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lavoro pubblicato domenica 10 maggio 2015
ultima lettura martedì 13 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Scherziamo con le favole

di tremendae. Letto 549 volte. Dallo scaffale Horror

Questo è un racconto breve (meno di 2500 battute) che ho scritto per la rivista Mistero, che è stato pubblicato nel numero di maggio.

Non esiste una trama, esiste solo una storia. La mia storia.
Dammi pure il nome che vuoi, anche il tuo. Sì mi chiamo proprio come te.
Tutto è iniziato una notte d'estate, fuori faceva caldo e dormire con le finestre aperte aiutava a
prendere sonno.
Ti capita mai di sognare? Intendo quei sogni strani, a metà tra l'incubo e la realtà. A me è capitato proprio quella sera.
Il vento spirava nella notte afosa di mezza estate, potevo sentirlo correre lungo la schiena quando un suono irruppe intorno a me, come se decine di campanelli brillassero, rimbombando di luce l'oscurità intorno a me. Spalancai gli occhi e tutto ciò che vidi fu il letto, la finestra spalancata e la pallida luce della luna intenta a filtrare tra i secchi rami delle piante.
Mi ricacciai a letto, dicendomi sciocco per quella paura priva di fondamenta.
In un dormiveglia a cavallo tra incubi e orrori di realtà, nuovamente quel suono raggiunse le mie orecchie. Non era il vento. Non era la luce dell'astro della notte. Erano decine e decine di
lumiscenze sospese a mezz'aria tra la finestra e il letto.
Ero spaventato, ma allo stesso tempo non avvertivo alcun pericolo o paura.
S'insinuò nella mia mente una voce, mi misi ad ascoltarla: sussurava in una lingua tanto antica quanto famigliare. Mi trovai perso a fissare quelle luci, così incapaci ad esser ferme in un'unica forma.
So cosa ti stai chiedendo, so quello che vuoi che dica. Ma non posso dirlo.
Il ricordo successivo a quelle luci sei tu che mi ammanetti, strattonandomi per salire su un'auto mentre gridi che sono un assassino. Ma io non ho mai ucciso nessuno e i corpi di mio padre, mia madre e mio fratello non so dove siano.
Forse, se le luci torneranno, potrò chiederlo a loro.
Così avrò pace.


Commenti

pubblicato il domenica 10 maggio 2015
zero1in2condotta, ha scritto: Bella narrazione: siamo così razionalizzati che perfino il nostro inconscio ci sembra fantasia. Ma, nasciamo con l'inconscio. E... perchè?

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