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lavoro pubblicato domenica 10 maggio 2015
ultima lettura venerdì 10 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

la casa nella valle - 6

di Legend. Letto 434 volte. Dallo scaffale Fantasia

Capitolo 6° – I segreti Il Natale era ormai li e la neve accelerava ogni giorno la sua caduta, quasi preoccupata di non poter fare in tempo, addobbando tutto per benino e Fred decise di andare ad usare la chiave della casa di Amelia… - Sara, andia

La casa nella valle - 6

di Pocechini-Cotrozzi

Capitolo 6° – I segreti



Il Natale era ormai li e la neve accelerava ogni giorno la sua caduta, quasi preoccupata di non poter fare in tempo, addobbando tutto per benino e Fred decise di andare ad usare la chiave della casa di Amelia…
- Sara, andiamo ad avvisare don Lorenzo… - l’Uomo le aveva confidato il fatto che doveva avvenire. La ragazzina non aveva fatto domande, ma mostrò di essere coinvolta.
- Eh, sì, Fred, credo proprio che sia ora… anche perché la neve scende soltanto e non si scioglie…E poi – fece un bel sospirone – e poi, voglio ringraziarla per ... – sembrò incrinarle la voce – Fred, mi perdoni? Ho promesso a Caterina di non farti sapere del libro che mi ha mandato quella signora…L’ho trattata così male…
- Hai avuto un segreto con me? – Fred era davvero stupefatto – D’accordo, allora ti confesso che anche io ho tenuto un segreto a te…
- Quale?... – Intervenne, ma lui l’interruppe…
- Te lo dirò strada facendo…Non passeremo in canonica a prendere nessuna chiave. Andiamo dritti a bussare.

Fred preparò il carro, mise sopra qualche coperta e del cibo. Sara già sull’uscio, tirò il portoncino, infilò la chiave nella toppa e girò tutte e quattro le mandate. Con un salto da gatta salì accanto a Fred:
- Andiamo!
- Sì, ma accostati bene la coperta se non vuoi diventare una statua di ghiaccio – e rise, schioccando la frusta. I cavalli presero a saltellare.

Non avevano mai viaggiato insieme. Sara guardava incantata la valle che si allontanava…Pensava ai bei racconti di Fred che avvenivano per il Natale. Alle luci che avrebbero illuminato le finestre e torno torno la loro casa. “E persino qualche albero”, le aveva detto.
- Ehm…sai Saruccia, io e Amelia abbiamo contratto un matrimonio…Anzi –tirò fuori dal taschino del giubbotto un anello e lo infilò al dito sinistro
- Era la fede nuziale di mio padre…
- Sposati…e la fede di Amelia?
- Era di mia madre…Oggi vorrei che lo indossasse
- L’hai portata?
- No, lei l’ha con sé.
Rimasero in silenzio fino alla salita che portava alla collinetta, sotto Monte Cotrozzi.
Fred immaginava i pensieri di Sara, chissà se lei immaginava i suoi?

Il sole era alto. Monte Cotrozzi sprizzava luce, da dover stringere gli occhi, quando una collinetta più piccola, a ridosso della montagna, apparve come d’incanto.
- Ma che bel posto abita Amelia… – disse Sara, con un gridolino - Guada che bella stalla pitturata di azzurro… Che belle tendine hanno le finestre della casa.
Anche a Fred scappò un suono di meraviglia.
- Mi fai una grazia, Sara?…Non aggredire quella donna…Prometto che rimanderò ogni decisione senza avertene prima parlato.
Inaspettatamente Sara l’abbracciò:
- Sarò sempre la cosa più importante per te?...Tu lo sei per me… – Soppresse un singhiozzo.
La porta davanti a loro si aprì, e lei apparve incappucciata:
- Entrate…fate con comodo, riscaldatevi e consumate ciò che è sul tavolo…Io torno verso il tramonto – e prese a correre verso la discesa.

- No…dove vai…Siamo venuti a prenderti… - gridò Sara - C’è tanto da fare in casa nostra…io ho bisogno di vestiti, sono cresciuta…
Amelia si scoprì il capo e guardò Fred. Questi annuì.

Allora fu tutta una corsa. Amelia prese per mano Sara, tirandosela dietro, ed aprì la stalla, fece uscire due splendide mucche e invitò l’uomo ad avvicinare il carro. Poi, accanto alla stalla, liberò l’ingresso d’una specie di grotta, dove c’era un calesse da passeggio e un bel baio maremmano.
Sara lanciò un grido di gioia:
- Posso cavalcarlo?
Fred strinse un braccio ad Amelia
- Salirete tutte e due sul calesse…e torneremo nella nostra valle.
- E quando torneremo a prendere tutto?
Sara indicava gli ulivi, la vignetta grondante neve. Amelia tentava di parlare, forse di fare un elenco di cose da non abbandonare là per sempre?
- Ragazze, Non voglio viaggiare nel buio pesto… - poi si rivolse ad Amelia – Sai già a chi far custodire…e fece fare alle braccia un largo giro.
Lei annuì.¬- Però – disse – dobbiamo portare via un po’ di caciottine ancora sotto sale e…dobbiamo scendere nella grotta a prendere...puntò all’interno della casa.
- Ho capito – disse Fred – Andiamo Sara, Amelia ci mostrerà dove seguirla e partiamo subito, il calesse non puo’ stare appresso al carro.
Poi, Amelia, si accovacciò sul fianco Sara e la coprì col la pelliccia rossa delle volpi, che era stata di sua madre, amatissima dal proprio papà. Afferrò le redini del robusto baio e s’incamminò dietro il carro stracolmo di Fred. Le due mucche ben legate, precedevano i cavalli.

Giunti in tarda notte, Fred disse che avrebbero scaricato tutto all’indomani e fumando il freddo a mo’ di nebbia, andò a soccorrere la brace ancora presente nell’enorme camino. Sarà sembrò sgaiattolare per la scala un po’ curva, poi, rotolò giù un grosso volume.
- Ah…grazie di aver preso con te qualche libro… - disse tranquillamente Amelia - non ho avuto il coraggio di sopraccaricare il carro.

***

E furono i giorni di Natale. Tante lampade di rame furono lucidate e riempite di petrolio e postate sotto la tromba della scala.

Quella mattina Fred aveva deciso di andare in città con il carro e Sara appena scesa di sotto gli chiese
– Verrà con te anche Amelia?
– Sì… Vuoi venire anche tu?
– Non posso, non ho ancora munto e poi debbo aspettare che passi il carro della raccolta del latte. – Disse scuotendo il capo e contemporaneamente saltò al collo di Fred, fissando sulla sua fronte due rumorosi baci
– Perbacco! – Esclamò lui – Oggi sei in vena di donazioni. Cos'avrò mai fatto per meritare tanto?
– Non sono tutti per te, uno è per Amelia
– Perché non glielo dai personalmente tu? Potresti farle capire che in fondo le vuoi bene
– Lo sa già...
Pochi istanti dopo Amelia salì sul carro. Indossava una mantella di lana foderata. Graziosamente sistemo sulla testa il ricco cappuccio guarnito di pelliccia di coniglio selvatico.
– Ti porteremo un bel regalo – disse – e se Alba dovesse farsi vedere non darle troppo fastidio
– Tranquilli...ma tornate presto – Mormorò, osservando il carro allontanarsi

Purtroppo anche quel giorno volò via senza che Alba si facesse vedere e quando a sera inoltrata udì il carro rientrare uscì di casa andando loro incontro con il volto serio.
– Ciao pulcino! – La salutò lui saltando giù dal carro – Ti abbiamo portato tre regali meravigliosi
La sua presenza e il solito scompigliamento dei capelli mutarono completamente il broncio di lei in un largo sorriso che le illuminò il volto
– Tutti per me? – Esclamò prendendosi il volto tra le mani
– Questo è il primo – Disse Amelia schioccandole un bacio sulla guancia – Mi sei mancata
– E a te? – Chiese Sara divincolandosi dalle sue braccia e rivolgendosi a Fred – A te non sono mancata?
– Lo sai che senza di te sono un uomo triste
– Smettila di divertirti alle mie spalle e dimmi cosa mi avete portato?
Con un balzo lei si arrampicò sulla sponda, ed alla luce della luna, tra casse, sacchi di provviste e neve, vide un ramo d'abete adagiato sul fondo.
– Ma questo è un ramo d'albero! – Borbottò voltandosi verso di lui sconsolata – Cosa dobbiamo farne? Abbiamo fin troppa legna da ardere
– Legna da ardere? Ehi! Bada come parli, questo è il miglior ramo d'abete canadese di tutta la zona
– A me sembra che sia come tutti gli altri – Borbottò tornando a guardare sul fondo del carro
– Ah Signore, ma perché hai mandato in questa valle di lacrime le donne? Non bastavano i guai che ci mandi? – Esclamò lui ribaltando la sponda del carro
– Invece di fare lo spiritoso, perché non mi spieghi cosa vuoi farne?
– Ma lo hai guardato bene?... E come se venisse dal Vermont…
– Si, ma più lo guardo meno capisco a cosa possa servirci
– Bene, eccoti accontentata, questo sarà il nostro albero del prossimo Natale
– Oooh! – Esclamò tornando ad osservare il fondo del carro – Ed è tutto qui il nostro albero di Natale?
– Porca vacca, ma cosa pretendevi che ne tagliassi uno alto venti metri? Non sarà grandissimo, ma vedrai in cosa si trasformerà quando lo avremo decorato come si conviene
– Io credevo che un albero di Natale fosse un vero albero
– Beh, probabilmente qualcuno lo avrà perfino con le radici, ma tu rammenta sempre che non si può togliere alla terra ciò che non possiamo restituirle. Su, dacci una mano a trasportare in casa le provviste, ho una fame da lupo. Cos'hai preparato per cena?
– Una frittata gigantesca con salsa di mele, patate e carote...Ma – riguardando il ramo, chiese - sei sicuro che andrà bene?
Lui si grattò il capo
– È soltanto un ramo, lo so, ma quello che conta è come lo vediamo noi

Lei annuì e senza fare ulteriori commenti lo aiutò a trasportare in casa le provviste e l'albero, che lui sistemò subito su di una pedana nell'angolo tra il camino e la scala che conduceva di sopra.
– Si è vista Alba? – Domandò mentre inchiodava l'albero alla pedana
– No! – Rispose seccamente Sara
– È un bel po' che non si fa vedere
– Eh si! – sospirò - Prende il suo latte durante la notte e poi se ne va. Forse non le sono piaciuta
– Non le sei piaciuta? Beh, allora permettimi di dirti una cosa; a me quella gatta non ha mai permesso neppure di avvicinarmi, mentre a te ha concesso perfino di accarezzarla
– Non vuol dire nulla!
– Santo cielo, possibile che tu sia così testona? Vuol dire che le sei piaciuta
– Tu credi?
– Ci scommetterei tutta la nostra terra
– Cosa faresti? – intervenne lei, guardandolo sorpresa
– Beh, forse ho esagerato un po', però sono pronto a scommetterci il furgone.
– Bella forza, quell'aggeggio non riesce più neppure a muoversi
– Cos'altro vuoi che scommetta? Tanto non le sono piaciuta – Piagnucolò
– Sai che quand'ero bambino m'innamorai di una...
– Allora perché non si fa vedere? – Lo interruppe Sara– Questo non lo so, ma non dovresti scoraggiarti così presto. Gli animali non vedono le cose alla nostra maniera
– Lei non mi vuole – Brontolò scuotendo il capo
– Vedrai che un giorno o l'altro si farà viva – intervenne Amelia con voce ferma.
Sara annuì con uno stiracchiato sorriso sulle labbra – Si, è probabile che torni a farmi una visita, ma non mi vuole
– Dalle tempo, – Mormorò Amelia chinandosi per stringerla a sé – e se tornerà sarà soltanto perché qui ci sei tu.

Il resto della serata trascorse nel racconto che Amelia fece del viaggio nella vicina città e delle ultime novità viste in città e, soprattutto dall'interesse che suscitò un misterioso pacco deposto accanto al camino.
– Che roba è? – Chiese Sara
– È il regalo che ti ho voluto fare io
– Un regalo per me? – Chiese sgranando gli occhi
– Ti sembra così strano?
– Non lo so, ma io non ho mai ricevuto regali
– Va bene, domani ne parleremo, ora si va a nanna… Sai che i doni possono essere aperti soltanto la mattina del giorno di Natale?
– Non ci proverò, te lo prometto

Com'è facile immaginare, fin dalle prime ore del mattino Sara iniziò a gironzolare attorno all'albero, senza decidersi a chiedere cosa avrebbe dovuto farne e soprattutto a cosa potessero servire tutti quei ninnoli, nastrini, fiocchi e compagnia bella, che erano in una delle scatole che avevano portato dalla città.
E quando finalmente si decise a fare quelle domande, accadde che, se ad Amelia occorsero diversi minuti per dare spiegazioni dettagliate e, soprattutto, farle afferrare il senso di tutto quel po' po' di lavoro, a Sara furono sufficienti pochi istanti per iniziare a salire e scendere dalla scala, riempiendo la stanza di esclamazioni, approvazioni o mugugni, adornando l’albero e disfacendolo almeno una ventina di volte prima che scendesse la sera.
La frenetica confusione, che coinvolse l'intera casa, ebbe termine pressappoco all'ora di cena con buona pace di Fred e Amelia. Più tardi, però, dopo aver risistemato la cucina e mentre seduta davanti il camino Sara si godeva orgogliosa il risultato di un'intera giornata di lavoro, Amelia dovette raccontarle come si preparava al Natale quand'era piccina
– Ho capito, c'è chi lo fa preparando l'albero e chi allestendo un presepe – Fu la sua laconica risposta
– Ora rispondi a me, quand'eri bambina avevi l'albero o il presepe?
– Ti deludo se dico che non avevo nulla?
– Capisco cosa intendi, allora spiegami chi è babbo Natale? – Chiese lei, intuendo che si accingeva a chiudere l'argomento
– Hai proprio deciso di farmi restare senza voce?...
– Oddio, vorrei tanto crederci anch'io
– Lo so, ma se le cose andranno come debbono andare è probabile che avrai la tua occasione per crederci
– Tu lo hai mai visto lo spirito del Natale?
– No!
– Perché nessuno riesce a vederlo?
– Anche questo non è esatto! Soltanto agli adulti è preclusa questa possibilità
– I bambini possono?
– A volte…però accade molto raramente
– Credi che a me potrebbe accadere?
– Sara, vorrei che ti fosse data questa opportunità
– C'è qualche regola da seguire?
– Sì, due o tre
– Quali?
– Avere la tua età, una buona dose di fantasia e un cuore limpido
– È importante avere un cuore limpido?
– Si, direi che è determinante
– Perché?
– Perché il velo che protegge lo spirito del Natale può essere sollevato soltanto dalle anime pure
– Sta a vedere che questa notte sognerò il tuo spirito del Natale – fece un risolino - Sapessi come v'invidio. Tu e Fred siete così bravi a dar vita a cose passate che a volte mi sembra di vivere di persona le vostre storie; quando mi hai raccontato dei tuoi genitori io li l'ho amati con la stessa intensità del tuo cuore
– Tutto questo ha un senso per te?
– Non lo so – prosegui Sara con voce leggera – ma debbo aver fatto qualcosa di eccezionale se vi ho meritati...tua madre me la immagino bellissima
– Mio padre mi raccontava che lo era, la sua bellezza apparteneva al mondo in cui vivono soltanto le madri, aveva gli occhi chiari come l'aria, così grandi e profondi che a guardarli si aveva l'impressione di osservare il cielo. Per anni ho creduto che non avesse avuto alcun peso nella mia formazione, invece lo ha avuto nella maniera più delicata e riservata che si conosca. La sua presenza sempre defilata mi è stata accanto in ogni momento offrendomi la sua sicurezza, la sua saggezza, la sua onestà, la sua chiarezza di pensiero, la sua spontaneità
– Dio, mi fai venire i brividi – esclamò Sara.

Segue...



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