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lavoro pubblicato giovedì 7 maggio 2015
ultima lettura mercoledì 28 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Project Hydra-8 Capitolo 11: Secondo Round

di FrancescoGiordano. Letto 562 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Aaron deve tornare in tribunale per mettere la parola fine alla causa che potrebbe danneggiare il suo progetto...

Non passarono molti giorni che Aaron dovette ripresentarsi in tribunale per chiudere una volta per tutti i conti con la giustizia. I tempi dei processi erano stati diminuiti per smaltire tutte le pratiche annesse, soprattutto quando si trattava di casi minori come questo. Sia l'uomo che il suo avvocato dovevano giocarsi il tutto per tutto, se volevano uscire vincitori da quella battaglia.

-Non ti preoccupare- Albert cercava di rassicurare Aaron, entrambi si erano già recati nell'aula di tribunale, mancava solo il giudice -ho studiato una controffensiva che ci farà uscire da questa storia senza troppi problemi.-.

-Parli della storia del video fuori contesto?- chiese Valentine, che ricordava della discussione che avevano avuto qualche giorno prima.

-Non solo, dopo la prima udienza ho studiato tutti i filmati e le immagini che ha usato l'accusa contro di noi. Ho scoperto qualcosa di interessante che utilizzerò durante il processo, sarà una bella sorpresa per te, vedrai!- rispose estasiato l'avvocato, che sembrava più che sicuro della sua carta vincente.

Aaron non aggiunse nulla, ma il suo volto faceva capire che aveva ancora molto da chiedere. Se Albert era così sicuro, doveva avere delle ottime ragioni, non era un novellino, quindi poteva fidarsi anche senza chiedere nulla.

Quello che lo preoccupava era la strategia dell'accusa, sicuramente anche gli avversari non sono rimasti con le mani in mano durante la pausa, avendo del tempo per creare altre prove e pensare a qualche altra idea.

Osservando il lato dell'accusa, Aaron poteva notare che nessuno era preoccupato, quindi le cose erano due, o erano davvero tranquilli, oppure erano degli ottimi bluffatori. In cuor suo sperava che fosse vera la seconda ipotesi, ma solo il tempo l'avrebbe confermato.

Pochi minuti dopo il giudice apparve nell'aula, facendo scendere il silenzio. Non appena si sedette, senza perdere tempo disse all'intera stanza il risultato delle analisi delle prove che aveva fornito l'accusa durante la precedente sessione -Bene, l'ultima volta la difesa ha chiesto di confermare la veridicità del filmato fornitoci dall'accusa. Posso confermare che, mentre la scena della scimmia è effettivamente fuori contesto, le scene riguardanti il laboratorio sono invece vere.-.

Non ebbe nemmeno il tempo di fermarsi per riprendere fiato che nell'aula tornarono a regnare degli incessanti brusii. Tutti erano colpiti da quella sentenza, soprattutto la giuria, i vari membri si guardavano l'un l'altro scambiandosi opinioni ed occhiate.

Anche Aaron era preoccupato, l'unico a non aver cambiato l'esspressione era proprio Albert, che continuava ad essere calmo e tranquillo come prima. Probabilmente se l'aspettava, solo questo poteva giustificare il suo comportamento.

-Silenzio!- il giudice fece valere la sua autorità battendo il martelletto e portando nuovamente l'ordine nell'aula.

A questo punto, probabilmente per mettere il dito nella piaga, prese la parola l'accusa, anche se non era stata interpellata -Signore e signori della giuria, credo che a questo punto non ci sia più bisogno di andare avanti con questa pagliacciata. Abbiamo dimostrato che le violenze ci sono, credo sia giusto chiudere la questione, ormai i fatti sono incontrovertibili!-.

La situazione non prometteva bene, ma il giudice, pronto a far rispettare il giusto corso del processo, rispose -Ha ragione, ma non abbiamo ancora chiesto alla difesa come intende replicare.- dopo aver rivolto l'attenzione verso Albert, aggiunse -Allora, avete qualcosa da dire?-.

Aaron decise di rimanere in silenzio, non sapeva cosa dire, visto che il suo avvocato non gli aveva svelato nulla sulla sua strategia. Non poteva quindi fare altro che rimanere in attesa come tutti, per scoprire cosa si sarebbe inventato.

-Certo che ho qualcosa da dire, vostro onore!- rispose Albert senza nascondere la sua confidenza, che era provata dal sorrisetto che sfoggiava -Vede, le foto ed il filmato che sono stati mostrati in questa aula sono sicuramente veri... Ma c'è un piccolo problema... Il laboratorio mostrato non è quello del mio assistito, eccenzion fatta per quello che ospitava la scimmia.-.

Anche se nessuno fece rumore, tutti osservavano l'avvocato difensore interrogandosi sulla sua sanità mentale. Forse stava solo cercando una scusa assurda per perdere tempo, ma senza prove non sarebbe andato molto lontano, anche Aaron lo sapeva.

Albert si era reso conto di essere diventato la star della situazione, ma ben presto le sue parole avrebbero avuto un senso. Dopo essersi alzato dalla sedia, si avvicinò al bancone del giudice per mostrargli delle prove.

-Vostro onore, signore e signori della giuria, in questa cartella- l'uomo alzò il braccio per mostrare l'oggetto -ho delle prove che confermano quanto ho dichiarato. Adesso anche il giudice sta esaminando quello che vi sto per mostrare, le mie immagini ed i miei filmati sono già stati confermati, mi sono avvalso del tempo di pausa per anticipare questa pratica e non rischiare di rinviare nuovamente il processo.-.

Una volta finito di parlare, Albert aprì la cartella, prese una foto, la passò sul suo TERGlove, ed un'immagine olografica divenne visibile. Era abbastanza grande da poter essere visionata da tutti i presenti.

-Questa è una delle tante prove. Come potete osservare da questo scatto, il laboratorio che mostra l'accusa è si molto simile a quello del mio assistito, ma ci sono alcune sostanziali differenze. Per semplificare il tutto ho cerchiato le differenze in modo tale da poterle scovare senza troppi problemi.- nello stesso momento, un'usciere stava portando altre copie delle nuove prove alla giuria, che inizò ad osservare il tutto.

-Una delle differenze più palesi riguarda le gabbie, quelle del signor Valentine sono di ultima generazione, mentre quelle presenti nel filmato sono si recenti, ma non quanto quelle presenti nel laboratorio del mio assistito. Ma questa è solo una delle tante differenze...- infatti l'uomo proseguì stilando una sorta di lista.

Sia Aaron che l'accusa rimasero a bocca aperta, il secondo perché non si sarebbe mai aspettato che l'avversario scovasse il suo piano, il primo perché, nonostante lavori in quel luogo da tempo, non si era accorto di nulla. Ma era del tutto normale, non era un esperto del settore, quindi non poteva conoscere certi dettagli. Forse nemmeno Albert li conosceva e si era affidato a qualcuno del settore.

Valentine iniziò a pensare che forse sarebbe stato meglio se il dottor Gurantez fosse stato presente al processo, così si sarebbe subito reso conto che il laboratorio mostrato dall'accusa non era il suo. Ma ormai era andata così e non poteva di certo lamentarsi.

-Hmm... In effetti ha ragione... Le differenze ci sono...- disse il giudice, ancora immerso nei suoi pensieri. Qualche minuto dopo aggiunse -Come vuole replicare l'accusa?-.

-Beh... Noi... Io...- l'uomo non riuscì a dire una parola, ancora sconvolto dall'evolversi della situazione. Non si sarebbe mai aspettato che le prove che aveva portato gli si sarebbero rivoltate contro. In un atto disperato, frugò nei documenti che aveva sul suo tavolo, ma era solo una facciata, perché non trovò nulla.

-Ho capito... A questo punto non posso che chiedere alla giuria di riunirsi per emettere un verdetto, ci aggiorneremo tra trenta minuti.- il giudice non aveva tempo da perdere con i farfugliamenti dell'accusa, quindi decise di far prendere la decisione finale alla giuria.

Una volta fuori, Aaron non poté che congratularsi con il suo avvocato -Ora capisco perché non hai voluto dirmi niente! Ma come ci sei riuscito?-.

-Se devo essere sincero, non sapevo sin dall'inizio che il laboratorio fosse diverso, è stato un puro caso. Sia tu che io eravamo sicuri che il tutto fosse falso, quindi ho deciso di mostrare il tutto a chi ne sa di più tra noi, ovvero il dottor Gurantez.- il ragionamento non faceva una piega, chi meglio di lui poteva conoscere il laboratorio?

-Capisco...- Aaron arrossì per l'imabarazzo, avrebbe dovuto pensarci prima, ma con tutte le cose a cui doveva badare e la volontà di non voler disturbare il lavoro del dottore, la cosa non gli era mai balzata in mente.

La pausa era terminata e l'aula tornò piena per ascoltare il verdetto. Questa volta il giudice non si fece attendere troppo, così dopo essersi seduto, lesse senza perdere altro tempo -Ecco il verdetto. Dopo aver analizzato con estrema cura tutte le dichiarazioni, prove, foto e filmati, la giurida di questa aula dichiara l'imputato...-.

I secondi che seguirono furono pieni di tensione da parte di tutti, Albert era sicuro che le sue prove avessero confermato senza ombra di dubbio l'innocenza del suo assistito, ma la giuria era composta sempre da esseri umani, che potevano avere una loro idea nonostante i fatti suggerissero il contrario.

Anche l'accusa non poteva che essere titubante, soprattutto perché non era stata in grado di replicare prontamente dopo che la difesa aveva dimostrato che il laboratorio mostrato non fosse lo stesso del dottor Gurantez. Questa debolezza avrebbe potuto penalizzare la sua posizione e fargli perdere di credibilità.

Non poteva mancare Aaron, che aveva il cuore in gola e sudava freddo. Una condanna avrebbe potuto ledere non poco al suo progetto che aveva faticato tanto a costruire, nonostante la situazione mondiale non fosse delle migliori, per quanto riguardava la scienza e la tecnologia. La sua forza di volontà poteva servire a superare questi ostacoli, ma non poteva di certo modificare il pensiero della giuria, non era ancora uno Jedi.

-Non colpevole, assolve quindi l'imputato da tutte le accuse. La corte dichiara chiuso questo processo.- aggiunse poco dopo il giudice, battendo il martelletto e lasciando l'aula.

A quel punto Aaron non poté che lasciarsi andare, esclamando -Evvai!- ed abbracciando il suo avvocato. Finalmente poteva dormire sonni tranquilli e non pensare più a quella dannata situazione.

-Te l'avevo detto che il mio asso nella manica avrebbe funzionato!- esclamò felice Albert, ricambiando l'abbraccio.

La stessa cosa non poteva provare l'accusa, l'uomo che la rappresentava era infatti scuro in viso e lasciò subito la stanza, senza dire o fare nulla.

C'era anche un'altra persona che mancava all'appello, ma che era comunque molto infuriata su come si fosse concluso il processo. Qualche giorno dopo la notizia della non colpevolezza di Aaron divenne di dominio pubblico -Mi state dicendo che nonostante tutto non siete stati in grado di fermare quel tizio?- ad urlare come un pazzo era Fred Milton, che se la stava prendendo con i suoi aiutanti.

Erano stati loro a suggerire quella mossa, che secondo loro sarebbe stata vincente, ma a quanto pare si erano sbagliati.

-Incredibile, non ci posso credere!- continuava a sbraitare l'uomo -Siete solo degli inutili cretini! Andate via da qui! Siete tutti licenziati!- aggiunse, sbattendo le mani sul tavolo.

I presenti seguirono gli ordini per evitare che la situazione peggiorasse più del dovuto, non volevano di certo che Milton li sbranasse vivi.

-E' proprio vero che se vuoi che una cosa sia fatta bene, devi fartela da sola...- disse, una volta rimasto solo -Non ti preoccupare Valentine, a te ci penserò io...- aggiunse, lasciando la stanza per dare il via ad un nuovo piano.


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