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lavoro pubblicato martedì 28 aprile 2015
ultima lettura lunedì 18 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Salvezza (Parte n°5)

di Al92. Letto 718 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Lui stava lì inginocchio ancora in attesa di una risposta mentre fuori, le luci della città, illuminavano la serata. Poche ore fa Al aveva avuto notizia di un imminente attacco da parte del so fedele compagno Fenn che voleva fuggire sulle.....

Lui stava lì inginocchio ancora in attesa di una risposta mentre fuori, le luci della città, illuminavano la serata. Poche ore fa Al aveva avuto notizia di un imminente attacco da parte del so fedele compagno Fenn che voleva fuggire sulle montagne con la sua famiglia, lui e Isara. Al, senza più alcuna esitazione accettò e decise di fare la proposta di matrimonio alla donna che amava quella stessa sera poiché poteva essere l'ultima sera se qualcosa sarebbe andato storto. Lei stava lì in piedi, indecisa se concentrarsi sull'anello dorato semplice o sullo sguardo di lui. Aveva gli occhi lucidi, sarebbe potuta scoppiare in lacrime da un momento all'altro. Sembrava volesse parlare ma le parole non uscivano, rimanevano lì bloccate. Lui fece per parlare ma venne bloccato "Si! Lo voglio!" cadde in ginocchio anche lei in preda alle lacrime e si avvinghiò intorno al suo collo. "Si! Si! Si! Non voglio lasciarti mai più!" Al la strinse forte intorno a sé "Ora e per sempre, non una fine ma un inizio" rimasero li diversi minuti in preda ad una grande gioia ed una profonda tristezza perché dovevano fuggire da quella che era la loro casa. Improvvisamente qualcuno bussò "Al! Sono io! Dobbiamo andare via subito, stanno richiamando i soldati, stanno arrivando" Al corse alla porta e la aprì, Fenn aveva uno sguardo teso. "Ok andiamo via subito, Isara! Prendi li zaini e l'arma, non abbiamo più tempo" Presero li zaini e la carabina ed uscirono tutti e tre. Quando andarono in strada l'allarme cittadino squillò. "Dobbiamo muoverci, dov'è la tua famiglia?" chiese Al mentre si guardava intorno "Sono già al passaggio della barriera, dovremo prendere vie secondarie o potrebbero accorgersi di noi e richiamarci" senza ulteriori parole si apprestarono a raggiungere il passaggio passando per vie secondarie, ed ogni volta che dovevano passare per strade principali si dovevano fermare ed aspettare che passassero i plotoni di soldati che raggiungevano le postazioni di difesa. Era notte tarda e non c'era nessuno in giro per le strade a parte soldati. Dopo un quarto d'ora di stop and go arrivarono di fronte ad un apertura che portava in tubature sotterranee, le fogne. "Le fogne?" "Esatto, le fogne, nessuno si ricorda o pensa che queste vadano oltre le mura. La mia famiglia è dentro andiamo" Quando fecero per entrare una forte esplosione avvenne alle mura "L'attacco è iniziato" commentò Isara. Con un cenno si addentrarono nelle fognature, l'odore fetido era forte ma nulla di peggiore a quello che stava succedendo fuori. Le urla, il rumore di armi da fuoco e le esplosioni erano forti e rimbombavano ovunque all'interno di quelle tubature. Ogni tanto il terreno tremava, facendo cadere la polvere dal soffitto alla base delle fogne. Quel posto sarebbe potuto crollare da un momento all'altro pensò Al. Voltarono un angolo a sinistra e trovarono la famiglia di Fenn, Fenn abbracciò la sua famiglia, prese la carabina che teneva in mano la mogie e ripresero il cammino dopo essersi assicurati che stavano tutti bene. Più avanzavo e minori erano i rumori e i tremori. Dopo una ventina di minuti di camminata con un paio di torce al buio, arrivarono dall'altra parte, un apertura stava di fronte a loro. "Al, vieni con me, voi state un attimo qua, andiamo a controllare che sia tutto libero". Con un po di timore, Isara lasciò la mano di Al, che per tutto il tempo aveva tenuto stretto. Con le armi pronte a fare fuoco, Al e Fenn si avvicinarono verso l'uscita. Con calma aprirono un cancello che era ricoperto dalla vegetazione. Il cancello cigolò quando lo aprirono. I due si guardarono, senza parlare contarono fino a tre ed uscirono velocemente guardandosi attorno, la zona era libera. Fenn chiamò tutti mentre Al rimase bloccato nel vedere in lontananza quello che stava accadendo alla città. Era in preda alle fiamme, velivoli aerei circondavano la zona sopra la città, distruggendo tutto ciò che stava sotto di loro. Nel frattempo Isara, Fenn e la sua famiglia lo raggiunsero aggiungendosi alla visione di quello spettacolo tetro. Si sentivano ancora le urla. Improvvisamente partì un razzo dalla città che andò a sbattere contro un velivolo distruggendolo, facendo provare una piccola sensazione di gioia ad Al. Il secondo velivolo andò a concentrare il fuoco in quel punto in cui era partito il razzo intensificando il fuoco e facendo svanire quella lieve gioia di Al. "E' completamente in fiamme, si sarà salvato qualcun altro oltre a noi?" domandò la moglie di Fenn. "Forse, magari qualche fortunato come noi ce l'ha fatta. Non lo scopriremo di certo stasera però, dobbiamo muoverci ed allontanarci ulteriormente" "Fenn, dove andremo ora?" domandò Al mentre si preparavano per la marcia "In alto, conosco una zona circondata dalle montagne immersa nella natura con al centro un rifugio, quel rifugio dovrebbero essere abbandonato, magari un po' distrutto ma penso che potrà essere la nostra nuova casa, pochi conoscono di quel posto ormai." nessuno aggiunse ulteriori parole. Al e Isara stavano infondo al cordone. Isara si guardò alle spalle dando un ultima occhiata alla sua casa in fiamme, poi si guardò la mano e l'anello "La mia vecchia casa è in fiamme, ma la mia nuova casa e famiglia è sana per fortuna" disse a sé stessa a bassa voce. "Hai detto qualcosa amore?" domandò Al "No, è tutto a posto" rispose lei che afferrando di nuovo la sua mano si incamminò verso la nuova casa.



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