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lavoro pubblicato lunedì 18 maggio 2015
ultima lettura sabato 16 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Italian man (P. 6)

di vennyrouge. Letto 503 volte. Dallo scaffale Horror

Dove si era cacciata Paola e come avrebbe fatto a rientrare se le aveva lasciato il borsello e l’indirizzo dell’abitazione? .......

"Perciò, ultimamente la lasciava fare e poco importava se capitava di visitare un museo piuttosto che la chiesa desiderata."

Carlo, prima di salire sul bus pregò la moglie di reggergli il borsello: lo avrebbe infastidito nel montare carico com’era di borse della spesa.

Nel momento in cui il pullman partì, incominciò a interessarsi alle costruzioni che si vedevano di là dal vetro, assolutamente convinto che la moglie gli fosse accanto.

La sentiva poggiare sul fianco, mentre il mezzo voltava traversa, o eseguiva delle leggere frenate. Ebbe poi: un vuoto nella testa!

Era per via dell’alcool contenuto nella birra, o l’emozione scaturiva dal paesaggio che si presentava agli occhi e che l’indomani avrebbe lasciato?

Non riuscì a darsi una risposta.

Ricordava che alcune persone erano svenute davanti a qualcosa di molto bello, o almeno tanto gli pareva di avere appreso da una rivista.

Pareva che di fronte alla bellezza l’animo si smarrisse, e la cosa procurasse in taluni la perdita momentanea dei sensi.

Certo, non poteva assumere valido il medesimo effetto, ma la coppia abitava al sesto piano di un palazzone con altrettante scale, e un qualche disagio, quelle case basse ordinate e pulite, lo procurava.

Fu l’ultimo pensiero di senso compiuto che si accorse di fare. Da là, il suo senno si perse nel contemplare il panorama.

Dopo una ventina di minuti si voltò per dichiarare alla moglie che le voleva davvero bene, e aggiungere che era stata una buona idea venire a trascorrere nel luogo la vacanza.

Si accorse in quel momento che lei non c’era.

Controllò meglio tra le facce sul bus, ma niente: di Paola nessuna traccia!

Per qualche motivo non era salita con lui alla fermata?

L’improvvisa constatazione e l’ansia per le conseguenze gli procurarono un’indubbia confusione.

Dove si era cacciata Paola e come avrebbe fatto a rientrare se le aveva lasciato il borsello e l’indirizzo dell’abitazione?

“Sì. Certamente!”, disse, ricordando il riferimento utile a rientrare: “Gilching.”

Era il quartiere però, oppure si trattava della via?

Pensò di domandare all’autista, ma che diamine: in che modo si chiamava la località in cui alloggiavano? All’improvviso quell’indicazione era diventa vacua. Evanescente. Era forse Helsinki?

No, quello era il nome di una città in un’altra parte del mondo, e allora? Cavolo: come avrebbe fatto?

Diamine se si avvertiva nervoso!

Ebbe una scossa nella testa e un dolore acuto. Gli sembrò di avere un mancamento. Poi tornò a sentirsi meglio e si rassicurò: la linea viaria sulla quale si trovava era quella giusta, perciò avrebbe riconosciuto il luogo dove solitamente montavano.

Una volta individuata la fermata, sarebbe sceso e Paola sarebbe giunta dopo qualche minuto con la successiva corsa.

Era sufficiente attendere sotto la pensilina: “Nulla di che!”.

Le località continuarono a cambiare: ma come faceva a decidersi a lasciare il bus, se tutti i luoghi sembravano simili?

Più volte, aveva affermato mentalmente: “Ah, meno male! È qui! Ne sono certo!”.

Poi?

Qualcosa mancava! Qualche dettaglio non lo convinceva: la chiesa ortodossa c’era, sì, ma non era come la ricordava.

“Eccolo, sì, quello era l’ipermercato dove acquistavano il biglietto!”.

Non era vicino a un’edicola? Strano, perché adesso non la notava!

Il luogo diveniva allora meno familiare, fin tanto da significare nulla! ... SEGUE.



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