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lavoro pubblicato lunedì 18 maggio 2015
ultima lettura venerdì 13 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Reich: Lettera II

di FrancescoCoppola2. Letto 421 volte. Dallo scaffale Generico

L'immaginazione collettiva sul Pirandello è diversa dalla mia persona. In questa lettera scriverò ad un mio caro amico, pregandolo ... Vi ringrazio per la lettura e vi prego di lasciare un commento in modo che io possa migliorare. Francesco Coppola.

Sorprendendomi della vanità della cosa, me ne andai. Era terribile pensare all'effetto che potesse avere su di me lo stile gotico in pieno XXI sec. L'agghindarsi come a dimostrare di essere qualcuno mi faceva ribrezzo. Da quel giorno decisi di contrastare quasi come un fondamentalista qualsiasi ricerca di bellezza. Probabilmente non avevo mai corso assieme ad Ermione, ma uno dei miei autori preferiti era Wilde. Da quel giorno eliminai tutti i manoscritti dalla mia libreria riguardanti l' estetismo e , per non sbagliare, mi assicurai che tra quei pochi libri riguardanti l'architettura avessi solo Le Corbusier e la Bauhaus. Fatto ciò, per un certo periodo di tempo vissi più che bene, assoparando il gusto dell'interiore e reggendomi su altre solide realtà, adorando Beatrice e rispettando ma non apprezzando l'inettitudine di Svevo. Avevo trovato, per così dire, la mia maschera meno credibile, e ciò mi rilassava notevolmente. Accadde però,nel bel mezzo della mia goduria, un episodio alquanto strano, che per l'ennesima volta mi cambiò. L'accaduto fu questo: una mattina, tornato da scuola, mi volli dedicare a pieno all'argomento da me preferito, ovvero la letteratura. Lessi allora Pirandello, non so perchè, ma il me medesimo di disse che era cosa da fare. Dopo aver navigato tra novelle come "La carriola" o tristi e inadatti a me in quel tempo drammi come "L'uomo con il fiore in bocca", decisi di iniziare a leggere il romanzo "Uno, nessuno e centomila". Non so se alcuni l'hanno letto,ma immagino di sì, essendo una prosa abbastanza famosa. Comunque sia, già al primo capitolo mi fermai, e volli sapere quel che provava il Pirandello. Andai allora davanti allo specchio, e di colpo, senza avviso, si presentò un uomo eccezionale, magnifico, ai miei occhi intelligente e scaltro, un duro lavoratore premiato da un'onnipotenza in anticipo. Mi destai dal lungo sonno, e ricominciai ad amarmi, ad amare quell'insensata autostima, ed a pensare al cambiamento : "Non cambiare idea è da stupidi".

Alla prossima, amico Nulla.



Commenti

pubblicato il martedì 19 maggio 2015
Moony, ha scritto: Come al solito, scorrevole e molto intrigante alla lettura. Ma mi aspettavo che, davanti allo specchio, venisse alla luce qualche difetto, considerando che precedentemente si stava negando l'estetismo. Sai collegare in maniera astuta diversi pensieri e filosofie e non posso fare a meno di adorarlo! Bravissimo. Alla prossima!

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