ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 6 aprile 2004
ultima lettura mercoledì 10 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

PREFAZIONE UNIVERSALE

di francesco tosatti. Letto 1129 volte. Dallo scaffale Umoristici

Ilpresente lavoro vi farà risparmiare. Si tratta di una introduzione che può essere anteposta a qualsiasi libro. Spesso non si hanno i soldi, o n...

Ilpresente lavoro vi farà risparmiare. Si tratta di una introduzione che può essere anteposta a qualsiasi libro. Spesso non si hanno i soldi, o non vale la pena, di aggiungere al proprio libro, del quale probabilmente non si venderà nemmeno una copia, una prefazione di un'altro letterato che dica una buona parola (si spera) sul nostro libro. Ed ecco qui questa introduzione universale che potete usare se vi trovate in tale frangente. Si dirà: ma come una prefazione senza avere letto il libro e senza nemmeno conoscerne l'argomento ? Mah, vi dirò che a parte che chi scrive una introduzione non ha letto il libro nemeno lui , meglio comunque non conoscerne l'argomento. Perchè si finisce spesso per equivocare, e così mentre la prefazione dice a il libro dice b.. Ci sono prefazioni comuniste a libri fascisti, e viceversa, ve l'assicuro. E l'editore digerisce tutto ma il lettore rimane spiazzato . E allora è meglio che chi introduce non sappia di cosa tratti il libro. Se la caverà con frasi tipo"La persona che ha scritto il libro raggiunge esiti felici ed originali mai toccati prima...l'autore è qui alla sua definitiva consacrazione" Tutto ciò basta e avanza. Per quanto ci siano anche prefazioni contrarie, specie quando l'autore è morto e viene attaccato vigliaccamente . E allora si legge("Per quanto tutta l'opera di Pinco Pallino sia fumosa e inconsistente qui egli raggiunge la parabola piu bassa del suo percorso letterario" Grazie). E allora non sarebbe meglio non averla questa benedetta introduzione,no? Certo all'inizio della storia letteraria non si concepiva nemmeno: vi figurate la introduzione alla Bibbia? "Il libro tratta di religione: l'autore, molto sicuro di se, a quanto pare, è categorico, traccia una linea tra il bene e il male e stabilisce una serie di precetti. Seguirli?" O una introduzione a Dante:" L'autore, un toscano collerico, rivela capacità poetiche non comuni; lo aspettiamo però a una seconda e più completa prova" Via. Ma il fatto è che da due secoli in qua un libro senza introduzione non si concepisce: è un libro di serie b. Comunque la questione non è cosi vitale Chè di solito o si legge il libro o l'introduzione, per cui il lettore del libro non saprà mai cosa diceva l'introduzione ....ma le esigenze editoriali sono imprenscindibili. Ci sono addirittura dei prefattori che si attaccano a un libro come paguri bernardi e producono una introduzione per ogni edizione. E se nella prima accennavano vagamente al libro, nelle altre non fanno che parlare delle precedenti introduzioni cui, nemneno larvatamente, attribuiscono il successo del libro. "Come accennammo nella introduzione della seconda edizione..come scrivemmo a proposito dell ottava edizione....."Vattelapesca. In sostanza è meglio avere una prefazione come questa che è anodina e universale ; voi la copiate e la mettete prima del vostro libro. E se qualcuno protesta perchè non ha attinenza alcuna col vostro libro rispondete: "E' intitolata introduzione. quindi parla della introduzione ,di che altro deve parlare?"


Commenti


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: