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lavoro pubblicato martedì 12 maggio 2015
ultima lettura mercoledì 21 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Italian man (5)

di vennyrouge. Letto 581 volte. Dallo scaffale Horror

Per spostarsi nella città, i coniugi Rossi, che non conoscevano la lingua, utilizzavano una strategia semplice e funzionale.......

"In più non c’era maniera per cambiarli e si era messo anche il tempo mutato in freddo a innervosirla." ...

Per spostarsi nella città, i coniugi Rossi, che non conoscevano la lingua, utilizzavano una strategia semplice e funzionale: il mattino segnava il punto di arrivo sulla cartina e una volta fuori dall’abitazione domandava ai passanti, mostrando loro la piantina con i luoghi di partenza e d’arrivo evidenziati dal segno di matita.

La gente del posto si era sempre dimostrata disponibile ricorrendo senza remora anche a concitati gesti di spiegazione, quando la coppia proprio non comprendeva.

Era giusto affermare che tutti avevano risposto con pazienza e cortesia alle loro interpellanze e soprattutto con il sorriso, tanto da lasciar pensare di possedere una predilezione per gli italiani: “Altro che antipatia”, come avevano sentito dire!

In merito, in uno dei tanti ragionamenti sulle abitudini di vita in città, la coppia considerò fosse un luogo comune pensare che i connazionali fossero mal visti, o perlomeno, non fosse del tutto vero quanto si narrava: “Almeno, fin tanto ti comporti educatamente!”, aveva asserito Carlo.

Secondo Paola, il popolo teutonico teneva alle proprie abitudini e peculiarità le quali erano da rispettare:”Esattamente come gli italiani!”, gli obbiettava il marito, rammentando che una cosa era fare i turisti un’altra essere immigrati.

Insomma: un poco come il pesce. Dopo qualche giorno: puzza!

Riferendosi all’acquisizione delle lingue, Carlo si vantava con i figli e con la moglie di averne memorizzata più d’una raccogliendosi nella lettura del testo e traduzione delle canzoni che più amava.

Sostenendo in definitiva, il modello dell’autodidatta.

Secondo l’uomo, una volta conseguite le basi dalla scuola, occorreva continuare ad apprendere seguendo ogni fonte; e tale metodo e ricerca era necessario portare avanti per tutta la lunghezza della vita.

Questo brevemente il sunto del pensiero e della propria esperienza ed era così che si era preparato e da semplice ragioniere intendeva le norme del lavoro e del condominio, quanto un laureato.

Gli associati glielo riconoscevano, e incontrandolo al sindacato e quando in strada mancavano mai di dire: “Buon Giorno dottore!”, alzando il cappello.

I figli, invece, lo irridevano scherzosamente tra le mura domestiche per la pronuncia assolutamente imperfetta dell’inglese, e perché, messo alle strette con il parlato, confondeva i vocaboli.

Del resto cosa domandare a un uomo d’altri tempi?

Era scontato che difendesse il proprio scibile con i figli: oltre essere una maniera per rimanere a capo della famiglia e mantenerla unita era pure un metodo per nulla invasivo di avere idea di quanto imparassero a riguardo e fossero preparati.

In ogni caso confortava a Paola, che pur essendo meno acculturata in termini di titoli scolastici: possedeva un semplice diploma triennale di segretaria ma che andava all’arrembaggio per recuperare le informazioni necessarie alla permanenza e al tragitto e riportava puntualmente a casa!

“Se non ci fossi io!”, gli aveva strillato una volta, stanca del borbottio riguardo a un percorso rivelatosi purtroppo, sbagliato.

Perciò, ultimamente la lasciava fare e poco importava se capitava di visitare un museo piuttosto che la chiesa desiderata. ...segue.



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