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lavoro pubblicato giovedì 21 maggio 2015
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La maledizione dei Mirante (1)

di Nives7. Letto 885 volte. Dallo scaffale Fantasia

Cosa succederebbe se ci si trovasse di fronte a una vita in pericolo? Sicuramente l’istinto prenderebbe il sopravvento su qualsiasi cosa cercando di portarla in salvo. Per la famiglia Mirante no: il primo istinto deve essere soppresso...

1 episodio - Il segreto di nonno Ted

Quella sera, mentre tutta la sua famiglia era al capezzale di Lila Fortis, Visli Jane Mirante entrava nella sala studio dove era seduto nonno Ted, per donargli conforto. Non si sarebbe di certo aspettata quella scena davanti ai suoi occhi.

-Nonno, fermati ti prego!

-No, Visli Jane! Fermati tu! Non fare un altro passo, piccola mia! O altrimenti questo pugnale finirà per uccidere un’altra persona!

-Cosa dici, non capisco. La nonna mancherà a tutti noi, ma non puoi lasciarci anche tu. Ti scongiuro.

-Ormai pur volendo non potrei tornare sulla mia decisione, devo morire prima che tu possa fermarmi.

E prima che Visli Jane potesse fare un altro passo, il pugnale era già conficcato nel suo petto, nonno Ted aveva compiuto quel gesto temuto.

Il pianto di Visli Jane copriva il fil di voce di nonno Ted, il quale riusciva comunque a donare la chiave che portava sempre al collo con sé e a indicare un cassetto della scrivania. Tra le braccia della sua adorata Visli Jane, nonno Ted spirava.

Nonostante la completa disperazione Visli Jane sapeva che dentro quel cassetto doveva esserci qualcosa di importante decidendo così di aprirlo subito, ancor prima di chiamare i suoi genitori e i suoi fratelli. Da quel diario Visli Jane veniva a conoscenza del segreto che attanagliava nonno Ted. Per ogni vita salvata, un’ altra vita sarebbe venuta meno. Era la maledizione che incombeva su tutta la famiglia, su chiunque portasse quel maledetto cognome Mirante.

Visli Jane realizzava così che suo nonno in realtà non si sarebbe mai suicidato senza prima mettere al corrente i suoi cari di quella maledizione. Era stato solo un momento di profondo sconforto, ma quel pugnale non avrebbe mai conosciuto il petto del protettivo nonno Ted, se Visli Jane non avesse visto quella scena. Nonno Ted non poteva permettere che sua nipote lo salvasse altrimenti un’ altra persona avrebbe perso la vita, e si trattava sempre di una persona cara al “salvatore” di turno. Nonno Ted aveva ancora una volta sacrificato se stesso per la sua famiglia. Nonno Ted aveva portato da solo il peso di quella maledizione, contro cui nulla poteva, affinché i suoi cari vivessero una vita normale, senza timori di eventuali sensi di colpa qualora si fossero trovati nella posizione di dover decidere se salvare una persona a discapito di un’ altra.

Dopo i funerali dei nonni, Visli Jane metteva al corrente suo padre Luck, sua madre Daiana e i fratelli, una coppia di gemelli, Gabriel Fin e la sorella Dosli, di due anni più piccoli di lei, di quella maledizione sovrannaturale che aveva colpito una famiglia così, apparentemente, comune e normale.

Daiana Sestri in verità era l’ unica a poter tirare un sospiro di sollievo, ma le sue grida giungevano alle due villette confinanti, in cui abitavano i due fratelli di Luck. Così anche Elena Mirante e David Mirante, recatisi di corsa a casa di Luck, venivano a conoscenza di tutto.

Il pensiero di Elena andava a sua figlia Silin, la quale portava il suo cognome poiché era il frutto solo di un amore di gioventù e non aveva mai conosciuto suo padre. Elena le aveva dato il suo cognome e così cadeva in un pianto irrefrenabile e si incolpava di aver rovinato la vita di sua figlia, costretta d’ora in avanti a vivere con la paura di potersi ritrovare in quella situazione che le avrebbe ricordato che non era un normale essere umano, non più. C’ era qualcosa di inquietante che incombeva sulla loro famiglia.

Anche il pensiero di David andava alla sua unica figlia, Shisi. Non sapeva se poter tirare o meno un sospiro di sollievo e tutti notavano con stupore che David chiedeva a sua moglie Tisha di tornare a casa, senza proferire alcuna parola su ciò che aveva appena saputo e che avrebbe cambiato per sempre la sua vita e quella della famiglia tutta. David aveva solo il desiderio di parlare con sua moglie e di indagare più a fondo sulla maledizione.

Col passare dei giorni Visli Jane era sempre più strana Le sue due migliori amiche, Aurora e Sìbila, notavano in lei un’ espressione cupa, sapevano che qualcosa non andava e per tirarle su il morale preferivano organizzarle una festa piuttosto che stressarla con domande seccanti, fiduciose del fatto che lei stessa si sarebbe confidata di lì a breve.

Quella sera, alla festa organizzata a bordo piscina da Aurora e Sìbila, erano presenti anche i fratelli di Visli Jane, Gabriel Fin e Dosli, nonché le sue due cugine Silin e Shisi.

Shisi notava fin da subito Ruben.

- Vieni con me, Silin, devi farmi da spalla. È da un pezzo che volevo conoscere quel ragazzo e questa è l’ occasione giusta!

- Oddio Shisi, ma stai parlando di Ruben? Non sai che è il ragazzo di Dosli?

- Hai capito nostra cugina! Beh, ora che lo so, la cosa mi eccita ancora di più! Vieni!

- Ma Shisi, non puoi fare sul serio! Io mi dissocio da questa tua follia! Non fare cavolate, per favore!

Shisi, sorseggiando il suo cocktail a bordo piscina e approfittando del momentaneo allontanamento di Dosli, si imbatteva “casualmente” in Ruben, riuscendo a fare conoscenza con lui.



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