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lavoro pubblicato mercoledì 6 maggio 2015
ultima lettura lunedì 4 marzo 2019

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LA FONTE DEL CLITUNNO

di zero1in2condotta. Letto 345 volte. Dallo scaffale Fantasia

LA FONTE DEL CLITUNNO«Signora, mi ascolti. Deve proseguire fino alla prima svolta.» Annuisco e punto lo sguardo.«Là trova un bivio - scandisce - deve solo decidere se prendere a destra o a sinistra».Il tono e il gesto d&r.......

LA FONTE DEL CLITUNNO


«Signora, mi ascolti. Deve proseguire fino alla prima svolta.» Annuisco e punto lo sguardo.
«Là trova un bivio - scandisce - deve solo decidere se prendere a destra o a sinistra».

Il tono e il gesto d’accompagnamento è paziente. Forse scuoto appena la testa. Ma, che cosa devo prendere… una stradina immagino? Così l’avevo domandato ad un gruppetto di persone, che saliva il colle in processione: “Dov’è la Fonte di...di…”.
Mi sfuggiva il nome. Si è fermato solo quest’uomo che aveva compreso, però ripete sempre la stessa cosa: “C’è un bivio… vada a destra o sinistra”.
«Signore… lei é gentilissimo… - lo fisso un po’ risentita - ma la Fonte di… si trova a destra o…».
«Questo lo sa lei… Eh!» ed è ironico anche il sorrisetto.

Di scatto si guarda intorno, sembra sorpreso: “Acceleri il passo… si sta facendo notte”. Si gira e prende a correre, come a dover raggiungere il gruppetto. Di certo, questo deve aver superato da poco la svolta, mi osservo, e si sta incanalando a destra o a sinistra. Beati loro, avranno già scelto, mi dico d’istinto.
In che strana situazione mi trovo. Comunque ha del misterioso tutta questa faccenda, forse l’uomo ha giocato a prenderla in giro: “Decida lei dove girare…” Magari c’è pure l’indicazione della Fonte. Il percorso sarà pure illuminato, riflette, se permettono visite notturne.

Ha detto buio? È vero. All’orizzonte sono vivide solo le strisciate di tramonto, intorno riverberi smunti. Eppure lei ha iniziato a salire il colle subito dopo l’uscita dalla chiesa. Non era neppure mezzogiorno! Meno male, ha perfino pensato: don Pietrino oggi ha fatto presto a dare istruzione al coro. “Viene il vescovo”, e di sicuro l’ha fissata imbronciato. É da oltre un mese che lei ha perduto la voce. Una voce angelica la sua, ancora cristallina, come la Fonte di…

Ecco, di nuovo non ricordo il nome.

Mi sistemo per innescare la prima, ma… non sono in macchina?
“Acceleri il passo”. Mi sembra di sentire la voce dell’uomo.
Tutto sommato non sono neppure stanca. I piedi li sento leggeri, non ricordo cosa calzo, però cammino veloce. Man mano che m’avvicino alla svolta mi tranquillizzo.

Che strana processione ho visto, ripenso, molto composta, silenziosa, forse in meditazione. Oggi non mancano idee per coltivare un po’ di spiritualità. Erano i nostri vecchi che a tal’ora riunivano la famiglia per recitare il rosario.

Mia nonna Lucia d’inverno radunava le donne della palazzina, quattro famiglie in tutto, a via Capo d’Africa, intanto le castagne cuocevano sul braciere di rame. E ciò si ripeteva dal mese di novembre fino al diciannove dicembre. Il venti era il mio compleanno, e iniziavano le feste fino al sei gennaio.
Questo ricordo mi ha distratto, ma finalmente sto per svoltare e trovo il bivio per la Fonte del…? del… kaiser, mormoro fra me.
Se lo racconto a Chicco, come suo solito dirà: “E te pareva… l’eterna fantasiosa”,
e io: “Signor ragioniereeee”. O testa a ring avrei replicato!

Una zaffata d’incenso, un denso spruzzo mi sfiora la fronte. L’inquietudine m’assale, come l’orribile sensazione del mio corpo nudo, sotto un vestitaccio che odio. Cristo, ma chi ha avuto quest’idea. E...i miei capelli?.... Oddio che sfregio!

“… Là, l’acqua che ‘zampilla per la vita eterna’ ed è memoria del battesimo della nostra sorella defunta”. La vociaccia nasale è di don Pietrino. Il gruppo, che riconosco in quello incontrato sulla salita, si è diviso ai miei lati ma fissa davanti a sé. E prega... Prega?

Prega! Sono rintocchi quelli che sento?

D’impeto guardo alla mia destra e rotolo verso la discesa.
“Accelera il passo… si sta facendo notte”.
É un’eco? Lo scroscio d’acqua lo sento. Davvero.


FINE

-----------

(N.d.A. un’idea da "La morte e la vita oltre la morte" – Progetto Caduceo.)
“Nel momento del decesso lo spirito di una persona lascia il corpo fisico e i due eteri più grossolani ritrovandosi in un corpo aereo formato dai due eteri più sottili e tutti gli altri veicoli di cui poteva disporre durante la sua esistenza terrena.
Nei tre giorni che seguono al decesso il defunto imprime nel suo corpo del desiderio tutto il panorama della sua vita, evento dopo evento, dal concepimento in poi. Questo è un lavoro assai importante ed è buona norma che il defunto non venga disturbato con grida o pianti. Anche il trapianto di organi non è da considerarsi consigliabile.”



Commenti

pubblicato il mercoledì 6 maggio 2015
whitelord, ha scritto: Semplicemente magnifico. Utile la nota dell'autore, ma, credimi, ci si arriva anche senza. Stile, oltre a cultura. Bellissimo.
pubblicato il mercoledì 6 maggio 2015
zero1in2condotta, ha scritto: Piacere che Tu l'abbia gradito. Occasione per me di scrivere tale racconto, fu qualche anno, alla notizia che in Inglilterra, durante un espianto su un giovane in coma irreversibile da circa 20 anni, mentre veniva inciso si svegliò, chiamando la mamma. Ovviamente contro la legge italiana, pro-esprorpio, estesi un atto notarile ove annullai tale disposizione. Un atto che comunque ritengo possibile, individualmente, se in possesso di libera scelta.
pubblicato il mercoledì 6 maggio 2015
cri52, ha scritto: Succede come per le ciliegie... una tira l'altra... Ho letto il tuo commento ( grazie!! ), mi sono incuriosita e ho letto le tue opere. Questa in particolare mi ha coinvolta per forma, contenuto e per i tuoi ulteriori chiarimenti; così sono andata a prendere i primi ragguagli sul "Progetto Caduceo" per accorgermi ancora una volta che... niente avviene per caso: è un momento della mia vita che leggere di questi argomenti mi nutre l'anima, mi rasserena, mi rafforza e vado avanti. GRAZIE!

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