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lavoro pubblicato domenica 15 marzo 2015
ultima lettura mercoledì 20 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

ETERNITH: Il discendente dei Crower

di ilcreastorie. Letto 392 volte. Dallo scaffale Fantasia

La torre di Erinth è un istituto dove si addestrano gli ultimi maghi che si prepareranno alla guerra che deciderà il controllo del mondo. Ma tra questi alunni c'è Erlas che dovrà scoprire le sue vere origini...

CAPITOLO 1: LA TORRE DI ERINTH
la torre di Erinth,era una delle torri più alte del mondo,era un vero e proprio monumento di forza,paura e bellezza.
In realtà non era una vera e proprio torre ma più che altro un castello,ma veniva denominata "torre" perché era solo metà dell'enorme costruzione che regnava un tempo su tutta la costa.

Tra le sue mura invecchiate dai segni della lotta e dal muschio si allenavano gli ultimi maghi sopravvissuti alla grande battaglia di Sonlon.
Si dividevano in base alla loro etá nei vari ranghi della magia,così facendo potevano studiare tutte e tre le arti magiche e tutti i loro incantesimi.
I primi due anni si studiava la magia bianca:la magia di base,ma anche la più utile,gli allievi si differenziavano con la tunica bianca.
Terzo e quarto anno si studiava la magia verde,magia a contatto con la natura,i suoi allievi avevano le tuniche simile a un verde molto scuro
Al quinto anno di studiava la magia rossa,pozioni e incantesimi in grado di infatuare o far innamorare,le tuniche erano di un colore rosso intenso,molto simile al sangue.
Esisteva anche un'altro tipo di magia,era la magia nera,la magia della peste e della morte,magia in grado di evocare mostri,demoni e morti dal regno dei morti,codesta magia era proibita.

Tra gli allievi della torre c’è un ragazzo,un ragazzo diverso da gli altri.

Stava sempre solo,usciva dalla camera solo per andare alle lezioni,non parlava con nessuno,sempre testa bassa e occhi vuoti.

Il suo nome era Erlas Crower,era l’ultimo discendente in vita dei Crower,una delle famiglie di maghi bianchi più potenti dei ultimi 100 anni,era al secondo anno,quindi era una tunica bianca.per quando si sforzasse non riusciva a richiamare la magia che circolava nelle sue vene.
Molti professori volevano cacciarlo o ucciderlo poiché pensavano che fosse un semplice umano,privo di magia.
Ma la professoressa strega granger di erboristeria,insieme al preside a tre teste (chiamato così poiché le leggende che parlano di lui dicevano che avesse sconfitto l'antico drago a tre teste tutto da solo e senza un graffio)
Erano gli unici a difenderlo,forse per pena,forse per simpatia.
Ma tornando a Erlas;
Ogni pozione,incantesimo che preprarava oppure pronunciava non aveva mai successo.

Come quando nella lezione di erbologia della signorina Granger doveva far crescere i semi di ulivo bianco,un particolare ulivo che ha poteri di guarigione.

Prese un bel respiro,prese la bacchetta e cominciò a pronunciare ‘incantesimo.

“semus ulivis blanc,crescent “ ma nulla nessuna scintilla dalla bacchetta e nessun segno dai quattro semi sul tavolo.

“proverai un altro giorno”disse la signorina Granger,poi prese i semi è li portò a Karlos Woot,

della famiglia dei Woot i più grandi rivali dei Crower.

Pronunciò la formula,dalla bacchetta uscì un piccolo ma intenso lampo di luce,che colpendo i semi generò un piccolo albero dalle foglie bianche come il latte.

“bravissimo,il migliore come sempre”disse Granger prima di allontanarsi,per andare alla cattedra con l’ulivo.

Karlos guardando Erlas disse l’offesa più grande che un mago potesse fare a un altro mago. Chiamandolo "uomo"

ma ormai il ragazzo c’era abituato a essere chiamato “umano” oppure “uomo senza magia”.
alla fine della lezione prese le sue cose e andò nella sua camera alla fine del corridoio ovest, il castello era diviso in quattro parti; nella parte nord c'erano il dormitorio dei professori e si divideva in maschi e femmine,nella parte sud si trovava la sala da colazione,pranzo e cena,nella parte est il dormitorio delle ragazze e,in quello ovest superiore i ragazzi,mentre nei sotterranei si trovarono le classi dei vari ranghi.
Erlas voleva piangere,ne aveva il bisogno,troppe cose erano successe nei ultimi anni,troppi drammi ,troppe paure e insicurezze l'avevano che le rubato il cuore.ma oramai anche le lacrime lo avevano lasciato.
Era ora di cena e fuori dalle mura si sentivano le prime civette che cantavano la loro melodia alla luna.
Aveva sempre sognato di uscire fuori quelle mura fatte di polvere e muschio,ma non era possibile.
Nessun mago usciva dalla torre,o almeno nessuno era riuscito a raccontarlo, girava voce nella torre che ci furono solo due "fuggitivi"
Riuscirono a uscire dalle mura nascondendosi nel carro del rifornimento che viene una volta al mese ma appena i professori si accorsero della loro assenza si misero a cercarlo giorno e notte.
Il primo un mago del 5ºanno lo trovarono alla taverna del gran trono ,una piccola taverna per ubriaconi e assassini.le voci dicono che lo torturarono con la magia nera,il fuggitivo morì in poco tempo.
L'altro invece fu più "fortunato" se così possiamo dire,capitò nelle mani del re di Amburth,la città oltre la collina della lotta(denominata così dopo la battaglia di Sonlon.)
Amburth è considerata la città dei peccati e della magia nera,infatti lì ogni incantesimo,ogni sorta di magia o pozione anche la più perfida è legale.
Il re usò l'incantesimo del "svuota magia"incantesimo in grado di succhiare tutta la magia che circola nelle vene di un mago,incantesimo letale di prim'ordine.
Il secondo fuggitivo perse tutta la sua magia e morì.
Nonostante questa e altre mille voce che giravano tra gli alunni Erlas si promise di riuscire a scappare,cosa improbabile per un mago incapace di usare la propria magia.

FINE DEL PRIMO CAPITOLO.



Commenti

pubblicato il 15/03/2015 14.21.00
Alchimistabianco, ha scritto: Non vorrei mai ferire l'ego di qualcuno...ma questa è una storia trita e ritrita che di più diventerebbe quasi offensivo. L'ho letto il racconto, non parlo a vanvera, un mix di generi eterogenei e una scopiazzatura di romanzi altri. Ci sta quando copi lo stile di scrittura di un autore famoso ma non quando ne metti insieme pezzi prelevati casualmente. Per la grammatica e lo stile, stendiamo un velo pietoso. Ti trovo frammentario, periodi troppo staccati, troppo respiro tra un pensiero e l'altro. Guarda, trovo stupida la corrente letteraria attualmente in voga che vorrebbe un romanzo o un racconto più vissuto e meno raccontato: direi loro di rileggere i vecchi classici! Ma qui, mi pare che tu stia esagerando.

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