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lavoro pubblicato martedì 12 maggio 2015
ultima lettura lunedì 6 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Italian man (5)

di vennyrouge. Letto 621 volte. Dallo scaffale Horror

Per spostarsi nella città, i coniugi Rossi, che non conoscevano la lingua, utilizzavano una strategia semplice e funzionale.......

"In più non c’era maniera per cambiarli e si era messo anche il tempo mutato in freddo a innervosirla." ...

Per spostarsi nella città, i coniugi Rossi, che non conoscevano la lingua, utilizzavano una strategia semplice e funzionale: il mattino segnava il punto di arrivo sulla cartina e una volta fuori dall’abitazione domandava ai passanti, mostrando loro la piantina con i luoghi di partenza e d’arrivo evidenziati dal segno di matita.

La gente del posto si era sempre dimostrata disponibile ricorrendo senza remora anche a concitati gesti di spiegazione, quando la coppia proprio non comprendeva.

Era giusto affermare che tutti avevano risposto con pazienza e cortesia alle loro interpellanze e soprattutto con il sorriso, tanto da lasciar pensare di possedere una predilezione per gli italiani: “Altro che antipatia”, come avevano sentito dire!

In merito, in uno dei tanti ragionamenti sulle abitudini di vita in città, la coppia considerò fosse un luogo comune pensare che i connazionali fossero mal visti, o perlomeno, non fosse del tutto vero quanto si narrava: “Almeno, fin tanto ti comporti educatamente!”, aveva asserito Carlo.

Secondo Paola, il popolo teutonico teneva alle proprie abitudini e peculiarità le quali erano da rispettare:”Esattamente come gli italiani!”, gli obbiettava il marito, rammentando che una cosa era fare i turisti un’altra essere immigrati.

Insomma: un poco come il pesce. Dopo qualche giorno: puzza!

Riferendosi all’acquisizione delle lingue, Carlo si vantava con i figli e con la moglie di averne memorizzata più d’una raccogliendosi nella lettura del testo e traduzione delle canzoni che più amava.

Sostenendo in definitiva, il modello dell’autodidatta.

Secondo l’uomo, una volta conseguite le basi dalla scuola, occorreva continuare ad apprendere seguendo ogni fonte; e tale metodo e ricerca era necessario portare avanti per tutta la lunghezza della vita.

Questo brevemente il sunto del pensiero e della propria esperienza ed era così che si era preparato e da semplice ragioniere intendeva le norme del lavoro e del condominio, quanto un laureato.

Gli associati glielo riconoscevano, e incontrandolo al sindacato e quando in strada mancavano mai di dire: “Buon Giorno dottore!”, alzando il cappello.

I figli, invece, lo irridevano scherzosamente tra le mura domestiche per la pronuncia assolutamente imperfetta dell’inglese, e perché, messo alle strette con il parlato, confondeva i vocaboli.

Del resto cosa domandare a un uomo d’altri tempi?

Era scontato che difendesse il proprio scibile con i figli: oltre essere una maniera per rimanere a capo della famiglia e mantenerla unita era pure un metodo per nulla invasivo di avere idea di quanto imparassero a riguardo e fossero preparati.

In ogni caso confortava a Paola, che pur essendo meno acculturata in termini di titoli scolastici: possedeva un semplice diploma triennale di segretaria ma che andava all’arrembaggio per recuperare le informazioni necessarie alla permanenza e al tragitto e riportava puntualmente a casa!

“Se non ci fossi io!”, gli aveva strillato una volta, stanca del borbottio riguardo a un percorso rivelatosi purtroppo, sbagliato.

Perciò, ultimamente la lasciava fare e poco importava se capitava di visitare un museo piuttosto che la chiesa desiderata. ...segue.



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