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lavoro pubblicato sabato 25 aprile 2015
ultima lettura lunedì 30 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Avengers Age of Ultron

di Batckas. Letto 657 volte. Dallo scaffale Cinema

La "recensione" non tocca nessun aspetto della trama per non rovinare a nessuno la visione. E' solo un modo per assicurare a tutti coloro che lo vedranno che non rimarranno assolutamente delusi!

Avete presente quando entrate nel cinema con moltissime aspettative sul film che vi state per andare a vedere e quando uscite non siete soddisfatti… di più? Che tutte le supposizioni che avevate fatto non solo sono confermate ma sono arricchite da colpi di scena che non vi aspettavate? Così mi sono sentito quando sono uscito dal cinema dopo aver visto il film. Come dopo una bella mangiata, soddisfatto perché di più non potevano fare, divertito e contento.

The Avengers Age of Ultron è un film per tutte le età e che tratta le più disparate tematiche.

Per non rovinare la visione a nessuno non mi soffermo sulla trama ma cerco di parlarne in generale.

Partendo dai personaggi si nota la genialità con cui sono stati trattati, nessuno emerge, nessuno è di spicco, tutti sono essenziali e diventano di una profondità sconvolgente, anche quelli che non pensavamo potessero avere un ruolo carismatico. Nessuno sfugge all'occhio della telecamera nei momenti maggiormente goliardici, nessuna emozione è accantonata per dar spazio ad altri individui che potrebbero catturare maggiormente il pubblico perché più conosciuti e ben voluti, gli Avengers, dal primo all'ultimo, si equivalgono e dalla loro alchimia fatta di alti e bassi esce fuori una squadra spettacolare che rimane nel cuore. Non si pensa a un Thor senza a un Iron Man o a un Capitan America senza un Hulk e via discorrendo. Ciascuno poi sceglie il suo personaggio preferito (personalmente Capitan America) ma non sminuisce gli altri perché anche il supereroe del cuore assume importanza grazie alle sue interazioni con gli altri.

Il cattivo è ben riuscito. È un personaggio particolare che non ho potuto fare a meno di apprezzare e soprattutto ascoltare, le sue motivazioni non si discostano da quelle della maggior parte degli altri villains dei fumetti ma alcune peculiarità del suo "essere" non si possono prevedere: chiede scusa a un personaggio a cui fa del male perché "non voleva" ed è sincero. Probabilmente è un personaggio che mi ha colpito molto per il suo essere così "umano" in alcuni atteggiamenti e tanto distruttivo e inumano in altri, senza, però, allontanarci molto dall'ambito della realtà, un personaggio di fantasia di tale specie non si discosta molto dalla psicologia umana con cui la storia ha dovuto fare i conti.

I nuovi eroi che nascono sono ben riusciti, si fanno voler bene da subito perché sono inseriti perfettamente nella trama e il ruolo che interpretano nella storia è "rispettoso" nei confronti degli altri eroi che, sicuramente, un fan si aspetta di vedere in maggior misura.

Le scene dei combattimenti soddisfano la voglia di chiunque di veder combattere il proprio eroe preferito.

I colpi di scena sono numerosi, raramente mi capita di rimanere sorpreso perché penso sempre a eventuali "plot twist" creati con l'intento specifico di creare meraviglia nel pubblico. The Avengers Age of Ultron, invece, mi ha fatto ricredere mettendo sul tavolo da gioco situazioni inaspettate ma estremamente plausibili nel contesto della trama.

I collegamenti che ci sono con gli altri film della serie Marvel o anche con proprio le serie televisive sempre della stessa Marvel sono numerosi ma non escludenti, per chi ha seguito tutto il mondo Marvel rappresentato su schermo ci saranno notizie in più che riesce ad apprendere o potrà capire collegamenti che rimangono giusto citati ma comunque non impediscono a chi è al digiuno di mamma Marvel di comprendere o non gustarsi la trama.

La comicità è sempre presente per smorzare la tensione o anche per dare un tocco di classe a scene che potrebbero cadere nel calderone dei cliché da film tipici. Nonostante, però, piccole scenette divertenti, quando il film deve toccare l'argomento "tragico" lo fa senza mezzi termini.

Non capisco niente di recitazione ma adoro gli attori che sono sul set, dai principali ai secondari.

La descrizione migliore per questo film potrebbe risultare anche la più banale: bello. La fine lascia l'aggancio per un futuro film ma allo stesso tempo soddisfa per l'attesa che dovrà accompagnare il sequel.

E ultimo ma non meno importante… c'è il cameo di Stan Lee…



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