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lavoro pubblicato lunedì 18 maggio 2015
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

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La maledizione dei Mirante (2)

di Nives7. Letto 797 volte. Dallo scaffale Fantasia

2 episodio - La maledizione prende formaNel conversare con Ruben, Shisi sentiva improvvisamente su di sé lo sguardo fulmineo di Dosli e si allontanava da lui sussurrandogli "ci vediamo presto". Il labiale di Shisi non era passato inoss...

2 episodio - La maledizione prende forma

Nel conversare con Ruben, Shisi sentiva improvvisamente su di sé lo sguardo fulmineo di Dosli e si allontanava da lui sussurrandogli "ci vediamo presto". Il labiale di Shisi non era passato inosservato a Dosli.

- Quanto a mancanza di lealtà ha già precedenti vari. Che ti stia lontana! - si rivolgeva Dosli, stizzita, a Ruben, mandando giù uno shortino.

- E' simpatica. Non mi avevi mai parlato di lei. - replicava sorpreso Ruben.

- Non può ricevere considerazione il "nulla". Tieni, bevi con me! - ribatteva repentina Dosli.

I due si allontanavano dal centro del giardino di villa Mirante, dirigendosi verso un dondolo più appartato, mentre Shisi seguiva con attenzione i loro movimenti.

Shisi si era recata alla festa alla villa dei nonni con la sua migliore amica Rossella, la quale non era di certo all' oscuro dell'antipatia che Shisi da sempre nutriva nei confronti di sua cugina Dosli.

- Dai, basta, Shisi! Non faccio altro che sorbirmi le tue lamentele sui comportamenti di tua cugina! Non puoi meravigliarti del disprezzo di Dosli... Sai benissimo che in realtà dovresti essere grata che almeno non ti abbia tolto del tutto il saluto! Cosa che sarebbe stata più che giustificata a fare, dopo che la scorsa estate le hai soffiato il ragazzo! Due estati fa è invece toccato a me... Aaaah, Shisi! Non tutti perdonano come la cara Rossella! Per questa estate almeno prendi di mira una terza vittima, altrimenti, se ricomincia l' alternanza, dovrò pensare che la prossima estate toccherà di nuovo a me subire il tuo torto e sarò costretta a mantenermi zitella fino all' autunno, ahah! - si sfogava un po' alticcia, ma dopotutto divertita, Rossella, dietro un laconico "sei brilla" di Shisi.

Le due e i loro due bicchieri di cocktail, il terzo a testa, passeggiavano ridacchiando e dirigendosi verso il dondolo.

Quella era la prima sera in cui Visli Jane, dopo la morte dei nonni, riusciva a godersi la serata con un minimo di spensieratezza.

- Vi ringrazio, amiche mie, per la vostra premura. Inoltre, aver pensato di organizzare la festa nel giardino della villa dei miei nonni è stato un gesto troppo caro. - diceva Visli Jane, abbracciando Aurora e Sìbila.

Quel frangente di serenità veniva improvvisamente scalzato via da urla disperate. Visli Jane si faceva largo tra la gente tutta ammassata a bordo piscina, intenta a capire cosa stesse accadendo. Riusciva finalmente a scorgere qualcosa nell' acqua... Era un corpo che si dimenava... Visli Jane con impeto giungeva in prima fila e, riconoscendo quel bracciale sul polso, lanciava un urlo disperato! Si toglieva in un lampo le scarpe dando un calcio nel vuoto, ma, in procinto di tuffarsi, sbucava lì alle sue spalle sua cugina Shizi:

- Sei una Mirante. Ricordalo. - l'ammoniva Shizi, dall' aria soddisfatta.

Improvvisamente un brivido di gelo saliva lungo la schiena di Visli Jane. Solo in quel momento realizzava come quella maledizione avesse un potere enorme su di lei. Com' era possibile perdere secondi preziosi quando era in gioco la vita di sua sorella? Come poteva restare impassibile alla vista di quelle bolle in acqua che designavano la sofferenza che stava provando una delle persone più care della sua vita? Questione di pochi attimi... Solo pochi attimi e Dosli, che non aveva mai imparato a nuotare, sarebbe morta se non l'avesse salvata. Pochi attimi e qualcun altro avrebbe perso la vita se, invece, si fosse tuffata a capofitto per portarla in salvo. Si sentiva impotente. Non si capacitava di come una forza, un qualcosa di esterno, di superiore, di ignoto, potesse inficiare la sua libertà di agire. Visli Jane era sconvolta e trovava assurdo tutto ciò. Non smetteva di tremare. Ma la cosa che davvero le aveva fatto più ribrezzo in quel momento era stata la sua titubanza. Si sentiva una persona orribile. Sua sorella stava morendo davanti ai suoi occhi e lei, seppure tutti questi pensieri si erano consumati nell' arco di pochi secondi, si era fermata a pensare, a valutare quale fosse la scelta migliore. Ma come poteva esserci una scelta migliore? Come poteva essere subentrata la razionalità in quella circostanza? L' istinto, di fronte alla visione di sua sorella quasi annegata, avrebbe dovuto prendere il sopravvento su qualsiasi altra cosa. Dopo tutti quei pensieri che l' avevano appena tormentata, Visli Jane si tuffava, delusa da se stessa.



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