ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 29 marzo 2015
ultima lettura giovedì 14 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

In Viaggio

di AugenZhach. Letto 512 volte. Dallo scaffale Viaggi

                          In Viaggio   Il giorno della luce è un verso che ridà la vita,          Timido,...

In Viaggio

Il giorno della luce è un verso che ridà la vita,

Timido, silenzioso con una lacrima custodita

Nel bouquet dei nostri sorrisi di stelle t’avverte.

Il compleanno di Lei è tuo, sai che ti vede.

Dall’alto La Santa scruta con bontà,

aspetta con amore

Scrivigli un fiore profumato,

con le labbra del tuo cuore.

1.

Una particolare fermata. Al mio ritorno dalla Francia.

Sono sveglio dalle tre e mezza di mattina. Non ho voluto partire da Lourdes, senza salutare la mia mamma, colei alla quale sono devoto nonostante tutto. Maria.

Così, sono andato di corsa alla grotta. Per le quattro e mezzo di mattina ero già là. Ho trovato un delizioso silenzio. Soltanto una sola persona era presente.

Seduta sulla seconda panchina guardava intensamente verso la statua della Vergine. Alle grotte beniè je priè pour vous’. Mi ha molto impressionato questa frase pronunciata da Bernadette. Ogni volta che la recitò, nella mia mente si accende una luce, c’è un respiro di qualcosa che va oltre la nostra comprensione. Alla grotta benedetta, che fu testimone della luce divina, di bontà di Maria, la piccola Bernadette aveva pregato per noi. Per quelli del suo tempo e per quelli che verranno dopo di lei.

L’aria era fresca e il buio dominava ancora sulle acque del mio oceano. Una luce si era accesa da quando il mio cuore aveva detto di sì a quella chiamata improvvisa, di colei che mi ama … Nessuno mi ha detto di andare là, non volevo neanche io. Credo sia stata Lei a chiamarmi … Mia Madre. Stamattina mi sono svegliato presto. Desideravo essere solo con lei. Avevo tanto bisogno di parlarle.

Avvertii subito un disagio quando vidi un'altra persona là.

Non volevo che ci fosse qualcuno lì.

Fortunatamente ho sottolineato presto nella mia mente il pensiero che mi è venuto:

« Anche questa persona ha bisogno di essere qui,

come te. Per questo sono rimasto tranquillo.

Dopo qualche minuto, improvvisamente, quella persona si alza e va via. Ora mi sento pronto. Posso inginocchiarmi umilmente e parlare liberamente alla mia mamma celeste.

Non mi sento osservato. So che lo sono, non da parte delle persone di questa terra ma da parte dagli abitanti del cielo. Sono contento. Faccio il segno della croce e chino la mia testa, poi, con un movimento lento comincio a baciare la terra, ricordandomi delle parole che aveva sentito Bernadette, dicevano di baciare la terra come penitenza per i peccatori. A me fa piacere questa cosa per due motivi: per gli peccatori come penitenza (tra le quali ci sono anche io), e per l’onore che sento per trovarmi in quel posto dove il suo amore per noi si è manifestato.

Mi prendo a cuore l’immagine di quella meraviglia di ragazza quattordicenne. Mi piace la sua fedeltà, mi piace ricordare come arrivava là, a pregare con fervore, con devozione. In ginocchio alzo le mie mani e volgo lo sguardo verso l’alto. Sono toccato da una speranza e sorrido, dico tutto alla mia mamma celeste. So che è presente, che mi sente e ascolta le mie parole. Mi sento accolto. So che è stata Lei a chiamarmi in quel posto, perciò la ringrazio. Vorrei baciare anche le pareti di quella grotta, perché so che hanno gioito a vedere la Vergine Santa.

2.

Anche al ritorno, il mio viaggio è stato lungo, quasi due giorni in treno. Attraversando tutta la Francia sono arrivato poco prima del tramonto al confine con il mio paese di ieri. Qualcosa è successo. La mi hanno fermato.

Ora sono qui, seduto in tranquillità a scrivere, la mia prima lettera, prima di oltrepassare il confine.

Le onde del mare sembrano ad essere furiose. Soffia un vento abbastanza forte. La gente non è più con me.

Mi sento di nuovo provato. Nel mio cuore ci sono tentazioni non buone. Devo assolutamente pregare.

So che solo cosi mi sentirò bene e forte. Solo cosi sarò al sicuro. Su questa spiaggia ci sono io, con il ricordo di un quadro dipinto di due anime, la mia e la tua, che raffigura quella sera beata quando camminavamo lentamente, tenendoci per mano e sorridendo. Sorridendo e spargendo profumo di vita ovunque. Vivendo grazie alla luce dell’amore. Assaggiando dalla felicità di essere insieme.

« Quante cose belle abbiamo vissuto insieme amore mio! »

C’è festa in questa città e sono tutti via. La luce della luna non c’è più. Per fortuna in questa notte mi sono rimaste le stelle. Abbraccio loro con il mio pensiero e ringrazio.

Non è ancora del tutto buio. Sono seduto sulla roccia e non mi importa delle alte onde che arrivano a colpire intorno a me. Fanno rumore, è vero. Io però sono fermo e non scappo. Stasera vinco io. Voglio tanto vincere.

Oh si, so bene che mi tentate, sospiri vari. In questa città, ognuno è arrivato con qualcuno. E qui, io son nessuno. Forse devo tornare indietro...

« Perché devo bussare una notte intera al confine di una frase? »

Sembra che il mare mi stia dicendo disinvolta:

« Non sei benvenuto qui, perché nessuno ti da attenzione. » La gente non se ne accorge quando hai bisogno di parlare con loro. Nella foresta di questo mondo non mi piace quello che vedo. Soltanto qualche volta, qualche luce buona brilla. Che cosa si prova quando si sente abbandonati? Io non me lo ricordo più, mi pare sia passato un secolo da quando colei che amavo mi disse:

« Voglio una vita diversa, più piacevole. »

Come se io non fossi capace di offrirgli una vita bella, piacevole … Non sapeva che volevo dare la mia vita per lei, che ero sempre pronto a combattere nelle prime linee, per poter soltanto vedere il suo sorriso?

« Tu vuoi tutto subito … »

Cosi hai detto. Ricordi? Io che voglio tutto subito … cosi pensavi … Ma come osi giudicarmi in questo modo?

Non conosci tutta la mia storia, non sai la strada difficile che ho dovuto percorrere per poter abbracciare te.

Per poter baciarti. Ho dovuto guadagnarmi tutto. Cominciando da un bicchiere d’acqua fino ad una carta d’identità, una patente, una macchina, una casa …

un lavoro, una speranza. Mi dicono ora che tra dieci minuti chiudono i giardini. Pazienza. La cosa buona è che potrò fare una camminata. Tra mille voci che galleggiano sulla superficie di un cuore, forse qualcuno stasera pensa a me. Forse ti ricorderai tu, spero con tutto me stesso che sia tu. Ne gioirei.

3.

« Mi piacciono i bambini francesi! »

« Perché? »

Non ho nessun dubbio a risponderti. Perché quando mi vedono, cominciano subito a sorridermi.

« Mi piacciono i francesi dal sud! »

« Perché? »

Perché quando ti vedono cominciano a salutarti!

Ti chiedono come stai. Ti danno il buongiorno.

Non ci conosciamo ma queste persone stanno facendo con la loro gentilezza un passo sul ponte della giornata per venirmi incontro.

« Tu perché non vuoi fare questo? »

Da una parte e dall’altra di questa strada ci sono alberi di palmo. D’un tratto sento odore di ciliegia pronte.

« Che cosa potrebbe significare? »

Prima della luce c’è il buio. Una verità incontestabile che esiste da sempre. Sono infelice perché ora tu non ci sei. Io ti ho amato con tutto me stesso. Non ho mai smesso di amarti sai? Tu sei felice dopo che mi hai giudicato male, dopo che hai pensato male del nostro futuro. Tu sei in un posto. Io sono in un altro. Non mi chiami, non mi scrivi di tua propria iniziativa. Ma cos’è questa cosa? Noi, che ci sentivamo tutti giorni, ci scrivevamo spesso e ci preoccupavamo l’uno per l’altro. Eravamo sempre in sintonia. Perché tesoro mi hai fatto questo? Perché hai voluto pensare soltanto a te stessa? Maledetto egoismo! Ti sento fredda, distaccata … anche se non sempre. Ti fai sentire cosi poco, e soltanto quando ti scrivo io …

« Dove sei? Dove, amore mio? Dimmi dove, vorrei cosi tanto abbracciarti, vorrei anche …

C’era bisogno che io facessi un incidente di macchina perché tu potessi farti sentire? Anche se capisco il tuo comportamento, non lo condivido per niente.

Ora, ti prego di scusarmi perché ti sto giudicando, però la verità è che mi manchi cosi tanto! Ancora una volta, dopo questo viaggio che ho fatto, mi rendo conto che ti amo tanto ancora, piccola dolce cerbiatta mia.

« Dove ti trovi ora? Sei nella tua stanzetta, dove ti ho baciata tante volte con amore? Dove ci siamo sorrisi per davvero! Fatti sentire cucciola, ho tanto bisogno di te!

Devo proprio imparare da tutte queste rocce che fanno di guardia su questa spiaggia. Devo cercare di essere forte! Quante onde altissime vengono a minacciare di distruggerle! Con grande forza colpiscono continuamente. Mi pare che ogni volta il rumore si stia facendo ancora più forte. Ma le rocce sono ancora qui! Dall’alba al tramonto loro trasmettono dolcezza. Perché sono vittoriose.

Dopo averti detto queste cose, ora mi siedo tranquillo su una piccola roccia. Quella che più vicina a me. Tirò fuori il piccolo libro di preghiere in francese e prima di cominciare a recitarle umilmente guardo il cielo. Tutti i suoi abitanti mi vogliono bene. *Il viaggio che ho intrapreso a Lourdes mi ha aiutato molto. Lì mi sono ricordato di Dio, lì ho recuperato la mia fiducia in Lui. Lì mi hanno vinto, lì è dove mi hanno presso per mano, lì sono stato strapatto di nuovo dal mondo. Ora so che non avrò mai più la completa fiducia nelle parole degli uomini! Una volta credevo nelle loro parole, nelle loro promesse, nei loro versi che mi bisbigliavano nel cuore. Ora mai più! Caro pellegrino, lascia che ti dico una cosa: se non hai capito quanto ti ama Dio, devi assolutamente andare a Lourdes! Lì te lo grideranno ad alta voce, faranno una grande breccia dentro il tuo cuore. Credimi che soprattutto, te lo dirà Lei, la tua Madre celeste. Lo spirito di Bernadette è ancora là e vuole prenderti per mano. Vuole sorriderti, vuole abbracciarti, vuole darti coraggio, vuole garantirti che Maria ti ama, e che vuole portarti in cielo, vuole la tua felicità.

Io lo posso davvero confermare:

A Lourdes il mio cuore si è scatenato a sorridere!

Nel sorriso luminoso della gente, nell’aria beata che si respira qui, capirai che ci sono raggi di luce vera, raggi di grazia che provengono dal paradiso.

Si accenderà nei tuoi occhi una stella e brillerà con forza. « Qui a Lourdes, mi sento vivoo! »

4.

Son due giorni ormai che sono in ferie. Finalmente!

Aspettavo da un anno questo tempo. Che cosa ne farò di questo tempo? Intanto, decido di restare due giorni a casa. So che devo partire al più presto. Voglio proprio volare via da qui. Da questa città cosi affollata, da questi ritmi di lavoro, dallo stress e dalla confusione che ti trasmette. Non amo proprio questo lavoro, lo faccio perché devo, perché mi devo mantenere. Anzi me lo tengo, proprio per farmi aiutare. Verso la sera del secondo giorno, un piccolo pensiero si fa strada leggermente nella mia mente.

E se andassi a Lourdes in Francia? Inizialmente volevo partire per la casa dei miei genitori. Sono ormai tre anni e mezzo che non vado a trovarli. Qualche giorno fa, sentivo la mia mamma che mi chiedeva al telefono quando intendevo andare a trovarli. Mi disse che gli mancavo tanto, che desiderava ardentemente vedermi e abbracciarmi.

« Presto mamma, mi vedrai! » risposi con aria decisa.

« Dai che quest’anno vengo di sicuro! Te lo prometto! »

Intendo davvero rispettare la mia promessa. Esco a fare una spesa. Mi serve qualche cosa da mangiare.

Mentre scendo le scale sto già decidendo:

« Domani parto per Lourdes! »

Due ore dopo sono già in stazione per fare il biglietto.

Mi sorprende vedere che fino a Lourdes il biglietto arriva a centocinque euro. Non è tanto. Ne sono felice. Arrivare da qui fino a Ventimiglia e attraversare metà della Francia da nord a sud fino ai piedi dei Pirenei, con questa somma qua, è proprio bene per me. Faccio subito il biglietto. Avverto mia sorella e mia madre del mio inaspettato viaggio. Sono sorprese come lo sono io. Ma sono d’accordo. Mia madre mi ricorda di pregare anche per loro, cosa che gli prometto di fare non appena sarò là.

« Alle otto e mezza di sera si parte! »

Vado un attimo in centro, voglio andare un attimo in cattedrale. Dalla strada, mentre sto camminando do un occhio veloce attraverso il vetro delle finestre ai negozi vari. Il mio sguardo si ferma su un negozio che vende borse per i viaggi. Decido di entrare. Mi rendo conto che me ne serve una piccola, da studente, voglio portare con me qualche cosa. Trovò vari modelli, il commesso è gentile. Prova in tutti i modi di convincermi a comprarne una nera, a un buon prezzo. E insiste una volta, due volte. La guardo, per cortesia ma … non mi piace affatto.

Si vede proprio che quel tizio non mi conosce, sono proprio testardo quando desidero una cosa.

Se mi piace una certa cosa, faccio di tutto per averla.

Vedo poi una borsa nera, con una linea rosa. Non è né grande né piccola, è proprio una borsa universitaria.

La scritta che possiede mi convince subito di decidermi per lei. La mia futura borsa si chiama Victory.

Mi piace tanto. Come ne ho bisogno di una vittoria ora!

La compro immediatamente e noto un bel sorriso di soddisfazione sul viso del commesso. Siamo contenti tutti e due. Ho la borsa che serve a me, la mia borsa da viaggio, la mia borsa da scrittore: Victory. Presto mi vedo nel treno che porta a Milano. In questo giorno ho scritto alla ragazza che amo. Gli avevo detto che mi sarebbe piaciuto di vederla prima di partire. Lei è stata contenta nel sapere che faccio questo viaggio, mi aveva detto che faccio proprio una bella vacanza. Alla fine mi aveva augurato un buon viaggio. Mi aveva anche informato che non sapeva se poteva arrivare in conservatorio dato che non aveva lezioni. Nonostante non è potuta arrivare mi ha fatto piacere sentirla sorridente per me, contenta perché volevo fare un viaggio a Lourdes. Avrei voluto tanto vederla! Uffa, che nervi che mi erano venuti! Non ho voluto più insistere perciò gli ho risposto che mi ha fatto piacere sentirla.

Spero di rivederla quando torno. È una bella giornata, c’è un bel sole. So che dopo questo viaggio non sarò più lo stesso. Lo sento dentro di me. Lo so e basta. La cosa mi fa un po’ paura. Ma forse è meglio cosi. Arrivo alle dieci e mezza alla stazione di Milano. Qui c’è un sacco di gente. Ho solo la borsa nera con me. Contiene la mia agenda blu, un libro di preghiere, una matita, alcuni panini fatti da mia sorella, una bottiglia di succo di mela verde e una di acqua, una camicia bianca, un paio di mutande, calze,

il mio dentifricio, il mio profumo Colosseum e basta.

Non mi serve altro. Solo piccole cose necessarie. Alcuni soldi in tasca. La mia carta di identità italiana e la patente. Non mi è mai piaciuto andare in un viaggio con una grossa borsa. Con troppe e inutili cose. Penso che tanta gente esagera portandosi troppe cose con loro.

Mi ricordo di una richiesta di un mio amico che mi aveva chiesto di avere il cellulare acceso per poter ricevere dei messaggi o delle telefonate. Pensando sua richiesta avevo cominciato a sorridere. Non gli prometto niente quello! Perché non voglio essere disturbato. Mi sono deciso di non chiamare nessuno in questo viaggio, solo mia sorella per dirle che sto bene. Questo viaggio me lo voglio godere per bene. A Milano scopro con stupore che a quel ora (22.30 non c’è nessun treno fino a Nice, o almeno fino al confine!). È colpa mia, non avevo verificato prima.

Pensavo fosse qualcosa di sicuro. L’unico treno che arriva è alle sette di mattina. Così, devo scegliere tra andare in un ’albergo a dormire o passare la notte in stazione, sveglio. Scelgo la seconda opzione perché non voglio spendere soldi in Italia. Una notte bianca … eccola qua, arrivata! Tutta per me! Beh… non è la prima volta che mi succede! Sarebbe la terza volta, se mi ricordo bene.

La prima è stata a Roma, quando ho dovuto aspettare un autobus per andare nel mio paese. La mia fortuna allora è stata che ho incontrato una persona che conoscevo da piccolo, ci siamo mesi a parlare per tutta la notte.

La seconda mia notte bianca l’avevo passata a Padova, dopo che mi sono incontrato con la mia ragazza. Dovevamo andare a un concerto (quello con Renato Zero, il suo cantante preferito; io sapevo benissimo che finiva tardi quando non ci sarebbe stato nessun treno, ma non mi interessava affatto!), volevo farla contenta perciò sono rimasto. Siamo stati molto bene, ed io sono stato felicissimo di vederla sorridere! Ho fatto il giro della città, Ero cosi felice… E poi, di quante ore era fatta una notte? Cinque o sei ore. Mah! Chi se ne fregava! Sarebbero passate velocemente. È successo proprio così.

Ricordo di aver detto guardando verso il cielo:

« La Vergine Maria mi terrà compagnia! Non ho paura di nulla! Ho cominciato subito a invocare la sua presenza, Dopo aver recitato un pò di Ave Maria ho sentito cosi tanta dolcezza per tutta quella notte! Non me ne sono proprio accorto quando la mattina era arrivata.

Mi è piaciuto pregare mentre facevo delle passeggiate di notte. Padova è bellissima di notte. Non c’era gente.

È stata un esperienza più che piacevole. Solo perché Maria mi ha tenuto compagnia. Sono sicuro che per quello. A Milano invece avevo conosciuto una persona con la quale mi sono messo a parlare per far passare il tempo più velocemente. La notte è passata velocemente.

La mattina ho presso il treno per Nice. Qui ho conosciuto un gruppetto di tre persone che andavano in Francia.

Ci siamo messi a parlare, per scoprire ognuno cose della nostra vita. È saltato fuori che scrivo e così quelle persone che avevo da poco conosciuto mi avevano chiesto di recitarle alcuni dei miei scritti. Ho letto loro parecchie cose, per le quali ho ricevuto degli applausi e complimenti. Mi ha fatto molto piacere e mi sono sentito apprezzato.

Gli ho ringraziati. Una signora è stata molto gentile e mi aveva dato il numero di telefono di una ragazza che era già stata a Lourdes. Mi ha detto che se ho bisogno di alcune informazioni forse lei mi può dare una mano.

L’ho chiamata subito. La ragazza si chiama Silvia.

Appena ho sentito la sua voce ho capito che era una buona persona. Questa ragazza era molto contenta.

Mi ha trasmesso gioia e allegria. Mi ha anche detto di chiedere informazioni all’ospedale dove lei aveva prestato servizio per gli ammalati. Tempo fa si era offerta volontaria e aveva ottenuto un posto per dormire.

« Fai il bagno là », mi suggerì lei presto.

« Che brava persona, » dico io alla signora seduta accanto a me nel treno.

« Mi sento come se mi avesse toccato il cuore. »

« Veramente? » mi chiede lei con un mezzo sorriso.

« Sì. Davvero questa persona ha qualcosa di diverso, non so come spiegarlo, sento che è speciale. »

Rispondo io incantato. Rimango stupito e un po’ mi rattristo quando vengo a sapere che è malata di cancro. Ma com’è possibile?

« A me sembra che stia bene! »

Aggiungo poi contrariato.

« Di umore sta benissimo »

Mi dicono loro.

« E stata alcune volte a Lourdes, ha fatto il bagno

(mi ha detto che gli ha fatto molto bene). Lì ha fatto un po’ di volontariato, ha aiutato delle persone con tanta grinta e determinazione, sempre con il sorriso, pur sapendo che aveva questa orribile malattia. Silvia mi ha detto che anche essendo pur malata voleva dare una mano agli ammalati; nonostante le sue condizioni aveva l’ardente desiderio di aiutare la gente. È incredibile, veramente da ammirare, non trovi? »

Annuisco alla mia compagna di viaggio con un segno della testa. Trovo veramente straordinario e tanto meraviglioso questo comportamento di Silvia, mi prendo a cuore il fatto che ci ha tenuto tanto ad andare in quel posto ad aiutare la gente in bisogno. Lei che sta male, lei che ha il cancro … trova la forza di aiutare coloro che soffrono e noi che stiamo bene non lo possiamo fare? Ah, come siamo cattivi! Mi fa piacere sentire dalla mia compagnia di viaggio che la Silvia, da quando è andata a Lourdes si sente meglio. Spero tanto che gli venga fatta la grazia della guarigione. Se lo merita di stare bene! Di rimanere ancora su questa terra. Ha davvero un anima preziosa. Mi riprometto di chiamarla quando ritornerò in Italia e voglio ricordarla nella preghiera. Spero proprio che guarisca. È un vero esempio per noi. Il mio viaggio prosegue e dopo un po’ di ore arriviamo a Bordeaux. Qui vedo una bella terra,

tutta di un colore intenso, rossiccio, piena di numerose vigne. È una giornata con tanto sole. Non riesco sempre a guardare il paesaggio a causa del sole che arriva alla finestra. Mi addormentò presto. Il treno va velocissimo,

è un Tgv francese, come potrebbe essere diversamente?

Mi piace sentire parlare il capo treno, ci spiega alcune cose che si possono vedere nei pressi di Toulouse.

Il treno è pulito, c’è posto per i bagagli, e c’è silenzio. Rispetto e attenzione per i passeggeri. Il bagno è buono, igienizzato. Più avanti, mi metto a parlare con una signorina francese molto carina. Mi piacciono molto i suoi cappelli lunghi, biondi, un po’ ricci. È ora di vedere come me la cavo in francese.

È ora di sorridere. Non capisco quanto manca fino a Toulouse e cosi chiedo spiegazioni. Lei è molto gentile,

la prima cosa che fa è sorridermi. Ha intorno ai trentacinque anni. Mi dice quello che voglio sapere e poi mi chiede di dove sono. La trovo molto allegra, aperta e senza presunzioni. Mi piace la sua disponibilità. È molto curiosa. Parliamo molto. Il mio francese non è eccellente ma me la cavo. Vengo a sapere che si chiama Isabelle e abita a Montpellier. Mi dice che è contenta perché va a trovare i suoi famigliari. Si mette a ridere quando pronunciò male qualche parola. Mi trovo proprio bene. Anche se sta ridendo di me. Gli chiedo che lavoro fa e lei mi dice che fa la mamma. Avevo già sospettato che una ragazza carina come lei, non fosse sola. Comunque, la cosa non mi da fastidio e voglio essere gentile.

Gli dico spontaneamente: felicitazioni! Poi lei fa delle domande su di me, sul mio lavoro, sulla mia destinazione. Mi sono trovato tanto bene a parlare con questa persona! Dopo un ora circa scende. Io mi addormento e mi sveglio poco prima che il treno arrivi a Toulouse.

Scendo e nell’attendere il cambio, chiedo informazioni a una signora controllore che si trova in stazione. Mi ricordo che mi ha detto le informazioni in italiano. Perché aveva intuito, che … ero italiano? Davvero? Mah! Se sapesse che sono romeno, credo che si stupirebbe. Mi farebbe proprio piacere. Un romeno che vive in Italia e parla in francese! Scusatemi questo piccolo assaggio di vanità, ma ne sono un po’ contento ricordando quella persona. Mi è piaciuta molto la sua risposta quando gli avevo chiesto se era italiana, visto che lo parlava cosi bene.

« Sono Francese, Io! »

Me lo ha ribattuto sorridente e decisa, si vede che va fiera del suo paese. Era proprio simpatica. Sentirla dire che era orgogliosa di essere francese mi ha fatto ridere di buon gusto. Quanti di noi siamo contenti del paese a quale apparteniamo? Già, troppo pochi. Io sono romeno, e ne vado fiero. Qui, non mi sono mai sentito straniero e l’ho sempre detto. So che ti farà piacere Maddalena, l’ho scritta soprattutto per te. Nello stesso giorno, verso le 23 e trenta arriverò finalmente a Lourdes, dopo un lungo viaggio, stancante. Ne vado fiero di averlo fatto.

Lourdes, la mia meta del viaggio si era avvicinata sempre di più. Tra poco, sarò faccia a faccia con questa città di grazia. Tra poco mi sentirò vivo.

5.

Sin dalle ultime fermate del treno, avevo stranamente sentito una carezza interiore, non riesco a descriverla qui, posso soltanto dirvi che mi sentivo bene, che il mio viso era rinfrescato da un intenso sorriso. Il mio cuore sapeva di trovarsi vicino, forse per quello mi sentivo così gioioso. A parte questo mi è parso di intravedere nel mio intimo una voce dolce, che sapeva di benvenuto. Ero sceso dal treno e stavo guardando verso la scritta in grande della stazione: Lourdes. Sospirai più che emozionato.

Sì! Dopo un lungo viaggio in treno ero finalmente arrivato!

Pensavo di trovare pioggia visto che prima avevo notato dal mio finestrino le grandi gocce continue che scendevano dall’alto nei paesi vicini. La prima cosa che ho fatto dopo esser arrivato là è stato di sorridere.

La seconda è stata di sorridere, e la terza … di sorridere ancora! Finché mi sono ricordato che dovevo camminare e uscire dalla stazione per poter trovare un posto per dormire. Un vecchio castello era visibile in alto e subito riuscì a suscitare il mio interesse. Chiesi a una signora se sapeva dove si poteva trovare l’ordine Le Figlie della Chiesa, quello che mi era stato raccomando da un mio amico prete da Vicenza, il quale mi aveva chiesto di portare i saluti da parte sua a una suora veneta che si era trasferita là, un anno prima. Se l’avessi trovata questa persona gli avrei chiesto anche informazioni per qualche posto per dormire o mangiare, insomma dei posti dove potevo risparmiare. Purtroppo per me, dopo aver chiesto per parecchie volte non sono riuscito a trovare il posto.

La notte era ormai arrivata, pensai di rivolgermi a un albergo per poter chiedere alloggio, intanto per una sera. Tutti gli alberghi a quali ho chiesto costavano troppo,

erano pieni o addirittura erano chiusi. Un gran numero di alberghi esistono la, localizzati in tutte le direzioni,

sono tutti quasi vicino uno all’altro, con le loro molte luci intense infastidiscono e rendono confusione, soprattutto per chi non conosce la città. Non mi è piaciuto per niente vedere quel numero grande di alberghi che si trova là.

Capisco la necessità, perché il Santuario di Lourdes è il primo santuario mariano, più visitato al mondo

(cosi ho sentito), ma credetemi che ho provato tanto fastidio vederli là a tutti i passi. Sentendo i prezzi che offrono per una sola notte a dormire, ho disprezzato il commercio esagerato che presente là. Sfruttano il desiderio delle persone che hanno bisogno di alloggio e della grazia che è stata fatta a Bernadette, con le apparizioni di Maria, nostra mamma celeste, per guadagnarci. I prezzi devono essere accessibili a tutti.

Mi sembra mostruoso il fatto che esistono questi prezzi alti offerti ai turisti o pellegrini di tutto il mondo.

Io se fossi capo ad un albergo la, mi vergognerei di chiedere una certa somma alla gente per una camera. Esattamente come hanno fatto a Roma i proprietari delle case dal centro che hanno raddoppiato il prezzo degli alloggi in occasione della beatificazione del caro papa, tanto amato da giovani, Giovanni Paolo Secondo.

Per carità! È uno scandalo proprio! È un’offesa. Comunque quella sera dopo aver girato parecchio tempo per la città alla ricerca di un’ albergo decente e dopo esser stato messo alla prova nella mia pazienza ho deciso di seguire le indicazioni che portavano alla grotta benedetta di Massabielle. Vedevo numerosi gruppi di persone, un po’ di tutte le età quasi, che ritornavano dalla grotta.

Anche a loro avevo chiesto se sapessero di un buon posto che non fosse caro per dormire. Ma per la mia meraviglia, nessuno sapeva indicarmi quello che desideravo.

La cosa mi innervosì un po’ ma non diedi più attenzione, continuai a proseguire nella direzione della grotta.

Già si vedeva la grande basilica dedicata a Maria e alla santa Bernadette. Arrivai vicino a un ponte da dove sentii con piacere il rumore del fiume e l’aria fresca del vento. Non avevo paura di nulla, non l’ho mai avuta in questo viaggio. Ho chiesto prima all’arcangelo Raffaelle

(il mio angelo preferito) di accompagnarmi in questo viaggio, di aiutarmi a vivere bene il periodo là e di ritornare sano e salvo in Italia. Maria mi ha chiamato, sono sicuro. Le sono grato. Non credo di essere trovato degno di esser arrivato in quel posto benedetto, ne sono sicuro invece di esser arrivato per grazia, perché ne avevo bisogno. Mi piacque da subito l’imponente chiesa edificata in onore di Santa Maria, la Madre di Dio.

Capii davvero in quell’istante, che dovevo assolutamente ritornare. Alla costruzione di questa chiesa richiesta da Lei, ha lavorato anche Francois Soubirous, il padre di Bernadette. Questo pensiero mi rallegrato molto.

Appena lo venni a sapere mi considerai fortunato di essere là. La chiesa è stata costruita sulla roccia e questa cosa mi mandò in estasi, mi sentii pervaso da una grandissima gioia. Volevo tanto vederla. La basilica ha due braccia, sembrano essere lì ad accoglierti, ad abbracciarti con amore. Oh Mamma Celeste, quando mi sono avvicinato alla grotta benedetta, tanto amata da Bernadette, quella grotta che è stata testimone della tua bontà e della tua luce divina, ho sentito una dolcezza grande dentro il mio cuore che non si può paragonare a nulla. Tu lo sai.

Lo voglio ricordare qui in questo povero accenno di questo viaggio che ho compiuto e al quale tu mi avevi chiamato.

Lo voglio ricordare per coloro che leggono e per quelli che vorranno a venire lì. I miei passi si avvicinavano lentamente sempre di più a quel oasi di gioia, in quella mia prima notte. Il cuore mi batteva nel petto fortemente. Non ho voluto guardare da casa immagini su internet riguardo questo posto, perché desideravo scoprire e meravigliarmi dal vivo. Quanto ho fatto bene!

La mia attesa non è stata delusa, mi sono proprio trovato cosi bene, davanti a Te, Santissima Maria. Erano tre o quattro persone che pregavano. Mi sono inginocchiato umilmente, ho voluto chinare la mia testa e baciare la terra, poi ho guardato verso il posto da dove Tu hai manifestato a Bernadette e al mondo intero,

la tua preziosa identità:

Que soy era Immacolada Concepciou

(Io sono L’immacolata concezione).

La notte era molto fresca, dalla parte destra vidi il fiume Gave, un caro testimone delle tue apparizioni di grazia. Dopo aver pregato, mi ero promesso che sarei tornato il secondo giorno. Intendevo andare a trovare un posto per dormire. Era tardi e dopo aver girato per due ore mi sono trovato a prendere una stradina in salita. Questa mi portò a una piccola collina, in un piccolo bosco, vicino all’argine di un piccolo fiume. Mi sono seduto sul erba verde,

ho appoggiato la mia borsa e ho guardato il cielo.

Era tutto pieno di stelle come lo era il mio cuore.

Ho pensato alla giovane Bernadette, quelli erano i posti dove lei ha vissuto è cresciuto. Chissà, forse proprio in quel posto lei era già passata prima... Contemplai con dolcezza il luogo dove mi trovavo. Il rumore dell’acqua di montagna che passava lo sentii intensamente, sembrava fosse un vecchio fratello mio che mi augurava il benvenuto. Una leggera brezza del vento accarezzò gli alberi vicini. Vidi le loro foglie e rami muoversi. Pensai di nuovo alla piccola Bernadette che aveva sentito la stessa cosa, prima della prima apparizione. D’un tratto, decisi di togliermi una calza per sentire l’aria fresca sul piede.

Ne gioii molto di questa semplice cosa, nel mio cuore ne fui contento. Presto mi addormentai lì, in basso di quella collina, proprio vicino all’argine del fiume, seduto sul prato verde. Non so quanto io abbia dormito, ma ricordo di essermi alzato all’improvviso. Stranamente ho avuto proprio la convinzione che qualcuno fosse realmente la con me e che mi avesse alzato e rimesso in piedi.

Mi meravigliai di essermi addormentato e capii che dovevo andare via. Feci una strada in discesa e in poco tempo arrivai in centro della città. Trovai il silenzio troppo bello. Trovai pure un piccolo albergo, che era aperto e che aveva un prezzo accettabile. Mi piacque anche il nome, subito: ‘Hotel Saint Sebastien’.

Dopo aver prenotato una stanza, al quinto piano, numero 511 andai a dormire. Dormii fino all’una del pomeriggio. Quando mi svegliai e aprì i miei occhi, cominciai subito a sorridere.

« Ero a Lourdes! »

Aprii la finestra e ammirai con soddisfazione il castello medievale che si trovava in alto, su una colina.

Mangiai e poi andai a pregare alla grotta. Cercai di prestare attenzione a tutto per ricordare la strada del ritorno. Vidi ad un certo punto il posto da dove si poteva prendere l’acqua benedetta. Andai a bere, a lavarmi la faccia e riempirmi una bottiglia. In quella giornata grigia, verso il pomeriggio arrivò un po’ di pioggerella.

Io feci alcune foto. Quando mi trovavo vicino ai pareti della Grotta di Massabielle, arrivò un prete che ci parlò in francese dandoci un caloroso benvenuto a tutti noi che eravamo pellegrini. Fu molto emozionante quel momento. Mentre stava dicendo le preghiere, io insieme ad alcune persone che eravamo dentro la grotta, stavamo toccando con le nostre mani le pareti rocciose. Ho sentito dentro di me in quel attimo come se che era Maria che ci stava dicendo (e stava dicendo a me):

« Sii benvenuto! ».

Ho visto una libreria vicina. Entrando, mi sono comprato tre libri di preghiere in francese.

Mi piace molto recitare le preghiere in francese.

Provo molta dolcezza quando lo faccio. Mi sembra che siano più vive queste preghiere, appena inizio a dirle.

6.

Nel secondo giorno sono stato a fare il bagno nell’acqua benedetta. Le piscine erano divise in tre posti, una per gli uomini, un'altra per le donne, e un'altra per i bambini.

Le parole di Nostra Signora erano scritti sui muri della chiesa in più lingue:

« Andate a bere alla fontana e lavatevi »

Mi è piaciuto che prima di immergermi nell’acqua sono stato avvolto in un lenzuolo bianco da due persone.

Mi avevano chiesto di dire insieme una preghiera alla Santa Vergine e di farmi il segno della croce.

Mi sono di nuovo emozionato. Ho sentivo dentro di me che ero proprio a casa di Maria che mi aveva invitato, Lei mi vuole veramente bene. Mi è stato chiesto di dire alla Madonna una preghiera personale, prima di immergermi nella vasca. L’acqua era molto fredda( -12 gradi C).

Ho sentito che stavo perdendo il respiro, quando mi è arrivata al petto. Come per miracolo mi sono sentito improvvisamente più leggero. E mi sentivo bene!

Non so come spiegarlo ma era come se qualcosa mi fosse stato tolto, qualcosa di pesante ( infatti prima di arrivare la ero molto triste e amareggiato a causa della mia ex ragazza). Li mi sono sentito diverso, non appena ho fatto i primi passi per avviarmi verso la basilica. Ho sentito una presenza santa nel cuore e una grande pace! Ho provato cosi tanta dolcezza! Ero luminoso nel volto e gioioso.

Sono andato poi nella maestosa basilica della Immacolata Concezione, per la messa in francese. Ogni volta che sono presente a una messa in francese, il mio cuore sente gioia e mi sento di sorridere. Mi fa stare bene. Di pomeriggio ho incontrato, improvvisamente, un ragazzo del mio paese, che avevo conosciuto un giorno prima, nella sera in cui ero arrivato quando gli avevo chiesto se sapeva di un posto per dormire che costava meno. Questa persona mi aveva visto, fermandomi per la strada, mi voleva chiedere come andava, se avevo trovato un posto per dormire. Parlavamo in francese. A un certo punto non riuscì a capire una sola parola di quello che stava dicendo e non so come mai gli chiesi di dove era. Fui contento di sapere che era mio paesano. Era venuto a Lourdes con la sua moglie e i due bambini, in pellegrinaggio come me.

Di mestiere faceva il dottore. Gli chiesi subito che tipo di medicina praticava; fui molto sorpreso quando venni a sapere che si trattava della medicina nucleare.

Non avevo mai sentito di questo tipo di medicina.

Mi spiegò che si trattava dell’uso delle macchine specializzate nel fare raggi e diagnosticare varie malattie. La cosa mi sembrò interessante e fui felice di incontrare un mio paesano che abitava e lavorava in Francia.

Ci siamo poi fatti parecchie domande e lui mi chiese se volevo accompagnarlo su una salita, dove si faceva la Via Crucis in romeno. Doveva raggiungere un gruppo di romeni e il loro parroco. Ho pensato alla messa, non potevo perdermela. Avevo tempo un ora e mezza.

Alla fine mi decisi e feci anche io la Via Crucis, con Costin, il mio nuovo amico. Pensando ora a lui, penso proprio che mi fu mandato dalla Provvidenza divina. Questo ragazzo mi aiutò molto. Si interessò a me, andammo assieme a pregare alla grotta di Massabielle, come faceva una volta la piccola Bernadette. Costin era davvero una brava persona. Gli dissi che restavo poco a Lourdes, soltanto per qualche giorno e gli dissi che mi sarebbe piaciuto rimanere di più. Aveva trentacinque anni ma sembrava proprio un ragazzo del liceo. Mi confidai con lui e gli dissi che mi trovavo in difficoltà con i soldi del biglietto,

lo avevo fatto da Lourdes fino alla dogana con L’Italia. Dovevo proprio venire in Francia con qualche soldo in più. La verità è che ero arrivato con quello che potevo, ero convinto che potevano bastare. Ho comprato tre libri di preghiere in francese, due tazze con l’immagine di Maria e Bernadette e un crocifisso. Poi ho pagato per tre notti all’albergo più conveniente che avevo trovato …

Ero coperto fino a solo fino a Ventimiglia per il biglietto del treno. Da lì in avanti intendevo parlare con il controllore e dirgli che avrei pagato quando sarei arrivato a casa mia. Che altro potevo fare? Ho pregato Maria che mi aiutasse in qualche modo nella mia difficoltà. Avevo perfino chiesto a Unitalsi di portarmi con loro. Sfortunatamente per me, loro andavano in aereo e non ce ne erano più posti liberi. Costin mi disse se volevo che lui mi aiutasse.

Io gli dissi che se poteva gli sarei stato molto grato e che gli avrei rimandato i soldi dall’Italia, appena avrei potuto. Chiesi di darmi un suo recapito.

« Vieni domani, credo di poter aiutarti, »

Mi disse lui all’improvviso.

Quando ritornai, più tardi nella stanza d’albergo,

la signora della reception mi disse sorridendo che qualcuno aveva pagato per me, per un'altra notte.

Rimasi completamente di stucco. Non me lo aspettavo proprio.

« Che cosa? Qualcuno ha pagato per me? Chi è stato? » Chiesi io tanto meravigliato.

La bionda signora mi fece vedere un biglietto che era stato scritto da Costin. Lo lessi subito.

« Caro amico, sono passato prima di qui e ti ho pagato un'altra notte per dormire in questo albergo, nella stessa camera. Vieni domani in centro e ti darò quello che ti ho promesso. »

Perché vi scrivo queste cose? Perché credo sinceramente che Santa Maria mi aveva mandato questa persona per aiutarmi. Alla sera vidi un bellissima processione davanti alla chiesa, tutta la gente cantava con le candele accese. Vidi tante persone sorridenti e contente.

Contento ero anche io e andai alla grotta a ringraziare Maria. Mi aveva mostrato la sua attenzione e il suo voler bene. Il dottor Costin arrivò con sua moglie e i suoi due bambini e mi diede l’aiuto promesso. Ne fui grato e presi il suo numero di telefono, promettendogli di chiamarlo quando sarei arrivato in Italia. Gli chiesi poi come aveva fatto a trovare l’albergo Saint Sebastien in quella marea di alberghi e negozi che si trovano là. Lui mi disse che non sapeva dove si trovasse ma aveva preso una strada a caso per andare verso la strada che portava al suo albergo e lo aveva visto. Di solito andava da un'altra parte per arrivarci, ma quel giorno aveva deciso di andare per quella strada diversa.

« Il Signore mi aveva portato da te »,

Mi disse lui, sorridendo. Sono sicuro che è successo proprio cosi. Questi giorni ho pregato spesso e mi sono sentito tanto bene. Era passato tanto tempo da quando non mi ero sentito cosi. Ricordo di aver proprio desiderato trovarmi un lavoro in quella città. Mi sarebbe tanto piaciuto lavorare là, poter venire tutti giorni alla grotta benedetta a pregare e sentire la presenza santa di Maria nel mio cuore. Sarebbe stato bellissimo! Girovagando per la città vidi d’un tratto la casetta dove aveva vissuto la piccola Bernadette, con la sua famiglia. Purtroppo era chiusa per le visite. Questa cosa è un motivo in più per me per ritornare a Lourdes. Il terzo giorno ho sognato la ragazza che amo, ci stavamo baciando. Lei era cosi contenta e mi baciava sorridente. Era tutta luminosa, allegra, e la cosa più importante: lo rivista innamorata di me! Sembrava cosi reale! Mio Dio! Al mio ritorno in Italia le ho detto questa cosa e le ho detto che le do un bacio. Lei è stata subito curiosa (e il bacio sono sicuro che l’ha accettato J) e mi ha domandato come l’avevo sognata.

Oh Santa Maria, come vorrei tanto essere di nuovo con lei! Appena mi sistemerò la macchina vado a trovarla. C’è una stradina che porta alla grandiosa chiesa, custodita da una parte e da un'altra da alti alberi maestosi. I loro fiori sprigionavano un profumo dolce, ogni volta che passavo per di là mi sentivo benissimo. Sono quei fiori gialli e molto profumati che si usano per fare del tè (non so proprio come si chiamano in Italia, da me si chiamano L’albero di Tei. C’è stata anche un po’ di pioggia leggera ma continua, per alcune ore nei primi due giorni.

La cosa bella era che questo non aveva impedito alla gente di venire alla grotta per pregare, ad andare alla messa o a venire a prendere dell’acqua benedetta della fontana.

A Lourdes non ci sono proprio discriminazioni, tutti sono accolti con amore. Davanti a Dio, siamo tutti uguali.

Tutti abbiamo bisogno della sua misericordia.

Della guarigione, del suo perdono, della sua protezione. Poveri e ricchi, malati o sani, tutti che arrivano la sono bisognosi del tocco di Maria nella loro vita. Non l’ho mai dubitato. Non avendo molto tempo alla disposizione ho cercato di vivere bene il periodo che mi è stato dato là nei presi del santuario. Mi è piaciuto vedere nella basilica dell’Immacolata Concezione, nella chiesetta dedicata a Bernadette sul corridoio della cripta, i nomi e le frasi scritte sul muro, delle persone che erano state guarite. Tante parole di ringraziamento per la Santa Vergine, parole di gioia, parole commoventi. Dall’alto della chiesa si vedeva il fiume Gave. La sua acqua faceva con un rumore dolce, mi sembrava fosse un vero respiro di vita.

Era forte e mi trasmetteva un senso di sicurezza.

Ho scattato alcune foto (39 in tutto). Mi sono dispiaciuto che non ne potevo farne altre, era finito il rollino.

La prossima volta verrò più preparato e starò più tempo. Guardando verso il Gave, mi sono ricordato di quello che avevo letto riguardo le apparizioni. Mi erano venute in mente due cose:la prima quando, durante un’apparizione, un demone si era fatto vedere sul Gave per gridare a Bernadette di salvarsi. Come subito Maria gli ha rivolto uno sguardo di rimprovero e quello spirito cattivo se n’era andato all’istante; la seconda cosa,quando Santa Maria ha detto alla piccola Bernadette di prendere e bere dell’acqua dalla roccia e lei aveva capito di bere dal fiume Gave.

La Vergine ha cominciato a sorridere e gli ha indicato la roccia della grotta. I malati che vengono là, li vedi tranquilli, pregano e hanno uno sguardo intenso, davvero fiducioso. Non ho sentito nessuno lamentarsi! Per nessun motivo. Erano presenti alla messa all’aperto, ed erano la prova vivente della misericordia divina. E soprattutto dimostravano una grande fede. Tutta la zona è pulita, mi ha fatto una buona impressione. La strada che porta fino alla grotta e fino alla splendida chiesa costruita per la nostra madre celeste non mi piace affatto. Ora ve lo dico perché. Troppi negozi si affacciano alla tua vista, a destra e sinistra. Numerosi alberghi esistono là, e praticano dei prezzi molto vergognosi. Sfruttano il fatto che viene gente da tutte le parti del mondo a Lourdes. Davvero prezzi ridicoli. Sono rimasto proprio male per questa cosa.

Non me l’aspettavo per niente. Sembrano che vogliono in tutti i modi distrarti e allontanarti con il loro commercio. Sono esagerati. Tutto sembra darti confusione e provi uno senso di stanchezza. Quando però arrivi davanti alla maestosa chiesa benedetta e alla grotta così cara a Bernadette le cose cambiano. Ti senti subito ristorato.

La pace e la serenità scaccia all’istante le tue preoccupazioni, le tue inquietudini, pensieri, dubbi o paure. È necessario però che chi viene a Lourdes si prepari un po’ all’incontro con Maria, bisogna almeno dire di cuore qualche preghiera prima, bisogna confessarsi. Non è come alle poste che ti alzi e vai, o a un negozio alimentare, o dal barbiere. Dobbiamo avere un alto rispetto. Ci deve essere una consapevolezza che andiamo in un posto davvero speciale ma non come turisti, ma come pellegrini. In un posto santo e benedetto, un posto dove la Santa Vergine è apparsa per grazia, per ricordarci di Gesù che ci vuole bene. Bernadette ha detto che prima di andare a Lourdes, dobbiamo prepararci bene, e che l’acqua benedetta non ha nessun valore se non abbiamo fede. Se sei arrivato a Lourdes e te la senti di andare alla grotta santa questo vuol dire una sola cosa. Che Dio ti sta venendo incontro. Io lo so perche ho vissuto intensamente questo. Lì mi hanno bagnato con l’acqua della vita.

E ho provato tanto gioia! A Lourdes Riacquisterai le tue forze, e Purificherai la tua anima, Riavrai la Gloriosa Fiducia nel Signore e nella Bontà di Maria. Nostra Cara Mamma Celeste. Ho vissuto bene il tempo là, sono molto grato. Chiedo a Maria, mia mamma celeste di comportarmi da buon figlio, da uomo libero e non più da schiavo. La sua protezione mi è necessaria.

Nelle sue braccia sento di essere in vita. Mi ricordo di un pomeriggio in particolare, c’era una specie di cerimonia religiosa internazionale, dove splendidi canti e preghiere in italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo ti facevano respirare una gioia indescrivibile.

Il cielo in quelli momenti era sereno e i raggi del sole sembravano brillare a benedizione per tutti coloro che erano presenti. Quando vidi un grosso numero di uccelli volare continuamente intorno alla basilica, e quando sentii tutta quella moltitudine di voci pregare e cantare simultaneamente, il mio cuore fu pervaso di una forte dolcezza. Quel giorno il cielo stava facendo una festa e tutti quanti ne eravamo invitati. Lourdes è un posto di grazia nel mondo. Magnifico. Deve essere la fermata di ogni pellegrino cristiano e non solo, un respiro del paradiso che bussa alle porte della nostra anima. Un assaggio di vita del cielo, una Potente Luce Ristoratrice, un conforto per l’umanità trovatasi in cammino per raggiungere la patria beata. Lourdes è un profumo unico, di un fiore celeste, che riesce a far breccia dentro di noi, è un Scatenarsi di gioia, un Manifestarsi di un sorriso immortale.

7.

Mi piace molto il sì della Santa Vergine che apre la finestra del cielo per affacciarsi al mondo con amore, tramite questa piccola ragazza quattordicenne, questa splendida rosa meravigliosa: Bernadette Soubirous che diventerà l’incantevole suor Marìe Bernard. Una delle più amate e grande sante della storia. La piccola veggente trovata degna agli occhi divini di portare il suo messaggio.

L’umile pastorella che come Davide vincerà sul gigante Golia con la potenza di Dio. Capisco il venire incontro di Dio a noi, i suoi figli e sue figlie, percepisco il suo grande amore che l’ha spinto a mandare Maria, la nostra madre benedetta. Maria sta entrando nella storia degli uomini perché ci ama troppo, perché non c’e la fa a stare lontano da noi, e viene per ciascuno di noi. L’amore la spinge ad arrivare a noi. Mi ricordo di aver letto una sua frase detta a una veggente una volta che mi commosse molto:

« Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia! »

Ci parla a ciascuno di noi. Lei è qui … Dio c’è! Mi fa molta gioia dire e scrivere tutto questo. Maria Santissima ci

vuole cosi tanto bene. Nel 1858, Bernadette Soubirous

ha quattordici anni ed è una ragazza normale come tutte le altre. È molto povera, soffre di terribili attacchi di asma, non sa né leggere né scrivere. Non ha ancora fatto la sua prima comunione. Sta a casa per prendersi cura dei suoi fratelli. È una persona molto semplice, quello che sa fare lo sa fare bene. Le uniche preghiere sono Il rosario, l’Ave Maria, Pater Noster e Gloria. Qualcuno dice che sapeva anche il Credo. Giovedì, 11 febbraio verso l’ora del pranzo una bella giovane le apparve per la mia prima volta nella grotta di Massabielle, vicino al fiume Gave.

Saluta Bernadette con un leggero movimento del suo capo. La ragazza quattordicenne è sconvolta e prova a fare il segno della croce. Non riesce ma quando lo fa la Bella Signorina, trova la forza e la fiducia di segnarsi anche lei con un lungo e meraviglioso segno della croce.

La Bella Signorina fa passare i grani del suo rosario che ha nelle sue mani. Non dice niente, resta silenziosa e sorride alla piccola che comincia a recitare il rosario ad alta voce. Quando ha finito, la giovane ragazza gli sorride un'altra volta e poi sparisce improvvisamente.

Questa prima apparizione è molto interessante e mi piace molto il modo nel quale è avvenuta, le circostanze. Bernadette viene nella direzione della grotta per raccogliere legna e ossa per poter puoi venderle, per poter comprare qualche cosa da mangiare. Mentre si sta togliendo una calza, avverte un fruscio di vento.

Vede i rami di un cespuglio muovendosi. Poi avverte di nuovo la presenza del vento e guarda nella direzione della grotta. È letteralmente sconvolta, rimane senza parole all’apparizione così improvvisa, così particolare.

Non sa cosa dire e si inginocchia. Trovo bellissimo il fatto che la Santa Vergine percepisce la sua paura e le viene incontro facendo anche Lei il segno della croce.

È un segno fatto diversamente da tante persone al mondo. È lungo, lentamente e rispettoso, trasmette una grande devozione, un aiuto, per farci capire quanto è importante farlo bene, rendendoci conto a chi ci stiamo rivolgendo quando lo facciamo. È semplice, devoto, umile e molto potente. Nel silenzio la Madre di Dio viene per la prima volta da Bernadette, per farci capire quanto sia importante trovarci nel silenzio per poter sentire interiormente la voce divina nei nostri cuori.

Nel silenzio della preghiera, sorride e ci fa sentire la sua presenza. Come per dire, se volete sentire Dio, fate silenzio e staccatevi da tutto quello che possa fare chiasso e che vi può impedire di sentire la sua santa presenza nel cuore,

la sua voce nel nostro intimo dell’anima. Bernadette fa silenzio e il sorriso di Maria ci dice che questo è piacevole agli occhi di Dio. La Santa Vergine viene all’ora di pranzo, come mai? Perché proprio a questi orari quando la gente è radunata a mangiare nelle loro case? Forse per ricordarci che dobbiamo ricordarci del Signore e ringraziarlo?

Nell’antico testamento c’è scritto:

Quando mangerai e berrai, ricordati del tuo Signore. Forse anche perché è il momento in cui le persone si trovano tutte insieme. Cosi può parlare a più persone.

Io sono sicuro che ogni cosa che ha detto o fatto, ogni circostanza riguardo ogni apparizione è carica di simbolistica. Il respiro del vento leggero è il segno dopo il quale si riconosce la manifestazione dello spirito santo.

Per pregare bene bisogna segnarsi bene con il segno della croce, mostrando una devozione, una semplicità e umiltà Queste cose sono un profumo buono per il cuore del nostro Creatore. Il sorriso della Madonna è la conferma.

In silenzio pregando, piacerai al tuo Dio.

Il sorriso è anche il simbolo dell’amore e dell’amicizia del Signore. Il suo sì per dirci che ci vuole bene.

Domenica 14 febbraio 1858, la Madre Celeste apparve di nuovo a Bernadette tutta sorridente, senza dire nulla.

Mi piace molto questo suo manifestarsi così, mi affascina e mi conforta. Giovedì 18 febbraio, verso le sette di mattina, poco tempo dopo la messa, la bella signorina parla per la prima volta a Bernadette. Lo fa nel piccolo dialetto del posto, l’unico che conosce Bernadette,

l’unica lingua che la ragazza conosce:

« Boulet auè era gracie de biè t’aci penden quinze dies? » (Volete farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?) poco tempo dopo, La Santissima Maria aggiunge :

« Nou-b proumèti pas de hè-be urouse en èste mounde, mes en aute (Non vi prometto di farvi felice in questo mondo, ma nell’altro). Dopo mezz’ora sparisce.

È bellissimo sapere questa cosa qua: che gli ha parlato nel dialetto, l’unico che sapeva. Quando Dio vuole parlarti, ti parla nel unico modo in quale che tu capisci.

Trova esattamente che linguaggio usare per farti capire. Gli viene fatta una profezia che vale anche per tutti coloro che si affidano a Dio e vivono secondo la sua volontà. Saremmo molto più felici nell’altro mondo che quaggiù.

Ci conferma il fatto che esiste un altro mondo e ci assicura che ci farà felici là. Venerdì 19 febbraio, di mattina, la Madonna apparve a lei al terzo Ave che gli viene recitato, salutandola con un movimento della testa e sorridendo. Voci feroci e arrabbiate vengono in quel momento dalla parte del fiume Gave.

Sono le grida ironiche di un demone pazzo, scatenato:

« Salvati, salvati! »

La Madonna si volta subito e lo guarda.

All’istante si fa silenzio e tutto ritorna normale.

Il messaggio è molto chiaro, quando la Madonna appare da qualche parte, il demonio è sempre al lavoro per tentare di distruggere quello che ella ha portato di buono.

Prova sempre a rovinare lo spirito buono che c’è dentro il cuore di una persona, mandare l’uomo in confusione, trasmettendogli inquietudini e pensieri cattivi.

Il demonio prova in tutti modi di allontanare l’uomo da Dio, di impedirgli di salvarsi, di fargli perdere la fiducia nel Signore e farlo comportarsi male. La Frequentazione dei Sacramenti, la Fedeltà nella Preghiera accompagnata dalle Buone Opere, la Devozione a Maria, la Regina delle milizie celesti, la Pratica dell’Umiltà e d’obbedienza a Dio e alla Chiesa, suo rappresentante in terra, Ci Aiuta a Sconfiggerlo. Sabato 20 febbraio 1858, accompagnata da alcuni testimoni Bernadette va di nuovo alla grotta.

Entra presto in un’estasi di quaranta minuti.

Continua a recitare il rosario ma poi sembra che stia per recitare una preghiera che la Santa Vergine gliela dice per dirla per tutta la sua vita. In questa apparizione si vede chiaramente che Maria insegna come si deve pregare.

Dice di concludere ogni dieci ‘Ave Maria’ del rosario con una preghiera personale di Bernedette per la sua propria vocazione. Più tardi, a Fatima, il 13 giugno 1917, Maria insegna ai tre giovani di aggiungere la seguente preghiera: Oh mio Gesù, perdona i nostri peccati, preservaci dal fuoco dell’inferno e conduci nel cielo tutte le anime, specialmente quelle più bisognose della tua misericordia!

Il 24 febbraio dello stesso anno(1858)Bernadette arriva alla grotta molto presto. È di nuovo mattina e quasi quattrocento persone sono già lì ad aspettarla.

La bella dama arriva e trasmette il suo messaggio alla folla. Bernadette si inginocchia, comincia a piangere e tenendo le mani al suo rosario, dice ad alta voce:

« Penitencè!… Penitencè! … Penitencè!… »

Bagnata da una luce soprannaturale piange, perché capisce che i peccati offendono il Signore dell’infinito amore, purezza e santità. Il 25 febbraio 1858, dopo le prime dieci Ave Maria, Bernadette entra in estasi.

La Vergine arriva presto e saluta, poi le dice :

« Anat bèue en’à hount è b’y laua! »

(Andate a bere alla fontana e lavatevi).

Bernadette va in ginocchio in fondo alla grotta e guarda per vedere se c’è dell’ acqua. Non trovando, va a bere dal fiume Gave. Ma Maria la ferma e gli indica con il dito il posto dove si trova l’acqua. La ragazza comincia a scavare con le mani, presto trova poca acqua e la beve.

Essendo molto sporca quell’acqua, la sputa per tre volte.

Si lava poi la faccia e Maria gli dice :

« Anat minyà d’acquère yèrbe qui ey athèu! »

(Va a mangiare da quella erba che è là!)

Bernadette fa subito quello che le viene detto.

La folla pensa che sia completamente matta. La gente non capisce che queste cose sono come degli atti di penitenza. La croce è una follia per il mondo e una forza divina per gli eletti. (come dice San Paolo Apostolo).

Il 27 febbraio, alle sei e mezza di mattina Bernadette riceve il messaggio di andare e baciare la terra come penitenza per i peccatori:

« Anat punà èra terre entà hè penitènce ent’ ats pecadous! »

La ragazza fa questo più volte, poi Maria gli dice:

« Anat dise ats prètres de hè basti aci ue capère!

(Andate a dire ai preti di venire qui e costruire una cappella!) Il 2 marzo Lei chiede che i preti vengano là in una processione. La Madre di Dio insegna a Bernadette e a tutti noi, pellegrini presenti e futuri, un catechismo vivente. Vuole dirci che tutti i nostri incontri con Dio hanno bisogno di una preparazione minima.

Purificare il corpo e l’anima in un’acqua viva, da una sorgente provvidenziale, simbolo del battesimo. Inginocchiarsi sulla terra e baciarla per rimanere umili, piccoli e penitenti. Partecipare alla costruzione di una cappella, per organizzare dei pellegrinaggi e partecipare ai sacramenti, specialmente l’Eucaristia che oggi è al primo posto a Lourdes. Durante la notte del 25 marzo, nella Grande Festa dell’Annunciazione, alle cinque e mezza di mattina, Bernadette sente di venire alla grotta.

La Santissima Vergine è già là e guarda la folla con bontà. Sorride a tutti contenta. La piccola Bernadette chiede scusa per il suo ritardo, ma la Madonna gli fece segno con la testa che non c’è bisogno di scusarsi. All’inizio del rosario, Lei si sposta e va direttamente alla sorgente d’acqua. Bernadette, a quel punto prende il suo cero, si avvicina e le dice:

« Signora, volete avere la bontà di dirmi chi siete? »

La bellissima signora sorride e non gli risponde. Bernadette ripete la sua domanda per la seconda e la terza volta. La Signora continua a sorridere ma ancora non le risponde. Alla quarta volta, l’apparizione prende una aria seria e accogliente. Giunge le mani, gli alza in su e fissa il cielo con lo sguardo. Poi, separando le mani lentamente e puntandole verso Bernadette dice con una voce calda e soave, serena:

« Que soy era Immaculada Councepciou! »

( Io Sono L’Immacolata Concezione).

Poi, ricomincia a sorridere, non parla più e presto, sparisce. Maria da la formulazione del suo primo privilegio, la sua immacolata concezione. Quattro anni prima, il papa aveva definito la dogma.

Sono la concezione immacolata dell’umanità e sono stata ‘avvolta’ nell’ amore incrementato da Dio, lo Spirito Santo del Padre e del Figlio. Chi si avvicina a me si avvicina sempre al mio sposo divino, con Lui io attiro a mio Figlio, fratelli e sorelle viventi, nella purità e umiltà, una quantità d’amore per nostro Padre comune.’

Il venerdì 16 luglio 1858, nella festa della Nostra Signora del Monte Carmelo, durante la preghiera di sera, nella chiesa si sente di ritornare alla grotta.

Per l’ordine della sua madre, gli è stato proibito di andare. Con sua zia Lucile lei va nel prato che si trova dall’altra parte del fiume Gave, proprio nella direzione della grotta. Inginocchiata nell’erba, Bernadette comincia a recitare qualche Ave Maria. Per ben venti volte.

Improvvisamente grida entusiasta:

« Eccola, Lei è là! Ci sta salutando, ci sta sorridendo da sopra le barriere della grotta. »

L’Immacolata rimane visibile per un quarto d’ora. Bernadette racconterà più tardi che in quella diciottesima apparizione, non vedeva più né il fiume Gave, né le barriere, né la folla, niente. Era solo lei e la Beata Vergine, più lontano di altre volte. Vedeva solo Lei.

« Non l’ho mai vista cosi bella, » ci dice Bernadette.

Maria, in questa ultima apparizione rinnova quello che ha fatto all’inizio, quando sorrideva e restava silenziosa, tutta illuminata da una luce divina meravigliosa, avendo lo sguardo sulla nostra povera umanità. Lei si rende ancora più vicina e ci conforta, ricordandoci che il Regno di Dio è già presente negli umili di cuore che soffrono ingiustamente a motivo della loro fede. La Santa Vergine è sempre con noi, ci dice di avere coraggio e di proseguire avanti verso la patria beata, chiedendoci la nostra devozione, ci sta dicendo di deciderci definitivamente per la santità, per arrivare in cielo e goderci insieme a Lei l’eternità, nella pace e gioia dello Spirito Santo.

Nostra Madre Celeste è entrata di nuovo nella storia per tenderci una mano. Per salvarci. Mi piace tanto il suo intervento straordinario nella vita del nostro mondo, per accendere la luce della fede nella candela del nostro cuore. Bernadette è una ragazza meravigliosa, tutto questo intervento di Maria non sarebbe stato possibile senza Bernadette. Questa ragazzina è stata scelta di essere la portatrice del messaggio d’amore del cielo verso di noi. Credo che gli sia piaciuto tanto la sua semplicità, la sua devozione, la sua obbedienza, il suo buon cuore. Dobbiamo essere tanto grati a Bernadette e chiederle aiuto per essere vittoriosi in questa vita. Oh cara Santa Bernadette ! Mi sono preso a cuore la tua storia e alla fine di questo mio racconto voglio chiedere la tua protezione e la tua preghiera per me e per i miei cari, ma anche per tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere questo mio primo libro di racconti, specialmente questo nel quale io racconto le mie impressioni su questo viaggio, questo pellegrinaggio inaspettato nella mia vita.

Prega per me, Suor Marie Bernard. Tu sei l’eccellente testimone dell’amore di Dio e di Maria per noi, della potenza di Dio. Il tuo corpo è rimasto intatto e si trova a Nevers nel convento di Saint Gildard, e dimostra il tocco divino, d’amore della Nostra Signora, Beata Vergine Maria.

Così tanta fedele nella preghiera del Rosario eri!

Aiutaci ad arrivare nella felice dimora del paradiso.

Verrò a vederti a Nevers, appena posso!

Il mio viaggio a Lourdes, per me è stato una grande grazia.

E ora, sono molto grato perché mi sento risorto nella gioia.

I raggi dell’amore celeste hanno penetrato nel mio cuore, io sono in vita! Adesso dico: Sia gloria a Dio per tutto!

8. Piccolo pensiero aggiuntivo che ho pensato di condividere con te, mio caro lettore

Una fortezza non può crollare mai. È fatta apposta per resistere. Per reggere. Una vera fortezza non può essere conquistata mai a meno che al suo interno non ci sia una debole organizzazione, uno scarso nutrimento, o che ci siano presenti tradimenti, inganni o manipolazioni.

Oppure che, qualcuno dei tuoi alleati combatta contro di te invece di restare a fianco a te e difenderla, anche a costo di perdere la vita. Se bisogna morire, almeno che moriamo di una buona morte, che ci renda onore e che sia un esempio per chi viene dopo di noi. Preghiamo per avere una buona morte, gloriosa. Non è assolutamente vero che una fortezza non può essere invincibile. Non l’ho mai creduto fino in fondo. Esiste, solo che spesso manca qualche elemento importante che possa fare la differenza, che possa difenderla bene e ottenere la vittoria.

Nessuna fortezza del mondo crollerebbe mai, ne quella fatta di mattoni, ne la fortezza della nostra anima o del nostro cuore, se ogni combattente facesse bene il suo lavoro. È crollata Sparta, la Roma Imperiale, la città antica di Troia, la solida fortezza di Massada, la Grande Muraglia Cinese è stata conquistata.

Tutte le fortezze più forti e più famose della storia ma anche le più solide fortezze di tanti grandi anime.

Serve coraggio, buone capacità per lottare, destrezza. Anche esperienza? Questa non è sempre necessaria. Dipende chi te la fa fare o come la usi in battaglia.

Serve fedeltà, disciplina e buona organizzazione. Strategia? Non è sempre portatrice di buoni risultati; grandi generali, buoni strateghi della storia hanno perso battaglie, dove avrebbero scommesso con certezza che avrebbero vinto. Perché pensavano che i loro metodi fossero infallibili … Gli uomini sono tutti deboli, assolutamente tutti. Anche le più brillanti menti.

Il loro ardore di affermarsi, il loro egoismo, la loro avidità, il loro orgoglio, il loro desiderio di potere, la loro stupidità gli hanno fatti prima o poi crollare. In questi tempi, come è in tutti i tempi della storia è fondamentale avere Una Guida. Una guida eccellente, buona che sappia portarci alla vittoria. A vincere tutte le battaglie.

E cosa più importante, vincere la guerra.

La giovane Bernadette Soubirous ha avuto la guida per eccellenza: Maria, la Madre di Dio. Gli è stata data un’arma letale e lei ha saputo usarla bene. Il Rosario.

Detto tutti i giorni ha messo in ginocchio Goliat.

Il suo corpo intanto è la preziosissima prova di tale verità.

È la mano di Dio, nostro Padre. Segno dell’amore vincente. Prestiamo attenzione e ascolto alla sua parola e vinceremo in tutto. Restiamo fedeli a Lui nonostante tutto quello che succede intorno a noi, o dentro di noi. Qualsiasi cosa accada, andiamo a guardare l’immagine del crocifisso. Andiamo ad aprire il nostro cuore e capire il suo grande amore per noi. Tutto qui sulla terra è prova.

Soltanto dopo arriva la vera vita.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: