti all'ingresso. Appena vede le due aliene comincia a sparargli contro con una pistola. Cosa inutile: sparare contro gli scudi di energia non porta a molti buoni risultati. Aky prende la pistola laser e con un solo colpo preciso lo stordisce. La ragazza si ferma di fianco a lui e guarda il tipo sdraiato a terra mentre sopraggiunge l'amica.
"Questo doveva essere quello che dall'esterno avrebbe dovuto fare saltare tutto. Se è qui, evidentemente anche loro non possono contattare i loro complici. Mi sa che li abbiamo tutti in pugno ora. Andiamo a vedere che ha combinato Rieka qua dentro!" dice Aky
Le due ragazze presi due Tex, sono dei caschi integrali con realtà virtuale all'interno per vedere in ogni situazione e che emettono una forte luce in avanti, ma non con una lampadina ma l'intera metà anteriore del casco si illumina completamente e in modo notevole, si infilano in fretta nella piccola grotta pistole alla mano e accendono quei particolari caschi. Pochi secondi e sono nel covo che viene illuminato quasi a giorno. Si vede comunque poco a causa del denso fumo, ma quel poco che si intravede è a dir poco agghiacciante: sei uomini privi di sensi, semi nudi e semi carbonizzati, stesi lungo il perimetro del covo e Rieka, anch'essa priva di sensi, rannicchiata a terra vicino al fidanzato. L'odore di bruciato è nauseante. Per prima cosa le due corrono dall'amica e cercano di farla rinvenire. Inutile! Cosa che invece riesce parzialmente con Roby che comunque rimane visibilmente stordito.
Così a Rieka le appoggiano alla fronte un detector, un sensore medico quadrato e piatto con uno schermo che visualizza la situazione generale del paziente, per capire quali siano le sue condizioni. Brutte notizie: i segni vitali sono al minimo, Rieka è in pericolo di vita! La paura ora pervade le due che temono per l'amica. Così anche se con metodi poco ortodossi trasportano Rieka fuori di lì per darle subito un poco di aria fresca da respirare. La prendono una alzandola dalle ascelle e l'altra dai piedi. Una volta fuori, e quindi a portata di tele trasferimento, la appoggiano a terra.
PERICOLO DI VITA
Mentre portano fuori Rieka dalla grotta, le ragazze sentono provenire dalle moto un segnale di chiamata continuo. È il comunicatore che indica un allarme! Dessa, appoggiata l'amica a terra, va a sentire chi sia. Una voce disperata chiede: "Cosa ha fatto Rieka? Ha creato una bolla di energia?"
È Urami, la mamma, che urla disperata e vuole notizie della figlia.
Dessa va in panico e con voce tremula risponde intimorita da quei toni.
"Sì. Ci ha detto che usava la bolla di energia. Sinceramente anch'io che sono tallin non so cosa sia."
"Dov'è? Ditele subito di non farlo! È troppo pericoloso!" grida disperata la madre.
"Penso sia troppo tardi, signora. Ha già usato quella ... bolla." spiega Dessa guardando Rieka stesa sull'erba umida.
"Dov'è? Ditemi dov'è e come sta!" si agita ancora di più Urami
"L'abbiamo trovata priva di sensi e con i segni vitali al minimo. Ora l'abbiamo portata fuori dal covo e ci sembra in effetti in condizioni critiche. L'abbiamo agganciata con il trasferimento e la mandiamo direttamente in infermeria per capire cosa le è successo."
"Fatelo immediatamente o morirà fra pochi minuti! Svelte!" urla sempre più disperata la regina.
Detto fatto! Dessa infatti aveva già agganciato il trasferitore e in un attimo Rieka si ritrova in infermeria. Poi, aiutata da Aky, Dessa applica all'ingresso della grotta un replicatore di segnale del trasferitore, per così agganciare sia Roby che tutti i malviventi che sono svenuti all'interno del bunker. Tutti in poco tempo sono trasferiti in infermeria. I criminali vengono anche circoscritti da un campo di forza per evitare che scappino da qualche parte una volta rinvenuti.
Roby, già in discrete condizioni, appena viene trasferito in infermeria mette i medici in condizione di doverlo subito calmare visto che appena il teletrasferitore lo appoggia sul lettino dell'infermeria, vede Rieka priva di conoscenza a poca distanza da lui.
"Ma che ha fatto? Che le è successo?" chiede vistosamente preoccupato.
"Non lo sappiamo di preciso. - risponde il medico primario - Stiamo facendo i controlli. Comunque ci sembra non sia in pericolo di vita."
In quel mentre, la porta automatica si apre ed entra in tutta fretta Urami che, volando per il corridoio, ha seminato il marito che arriva poco dopo tutto trafelato per vedere la figlia.
"Dottore! Ha creato una bolla di energia! Capisce cosa ha fatto?" grida la regina disperata non rendendosi conto che sta strattonando violentemente, avendolo preso per il bavero del camice bianco, quel povero dottore.
Il viso del medico si incupisce all'improvviso! Roby capisce che la cosa non va poi così bene, a differenza di quello che gli aveva appena detto il medico.
"Che vuol dire? Che sta morendo?" chiede, senza però ricevere risposta. Infatti in quel momento entrano anche Aky e Dessa, appena tornate a bordo dopo avere attraccato la nave di Rieka all'astronave madre.
"Allora dottore? Che ha fatto questa volta Rieka?" chiedono le amiche praticamente in coro.
Il dottore inizia la spiegazione intanto che comincia a preparare e attivare rapidamente vari strumenti attorno al letto della ragazza.
"Allora: la razza femminile dei Tallin sviluppa nell'adolescenza la capacità di produrre una notevole quantità di plasma di energia che poi può utilizzare quasi a piacimento. Scaricata in piccole dosi, che poi così piccole in realtà non sono, non costituisce per il fisico nessun tipo di problema, anzi ... Ma quello che ha fatto la nostra principessa è molto pericoloso. La cosiddetta ‘bolla di energia' consiste infatti nel produrre e concentrare in modo rapido e violento molta, davvero molta energia, poi accumularla all'esterno del corpo, per la precisione sulla superficie della pelle, e scaricarla completamente in un unico colpo. L'onda energetica provocata è enorme, si arriva, in certi individui e in certe situazioni particolari, a produrre un'onda energetica concentrata di livello 6 su un massimo di 8. Per darvi un'idea, distruggerebbe tranquillamente un caccia monoposto corazzato. Tale sforzo però provoca un collasso elettrochimico delle cellule e un completo esaurimento dell'energia che a queste serve per il loro lavoro. Ma questo sarebbe la meno. Con una bella iniezione di energetici si recupera abbastanza bene. - continua sconsolato il medico continuando ad attivare le diverse apparecchiature che monta attorno al letto della principessa - Il problema sono a questo punto gli energoti. Queste cellule, responsabili della produzione dell'energia, si scaricano completamente proprio come una pila completamente usurata. Questi, per rigenerare la forza e l'energia che ora non hanno più, praticamente impazziscono. Cominciano così a comportarsi come una persona che sta morendo di fame, cominciando a ricercare nutrimento ovunque per sfamarsi. Gli energoti fanno questo assorbendo sostanze nutritive da tutto quello che hanno attorno. In questa situazione di completo esaurimento del fisico, l'unica fonte di energia per gli energoti sono le cellule o i tessuti che hanno vicino e così cominciano a nutrirsene avidamente: si innesca così un vero e proprio processo di autodistruzione del fisico. Il tempo di inizio di questa reazione è pochissimo."
"Rischia quindi di morire?" chiede Aky, preoccupata per l'amica.
"Se non si fa nulla entro dieci minuti! Questo è il tempo necessario al fisico per cominciare a reagire allo shock. Noi siamo a otto! - prosegue il medico - Dopo di che comincia il processo autodistruttivo: gli organi principali cedono dopo venticinque o trenta minuti, la morte sopraggiunge in circa due ore. Non c'è scampo!"
"A che stadio è ora? C'è comunque speranza?" chiede Ceso che stringe a sé la moglie disperata.
"Lo stadio in cui si trova è favorevole, per ora i danni sono ancora minimi. Esagerando la nostra principessa ci ha aiutati: l'onda che ha creato Rieka è stata talmente forte che il suo fisico si è talmente esaurito che gli stessi energoti tardano ad attaccare le altre cellule. Questo da un lato è un bene: ci da un po' più di tempo e la possibilità di far trovare una fonte di energia alternativa alle cellule energetiche, così da non far per nulla iniziare il processo distruttivo. Dall'altro però, rischiamo ancora di più di non riuscire a fare recuperare il fisico. Quelle cellule così esaurite potrebbero attaccare gli organi ancora più violentemente. - poi il medico fa un profondo sospiro e continua - Voglio essere da subito sincero: in effetti non so se si riuscirà a salvarla. Prepariamoci a tutto."
"Dottore! - implora la madre in lacrime - Lei deve salvarla!"
"Ho già passato l'esperienza di perderla una volta, - dice Roby alzandosi dal letto facendo appello a tutte le sue forze - e non reggerei al fatto di perderla per davvero questa volta. Dottore pensi a lei io mi arrangio!"
"Ora inizio la terapia di recupero. - continua il dottore - Ma, ripeto, possiamo solo sperare."
"Cosa le deve fare? Posso fare qualche cosa?" chiede Roby.
"La terapia in realtà è semplice. - spiega ancora il medico spingendo alcuni pulsanti da una console che si trova ai piedi del letto e facendo alzare quattro piccole antenne ai suoi quattro angoli, alte trenta centimetri circa - Ho valutato la percentuale di perdita di energia e ora creo un campo energetico positivo ad alto voltaggio attorno a Rieka. Questo campo crea una cupola e fornisce plasma di energia al corpo di Rieka dando agli energoti una fonte immediata di forza e più facile da utilizzare e da assorbire per ricaricarsi. In fondo, come dicevo prima, gli energoti funzionano come delle batterie: devono solo ricaricarsi. Così facendo non dovrebbero attaccare le altre cellule. Poi, con questi stimolatori e queste iniezioni a pressione che le farò per un po' di tempo, ogni dieci minuti circa, dovrei ridarle quelle sostanze fondamentali per aiutare il resto del fisico a reagire allo shock."
"Non sembra che la cosa sia grave. Se si deve solo ricaricare, dov'è il problema?" chiede Aky.
Il dottore, che ormai ha preparato tutto, si ferma, guarda il viso di Rieka, sospira e affranto dice: "Il problema sta nel fatto che non è detto che il corpo faccia quello che ho detto. Ora tutte le cellule sono scombussolate e nonostante ci sia energia a sufficienza possono lo stesso attaccare i tessuti: loro sono meccanismi biologici e sono programmate per usare le sostanze del corpo, non quelle esterne. Può anche insorgere un altro problema: a fatica le cellule hanno energia per decifrare il codice genetico dove ci sono le istruzioni utili per sapere cosa fare. Quindi io posso dare tutto quello che serve all'organismo per recuperare e quelle possono non usarlo morendo di malnutrizione lo stesso, e con loro purtroppo morirebbe Rieka."
"Quando si può sapere se il fisico reagisce positivamente alla cura?" chiede Roby.
Il dottore lo guarda e dice: "Per avere una valutazione attendibile di quale percentuale di cellule ha reagito e se queste sono sufficienti al recupero ci vorranno almeno 48 ore, dopo ... L'unica cosa che mi da fiducia è che da che ti ha conosciuto lei era attaccata alla vita come non mai, era la gioia fatta tallin. Non l'ho mai vista così viva! Questo è un gran bene, le da forza e motivazione! Ora però dobbiamo lasciarla riposare. - il dottore allarga le braccia e comincia a spronare tutti ad uscire dall'infermeria - Vorrei che voi usciste, deve rimanere nel silenzio, le parole possono comunque influire sul subconscio e avere delle reazioni che in questa situazione sarebbero troppo faticose per lei. Poi, signora Urami, dato che lei è la madre, dovrebbe spogliarla da questi indumenti sporchi e coprirla con questo lenzuolo." E glielo porge dopo averlo sfilato da un cassetto di un armadio dell'infermeria.
Tristemente tutti escono tranne Urami che si prende cura della figlia cercando di coltivare nel cuore la speranza di riavere fra loro Rieka sana e salva. Oltre ai genitori, chi soffre particolarmente è ovviamente Roby che sente risuonare nella testa, come fossero state il suo epitaffio, quelle parole della fidanzata dette prima di compiere quel gesto che gli ha ridato a lui la libertà ma che a lei le sta per costare la vita.
"Ricorda che io ti amo e ti amerò per sempre!"
Che sapesse già che sarebbe morta per salvarlo? Probabilmente si. La disperazione gli fa già vedere la lapide con queste parole incise nel lucido ma gelido marmo. Roby stringe gli occhi e una lacrima gli solca il viso e una farse gli esce di fra i denti stretti: "Perché lo hai fatto? Ero io che dovevo morire, non tu!"
Gli altri che lo sentono parlare ma non capiscono quello che dice, lo guardano e vedono sul suo volto la disperazione. Nessuno dice più di tanto ma semplicemente si stringono tutti insieme, tristi e preoccupati di perdere una figlia, un'amica, una persona unica ed amata in modo profondo. I saluti sono brevi. Roby ora vuole tornare dalla madre per rivederla e rassicurarla visto che anche lei sarà ancora turbata dagli ultimi avvenimenti. Così tutti si stringono in un forte abbraccio, piangono e poi si lasciano. Roby prima di farsi tele trasferire a casa sua si rivolge a Ceso e Urami, appena tornata dall'infermeria.
"Io sono sicuro che ce la farà, non può essere diverso da così."
Ceso gli risponde anche lui fra le lacrime: "Lo credo anch'io. È una donna forte!"
"Torno domattina per vedere come vanno le cose. Vi chiamo io con il comunicatore. Sono state informate le autorità del salvataggio?" dice Roby.
"Si. - risponde Ceso sospirando - tutto a posto... sanno anche di Rieka..."
I tre non si dicono altro e si lasciano. Roby chiama casa per avvisare la madre che apparirà lì in salotto a momenti e quindi di non prendersi paura. Pochi istanti e Roby è lì dove la madre finalmente del tutto sollevata dalla paura passata, lo abbraccia forte scoppiando a piangere a dirotto.
"Ti hanno fatto del male, ti hanno picchiato, che ti hanno fatto?" chiede.
"Niente mamma, tutto a posto. Sono stati un po' burberi ma non mi hanno fatto niente di male. È Rieka il vero problema..." risponde piangendo il figlio.
"Ho sentito! Alla televisione hanno interrotto i programmi per annunciare della tua liberazione e hanno detto che Rieka è in gravi condizioni. Ma che le è successo?" chiede Rossana.
Roby guarda per terra distrutto: "Ha usato uno dei suoi poteri per mettere tutti fuori combattimento. Mi ha in effetti salvato la vita, solo pochi secondi e mi avrebbero sparato alla testa, ma questo particolare sforzo ora la potrebbe uccidere."
La mamma quasi si indigna: "Ma con tutta la tecnologia che hanno non poteva usare un ... un ... un qualche cos'altro?"
"No. - risponde Roby buttandosi sulla poltrona - Se avesse avuto con lei qualsiasi cosa di dubbio, o uccidevano lei o me all'istante. E se avesse anche solo gettato una granata o altro al semplice gesto mi avrebbero fatto fuori. Poi avevano studiato tutto molto bene, fin nei minimi particolari. Solo il suo potere di scaricare plasma energetico non avevano calcolato. Il problema è stato che poi quei pazzi criminali hanno deciso di farmi fuori lo stesso, tenere lei in ostaggio e probabilmente violentarla. Così, messa alle strette, lei ha scelto di rischiare giocando l'unica carta che le rimaneva: usare tutta la sua energia ma questo a rischio della sua vita... Anzi, - Roby nel riflettere sugli avvenimenti ha una convinzione - ora che ci penso, lei quello che ha fatto lo aveva pensato fin dall'inizio, lei è venuta lì sapendo che avrebbe usato quel sistema per liberarmi anche se probabilmente sarebbe morta. Altrimenti non avrebbe detto quello che mi ha detto! Stupida! - dice fra le lacrime guardando la madre - Ma non ha ancora capito che io senza lei non posso vivere?"
"Ma perché poi rischiare così?" chiede Rossana.
"La loro razza prova sentimenti molto forti! - dice il figlio asciugandosi le lacrime - Lei lo ha fatto perché mi ama profondamente e sa quello che io provo per lei. Ora davvero so davvero quanto quella donna mi ami veramente!"
I due si abbracciano. Ma mentre sono ancora lì in mezzo al salotto suona il campanello di casa: sono gli amici di Roby che vengono per sapere come vanno le cose e rimangono stupiti trovando Roby già lì con la madre. Sono tutti affaticati, con gli abiti sgualciti e alcuni ansimano da una evidente fatica. Il motivo di questo è che, come ormai succede di solito, l'abitazione è assediata dai giornalisti alla ricerca dell'ultima novità sull'argomento. Così quei ragazzi per riuscire ad entrare nel condominio hanno dovuto letteralmente lottare contro una folla di persone a caccia di notizie.
Riunitisi tutti in salotto, la serata passa abbastanza mestamente fra i racconti e le sensazioni riguardanti le ultime vicende e traversie, ma lo spirito rimane basso, molto basso: tutti ora sono in pensiero per Rieka. Anche in TV, dove si da notizia della liberazione dell'ostaggio, si mostra solidarietà per la situazione in cui si trova la principessa. Tutti i capi di stato del mondo tramite il segretario delle nazioni unite in loro rappresentanza, fanno le più profonde scuse per l'accaduto e mostrano tutta la loro solidarietà ai reali di arcadia. Molti, a dire il vero, temono non poco una ritorsione se Rieka dovesse morire. Dopo tutte le fatiche fatte per arrivare a salvare l'umanità, salvezza arrivata in un modo così provvidenziale, buttare tutto per colpa di quattro citrulli, sarebbe il colmo. Così i malviventi, dovessero tornare sulla terra, sarebbero condannati a morte in non poche nazioni e le altre già gli preparano un ergastolo non facile da vivere.
Molti altri capi di stato tramite la delegazione permanente arcadiana sulla Terra, costituitasi per avere un contatto diretto e gestire tutti i rapporti fra Arcadia e i terrestri, fanno anche a loro le proprie profonde scuse per il fatto che non hanno protetto adeguatamente la principessa. Altri chiedono un incontro con il re e la regina per parlare di persona della cosa, fare altre sentite scuse e auguri di pronta guarigione della figlia promettendo, appunto, pene della massima severità ai malviventi. Altri propongono che questi siano giudicati dagli arcadiani stessi, in quanto quegli individui non possono essere più riconosciuti come degni di essere definiti umani.
Questa è la soluzione che a tempo di record viene accettata dalle principali nazioni membri dell'Onu e così i sequestratori ora si ritrovano espulsi addirittura dal loro pianeta natale.
La cosa, potere avere carta bianca su quei manigoldi, a Ceso non dispiace affatto, anzi ... Così adesso, per paradosso, quelli che ora devono davvero sperare nella guarigione di Rieka sono proprio i componenti della banda che ha dato inizio a tutto questo. I manigoldi ora saranno nelle mani degli alieni e in effetti subiranno le loro ire! I rapitori dall'infermeria vengono portati in una cella sull'astronave madre, cella di dimensioni parecchio ridotte, chiusa da un campo dinamico di forza che causa una luminescenza nel varco d'ingresso. Vengono subito avvisati di stare attenti: quel campo di forza al contatto ustiona profondamente e subito, e loro di ustioni ne hanno già in abbondanza!
Di quei sei individui che solo a guardarli in faccia si capisce che sono dei poco di buono, Ceso sa già che fare di loro: se le cose vanno per il meglio, cioè Rieka si salva, la pena non sarà granché, si fa per dire: tre anni alla cava di estrazione di ferro e cobalto su un pianetino del quadrante Geolas, in territorio arcadiano, chiamato Pasani. Le condizioni in quel posto sono tali che ci lavorano solo le macchine e degli androidi. Insomma: per meritare quel posto bisogna essere davvero dei detenuti ‘speciali'.
Lì, su quel pianetino, invece ci andranno a vita, che visto quello che si respira e i ritmi lavorativi non sarà più lunga di dieci anni, se le cose per Rieka andranno male. E, sinceramente, morire dopo essere rimasti praticamente senza polmoni, non è cosa da augurare a nessuno! Giusto per dar loro un'idea di quello che ora gli spetta, quel pianetino gli viene fatto vedere in un ‘simpatico' documentario dove ne vengono esaltate le qualità peculiari: l'aria irrespirabile, i fumi tossici, la poca luce, il cibo scadente, i ritmi di lavoro sfiancanti e chi più ne ha più ne metta. Ora si che i sei hanno veramente paura degli alieni!
La nottata non passa molto tranquilla per molti. Anche su Arcadia, dove ovviamente è stata diramata la notizia, molti attendono con impazienza nuove notizie sulla salute dell'amata principessa. La mattina Roby si prepara e salutata la madre e gli amici rimasti lì come ospiti si incammina per andare da Rieka. Scende le scale, esce dal condominio dove abita e davanti si ritrova un muro di reporter che appena sentono la porta aprirsi, scattano simultaneamente in piedi e vanno verso il ragazzo che rimane impietrito da quella reazione. Tutti cominciano a chiedere a gran voce se ci sono novità sulla salute della sua fidanzata aliena.
È solo allora che Roby realizza la situazione!
"Ma dove sto andando? - è quello che si chiede parlando a bassa voce - Cosa pensavo di fare? Andare all'astronave s piedi? Meglio tornare su e attivare il tele trasferimento!"
Così in gran fretta, prima di essere raggiunto dagli scatenati reporter, chiude la porta e torna in casa. La madre, vedendolo tutto trafelato, sorride un attimo capendo la situazione poi chiede: "Posso venire anch'io? Vorrei stare vicino a Rieka e ai suoi genitori, visto quello che hanno fatto per noi."
Roby è talmente stordito che non sa proprio quello che combina. Non ha neppure tenuto in considerazione la madre!
"Sì, sì! Va bene, certo, mi sembra anche carino. Scusa se non te l'ho chiesto. Sono un po' fuori di testa." Risponde.
Poi, preso il comunicatore avvia la procedura per trasferirsi sull'astronave madre insieme alla mamma. Appena lì, dalla sala di trasferimento i due vanno verso l'infermeria. Arrivati, incontrano il dottore indaffarato a fare i primi controlli mattutini.
"Buongiorno Roby. - saluta il medico - La signora sarebbe?"
"Mia madre. - dice lui presentandola - Voleva anche lei stare vicino a Rieka e alla sua famiglia."
"Benvenuta signora, mi fa piacere conoscere la mamma di quello che è un nostro eroe. - poi, prendendo alcuni apparecchietti, si allontana dicendo - Scusate però ma ho molto da fare. Parleremo dopo."
"Ma come sta? Si sa ancora nulla?" chiede Roby
"Stabile, è stabile. Non posso ancora pronunciarmi, magari finite queste analisi ne saprò di più." risponde il medico, con un tono che però non rasserena proprio per niente e incamminandosi verso una porta secondaria dell'infermeria che da accesso ad una camera dov'è ricoverata in isolamento Rieka.
Nell'attimo che si apre la porta e poi subito si richiude, l'unica cosa che riesce ad intravedere Roby sono i piedi del letto con ancora quelle antenne alzate per fornire l'energia al corpo inerme della fidanzata. A quella vista Roby sente il suo cuore stringersi dal dolore e la voglia di poter di nuovo abbracciare la sua amata si fa prepotente, ma non può: ora non la può neppure vedere, che angoscia!
Arrivano proprio in quel momento anche Ceso e Urami. I reali rimangono favorevolmente colpiti vedendo che Rossana si è preoccupata di Rieka ed è voluta venire sulla nave. La regina vedendola le va subito incontro e le due mamme si abbracciano lasciando che le lacrime parlino invece delle parole. Rossana cerca di incoraggiare Urami ma poi nel parlare si commuove ancora di più e le due tornano a piangere abbracciate l'una all'altra.
Il medico finisce i suoi controlli ed esce dalla stanzetta dov'è Rieka: la sua espressione la dice lunga e tutti lo fissano.
Prima che tutti qualcuno riesca a proferire parola il dottore da la diagnosi.
"Tale era, tale è rimasta. Tutto è stabile. Purtroppo questo non è un gran bene, speravo in una qualche reazione, anche se minima. Dobbiamo aspettare. Il fisico tarda molto a reagire, non capisco, non è mai capitato. Normalmente qualcosa doveva già cominciare a succedere, comunque c'è da dire che questo caso è particolare. Dobbiamo aspettare, solo aspettare, nient'altro, mi spiace."
"Dottore! - supplica Roby - Per me lo stare qui ad aspettare è come morire! Voglio vedere Rieka! Non credo che questo la traumatizzerà mentalmente più di tanto!"
"Davvero ragazzo! - replica subito il medico - Non posso proprio farti entrare. È troppo pericoloso!"
"Solo vederla. Chiedo solo di vederla!"
"Ti capisco, ma non puoi entrare. Rieka è talmente in debito di energie che una persona lì vicino che le parli o ne percepisca la presenza provocherebbe comunque un lavoro al cervello e quindi un consumo di piccole quantità di forze che potrebbero essere fondamentali per il recupero."
"Sulla terra però, - replica lui - persone in stato di coma sono state aiutate a recuperare grazie a persone che gli parlavano e gli stavano vicine."
"Lo so bene! È vero e funziona. Ma qui il problema è sapere se sia più favorevole cercare di stimolarla tramite quella che chiamiamo terapia dell'amicizia o lasciarla il più possibile al riposo. Per adesso opto per la seconda. Anche un minimo di energia usata male e la perdiamo!"
"Io penso che gli affetti siano la forza più motivante che esista nell'universo si, l'amore lo è in modo assoluto. Anche le cose che nessun uomo può imprigionare possono essere portate dove l'amore ci spinge ad andare! - esclama Roby più che mai convinto e risoluto e ormai anche lui come la madre, in lacrime - Quindi penso che in assenza di alternative quella che io le stia vicino sia la cosa migliore."
Il medico non se la sente di rischiare: "Ripeto Roby. Posso capire come ti senti ma ora credo che sia più il danno che si possa fare che non i benefici. Lasciamola sola ancora un po'. Vi saprò dire di più o questa sera o domani al massimo."
Roby fissa la porta che lo separa da chi ama profondamente e sta davvero male. Sente come se gli stessero in un qualche modo strappando quel suo amore a forza di fra le braccia. Vorrebbe prendere la rincorsa e infilarsi in quella stanza anche solo per vederla di nuovo, toccarla. Ma se il medico ha ragione, un tale gesto potrebbe essere fatale per Rieka.
A malincuore Roby accetta le direttive del dottore ed esce dall'infermeria. Fuori nel corridoio ci sono alcune sedie e Roby si mette lì, in attesa. Il medico, che lo segue, gli da un apparecchietto rettangolare e piatto simile ad uno schermo ultrapiatto.
"Cos'è?" chiede Roby.
"Un diagnostico. - spiega il medico - È uno schermo collegato con l'infermeria che permette di vedere il paziente in isolamento. Non è molto ma almeno la puoi vedere."
"Non so come ringraziarla. - dice Roby stringendo quell'apparecchio e accendendolo subito impaziente di rivedere almeno lì il viso di Rieka - Lei non sa quanto io apprezzi questo suo gesto!"
Ceso, Urami e Rossana chiedono se Roby vuole andare con loro al palazzo, ma lui non se la sente: non vuole abbandonare la fidanzata lì da sola. Si rimette seduto e fissa costantemente il diagnostico che inquadra il viso di Rieka. Rimasto solo, Roby ad un certo punto prima accarezza con un dito quello schermo, come per toccare ancora una volta quel volto amato, e poi scoppia in lacrime non trattenendo più la disperazione. È in quel momento che come uomo, si rende conto del fatto che dal momento che ha incontrato quella donna mai aveva avuto tante occasioni per versare lacrime di rabbia e disperazione, sotto questo aspetto si sente una femminuccia, ma i sentimenti che prova non riesce proprio a trattenerli e così si lascia andare per l'ennesima volta.
Passano le ore. Ore interminabili con un'unica lapidaria notizia data regolarmente: niente di fatto, situazione stabile.
Roby nel tardo pomeriggio è ancora lì, in quel triste corridoio deserto dove solo ogni tanto un'infermiera passa per andare da quell'unica paziente ricoverata per i normali controlli. Lui passa il tempo fissando il diagnostico, stando seduto perso nei suoi pensieri o passeggiando nervosamente su e giù davanti alla porta dell'infermeria che non manca di fargli prendere qualche spavento in quanto, passandole troppo da vicino, questa si apre di scatto automaticamente.
Arriva poi a lenti passi anche la sera e, come promesso, il medico va a rifare personalmente la visita di controllo. È seguito dai genitori di Rieka e da Rossana che erano stati fino ad allora a palazzo. Prima di entrare il dottore si sofferma su Roby, ancora lì seduto sulla sedia, triste e con in mano il suo ormai inseparabile diagnostico. I due si guardano senza dire nulla, poi il medico abbassa il capo ed entra nella camera. Solo pochi minuti e il dottore esce con la faccia triste.
"Voglio essere sincero con tutti voi. - dice guardando tutti i familiari che lo fissano con il terrore negli occhi - Comincio a preoccuparmi. Il fisico non risponde. Gli energoti neppure hanno iniziato la loro procedura di recupero. Il corpo è purtroppo in una posizione di stallo. Si è esaurita troppo e questo è un vero problema!"
"Cosa vuole dire: stallo?" chiede Rossana.
"Che nel fisico di Rieka, finché questo viene pervaso dal nostro campo di energia, le cellule si alimentano per induzione, come deve accadere, e continuano i loro processi, ma fanno questo al minimo della loro attività: non reagiscono per diventare autonome e non cominciano così a produrre autonomamente quello che le serve. - dice mestamente il dottore - Non fanno nulla per riprendersi. Niente peggiora, niente migliora! Stallo!"
"Se quindi spegniamo il campo di energia, Rieka muore!" chiede Ceso.
"Esatto! - dice il medico - Se non cambia nulla fino a domani la situazione sarà da considerarsi irreversibile ... coma irreversibile."
Quelle parole del dottore sono veri macigni per tutti quelli che lo stanno ascoltando, Urami quasi si sente mancare e vacilla vistosamente. Capendo la situazione dagli sguardi fissi che tutti hanno, il dottore alza le mani, si stringe nelle spalle e non dice altro. Ma non c'è bisogno di dire altro. Che c'è da dire d'altronde? Tutti hanno purtroppo capito molto bene cosa volesse dire il medico: ci sono molte probabilità di perdere per sempre o una possibile nuora, una figlia o quell'amore che cerchi da sempre e che, ora che l'hai trovato, per colpa dell'ignoranza umana te lo vedi togliere per sempre in modo cruento.
"Si può dormire qui?" è l'unica cosa che chiede Roby.
"Non abbiamo letti qui. - dice il dottore - Gli unici letti sono quelli dell'infermeria, ma non sono il massimo della comodità. Va a dormire a palazzo, se c'è qualcosa vi avviso tutti immediatamente!"
"No! - replica Roby andando verso la porta dell'infermeria - Quei lettini andranno benissimo. Andarmene da qui mi fa sentire come se la abbandonassi ad affrontare il suo destino da sola: non posso farlo!"
"Ti capisco. - da il consenso il dottore - Ma non fare rumore e non ti azzardare ad andare nella sua stanza!"
"D'accordo Doc!" dice il giovane entrando e salutando tristemente solo con la mano tutti gli altri e sparendo dietro la porta che automaticamente si richiude.
Anche gli altri senza dire molto altro tristemente tornano a palazzo in attesa del fatidico giorno dopo. Ceso, tra l'altro, ha anche l'ingrato compito di informare i mezzi d'informazione della condizione critica della figlia.
Passa una seconda notte da inferno per tutti. Ore che seguono in modo tragico e lento ad altre ore trascorse in modo tragico e lento. Madri che ogni tanto, in preda all'angoscia, cedono ad un pianto straziante e fidanzati che non sono da meno, sentendo sempre di più l'avvicinarsi del momento in cui non potranno più abbracciare e baciare colei che stavano imparando ad amare nel modo più intimo e profondo.
Sono questi gli stati d'animo che si incontrano tutti insieme il mattino dopo, dentro l'infermeria, quando il medico va a fare quella che sarà la sua diagnosi definitiva.
Un minuto ... due minuti ... tre minuti ... quattro ... cinque. Fuori della porta della camera di Rieka quattro persone, due uomini e due donne, stanno per avere i nervi che saltano via in attesa del dottore che non esce più da lì. Alcuni cominciano a provare un forte senso di nausea a causa dell'attesa ma, a salvarli, ecco la tanto attesa apertura della porta. È in quel momento che tutti cambiano subito idea: ora, vedendo il dottore, sarebbe stato meglio che quella porta non si fosse mai aperta. Il medico ha un'espressione triste, guarda in basso e non dice nulla. Fa solo un gesto con il capo: lo muove a destra e a sinistra. Un segno di negazione universale che fa capire che non c'è più molto da sperare. Urami esplode in un pianto disperato abbracciando il marito!
Roby urla "No! Non è vero!" e Rossana stringe a sé, per consolarlo, il figlio ora distrutto.
Roby ha già vissuto qualcosa di simile e quindi non vuole credere che è successo di nuovo. Non ci crede di ritrovarsi di nuovo a rischiare di perdere la sua amata e vedere la fine della sua storia con Rieka, ora poi che stava andando al meglio. Quindi vuole lottare!
Preso il dottore per un braccio gli intima: "Ora io vado da lei! A questo punto non cambia più nulla. Non mi fermi!"
Il dottore è d'accordo e annuisce con la testa. Alza una mano ad indicargli dov'è Rieka. Roby non perde un istante e seguito a pochi passi dalla regina entra lentamente nella piccola stanza dove giace inerme Rieka. Il letto ha attorno una semplice tenda bianca, semitrasparente alla luce delle lampadine. Roby arrivatole lì di fronte si ferma quasi come per paura. È emozionato e in effetti impaurito di vedere la fidanzata in quelle condizioni. Ma poi alza una mano, sposta la tenda e fa un passo avanti. La sua fidanzata tanto amata è lì, sdraiata su un letto abbastanza alto per permettere al medico di operare comodamente e con ai piedi del letto una console rialzata dove c'è uno schermo ultrapiatto che da in tempo reale lo stato del paziente. Lampeggia una scritta che Urami traduce subito.
"Situazione stabile. - dice la regina - Quindi né bene né male. Anzi, più male che bene!"
Rieka è coperta solo da un candido lenzuolo bianco che delinea il corpo nudo. Il campo di energia che la tiene in vita è attivo e quell'energia che la avvolge come un manto le elettrizza i capelli alcuni dei quali rimangono sollevati a mezz'aria, incorniciandole così il viso e dando a quella figura un aspetto etereo, quasi volasse nel vento. Roby non dice nulla, prende una seggiola e si mette a sedere di fianco a quel letto all'altezza del capo, fissando il profilo di colei che l'aveva salvato a così caro prezzo. Non osa toccarla, quasi temesse di svegliarla da quel profondo sonno. Ma muore dalla voglia di poterla svegliare!
Fissa solo quel profilo notando che il viso tende ancora ad esprimere il grande sforzo compiuto dalla ragazza per produrre tutta quell'energia. Il fatto che lo angoscia ancora di più è che lì, in quell'apparentemente pacifico sonno, l'inerme fanciulla è come sempre bellissima! Si, quella vista fa disperare Roby ancora di più. Intanto Urami singhiozza insieme a Rossana ai piedi del lettino. L'atmosfera è triste come se si fosse alla veglia di una cara estinta. L'aspetto crudele è che in effetti poco ci manca.
Poi Roby si fa coraggio. Non resistendo al non avere un ben che minimo contatto con la sua amata allunga una mano e con un solo dito le accarezza il viso. Il campo di energia gli fa provare un leggero tremito ai muscoli. Ma non gli interessa cosa sente lui, non vuole smettere di accarezzare quel viso. Poi avvicinandosi un poco al suo orecchio, le sussurra: "Sono qui solo per dirti che anch'io ti amo e ti amerò per sempre! Ma io ti voglio anche dire che senza di te non posso più vivere! Te l'ho detto ormai mille volte. Dal primo momento che ti ho visto non mi sono mai trattenuto dal dirti quello che provo per te. Quindi, - singhiozza il ragazzo - ti prego piccola Kay, reagisci! Non mi lasciare da solo! Già ti ho perso una volta, non voglio provare di nuovo quell'esperienza. Rieka, se mi senti, sappi che io voglio sposarti!... Hai capito piccola? Devi riprenderti perché io appena starai bene io ti sposerò: voglio che tu sia mia per sempre! Che me ne faccio della vita se invece ti perdo? Non puoi lasciarmi proprio ora! Salviamo la terra e perdo te? Che senso ha? Poi, devi rifarti anche perché da che ci siamo messi insieme mi hai fatto soffrire le pene dell'inferno! Hai giocato con quello che provo per te in tutti i modi, ed ora mi abbandoni? Sapevi quanto sono attratto dalla tua bellezza, dal tuo corpo, e tu ci giocavi con la tua sensualità facendomi impazzire perché non sei ancora mia e potevo solo guardarti. E ti giuro che per me è stato uno sforzo titanico. Ti sei sfregata le corna su di me mille volte e non le potevo toccare. Ti sei mossa, vestita e mi hai guardato in modo da farmi morire. Quanto mi piaceva fissare le tue gambe e le tue minigonne che mettevi apposta per provocarmi! Poi non ti immagini quanto stavo bene potendomi perdere nell'azzurro dei tuoi occhi! Ora io ti voglio solo per me! Ti devi, anzi, ti ordino di reagire perché io ti voglio potere amare per tutta la vita! Mi sono promesso di sposarti per recuperare tutto questo. Quindi se mi lasci non ti potrei mai perdonare! Ora metticela tutta e di a quelle celluline pigre di darsi una mossa! Qui c'è un terrestre che rivuole indietro la loro padrona!" e qualche lacrima gli solca il viso.
Roby si stringe la testa fra le mani poi si alza in piedi. Solo adesso si accorge che le due mamme sono uscite dalla stanza lasciandolo solo con Rieka. Un'ultima occhiata all'amore della sua vita, un'ultima carezza e poi esce anche lui.
Passa inesorabile il tempo, ma i dati della paziente continuano a non variare. Roby e Urami non si allontanano ormai più di tanto dall'infermeria andando di tanto in tanto a vedere la ragazza. Roby in particolare torna a fissare il profilo di Rieka per cogliere qualsiasi minima reazione e intanto le parla, le proclama il suo infinito amore e le racconta di come si sono conosciuti, di come lui si sia innamorato subito di lei e poi dei bei momenti che hanno trascorso insieme. Dei regali che si sono fatti, delle strette al cuore che sente ogni volta che anche solo la pensa. In questo modo passano lentamente ore interminabili di un'attesa ormai sempre più senza speranza. Infatti comincia ad avvicinarsi inesorabilmente anche l'ora del non ritorno, cioè il lasso di tempo oltre il quale, se Rieka non reagisce, è matematico che non ce la farà: sicuramente dovrà rimanere agganciata, per vivere, a quella macchina senza speranze di una vita normale. Questo fa crescere tensione e ansia in tutti, compreso il pianeta Arcadia che vive questa angoscia per la principessa insieme ai famigliari.
Non mancano messaggi via sub spazio che raggiungono l'astronave dei molti che sono in attesa di notizie della loro stravagante principessa, che ora ha accresciuto il suo consenso popolare avendo messo in gioco se stessa per difendere il suo amore.
Sono più di due giorni ormai che chi ama quella ragazza vive con il terrore di perderla. Mentre Rossana a causa di quello stress che non riesce più a sopportare è tornata sulla terra, Roby resta lì sull'astronave al fianco di Rieka per parlarle. Il panico del giovane terrestre innamorato cresce e per questo Roby intensifica le piccole frasi che sussurra alla fidanzata nell'orecchio, come se quelle frasi fossero una medicina miracolosa o forse nella speranza che lo siano per davvero. Infatti più passa il tempo più per lui quella donna tanto amata si allontana dalla sua vita per sempre. Anche Urami non è da meno in quanto all'alternare stati di ansia, con quelli di pianto abbracciata al marito, a momenti di speranza parlando alla figlia inconscia.
Nella testa di Roby, ormai dopo tanto tempo trascorso in quell'infermeria, rimbombano nella sua testa come se fossero scanditi da una grossa campana, quei continui bip, bip dell'apparecchiatura di controllo che scandisce con regolarità matematica i lenti battiti cardiaci della paziente, rendendo quel suono ormai pesantemente insopportabile. Soprattutto ora che stanno addirittura cominciando ad aumentare leggermente. Roby guarda quel pannello per l'ennesima volta. E in effetti il cuore della fidanzata è da alcuni minuti che ha fatto una variazione, piccola, ma c'è.
"Come?... Aumenta cosa?... Che succede? ..." pensa colpito da un forte tremito Roby, che in quel momento è lì da solo e vive tre fasi di shock. Primo: si sente fortemente stordito perché non realizza quello che vede, il cervello gli dice che qualcosa di importante succede, ma non ne comprende bene l'importanza.
Secondo: improvvisamente una scarica di adrenalina e d'ansia lo fa quasi venire meno per un'emozione enorme che lo pervade. Si sente per un attimo il cuore che fa alcuni battiti particolarmente forti e come rallentati.
Terzo: ripreso dallo shock, realizza che un barlume di speranza si sta accendendo e d'istinto schizza verso l'ingresso dell'infermeria. C'è da dire che le porte automatiche progettate dagli arcadiani prevedono uno scorrimento per l'apertura e la chiusura abbastanza rapida. Ma, evidentemente, non era stato preso in considerazione quanto corre veloce un terrestre innamorato perso e che non pensa troppo a quello che fa. Conseguenza: Roby si schianta nella porta semiaperta. L'impatto e il conseguente dolore a tutto un lato del viso ovviamente non lo fermano! Roby, tenendosi il naso dolorante, esce e urla per tutto il corridoio con quanto fiato ha.
"DOTTORE! DOTTORE!"
Ma non aspetta che qualcuno risponda e parte di corsa all'impazzata verso l'alloggio del medico situato poco lontano da lì. Medico che però stava arrivando, ed è proprio dietro l'angolo di un incrocio fra quel corridoio e uno secondario. L'urto è inevitabile ed anche abbastanza violento.
"Calma ragazzo! - dice il dottore scosso dallo spavento e dall'impatto - So della variazione delle condizioni di Rieka e sto andando a controllare."
"È un miglioramento, vero? È un miglioramento, vero? Mi dica di si!" chiede ripetutamente speranzoso Roby intanto che, insieme al dottore, si incammina a lunghi passi verso l'infermeria.
"Probabile! Ma prima devo controllare il perché dell'aumento dei battiti cardiaci. Non è detto che sia una cosa positiva! Devo controllare!" ribatte il dottore che quasi sta correndo per arrivare all'infermeria.
"Tipico dei medici! - sbotta Roby ansimando - Non si sbilanciano mai. Incredibile: anche nel futuro fanno sempre così!"
Nel mentre sono arrivati in infermeria. Urami e Ceso sono già lì, si sono fatti tele trasferire sul posto per accorciare i tempi ansiosi di sapere. Il medico cerca di nascondere un tenue sorriso spontaneo dovuto alla gioia che comincia a pervaderlo, si vuole trattenere perché in fondo anche lui comunque non sa bene cosa sta succedendo, e quindi non vuole sbilanciarsi. Così saluta i reali con un rapido piccolo inchino con la testa e corre dal letto di Rieka. Comincia, in un tesissimo silenzio, a pigiare tasti a ripetizione per effettuare le varie analisi e controlli.
Passano alcuni lunghi interminabili minuti poi si ode la voce femminile del computer.
"Diagnosi completate. Risultato: aumento dell'attività cellulare e del metabolismo del zero punto tre percento, energoti stabili, rilevato minimo aumento dell'energia statica in plasma del uno punto uno percento. Forza fisica in aumento del uno virgola cinque percento in costante crescita del zero virgola zero cinque percento al minuto. Fasi vitali in minima crescita del zero virgola uno percento."
Il dottore si gira e vede gli occhi di alcuni speranzosi e alcuni altri, come quelli di Urami, pieni di lacrime che lo fissano colmi di gioia per quel messaggio. A questo punto comunica ufficialmente la prognosi del medico.
"Signori, sono lieto i comunicare che a quanto pare la nostra cara principessa ha una piccolissima reazione: ora ci sono buone speranze che ce la faccia, diciamo un settanta percento. Molto dipenderà dalle prossime ore. Il fisico sta rispondendo alle cure anche se per ora davvero molto lentamente. Gli energoti assorbono ancora l'energia del campo energetico, ma una piccola parte ha cominciato a rispondere nel modo giusto. Però non possiamo cantare definitivamente vittoria!"
"Ma è fuori pericolo, vero? Non c'è il pericolo di una ricaduta, vero?" chiede Urami sorridente e piangendo di gioia.
"Si, parlando più da uomo che da medico potrei dire che è quasi certo, una ricaduta la escluderei. - replica il dottore - Gli energoti che hanno cominciato a lavorare si moltiplicheranno e andranno a sostituire quelli che invece non fanno nulla. Quindi direi che dovrebbe farcela anche se ci vorrà ancora tempo prima che riprenda conoscenza e che recuperi del tutto lo shock. Comunque non posso sapere ancora con certezza se il corpo ha subito dei danni permanenti. Quello che mi preoccupa è il cervello."
"Ormai a questo punto penso che l'importante è che si salvi. Il cervello possiamo in parte curarlo." replica Ceso che intanto insieme alla moglie e a Roby si mettono attorno al letto di Rieka.
"Presto piccola Kay saremo insieme per festeggiare la fine della crisi atomica. - le sussurra Roby accovacciandosi e parlandogli vicino all'orecchio - E poi penseremo a quel nostro progetto. Tu pensa solo a guarire."
"Su, su. Tutti fuori adesso, non affatichiamola, deve ancora recuperare molto. Le visite sono finite!" dice il dottore letteralmente spingendo fuori i tre. Tutti escono comunque contenti: Rieka ce la farà.
La notizia viene divulgata immediatamente ai vari mezzi di informazione sia della coalizione dei pianeti, che terrestri, i quali non perdono tempo di interrompere praticamente tutti i programmi per trasmettere il comunicato stampa dell'incaricato ai rapporti con gli alieni. Anche se viene detto chiaramente che Rieka non è del tutto fuori pericolo, tutti al sentire la notizia tirano un respiro di sollievo. Sparisce automaticamente anche il timore che, se se succedeva qualche cosa alla figlia del re, addio aiuti e addio umanità. Si scatena così la guerra mediatica dei Tg speciali per discutere e cercare di tenere aggiornata anche la situazione dei lavori di spegnimento della centrale che ora continuano con rinnovata energia.
Lavori che nonostante tutto non hanno subito ritardi e ormai sono arrivati al momento cruciale: lo smorzamento della reazione nucleare per inibizione. Giorno previsto per l'attivazione del campo inibente: due giorni dopo. Gli amplificatori di campo che sono stati piazzati per creare il campo inibente tutt'intorno alla centrale, ormai sono stati piazzati. Devono essere però collaudati, calibrati e si devono fare le misurazioni per vedere se sono alla debita distanza, visto che la tolleranza è di pochi millimetri.
Ora che di lavori pericolosi e particolari non se ne svolgono più, in accordo con le autorità terrestri gli arcadiani hanno organizzato delle visite guidate, in quanto non c'è a questo punto nessun pericolo, all'area esterna della centrale. Il motivo è non solo quello di fare vedere cosa si sta facendo, ma anche portare la gente a conoscere più da vicino gli alieni e abbattere la naturale diffidenza per una popolazione così tanto più evoluta e quindi, per molti, potenzialmente pericolosa. Si vuole così anche abituare i terrestri ad aprire la mete e a capire che il condividere con altri porta a dei benefici e al progresso. Si spera spariscano anche quei gruppi anti invasione che affiorano nel mondo e che possono creare non pochi problemi come le recenti esperienze dimostrano.
Per questo, oltre alla visita guidata della centrale, vengono organizzati incontri e scambi culturali fra terrestri e alieni. Intorno alla centrale così sorgono stand sia di terrestri che di alieni di ogni tipo: letteratura, gastronomia, storia, musica, eccetera. Un vero scambio di culture sotto tutti gli aspetti.
Si cominciano a programmare in ogni parte del mondo viaggi organizzati per la visita attorno alla centrale, sia per prima che dopo lo spegnimento. Adesso quell'area desertica africana così desertica non lo è più visto il confluire di migliaia di persone di ogni nazione e razza e il sorgere, per ospitare e organizzare il tutto, di ogni tipo di costruzione prefabbricata. L'unico che non avrebbe problemi a vedere tutto quello che succede è Roby, che invece non vuole godersi quell'avvenimento storico e mondiale in quanto non scende dalla nave madre in attesa del risveglio della sua amata.
Soprattutto non vuole perdersi un altro particolare avvenimento: il giudizio che riceveranno i manigoldi responsabili degli ultimi avvenimenti. Insieme al re anche lui non vede l'ora di fargli pagare lo scotto appena passato. Perciò visto che deve ancora aspettare, insieme a Ceso e ad alcuni altri va alla cella dei detenuti. Arrivati lì davanti Ceso guarda quei delinquenti con una faccia truce e severa tanto che mette i malviventi in soggezione.
"Bene, bene! - esclama poi il re con un sorriso beffardo - Ora sappiamo come sono andate le cose e ora voi dovete pagare per quello che avete fatto. Queste sono le nostre leggi! Ad un danno equivale una eguale punizione che compensi il danno fatto."
Il capo della banda ostenta fierezza e arroganza. "Morta la piccola orecchiuta? Non mi interessa quello che mi farete, popolo cornuto! Il tutto testimonierà che avevo ragione! Siete dei barbari!"
"Pensa quello che vuoi! - replica il re - Ma ti informo che oltre a non essere riuscito ad uccidere nessuno, a testimonianza che sei tu il criminale in questa storia e sei anche un perfetto imbranato, ora sarai odiato insieme alla tua cricca da tutto il tuo pianeta: infatti vi hanno consegnato a noi. Pensa: credevate di essere gli eroi del vostro mondo, ed ora il vostro mondo non vi vuole neanche più come componenti della vostra razza! Ripudiati da tutti. Bel risultato che hai ottenuto! Sei un genio! Così adesso sei legalmente sotto la nostra giurisdizione grazie proprio a quelli che ti dovevano acclamare come eroe. Complimenti, gran bel fiasco! Mai vista una fine più umiliante in tanti anni di diplomazia in decine di mondi diversi!"
Ora interviene un altro arcadiano che insieme a Ceso e Roby era andato lì: "La informo che secondo la nostra giurisdizione, il rapimento e il tentato omicidio sono passibili di tre anni di lavori forzati sul pianeta Pasani nel gruppo di detenzione Gikan. Dovrete guadagnarvi il pane e la vita lavorando. Vedete, come già accennato, da noi chi commette reati deve restituire il maltolto con un piccolo interesse per i danni morali causati o, comunque, riparare in un qualche modo al danno causato, sempre con gli stessi interessi da donare alla persona offesa. Inoltre tale individuo non deve pesare su chi lavora onestamente, quindi niente carceri di lusso a spese degli onesti. Mangerete solo se lavorerete e sarete liberi solo dopo che avrete pagato la vostra pena! Speriamo inoltre che il lavoro forzato sarà una lezione pratica che vi aiuti a capire il male che avete fatto passare agli altri. Una piccola clausola: se non dimostrerete una certa buona volontà, voi di lì non ne uscirete mai più!"
Ceso da la conferma: "La decisione è stata presa, e la condanna ha effetto immediato!"
"Voglio il mio avvocato, che giustizia è?" urla uno della banda scattando in piedi, ma inutilmente.
"A mia figlia che ha rischiato la vita ed ora forse dei danni cerebrali, gli avete concesso l'avvocato? Le prove e l'intenzionalità delle vostre azioni criminali sono lampanti e inoppugnabili! Eseguite la sentenza!" risponde Ceso.
Il trasferimento su una piccola nave da trasporto è immediato e dopo pochi istanti i malviventi si ritrovano in viaggio a Rav12 per il pianeta che li ospiterà durante la loro detenzione e tentativo di recupero.
Passa quasi l'intero giorno quando il dottore chiama i reali e Roby all'interfono.
"Venite in infermeria, Rieka si è svegliata!"
Questione di attimi. Roby corre a più non posso per i corridoi ma viene superato da Urami che, come gli consente la sua razza, può muoversi volando. Arrivata in infermeria attende comunque il futuro genero che arriva dopo pochi secondi.
"Forza entra tu per primo!" lo esorta lei.
"No. - replica Roby che si appoggia con una mano alla parete e si piega in due ansimando pesantemente - Lei è la madre, deve entrare prima lei!"
"Ho capito, - sorride Urami prendendo Roby sotto braccio - entriamo insieme." e così fanno.
La cosa che si nota subito appena entrati è l'enorme sorriso del dottore.
"Regina! Sono lieto di dirle che sua figlia ha appena ripreso conoscenza. Fra poco potrò fare altri esami per vedere se il fisico e in particolare il cervello hanno subito dei danni. Comunque il peggio sembra passato e senza grossi problemi!"
"Possiamo parlarci?" chiede la sovrana.
"Certo, ma fino a domani per precauzione non la farò alzare. Le parlerete impedendole di muovere anche solo un dito e di mettersi a sedere: deve rimanere sdraiata e immobile." replica il medico mentre si avvicina al letto di Rieka.
Intanto è arrivato anche Ceso, così il medico sposta la tenda che contorna il letto dove Rieka, sdraiata e ora sveglia, ha ascoltato la conversazione. È ancora avvolta dal campo energetico, anche se al minimo della potenza per spronare il fisico a tornare a diventare autonomo.
"Allora mi avrete con voi ancora per un pezzo! Almeno così sembra." Dice la ragazza con una flebile voce e accennando un sorriso.
Roby, alleggerito dall'angoscia, sfoga un miscuglio di emozioni che vanno dalla gioia incontenibile alla rabbia per il pericolo a cui Rieka si è esposta per lui. Ne esce una smorfia in viso e una voce strozzata in gola che a fatica fa capire le parole.
"Ma che mi combini? Ti rendi conto che è già la seconda volta che rischio di perderti?"
Rieka con quel filo di voce e un timido accenno di sarcasmo replica: "È il modo di dire grazie dei terrestri?"
Roby sorride, avvicina il suo volto a quello della ragazza, le accarezza il viso e le dice: "Io ti sono infinitamente grato, e per questo ti amo ancora di più e non ti lascerò per niente al mondo. Però d'ora in poi ti vieto categoricamente di farmi altri scherzi del genere. Non voglio un vostro cuore artificiale alla mia età."
Rieka gira leggermente la testa verso di lui: "Non potevo lasciare che ti uccidessero così. Allora mi sono detta: perché non andarlo a prendere, questi terrestri sono troppo lenti... - poi fa una pausa a causa delle poche forze e continua - Sembrerò ridicola ma mi fai un piacere?"
Roby è sorpreso: "Certo Kay, dimmi!"
Rieka sorride, guarda in alto: "Sento una fame incredibile. Domani mi fai trovare un bel piatto di ezamorpo con un bel po' di pilka sopra?"
Roby sorride alla richiesta poi dice: "Certo piccola, ti faccio trovare tutto quello che vuoi!"
"Ora ti voglio anche più bene." risponde Rieka che però viene interrotta dal Dottore che interrompe la visita.
"Forza! Ora basta. È sveglia da troppo poco tempo e non può stancarsi. Domani mattina sarà in piedi e potrete dirvi tutto quello che vi pare. Ora, sire e consorte, scusatemi ma vi devo fare uscire. Roby, saluti anche a te ... ma ora fuori!"
"Scusi dottore. - dice Roby prima di uscire al medico - Rieka mi ha chiesto del cibo. È normale? Neppure si alza! Non è che il suo cervello abbia qualche problema?"
"No! Assolutamente! Anzi è un buon segno! - risponde il medico sorridendo - Il fisico di Rieka non solo deve recuperare dal punto di vista energetico, ma lo sforzo che l'organismo sta facendo lo porta a dovere recuperare anche dal punto di vista vitaminico. Rieka per almeno una settimana dovrà nutrirsi e parecchio per stare in piedi. Pensa che in questi giorni ha perso ben quattro chili. Visto quanto è magra li deve recuperare tutti quanti e al più presto, solo allora sarà finita la cura. Falla mangiare parecchio in questi giorni, chiaro?"
"A me una cura così non l'hanno mai prescritta! - ragiona a voce alta Roby che è un ragazzo d'appetito notevole - Comunque, grazie dottore. A domani."
Urami, Ceso e Roby salutano Rieka con una mano ed escono ringraziando il dottore dell'ottimo lavoro. Una volta fuori i tre si abbracciano e ci scappa anche qualche lacrimuccia da parte di Urami, felice di sapere che riavrà la figlia sana e salva. Anche Roby è commosso e non vede l'ora di divulgare la notizia. Sotto questo aspetto ci si da subito da fare: per quel che riguarda le autorità ci penseranno i reali, Roby si incarica di dirlo subito alla madre, che non se l'è sentita di tornare lì, e agli amici. Così si avvia alla sala del trasferitore e torna finalmente a casa sua.
Nella fretta si fa trasferire nell'androne dell'ingresso del suo condominio, così gli tocca fare le scale. Come un lampo si avvia verso l'appartamento della madre. Come apre la porta di casa urla come una furia: "Mamma, mamma! Rieka si è svegliata! Mamma?"
La madre salta fuori dalla cucina asciugandosi le mani nel grembiule: "Davvero? È una notizia meravigliosa! Dai, sto sistemando la cucina vieni di la e raccontami tutto."
Roby così si siede lì in cucina mentre la madre riprende i lavori e lei gli confessa: "Sono davvero contenta per te. Ormai ho avuto più paura per te adesso, che quando ti avevano rapito: se succedeva qualche cosa a Rieka penso che anche a te sarebbe venuto un accidente. Penso di non averti mai visto andare così fuori di testa per una donna in tutta la tua vita!"
"Sai mamma, - riflette Roby - forse i tuoi timori non erano infondati. Un po' mi imbarazzo a dirlo ma ... mamma, devo confessarti che io amo quella donna in un modo davvero unico. Ha dei difetti, per carità, ogni tanto tira fuori un caratterino che ti fa davvero saltare i nervi. Ma sono contento di sopportare ogni tanto quel suo modo di fare perché lei mi ricambia sempre con gesti e dimostrazioni di affetto che mi fanno davvero felice. Con lei sto bene e mi fa sentire importante e responsabile. È meraviglioso! Credimi: lei mi è entrata dentro, il solo pensarla mi emoziona. Non ho mai provato niente di simile! Sarà perché è aliena ... Bo!"
La conversazione viene interrotta dal telefono che squilla. Roby risponde. Sono i suoi amici che dai vari mezzi di informazione hanno appena sentito che Rieka sta meglio e chiedono altre notizie. Dato che ora non deve fare altro che aspettare, accetta l'invito degli amici di trovarsi ad un pub dove vanno di solito per festeggiare la soluzione positiva di questa crisi.
Così Roby, dopo avere pranzato dalla madre, si ritrova insieme ad altri cinque amici al pub per bere qualche cosa e festeggiare così con birra e salatini.
La giornata lentamente volge al termine e l'ansia passata si fa sentire. Roby, anche se sa che Rieka si riprenderà, non vede l'ora di riabbracciarla e di baciarla di nuovo e rimane con una certa agitazione. Così, dopo avere lasciato gli amici, per scaricarsi un po' gironzola a piedi nel centro della città, pensando agli ultimi avvenimenti e anche a come può mostrare gratitudine alla donna che ha rischiato tanto per lui. Niente di meglio che un bel regalo!
Il brutto dei regali è sempre lo stesso identico problema: quale fare? Fiori, gioielli, abiti. Gli balena in testa anche di regalarle un completino intimo, ma visto la morale della fidanzata e il fatto che non sono ancora sposati teme che la cosa venga presa come inappropriata e offensiva, anche se il desiderio di vedere quel bel corpo con addosso solo un intimo elegante non gli dispiacerebbe affatto.
Ma poi passa davanti ad un negozio di peluche e lì ha l'ispirazione. Rieka adora i peluche, su Arcadia gliene ha già regalati diversi ma di terrestri mai, e quindi, a costo di ripetersi, ne prende uno di circa quaranta cm di altezza, un cagnolone enorme, seduto, molto morbido. Poi onde evitare appunto l'essere ripetitivo, va anche in una gioielleria e compra una catenina con un bel pendente a forma di farfalla in oro bianco e le ali contornate da zirconi, visto che la fidanzata ama molto gli animali. Si fa fare un pacchettino regalo e lo appende con un nastro colorato al collo del cane di peluche.
Entusiasmato dell'idea che ha avuto, anche se di molto alleggerito nelle finanze, porta il tutto a casa e si butta in poltrona pensando all'effetto che avrà quel regalo sulla sua amata, e intanto guarda curioso cosa dicono in TV degli ultimi avvenimenti. Solo adesso che è lì seduto si accorge anche di quanto cominci ad essere stanco. Ora infatti che finalmente si rilassa, tutto lo stress e le notti in bianco chiedono pegno al fisico. E mentre guarda la TV, dove nel telegiornale si parla e riparla della situazione alla centrale e di come tutti i terrestri siano felici del fatto che ora la figlia del re stia meglio, le palpebre diventano un peso insopportabile da tenere ancora alzato, così il giovane cede a Morfeo e si addormenta sulla poltrona.
Quanto sia scomodo dormire tutta una notte su una poltrona, Roby lo impara la mattina seguente quando sulle otto suona il delan che ha al polso per una chiamata in arrivo.
"Hai, hai, hai... - sono infatti le sue prime parole cercando di muoversi e riscontrando che non c'è giuntura che non sia indolenzita - Ma chi è?" Si chiede.
"Che fai? Ancora dormi? - risponde la voce dall'altra parte - Qua c'è qualcuno che ti aspetta. Dai, vieni su!"
Roby preso da una irrefrenabile frenesia non sta tanto a pensare di chi fosse quel messaggio ed essendo ancora vestito, si da solo un'occhiata allo specchio e risponde: "Arrivo subito! Sono già pronto! Portatemi su subito!"
Nonostante le indolenziture, pochi attimi e Roby appare in sala teletrasferitore, saluta alla svelta l'addetto e parte di corsa verso l'infermeria. Il desiderio di rivedere in piedi la fidanzata, fa correre Roby all'impazzata per i corridoi. Per fare le curve, spesso ad angolo retto, si aiuta buttando le mani sulle pareti senza curarsi di cosa andava a toccare, e alcune volte su quelle pareti ci possono essere importanti comandi dell'astronave!
Arriva così in volata davanti all'infermeria dove gli tocca frenare bruscamente per non schiantarsi nuovamente sulla porta d'ingresso. Appena questa, aprendosi, lascia un varco sufficiente per passare, Roby si infila. Davanti a lui si ritrova Ceso, Urami e il dottore con Rieka, che è stata spostata lì dalla stanza di isolamento, in piedi e appoggiata a lui vestita con il geral.
"Rieka! Piccola mia!" esclama Roby, fra un affanno e l'altro, avvicinandosi ai due e non prendendo neppure in considerazione i reali di arcadia.
"Piano ragazzo! - lo frena il dottore - Dico a te quello che ho detto a loro: Rieka è ancora molto, molto debole e appena sta in piedi. Quindi trattala delicatamente."
"Non si preoccupi dottore, la coccolerò come non mai! - risponde Roby con la gioia che gli sprizza dagli occhi, poi allunga le braccia - Vieni piccola mia."
Rieka lascia l'appoggio del dottore e con passo incerto va incontro al fidanzato, come un bimbo che impara a camminare va verso il genitore.
"Ora ho un motivo in più per abbracciarti!" dice Rieka appoggiando le mani sulle spalle del fidanzato e guardandolo negli occhi.
È in quel momento che lei si rende veramente conto di quanto gli sia mancato l'abbraccio e la compagnia di quel terrestre, di cosa avevano rischiato in quegli ultimi giorni e gli occhi gli si arrossano un po'. Anche Roby sente questo e vedendola così non riesce a dire nulla ma semplicemente avvicina il suo viso a quello di Rieka e la bacia abbracciandola e stringendola a sé.
"Ehm! Ehm! Scusate il disturbo. - interrompe il dottore con non poco imbarazzo - Ma vorrei ricordarvi che Rieka ora deve cominciare la terapia: deve cominciare a nutrirsi prima che può, anche se non deve esagerare, e ogni volta che ha fame. Mi raccomando: cibi sani e soprattutto nutrienti!"
"In effetti, - dice Rieka - ho una fame che non sto dritta!"
"Andiamo al ristorante allora.- dice Roby avviandosi all'uscita - Grazie dottore, lei è il migliore! Chiedo scusa Ceso ma porto sua figlia in ... ‘terapia'!" dice Roby guardando i probabili suoceri ed uscendo poi con Rieka sotto braccio.
Tale l'emozione e il desiderio di stare di nuovo con la sua fidanzata che Roby l'ha portata via dai genitori senza quasi calcolarli. Ma loro si guardano sorridono e capiscono la cosa.
Nel breve tragitto verso la sala da pranzo non si dicono niente ma stanno solo abbracciati forte: Rieka come sua abitudine tiene la testa appoggiata alla spalla di lui sfregando un cornino al suo braccio, cosa che fa impazzire il fidanzato, e lui la tiene stretta abbracciandola stretta alla spalla.
"Mi sento pesante! - si lamenta Rieka - Ho una gran voglia di volare ma mi sembra di pesare un quintale!"
"Posso immaginare: praticamente di solito non tocchi mai terra. - risponde Roby - Ma per un po' non devi sforzarti, quindi niente volo e niente scossoni!"
"Hai ragione. - dice lei girandosi ma subito incespica a causa della debolezza sui suoi stessi piedi, e quasi casca a terra, se non fosse per Roby che la regge. - Ma tu guarda come sono goffa, non sto neanche più in piedi. Mi sento così pesante sulle gambe! È davvero deprimente." si lamenta ancora Rieka.
Roby sorride: "Immagino come deve essere avvilente per chi sa volare non riuscire neanche a stare in piedi. Ma fra poco potrai alzarti da terra come hai sempre fatto. Ci vuole proprio una bella porzione di ezamorpo condito con molta pilka e passa tutto!"
I due si avvicinano alla porta della sala da pranzo. Questa inizia automaticamente a scorrere aprendo alla vista la grande stanza dove c'è un'ampia tavola imbandita con un mucchio di gente attorno che, appena vedono Rieka, si alzano in piedi e dicono in coro: "Benvenuta di nuovo tra noi principessa!"
Rieka ha il viso allibito ma felice dalla sorpresa, anche per il fatto che è solo metà mattina e non è certo l'ora di pranzo: questo vuol dire che tutti per aiutarla nella sua ‘cura' hanno anticipato il pranzo per organizzare quella festa in suo onore. Attorno a quella tavola ci sono proprio tutti: dai parenti stretti alle amiche che le vanno incontro salutandola e festeggiando. Arrivati anche i genitori segue una sontuosa cena dove, anche se ha cercato di non fare la figura della mangiona, Rieka si è spolverata diverse porzioni ci cibo, dolci compresi di cui va ghiotta, tanto che ora è ben più che sazia.
È a questo punto che Ceso si alza e fa un annuncio: "Sono lieto di dare due buone notizie: la prima, è che come abbiamo visto mia figlia, e quindi la nostra principessa, si sta rimettendo dopo aver coraggiosamente salvato il nostro eroe terrestre e nonché suo fidanzato. La seconda è che i lavori di posizionamento degli emettitori del campo di smorzamento attorno alla centrale sono terminati, sono stati testati e tutto va alla perfezione. Oggi e domani si può dare inizio allo spegnimento della centrale terrestre. I terrestri ci hanno proposto di portare, se in condizione di farlo, proprio Rieka e renderla partecipe alla cerimonia anche perché desiderano scusarsi dell'incidente. Che dici Rieka desideri partecipare? Te la senti?"
"E c'è bisogno di chiederlo? - risponde lei - Io non voglio mancare per nessun motivo ad un evento che significa la salvezza di un intero pianeta!"
"Ce la farai a stare in piedi per tutto il tempo?" chiede preoccupato Roby.
Rieka è entusiasta e non ci sta tanto a pensare: "Certo! Un altro paio di mangiate così e di certo avrò la forza per tenermi su."
"Poi ci sono sempre io al tuo fianco. - dice Roby fiero - Se hai dei problemi appoggiati a me!"
"Tesoro che sei!" risponde Rieka dandogli un bacio sulla guancia e prendendogli la mano. Come mancavano a Roby quei piccoli gesti e quei piccoli contatti: sente sempre più che non potrà davvero fare a meno di quell'essere davvero speciale.
PER SEMPRE
Finito il pranzo, le chiacchiere, il ragionare sui programmi del giorno e i racconti sul salvataggio, è già primo pomeriggio. Rieka vuole andare sulla terra per farsi un giro rilassante e a trovare Rossana, con la quale ha ormai stretto una buona relazione. Così, presi alcuni abiti più consoni per girare sulla terra, il geral attira troppo l'attenzione, vanno al teletrasferitore. Da lì si fanno portare direttamente nel corridoio di ingresso del condominio di Roby.
Salgono le scale ed entrano, Roby per primo urla: "Ciao mamma! Ci sei?"
Rossana immagina subito sentendo il figlio e i passi, che ci sia anche Rieka e, lasciate le solita faccende domestiche, corre in salotto.
"Rieka! - esclama felice correndole incontro e abbracciandola forte - Come sono contenta di rivederti. Ho passato una paura che non ti immagini. Delle ore di angoscia..." e scoppia in lacrime.
Rieka la consola mentre si vanno a sedere sul divano. Roby rimane lì di stucco pensando per un attimo di essere trasparente visto che la madre manco lo ha guardato. Così con passo lento si siede sul divano al fianco di Rieka e di fronte alla madre che solo adesso e fra le lacrime del suo pianto liberatorio, lo saluta: "Scusa Roby, - gli dice - ma ero così felice di rivedere Rieka che non ho resistito. - poi rivolta alla ragazza prendendole e stringendole forte una mano - Tu hai salvato mio figlio e io ti sarò per sempre grata. Cosa poso fare per te?"
"Assolutamente nulla. - dice Rieka anche lei con gli occhi rossi - Io l'ho fatto perché amo suo figlio e non potevo permettere che gli si facesse del male."
"Allora? Al telegiornale hanno detto che è tutto pronto. - continua Rossana cambiando discorso per riprendersi un po' - Domani ci spegnete quel ‘coso' assassino!"
"Si, tutto è pronto. - spiega Rieka - Domattina alle dieci e trenta inizieranno le operazioni di spegnimento con tanto di cerimonia e festeggiamenti."
"Sai mamma, - interviene anche Roby - sarà proprio Rieka ad attivare il tutto!"
"Che meraviglia! Sarai di nuovo su tutte le tv del mondo!" esulta Rossana.
"Ormai mi ci dovrò abituare. - Esclama la ragazza - per un motivo o per un'altro sono sempre davanti ad una vostra telecamera. - poi si blocca e si sfrega la pancia - Mi vergogno un po' a chiederlo, ma ... mica avrebbe un qualche cosa da mangiare."
Rossana rimane un attimo perplessa ma Roby spiega.
"Sai, per riprendersi dallo shock subito, ora deve recuperare mangiando molto. Ha il fisico che deve ricostituirsi ... e ... mamma .... Dove corri?"
"State lì che ci penso io!"
Rossana non attende neppure la fine del discorso che, premurosa come sempre, parte a grandi passi per la cucina e tira fuori ogni ben di Dio dal frigorifero, apparecchia e dopo una ventina di minuti porta il tutto in tavola.
Roby attende che Rieka finisca di nuovo di mangiare e poi porta la fidanzata nella sua stanza, dicendole che vuole una sua opinione su una cosa. Lei non sospettando nulla, lo segue tranquilla. Poi una volta che Roby apre la porta della camera, le indica il grande peluche che è sul suo letto e le dice: "Senti, che ne pensi, lo vuoi adottare?"
"Che bello! - esclama Rieka anche se non capisce bene di che animale si tratti - Come sempre sei un amore Tesy! - e lo va subito a toccare eccitata - È morbidissimo! Proprio carino! Ma... questo pacchetto appeso al collo che cos'è?... Tesy? Di che si tratta?" dice prendendo in mano la scatolina confezionata da regalo che Roby ha appeso al collo del peluche.
Lei però, come suo carattere, non aspetta la risposta ma, curiosa, spacchetta la scatolina e tira fuori la collanina con la farfalla.
"Bella! Cos'è?... Aspetta ... Una delle vostre farfalle, vero?"
"Esatto! - risponde Roby con un grande sorriso - Con zirconi, pietre simili ai diamanti!"
"Davvero bella! Luccica da matti! - risponde lei - Sei fin troppo carino! Meriti un premio!" ma giratasi per dare un bacio al fidanzato non lo vede più. Abbassa lo sguardo ed è lì ai suoi piedi, in ginocchio.
Non arriva a dire nulla che il fidanzato la guarda e dice: "Rieka, dal primo giorno che ti ho visto io ti ho amato! Ho fatto fatica a crederlo anch'io, ma è stato così. Ora poi che già per due volte ho rischiato di perderti, ho capito ancora di più quanto ti amo profondamente. Poi, quando eri in coma in infermeria, io ho fatto una promessa che adesso voglio mantenere. Per questo, com'è usanza sul tuo pianeta, ti ho fatto due regali perché devo chiederti qui ai tuoi piedi una cosa che mi renderà l'uomo più felice dell'universo conosciuto: accetti di diventare mia moglie e vivere per sempre al mio fianco?"
Rieka, di nuovo, non se lo aspettava così presto. Sapeva che quel momento sarebbe arrivato. Infatti tutte quelle frasi che Roby le aveva detto in infermeria, lei un po' le ricordava. Ma è però per un attimo spiazzata. Tuttavia in quegli attimi, guardando il ragazzo dritto negli occhi, capisce molto più che a dire cento parole, così gli risponde: "Tesy! La mia risposta è ... si! Si, accetto con tutto il mio cuore!"
Roby si alza in piedi fissando l'aliena con gli occhi lucidi e con una gioia interiore tale che invece di saltare ed esultare lui, come al solito, si commuove. Rieka notando quella strana reazione, si avvicina al fidanzato facendo lo sguardo da gattona, si appoggia a lui che, perplesso, resta immobile e lo abbraccia molto stretto, baciandolo intensamente. Roby, stringendo a sé la sua ora futura moglie, sente di toccare il cielo con un dito: per lui il suo più grande sogno, anche se ha capito che gli darà da fare parecchio, si sta avverando! Per loro è il momento più bello della vita!
Verso sera ricevono da Ceso le istruzioni per il grande avvenimento del giorno successivo, lo spegnimento della centrale nucleare, comprese le varie formalità che saranno da rispettare. Così per non essere da subito in ritardo sul rollino di marcia della giornata, Roby e Rieka si alzano presto per prepararsi, Rossana compresa che è stata ovviamente invitata. Tutti sono poi trasferiti sull'astronave madre appena finito di vestirsi. Vista l'occasione, Rossana si è messa tutta in ghingheri come anche Roby, cosa che praticamente lui non fa quasi mai. Per l'occasione si è messo addirittura in giacca e cravatta, giacca che abbandona praticamente subito visto la temperatura decisamente elevata del deserto. Rieka, vista la sua rappresentanza, si veste con gli abiti ufficiali del suo popolo: il consueto geral con un mantello che quasi tocca terra. Questa volta però sul retro del mantello è raffigurato lo stemma della coalizione. Questo consiste in dieci pianeti in cerchio con in mezzo un sole che li illumina. Non mancano alcuni accessori come la collana che Roby le ha regalato il giorno prima e un bracciale d'oro inciso con motivi a fantasia. I capelli sono tutti tirati indietro e legati a coda di cavallo, a parte una treccina su un lato del capo tipica moda delle ragazze di arcadia (e terrestre di qualche anno fa).
I tre poi tramite il tele trasferimento si ritrovano insieme a Ceso, Urami e vari altri funzionari di Arcadia, in un ufficio blindato costruito dagli arcadiani per l'occasione e presidiato dagli alieni stessi. Quelle guardie sono protette da un'armatura leggera in Ghinom e armati di fucili a raggi stordenti ma che, se necessario, si regolano anche per essere usati come fucili a fase, capaci di fare saltare un blindato terrestre senza troppi problemi. Il tutto è situato vicino alla famosa mega centrale nucleare. In quegli uffici saranno ospitati anche molti dei principali capi di governo della terra che arrivano puntuali.
È quindi il momento di dare il via alle operazioni! Tutti all'ora concordata escono dagli uffici: prima gli arcadiani che comprendono anche Roby e Rossana, imbarazzatissima, e poi tutto il seguito: presidenti, re e regine di quasi tutto il mondo. Sono tutti particolarmente gentili e avvicinabili nel tentativo di dare una buona impressione agli alieni che li stanno per salvare.
Interessante constatare che comunque alcuni stati, anche se pochi, hanno rifiutato l'invito. Per Ceso, che parla della cosa con la moglie, sembra impossibile che anche davanti a una tale situazione alcuni governi non sono del tutto d'accordo nell'ospitare sul ‘loro pianeta' degli alieni perché potenzialmente pericolosi. I sovrani arrivano alla conclusione che anche questo va a testimoniare che del lavoro, prima di arrivare ad una unità di intenti e voleri sulla terra, ce n'è ancora tanto da fare e ne passerà ancora tanta di acqua sotto i ponti prima di arrivare all'ambito traguardo!
Roby, che fatica ad abituarsi a quelle situazioni, è come sempre estremamente teso e la tensione della madre al suo fianco non lo aiuta certo a calmarsi. Tutti in perfetto ordine salgono su diverse limousine che porteranno tutti al grande palco sovrastato da una tettoia per proteggere dal sole cocente, dove sono stati montati i comandi per operare lo spegnimento. Le auto, progettate con una particolare blindatura, serviranno anche per protezione e riuscire a passare così indenni in mezzo all'enorme folla che ormai da tempo staziona lì. Folla composta dalle troupe televisive di tutto il mondo e da migliaia di curiosi che vogliono vedere gli alieni all'opera e, se possibile, potergli parlare o toccare.
Dopo alcuni saluti e convenevoli tutti salgono sulle vetture e iniziano a velocità ridotta a coprire i circa 800 metri che le separano dal palco. A dire il vero non è che il palco serva per le operazioni di spegnimento, ma un po' di scena non guasta mai. Le forze dell'ordine a stento trattengono la folla che saluta festante e vuole un attimo di attenzione da parte di Ceso o qualche altro alieno. Poi le auto entrano nella grande area del palco che è stata ovviamente tenuta sgombera dalla gente e che è protetta anche da un campo di forza per la sicurezza di tutti. Tutti scendono dalle auto, le quali ripartono e si allontanano per lasciare lo spazio libero. Le personalità poi salgono sul grande palco e si siedono alle spalle di Ceso, Urami, Rieka e Roby si piazzano invece in piedi davanti a tutti. Davanti a loro hanno una specie di leggio in quello che sembra un metallo scuro, sul quale sono presenti degli schermi e i vari comandi che attiveranno i meccanismi per lo spegnimento della centrale. Ceso però, prima di dare il via all'operazione, vuole dire alcune parole. Dopo che un funzionario è riuscito a portare il silenzio, il sovrano di Arcadia inizia un breve discorso che viene ovviamente trasmesso in mondovisione.
"Popolo della terra. Non ho parole per descrivere l'emozione e la gioia che noi della Coalizione dei pianeti uniti abbiamo oggi di potere contribuire al salvare circa sette miliardi e mezzo di persone. Quello però che dopo questa cosa speriamo avvenga, è che questa situazione lasci una lezione indelebile nella storia, nella mente, e nei cuori di tutti voi abitanti di un così bel pianeta: perdere tutto è molto più facile di quel che si possa immaginare. Le vostre tecnologie possono aiutarvi a progredire sotto molti aspetti e anche in poco tempo, ma tali tecnologie usate come le state usando oggi sono estremamente pericolose e possono, come avete avuto esperienza, distruggere tutto il vostro mondo in poco tempo. Posso immaginare che, detto questo, molti che mi ascoltano in mondovisione ora mi giudicheranno come uno orgoglioso che vi vuole giudicare o che si vuole esaltare dall'alto del livello tecnologico che noi abbiamo raggiunto. Non è così! Anzi, la nostra tecnologia è solo secondaria e di misera importanza, perché questa da sola non da certo superiorità. Il motivo che mi spinge a dire queste cose è uno solo: avendo raggiunto il livello sociale che abbiamo, di pace, armonia e uguaglianza e avendo vissuto e compreso pienamente cosa questo significhi per il vivere di ogni giorno, noi sappiamo cosa i terrestri si stanno perdendo continuando a vivere così. Questa è la vera superiorità di un popolo: il proprio livello morale, sociale e il rispetto per tutti. Perseguite questo obbiettivo e saremo un domani un solo popolo con voi! - poi dopo una breve pausa - Ora, direi che è venuto il tempo di dare inizio allo spegnimento della mega centrale che sarà effettuato da mia figlia: Rieka. Ma prima lascio la parola al presidente di questo stato il signor Ndunga."
Ceso si fa da parte e il presidente Ndunga dello stato africano di Azibi, un nuovo stato creato nel 2064 a doc per poter fare proprio quelle installazioni, si alza e prende la parola.
"Carissimi arcadiani. Le mie parole saranno pochissime perché quello che c'era da dire e le cose su cui noi terrestri dobbiamo riflettere sono esattamente quelle che lei ha appena esposto. Voglio solo dirvi a nome della razza umana, il più sincero, sentito e profondo grazie di cuore per averci salvato da questa situazione tragica! Si, tutto il pianeta terra vi ringrazia per aver salvato la razza umana dall'estinzione. Mi faccio latore anche di coloro che, ciecamente, tutto questo ancora non lo capiscono e ci hanno creato non pochi problemi. Spero solo che quello che accadrà oggi sia un punto di partenza per tutti noi di un futuro in cui l'unità e la pace siano la meta verso cui protendersi con ogni sforzo possibile. Così non vorrei indugiare oltre e invito la principessa Rieka a dare il via alle operazioni."
Rieka, emozionantissima, si avvicina ai comandi. "Cari amici terrestri! - esordisce - Ora daremo il via alle operazioni. Il tutto si svolgerà in circa quindici minuti. Per primo sarà attivato un campo di forza esterno alla centrale, e che tutti voi potrete vedere, che proteggerà tutta l'area..."
Rieka preme il primo pulsante che avvia tutti i diffusori di campo che sono stati piazzati tanto accuratamente. La testa di questi marchingegni, simili a grossi paletti color alluminio, alti un metro e mezzo dal suolo, si illumina di una luce blu che da bassa cresce fino a cominciare a creare un alone attorno all'apparecchiatura stessa. La luminescenza si espande come un sottile velo fino ad allargarsi tanto da andare ad unirsi con le altre luminescenze prodotte dagli altri diffusori e poi anche sopra la centrale. In un paio di minuti tutta la mega centrale è coperta e circondata da una cupola di luce blu intensa.
"Fase uno terminata! Il campo di smorzamento si è formato! - esclama Rieka passando alla seconda fase premendo poi un altro pulsante dicendo - Ora il campo di forza da esterno sarà esteso fin dentro alla centrale, inibendo la reazione nucleare al suo interno spegnendola definitivamente!"
E in effetti quella grande bolla di luce blu sembra appoggiarsi sopra la centrale e poi comincia a penetrarla. Rieka, consultando un monitor che ha lì sul leggio, da quella che è la situazione riguardo allo spegnimento in tempo reale. Le informazioni si aggiornano ogni circa 2 minuti: "Reazione calata all'80%... 70%... 50%... 30%... 10%... - dice Rieka. Poi, dopo i fatidici quindici minuti, il tanto sospirato annuncio - ZERO! Amici terrestri: la centrale è completamente spenta. La reazione nucleare si è fermata completamente. Il pericolo è scongiurato. Ora provvederemo all'annullamento delle ultime radiazioni residue."
Un nuovo campo di luce, questa volta rossastro, forma un'altra cupola ed anche questa dopo qualche istante comincia ad abbassarsi e penetra nella centrale. Pochi minuti e Rieka dice esultante "Operazione riuscita. La centrale è spenta e sicura. L'operazione è terminata. Il livello delle radiazioni interne ed esterne è 0,00001. Terrestri! Ora il vostro pianeta è salvo, non avete più nulla da temere!"
Tutti, a cominciare dalle autorità mondiali li sedute, prorompono in un fragoroso applauso e non mancano le urla di gioia di molti presenti. Sembra davvero strano come certe situazioni particolarmente drammatiche che possono sconvolgere gli equilibri di un intero pianeta, in 22 minuti esatti possono essere debellate per sempre. Tutti ora continuano in quel lungo applauso felici e speranzosi. In realtà, il modo intero applaude alla riuscita dell'operazione che significherà che il genere umano avrà ancora altri anni di vita davanti a se, salvo altre gravi stupidaggini umane.
Rieka si sposta dal palco appoggiandosi a Roby, in quanto le forze gli calano: lo stare lì in piedi tutto quel tempo e con quel caldo l'ha spossata notevolmente non avendo ancora recuperato appieno le energie. Roby capendo la situazione, da un'occhiata a Ceso che anche lui capisce che la figlia deve mettersi a sedere al più presto e così fanno, intanto che un paio di discorsi pronunciati da altrettanti presidenti per informare il mondo riguardo ad alcuni accordi presi con gli alieni, concludono quella memorabile cerimonia.
Appena finito il tutto, iniziano i festeggiamenti e le visite guidate alla centrale ormai spenta per vedere e toccare da vicino ciò che avrebbe potuto fare sparire l'umanità dal pianeta terra. Poi, per la sera lì sul posto, visto che lo spazio non manca, la festa continua con un enorme cenone, con balli e fuochi d'artificio. Questa è una cosa a cui gli arcadiani non rinunciano mai: potere fare una grande festa e un grande e succulento banchetto. Ottima occasione inoltre per far si che terrestri e arcadiani possano fraternizzare e cominciarsi a vedere sempre di più come amici e non come ‘io terrestre tu alieno'.
Roby, insieme alla madre che è ancora nel più completo imbarazzo, ai reali, a Rieka e a tutto il resto dei governanti mondiali, passano quella festa in disparte in un'area dedicata solo a loro. Questa differenza, gli arcadiani e anche Roby, la trovano disdicevole non essendo abituati alle distinzioni delle classi sociali. Si sentono a disagio ma per adesso lasciano correre: per togliere certe brutte abitudini ci vuole tempo.
I festeggiamenti per molti durano fino al giorno dopo e addirittura fino quasi a mezzogiorno quando ormai, stremati, tutti si ritirano e vanno a dormire.
Roby non ha esagerato così tanto. Lui è andato a dormire verso la mezzanotte, anche perché Rieka non aveva tutte quelle energie da spendere. Ma prima di addormentarsi Roby, che ha riportato la madre a casa ed è tornato alla nave madre con la fidanzata, ragiona su come fare una certa cosa che riguarda proprio lui e Rieka.
Passata una buona notte di riposo, Roby si sveglia la mattina presto del giorno dopo. Prima cosa che fa, mentre comincia stancamente a prepararsi per la giornata, interpella il computer.
"Non voglio che mi sentano altri, mi raccomando!" gli dice con tono sommesso.
"Certo, questo è il suo programma personale. Nessun'altro può accedere alla sua banca dati." risponde la voce leggermente metallica del computer.
"Allora, ho bisogno di una informazione che deve essere il più possibile precisa. - sogghigna Roby sfregandosi le mani - Io devo sapere come su Arcadia si fa una proposta di matrimonio ... in particolare ad una principessa. Mi spiego meglio: Io gliel'ho già chiesto, cioè se mi vuole sposare, e lei mi ha già detto di si. Ora io volevo chiederle quando rendere ufficiale la cosa e iniziare i preparativi per la cerimonia."
"Allora. Se le cose stanno così, sei già a buon punto. - spiega il computer - Ora, per avviare tutto il meccanismo e le procedure per il matrimonio, la prassi classica è questa. Di solito i due promessi sposi ne parlano in anticipo, ma non è obbligatorio, infatti gli puoi fare una sorpresa, che è sempre ben accettata. Scegli una occasione opportuna e gli devi chiedere di nuovo se lei ti vuole sposare: richiesta che, essendo la seconda, indica che vuoi iniziare i preparativi per le nozze e che lei ufficialmente si deve considerare tua sposa. Le offrirai una ‘collana di pegno della promessa', così si chiama, è una cara vecchia tradizione ... sai come siamo noi con le tradizioni, no?. Deve essere una collana in oro, con due smeraldi come pendenti a simboleggiare la coppia."
"Una collana?" chiede Roby
"Si. Mentre da voi il legame è simboleggiato da un anello, da noi lo è una catenina o una collana molto semplice con solo due smeraldi che simboleggiano la coppia che si sta per unire. Ovviamente e se la risposta è affermativa, si deve poi organizzare al più presto una serata con tutti: genitori, parenti e amici dove la nuova coppia informerà della cosa ufficialmente."
"Voglio al più presto una collana di questo tipo. Solo che sulla terra mi sarà difficile trovarne. Che mi dici?" chiede preoccupato Roby.
"Propongo una capatina su Deferia, a un'oretta dalla terra a rav 12, dove si trovano ottimi gioielli. In particolare nella città di Kiano. Ti scarico i dati sul delan?"
"Si, ma ... con che ci vado? - chiede Roby perplesso - Io non ho un'astronave come Rieka!"
"Navetta a corto raggio Sinom, hangar due, pronta al decollo. Penso io ai protocolli, ovviamente tutto tenuto in segreto. Il viaggio e la messa in orbita la farà il pilota automatico. Comunque so anche tu sai già pilotare abbastanza bene."
"Non c'è problema. Trasferiscimi la!" dice ora eccitatissimo Roby.
"Direi, se mi permette, che sarebbe meglio indossasse qualche altra cosa oltre all'intimo! Sa, i Deferiani sono molto pudichi come popolo." Replica ironico il computer.
"Programmato anche per essere spiritoso? - dice Roby andando verso il bagno - Questi arcadiani mettono l'umorismo dappertutto!"
Pochi minuti e Roby è pronto e trasferito nell'hangar. Altri pochi attimi ed è sulla navetta pronta alla partenza. Sedutosi sul posto di pilotaggio, si sgancia il delan dal bracciale e lo incastra nella fessura apposita davanti a lui nella console di comando, questo per scaricare le coordinate di viaggio, e parte per Deferia. Il viaggio Roby lo passa ansiosamente girandosi e rigirandosi sulla poltrona e pensando e ripensando a cosa dire per chiedere ora ufficialmente la mando della sua amata aliena.
Passata così un'ora è lunga, comunque bene o male arriva sul pianeta. Scende alle coordinate stabilite e, tele trasferito in città, a piedi percorre un bel corso al centro di Kiano. Di gioielli ce ne sono molti e di tutti i tipi. Molte in effetti sono anche le collane con due smeraldi incastonati con la dicitura, tradotta dal delan in quanto scritta in caratteri incomprensibili: "Il più bel regalo per essere sicuri che ti dica di si."
La scelta ovviamente non è facile: le fatture di quei gioielli variano molto e spesso a Roby risultano troppo strane. Ecco un problema che non si era posto: i gusti degli alieni differiscono notevolmente da quelli terrestri! Allora pensa a cosa fare per assecondare i gusti della fidanzata. L'idea gli viene quasi immediatamente: pensa alla fattura di alcuni gioielli che ha visto addosso a Rieka, di collanine e bracciali ne ha parecchi, così un'idea se la fa. Ora continuando il suo giro per i negozi, cerca qualche cosa che, ovviamente, non sia troppo simile a quello che la fidanzata ha già ma che ne ricalchi lo stile. Gira e cammina, in una vetrina ne vede uno che sembra potere andare bene e che poi tra l'altro gli piace abbastanza anche a lui. Così entra e chiede di vederlo. Dato che anche il gioielliere gli garantisce un successo sicuro con la fidanzata, Roby lo prende. Fatto un bel pacchettino regalo, tele trasferimento sulla navetta e via, verso casa, a Rav 12.
Mentre Roby è indaffarato con il suo regalo, Rieka intanto si sveglia con non la compagna degli ultimi giorni: una fame tremenda! Si mette addosso quello che trova, cosa assai strana per lei sempre impeccabile, e legatasi i capelli per non stare lì a pettinarsi, esce dall'alloggio.
"Computer? - dice mentre va in sala mensa - Di a Roby che ci troviamo alla mensa per fare colazione. Io non ce la faccio ad aspettare."
La risposta del computer stupisce la ragazza: "Roby non è al momento sulla nave madre."
"Come? Sicuro? Dov'è andato?" chiede bloccandosi di colpo e irritata dalla cosa.
"Non ho dati sui suoi spostamenti. Non sono stati registrati." risponde freddamente il computer.
"Ma che gli è venuto in testa a quello! - sbotta indispettita, a dir poco, Rieka mentre entra in sala mensa - Che si crede che io sia? La serva? Comincia ad andarsene per i fatti suoi senza dire nulla e io devo stare qua da sola ad aspettarlo?"
"Qualche cosa che non va?" dice una voce pacata al fianco di Rieka.
Lei impaurita dall'improvviso suono, si gira di scatto lanciando un breve urlo. È l'inserviente della mensa che ha sentito quelle parole a voce alta. È un arcadiano che ha lavorato diverso tempo alle cucine del palazzo reale. Poi, stanco di lavorare sempre nello stesso posto, ha deciso di lavorare sulle navi stellari.
"Deg! Ciao! È da un po' che non ci vediamo! Ehi, mi hai messo una paura! - lamenta lei - Comunque ... niente ... questa mattina mi sono alzata e Roby aveva già preso su e se ne era andato per i fatti suoi senza dirmi nulla! La cosa non la sopporto! Quando lo becco gli faccio una ramanzina che se la ricorda! Che non pensi di cominciare a trattarmi così..."
"Pensa però prima di fare una cosa del genere. - risponde pacatamente il cuoco intanto che rimesta una pietanza - Scusa se non posso lasciare i fornelli ma devi sapere che non tutti i cibi sono preparati dal computer, molte pietanze sono sempre migliori se cucinate ancora con pentole e tegami, alla vecchia maniera, anche se molti sulle navi non lo fanno più.
"Penserò anche, ma che dovrei pensare di quello lì? - alza la voce la donna arrabbiandosi ancora di più - Adesso che vuoi dire che ha pure ragione lui?"
"Non lo so. - continua il cuoco continuando a girare la pietanza con molta calma - Ma se si é comportato così forse ha avuto un motivo particolare. Se non lo aveva mai fatto, un motivo ci sarà. Non ci avevi pensato?"
Rieka si calma un attimo: "Si, probabile, ma non mi viene in mente nulla che gli possa avere impedito di dirmi che si assentava. Mi sento ignorata!"
"Allora, dato che tu non sai come stanno le cose, - replica lui spegnendo il fornello e finalmente smettendo di girare quella pietanza - invece di affrontarlo a muso duro, parlagli dolcemente. Vedrai che lui lo apprezzerà e ti spiegherà tutto per filo e per segno. E se avesse sbagliato, sarà di certo più propenso a chiedere scusa e a non farlo mai più. Vedi, sai perché io ho continuato a lavorare nonostante tu mi stessi parlando? Potevi pensare che io ero un maleducato o che non tenevo in considerazione che parlavo con la nostra giovane principessa e quindi prendertela con me. Ma tu non sai che questo sugo, se non lo si controlla attentamente e non lo si gira in continuazione, si attacca tutto alla pentola e si brucia in pochissimo tempo, così oggi a pranzo niente Gam alle spezie per nessuno dei duecento che sono sulla nave: la maleducazione non centrava affatto! Era rispetto per chi ha fame!"
"Capisco ... - dice lei andando a prendere la colazione dal banco - Se ha fatto così forse c'è un motivo e non tutto è come sembra. Spero comunque per lui che ce l'abbia la ragione. Glielo chiederò con calma. Grazie dei tuoi buoni consigli. Ma se non ha una scusa buona ..."
"Ciao, Rieka!" è un saluto che gli proviene improvviso alle sue spalle.
Un altro urlo si diffonde per la sala mensa della nave. Rieka si gira e si ritrova le sue due amiche che la sono venuta a cercare.
"Ma vi siete tutti messi d'accordo per farmi morire di paura questa mattina?" protesta indispettita Rieka.
"Dai, niente nervosismi o ti stanchi troppo! Colazione insieme? Immagino avrai una gran fame!"
"Non te lo puoi neppure immaginare!" conferma lei.
Dopo un'abbondante colazione insieme alle amiche, Rieka comincia finalmente a sentirsi rinvigorita: ha molte più forze e comincia a sentire che presto potrà tornare a volare. Il gruppetto di ragazze si alza dal tavolo ed esce dalla sala mensa. In quel momento al delan di Rieka arriva una chiamata: è Roby. D'impulso lei nonostante i buoni consigli gli chiede gli risponde con un tono un po' brusco.
"Ma dove sei andato? Io ti aspettavo per colazione!"
"Vieni al tuo alloggio piccola mia e avrai la risposta!" risponde lui con tono pacato e quasi etereo, che lascia stupita la donna che non gli risponde neppure, chiude la comunicazione e va all'appuntamento.
Dopo poco arriva nel corridoio dove si trova il suo alloggio e davanti alla porta c'è Roby che la attende sorridente.
"Ciao..." dice lui che però viene immediatamente interrotto bruscamente da lei.
"Dove sei stato tutto questo tempo senza dire nulla? Non dico che devi dirmi ogni tuo spostamento, ma se sparisci per una mezza giornata, o quasi, non pensi che debba saperlo?"
"Oltre al fatto che non è passata mezza giornata, la risposta alla domanda è: dipende... - risponde lui - Ma preferirei parlarne dentro: è una cosa delicata e personale."
"Meglio che sia anche convincente! - replica Rieka intanto che apre la porta - Perché questa altrimenti non te la perdono!"
I due entrano e Rieka osserva incuriosita il fidanzato che non smette di sorridere e guardarla in modo strano. Lui la invita a mettersi a sedere su una sedia del salottino. Lei in quel silenzio che si crea per alcuni istanti, si sente stranamente tesa. Poi, seguendo le tradizioni tipiche di Arcadia, Roby gli si mette alle sue spalle, tira fuori la collana dalla scatolina e, alzandola, la fa passare sopra la testa di Rieka. Poi la abbassa appoggiandogliela al petto e fa per legargliela al collo allacciandola dietro. In quel mentre le dice:
"Rieka, mia amata, con questa collana io, come ti avevo promesso e come ti ho già chiesto ieri, visto che ti amo più di ogni altra cosa al mondo e perché per me sei diventata unica e speciale ti chiedo, se vuoi, che da ora in poi sia io a prendermi completamente cura di te divenendo la mia sposa."
Rieka non sa che fare: di nuovo quel terrestre brucia le tappe in modo repentino. Rieka guarda quella collana che sa bene cosa significa. Lei gli aveva già detto che si sentiva di accettare di fare quell'importante passo. E a dire il vero, cominciando a conoscere il carattere impulsivo del fidanzato, si aspettava che quel terrestre si fosse già organizzato per farle la proposta ufficiale e quindi di dovere organizzare le nozze a breve. Ma questo la colpisce nel profondo per l'ennesima volta, commossa da tutte quelle dimostrazioni d'amore che quel ragazzo le manifesta costantemente. Ora deve scegliere se tenere al collo quell'importante pegno d'amore o no.
Rieka, riflettendo un attimo, pensa nuovamente alla incredibile differenza che c'è fra il suo Roby e il suo ex, Zoges. Lui, tirchio d'affetti, concentrato solo su se stesso e a soddisfare il suo ego, non l'ha mai fatta sentire una donna importante nella sua vita, forse più un oggetto da esposizione, ma nient'altro. Roby invece le ha fatto sentire da subito e in tutti i modi che lei era per lui unica, che gli piaceva oltre ogni dire, che l'amava con tutto il cuore e che ora fosse disposto per averne cura e di fare rinunce di ogni tipo solo per averla per sempre al suo fianco. Questo breve pensiero fa sentire nel cuore dell'aliena quanto amore sente anche lei e come è già in effetti, profondamente legata a Roby. Però la prima risposta che le viene da fare è:
"Io ... - dice molto emozionata e titubante - non so ... anch'io ti voglio sposare, ma ... ora non me lo aspettavo e..."
"E allora sposiamoci! Che aspettiamo a fare! - dice lui ora venendole davanti, inginocchiandosi davanti a lei, prendendole le mai e stringendole forte - Io ti amo e qualsiasi cosa succeda io ti amerò per sempre! Non sopporto più neppure di dovermi separare da te la sera per andarmene in camera tutto solo. Non voglio più separarmi da te per niente al mondo!"
"... lo penso anch'io... - poi Rieka si alza in piedi, alza anche lui, lo guarda fisso negli occhi, notando in lui certezza e sicurezza in quello che sta facendo, ma anche speranza nella sua risposta positiva: è quello che lei voleva vedere - Si tesoro, anch'io ti voglio sposare! Accetto quindi questa collana in segno della nostra promessa!"
Roby la abbraccia forte, la sua gioia è incontenibile e inimmaginabile, poi la bacia come probabilmente non l'ha mai baciata.
"Quanto ti amo ... e ti amerò per sempre piccola Kay."
"Anch'io! - replica lei appoggiando la testolina sul petto e sfregando delicatamente le cornine vellutate sotto il suo collo - Io ti amo come non ho mai amato nessuno prima di te. Ti chiedo solo una cosa."
"Dimmi piccola." Dice lui continuando a stringerla a se.
"Promettimi di non cambiare mai e di continuare a farmi sentire come hai fatto fino ad oggi. Ti prego! Già altri mi hanno fatto soffrire inutilmente. Non voglio che questo accada di nuovo!" dice lei stringendolo con tutte le sue forze.
"Lo giuro piccola mia. - gli risponde prendendole la testolina fra le mani e fissandola intensamente - Dovessi cambiare vado dal tuo ‘nonno adottivo' alla biblioteca e mi faccio smaterializzare come mi ha promesso!"
Lei si riappoggia con la testa al fidanzato. Questo gesto di Rieka, di sfregare le corna addosso a Roby, lo manda per l'ennesima volta in visibilio. Lui quelle cornina lo hanno stregato fin dal primo giorno che le ha viste. Ora che lei ha preso quel vizio e lo fa abbastanza spesso, gli fa partire un'emozione che gli stringe il cuore fino dargli una scarica di adrenalina che lo fa andare, come si suole dire, nel pallone. Quell'emozione è così intensa che lui la stringe a sé e una lacrima gli scende sul viso. Rieka, alzando lo sguardo, la nota e guarda incredula il fidanzato che dalla gioia ora, sta piangendo.
"... ma che ti succede tesy... ti sei emozionato così tanto?" gli chiede teneramente lei, asciugandogli quella lacrima con la mano.
La domanda è il via alla tensione che Roby ha cercato di controllare fino a quel momento e ora il suo pianto è più evidente.
"Mi sento una donnicciola! Ma sono troppo felice... tu hai avverato il mio sogno... io... io... oh piccola, io non riesco neppure a parlare da quanto sono felice di sposarti! Per me è una cosa così grande che tu non puoi immaginare. Tu per me sei e sarai sempre l'unica donna che amerò con tutto il cuore."
I due così si riabbracciano e si baciano a lungo. Roby prova per la prima volta qualche cosa che non aveva mai provato. Quella donna e il sapere che sarebbe diventata finalmente sua moglie, gli dava una gioia incontenibile.
"Sai piccola mia, ora ho dentro di me un sentimento così forte da non potersi né spiegare né descrivere. Sarebbe come descrivere la vastità dell'universo: si possono fare tanti esempi sul quanto è grande, e si sa che è qualcosa di immenso, ma difficilmente la mente lo può quantificare! L'unica cosa che ti posso dire è che ora tocco veramente il cielo con un dito. Sei una cosa veramente grande per me."
"Vedi, anche per me vale la stessa cosa. Io ho subito notato come sei stato attento, riguardoso e rispettoso nei miei confronti, fin dai primi momenti che ci siamo incontrati! Sono felice della scelta che ho fatto. Sento che in te troverò l'uomo che non solo mi apprezzerà perché mi trova attraente, ma perché mi saprà apprezzare anche per quello che sono come persona, compresi anche i miei difetti. Infatti con te io mi sento al sicuro, considerata e protetta: è in effetti quello che ho sempre cercato nell'uomo che desideravo avere al mio fianco ma non lo avevo mai trovato. Ti dico questo perché non voglio che tu cambi dal come sei per nulla al mondo!"
"Io te lo giuro! Piccola mia! E ... Ora non resta che dirlo ai nostri rispettivi genitori e iniziare i preparativi per le nozze. E ... quando vogliamo sposarci?" chiede lui tenendola abbracciata a se e fissandola negli occhi da vicino.
"Dunque, conoscendo un po' le procedure, - ragiona Rieka stretta al petto del fidanzato e giocherellando con le mani con il colletto della sua maglietta - direi fra circa un mese e mezzo."
"Dove usa celebrare le nozze da voi?" chiede Roby
Rieka, con voce suadente: "Non vuoi seguire le usanze terrestri?"
Roby con voce tremolante dall'imbarazzo: "Sei tu la principessa. A te la scelta. Comunque sulla terra usa celebrare le nozze al paese della sposa, quindi ... comunque..."
"Allora, - replica lei buttando le braccia al collo di Roby e fissandolo con occhi da gattona - vada per le nozze sul mio pianeta. I tuoi invitati li porteremo a palazzo e li ospiteremo lì."
"Ok. A me interessa solo che tu diventi mia moglie e basta. - poi ci pensa su un attimo e continua - Da voi usa il viaggio di nozze?"
"Viaggio di che?" chiede stupita Rieka.
"Viaggio di nozze. - spiega lui - È usanza da noi, dopo sposati, partire per una vacanza in qualche posto particolarmente bello. Così i due ‘novelli sposi' possono trascorrere i primi giorni da coniugati insieme, senza troppo stress attorno! Va a coronare il matrimonio, così da ricordarlo come un periodo bellissimo."
"Da noi non usa. - dice Rieka - Ma l'idea non è niente male. Potremmo andare su Dalta o anche a visitare Pasko, un pianeta pieno di vegetazione e fiori dai colori particolari, meta di molto turismo, oppure... si, si beh ci pensiamo poi, dai! Facciamoci un bel viaggio di nozze anche noi!"
L'entusiasmo di Rieka è forte e così i due si cominciano ad organizzare per le nozze, il viaggio e anche come dirlo ai rispettivi genitori. Alla fine, per essere sicuri di fare tutto nel migliore dei modi, si decide che il matrimonio avrà luogo fra due mesi su Arcadia, al palazzo reale. Il giorno dopo invece saranno informati della cosa i genitori. Questi saranno fatti incontrare sulla terra tutti insieme con una scusa banale e poi, a sorpresa, riceveranno la notizia. Luogo prescelto: la casa di Roby.
Così avviene. Con uno stratagemma, Ceso e Urami vengono mandati a casa di Rossana dove, con loro sorpresa, non trovano né la figlia né Roby. Insieme a Rossana i reali confabulano chiedendosi dove siano i rispettivi figli visto che l'accordo era di trovarsi tutti lì per un problema importante. La conversazione fra i tre scivola lentamente sugli avvenimenti di quei giorni e Rossana comincia a fare non poche domande ai reali che, comprendendo la curiosità della donna, rispondono quasi a tutto. Arriva a salvarli dall'interrogatorio della madre terrestre il suono della serratura della porta d'ingresso che si apre: sono finalmente Roby e Rieka.
"Ma dove ti sei cacciato? I ‘signori' qui ti aspettano già da un pezzo!" È la frase di accoglienza di Rossana verso il figlio.
Sia Roby che Rieka guardano i genitori con uno strano sorriso che li lascia perplessi e ammutoliti per un attimo fino a che Roby preso coraggio annuncia:
"Vedete cara mamma, re Ceso e regina Urami, il motivo per cui vi abbiamo fatti incontrare qui tutti insieme è un importante fatto che dovete adesso conoscere. Sono più che mai felice di dirvi che io e Rieka siamo giunti alla decisione più importante della nostra vita! - poi abbraccia alla vita Rieka che è al suo fianco e continua - Il motivo per cui oggi vi abbiamo portato qui è per annunciarvi che io e Rieka abbiamo deciso di sposarci. Avremmo pensato di celebrare le nozze fra due mesi esatti da oggi, su Arcadia."
Rossana sbianca in volto mentre gli occhi gli diventano sempre più rossi e stessa cosa succede a Urami che ancora più sensibile comincia a lacrimare subito. Ceso è un attimo scosso ma, possiamo dire mantenendo una dignità regale, replica fissando la figlia:
"Pensavo che prima o poi ce lo avreste detto ma ... così presto... Rieka, permettimi solo una domanda: sei sicura di non precipitare un po' troppo le cose?"
Rieka risponde sognante e guardando il suo futuro marito: "Lo so padre che stiamo correndo molto! In effetti sono pochi mesi che ci conosciamo ma ci amiamo tanto e aspettare non ha più senso per noi. Spero tanto che accetterai la nostra proposta. Comunque, come nostra usanza, se uno di voi non è d'accordo possiamo rimandare la cosa, ma questo ci dispiacerebbe, e molto!"
Parentesi. È consuetudine su Arcadia che se un genitore non è affatto d'accordo che si celebri un matrimonio, questi lo possa posporre fino ad un anno per i ripensamenti, anche se non lo può impedire del tutto, altrimenti si cadrebbe nei matrimoni predeterminati cosa non accettata in questa cultura. Questo tempo serve per vedere ulteriormente se realmente i due sono fatti l'uno per l'altro o no.
Ceso tarda un attimo a rispondere per il fatto che si Roby è un eroe sul suo pianeta, ma dare la figlia in sposa ad un terrestre, razza che lui non riesce proprio a soffrire molto, insomma, la cosa non lo entusiasma ancora alla follia. A rompere gli indugi è la moglie Urami che si alza e, cedendo alla commozione, si mette in realtà a piangere a dirotto, abbraccia la figlia.
"Come sono felice, che bello, ti sposi, come sono contenta... avrò finalmente dei nipotini..."
Ceso rimane spiazzato completamente: la moglie lo ha tagliato fuori da ogni decisione dando in effetti il consenso al matrimonio!
Rieka e Roby arrossiscono non poco mentre Ceso, preso ormai in contropiede, guarda Rossana per capire se anche lei è d'accordo o no. Anche Rossana si alza commossa e abbraccia i ragazzi.
"Come sono contenta! Non ho parole! Sono convinta che Rieka sarà davvero un'ottima moglie per te. - poi rivolta a Urami e a Ceso - È un onore per me diventare vostra parente..." Poi la voce le si strozza in gola.
Ceso ormai non può più fare o dire nulla in merito se non dire: "Anch'io sono contento figliola. Roby, Rossana, sono felice che voi diveniate parte della nostra grande famiglia. Quindi direi che possiamo festeggiare questo momento. Cosa fate di solito voi sulla terra?"
"Stappiamo una bottiglia di spumante! - risponde prontamente Roby - Sperando che i gusti terrestri vi piacciano."
"Se lo spumante è quel vino gasato che abbiamo bevuto anche ai festeggiamenti dello spegnimento della centrale, - dice Urami - a noi è piaciuto molto. Anche se fa girare subito la testa!"
Roby sorride, poi va subito verso l'ingresso di casa e torna con una sportina dalla quale tira fuori una bottiglia di gran marca.
"Guarda caso ne ho qui proprio una!" dice felice il ragazzo che subito armeggia per stappare la bottiglia mentre la madre corre a prendere alcuni dei più bei bicchieri che ha in credenza.
Inutile dire che quella sera tutti hanno festeggiato bevendosi quella bottiglia, insieme a salatini e altri stuzzichini, in allegria e felicità. Da lì a due mesi si sarebbe festeggiata l'unione di una coppia nel segno dell'amore ma anche il primo matrimonio fra terrestri e arcadiani. Il bello che presi dalla felicità del matrimonio dei figli i genitori hanno cominciato a organizzare tutto senza troppo chiedere l'opinione dei due interessati: i futuri sposi.
Ma la cosa non è grave: l'importante per loro è che le cose si svolgano nel migliore dei modi e che tutti siano contenti. Inoltre è ormai da tempo che su Arcadia non si svolge un matrimonio reale e quindi se ne approfitta per organizzare la festa in grande, anzi, come spesso succede lì, molto, ma molto in grande: tanto per cominciare collegamento con tutta la coalizione per trasmettere su tutti i pianeti la cerimonia. Mega cena con circa 1200 invitati! Poi, per confezionare l'abito della sposa si interpellano i più grandi stilisti della coalizione che tanto, vista la mentalità di quella società, sono loro che si offrono volontari, litigando in alcuni casi con una considerevole veemenza per avere il privilegio di fare il vestito.
In questi particolari giorni Roby guarda quella giovane donna aliena davvero con occhi diversi. Non vede l'ora che sia la sua compagna della vita per condividere il resto della sua esistenza con lei! Nei giorni successivi a causa della divulgazione della notizia da parte dei mezzi di informazione, sia su Arcadia ma ovviamente anche sulla Terra, ormai né lui né lei possono girare liberamente né sull'uno né su sull'altro pianeta: tutti li fermano per fare le congratulazioni, le domande più disparate e, sulla terra, non pochi discorsi allusivi riguardo alla bellezza dell'aliena.
Gli amici di Roby sapendo del matrimonio, ora schiattano dall'invidia per davvero capendo che ormai l'occasione di fare colpo sulla principessa aliena sfugge, ma si rincuorano pensando che ormai la porta per quel mondo è aperta e da ora in poi sicuramente altre donne aliene verranno a visitare la terra e loro saranno lì pronti a dare il ... benvenuto, alle visitatrici.
Due mesi così passano veloci come veloce appare il fulmine per poi sparire spegnendo la sua accecante luce. Roby, che già da diversi giorni si trova su Arcadia, è al settimo cielo visto che fra solo quattro giorni ormai sposerà quello che è l'amore della sua vita. La felicità è accresciuta dal fatto che Rieka, già di carattere esuberante, è anch'essa molto felice e lo dimostra spesso arrivando in volo dal suo amato, facendogli un qualche giro attorno a mezz'aria e baciandolo a sorpresa, per poi fuggire via. Roby a volte cerca di acchiapparla ma lei gli sfugge sempre. La cosa, appunto, gli piace molto come tante altre cose di quella donna e sente nel suo cuore un sentimento ed una passione incontenibili, facendogli così desiderare il giorno delle nozze ancora di più, giorno in cui lei non potrà più sfuggirgli. Ma, parlandoci chiaro, un'altra cosa che comincia a desiderare molto è l'essere libero di averla fra le braccia senza, chiamiamole, limitazioni. Ora che comincia a sentirsi più libero di guardarla anche sotto l'aspetto ... fisico, si rende conto che quella donna ha veramente un viso bellissimo, un corpo che è una forza della natura, la pelle vellutata e morbida come il più pregiato cachemire terrestre e così l'ormone impazzisce.
È arrivata la fatidica sera prima della celebrazione delle nozze. Roby non vede Rieka da due giorni, come la tradizione dei tallin vuole. Infatti anche su Arcadia il come sarà la sposa, pettinatura, abito eccetera, deve essere una perfetta sorpresa per lo sposo, non tanto per scaramanzia, gli arcadiani non credono in una eterea fortuna che colpisce a caso qualcuno, ma proprio per creare suspense nello sposo stesso e anche negli invitati.
Quella stessa notte anche le TV di tanti mondi diversi si stanno organizzando per riprendere l'evento. E di evento si può proprio parlare visto che queste nozze di tipo reale rompono una mancanza di un tale avvenimento di ben più di vent'anni. Si è provveduto anche per fare un collegamento via iperspazio con la terra per trasmettervi in mondovisione l'evento. Qui, basandosi sui pronostici, l'interesse alla cosa è minore ma comunque un matrimonio celebrato su un altro pianeta con protagonista un terrestre e una aliena di un popolo che ha salvato il genere umano è sempre una garanzia di ottimi ascolti.
I diversi invitati da parte di Roby composti ovviamente dalla madre accompagnata per questa speciale occasione dall'ex marito, alcuni pochi altri parenti e gli amici più intimi, sono su arcadia da alcuni giorni. Soprattutto gli amici da che sono arrivati non la smettono di girare in lungo ed in largo la città increduli di tutto quello che vedono. Vorrebbero soprattutto portarsi a casa tutto ciò che fa brillare i loro occhi e soprattutto se si tratta di tecnologia, essendo anche gratuito, ma non gli è stato concesso di prendere nulla affinché non portino sulla terra cose che potrebbero rivelarsi pericolose.
Torniamo al palazzo reale che per l'occasione è stato letteralmente blindato. Non nel senso di forze di sicurezza enormi per protezione da criminalità e attentati, questi sono quasi assenti nella coalizione, ma nel senso che sia Roby che Rieka sono controllati da personale addetto 24 ore su 24, affinché in questi ultimi giorni non si incontrino di nascosto o anche solo per sbaglio. La sposa adesso non la deve vedere più nessuno! Tutto deve andare secondo una precisa e tradizionalissima prassi alla quale i Tallin tengono molto.
Tutto questo fa crescere la tensione nei due giovani tanto che in effetti vorrebbero parlarsi per rincuorarsi un po' ma non potendo cercano di pensare ad altro e soprattutto a quello che faranno una volta che tutto sarà finito.
Roby comunque non riesce a dormire tormentato dai pensieri. Non ha tutti i torti visto che tutto quello che farà sarà visto in diretta da miliardi di umani e non. Questo comporta il fatto che un qualsiasi errore o gaffe sarà vista da tutta la coalizione e dalla terra. Poi fra circa ventiquattro ore sarà sposato con una principessa di un popolo alieno che ama si alla follia, ma che poi sarà una notevole responsabilità da gestire. Quindi, per passarsi il tempo e non essere preso troppo dall'ansia, ne approfitta per preparare e controllare meticolosamente tutto quello che gli servirà alla cerimonia: vestito, accessori e le poche battute che dirà alle celebrazioni. Poi si mette a giocare con i videogame in attesa dell'ora fatidica.
Rieka, invece, riesce a prendere sonno e lo fa osservando il vestito da sposa che si trova nella sua camera davanti al letto. Comunque il riposo non dura molto. La preparazione della sposa è lunga ed estenuante e così alle 5 della mattina del giorno fatidico le luci si accendono e si comincia il lavoro.
Roby, che comunque un po' alla fine è riuscito a dormire, si alza invece molto più tardi. Visto che la cerimonia dovrà svolgersi alle 9 si alza solo due ore prima e comincia a prepararsi. Arrivano anche alcuni addetti di palazzo per controllare che tutto sia a posto: vestito correttamente indossato, pettinatura, accessori... A Roby il vestito tipico dello sposo Tallin non dispiace anche se si sente un gelataio. Infatti l'abito consiste di un paio di pantaloni abbastanza attillati sulle gambe, bianchissimi, camicia bianca con molti sbuffi tipo come andavano sulla terra nel 1800 e una giacca, ovviamente bianca, che sul davanti è molto aperta tanto che ha solo un bottone in basso permettendo così agli sbuffi della camicia di rimanere in bella vista. Il colletto della camicia è dritto attorno al collo a mo' di collare terapeutico, rendendo così difficili alcuni movimenti della testa. Roby è bianco e candido come la neve! Ora è pronto!
Ora dalla sua stanza lo portano al piano terra, la camera di Roby si trova infatti al primo piano, nel grande ingresso che è pieno di gente e dove incontra la madre che hanno vestito truccato e pettinato per l'occasione in modo da togliergli quasi vent'anni.
"Mamma sei bellissima!" gli dice.
Ma lei tesissima riesce solo a sorridergli e ad accennare un timido: "Grazie, anche tu!" ma non va oltre.
Mancano quindici minuti all'ora fatidica!
Tic, Toc. Tic, toc.
Il tempo passa lentissimamente in quell'ingresso dove tutti stanno cominciando a prendere il loro posto: i parenti stretti dello sposo saranno al suo fianco e dietro. Tutti gli altri invitati si dispongono ai lati fino all'ingresso formando un corridoio dove passerà lo sposo e il suo piccolo corteo. La sposa farà tutto un altro itinerario. Comincia anche a frasi un inquietante silenzio interrotto solo a momenti dal brusio delle chiacchiere della gente che aspetta l'inizio della cerimonia.
Ormai manca poco alle nove e Roby, la madre e tutti gli altri odono quando di tanto in tanto si apre la grande porta di ingresso, il vociare da fuori di una folla enorme che comincia ad invitare gli sposi a uscire. Ora, come consuetudine, in quegli ultimi minuti prima dell'inizio della cerimonia, dentro il palazzo alcuni salutano e fanno gli auguri allo sposo e a sua madre. A Roby il tempo comunque non sembra più scorrere in avanti: sembra fermo! Per lui mancano cinque minuti alle nove da un'ora ormai. La tensione fa brutti scherzi!
Ma il tempo passa, eccome! Una voce, quella del computer di palazzo, fa gelare il sangue a Roby!
"Sono le nove. Le celebrazioni possono iniziare!"
La grande porta davanti a loro si apre automaticamente. La luce del sole mattutino quasi abbaglia i presenti all'ingresso e subito chi guarda fuori non vede un gran che, ma si odono chiaramente le urla delle persone che inneggiano allo sposo. Quando la vista si abitua, Roby e Rossana vedono distintamente una marea di persone di diverse razze, bisogna dire anche di diverse forme e colori, che si accalcano sulle transenne che delimitano la strada che parte dal palazzo verso la città. Ferma a pochi metri dall'ingresso una vettura lunghissima: sei metri circa, completamente scoperta e, ovviamente, a levitazione, con l'autista, un tallin, pronto al posto di guida.
"Ora andate alla vettura!" dice il direttore della cerimonia ai due.
Questo omino è un funzionario del palazzo specializzato nell'organizzare le cerimonie. È sempre un tallin ma molto mingherlino e non molto alto, cosa strana per quella razza. Nonostante l'aspetto poco imponente, questo personaggio sarà colui che darà ai principali protagonisti delle nozze tutte le direttive sul cosa fare o non fare.
Rossana prende sotto braccio il figlio, come da norma, e cominciano ad andare avanti uscendo dal palazzo. Uno scrosciante applauso e vari altri suoni vocali di diverso genere li accolgono. Fatta la sfilata e salutata la folla, salgono sull'auto insieme al direttore. L'auto parte lentamente verso il luogo della cerimonia. Seguono dietro l'auto dello sposo il corteo delle personalità della coalizione su altre importanti vetture. Per la precisione, gli amici e altri parenti aspettano al palazzo delle celebrazioni, distante un paio di chilometri, dove si svolgerà la cerimonia e dove arriverà anche Rieka.
Mentre fanno il percorso, Roby e la madre, sempre più imbarazzata, continuano a salutare la folla festante che in alcuni casi lancia dei fiori. Roby si sente un divo ma ricorda anche che in quel pianeta nessuno è considerato o si considera superiore ad un'altro, semplicemente alcuni hanno più responsabilità di altri, quindi tutta quell'attenzione su di lui svanirà esattamente al termine della cerimonia: inutile montarsi troppo la testa!
Arrivano così al palazzo delle celebrazioni. Questo enorme palazzo si affaccia su una vasta piazza circolare creata proprio per ospitare la molta gente che vi accorre nel caso degli eventi che vi si svolgono, come questo appunto. Fermata la vettura, i tre scendono. Roby e Rossana si guardano un attimo in giro attoniti: per loro la situazione è così particolare che non si sono detti praticamente nulla nel tragitto e non sanno davvero che fare. La piazza è strapiena e acclamante gli sposi!
"Ci saranno centinaia forse migliaia di persone!" esclama Rossana all'orecchio del figlio.
"Ora salutate ancora per un po' e andiamo dentro. - interviene subito il direttore - È in arrivo la sposa e voi dovete essere dentro."
Quelle parole fanno venire un tonfo al cuore di Roby: fra poco la vedrà! Come sarà? Fortuna che il medico la mattina, notando lo stato ansioso del ragazzo, gli ha dato un farmaco antistress, altrimenti quell'attacco d'ansia lo avrebbe fatto svenire subito. L'effetto del farmaco invece lo sta aiutando a reggere la situazione.
Madre e figlio ora vanno, seguendo il direttore con passo da veri dignitari, verso il palazzo. La struttura è davvero notevole: sovrasta la piazza per più di una trentina di metri, è molto decorata con colonne, capitelli che riprendono molti diversi motivi floreali e statue di ogni tipo. Salgono i venticinque gradini dell'ingresso e si fermano sul grande piazzale soprelevato che copre un'area di più di cinquecento metri quadri. Roby e Rossana, dietro le indicazioni dell'infallibile direttore, si girano e salutano la folla che applaude e manda auguri allo sposo. Si vedono, al di sopra della gente, svolazzare delle telecamere a sospensione magnetica che, pilotate da terra, si muovono in tutti i lati per inquadrare i due e non perdersi nessun particolare. Fatti gli ultimi saluti da scapolo Roby, sempre accompagnato dalla madre, riprende il cammino per entrare nel palazzo.
L'enorme portone a due battenti in legno decorato con motivi floreali, figure umanoidi e non, si apre davanti a loro mettendo in vista l'enorme salone delle feste di cui è composto tutto il piano inferiore del palazzo. È un salone immenso, rettangolare e alto almeno dieci metri. È decorato ovunque con dipinti, sculture e quadri. Una meraviglia di architettura e grandiosità. Il salone è già strapieno di gente a sedere che non aspettava altro che il loro arrivo. Sono ovviamente i parenti più stretti degli sposi e le più alte personalità della coalizione ed alcune terrestri ad avere avuto la possibilità di essere lì dentro.
All'apertura del portone tutti si alzano in piedi e applaudono allo sposo e alla madre che dovrà accompagnarlo fino al "tavolo del patto", come viene chiamato quello che poi è in effetti un grande tavolo di legno massiccio, molto spesso, lungo quasi quattro metri, largo uno e mezzo e finemente decorato ad intaglio. Lì dietro si trovano: il viceré, il re di solito è il preposto per avvenimenti così importanti ma essendo il padre della sposa ovviamente in questo caso non può celebrare, e quattro testimoni degli sposi, due per sposo: così usa lì. Un testimone testimonia che chi si è presentato è effettivamente la persona che dice di essere e l'altro testimonia riguardo alla promessa di matrimonio che viene fatta. Un intimo amico di Roby è uno di questi l'altro è Mikad.
Ora Rossana deve avanzare e accompagnare il figlio fino al tavolo fatidico. Quindi, per riuscire ad arrivarci senza cedere all'emozione, la donna fa un profondo sospiro proprio per allentare la tensione, poi parte con passo sicuro e ... avanti! Fare la sfilata in mezzo a tutta quella gente non è facile ma il clima allegro e festante aiuta. Arrivano al tavolo e Rossana si va a sedere in una poltrona che gli viene indicata a lato, alla destra del figlio. Roby si ferma lì in piedi, guarda un attimo il viceré e poi si gira verso l'entrata: ora inizia l'attesa della sposa. Il clamore di accoglienza dello sposo si spegne improvvisamente.
Ora praticamente tutti sono voltati indietro. Pochi istanti e improvvisamente si odono provenire dall'esterno le urla della folla e degli applausi. Roby è tesissimo anche per il fatto che non vede nulla di quello che succede nella piazza. Il grande portone in fondo al palazzo è alla sua vista solo una grande finestra luminosa a causa del contrasto di luce fra l'interno e l'esterno. Roby guarda l'organizzatore per cercare di sapere e gesticola con le mani per fargli capire quello che vuole. Così l'organizzatore, collegato con i colleghi fuori tramite auricolare, chiede informazioni agli assistenti sugli avvenimenti.
Presto detto! Fuori sta succedendo un pandemonio perché tutti vogliono vedere la sposa che è appena arrivata su una vettura a levitazione di lusso nera e lunga. Il veicolo questa volta è completamente chiuso così che, come vuole la tradizione, nessuno veda la sposa se non all'inizio della cerimonia vera a propria. La calca è enorme. L'autista scende dal posto di guida e va allo sportello posteriore dove prende posto al suo lato destro. Lì si trova un quadratino cromato che spicca sulla carrozzeria nera: questo altro non è che il pulsante che aprirà la portiera. L'uomo ora attende il segnale convenuto da uno degli organizzatori.
Appena il segno convenzionato viene fatto, l'autista prontamente preme il tasto e la porta comincia ad alzarsi ad ala di gabbiano. Si comincia a vedere la sposa seduta all'interno: prima la gonna bianca e brillante, poi su, su fino a scoprirla tutta. La principessa viene aiutata subito dall'autista a scendere. Come rialza il capo facendosi vedere finalmente a figura intera un grande "OOOH!" accoglie ora la sposa.
In effetti è, come ogni sposa che si rispetti, stupenda! L'abito è bianchissimo e pieno di pietre preziose. In testa la pettinatura è molto semplice ma che evidenzia i lineamenti gentili del viso di Rieka. I lunghi capelli lisci sono stati praticamente lasciati al naturale a parte diversi fili di pietruzze come diamanti che avvolgono alcune ciocche di capelli. Solo nel capo c'è una certa lavorazione. Il capo è contornato da due trecce arricchite da fili di pietre trasparenti una da un lato e una dall'altro che contornano la testa e collegate insieme dietro. Queste fanno anche da appoggio alla coroncina che è appoggiata subito dietro le due corna che rimangono ben in evidenza. La corona è completamente tempestata di pietre azzurre ed è un cerchio di oro giallo e bianco sovrastato con diversi intrecci a formare un motivo di cerchietti tutti ricoperti di queste luccicanti pietre. Il vestito non è molto scollato ed è stretto fino alla vita, poi parte la gonna, non larghissima, tutta lavorata con motivi fantasia di stoffa e diamanti. La forma ricorda un tulipano capovolto anche se molto vaporoso grazie a quello che sembra tulle. Anche il corpetto porta sul davanti un bel disegno fantasia evidenziato anch'esso da diversi diamanti e smeraldi. Il vestito lungo fino ad accarezzare il suolo è però privo di velo e strascico che su arcadia non usa.
Il padre recatosi ai piedi della scalinata, è commosso nel vedere la figlia così bella. Ora si avvicina lentamente a lei con gli occhi arrossati: sarà lui a portarla, per dirlo come sulla terra, all'altare.
"Sei stupenda figlia mia!" Le dice il padre prendendo la figlia per mano.
"Grazie, papi! - dice lei che si sente decisamente tesa ed emozionata - Spero di arrivare fino alla fine!"
Il padre sorride e, dandosi un certo contegno, è pur sempre il re, alza la mano della figlia sollevando solo l'avambraccio. Interessante questo gesto che sulla terra farebbe molto 1800 o giù di lì. Ma in effetti questa usanza è stata presa proprio dal nostro pianeta osservando usi e costumi di quel periodo. Colpiti dall'eleganza dei movimenti, questi sono stati adottati in alcune cerimonie arcadiane. Comincia così anche per loro il cammino verso il tavolo del patto. Salgono gli scalini e si avvicinano all'ingresso. Questo comincia a scatenare gli applausi e le grida degli invitati del salone del palazzo.
"Viva la sposa! Viva gli sposi!" gridano molti.
Roby fissa l'ingresso cercando di vedere la sua amata, ma il riflesso gli impedisce la vista. Poi vede due figure, che gli rimangono nere alla vista per il contrasto di luce, che si avvicinano e stanno per entrare. La sua attenzione è tutta verso la figura che porta una larga gonna, che ovviamente è Rieka. Ora i due passano la soglia e cominciano ad essere illuminati dalle luci interne e Roby comincia a distinguere qualche cosa mentre ode dal fondo gli astanti che vedono nitidamente la sposa, esclamare: "È bellissima!", "Che vestito meraviglioso!"
Roby ha lo sguardo fisso per paura di perdersi qualche particolare: neppure batte più le palpebre. Sente nitidamente i battiti del suo cuore che sta andando a mille. Ora anche lui comincia a vedere bene e in modo definito la sua bella sposa che vedendolo con quella faccia stupita e meravigliata gli sorride.
"Ma... è bellissima!" esclama sotto voce quando ormai riesce a vederla chiaramente.
Ceso e Rieka, con passo lento e cadenzato avanzano sorridenti fino a raggiungere il tavolo e Roby, che non smette di fissare la sua sposa meravigliato dalla sua bellezza. Se prima il suo cuore andava a mille ora rischia un infarto! La sua mente viene attraversata da ogni tipo di pensiero, anche quello che probabilmente tutto ciò è solo un bel sogno.
Ora però la cerimonia deve andare avanti. Il tutto inizia nel momento che Ceso compie il classico gesto che indica il passaggio di responsabilità della ragazza al marito. Allunga la mano con cui tiene quella destra della figlia, prende quella sinistra di Roby, la alza e le appoggia l'una sopra l'altra: sopra quella di lei, sotto quella di lui. Mentre Ceso si fa indietro Roby si avvicina ulteriormente alla sposa e, guardandola fisso negli occhi, pronuncia la frase di rito:
"Da ora, avrò io la responsabilità di avere cura di questa creatura."
Un applauso scrosciante segue a quelle parole. Urami e Rossana, in piedi alla destra degli sposi, sono in una pozzanghera di lacrime di gioia e anche loro applaudono fragorosamente.
Dopo questo i due, mano nella mano, si girano verso l'officiante delle nozze, il viceré, che altri non è che un anziano Tallin che svolge principalmente il ruolo di consigliere di Ceso. Questi, con un ampio sorriso, comincia il suo sermone.
"Sono semplicemente onorato di dare inizio alla cerimonia nuziale davanti a tutti voi invitati."
Tutti nel salone si siedono e ora regna un religioso silenzio.
Così il consigliere continua il discorso: "Il bello della nostra comunità, è avere raggiunto proprio questo: dare la possibilità a tutti di essere uguali. A tutti di decidere e potere scegliere. A tutti di dare la possibilità di realizzare quello che più ama nel pieno rispetto delle altrui libertà. In molti sistemi quello che vediamo qui oggi è pura utopia. Qui invece è una meravigliosa realtà. È l'uguaglianza fra le genti e i popoli! Questa è, come insegnano i secoli passati, la base dello sviluppo di una società migliore, ma soprattutto è una porta aperta affinché l'amore possa nascere, crescere e portare un uomo e una donna a trovare, ovunque sia, il compagno della sua vita. Questo amore, se continuerà ad essere coltivato nel rispetto e nella collaborazione reciproca, non avrà fine e durerà per sempre. E questo è quello che oggi questi nostri due amici sono qui a dichiarare e a testimoniare davanti a tutti: vogliono rendere il loro amore eterno e quindi desiderano essere uniti per sempre nel vincolo del matrimonio. È inoltre una grande gioia officiare proprio alle nozze della nostra cara principessa che ho visto letteralmente nascere. L'augurio di tutti noi è che mai niente e nessuno possa fare diminuire quello che oggi vi ha spinto ad essere qui davanti al tavolo del patto, e che questo impegno sia preso seriamente per il resto della vita!"
Così ora tocca ai due sposi di pronunciare la formula che li unirà in matrimonio. Deve cominciare Roby che sta davvero sudando freddo e la tensione nervosa lo tiene rigido come una pietra. Mettetevi voi davanti a migliaia di esseri appartenenti a molte diverse specie, provenienti da molti diversi mondi e a una decina di telecamere volanti che, puntate verso di voi, trasmettono a miliardi di altri esseri ogni vostro minimo movimento! Sarete d'accordo che la situazione mette parecchia tensione! Anche perché ora nel salone regna un silenzio di tomba.
Roby si fa coraggio, fissa gli azzurri occhi di Rieka e, tenendogli la mano destra in mezzo alle sue e con la voce che gli trema un po', comincia a pronunciare la sua parte.
"Io, Roby de Bianchi, voglio prendere te, Rieka, figlia di Ceso e Urami di arcadia, come mia moglie perché ho capito di amarti più di ogni altra cosa. Così a partire da oggi e per sempre voglio essere io a prendermi cura di te, qualunque cosa possa costarmi e qualsiasi sacrificio questo comporti."
Rieka comincia ad avere gli occhi arrossati dalla commozione e risponde: "E io accetto la tua proposta!"
Un fragoroso applauso e altri vari suoni di vario genere seguono l'affermazione! Ora però anche Rieka deve dire la sua parte.
"Io Rieka, figlia di Ceso e Urami di arcadia, voglio prendere te, Roby de Bianchi, come mio sposo perché ho capito di amarti più di ogni altra cosa e così a partire da oggi e per sempre voglio essere io a starti al tuo fianco per essere il tuo sostegno e la tua unica compagna di vita, qualunque cosa possa costarmi e qualsiasi sacrificio questo comporti."
"E io sono onorato di accettare la tua proposta!" è l'ultima battuta di Roby.
È fatta!
I testimoni affermano di avere sentito e confermano il patto e quindi l'unione in matrimonio.
Ora le battute finali del consigliere.
"Roby de Bianchi e Rieka figlia di Ceso e Urami reali del popolo dei tallin di arcadia, con queste vostre parole da adesso siete una famiglia. Accettatene i privilegi, che porteranno sicuramente grande gioia nella vostra vita, ma anche l'impegno che questo comporta. A questo punto non mi resta che dichiararvi ufficialmente come marito e moglie!"
Dentro il palazzo scoppia un secondo e più fragoroso applauso. Ora la cerimonia è chiusa i due sono ufficialmente sposati. Tutti si alzano in piedi e continuano ad applaudire gridando "Viva gli sposi!" Il consigliere con un sorriso che sembra volergli collegare le due orecchie a punta, alza le braccia e fa cenno con le palme aperte verso gli astanti di tornare a fare per un attimo silenzio.
"Amici! Un attimo di silenzio, prego! - tutti tornano a sedersi, visto che si erano alzati, e lentamente torna la calma - Ora cari Roby e Rieka manca solo una cosa... il bacio del patto matrimoniale. Questo sigillerà per sempre la vostra unione! Volete baciarvi?"
I due novelli sposi non se lo fanno ripetere e si baciano finalmente come marito e moglie, abbracciandosi per quel che consente l'ampiezza dell'abito della sposa. Ora è veramente tutto finito! Roby e Rieka sono marito e moglie!
Nella storia viene scritto un altro capitolo, forse uno dei più importanti: per la prima volta nella storia un terrestre sposa una extraterrestre.
A Roby della storia però interessa poco, per lui soprattutto si realizza il suo più grande sogno: sposare quell'aliena così bella ma, soprattutto, che gli ha rapito il cuore con il suo carattere, la sua personalità gioiosa e frizzante e che, si può aggiungere, sa sempre come prenderlo e farlo stare bene in quasi tutte le situazioni. Ora quella donna che fin da subito gli ha fatto provare sentimenti forti e profondi e che per un motivo non ancora per lui ben chiaro ogni volta che la vede o la pensa sente emozioni uniche, è finalmente, come sperava, sua per sempre!
Ma anche per Rieka si realizza un sogno. La sua bellezza aveva portato al suo fianco molti ragazzi, ma nessuno con le caratteristiche che a lei piacevano. Anche se essere belli è un sogno di tutti, spesso può rivelarsi un forte handicap: chi ti corteggia lo fa perché gli piaci tu persona, o tu fisico? La seconda delle ipotesi è stata, purtroppo per lei, spesso la più accreditata. Era arrivata sulla terra con una situazione sentimentale disastrosa a causa del suo ultimo ragazzo, ed ora invece si sposa quel terrestre conosciuto per caso, ma tanto premuroso, che la fa sentire amata in un modo unico e speciale. Sempre attento nei suoi riguardi, pronto a spendersi per lei senza riserve, che la fa sentire importante e che va sempre nel pallone, basta che lei gli faccia qualche moina! E, soprattutto, che le fa sempre capire quanto la ami con parole e azioni. Per lei un sogno davvero!
La cerimonia è così finita. Ora amici e parenti si avvicinano per fare le congratulazioni ai due. Rossana e Urami continuano a lacrimare abbondantemente felici e contente e si abbracciano da suocere e, come tali, si promettono visite di vario genere e scambi di ricette culinarie di tutti i tipi.
Ora la grande uscita! Roby, orgoglioso e felice come non mai, prende sottobraccio la sua sposa che lo guarda, sorridendo, notando l'espressione fiera stampata in modo indelebile nel volto di suo marito, e si incamminano a passo lento verso l'uscita. Tutti, mentre gli sposi ripercorrono il corridoio centrale che li riporta all'esterno del palazzo, applaudono e fanno auguri di ogni tipo. Rapidamente arrivano sul piazzale rialzato davanti al palazzo: un boato li accoglie. Applausi e urla di augurio arrivano dalla folla festante che ha seguito la cerimonia grazie ad un maxischermo. I giornalisti, ormai affannosamente visto l'impegno prolungato, continuano a commentare tutto descrivendo ogni minimo particolare di quello che succede, ma rimanendo educatamente sempre ad una distanza tale da non intralciare nessuno.
L'auto che porterà il corteo matrimoniale al banchetto è già li pronta. È un'altra quadrireattore molto lunga e completamente scoperta che somiglia tanto ad una vecchia Rolls Roice, addobbata di moltissimi fiori attaccati alla carrozzeria tutto intorno: praticamente la vettura è coperta dai fiori. A completare la decorazione ci sono nastri e veli bianchi lasciati liberi di muoversi al vento. Al cenno dell'infaticabile organizzatore, gli sposi e i famigliari che li hanno raggiunti, scendono le scale. Gli sposi salgono sulla vettura nuziale mentre i genitori su una seconda che li seguirà da vicino. Il corteo parte. Dietro le auto degli sposi si accodano su altre auto i tanti invitati al grande banchetto che si terrà a palazzo. Nel tragitto che viene fatto a bassa velocità Roby e Rieka salutano la folla che si accalca ai lati sulle transenne.
Roby si sofferma un attimo su Rieka, la fissa e le dice: "La prima cosa che ti voglio dire da marito, è che sei la sposa più stupenda che abbia mai visto e che questo è davvero il giorno più bello della mia vita. Io ti amo alla follia e non voglio che niente faccia svanire questo mio sentimento per te."
Rieka è emozionata non poco, è felice e si lascia scappare una qualche lacrimuccia. Non riuscendo a parlare per il groppo che gli si è formato in gola. Si avvicina al marito, gli prende la mano e gli sorride. A Roby quel gesto, quello sguardo felice, quei momenti unici, hanno un valore più alto di qualsiasi ricchezza possa dare l'universo. Nessuna frase o poema che si possa comporre sull'amore può descrivere quel momento che stanno vivendo i due giovani. Ambedue, guardandosi, sanno che quello che prova l'uno, sicuramente lo prova l'altro. A loro ora non serve nient'altro. In effetti quello, è avere tutto nella vita!
Si arriva al luogo del banchetto dove ormai ci si può cominciare a rilassare, visto che il cerimoniale ormai è finito. Il sito dove questo si svolge è un altro palazzo situato in mezzo ad un bellissimo parco pieno di fiori, laghetti e alberi. Il luogo è proprio adibito a sito per feste e cerimonie. È in mezzo alle colline adiacenti la capitale, Cleo, e davanti al palazzo ci sono molti alberi dove, sotto la loro fresca ombra, banchetteranno tutti gli invitati. Ceso, Urami, Rossana, ed ora possiamo menzionare anche l'ex marito e padre di Roby che ha seguito il tutto rimanendo assolutamente in disparte, e gli sposi, fanno la reciproca conoscenza di tutti i vari parenti: zii, nonni, cugini, nipoti e chi più ne ha più ne metta. Roby ora ha così modo di constatare che famiglia davvero numerosa ha la sua neo mogliettina.
Inizia il luculliano pasto che comprende un po' di tutto. Non è facile adattarsi ai sapori di quella cucina a base di sole verdure, farinacei, e latticini, ma i cuochi hanno tenuto conto dei particolari invitati, preparando pietanze adatte come sapori un po' a tutti. Infatti, visto le tante diverse razze che si radunano alla tavola del re dei Tallin, è ormai prassi preparare svariati tipi di cibi. La cosa è particolarmente necessaria visto che in alcuni casi quello che per una razza è una squisitezza per un'altra potrebbe essere addirittura tossica o velenosa.
Rieka durante il pranzo non smette quasi mai di guardarsi il marito, particolarmente incuriosita e compiaciuta delle espressioni soddisfatte che fa quando la guarda: sembra sempre che sia la prima volta che la vede! Spesso gli scappa anche un sorriso. Roby, notandola, la guarda un poco stupito e allora lei gli dice: "Sei di una tenerezza unica!"
Il pranzo continua nel migliore dei modi con pietanze che alla fine soddisfano il palato di tutti. Poi, finito di mangiare, cominciano le danze! Musica rigorosamente dal vivo, e via! Tutti in pista! Aprono le danze Ceso e Urami, che sono due provetti ballerini. Rieka segue a ruota ma senza il marito che di ballo proprio non ne ha un'idea. Così rimane lì seduto insieme agli amici a guardarsi la sua mogliettina che danza col suo vaporoso vestito bianco, un po' con tutti.
Il tempo passa in fretta fra balli e chiacchiere. Ormai si va verso sera e le cerimonie, come appunto i matrimoni, da copione devono finire prima del tramonto. "Tutte le cose buone sono fatte alla luce del sole!" recita un detto del pianeta. Figuriamoci un matrimonio reale!
Così, all'ora prestabilita, il cantante della banda che ha suonato fino a quel momento, annuncia al microfono che sia le danze che la festa sono finite! Inizia così in un attimo la parte conclusiva della festa: il saluto di tutti agli sposi. Parte non poco stressante, quando devi salutare in modi diversi in base alle razze circa trecento persone.
Il parco lentamente si svuota. Le musiche, anche quelle di sottofondo, si fermano. Il vocio lentamente cala di intensità, e alla fine rimangono solo gli sposi, i parenti più intimi e alcuni amici. Roby concorda il rientro sulla terra degli invitati terrestri per il giorno dopo: gli arcadiani non vogliono più di tanto che questi, rimanendo, vedano o apprendano troppo delle loro tecnologie. Inoltre comprendono che venendo da un pianeta malconcio e malridotto a causa delle cattive politiche facilmente questi si possono affezionare ad Arcadia rendendo molto più traumatico il distacco da quel pianeta. Tutto è finito. Anche gli ultimi parenti si salutano e si danno l'arrivederci al ritorno dal viaggio di nozze della coppia.
Non mancano le ultime battute degli amici di Roby. Proprio l'ultimo che lo saluta, senza neanche vergognarsi troppo, gli dice: "Mi raccomando, vacci piano che ti vogliamo ancora con noi!"
Rieka non coglie l'allusione e guarda il marito stranita. Lui, imbarazzato e rosso peperone, scuote la testa e borbotta un: "Niente, niente..."
Ora finalmente è tutto finito! ‘Finalmente' non tanto per la festa, che è stata memorabile ma per la stanchezza che ormai si fa sentire. Ceso, Urami e Rossana salutano gli sposini e chiedono se hanno bisogno di nulla.
"No grazie, siamo stanchi e vogliamo finalmente rilassarci!" risponde Rieka che non vede l'ora di andare in camera.
Anche Roby non vede l'ora di andare in camera ma, sinceramente, il suo motivo principale comincia seriamente ad essere un'altro... Comprensibile che, dopo tanto aspettare e sopportare, il desiderio di avere fra le braccia quella donna, ora che tutto è legalmente stabilito, cresca notevolmente. Si, Roby comincia a desiderare seriamente di arrivare al culmine dell'aspetto ... 'rapporto di coppia'!
La macchina nuziale porta i due sposi, salutati dagli ultimi spettatori ancora presenti sulle strade, al palazzo reale. Di lì a poco sono nell'ascensore che li porterà alla camera.
Rieka si stringe al braccio del marito, felice di avere ora il suo uomo e, a quanto pare, proprio come lo desiderava.
"Sono veramente contenta! - esclama - Una bella cerimonia e tutto è andato bene."
Roby si sente pervadere da una fortissima emozione: quelle parole gli hanno fatto in un istante rivivere tutto quello che è stato il conoscere quella creatura di un altro pianeta e si rende conto della fortuna incommensurabile che ha avuto. Quasi gli viene da commuoversi di nuovo e ricomincia a pensare che, come uomo, ha davvero un po' troppo la lacrima facile! Si chiede per un attimo anche cosa deve avere fatto di così importante da meritare una fortuna così sfacciata.
Nel frattempo sono arrivati davanti alla loro camera da letto. Roby prima di entrare ferma Rieka e la gira verso di sé. Dentro il suo cuore sente un attaccamento e un amore per quella che ora è sua moglie davvero senza confini. Lo stomaco è sottosopra, il cuore sembra stretto in una morsa e pompa il sangue a fatica, le lacrime vorrebbero sgorgare abbondanti dai suoi occhi, ma lui si vuole trattenere. Così stringe i denti, serra le labbra alzando il capo e, guardando il soffitto per un attimo così da riprendersi, le dice tornando a fissarla quello che prova.
"Voglio dirti nuovamente, piccola mia, che oggi è il giorno più bello, meraviglioso e straordinario che io abbia mai vissuto, e questo è solo grazie a te che hai accettato di essere per sempre la mia donna. Mi ritengo l'uomo più fortunato dell'universo per avere sposato la donna che più mi ha emozionato e che mi ha anche fatto crescere interiormente un sentimento così meraviglioso in così poco tempo. Mai avevo provato prima un amore simile per qualcuno."
Rieka lo abbraccia commossa: "Anch'io sono stata una donna davvero fortunata a trovare un uomo che davvero mi ama e che mi amerà così per sempre."
Roby pigia il tasto di apertura della porta, che si apre. Immediatamente la voce del computer da agli sposi il benvenuto nella loro dimora provvisoria. In realtà infatti si tratta della stanza di Rieka adattata a matrimoniale.
I due entrano e vanno verso la camera da letto per cambiarsi. Rieka comincia a trafficare coll'ingombrante abito per toglierselo.
"Mi dai una mano a sbottonarlo dietro?" chiede al marito.
Roby non aspettava altro e comincia con le mani che leggermente gli tremano a sbottonare il vestito da sposa: non si sarebbe mai aspettato di essere così teso!
Il corpetto è sbottonato e ora non resta che sfilare il tutto. Rieka sente quelle mani tremolanti sulla schiena e si rende conto di cosa cominci a provare quell'uomo, così regge il tutto con le mani e giratasi verso il marito lo guarda sorridendo e, con uno sguardo ammiccante che farebbe scoppiare la testa anche ad un cieco, dice: "Abbassiamo un poco le luci, tesy?"
"Computer esegui!" risponde seccamente Roby che ha la pressione a mille, comincia a sudare, ed ora ha anche la voce che, per l'ennesima volta in questa giornata, gli trema.
Rieka lascia cadere l'abito rimanendo in un elegante e provocante intimo bianco lavorato con particolari in pizzo. A Roby schizzano quasi gli occhi dalle orbite.
"Ma allora gli angeli esistono veramente!" Esclama.
Non gli pare vero che sia venuto anche questo momento che ha sognato praticamente dal primo giorno che ha visto quella donna. Ma quell'attesa ha ora reso quei momenti ancora più speciali! Rieka, divertita dall'espressione ebete del marito, si avvicina, si appoggia a lui e, fissandolo, gli dice: "So che è una cosa che volevi fare da tempo: ora se vuoi puoi anche accarezzarmi le mie corna che ti piacciono tanto."
Il fatto che a Roby quelle corna lo facessero così impazzire è uno dei motivi per cui lui è piaciuto tanto a Rieka. Infatti, visto come i Tallin sono orgogliosi di quei loro cornini, per una donna il fatto che il suo uomo vada matto per queste sue particolarità è motivo di grande gioia e orgoglio.
I due così si guardano sempre più intensamente, si cominciano a baciare, Roby le accarezza molto dolcemente il viso, poi sale alle tempie fino a toccare quelle due cornine che sono ossee, ma danno un senso di morbidezza al tatto essendo rivestite di una pellicina particolarmente vellutata. L'emozione è incontenibile, euforica.
In quella situazione, per la giovane moglie l'essere per la prima volta baciata e sfiorata così dal suo uomo è fonte di una forte e piacevolissima sensazione, di protezione e considerazione. Così Rieka, che aveva iniziato a sbottonare la camicia di Roby, si ferma e appoggia la testolina sul suo petto nudo. Lui, dopo un attimo, le prende dolcemente il viso fra le mani e ricomincia a baciarla stringendola a se. Il tutto ormai fa crescere la passione fra i due novelli sposi e dopo altri pochi ma piacevoli attimi, gli ultimi indumenti da cerimonia lasciano il posto al desiderio di sentirsi nel modo più completo appartenenti l'uno all'altro.
Così, quella sera, quelle due anime si legarono insieme in modo indissolubile. E quelle due vite sentirono ancora di più come l'una ormai faceva parte dell'altra. E mentre in questa galassia molti continuavano la loro vita inconsci di tutto, mentre i molti che sapevano di loro commentavano superficialmente nelle proprie case gli avvenimenti e la cerimonia. E mentre altri, invidiosi, volevano essere al posto di Roby, mentre tutto prosegue, insomma, come niente fosse, si sta compiendo un miracolo unico e meraviglioso: un uomo e un donna capiscono di essere veramente fatti l'uno per l'altro, capiscono in un modo incantevole che le loro vite sono strettamente dipendenti l'una dall'altra e che l'una migliora e completa l'altra. E nasce e cresce quel tipo di amore che salda due persone insieme in un modo indissolubile, così che si può dire che i due divengono una sola unità, una sola vita: i due non sono più tali ma uno solo e una vita non è più possibile concepirla senza l'altra. Si, mentre tutti vivevano le loro vite fatte di normalità, attorno a loro si compiva uno dei più straordinari eventi: due persone avevano trovato quello che gli mancava per essere perfetti!
Quella notte passa in modo a dir poco meraviglioso per la nuova coppia. Ed è al mattino, ovviamente non proprio di buon'ora, che Roby si risveglia e allungando una mano tocca la schiena nuda della moglie che ancora dolcemente dorme supina e la accarezza. Lei, svegliatasi, si gira verso di lui e con voce ancora rauca gli chiede: "Buongiorno, tesy. Già sveglio?"
Lui si avvicina e gli sussurra: "Si, piccola Kay. Non vedevo l'ora di poter accarezzare e toccare di nuovo la tua pelle." E la bacia dolcemente sulla fronte.
Poi Roby si tira un po' su appoggiandosi allo schienale del letto, e si sofferma a guardare Rieka, ancora lì appisolata sotto le coperte e con i lunghi capelli viola stesi sopra tutto il cuscino. Lei quindi da supina si appoggia su un braccio per allungare l'altro e fargli una carezza. Poi, giratasi dall'altra parte, solleva le coperte dal suo lato, si alza e si avvia verso il bagno, senza nulla addosso. Roby da dietro fissa inebetito quella meraviglia di corpo che a lui ha sempre fatto un notevole effetto. Quella scena di lei che se ne va coperta solo da quei lunghi capelli spettinati che le coprono tutta la schiena, è di una sensualità tale che lo spinge a dire ad alta voce: "Questo non può essere vero! Così è troppo!"
Lei, prima fa finta di non avere sentito e, dopo poco, esce dal bagno, torna dal marito, sempre in abiti adamitici, e, sorridendo, vedendo che lui continua a fissarla manco avesse visto un miracolo, pensa di farlo soffrire ancora un po' di più. Così, arrivata al letto dal suo lato, si stende quasi carponi per arrivare al viso del marito e gli sussurra con voce calda: "Attento che se continui a fissarmi così rischi che ti si rovini la retina!"
Roby abbassa lo sguardo, poi con un gesto rapido la prende fra le braccia e, appoggiatala al petto, se la coccola e bacia. Poi le risponde: "Senti, hai poi chiesto il permesso per avere il porto d'armi e andare in giro con questo fisico qui? Puoi uccidere chi vuoi andando in giro in questo modo!"
Lei sorride, si mette a sedere sul letto e tronca l'argomento con un: "Ci vestiamo e andiamo a fare colazione?"
"Io farei colazione, - dice sorridendo Roby - ma non ti rivestirei per niente al mondo. Sei davvero uno spettacolo della natura!"
Rieka allora si alza in piedi, poi si mette in posa, quasi dovesse fare una foto per una da rivista di moda e, facendo uno sguardo ammaliante, dice a Roby: "Vuoi che scenda così?"
"No, no! - esclama subito lui - Vestiti pure. Non credo sia proprio il caso. Poi ... in effetti ... è meglio anche per me: certe cose vanno prese a piccole dosi altrimenti... il cuore ... le coronarie ..."
Lei sorride e ancheggiando torna al bagno e chiude la porta. Roby segue quei movimenti imbambolato.
"Io alla vecchiaia non ci arriverò mai! Mi verrà un infarto molto prima!" esclama poi.
Ora Roby e Rieka si devono preparare per il loro viaggio di nozze. Ora è venuto davvero anche il momento in cui usciranno dal loro nido d'amore e dovranno affrontare di nuovo la vita. Il bello di tutto questo è che ora lo faranno come una famiglia. Si, il mondo, per certi versi per loro due ora è tutto diverso, ora tutto ha un altro sapore, infatti ora, il mondo, lo spazio e la vita, la affronteranno insieme, uniti nell'amore che li ha portati fino a qui. E di cose e di avventure da vivere insieme, in una galassia, ce ne sono davvero tante.
Ma questa è un'altra storia!

Fine



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