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lavoro pubblicato martedì 17 marzo 2015
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

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SAINT SEIYA Next Generation: CAPITOLO 11: Vi Lancio Una Sfida

di Aldore1n. Letto 419 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 11 VI LANCIO UNA SFIDA Il tintinnio dei frammenti della Steel Cloth formò una sorta di suono armonioso, quasi piacevole mentre...

CAPITOLO 11

VI LANCIO UNA SFIDA

Il tintinnio dei frammenti della Steel Cloth formò una sorta di suono armonioso, quasi piacevole mentre il corpo dilaniato dalle ferite del coraggioso Paranossis fluttuava a pochi centimetri dal manto erboso che rivestiva il duecentesimo piano del grattacielo Polaris. Lo scienziato cadde rovinosamente battendo la testa e il busto su una sporgenza rocciosa poco distante dal gruppo dei giovani Saint. Non un tremore e nemmeno una smorfia di dolore sembrava animare il corpo dell'infiltrato che ora giaceva immobile nel suo stesso sangue. Dimitri aveva gli occhi sgranati, l'animo turbato da centinaia di pensieri. Non conosceva per nulla quello strano uomo dal pizzetto perfettamente lineare, ma sapeva ,in cuor suo, che quell'orribile atto di crudeltà a cui aveva assistito non poteva rimanere impunito. Così il Cigno si voltò, non curante di ciò che gli stava accanto e dimenticando per un attimo tutto ciò che aveva imparato fino a quel giorno. Nella sua mente non udiva più i consigli dell'inseparabile Kenzo o della dolce Rebecca, aveva rimosso persino il coraggio e la determinazione di Liam il giorno in cui, nell'isola di Stromboli, venne salvato proprio dal giovane cavaliere di Pegaso. Nel suo cuore aveva celato tutto l'amore e tutta la passione che lo avevano reso Saint di Atena. Ora il suo corpo bruciava di rabbia e allo stesso tempo il suo gelido e pungente cosmo divampava senza controllo. Le ali del Cigno tornarono a solcare la volta del duecentesimo piano. Qualche chicco di neve, danzando dolcemente nell'etere, si posò sulle armature dei combattenti, evaporando all'istante per via delle loro auree combattive. «Dimitri non farlo!» tentò di dirgli la Saint di Andromeda, ma ormai nulla più poteva fermare il biondo amico che, col pugno proteso in avanti e i muscoli tesi, diede fondo a tutte le sue energie concentrandole nella sua tecnica micidiale.

«Perfect Frost!».

I grandi cristalli a cinque punte fendevano la gelida aria la cui temperatura era scesa di molti gradi sotto lo zero. Con una prontezza di riflessi degna di un atleta, Rebecca fece appena in tempo a ripararsi dietro una roccia vicina per evitare di essere colpita dal dirompente potere del suo compagno. Anche Kenzo , col suo resistentissimo scudo del Drago, fece da schermo sia a Liam, ancora privo di sensi, che a se stesso. L'attacco colpì il cavaliere avvolto dalla corazza di onice verde che tuttavia sembrava non preoccuparsi più di tanto di ciò che stava accadendo. Il suo sguardo era sereno, quasi assente per certi versi. Le pupille erano ben dilatate nei grandi occhi azzurri, quasi come se fosse in una sorta di trans. Una luce fortissima, bianca come le nevi del nord avvolse tutti. Dopo che l'attacco cessò , Dimitri riaprì gli occhi che aveva serrato per il grande sforzo. Le ciglia si arricciarono e la bocca si aprì leggermente quando vide che l'avversario aveva parato con la sola forza del palmo della mano sinistra il suo miglior colpo. L'energia glaciale si concentrò formando una sorta di sfera luminescente ed opaca fino a scomparire. Gli altri Saint non potevano credere a ciò che era accaduto. Quell'attacco lanciato con così grande foga e potenza, fermato dalla sola spinta di un arto. Chi era costui che sembrava superare persino un Gold Saint? Lo stupore , tuttavia,fu subito spazzato dalle parole del cavaliere del Dragone che, spinto dal suo infallibile istinto fece appena in tempo ad urlare qualcosa al compagno:

«Dimitri va via di lì!».

Vane furono le parole, appena intercettate dall'orecchio del russo. Il silenzioso e letale contrattacco del nemico era già partito. Bastò semplicemente un cenno del dito indice della mano destra per frantumare l'argenteo pettorale delle sacre vestigia del Cigno fino a lacerare la T-Shirt blu che stava appena al di sotto penetrando nello sterno. Dimitri non sentì alcun dolore. Si limitò a chinare il capo per guardare il suo corpo. Le mani si erano strette al torace quasi a sfiorare il contorno irregolare del foro che si era creato al centro del suo petrro. La sua mente era confusa e si chiedeva come fosse possibile che la sacra Bronze Cloth si fosse sgretolata come semplice roccia con la sola forza di un dito. La risposta, però, non fu mai data a quel quesito. Le ginocchia avevano già toccato terra e le mani si adagiarono dolcemente ai lati del busto. Con un leggero tonfo , il giovane cavaliere si ritrovò a terra, col sapore dell'erba come ultimo ricordo.

«Dimitri!!!!!» Il Dragone aveva dato fondo a tutta la sua voce e la gola pulsava per lo sforzo. Gli occhi erano colmi di lacrime facendo spostare di qualche millimetro la lente per la plano-visuale e rendendo tutto sbiadito. Con le dita della mano mano destra, Kenzo la tolse via e dopo aver asciugato un grosso lacrimone , cercò con lo sguardo Rebecca. La vide , con lo sguardo disperato, ancora protetta da una roccia che aveva la sommità congelata. Era a pochi passi da lui. Facendo attenzione, adagiò Liam al suolo e si rimise in piedi. Avvicinandosi alla compagna gli porse una mano alla quale lei si aggrappò trovando la forza di rialzarsi. Le gambe gli tremavano ancora dalla disperazione.

«Ti prego Rebecca, qualunque cosa accada tu proteggi Liam» fece l'orientale bruciando con lo sguardo il misterioso nemico ancora fermo al centro della finta radura.

«C-Cosa vuoi fare´?Non vorrai mica …» disse dando sfogo alle lacrime prima di essere energicamente interrotta.

« Ascolta, ti prego! Fa come ti dico!».

Rebecca non poté fare altro che assecondare la richiesta del compagno e accorrere da Liam. Ben presto il suo Croop Circle li avvolse a protezione.

«Non so chi tu sia maledetto, ma ciò che hai appena fatto lo pagherai con la vita. Io, Kenzo, sacro Saint di Atena , carpirò la tua vita per vendicare i miei compagni. In guardia!».

Nonostante la minaccia, l'impassibile uomo dalla maestosa corazza non accennò ad alcuna risposta. Rimaneva immobile ad osservare il cavaliere del Dragone che con le braccia disegnava una sorta di cerchio. Il suo Cosmo, color smeraldo, era traboccante d'ira e fuoriusciva impetuoso dal suo corpo.

«Assaggerai la rabbia del grande Dragone Nascente delle cascate. Rozan: Raising Dragon!» tuonò portando il destro in avanti mentre con l'arto sinistro, con annesso l'infrangibile scudo, proteggeva il busto.

Il Drago si contorceva ringhiando verso il suo obiettivo. Le fauci erano spalancate e pronte a divorare la preda con gli affilatissimi denti che fuoriuscivano dalla mascella. L'impatto fu devastante e molti detriti furono scagliati per aria dall'onda d'urto. Rebecca attivò le sue catene per non essere investita dalla furia distruttrice della tecnica del compagno. Quando tutto finì poté osservare il verdetto dello scontro ; Il famigerato pugno del drago nascente si era infranto nello stesso punto del Perfect Frost ed ora Kenzo aveva la mano bloccata dalla stretta del nemico. La Sacra armatura scricchiolava stritolata dall'enorme pressione e dopo alcuni istanti venne frantumata e con essa anche l'arto del giovane cavaliere. Un urlo dilaniante squarciò il silenzio del momento. Rebecca non aveva mai visto il compagno in tali condizioni, anzi, poteva ben affermare di non aver mai visto Kenzo lamentarsi per nulla. Assistendo inerme a quella scena, la Saint di Andromeda scoppiò in lacrime che, percorrendo l'intero volto, cadevano numerose sul capo di Liam.

«Ti prego, lascialo stare!» singhiozzò in preda alla disperazione la dolce combattente.

Come sempre, il misterioso cavaliere non disse nulla e dopo alcuni secondi si limitò ad appoggiare il palmo della mano destra sullo scudo del drago. Dopo un boato , Kenzo fu spazzato via. Il suo scudo era ridotto in mille pezzi e il suo avambraccio sinistro mutilato da gravissime fratture. Anche parte della sua armatura fu danneggiata , presentando numerose crepe. Disteso supino sulle sponde del piccolo stagno artificiale, perse i sensi sconfitto. L'oscuro nemico spostò lo sguardo verso Rebecca, ancora inginocchiata al suolo accanto al cavaliere di Pegaso persa nello sconforto in un mare di lacrime. Per la prima volta da quando era entrato decise di muovere qualche passo e lo fece proprio in direzione della Saint di Andromeda.

«Cosa vuoi fare? Non ti avvicinare!» urlava disperata nel tentativo di arrestare quella crudele marcia.

Sapeva che non avrebbe potuto farcela contro un mostro di tale potenza, ma non poteva venir meno alla parola data a Kenzo e cioè proteggere Liam ad ogni costo. Almeno lo avrebbe fatto fino alla sua sconfitta. Così decise di tentare il tutto per tutto lanciando la sua catena d'attacco al massimo della potenza:

« Andromeda: Sonic Chain!».

La catena squarciò l'aria zigzagando verso l'avversario, ma interruppe la sua corsa a pochi millimetri dal suo volto. La fedele amica di Rebecca si trovò paralizzata magicamente, rigida come il marmo. Non passò molto prima che , con un cenno degli occhi, la portentosa offensiva del cavaliere in rosa venne ridotta in un mucchio di maglie spezzate. « E’ finita» sussurrò a se stessa Rebecca chiudendo gli occhi mentre il pugno destro del nemico la stava per colpire. Quel brevissimo istante sembrò infinito, ma nulla accadde. Quando la Saint di Andromeda riaprì gli occhi, vide Liam stare eretto davanti a lei in sua protezione avvolto dal suo radioso e potente Cosmo azzurro mentre con la forza di entrambe le braccia bloccava il gancio dell'oscuro avversario.

«Non posso crederci, ti sei ripreso!» esclamò Beky, ma ben presto si accorse che il solo Cosmo muoveva il corpo dell'amico ancora sopito e privo di sensi.

La forza dirompente che proveniva dallo spirito del giovane newyorkese fece arretrare di qualche passo il nemico. Questa volta qualcosa sembrò cambiare nel suo marmoreo viso inespressivo. Una ruga, seppur non molto pronunciata, faceva capolino in mezzo alle due chiare sopracciglia, segno che lo sforzo stava aumentando. "Devo aiutarlo " pensò Rebecca assaporando un margine di speranza e così cominciò a concentrare la sua aura nell'unica catena rimasta. Tuttavia non ebbe il tempo di scagliare nuovamente la sua tecnica poiché, stanco della situazione, emanando un forte urlo, il misterioso e malvagio cavaliere spazzò via entrambi i Saint che finirono molto distanti al suolo battuti. Chi ebbe la peggio fu proprio Liam che aveva la Cloth quasi del tutto distrutta poiché, nell'ultimo impeto della lotta, riuscì a fare da scudo alla compagna.

Pulizia era stata fatta, tutti i valorosi guerrieri di Atena erano stati sconfitti. Proprio quando se ne stava per andare, il terribile nemico vide un leggero movimento del corpo di Rebecca. Volendo estirpare definitivamente la vita di quei ragazzi, si apprestò a concludere la sua missione di morte. Dopo un breve attimo si ritrovò a sormontare l'esile figura del cavaliere in rosa. Notò che era ancora viva, come aveva intuito. Il suo ventre si dilatava ancora, segno che la vita non aveva ancora abbandonato quel corpo. Tese ancora una volta la mano verso di lei, afferrando il fine collo e sollevandola con la sola forza di un braccio. Rebecca , seppur priva di sensi, tornò a sentire le fredde mani del nemico sul suo corpo. Quando anche la speranza sembrò aver abbandonato il duecentesimo piano del grattacielo che dominava Time Square, un lampo dorato scosse l'aria attirando l'attenzione del cavaliere dall'armatura in onice.

« Ti conviene lasciare la ragazza Delo, se non vuoi cominciare una battaglia infinita. La polizia è qui sotto. Cosa si domanderanno quegli uomini vedendo uno dei fratelli Temis, racchiuso in una strana corazza , mentre mette fine alla vita di quattro giovani ragazzi e di un suo illustre socio in affari? » fece una nuova voce, molto calda e sicura.

Ci furono attimi di silenzio, poi , finalmente, il misterioso nemico, il cui nome era stato appena rivelato, per la prima volta si pronunciò :

« Tu credi di potermi fermare sommo Gold Saint di Capricorn

Era un suono graffiato, molto elegante ed armonioso, a rispecchiare proprio il carattere del potente cavaliere in onice.

«Vedo che la mia fama mi precede» continuò sorridendo beffardamente il Gold Saint dai lunghi capelli corvini, gli occhi scuri e profondi ed il fisico atletico « Tuttavia so benissimo quanto sei potente ed è per questo che per farti desistere ho portato un amico, dico bene Gold Saint di Leo ? ».

Un altro cavaliere dalla lucente armatura d'oro e dal grande tatuaggio raffigurante un antico samurai posto sull'avambraccio destro fece il suo ingresso apparendo improvvisamente. Da sotto l'elmo, spiccava un viso magro e giovane nonostante un ciuffo di capelli brizzolati. Avevano usato il teletrasporto psicocinetico, abilità sfruttata da molti Gold Saint. La stretta sul collo di Rebecca aumentò per la rabbia, ma dopo alcuni momenti di tensione, Delo decise di mollare la presa facendo cadere al suolo la povera Saint di Andromeda.

«Vedo che cominci a ragionare Generale» gli disse il Capricorno, dal curioso elmo cornuto « Ora torna dalla tua padrona e dille che presto noi Saint di Atena verremo a riprenderci ciò che ci appartiene».

«Stolti!» esclamò dopo una lunga ,ma composta risata Delo « Credete veramente di poterci battere? Non avete idea di ciò che vi aspetta » poi dopo una pausa brevissima riprese « Venite, venite pure da noi. Vi lancio una sfida! La vostra Atena giace con gli altri miei fratelli su un atollo dell'isola di Cuba. Se riuscirete ad arrivare sani e salvi alla villa dove la teniamo prigioniera ,sarò ben lieto di lasciarla nelle vostre sporche mani. Vi farò ricevere al più presto una mappa , fino ad allora vi conviene desistere dall'idea di approdare sulla calda isola».

Delle voci sembravano provenire dall'esterno della radura. Era una squadra di S.Q.U.O.T. e alcune unità robotiche del 911 che facevano irruzione nelle sale del grattacielo attirando l'attenzione dei combattenti.

«Ora devo proprio andare » riferì Delo muovendo rapidamente un braccio verso l'alto.

«I Ragazzi Leo!» urlò il cavaliere d'oro del Capricorno intuendo le losche intenzioni del nemico.

Infatti, una potente onda d'energia si abbatté nella radura distruggendo la maggior parte del territorio. Alla velocità della luce, i due Gold Saint riuscirono a proteggere i giovani cavalieri.

«Tutto bene amico mio?» domandò il Saint di Capricorn .

« Io sto bene, ma i ragazzi sono ridotti molto male. Dobbiamo portarli subito all'Hangar per farli curare. Fortunatamente Delo non si è accorto della vita che ancora alimentava i loro cuori» rispose il compagno mentre adagiava sulle proprie spalle Kenzo e Dimitri.

« Quel tizio è davvero incredibile. I fratelli Temis posseggono un Cosmo spaventoso, persino più potente della nostro».

«Bando alle ciance amico mio, teletrasportiamoci via di qui. Credo che abbiamo compagnia».

E così fecero, lasciando i poliziotti sbalorditi da tanta devastazione.



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