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lavoro pubblicato giovedì 7 maggio 2015
ultima lettura martedì 20 ottobre 2020

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La Perla Nera (Capitolo 2)

di AgaveAntica. Letto 667 volte. Dallo scaffale Generico

Così un anno dopo, quando in una calda notte d'estate Lavinia, che era seduta sulla panchina del grande giardino di casa, vide Amedeo inginocchiarsi e tirare fuori una piccola scatolina grigia,  aveva capito con una stretta al cuore che anc...

Così un anno dopo, quando in una calda notte d'estate Lavinia, che era seduta sulla panchina del grande giardino di casa, vide Amedeo inginocchiarsi e tirare fuori una piccola scatolina grigia, aveva capito con una stretta al cuore che ancora una volta aveva lasciato che gli altri decidessero per lei, che gli eventi la sballottassero qua e là, senza che lei opponesse loro alcuna resistenza. Forse era la paura di deludere le alte aspettative di chi le stava attorno, forse era l'incapacità di prendere una vera decisione senza tardivi ripensamenti che la terrorizzavano a tal punto da preferire rimanere indifferente, lasciando dormiente ogni sua volontà. Del resto, nella vita di Lavinia era stato sempre così. O no? Mentre Amedeo aspettava ansioso una sua risposta, con un largo sorriso smagliante e sicuro di sè stampato sulla faccia, lei era riandata con la mente a tutte le scelte davvero importanti della sua vita, scelte che però erano sempre state prese dagli altri. C'era stata la scelta dell'università, corso di economia aziendale alla Bocconi, così distante dalla sua passione per la biologia marina, che però il padre non avrebbe mai e poi mai accettato. C'era poi stato il lavoro al quale era stata avviata nella grande impresa di famiglia, all'interno dell'ufficio marketing; così monotono e grigio che presto aveva condotto Lavinia a vedere le giornate come ungrande insieme indistinto fatto di riunioni, conferenze e lunghe ore da passare davanti al computer. Ogni giornata uguale alla precedente. Ma c'erano anche le amiche, tutte figlie di facoltose coppie in stretta relazione coi genitori, quindi praticamente già imposte da quando Lavinia era solo una bambina. C'erano le grandi feste alle quali doveva essere presente perchè parte della famiglia; c'erano i bei regali costosi che però lei non amava; c'era stata-soprattutto in tenera età- la soppressione di qualsiasi suo istinto innato, come quello avventuroso che la spingeva a fare lunghe passeggiate nella grande tenuta di famiglia immersa nel verde, fino ad inoltrarsi nel folto bosco. Sua madre non poteva sopportare di vederla tornare a casa tutta sudata e impiastricciata dalla fanghiglia, anche se radiosa e finalmente felice. Era sempre in ansia durante queste sue assurde avventure e le aveva impedito di stare nel bosco per più di due. "Se vuoi fare un po' di moto puoi sempre venire in piscina con me, o andare a giocare a tennis con tuo padre" e con questa frase lapidaria le aveva negato quella quotidiana gioia che solo la natura può dare aglo spiriti liberi. Anche Amedeo, che ora le stava davanti, era stato da subito il prescelto dai Casati, perchè elegante, bello e figlio di una delle famiglie più in vista di Milano. Un no alla proposta matrimoniale avrebbe significato scandalo, un'enorme granata che improvvisamente si abbatteva sulla famiglia Casati, e Lavinia sapeva che per lei sarebbe stata la fine del rapporto coi suoi genitori. E poi lui era stato così romantico, le aveva dedicato un regalo che tradiva il suo vero amore. Dentro la bella scatoletta infatti c'era un anello, ma non uguale a tutti gli altri. Al posto del tradizionale diamante aveva una grossa e leggermente irregolare perla. Era scura come il mare di notte e i numerosi riflessi andavano dal blu metallico al madreperla chiaro. Amedeo le aveva spiegato emozionato che quella perla era lei, in tutta la sua unicità e imperfezione. Lavinia non aveva potuto impedire che gli occhi le si facessero lucidi: Amedeo l'amava di un amore disinteressato, non per i suoi soldi o la sua posizione sociale, ma per quella che realmente era. Non c'era mai stato nessuno nella sua vita che l'aveva compresa così a fondo come l'uomo che ora la teneva stretta tra le sue braccia. In un lampo di lucidità aveva pensato che forse lei non lo ricambiava nello stesso modo, che dirgli di sì avrebbe significato giorni infelici e pieni di rimpianti in futuro. Ma questo era il sentiero già tracciato dopo tutto, la via più facile e l'unica che amici e genitori avrebbero approvato: sposarsi. E se nonostante tutto fosse stata ancora in tempo? Se avesse osato spezzare quella catena interminabile di eventi non desiderata che la stava portando al declino? Impossibile. Lavinia aveva 26 anni e una immensa paura di rimanere sola. Amedeo era perfetto per lei, non lo ripetevano forse in continuazione tutti quanti?
Gli disse "Sì" e fu come se si fosse chiusa a chiave dentro la prigione che lei stessa si era fabbricata con le proprie mani.



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